Titolo originale: Minions & Monsters
Data di uscita: 1° Luglio 2026 (cinema)
Genere: Animazione, Commedia, azione, fantastico
Casa di produzione: Illumination Entertainment
Regia: Pierre Coffin; Patrick DeLage
A quattro anni dal precedente capitolo, la Illumination Entertainment riporta in sala le sue creature più iconiche con Minions & Monsters, terzo capitolo della saga spin-off dedicato ai mostriciattoli gialli.
Il film si rivela una piacevolissima sorpresa: un'operazione nostalgica, fresca e decisamente più matura rispetto al passato, capace di divertire i più piccoli e di ammaliare gli amanti del cinema classico.
La narrazione si apre con una cornice suggestiva: una guida turistica ad Hollywood ripercorre la leggenda di tre Minions in particolare: James, Henry e Ed. I tre, reduci dall'ennesimo e fallimentare tentativo di trovare il supercattivo perfetto da servire, finiscono per puro caso sul set di un film muto nella Los Angeles degli albori del cinema. La loro naturale propensione alla comicità fisica e al loro modo di essere buffi li trasforma immediatamente in star indiscusse dello schermo.
Tuttavia il sogno Hollywoodiano si rompe con l'avvento dei microfoni e del cinema sonoro. Incapaci di adattarsi alla nuova tecnologia, i nostri beniamini vengono brutalmente licenziati e si ritroveranno di nuovo in mezzo alla strada. Sarà James a non arrendersi, trascinando i compagni nell'ambiziosa impresa di produrre a tutti i costi il proprio film.
Questo film è letteralmente una lettera d'amore all'epoca d'oro del cinema. Il paradosso comico al centro della sceneggiatura è brillante: creature che storicamente si esprimono solo a gesti e suoni indecifrabili trovano la loro massima consacrazione proprio nel cinema muto, subendo poi il contraccolpo drammatico e ironico del progresso tecnologico.
Il film è una miniera di citazioni cinefile per il pubblico adulto.
Nel corso della storia compaiono giganti del calibro di Charlie Chaplin e Buster Keaton, e non mancano riferimenti visivi e strutturali a pietre miliari che hanno fatto la storia della celluloide, come il leggendario western "La grande rapina al treno" (The Great Train Robbery).
La CGI è impeccabile e si sposa magnificamente con soluzioni registiche ricercate, capaci di simulare la fotografia in bianco e nero e la grana delle pellicole dell'epoca.
Nota di merito assoluta per la caratterizzazione dei personaggi, in particolare per l'introduzione di Ed, un Minion sordo. Ed comunica esclusivamente attraverso la lingua dei segni, compresa senza problemi da tutti gli altri Minions. Si tratta di una scelta di scrittura eccellente, che non solo arricchisce l'inclusività del film, ma si integra alla perfezione con le dinamiche della narrazione e del cinema d'azione e visivo.
Rispetto ai due capitoli precedenti della saga si nota un tentativo da parte della produzione di dare una nuova maturità e una ventata di innovazione a questo universo narrativo. Il risultato è un film a due livelli di lettura: Una commedia d'azione scatenata per i bambini e un gioco di citazioni per gli adulti cinofili nostalgici.
Voto:7,5/10

