venerdì 3 novembre 2023

Asfalto (Asphalte) - 1981

 
Anno: 1981
Regista: Denis Amar
Casa di produzione: Les Films de l'Epée, Multimédia, Union Générale Cinématographique (UGC), Top n°1, Antenne 2
Paese di produzione: Francia

CAST
Carole Laure: Juliette Delors
Jean Yanne: Arthur Colonna
Jean-Pierre Marielle: Albert Pourrat
Philippe Ogouz: Jean-Claude Jaeger
Louis Seigner: il vecchio sig.re della discarica
Danièle Lebrun: Florence Rouvier
Nicole Vassel: Nicole Pourrat
René Bouloc: il "Cousu"
Daniel Sarky: collega chirurgo di Kalendarian
Christophe Bourseiller: meccanico del garage
Etienne Chicot: Caron, il rigattiere
Marie Mergey: assistente di Kalendarian
Christian Morin: Christian Morin
Bernard Verley: uomo nella cerchia degli amici di Juliette
Georges Wilson: il professor Kalendarian
Jean Amos: gendarme
Richard Anconina: saccheggiatore dopo l'incidente
Régis Ander: gendarme
Nella Barbier: sig.ra Pourrat
Christian Benedetti: conducente del camion incidentato
Emilie Benoit: infermiera
Betty Berr: ragazza ferita nell'incidente
Daniel Bilalian: giornalista di Antenne 2
Jacques Boudet: gendarme
Eliane Borras: ragazza nella cerchia degli amici di Juliette
Philippe Brizard: Jules Giroux
Gérard Cailleux: autostoppista
Jacques Chailleux: soccorritore
Tristan Clémenceau: Gérard Pourrat
Avia Conway: ragazza autostoppista
Eric Hémon: uomo con il fucile
Ghylaine Dumas: donna che presta soccorso nell'incidente
François Dyrek: Raymond
Pierre Frag: venditore di valigie
Daniel Guillaume: uomo che presta soccorso nell'incidente
Olivier Hémon: secondo uomo con il fucile
Annette Henze: donna alla cabina telefonica
Laurence Jeanneret: Juliette Giroux
Alex Lacast: Roger, l'assistente di Christian Morin
Christopher Lambert: medico in ospedale
Bernard Larmande: gendarme
Gérard Loreau: uomo non gradito nel ristorante
Jean-Pierre Laurent: cameriere del ristorante
Marie Lebée: segretaria di Caron
Germaine Ledoyen: anziana sig.ra della discarica
Jean Le Mouel: uomo che presta soccorso nell'incidente
Arnaud Liegeois: Raymond da bambino
Vincent Liegeois: Raymond da bambino
Eric Magnan: Marc Jaeger
Charlotte Maury-Sentier: ragazza di Raymond
Roger Miremont: Edouard
Antoinette Moya: cassiera del ristorante
José Otero: Milo, benzinaio
Luc Ponette: secondo uomo non gradito nel ristorante
Amandine Rajau: bambina nella cerchia degli amici di Juliette
Mathieu Schiffmann: receptionist dell'albergo
Jacky Tertrin: assistente al venditore di valigie

ATTENZIONE: SPOILER!

Debutto alla regia di Denis Amar, del quale in ambito biografico non si conosce assolutamente nulla, tranne che per avere lavorato come assistente alla regia dal 1967 al 1974 ed essersi poi rivolto alla televisione agli inizi degli anni '90 per via del declino del cinema francese. Tutt'oggi vivente, tre anni dopo l'uscita di questo film nelle sale fece vincere un premio César per "miglior attore non protagonista" a Richard Bohringer in "L'Addition" (1984) e nel 1989 girò la biografia del prete Henri Grouès, che fece vincere un altro César a Robert Hirsch come "miglior attore non protagonista", oltre a una candidatura a Lambert Wilson per "miglior attore".

31 luglio: iniziano ufficialmente le vacanze. Juliette, che non aveva alcuna intenzione di partire, decide di prendere in prestito l'auto di una sua amica di cui non ha più notizie. In seguito, i suoi amici rimangono vittime di un incidente stradale. Nel frattempo, Albert decide di ritirare dal meccanico la sua vettura dai freni difettosi e parte anche lui per le vacanze assieme alla sua famiglia... che quando è ferma a mangiare in un ristorante, i loro bambini giocano con la vettura ed uno di loro perde l'uso delle gambe a causa di un incidente. Juliette si ferma in una stazione di servizio e la sua amica recupera a sua insaputa il veicolo, facendola interagire con un uomo a cui piace scoprirsi il petto... e che gli farà incontrare un conducente appassionato di cani, anche lui coinvolto in un incidente.

Mezzo disastro che riesce, faticosamente, a rimanere in piedi per la presenza di Carole: ruba ogni tipo di riflettore senza nemmeno provarci. Fotografia che immortala l'atmosfera estiva della Francia degli anni '80, con il sole che bacia ogni cosa ed inquadra ossessivamente l'asfalto cocente delle strade d'oltralpe. Ma sull'altra sponda, il montaggio è incomprensibile. Per dirla breve, è un film che prova a dirci qualcosa per tutta la sua durata e fallisce anche nei momenti in cui poteva dirlo. Per dirla lunga, è un road movie misto a thriller che prova a farci ridere con i "siparietti comici" dell'uomo che per chissà quale ragione ama scoprirsi il petto a causa dell'incidente avuto (ma il tutto mette inquietudine, colonna sonora compresa) e per l'umorismo sulla rivalità delle famiglie in esodo. 


Credo che il film sia piaciuto solo a Rémy Julienne, autore degli incidenti in questione...
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

giovedì 2 novembre 2023

Il Ragazzo Potente di Tokyo (Tokyo no Abarenbo) - 1960

 
Anno: 1960
Regista: Buichi Saito
Casa di produzione: Nikkatsu
Paese di produzione: Giappone

CAST
Akira Kobayashi: Jiro Shimizu
Ruriko Asaoka: Hideko Matsuda
Sanae Nakahara: Rirako
Arihiro Fujimura: Kaneda
Hiroshi Kondo: Senkichi
Shoichi Ozawa: Hamakawa
Toranosuke Ogawa: Onizaemon Ippon'yari
Shin Morikawa: Chogoro Shimizu
Hisao Toake: Imamura
Masao Mishima: Asai
Kyosuke Aihara: Ryuzo Asai
Yoko Kosono: Michiko
Fudeko Tanaka: Chiyo Shimizu
Reiko Arai: moglie di Asai
Ikuko Chiyo: Toshiko
Toyo Fukuda: Kimie Nakamura
Keiko Hara: Tsuru Matsuda
Keisuke Noro: Bunkichi Nakamura
Koji Seyama: Konishi

ATTENZIONE: SPOILER!

Uno dei pionieri degli yakuza eiga in patria, fu l'artefice del decollo della carriera di Akira Kobayashi: è il suo attore feticcio. Dopo essersi laureato all'Università di Waseda, trova lavoro alla Shochiku come assistente alla regia e lavora al fianco di titani come Yasujiro Ozu. Nel 1954 si trasferisce alla Nikkatsu ed esordisce nel 1956 con "My Sister's Wedding". Sul finire del decennio consacra il già citato Akira nella figura del chitarrista vagabondo nel 1959 ed ebbe l'occasione di collaborare con Jo Shishido nel corso della sua carriera. Passa a miglior vita all'età di 86 anni nel gennaio del 2011, ma non senza prima partecipare a un episodio della saga della peonia rossa nel 1972 e nello stesso anno partecipa alla saga del "lupo solitario e cucciolo".

Dopo avere imparato a cucinare in Francia, il giovane Jiro ritorna in Giappone ed apre un ristorante nelle strade di Ginza a Tokyo: attira immediatamente l'attenzione di clienti stranieri, donne, incluso un politico che accidentalmente distrugge il locale di Jiro con la sua auto e anche una yakuza locale... 

Divertente caleidoscopio di colori, anche nel guardaroba dei protagonisti. In alcuni momenti rallenta nella sua esecuzione e in altri riesce a decollare con le scazzottate tipiche del genere yakuza. Il tutto è incorniciato dalla voce di Akira che annuncia già dai titoli di testa a cosa andremo incontro, ossia un musical misto a commedia d'azione (pionieristica, per i tempi!)... ma che senza la presenza della yakuza e della politica, era un modesto prodotto per i giovanissimi dell'epoca. Montato bene, in una regia al completo servizio dei personaggi, all'interno di una sceneggiatura plausibile e su una trama facile da seguire.


Nel complesso un indimenticabile prodotto che immortala una Tokyo appena ripresa dal secondo conflitto mondiale, in un quartiere ancora lontano dall'essere alla moda nei tempi attuali.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

mercoledì 1 novembre 2023

[Amorrore #2] Cherie - 1984

 
Anno: 1984
Regista: Patrick Tam
Casa di produzione: Shaw Brothers
Paese di produzione: Hong Kong, Cina

CAST
Cherie Chung: Cherie Tang
Tony Leung Ka-Fai: Hua/Alfa
Chor Yuen: capo Chu
Dennis Chan: Ah Pao
Ng Ha-Ping: Lucy Luk
Michael Lai: cugino di Cherie
Choi Kai-Yuk: moglie del cugino di Cherie
Chan Lap-Ban: anziana sig.ra
Yip Ha-Lei: affittacamere di Cherie
Leung Biu-Ching: finta moglie di Chu
Willy Kong Tou: finto dottore

ATTENZIONE: SPOILER (sdolcinatezza in arrivo...)!

Quale miglior modo per concludere il mese di ottobre con un ORRORE involontario ed allungato inutilmente dal regista che fu il mentore di Wong Kar-Wai? Uno dei padri fondatori della prima New Wave hongkongese, nel 1980 debutta e scrive il wuxia di "The Sword". Nel 1982 dirige uno dei simboli della "nuova onda" del cinema del porto, "Nomad", che fece decollare la carriera appena cominciata dell'attrice Pat Ha e di Cecilia Yip Tung. Dopo avere diretto nel 1987 la commedia/triad movie di "Final Victory", lo sceneggiatore Wong divenne il regista che tutti noi conosciamo molto bene. Si ritira dai riflettori dopo avere diretto "My Heart is That Eternal Rose" nel 1989, e riappare nel 2006 con "After This Our Exile": ne cura il montaggio e la direzione artistica. Si segnala che fu il montatore del "Days of Being Wild" (1990) e di "Ashes of Time" (1994), assieme al famigerato "Election" (2006) di Johnnie To.

Una insegnante di ginnastica ritmica viene corteggiata da un ricco ed anziano uomo d'affari, che decide di invitarla a cena sul suo yacht. Arrivata a cena, lei sviene e l'uomo prova ad aiutarla... ma al suo risveglio, fugge in mare e per strada incontra un fotografo: chiedendosi che stesse facendo, la accompagna a casa propria e lei si innamora di lui. Mettendosi ufficialmente insieme, l'uomo d'affari cerca di riaverla accordandosi con il fotografo, che a sua volta finge di avere un cancro allo stomaco. Fugge in Malesia assieme all'uomo d'affari e viene raggiunta dall'insegnante, che si accorge della farsa architettata da loro due e si allontana su una piccola nave... ripensando allegramente ai fatti avvenuti.

Nel complesso, il film stesso è un vagabondo che non ha idea su quale genere posizionarsi. Nel primo tempo incomincia davvero bene, con una denuncia senza fronzoli nei confronti dell'alta borghesia in stile cinéma vérité ed uno strepitoso lavoro in ambito fotografico (la mini-scena in cui Tam stesso autocita il suo debutto wuxia, i giochi di luci notturne nel mentre passa una cometa sopra Cherie e Tony), anche nel montaggio non delude per nulla. Nel secondo tempo si perde del tutto a metà strada tra la commedia più insistente e il lacrima movie più vergognoso: nonostante la fotografia rimane eccellente, anche la musica non riesce a salvarci dal disastro. Poteva tranquillamente durare 35 minuti, titoli di testa e di coda compresi, ed il risultato sarebbe stato molto più gradevole... rispetto alla cloaca pseudo-romantica integrale.


Rilasciato a due giorni dal Natale del 1984 (22 dicembre), con il palese intento di incassare qualche dollaro in più, rimane l'esempio più eclatante su come non bisogna MAI esagerare sul grande schermo.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

martedì 31 ottobre 2023

[Speciale Halloween] La Polizia Chiede Aiuto - 1974

 In occasione di questo ultimo giorno di ottobre, cercherò di deliziarvi con una recensione su un film a metà strada tra giallo e poliziottesco (con sfumature di slasher movie), degno di raccogliere l'eredità di Stefano Vanzina girata nel 1972...

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Anno: 1974
Regista: Massimo Dallamano
Casa di produzione: Primex Italiana
Paese di produzione: Italia

CAST
Giovanna Ralli: sostituto Procuratore della Repubblica, Vittoria Stori
Claudio Cassinelli: commissario Silvestri
Mario Adorf: commissario Valentini
Franco Fabrizi: Bruno Paglia
Micaela Pignatelli: Rosa
Farley Granger: sig. Polvesi
Corrado Gaipa: Procuratore della Repubblica
Marina Berti: sig.ra Polvesi
Ferdinando Murolo: brigadiere Giardina
Paolo Turco: Marcello Tosti
Salvatore Puntillo: agente Napoli
Eleonora Morana: cameriera
Sherry Buchanan: Silvia Polvesi
Roberta Paladini: Patrizia Valentini
Luigi Antonio Guerra: giornalista
Renata Moar: Laura
Adriana Falco: Giuliana Bigi
Clara Zovianoff: sig.ra Talenti
Leonardo Severini: Russo
Lorenzo Piani: giornalista
Giancarlo Badessi: avvocato di Bruno Paglia
Francesco D'Adda: medico
Attilio Dottesio: medico legale
Steffen Zacharias: professor Beltrame

ATTENZIONE: SPOILER (anche se avete paura)!

L'ultima volta che ho trattato un poliziottesco risale probabilmente ai tempi di Bismarck, ma il mio interesse nel genere non è mai calato del tutto. In onore della zucca che popola numerose case in questa sera, ripescheremo il remake di un'opera girata dallo stesso regista nel 1972: "Cosa Avete Fatto a Solange?", che inaugurò una saga (sconnessa quanto una mulattiera) conclusasi bruscamente nel 1978 con "Enigma Rosso", dove è accreditato come sceneggiatore... ma passò a miglior vita ancora prima che il film venisse prodotto. Ma partiamo dall'inizio per evitare ulteriore confusione: inizia la sua carriera come aiuto-operatore alla cinepresa e in seguito come operatore in alcuni documentari, tanto che nel 1945 si ritrova a Milano con Gianni Vernuccio a filmare i cadaveri dei gerarchi fascisti in Piazzale Loreto. Nel dopoguerra passò a lavorare come direttore della fotografia, in particolare nei primi due spaghetti-western di Leone con lo pseudonimo di Jack Dalmas. Esordisce nel 1967 con "Bandidos" ed ebbe molteplici problemi con la censura (in particolar modo "Venere in Pelliccia", girato nel 1969 ed arrivato solo nel 1973 in Italia con il titolo di "Venere Nuda", e infine edito nuovamente in "Le Malizie di Venere") e nel 1975 girò l'horror controverso de "Il Medaglione Insanguinato". Appena dopo la fine delle riprese di "Quelli della Calibro 38" nel 1976, fu vittima di un incidente stradale.

In una soffitta viene ritrovato il cadavere impiccato di una quindicenne di nome Silvia Polvesi: inizialmente si pensa fosse un suicidio, ma viene scoperto un nastro in cui sono registrati molteplici incontri d'amore e il mosaico si incastra con un organizzazione di giovani squillo, tutte studentesse dello stesso istituto scolastico. Le ragazze, interrogate a loro volta, portano al capo che manovra l'organizzazione... ma indagando ancora di più sono coinvolti nello scandalo anche persone ai vertici del potere, come ministri e parlamentari. Dopo l'uccisione accidentale del sicario mandato dal capo per mettere a tacere le studentesse e la stessa procuratrice, il commissario Silvestri ha tutto quello che gli serve per scoprire la verità: ma che gli viene proibita a causa di ordini ministeriali che lo obbligano a chiudere il caso.

Cardiopalma per tutta la durata del film. Dovuto anche alla magnifica colonna sonora di Cipriani, che ricalca parte della musica dal precedente capolavoro di Roberto Infascelli del 1973. Fotografia che ci regala alcuni attimi di inquietudine pura con l'arrivo del sicario in un ospedale usando la telecamera a mano e inquadrature in primo piano (usando la celeberrima tecnica del crudo "cinepugno"); altri in cui rende meno pesante l'atmosfera con alcuni panorami del lago di Garda e nel finale ci delizia con alcune sequele degne del "cinéma vérité" sui condomini bresciani. Eccezionale lavoro nell'ambito degli effetti speciali, qui ai livelli di Rambaldi. Strepitosa la performance della sig.ra Ralli, determinata nell'andare a fondo sul caso, così come il suo collega Cassinelli; dai metodi diretti e in totale assenza di peli sulla lingua. Pionieristico anche nel sottogenere degli slasher movies, in quanto il sicario ha indosso degli indumenti che codificheranno il tipico personaggio del filone... arma inclusa. 


Nonostante il film fosse stato distribuito in piena estate (agosto 1974), fu un enorme successo al botteghino: 1,344,301,000 Lire (694.274 euro) e ben accolto dalla critica di allora.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

domenica 29 ottobre 2023

[Amorrore #1] The Yuppie Fantasia & Brief Encounter in Shinjuku - 1989, 1990

 In occasione della 300° recensione su questo blog, ho deciso di iniziare un nuovo format intitolato "Amorrore", dedito ad analizzare il letame contenuto all'interno del genere romantico e della commedia romantica... ma senza avere con me il foglietto illustrativo per il Prozac...

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Anno: 1989
Regista: Gordon Chan
Casa di produzione: Maxi Harvest Film's Production LTD, Paragon Films LTD
Paese di produzione: Hong Kong, Cina

CAST
Lawrence Cheng: Leung Foon
Carol Cheng: Ann
Cherie Chung: sig.ra Lam
Sibelle Hu: Kwai
Chow Mei-Fung: sig.ra Q
Elizabeth Lee: Jenny
Sheren Tang: Cora
Peter Lai: Pierre
Manfred Wong: Q Tai Long
Alfred Cheung: sig. Lam
Yip Hon-Leung: capo di Ann
Lawrence Lau: John
Kirk Wong: avvocato Wong
Michael Lai: capo assicuratore
Paul Chun Pui: sig. Chan
Vivian Chow: ammiratrice di Foon

ATTENZIONE: SPOILER (sdolcinatezza in arrivo...)!

Conosciuto per avere lanciato sia il sottogenere delle forze speciali di polizia e la carriera di Michael Wong nel 1994 con "The Final Option", inizia a lavorare come assistente agli effetti speciali nella Shaw e dopo il declino della casa si diletta a scrivere sceneggiature per altri maestri come Tsui Hark e Johnnie To. Ben presto comincia a mettersi dietro alla cinepresa e gira i due disastr... ehm, films di cui a breve parlerò. Ebbe anche il merito di lanciare la carriera di Stephen Chow nell'ipernoto "Fight Back to School" nel 1991, tre anni dopo si fece conoscere a livello mondiale grazie all'antenato della saga di Fast and Furious con Jackie Chan (che aveva senso di esistere) e nel 1998 vinse tre premi agli HKFA come "miglior regista" e per la miglior sceneggiatura, incluso un terzo premio a lui per il miglior attore di supporto grazie al poliziesco "Beast Cops". Ancora oggi è attivo nel campo del cinema: il suo ultimo film, con annessa sceneggiatura, risale al 2021 e si intitola "Tempting Hearts"... che abbia fatto il giro completo della sua carriera?

Il pubblicista Leung si separa da sua moglie Ann, a seguito di un barbecue finito male. Dove lavora Leung subentra un nuovo capoufficio femminile, la sig.ra Lam... con il quale il pubblicista tenta di flirtare numerose volte, ma dopodiché scopre che era meglio rimanere insieme alla sua ex-moglie. Dopo avere convinto il marito di Lam a tornare insieme a lei, Leung proverà in tutti i modi a tornare con Ann...


Caratterizzazione dei personaggi piatta quanto la pianura dove risiedo, nulla di speciale a livello recitativo se non per alcune (esilaranti) performances di Lawrence e di Carol, nonostante si siano fiondati in cinque a scrivere la sceneggiatura (più lo stesso Gordon). A livello tecnico è quasi perfetto e pronto per atterrare nel territorio del Culto con la C maiuscola: Lowell Lo che ricalca la musica dal "Proud and Confident" uscito nello stesso anno, fotografia nelle mani del veterano Derek Wan che ha collaborato sia davanti che dietro le quinte dei più grandi capolavori hongkongesi delle arti marziali, montato da un Chan Ki-Hop che ha all'attivo un totale di 130 films... ma il film stesso è assente. Cerca di decollare, ma non ci riesce. Sia per gli atteggiamenti da donnaiolo di Lawrence che dai modi di fare dittatoriali di Carol, inclusa la lascività da denuncia di Cherie. Vogliamo parlare anche dei "colleghi" di Lawrence, tutti loro dimenticabilissimi? Poteva sfondare il mitico Kirk, ma qui non gli è stata data la possibilità di ramificarsi nella trama... che è quasi del tutto inesistente. Anzi, probabile che essa si sia autoesiliata nel posto più isolato in Tibet per via di tale spreco.

Nel complesso, il film ha incassato un totale di 16,053,507 dollari (1.916.001 euro) e teoricamente doveva essere un film contro il divorzio... ma il risultato non si è mai visto, perché il decollo non è mai avvenuto.
Ci vediam... no, purtroppo mi tocca continuare...

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Anno: 1990
Regista: Gordon Chan
Casa di produzione: Golden Harvest
Paese di produzione: Hong Kong, Cina

CAST
Lawrence Cheng: Leung Foon
Carol Cheng: Ann
Rosamund Kwan: Wendy Wan
Manfred Wong: Tang
Chow Mei-Fung: sig.ra Q
Peter Lai: Cunning
Kenneth Tsang Kong: sig. Tseng
Allan Fung: Alan
Eric Yeung: K. K. Yang
Lee Chung-Ling: John Li
Chang Gan-Wing: registro dei matrimoni
Vindy Chan: Fanny
Eric Kot: ragazzo delle consegne, fiori in mano
Jan Lam: ragazzo delle consegne, pupazzo in mano
John Cheung: impiegato


Leung, ora responsabile delle pubbliche relazioni, riesce a sposare di nuovo Ann... ma Wan, una nuova addetta alle pubbliche relazioni nello stesso dipartimento di Leung, si innamora di lui dopo che Leung la difende dalle critiche dei suoi colleghi. Quando Leung andrà a Tokyo per incontrare un consigliere, a sua volta si innamorerà di lei, ma non riuscirà a dirglielo. Una volta tornati a Hong Kong, Wan non vuole distruggere la relazione tra Leung e Ann, così sposa il suo fidanzato. Ma quando Ann scopre la verità, una nuova rottura è in agguato...

Più imbarazzante del primo. Più spinto di qualunque altra commedia romantica che abbia mai visionato. Anche qui ritorna il trittico del film precedente, inclusi i cinque della sceneggiatura che ancora una volta non hanno azzeccato nulla. Trama che qui, finalmente, riesce nel suo intento di farci capire a che cosa andranno incontro i personaggi... ma i personaggi secondari, come in precedenza, ancora una volta nel dimenticatoio. Battute con un abisso molto profondo tra il geniale e il pessimo (avrò un senso dell'umorismo diverso, ma per me il tutto è come una torta al cioccolato cosparsa di sale e pepe sulla superficie), gags riuscite ed altre fallite, con le interpretazioni del trio Rosamund-Lawrence-Carol che provano a salvarci dalla deriva del film... facendo un altro buco nell'immenso oceano dell'imbarazzo, quale è il film.

Incassi leggermente diminuiti rispetto al film precedente, con 9,642,962 dollari (1.150.896 euro), ma il messaggio di base è rimasto integro... tranne che per le interpretazioni.
Finalmente ci vediamo in un'altra recensione, cari sopravvissut... ehm, spettatori del blog!


sabato 28 ottobre 2023

[Azionerrore #6] Fenice di Fuoco (Fire Phoenix) - 1990

Anno: 1990
Regista: Tony Lou
Casa di produzione: Chung Ngai Movie Production Co.
Paese di produzione: Hong Kong, Cina

CAST
Alex Man: Ko Kwan-Tien
Sibelle Hu: sig.ra Lo
Francis Ng: Lo Che
Alex Fong: capo della tribù in Thailandia
Carrie Ng: Sophia
Candy Wen
Shum Wai
Mark Houghton
Ng Bing
Tong Kam-Tong
Chui Fat
Gam Biu
Wan Seung-Lam
Lau Chun
Chu Kong
Leung Sam
Kawee Sirikhanerut

ATTENZIONE: SPOILER (anche se è un errore...)!

Di origini taiwanesi, Tony si trasferisce a Hong Kong nel 1962 e cominciò a lavorare tra le fila della Cathay nel 1970 come comparsa, dove acquisisce il soprannome di "Lou Chun". Dopo la sua chiusura, Tony si unisce alla (defunta anch'essa) Yangtze Productions Limited di nuovo come attore ed ottenne la sua prima apparizione rilevante in "Secret of My Millionaire Sister" (1971). Nel 1974 comincia a intraprendere la carriera di regista e debutta sul grande schermo con "Trail of the Dragon" assieme a Chan Lau, di cui ne scrive anche la sceneggiatura. Sul finire del decennio cambia il nome in "Lou Chun-Ku" e nel 1980 si unisce alla Shaw con "The Master": continuò a girare fino al suo ritiro definitivo dai riflettori nel 2000 con "Avenger". 42 films all'attivo come regista, 18 da sceneggiatore e per ben tre volte produsse i suoi films. Ma quando assumi tre persone per scrivere una sceneggiatura e nessuno dei tre ci azzecca qualcosa, dobbiamo iniziare a preoccuparci... il trash pervade l'atmosfera.

Un uomo d'affari giapponese, che aveva con sé un floppy disk contenente una formula chimica dal valore di 30 miliardi di dollari, vicino a Ko viene trovato morto e si sospetta che sia stata una prostituta a commettere l'omicidio. Per ritrovare la formula assume gli investigatori privati Lo e Lu, con una ricompensa di un milione di dollari per trovare e riportare a casa una donna di nome Sophia, rapita da una tribù in Thailandia. Ci arrivano assieme ad altri rinforzi, pesantemente armati e riescono a salvarla dopo avere sterminato quasi del tutto la tribù. Tornati a Hong Kong, alcuni uomini sono dietro ai detectives ed a Sophia; si uniscono a loro una coppia che assembla a casa propria delle bombe artigianali (!!!) e la tribù thailandese giunge anche lei al porto, non senza prima avere riottenuto Sophia ed essere annientata completamente dagli uomini di Ko in un incontro che si è rivelato una trappola. Lo e Lu uniscono le loro forze e demoliscono gli scagnozzi di Ko, ma riesce a fuggire in elicottero...

Il tutto funziona nella prima parte: l'azione scorre senza problemi, mai un momento di tregua e tensione sempre al picco. Memorabile la presentazione movimentata dei personaggi di Sibelle e Francis, tale da farci intendere che gli uomini di Man debbano stare al loro posto... ma nella seconda parte è un bombardamento aereo a tappeto di IMBARAZZO. Sandra e Shum cercheranno ad ogni costo di farci ridere con le loro siparietti comici divertenti quanto un cactus in bocca e la storia d'amore (a singhiozzo) tra Francis e Carrie, iniziata all'improvviso e conclusa con il vuoto cosmico nel resto della squadra dei buoni, che si lascia scappare l'artefice di tutto quanto.


Infuocata era la fenice, infuocata è stata la mia reazione a tale aborto.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

giovedì 26 ottobre 2023

Missione Tuono (Thunder Mission) - 1992

Anno: 1992
Regista: Wang Yao
Paese di produzione: Taiwan

CAST
Alex Fong
Michiko Nishiwaki
Lam Wai
Wang Hong
Dennis Tang
Jiang Shan
Wu Ma
Huang Cheng-Lin
Sung Diy-Yat
Hui Yuk-Lan
Lu Feng
Tse Chi-Sheng
Wong Sai-Goon
Chan Man-Wa
Choi Kwok-Chau
Wang Yao
Chang Chung-Yu
Fan Yiu-Cheung

ATTENZIONE: SPOILER (anche se è un errore...)!

 

Ex-membro del Jackie Chan Stunt Team, vanta all'attivo un totale di 88 films come attore e ben 24 come coreografo, fino al suo ritiro definitivo dai riflettori sul finire degli anni '90. Come regista ha diretto tre films, il primo con cui ha debuttato alla regia di cui a breve parlerò e altri due letteralmente irreperibili, uno girato a Hong Kong (1995) e l'altro di nuovo a Taiwan (1996). Veloce ripasso sul casting: in questo film è presente la prima bodybuilder giapponese in assoluto (Michiko Nishiwaki) che proprio grazie al lavoro con Jackie nel 1985 divenne nota a livello internazionale; il modello ed attore (Alex Fong) che è una presenza fissa delle serie prodotte dalla TVB e dalla ATB; l'attore (Lam Wai) noto per le sue intensissime interpretazioni con o senza baffi.


Un organizzazione terroristica internazionale è dietro all'eredità del padre di una nota imprenditrice edile di Taiwan. Nel mentre, un operaio tenta di fare colpo su di lei con le sue arti marziali. Insieme investigheranno su chi cerca continuamente di toglierli di mezzo, non senza prima che i terroristi tolgano di mezzo sia la madre dell'imprenditrice che un amico dell'operaio...

Economico fino all'inverosimile, con niente di speciale sia nelle musiche, nel montaggio e nella fotografia... ma davvero speciale nelle scene d'azione, alcune coreografate alla bell'è meglio ed altre che raggiungono i livelli di Jackie. Peccato anche per i dialoghi, che nell'introduzione parlano di cose interessanti quanto guardare per tre ore di fila una sedia immobile: acchiappare ragazze... e seni. Scommetto che tra un altro decennio, verrà ripescato da qualche casa cinematografica e restaurato a dovere.


Interessante prodotto che funziona solo sulle arti marziali, per il resto è da portarselo a casa e conservarlo nella propria videoteca personale da appassionato di kung fu.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

Cacciatore di Lavoro (Job Hunter) - 1981

 
Anno: 1981
Regista: Clarence Ford
Casa di produzione: Art Centre Productions
Paese di produzione: Hong Kong, Cina

CAST
Danny Chan
Leslie Cheung
Jade Hsu
Mabel Kwong
Paul Chung
Wong Hoi-Yan
Tang Ching
Chiang Kam
Lau Siu-Kwan
Paul Che
Richard Cheung Kuen
Tam Gwok-Gei
Chan Yi-Chin
Angie Chiu
Luk Ying-Hong
Yat Boon-Chai

ATTENZIONE: SPOILER!

Debutto alla regia di Clarence, che già alle spalle aveva già cominciato a lavorare part-time alla TVB come sceneggiatore all'età di 15 anni: divenne regista e produttore di varie serie televisive. Dopo avere rifiutato la proposta della TVB di divenire un loro produttore, si rivolse al mondo del cinema. Nel 1982 gira il cult di "The Man From Vietnam" e venne subito notato sia dal pubblico che dalla critica, tanto da diventare il direttore creativo della casa cinematografica di Johnny Mak, dove ebbe l'occasione di dirigere nel 1989 "The Iceman Cometh". Un anno dopo divenne il primo regista hongkongese a girare nell'ex-URSS, con "The Dragon From Russia". Il decollo internazionale della sua carriera lo ebbe assieme a Carrie Ng in tre pellicole dal 1992 al 1993 (rispettivamente "Gun 'n Rose", "Naked Killer" e "Remains of a Woman"; dove Carrie in quest'ultimo fu candidata a miglior attrice agli HKFA). Come attore fu candidato a "miglior attore di supporto" nel sequel prodotto dalla Shaw di "Let's Make Laugh": era il 1985.

Due fratelli provenienti da una famiglia benestante, assieme a un amico (che finge di essere della loro classe sociale), frequentano la scuola e finiscono spesso nei guai: ma quando incominciano le vacanze estive, tutti loro vanno in cerca di lavoro. Soprattutto il fratello, che vorrebbe essere un musicista, si separa dalla famiglia e si mette in proprio per esserlo. Dall'altra sponda, l'amico ha problemi con la sorella, che frequenta cattive compagnie... vicine alle triadi. 


Sembrava uno dei tanti mediocri "coming of age drama" dell'epoca, ma invece mi sbagliavo: Leslie e Danny hanno saputo tenere testa e rappresentare una Hong Kong industrializzata con disuguaglianze difficili da nascondere. Nulla di interessante a livello fotografico e nel montaggio, ma la colonna sonora aiuta a rendere indimenticabile questo prodotto low-budget. Quando credevo di giungere a un punto morto verso la seconda metà del film, Danny ha risollevato il tutto con la sua esibizione ("Missing Parents", per chi volesse ascoltarla) sia nello studio discografico che nel finale. Gran peccato per la caratterizzazione di Leslie, lasciata letteralmente a metà verso il finale. Dialoghi mai scivolati verso il banale, interpretazioni nel complesso ben riuscite. Anche le scazzottate, coreografate discretamente da Phillip Ko Fei.


Se siete a caccia di lavoro, affidatevi a loro due... vi tireranno fuori dai guai.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

domenica 22 ottobre 2023

Il Folle Omicidio a Sangue Freddo (The Mad Cold-Blooded Murder) - 1981

Anno: 1981
Regista: Albert Law
Casa di produzione: Tat Shing Film Co.
Paese di produzione: Hong Kong

CAST
Michael Chan
Carter Huang
Lau Dan
Bruce Le
Woo Mei-Yuk
Hui Ying-Ying
Ga Lun
Leung Sam
Lee Yi-Yi
Lily Chan
Alan Leung Ching
Lam Hoi-Ling
Johnny Ngan
Chan Min-Leung
Cheung Chok-Chow
Ng Kit-Keung
Liu Hok-Ming
Ma Hon-Yuen
Chan Leung
Lau Chun
Lee Fat-Yuen
Luk Ying-Hong
Ng Kwok-Kin
Chui Kin-Wa
Chong Wai
Ng Kwok-Kai

ATTENZIONE: SPOILER!

Altro regista letteralmente sconosciuto anche nella sua madrepatria, che ha iniziato la carriera nel 1981 con due pellicole scritte e dirette da lui (a partire da "Looking for Money", di cui ne cura anche la colonna sonora e questa che a breve tratterò) per poi sparire nel nulla e ritornare agli inizi degli anni '90 con "Once a Prisoner" (con il titolo ripreso dal celeberrimo film di Woo) e "Ghost Gambler", girati entrambi nel 1991. Sul finire del decennio scrive, produce e dirige "Hope" (1995) e lascia il cinema nel 1999 con "Double Sin"... sparendo letteralmente nel nulla.

A seguito della morte di una prostituta, la polizia indaga su un misterioso serial killer dai guanti bianchi: tre poliziotti in particolare sono in prima linea, ma uno di loro perde la ragazza a causa dell'assassino... 

Chan tale e quale a Henry Silva: inespressivo e adatto per ruoli da antagonista, qui lo dimostra nuovamente con calci e pugni molto intensi assieme ai bracci della legge come Ga Lun (colui che ostacolò il lavoro di Duke Togo nel 1977...) e il sempre in forma Bruce Le. Nel complesso un lavoro ben riuscito nell'ambito del "whodunit", dove la tensione non si affloscia mai (nemmeno verso il finale) e viene incorniciata da dei colpi di scena. Numerosi i problemi nel montaggio (scene che saltano, sensazione di guardare degli altri films montati assieme) e nulla di interessante a livello fotografico, ma il tutto non intacca la colonna sonora e le interpretazioni degli attori (a questo giro non si salva Carter, poco credibile).


Prestate attenzione all'altra copia in VHS che circola su YouTube, sebbene sia doppiata in inglese è di 15 minuti più lunga e non ha quasi nulla della pellicola originale.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

lunedì 16 ottobre 2023

La Finestra (The Window) - 1968

 
Anno: 1968
Regista: Patrick Lung Kong
Casa di produzione: Tse Brother Motion Picture Production Company
Paese di produzione: Hong Kong, Cina

CAST
Patrick Tse Yin: Yeh Hsia-Er
Josephine Siao: Lu Lu-Ming
Cheung Yee: Da Niu
Patrick Lung Kong: ispettore Lu
Mang Lee: Sophia Su
Lin Jing: sorella Li
Yeung Yip-Wang: padre di Lu-Ming
Lai Man: terza zia
Woo Ping: direttore Feng
Lam Yuk: poliziotto
Cheung Chok-Chow: proprietario della pasticceria
Yeung Chun-Sing: ladro arrestato
Fung Ming: detective Ah Wen
Ling Fung: dottore
Tang Cheung: poliziotto

ATTENZIONE: SPOILER!

Scritta e diretta da Lung Kong, il regista che più di tutti influenzò l'ipernoto John Woo. Prodotta da suo fratello Tse Yin, anche lui presente come attore protagonista nel film, è il suo primo film a colori. Figlio di un cantante d'opera, già all'età di sette anni cominciò ad apparire nelle opere in cantonese: in seguito conobbe Ma Siu-Ying, che lo avrebbe poi portato negli studi della Shaw. All'attivo vanta un totale di 13 films da regista, di cui 12 scritti da lui e 5 montati da lui. Come attore comparve ben 58 volte, fino a lasciare definitivamente il mondo del cinema nel 2002 in "The Wesley's Mysterious File". Si segnala che nel 1981 produsse uno dei cult più introvabili di Patrick Tam, "Love Massacre". Passa a miglior vita il 2 settembre del 2014, all'età di 80 anni.

Hsia-Er è un noto ladro che agisce assieme ai suoi due complici Sophia e Niu. In una delle sue rapine, accidentalmente riduce in fin di vita il padre della ragazza cieca Lu-Ming, incontrata da lui stesso durante la fuga. Tra i due si sviluppa rapidamente un legame affettivo, soprattutto dal fatto che lei lo scambia per suo cugino Wong (che in realtà è residente in Malesia) e lui la aiuta nella quotidianità. Sophia perde la testa per tutto ciò e manda Niu a togliere di mezzo Lu-Ming: fallito l'assassinio, Hsia-Er si vendica e viene arrestato dalla polizia. In fin di vita anche lui, chiede di donare le sue cornee alla ragazza... che tornerà così a vedere e per ringraziare lui diventerà una suora.

Inaspettatamente positivo per essere un poliziesco, ma che grazie al pedale fisso sul melodramma riesce ad essere indimenticabile. Istantanea talmente clinica che fa' sembrare Lung Kong uno psicologo mancato, data la sua analisi profonda sul boom economico della Hong Kong dell'epoca e su come veniva vista la disabilità all'epoca, inclusi gli strumenti usati per essa. Josephine stupenda nel suo essere pura a livello sentimentale e demolitrice dello stereotipo della donna ingenué, capacissima di difendersi durante l'attacco di Niu... Tse Yin convincente nei panni di un criminale prossimo alla redenzione, dal vestiario stravagante e incredibilmente poetico nei confronti di Josephine. Fotografia che è un inno alla natura in generale, montaggio discreto e musica che cita inconsapevolmente il nostrano neorealismo...


Se un giorno vi chiederete da dove John abbia preso spunto per il suo famosissimo "The Killer" (1989), la risposta l'avete già trovata con noi...
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

The Dog Stars - Le stelle dopo la fine

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