sabato 27 novembre 2021

Quest'Uomo è Pericoloso (This Man is Dangerous) - 1985

 
Anno: 1985
Regista: Johnny Wang
Casa di produzione: Shaw Brothers
Paese di produzione: Hong Kong, Cina

CAST
Chin Siu-Ho: Cheng Zhi-Hao
Cheung Chin-Pang: Wei
Johnny Wang: Ku Lung
Eva Lai: Zhi
Richard Cheung: Chin Lao Pa
Lam Fai-Wong: "Beast King"
Leung Kar-Yan: agente Leung
Lo Meng: capo della polizia Luo
Philip Ko: sergente Phillip Chen
Wan Seung-Lam: Biao
Tong Kam-Tong: Gorilla
Elvis Tsui: uomo chiamato "Pink Lady"
Lau Chi-Ming: membro della gang
Lee Yiu-King: membro della gang
Wong Chi-Keung: membro della gang
Chan Lap-Ban: anziana signora al mercato
Yu Miu-Lin: "Herpes Queen" in discoteca

Pan Yung-Sheng: Xiao Ban
Hon Lai-Fan: Mamasan
Cheung Kwok-Wah: farabutto al mercato
Lee Chun-Wa: farabutto al mercato
Fong Yue: madre di Zhi
Cheung Wing-Hon: poliziotto
Ma Hon-Yuen: scagnozzo di Chin
Chui Kin-Wa: informatore e tossicodipendente
Lee Man-Biu: poliziotto


ATTENZIONE: SPOILER!

Celluloide proveniente da una Shaw in piena caduta libera, dopo la presa di posizione di altre case cinematografiche del porto profumato negli anni '80. Se siete dei grandi appassionati della casa, Johnny Wang lo sentirete spesso nominare sia in ambito attoriale che come regista, in quanto ha partecipato quasi sempre come antagonista in 95 pellicole di arti marziali, principalmente per i fratelli Shaw (in un'unica, superlativa, eccezione del 1981 in "Martial Club"). Firmò 10 pellicole come regista, tra cui il violentissimo "Hong Kong Godfather"; uscito nello stesso anno. Prima del suo ritiro definitivo nel 2002, si segnala la sua apparizione come boss nell'ultranoto "Young and Dangerous" nel 1996...


Dopo una violenta rapina a un portavalori, messa a segno da una banda di rapinatori dello Shandong, i due giovani agenti Cheng e Wei vengono trasferiti in un'altra squadra per aiutare nella cattura del boss Lung: sanguinolento nei suoi metodi e negli assassinii. Una notte, gli agenti della squadra hanno una sbronza e gli vengono rubate le loro pistole dalla banda... usate per sterminare un gruppo di vietnamiti. Lung userà una di quelle pistole anche per assassinare un sergente ed in seguito la polizia tenterà una retata contro Lung, che nel mentre riesce a fuggire: la situazione diventerà rovente quando rapirà per puro caso Wei, non senza prima regolare i conti con Lao Pa...




Sebbene il film abbia parecchi problemi con la sceneggiatura, che nel primo tempo cerca di farci ridere con alcune scaramucce dei due giovani agenti (non male la parentesi al mercato e la rapina esplosiva al portavalori), ma che nel secondo esplode nella furia: gli ultimi 30 minuti sono uno spettacolare delirio di piombo! Montaggio veloce, poche sbavature, ma problematico nella trama. Johnny Wang calza a pennello nel ruolo dell'antagonista con problemi mentali, disposto anche a sacrificare i suoi compagni per giungere al suo obiettivo. Caratterizzazione malriuscita su Chin e Cheung, ma che verso il finale metteranno in soffitta la loro spavalderia... Eva adatta per essere l'ingenué di turno, Meng che poteva essere utilissimo già nei primi minuti del film per far rigare dritto i due agenti, diretto e senza paura.


Se amate esplorare i meandri della Shaw, non tutto è dorato... ma se parte di quel tutto è placcato in oro, vale la pena dare uno sguardo anche ai mezzi disastri come esso.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

The Phantom of the Violin(1914)-Chi è il primo Fantasma dell'Opera sullo Schermo?

 











Un caloroso benvenuto ai nuovi lettori/lettrici e un altrettanto caloroso bentornato ai visitatori fissi di questo Sottobosco dedicato in parte al cinema perduto.

Lo ammetto, non era assolutamente previsto questo post, ma addentrandomi nella parte più oscura e tenebrosa, ho trovato qualche nuova informazione(se così possiamo dire) in merito ad un film perduto molto interessante...

Stiamo parlando di un possibile(il possibile è d'obbligo qui)  primo adattamento dedicato alla storia del geniale musicista sfigurato e del suo amore per una giovane soprano, se possibile,  ancora più vecchio del sempre famoso e tristemente perduto Das Gespenst im Opernhaus datato 1916.

La pellicola in questione prende il nome di The Phantom of the Violin(citato anche però come The Phantom Violin).  

Come chi segue questo progetto da molto tempo saprà già, come in molti altri casi simili, diciamolo per i nuovi lettori, le informazioni sono praticamente inesistenti, infatti di questo film non sappiamo pressochè nulla. Partiamo però dall'inizio, per evitare di fare confusione, cosa assai facile in questo campo.



Il Fantasma dell'Opera è un romanzo(non si sa quanto ispirato da fatti reali)  del 1910, scritto dal celebre Gastone Leroux, da esso sono stati tratti una miriade di adattamenti, alcuni riusciti(come il film del 1925, con il sempre impressionante Lon Chaney), altri inveceeeh...Molto meno riusciti(si il film di Argento, ma non perdiamoci su questo scempio, per ora).

Così come per i film su Drakula, è convizione pensare che il primo adattamento in assoluto dedicato allo Spettro di Palais Garnier fosse "Das Gespenst im Opernhaus", anche noto come "Das Phantom der Oper", film tedesco diretto da E. Matray e distribuito nel 1916, come ormai sappiamo bene è andato perduto interamente. 

Ma...Se così non fosse? Voglio dire, nel settore dei film perduti, nulla è mai sicuro, spesso saltano fuori nuove piste e informazioni, nella maggioranza dei casi però, queste ultime sono fuorvianti o comunque inesatte.

Non voglio mentire, non sono sicuro che  questo Phantom of the Violin sia effettivamente un adattamento del lavoro di Leroux, ma secondo molte fonti, pare senza ombra di dubbio esserlo, non autorizzato si sostiene, lo stesso Leroux, avrebbe  denunciato il film e il regista(Francis Ford) per plagio...

Tuttavia, non vi sembra una storia già sentita? A conti fatti,   è la medesima storia di quanto si riporta con "Das Gespenst im Opernhaus", non è molto strano? 

Bisogna dire chiaramente che probabilmente,  secondi molti esperti o semplici appassionati, questo Violin potrebbe essere stato confuso con il film di Matray, ci sono troppe similitudini.

Mi sarebbe piaciuto portare anche la trama del corto, ma è purtroppo impossibile, la trama o meglio, quella breve sinossi che abbiamo ancora oggi, varia di molto a seconda delle fonti.

Temo personalmente, che la verità non verrà mai a galla interamente, a meno che non venga ritrovato questo Fantasma del Violino o almeno qualche frammento più esplicito, dai pochi che possiamo osservare ancora oggi, non è assolutamente possibile stabilire se questo film tratti della storia di Erik e Christine, ma andiamo a vedere qualche presunto(perché alla fine, non è certo nulla come avrete capito anche da voi) frammento rimasto sino a noi:




(Quello che state per leggere, è frutto della mia personale visione, le informazioni qui riportate, se così possiamo chiamarle, sono assolutamente mere ipotesi, basate unicamente su quello che è possibile osservare dalle poche foto rimaste-)




La scena pare avere luogo in un  locale  pubblico, come un bar o un ristorante  o ancora l'interno dell'Opera Garnier(?), sullo sfondo notiamo una statua o forse un quadro, notiamo anche che ci sono altri tavoli dietro agli attori.
Quella seduta,Christine Daae(?) sta conversando con un uomo, il Vicomte Raoul(?), dietro possiamo notare altri due uomini, visibilmente più anziani di quello in primo piano, che siano i managar dell'Opera? Sicuramente però, possiamo senza ombra di dubbio affermare che la scena aveva luogo in un posto di classe, guardando gli  abiti che indossano i presenti, abiti molto fini ed eleganti,  come tuxedo e frac.

Nota: L'abito è molto simile ad uno dei tanti vestiti indossati da Christine(interpretata da Mary Philbin), ne il Fantasma dell'Opera della Universal(1925).




Qui possiamo notare che questa scena chiaramente ha luogo in un qualche sotterraneo, la dimora di Erik(?), la donna, possibilmente la stessa Christine,  pare molto spaventata e si regge all'uomo, personalmente dubito possa essere Raoul de Chargy, se dovessi dire la mia, quell'uomo  potrebbe essere il buon Daroga o comunque un personaggio che ha tale ruolo. Magari questa scena proviene dal finale? In cui Christine scappa? Non lo sappiamo. 


Come vedete, ci sono troppi punti interrogativi, troppe domande senza una risposta...
In Definitiva cosa sappiamo a  riguardo? 
Assolutamente niente di confermato, spero solo che prima o poi possiamo appurare la vera prima apparizione della famosa novella di Leroux su schermo....


Come di consueto, vi do appuntamento al prossimo articolo dedicato, grazie della lettura cari/care.

Diamanti Sporchi di Sangue - 1978

 
Anno: 1978
Regista: Fernando Di Leo
Casa di produzione: Teleuropa International Films
Paese di produzione: Italia

CAST
Claudio Cassinelli: Guido Mauri
Martin Balsam: Rizzo
Barbara Bouchet: Lisa
Pier Paolo Capponi: Tony
Olga Karlatos: Maria Capozzi
Vittorio Caprioli: commissario Russo
Alberto Squillante: Enzo, figlio di Maria
Raoul Lo Vecchio: trafficante di armi
Fernando Cerulli: Olivier Philips
Fulvio Mingozzi: Nicola

ATTENZIONE: SPOILER!

Ma non eravamo a Milano, muniti di pistole calibro 9? Ah, ma questa è Roma! No, perché la beta della sceneggiatura si chiamava "Roma Calibro 9"... poi si è evoluta in "Diamanti Rossi di Sangue" ed infine nel titolo di poco prima. Fernando ha voluto modificare la formula del noir iper-realistico di Milano Calibro 9, rovesciandolo letteralmente nell'ambito delle relazioni dei personaggi: contrari gli uni con gli altri! Nell'ambito del casting, il personaggio di Guido Mauri doveva spettare inizialmente a Franco Gasparri (fresco dell'enorme successo della trilogia di Mark, firmata da Stelvio Massi), ma alla fine fu affidato all'attore più sottovalutato del genere poliziottesco, Claudio Cassinelli, anche lui fresco del ruolo da antagonista in Milano Violenta (1976).


Guido Mauri, insieme al suo amico Marco, lavorano entrambi per Rizzo, un boss della mafia romana. Vengono mandati a rapinare una banca, ma il colpo fallisce a causa di una telefonata anonima alla polizia: solamente Marco riesce a fuggire, rompendosi una gamba e rimanendo zoppo a vita; Guido viene catturato e viene condannato a 5 anni di carcere. Alla sua uscita dal carcere, ritrova la sua compagna Maria e salgono insieme su un autobus. Due banditi fermano l'autobus e rubano il contenuto delle valigie, venendo a loro volta uccisi eroicamente da Mauri, ma la compagna viene ferita mortalmente da loro due. Nel frattempo, il figlio di Maria (Enzo) che lavora in uno scalo aereo, viene spronato da Lisa ad organizzare un colpo sui diamanti giunti in aeroporto. Gli scagnozzi effettuano il colpo e tolgono di mezzo anche Enzo, considerato poco affidabile. Guido e Marco si vendicano di Rizzo e rapinano i suoi scagnozzi, ma ancora loro avranno la meglio su Marco, togliendolo di mezzo senza rivelare il nascondiglio dei diamanti. Guido si dirige a casa di Lisa, divenuta amante di Tony, e riesce a togliere di mezzo  anche Tony, il braccio destro di Rizzo. Si scopre che il vero traditore era Enzo, e Maria lo aveva già capito, cacciandolo di casa. Guido, alla fine di tutto questo, riporta i diamanti da Rizzo e chiede di essere ucciso da lui: viene colpito non mortalmente ad una spalla.


Tipico poliziottesco all'italiana, ma con gli stilemi dell'ormai al tramonto di Fernando: sceneggiatura banale, fantasia al minimo sindacale e privo di scene d'azione spettacolari. Ma nonostante tutto ciò merita un posto nella vostra videoteca, dato che è perfettamente guardabile con piccoli intermezzi violenti ed una musica memorabile (ancora composta dal geniale Luis Bacalov). Non mancano anche alcuni colpi di scena che buttano in aria la trama, insieme all'interpretazione superlativa di Martin Balsam nel ruolo di un boss mafioso, che farebbe di tutto pur di reclamare il suo territorio e difendere il suo codice d'onore. Vittorio Caprioli ottimo nel suo ruolo di commissario, ironico sui fatti di cronaca e sul suo mestiere. In tutto il film vi è una spirale di tensione che sale verso l'alto, e difficilmente staccherete gli occhi dallo schermo.


Anche con la distribuzione, il film fu proiettato per pura coincidenza il giorno dopo il rapimento di Aldo Moro: il 17 marzo del 1978, ed incassò la cifra misera di 259,502,900 Lire (134.022 euro).

L'atmosfera che si respira in questo film è ineguagliabile, dovuta alla rievocazione parzialmente riuscita di un grande classico del noir all'italiana. Se siete degli amanti del noir, prendete la vostra pipa e guardatevelo di notte... Melville vi ringrazierà.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog! 

giovedì 25 novembre 2021

Un Grido Lontano dalla Primavera (Haruka Naru Yama No Yobigoe) - 1980

 
Anno: 1980
Regista: Yoji Yamada
Casa di produzione: Shochiku
Paese di produzione: Giappone

CAST
Ken Takakura: Kosaku Tajima
Chieko Baisho: Tamiko Kazami
Hidetaka Yoshioka: Takeshi Kazami
Tetsuya Takeda
Hajime Hana
Masanori Hata
Mizuho Suzuki
Tappie Shimokawa
Kiyoshi Atsumi

ATTENZIONE: SPOILER!

Ancora una volta Ken Takakura si dimostra il Giuliano Gemma del Sol Levante, non un campione di espressività, ma un veterano sempre affidabile; dopo la sua consacrazione a star di primo livello nel 1976 con Manhunt (una delle prime pellicole straniere distribuite nella Cina post-maoista del 1978). Usando la stessa ambientazione de Il Fazzoletto Giallo della Felicità, nell'isola di Hokkaido, e parte del cast del precedente film, la formula di essere presente assieme al cast nella loro avventura si sente davvero bene. Per chi non conoscesse il sig. Yamada, è noto per aver diretto la saga più longeva della storia del cinema da un unico regista: Otoko wa Tsurai yo (E' Dura Essere un Uomo), interpretato da Kiyoshi Atsumi nei panni di Tora-san. 48 lungometraggi girati dal 1969 al 1995 fino alla morte dell'attore nel 1996 a causa di un cancro ai polmoni. 


Uno straniero misterioso si presenta alla porta di una fattoria durante una notte tempestosa, e chiede di essere ospitato per la notte. La giovane vedova che dirige la fattoria, sospettosa, lo manda a dormire nel fienile. All'alba, con la sua aria misteriosa e distante, decide di andarsene... ma in primavera ritorna come bracciante agricolo, guadagnandosi la fiducia della contadina e l'amore di suo figlio. Nel frattempo, un intruso cerca di persuadere la giovane vedova, ma viene salvata dal bracciante. Ma il mistero sulla provenienza dello straniero rimane... dato che è costretto ad andarsene di nuovo.


Se siete alla ricerca di qualche luogo comune in questo film, siete nel posto sbagliato: assente dal primo all'ultimo fotogramma. Anche la location contribuisce alla mancanza di clichés nella pellicola, ed è un vantaggio decisivo per la naturalezza del dramma. Semplice, nessun trucco, nessun effetto speciale. Assenti gli antagonisti, poiché le persone sono gentili, lavoratrici e disposte ad aiutare gli altri. Non vi è nulla di pauroso nelle vite dei personaggi, ma sono emotivamente autentici... a meno che voi non siate muniti di sangue freddo, vi consigliamo di munirvi di lenzuoli per contenere le vostre lacrime.



Consiglio caldamente la visione del film, poiché difficilmente lo dimenticherete per la sua unicità.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

mercoledì 24 novembre 2021

Il Caso del Pesce Congelato (The Case of the Cold Fish) - 1995

 
Anno: 1995
Regista: Jamie Luk
Casa di produzione: Magnum Films Limited, Uniden Investments Limited
Paese di produzione: Hong Kong, Cina

CAST
Michael Wong: ispettore Michael Cheung
Michael Chow: Dick Chow
Emily Kwan: A Fa
Valerie Chow: Linda
Ricky Yi: Simon
Shing Fui-On: sergente Kong Yan-Yin
Eric Kei: Richard
Danny Lee: comandante Lee
James Ha: Wong Pak-Mo
Frankie Chan: Sai Hon
Ng Kwok-Kin: Lao Gui
Jessica Law: la moglie di Richard
Tiu Gong-ji: dottor Chan

ATTENZIONE: SPOILER!

Finalmente un po' di allegria nella galassia poliziesca di Danny Lee. Qui appare soltanto in un cameo nel bel mezzo del film, ma i due Michael interagiscono talmente bene da rendere di culto questa pellicola: tra gli errori in cantonese del Wong e la pigrizia del Chow, nel mezzo è sconsigliato metterci un Henry Silva dal volto inespressivo... perché da un volto da museo delle cere, si trasforma un cartone animato vivente alla Jim Carrey. Possiamo vedere all'opera anche un Shing Fui-On al di fuori dal suo solito ruolo da antagonista, qui come personaggio secondario nei panni di un poliziotto maldestro, ma che al chiaro di luna è un prete taoista. 




Un poliziotto dell'isola di Lantau, Chow, pigro e annoiato, riceve finalmente un caso interessante. Una serie di omicidi ha terrorizzato la comunità di Lantau... e a peggiorare il tutto si è messo di mezzo un ispettore di Hong Kong, Cheung, che durante una festa ha scatenato una rissa tra ubriachi. Dopo essersi risvegliato in una cella di detenzione, fa' subito amicizia con il poliziotto isolano e si rende conto della sua precedente notte "brava". Spetta a Chow difenderlo dalla comunità del posto, infuriata con lui e sospettosa che Wong sia il principale ostacolo della riunificazione con la Cina continentale... riusciranno a mettere insieme le loro forze e catturare il criminale?


Simpatico film con due star sottovalutate, dove spicca sopra tutti Michael Wong, l'antagonista viscido di In The Line of Duty 4 (1989) e il poliziotto ligio al dovere di Beast Cops (1998). Grazie a loro la pellicola ha una spettacolare evoluzione: da un banale dramma poliziesco in una divertente commedia slapstick d'azione. Alla fine, Wong si farà amare dagli abitanti di Lantau, anche se non accettano i suoi comportamenti da ragazzo di città. Dall'altra sponda abbiamo Michael Chow, che interpreta all'apparenza il personaggio di un poliziotto annoiato dalla vita e con poche speranze, ma molto più saggio di quanto può immaginare lo spettatore. L'ambientazione in un villaggio è stato il dettaglio più convincente per la trama, in quanto in una qualsiasi piccola comunità si conoscono tutti... e si trasmettono traumi molto più velocemente che nelle grandi città. E il triplo complimento spetta anche alla colonna sonora, composta abilmente sugli effetti buffi della sceneggiatura. 

Nonostante la commedia d'azione fuori dagli schemi, al botteghino i risultati furono scarsi: 1,324,468 dollari (151.559 euro) in totale.

Se avete intenzione di recarvi sull'isola di Lantau in un vostro futuro viaggio al porto profumato, prima godetevi la visione di questa cartolina su celluloide...
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

martedì 23 novembre 2021

Organized Crime & Triad Bureau - 1994

Anno: 1994
Regista: Kirk Wong
Casa di produzione: Uniden Investments Limited
Paese di produzione: Hong Kong, Cina

CAST
Danny Lee: ispettore Rambo Lee Chun-san
Anthony Wong: Ho Kin-tung
Cecilia Yip: Cindy
Fan Siu-wong: Tak
Roy Cheung: ispettore Lau Siu-chau
Louis Koo: subalterno di Tung

ATTENZIONE: SPOILER!

Sarebbe anche inutile dirlo, poiché voi vi state chiedendo la stessa cosa: perché non ho tradotto il titolo in italiano? Beh, perché il titolo è stato ripreso da un settore della polizia realmente esistente del porto profumato, pari alla nostrana DIA, e ho voluto preservare il feroce realismo della pellicola. Posso affermare che stiamo giungendo ai livelli di quel poliziesco che ha codificato definitivamente il genere a Hong Kong, Law With Two Phases (1984), a 10 anni esatti di distanza: il realismo e il tono documentaristico si sentono entrambi. Quella pellicola influenzò anche il regista di questo film... e la Tai Seng Video Marketing lavorò sodo per farlo doppiare e distribuire negli USA due anni dopo (1996). Nel 2018 si guadagnò anche una mostra all'Anthology Film Archives di New York.


Rambo Lee è disposto a fare di tutto per arrivare alla resa dei conti con Ho Kin-tung, un noto boss della triade. Entrambi sono convinti in ciò che fanno e non vogliono lasciare che i loro compagni prendano il sopravvento: Cindy farebbe di tutto per Ho, in quanto l'ha salvata anni fa' da un violento stupratore; dall'altra sponda Lee ha molteplici problemi con le donne del suo dipartimento, per la maggior parte strane e distaccate. Fino a che punto si spingerà la legge, per arrestare Ho?





Per un attimo mi è sembrato di aver visto il remake del debutto alla regia di José Antonio de la Loma (Metralleta "Stein", 1975), in quanto i due protagonisti, alla fine si incontrano e si scontrano a fuoco. Nessuno in questa pellicola è cattivo o buono, semplicemente sono persone che fanno del loro meglio per sopravvivere nel mondo reale. Per coronare il tutto, ci sono diversi colpi di scena che inducono lo spettatore a indovinare dove sia fuggito Wong, oltre che una bella dose di umorismo in questa storia molto seria: nella sequenza iniziale, Lee e i suoi colleghi discutono degli affari interni e cercano di nascondere delle macchie di sangue con una tazza di thè. Le scene d'azione sono ben poco spettacolari, in quanto l'assenza delle arti marziali ne azzera l'intrattenimento, ma sono ben riuscite nella loro autenticità e nella loro violenza (senza quella gratuita di John Woo). Anthony Wong è crepuscolare come al solito, e Danny Lee al suo solito ruolo da poliziotto ti invita a rigare dritto. 



E, ancora una volta, nonostante il pubblico orientale è molto meno prevedibile di quello occidentale, al botteghino fu un successo clamoroso: 8,081,301 dollari incassati (921.395 euro).

Assicuratevi dei popcorns e anche una poltrona abbastanza comoda, la tensione negli ultimi minuti della pellicola non vi farà alzare dalla sedia...
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

Film "Perduti": Las Noches del Hombre Lobo(1968)-



Benvenuti o ben ritrovati nell'angolo del perduto, nella sezione del Sottobosco in cui si aggirano pellicole scomparse e dai più dimenticate, come sempre siete i benvenuti.

Il film che tratteremo questa volta ha una storia molto complessa alle spalle ed è facile confondersi e perdersi nel labirinto, quindi cercate di tenere il filo rosso di Arianna e partite con me nell'Angolo del Perduto!


Prima però è bene presentare un attore molto famoso in Spagna, no, non il maestro Narciso Ibanez Menta, lui lo abbiamo già conosciuto.

Questa volte conosceremo...Paul Naschy...


Un uomo, un attore-


Naschy, al secolo Jacinto Molina Alvarez, nasce in  Spagna nel 1934. 

Vissuta la giovinezza  nel periodo della guerra civile spagnola, il giovane Naschy frequenta l'università per diventare un architetto, ma dopo il diploma, cambia presto strada, seguendo la strada di attore, il suo personaggio preferito è l'Uomo Lupo interpretato da Chaney Jr, ed il suo film preferito è Frankenstein meets the Wolfman(in italiano Frankenstein contro l'Uomo Lupo) del 1943.

Nonstante voglia entrare nel mondo del cinema, inizialmente però  prova a sfondare nel mondo della scrittura, scrivendo testi western e pulp, successivamente  segue  la carriera di fumettista, disegnando storie a tema horror e western ma in tutti e due i casi senza avere il successo sperato, quindi decide finalmente di provare la carriera nel mondo del  cinema, diventando un attore, cosa che ha sempre voluto fare.

Tuttavia, all'epoca essendo un giovane attore emegernte(siamo intorno agli anni 60 e il giovane Naschy ha sui ventanni) non ha modo di garantirsi ruoli importanti, trovando comunque però piccole particine, spesso non accreditate. 

Le cose cambiano però quando il giovane attore ha modo di conoscere il celebre Boris Karloff(famoso per il ruolo della Creatura di Frankenstein), tuttavia in quell'occasione  l'attore Karloff era  in un pessimo umore (probabilmente anche malato  e depresso) un esperianza che comunque il giovane Naschy non dimenticherà mai e che poi verrà anche omaggiata nel film-biografia "The Man who saw Frankenstein Cry".

Nel 1968, il futuro attore scrive la sceneggiatura di quello che poi sarà il suo primo successo, "La Marca del Hombre Lobo"(Il Marchio dell'Uomo Lupo), primo film della serie in cui reciterà nei panni del conte affetto da lincantropia Waldemar  Daninsky, le cose sarebbero però potuto andare in modo mooolto diverso...

Infatti, inizialmente Naschy non avrebbe dovuto recitare nel film, si rese disponibile solo quando non fu trovato un attore adatto, si ricorda che venne pure avvicinato il famoso Lon Chaney Jr per la parte di Daninsky, ma l'attore ormai ai suoi 62 anni, era troppo debole  e malato  per viaggiare in Spagna(infatti da li a poco sarebbe mancato, nel 1973).

Da questa prima esperienza cinematografica deriva anche il nome con il  quale è ricordato, infatti i distributori tedeschi, insistettero che il suo nome Jacinto Alvarez suonava troppo "spagnolo" per il mercato occidentale e quindi suggerirono di scegliersi uno pseudonimo, così nasce il nome Paul Naschy.

Naschy divenne famoso sopratutto per il ruolo di Waldemar Daninsky, il licantropo, che interpreterà per altre ben 10 occasioni, in film tutti scritti da lui stesso.

L'attore morì nel 2009, dopo una lunghissima carriera come stella dell'horror spagnolo.



-IL MISTERO DE
LAS NOCHES DEL HOMRE LOBO(1968)

Naschy come Waldermar Daninsky


Fra i tanti film dedicati all'uomo lupo scritti e diretti da Naschy, ve ne si trova uno misterioso e senza effettiva autentiticità, il film in questione è appunto Las Noches del Hombre Lobo(in italiano lett. Le notti dell'Uomo Lupo) un film che si pone come uno dei primi in cui il giovane attore avrebbe lavorato, se effettivamente fosse esistito, il fatto è che l'unico che ha sempre sostenuto la sua reale esistestanza fu Paul Naschy stesso, per tutta la vita egli sostenne di aver veramente recitato(e scritto) in un film con questo titolo.

Il mistero si infittisce ancora di più quando si cerca il regista che avrebbe diretto questo film, tale Rene Govar, senza trovare risultati, di fatto, l'unico film diretto da questo fantomatico regista è appunto Las Noches del Hombre Lobo, infatti un regista con tale nome, non avrebbe mai lavorato nell'industria cinematografica francese. 

A detta di Paul, tuttavia,  Govar sarebbe stato effettivamente un reale regista , sfortunatamente  morto in un incidente stradale a Parigi,  dopo una  settimana dalla fine delle riprese, mentre aspettava i negativi del film, consegnati al laboratorio per essere processati, siccome nessuno ha mai pagato per i negativi originali, il laboratorio li tenne come pegno  ed eventualmente   li distrusse e/o reciclò.

La situazione, non cambia di molto nemmeno quando si cercano gli altri attori protagonisti, secondo le parole di Naschy tali Peter Beaumont e Monique Brainville, questi due attori apparentemente non sono mai esistiti e oltretutto Paul  non ha mai saputo ricordare i nomi di tutti gli altri membri del cast e la crew dietro al film.

Secondo molti, questo film non è mai esistito realmente, ma fu tutta una "montatura" realizzata dallo stesso   giovane Jacinto, che all'inizio della sua carriera era  desideroso di "gonfiarsi" il curriculum, in modo da avere maggiori possibilità di trovare parti importanti. 

La trama di questo "Le Notti dell'Uomo Lupo" è molto simile ad un altro film della serie, "La Furia del Hombre Lobo", quindi come soluzione alternativa si è detto che il film "perduto" possa essere in realtà un nome alternativo per il film "La Furia del Hombre Lobo", senza però risolvere il mistero effettivamente.


lunedì 22 novembre 2021

[Flopiziesco #18] La Siringa (L'Arbalète) - 1984

 

Anno: 1984
Regista: Sergio Gobbi
Paese di produzione: Francia

CAST
Daniel Auteuil: ispettore Vincent
Marisa Berenson: la "siringa"
Marcel Bozzuffi: Falco
Daniel Ubaud: il capo dei "vietnamiti"
Michel Beaune: Rigault
Guy Di Rigo: Silva
Alex Descas: il capo dei "neri"
Joseph Momo: rivenditore
Didier Sauvegrain: il capo dei "giustizieri"

ATTENZIONE: SPOILER (anche se è un flop...)!

Piatto quanto la provincia di Ravenna. Imbarazzante come l'ananas sulla pizza. Probabile che lo stesso Marcel Bozzuffi (noto  si sia sentito imbarazzato sul set, dato il suo ruolo di poliziotto violento e razzista nonché veterano della guerra in Algeria... e il tentativo fallito sul nascere di Daniel Auteuil di apparire come un "rubacuori" in jeans ed amante del pericolo, ma poco credibile. Per chi non conoscesse Sergio Gobbi, è anch'esso un veterano del cinema di genere oltralpe... e anche dello stivale (Così Bello, Così Corrotto, Così Conteso del 1973 è la sua opera più nota in Italia). 


La droga sta diventando popolare nel nord di Parigi: costringe diverse bande a fare irruzione in diverse drogherie e a scontrarsi con altre. Per impedire tutto ciò, da Marsiglia arriva un ex-gangster con tanto di distintivo, Vincent... ma dall'altra sponda vi è un poliziotto della vecchia scuola che utilizza metodi violenti per combattere la criminalità parigina, Falco. Assieme al prezioso aiuto della "Siringa", ossia tramite una ex-membra della banda ormai sciolta di Vincent, cercheranno di ristabilire l'ordine in quella zona di Parigi...


Se cercate la tensione ed i brividi, andate altrove. L'azione è inesistente, così come la trama. Il messaggio di fondo (istantanea della società di strada in quell'epoca) è ottimo, ma è stato eseguito in un modo talmente insipido che si fatica a prenderlo sul serio: dialoghi scritti da qualcuno che forse avrà visto il suo primo poliziesco americano e li arricchisce con insulti e termini volgari, bande in lotta che nemmeno si sfiorano con abiti datati di fine anni '70 e un ruolo incongruente con la "siringa" di poco prima. Nella parte tecnica, finalmente ci sono buone notizie. Colori inseriti bene, con alcune scene illuminate a dovere. Anche dalla parte musicale vi sono ottime notizie: pezzo suonato da un pianoforte, al di sopra della media del genere.


Se avete intenzione di visionare il film, munitevi di antidepressivi, mi ringrazierete dopo...
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

domenica 21 novembre 2021

Giustizia Finale (Final Justice) - 1988

 
Anno: 1988
Regista: Parkman Wong
Casa di produzione: Magnum Films Limited
Paese di produzione: Hong Kong, Cina

CAST
Danny Lee: sergente Cheung Ti-Chu
Stephen Chow: Ah Wai
Ka-Kui Ho: Chicken
Kwong Leung-Wong: Bull
Ricky Wong: ispettore-capo Lo Tai-wei
Shing Fui-On: Judge
Victor Hon: Smut
Ken Lo: Kong
Jun-Chiu Chiu: Chiu

ATTENZIONE: SPOILER!

Stephen Chow è il biglietto da visita del film. Per quale motivo? Il suo debutto come attore secondario, che di lì a poco sarebbe diventato il principe della risata nel cinema del porto profumato... ma la pellicola in generale merita soltanto un'occhiata, nulla di più. Difatti lo stesso Chow vinse un "Cavallo Dorato" a Taiwan per la sua recitazione.



Il sergente Cheung è noto nel Distretto di Wanchai per le sue operazioni di polizia eccezionali, ma il suo carattere non ha fatto altro che attirare diverse lamentele nei suoi confronti... soprattutto dall'ispettore-capo Lo, ritenendo insoddisfatto il suo servizio nella polizia. Un giorno, esce di prigione Judge, e guida i suoi soci a un piano criminale. Nel frattempo, il ladro d'auto "Boy" considera Judge come un idolo e lo serve volentieri, ma nel corso di un furto d'auto viene arrestato da Cheung. Useranno quell'auto per rapinare un casinò clandestino, uccidendo diversi clienti: "Boy" è il primo sospettato dalla polizia, venendo accusato di rapina e di omicidio... ma Cheung la pensa diversamente dal verdetto della polizia, e andrà alla ricerca di nuove prove per ribaltare le false accuse nei suoi confronti.


Per un attimo mi è sembrato di aver visto l'antenato di uno dei quattro capolavori di John Woo, "The Killer", dato che ha il suo cast in tale film (escluso Chow Yun-Fat, Paul Chu-Kong e Sally Yeh)... ma non aspettatevi un granché. Sfumatura comica ottima come sempre dall'eterno poliziotto Danny: personaggi simpatici, ma non troppo. L'azione nella pellicola non arriva ai livelli dei suoi precedenti capolavori come il già citato Law With Two Phases del 1984, ma basta per scatenare abbastanza tensione nell'aria. Basta anche per ammazzare la noia... anche per chi vorrebbe conoscere il "police drama" in salsa hongkongese.


Nonostante l'intrattenimento appena al di sopra della media, nelle sale riuscì a riscuotere una cifra non male di 8,916,612 dollari (1.015.469 euro).

Consiglio la visione solamente a chi è un grande appassionato di Stephen Chow e di Danny Lee, poiché del resto c'è veramente poco altro di cui parlare...
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

sabato 20 novembre 2021

[Giallorrido #2] Terza Ipotesi su un Caso di Perfetta Strategia Criminale - 1972

 

Anno: 1972
Regista: Giuseppe Vari
Casa di produzione: Castor Film, Ital-Victoria Film
Paese di produzione: Italia

CAST
Lou Castel: Carlo Ossani
Beba Loncar: Olga
Adolfo Celi: commissario Ghezzi
Massimo Serato: Mario Ceccarelli
Umberto D'Orsi: avvocato Romanò
Renato Baldini: maresciallo Notarantonio
Antonio La Raina: ingegnere Mauri
Consalvo Dell'Arti: vicequestore Portella
Carlo Landa: Roversi
Renato Malavasi: Vincenzino Rocca
Fortunato Arena: don Salvatore Aniello
Domenico Maggio: Caruti
Carla Mancini: dipendente del night-club

ATTENZIONE: SPOILER (anche se è orribile)!

Polpettone senza capo né coda che pretende di fare il verso al capolavoro dei gialli politici italiani, Indagine su un Cittadino al di Sopra di Ogni Sospetto (1969), per cui vi consiglio di portarvelo a casa vostra se siete dei VERI appassionati del genere... ma per il resto statevene alla larga! Il sig. Vari è abbastanza conosciuto negli spaghetti-western, soprattutto per Prega il Morto e Ammazza il Vivo (1971), perla sconosciuta che ha ispirato Tarantino con il suo The Hateful Eight del 2015, in quanto la narrativa combaciava quasi perfettamente. Esponente poco noto del genere melodrammatico, sin dal suo debutto alla regia nel 1953 con Infame Accusa.


Il giovane ed avventato fotografo Carlo e la sua modella Olga assistono inconsapevolmente a un omicidio di un Procuratore della Repubblica. Invece di denunciare il tutto alla polizia, Carlo usa le foto dell'omicidio per ricattare Ceccarelli, un pornografo legato a doppio filo con la malavita romana. Sia la stampa che la mafia vogliono avere quelle foto incriminanti, ergo spunta dall'ombra un killer professionista che toglie di mezzo gli assassini raffigurati nelle foto di Carlo, e chi è collegato a tali negativi...


Nessun decollo per la pellicola, a causa del budget molto economico per realizzarla. E tutto questo si risente anche nei personaggi, tra cui Lou Castel che non sfonda per niente nel suo ruolo da protagonista... ma viene tenuto a galla dal sempre affidabile Adolfo Celi. Credo che non abbia avuto nemmeno i soldi per assumere un buono sceneggiatore. Ma giusto per assicurarsi una proiezione in una sala, giù di nudità gratuite e di morti. Le sorprese, tipiche dei gialli politici, sono quasi del tutto assenti, tranne per il finale. 


Se capita un passaggio televisivo di tale film, munitevi di olio di ricino... e buona suspense.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

venerdì 19 novembre 2021

[Flopiziesco #17] Sangue di Sbirro - 1976

 

Anno: 1977
Regista: Alfonso Brescia
Casa di produzione: Hilda Film
Paese di produzione: Italia

CAST
Jack Palance: Duke
George Eastman: Daniel
Jenny Tamburi: Susan
Ugo Bologna: Mallory
Robert Giraudo: commissario Jeffrey
Jut Grams: Sharp 
Nicole Barthelemy: Belle
Renato Montalbano: Looney Toledo
Aldo Cecconi: agente Owen
Nick Jordan: poliziotto all'aeroporto
Nello Pazzafini: il fidanzato di Belle

ATTENZIONE: SPOILER (anche se è un flop...)!

L'unico sangue che noto è negli occhi di chi ha visionato tale scopiazzatura, dato il budget molto ristretto del regista (le sequenze dell'aeroporto di Philadelphia sono state girate in un hotel [!!!], precisamente al Cavalieri Hilton di Roma) e un continuo ripetersi di clichés del genere (sparatorie, esplosioni, attentati ed inseguimenti). Conoscendo il sig. Brescia, inseriva tutto ciò che uno spettatore voleva vedere nei generi attraversati da lui: dal giallo al poliziesco, dalla commedia alle sceneggiate napoletane... e contribuiva parecchio a stimolare il sonno anche ai più nottambuli. Degna di nota è la colonna sonora di Alessandro Alessandroni, letteralmente un remake del capostipite della blaxploitation, Shaft il Detective, datato 1971. E per farlo bene si portò dietro il meglio del meglio dei jazzisti italiani dell'epoca, da Enzo Restuccia a Silvano Chimenti, da Enrico Pieranunzi a Dino Piana... il tutto registrato in una singola sessione (precisamente il 15 novembre del 1976) all'Ortophonic Studio di Roma.


Il poliziotto Joe Caputo viene tolto di mezzo da Mallory, il boss della mafia di Philadelphia. Suo figlio Daniel, duro quanto lui, si allea con un altro boss (Duke) per vendicare la sua morte.









Eastman è talmente concentrato sulla sua vendetta a Mallory che nemmeno si interessa all'amore di due donne nei suoi confronti, nonostante alcune sequenze di nudità gratuita! La sua sete di vendetta colpisce anche la sceneggiatura, che confonde le idee sugli avvenimenti nella pellicola... trama compresa. Trascinante e lenta, il che lo spettatore ha parecchi buchi di trama in cui addormentarsi... ma dagli occhi di un seguace sfegatato del genere poliziottesco, è un manuale su come NON girare un film di questa categoria. Per dirla breve, la sceneggiatura e la trama sono INESISTENTI, il protagonista vaga senza meta a Philadelphia e lo spettatore non capisce cosa stia avvenendo. E ho anche esaurito tutto ciò che avevo da dire sul film, che nonostante sia ben poco, è anche accurato...


Dato il pasticcio sul grande schermo, il pubblico capì la fregatura e la pellicola incassò solamente 253,359,230 Lire (130.849.060 euro)...

Morale? Se trovate una videocassetta con all'interno un simile scempio, usatela come bersaglio a un poligono di tiro. Ma la colonna sonora merita un breve ascolto su Spotify...
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

mercoledì 17 novembre 2021

Guerrieri della Strada (Road Warriors) - 1987

 

Anno: 1987
Regista: Danny Lee
Casa di produzione: Magnum Films
Paese di produzione: Hong Kong, Cina

CAST
Danny Lee: ispettore Li Chih Chieh
Jamie Luk: ispettore Lu
Ken Lo: ispettore Rocky Lo
Billy Ching: Billy Wong
Shing Fui-On: Commando
Jessica Chow: la fidanzata di Wong
Gwong Wai-Saan: la fidanzata di Commando
Tommy Wong: Kuang
Chiu Jun-Chiu: matricola n°49
Liu Wai-Hung: Liao Ah-Tsan
Sally Kwok Ling: sig.ra Ho
Lam Yuk-Yim: sergente della polizia stradale
Parkman Wong: Wen
Tony Morias: Tony Morris
Louis Cheung: Bobbie Ho Tsu-Chung

ATTENZIONE: SPOILER!

Rielaborazione hongkongese del celeberrimo telefilm americano di "CHiPs", ma più intrisa di realismo e dal tono documentaristico su una branca della polizia quasi del tutto ignorata dalla celluloide del "porto profumato": la polizia stradale. Per chi non conoscesse il sig. Danny Lee, fu colui che fece coppia con la futura star Chow Yun-Fat nella pellicola semi-sconosciuta di "Heroic Cops" (Poliziotti Eroici, 1981), e ritornerà assieme a lui nel 1989 con il noir di "The Killer"; influenzò molto John Woo con un suo film scritto e diretto nel 1984, "Law With Two Phases" (Le Due Fasi della Legge) proprio grazie al suo tono documentaristico e grintoso; costituiva una risposta secca ai polizieschi simili a cartoni animati dell'epoca, e non a caso da lì in poi ricevette numerosi riconoscimenti da parte delle forze di polizia dell'Asia per le scene realistiche sulle loro procedure e sul donare soldi alle famiglie di ufficiali di polizia defunti.


La polizia stradale di Hong Kong è a caccia di un'automobilista spericolato, ricco e viziato, che ha causato un incidente fatale con uno scuolabus. Si susseguiranno anche momenti di vita quotidiana di tale dipartimento: tra contravvenzioni, posti di blocco e inseguimenti in moto. 








Dramma serio con personaggi ben scritturati (spicca sopra tutti Shing Fui-On per il ruolo da antagonista), intriso di melodramma e con diversi inseguimenti/incidenti in auto che contribuiranno perfettamente a non distrarre lo spettatore dallo schermo. Tralasciando tali caratteristiche, nel complesso la pellicola non ha nulla di nuovo e diverso nel panorama cinematografico di Danny. In alcune volte il sentimento "pro-polizia" del regista prende il sopravvento, tra cui una scena in cui un poliziotto ha bisogno di una trasfusione di sangue... ed ogni singolo poliziotto di Hong Kong si reca all'ospedale per permettergli ciò! All'apparenza sembra piatto, ma se ti piacciono i drammi polizieschi alla Danny Lee, considerati a nozze con tale pellicola.


Danny Lee, come al solito, ha azzeccato i gusti del pubblico dell'epoca: campione di incassi con ben 10,624,679 dollari (1.205.646 euro)!

E ricordatevi che il sig. Lee voleva indicare che i guerrieri non combattono solamente all'interno delle loro caserme, ma anche di giorno e di notte nelle strade affollate di Hong Kong...
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

martedì 16 novembre 2021

Cacciatore di Tassisti (Taxi Hunter) - 1993

Anno: 1993
Regista: Herman Yau
Casa di produzione: Galaxy Films LTD
Paese di produzione: Hong Kong, Cina

CAST
Anthony Wong: Ah Kin
Yu Rong-Guang: sergente Yu Kai-Chung
Ng Man-Tat: Mak Si-Gao
Athena Chu Yun: Mak Suet-Yan
Perrie Lai: moglie incinta di Kin
Chan Fai-Hung: il capo di Kin
Lung Tin-Sang: Keung
Lam King-Kong: Ming
Ray Mak Kai-Chung: Fatty
James Ha Chim-Si: tassista picchiato da Chung
Wu Fung: ispettore T.M. Chan
Chan Kai-Tong: Blacky
Hau Woon-Ling: anziana signora, testimone di un omicidio
Leung Kei-Hei: tassista

ATTENZIONE: SPOILER!

Remake hongkongese di un classico hollywoodiano uscito appena 10 mesi prima dalla creazione di tale pellicola (distribuita nel porto profumato a ottobre 1993), "Un Giorno di Ordinaria Follia", nonché molto più psicologicamente accurato di quello statunitense. Ed è anche basato su una storia vera, in quanto molti hongkongesi all'epoca protestarono per le molestie e per i prezzi troppo alti delle corse... tant'è che per il suo messaggio satirico/sociale ha rischiato la classifica a "film per adulti" (contrassegnato come "III" a Hong Kong), ma fortunatamente la evitò per l'assenza di scene particolarmente violente.


Ah Kin è un tranquillo assicuratore che vive insieme alla sua giovane moglie incinta. Una notte, sua moglie viene brutalmente molestata da un tassista che provoca la sua morte e del suo bambino non ancora nato... da quella notte, Kin da' la caccia ai cattivi tassisti della città, attirando su di sé anche la polizia. Scoprirà che ci sono molti tassisti malvagi, pericolosi ed egoisti che si preoccupano solamente per sé stessi.


La pellicola può essere vista come una sorta di "avvertimento" per chi è abituato a viaggiare tramite taxi, dato che i fatti accaduti nel film possono realmente succedere... ed è seriamente basato su fatti reali avvenuti al di fuori dalla celluloide. Dimostrazione su grande schermo di come all'interno di una comunità possano nascondersi dei malvagi, rigorosamente ambientato di notte per rendere ancor di più l'idea, dato che anche le strade sono state filmate "alla Melville" (colori desaturati e freddi). Per assicurarvi di non staccare mai gli occhi dallo schermo, il regista ha inserito un'intensa sparatoria all'inizio della pellicola, incluso uno spettacolare inseguimento nell'ultima metà. Wong interpreta un criminale molto simile al "Foster" hollywoodiano, comprensivo ed umano: lascia vivere alcuni tassisti perché li ritiene "bravi" e non meritano di morire, ma determinato nel suo ripulisti nei confronti di questi tassisti cattivi; non rendendosi conto di come sia sbagliato ed illegale.

Nonostante l'uscita del film in una Hong Kong prossima all'abbandono dei "police dramas", la pellicola ha incassato una cifra non male di ben 4.975.745 dollari (562.111.810 euro).

Uno sguardo è più che meritato su un thriller così realistico e dimenticato dalla sua terra natia.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

La Grande Rapina (The Big Holdup) - 1975

Regia:  Chor Yuen Sceneggiatura:  Chor Yuen Produttore:  Run Run Shaw Direttore di produzione:  Chen Lieh Casa di produzione:  Shaw Brothers...

Le recensioni e gli articoli più visti del blog