mercoledì 30 novembre 2022

Sketch - 1983

 
Anno: 1983
Regista: Wong Ching
Casa di produzione: Century Motion Picture & Distribution Co. LTD
Paese di produzione: Hong Kong, Cina

CAST
Newton Lai: ispettore Hank Chin
Stanley Fung: sergente Chung Ng
Wong Ching: Sing
Doris Law: Jun
Cheng Lei: Squirt
Lung Tin-Sang: "Pig Head"
Yau Pui-Ling: poliziotta
Ting Tung: abitante del villaggio
Cheung Sek-Aau: abitante del villaggio
Yat Boon-Chai: poliziotto
Sek Chung-Yuk: parrucchiere
Ng Leung: abitante del villaggio
Lau Chun: abitante del villaggio
Leung Hak-Shun: dottore
Lam Hak-Ming: infermiere
Luk Ying-Hong: poliziotto
Wong Chi-Wing: poliziotto

ATTENZIONE: SPOILER!

Prima ed unica esperienza davanti e dietro la cinepresa di un altro veterano della Shaw, che non avendo un cast di rilievo e nemmeno il denaro necessario per sfondare... ci è parzialmente riuscito. Prodotta dalla casa che durante i primi anni '80 ha sfornato capolavori della "nouvelle vague" in salsa hongkongese da registi come Patrick Tam (Nomad, 1982) e Alex Cheung (Man on the Brink, 1981), ci troviamo davanti al suo ultimo prodotto distribuito nelle sale. Sulla carriera di Wong si conosce ben poco: da HKMDB veniamo a sapere che ha fatto per ben due volte il coreografo in due produzioni targate Shaw (Mobfix Patrol [1981] e Brothers From Walled City [1982]) e si è ritirato dai riflettori nel 2011, dopo avere accumulato ben 132 pellicole all'attivo.

La moglie di un ispettore viene minacciata da un misterioso serial killer, ma nessuno gli crede: e le cose si confonderanno ancora di più quando una gang locale terrorizzerà ancora di più la donna...

Poliziesco misto a giallo che ricorda pesantemente quel dispettoso ragazzino nella pellicola di Guido Zurli, ma qui moltiplicato e più minaccioso. L'aria che si respira nel villaggio in cui abita la coppia si fa' sempre più rarefatta, come una spirale diretta ad alta velocità verso inevitabili schizzi di sangue... che avverranno in grande quantità nel finale, sfortunatamente sbrigativo e prevedibile. Ne risente anche la colonna sonora del film, scopiazzata da altre pellicole dell'epoca, ma che in alcune scene riesce ad immagazzinare la tensione ed a garantire il cardiopalma. Ottimi anche gli attori, soprattutto nell'antagonista che raccoglie l'ombra del capobanda dal "Cops and Robbers" di quattro anni prima. Raramente esce dalla sua ombra, cruento ed inquietantemente efficiente nei suoi delitti... che da' un sapore piccante a questo piatto notevole, ma discreto. Discreto a causa dell'insistente vandalismo della gang, che non accenna a calmarsi dinnanzi alla presenza del misterioso assassino...


Discreta è l'opera, discreti furono gli incassi: ben 1,651,499 dollari (203.929 euro) in totale. Peccato siano irreperibili i sottotitoli in inglese, ma almeno una motivazione in più per apprendere il cantonese...
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

sabato 19 novembre 2022

Troppo Giovane per Morire (Shinu ni wa Mada Hayai) - 1969

 
Anno: 1969
Regista: Kiyoshi Nishimura
Casa di produzione: Toho Company
Paese di produzione: Giappone

CAST
Toshio Kurosawa: uomo armato
Mako Midori: Yumiko
Koji Takahashi: Matsuoka
Kazuya Oguri: maestro
Chuzaburo Wakamiya: dottore
Tatsuyoshi Ehara: sposo
Nami Tamura: sposa
Shigeo Kato: poliziotto
Daigo Kusano: uomo cupo
Shigeki Ishida: tassista

ATTENZIONE: SPOILER!

Compagno di classe del fratello maggiore di Yujiro Ishihara (Shintaro), fu uno dei direttori più creativi che aveva la Toho. Qui al debutto sul grande schermo, si fece notare subito per il martellante jazz nei suoi films e per la sua direzione a getto continuo di serie televisive (per un certo periodo con il soprannome di "Yusai Ito"), verso il 1987 finì in manette per avere usato segretamente una telecamera all'interno di un bagno pubblico per donne: l'accanimento mediatico nei suoi confronti fu talmente enorme che quasi ogni offerta di lavoro dal mondo dello spettacolo gli fu respinta... e si tolse la vita all'età di 61 anni nel 1993.

Una giovane coppia posteggia in un bar, non senza prima udire alla radio che un pericoloso delinquente è ricercato nella zona. Giunge al bar anche un agente di polizia, che verrà subito freddato da un colpo di pistola da un ragazzo seduto al bancone: la situazione precipita rapidamente e prende in ostaggio i clienti. Ore dopo verrà freddato a sua volta da una persona baffuta seduta al bancone, che si rivelerà essere il vero criminale.

Girato quasi del tutto all'interno di un ampio spazio, faticherete a staccare i vostri occhi dallo schermo. L'atmosfera è pervasa dal sentimento che tutti gli ostaggi riusciranno ad uscire da questo piccolo inferno: troppo giovani per passare a miglior vita, esattamente come recita il titolo della pellicola. Colmo di intrecci e di colpi di scena capaci di impallidire Hitchcock, inevitabilmente saranno versati litri di pomodoro, ma al momento giusto. Antenato di quel pomeriggio all'americana, con un Toshio straordinariamente isterico nel suo ruolo da antagonista... e scommetto che all'uscita nelle sale nessuno spettatore avrà abbandonato la visione.

Morale? Portatevi dietro il vostro Shinichi Chiba al bar che frequentate di solito, se nella zona in cui siete è affollata di posti di blocco...
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

lunedì 7 novembre 2022

L'Assassino Persegue (Murderer Pursues) - 1981

 
Anno: 1981
Regista: Wang Chung
Casa di produzione: Shaw Brothers
Paese di produzione: Hong Kong, Cina

CAST
Danny Lee: Ah Shen
Ray Lui: Ruan Da-Chang/Yuan Tat-Chung
Lam Shung-Ching: Ah Ma
Lung Tin-Sang: Li Shao
Parkman Wong: Ah Hu
Kent Cheng: zio Su
Wong Ching: Hei Chiang
Edwin Tsui: ispettore Ma
Wong Siu-Ming: Grande Fratello vietnamita
Wong Ching-Ho: zio Chiu
Stephen Chan Yung: rifugiato vietnamita
Ngai Tim-Choi: guardiano del campo profughi
Wan Seung-Lam: Crazy Ming
Lam Wai: farabutto al campo da basket
Yat Boon-Chai: poliziotto
Luk Ying-Hong: poliziotto
Chan Ng-Lung: rifugiato vietnamita
Yeung Kim-Man: rifugiato vietnamita
Dang Tak-Ming: rifugiato vietnamita
Sherman Wong: detective

ATTENZIONE: SPOILER!

Secondo lavoro su grande schermo dell'attore e regista Wang Chung, qui ancora militante nella casa dei fratelli Shaw. Trattasi di uno degli ultimi ruoli da antagonista del mitologico Danny Lee, che qui interpreta il capobanda di una gang di sino-vietnamiti assieme ad altri futuri, nemmeno a dirlo apposta, registi come Parkman Wong (che dirigerà lo stesso Lee in "Final Justice" nel 1988) e il cattivissimo Wong Ching (che nel 1983 dirigerà il suo primo ed unico film: "Sketch").

Cinque rifugiati vietnamiti in un campo a Macao vivono la loro quotidianità, tra l'essere continuamente minacciati e derisi da un'altra gang e il capire quanto sia dura una vita simile. Una notte, il capobanda dei rifugiati (Danny Lee) decide di vendicarsi duramente nei confronti dell'altro capo, infilzandolo con un tubo al collo: morto sul colpo. I cinque membri decidono di fuggire a Hong Kong e si avviano alla delinquenza, ma uno di loro (Ray Lui) decide di uscirne pulito e diventa un poliziotto per dare una mano a suo zio (Kent Cheng). Nel mentre, una persona in particolare viene scarcerata (Wong Ching) ed ha intenzione di vendicare la morte del capo, togliendo sadicamente di mezzo uno ad uno i responsabili. 

Ispirato ai celeberrimi "Dieci Piccoli Indiani" di Agatha Christie, tipico film d'azione pre-confezionato dalla Shaw che riesce a emergere con successo dalla media del genere poliziesco. Girato e montato velocemente, non delude mai nella sua tensione: ogni singolo membro della gang vietnamita ha continuamente nel mirino Ray... e nemmeno nello sconvolgere lo spettatore nelle scene in cui è presente Ching, che con le sue torture ricalcano crudelmente l'italianissimo giallo alla Mario Bava. Giallo che viene omaggiato di nuovo nel finale, con una musica presa dal nostrano Luciano Michelini. Sparatorie, scazzottate e litri di pomodoro versati completano l'offerta del film. Sebbene Danny interpreti un ruolo da antagonista, decolla per il suo atteggiamento da uomo d'onore della vecchia malavita che protegge i suoi compagni; e nella stessa pista dell'aeroporto decolla anche Ray per la sua pistola svelta e precisa che mantiene alto il mestiere del poliziotto.

Morale? Ampliate la vostra videoteca personale per le ultime opere, prodotte in agonia, dalla Shaw... potreste capitare in perle dimenticate come quest'ultima.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

La Grande Rapina (The Big Holdup) - 1975

Regia:  Chor Yuen Sceneggiatura:  Chor Yuen Produttore:  Run Run Shaw Direttore di produzione:  Chen Lieh Casa di produzione:  Shaw Brothers...

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