lunedì 31 gennaio 2022

Canne Mozze - 1977

 
Anno: 1977
Regista: Mario Imperoli
Casa di produzione: Schilton Cinematografica, Silvia Film
Paese di produzione: Italia

CAST
Antonio Sabàto: Giovanni Molé
Ritza Brown: Silvia
John Richardson: Michele
Attilio Dottesio: Don Carrara
Claudio Cuomo: Martucci
Roberto Panico: Giuseppe
Jean-Pierre Sabagh: Piero
Renata Franco: Maria
Luciano Bonanni: commissario

ATTENZIONE: SPOILER!


Trattasi dell'ultima pellicola firmata dal sig. Imperoli, rilasciata tre mesi prima (5 agosto) della sua morte prematura nel dicembre del 1977. Per chi non lo conoscesse, cominciò a farsi conoscere nella celluloide tramite il genere sempreverde delle commedie sexy all'italiana: fu grazie a lui che Gloria Guida debuttò sul grande schermo con "La Ragazzina" nel 1974 e si fece notare da altri registi come Michele Massimo Tarantini e Fernando Di Leo... ed oltre a ciò, nel genere poliziottesco ci regalò una perla capace di detronizzare anche il Tarantino statunitense, adatto solo per stomaci forti e anche per i cinefili più affamati del genere: "Come Cani Arrabbiati" di un anno prima, che fino al recupero della Camera Obscura nel 2014, circolava su una videocassetta di pessima qualità dai sottotitoli in greco. 


Giovanni Molé, noto sicario della mafia siciliana, vuole vendicare la morte di suo fratello: tolto di mezzo da un membro della cosca rivale di Carrara. E per ritornare in Sicilia evade, non senza prima rifugiarsi in una villa che all'apparenza sembra deserta... appena giunti in casa i neo-sposi Silvia e Michele, li sequestra ed architetta la sua vendetta.




Sebbene sia l'ennesima produzione a basso costo made in Imperoli, non intacca assolutamente l'atmosfera cruda della pellicola. Gli eventi sono poco spettacolari, ma vengono accompagnati da dei ritmi serrati che neutralizzano subito la noia. Contrariamente al titolo della pellicola, il nostro protagonista usa una pistola compatta per quasi tutto il film, fino a quando il leggendario fucile a canne mozze fa' la sua apparizione al finale: usata da un Sabàto che non ho mai visto così impassibile e dal volto pietrificato per difendere la sua intoccabile famiglia. Nemmeno una elegante Brown riesce a distrarci dal vendicativo Sabàto, sebbene provi a scaldare l'atmosfera nella villa assieme a Richardson, che dopo pochissimo tempo comincia a sentirsi sopraffatto dalla situazione in corso ed a perdere lucidità a causa della sua gelosia nei confronti di Sabàto. Dal primo all'ultimo fotogramma assaporerete un clima denso e disperato, ma incredibilmente lo spettatore rimane sereno in ogni singolo minuto della pellicola. 


Passabile e guardabile anche a distanza di anni, nonché una delle commistioni più riuscite tra mafia movie e poliziesco che creano un prodotto unico.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

lunedì 24 gennaio 2022

Hotel dell'Alpinista Morto ("Hukkunud Alpinisti" Hotell) - 1979

 
Anno: 1979
Regista: Grigori Kromanov
Casa di produzione: Tallinnfilm
Paese di produzione: Estonia, URSS

CAST
Uldus Pucitis: ispettore Peter Glebsky
Juri Jarvet: Alex Snewahr
Lembit Peterson: Simon Simonet
Mikk Mikiver: Hinckus
Karlis Sebris: sig. Moses
Irena Kriauzaite: sig.ra Moses
Sulev Luik: Luarvik
Tiit Harm: Olaf Andvarafors
Nijole Ozelyte: Brun
Kaarin Raid: Kaisa

ATTENZIONE: SPOILER!

Grigori Kromanov è uno di quei registi alla Massimo Dallamano: filmografia che si conta sulle dita di una mano, ma molto memorabile. Ci troviamo davanti all'autore del film estone più noto in assoluto anche all'estero, "Viimne Reliikvia" (L'Ultima Reliquia, 1969), e di un'altra opera che rielabora in salsa socialista gli spionistici europei del 1976: "Briljandid Proletariaadi Diktatuurile" (Diamanti per la Dittatura del Proletariato). Trattasi dell'ultimo suo film su grande schermo, potrete rimanere stregati dalla sua atmosfera "avantgarde" dell'epoca... anche se in realtà parte dell'atmosfera occidentale del film è stata girata in Kazakistan. Addirittura la moglie del regista, Irene Veisaite, per collaborare alla pellicola si prese un anno sabbatico dall'università e divenne a tempo pieno la sua assistente alla regia.


La polizia riceve una chiamata da un hotel isolato nelle Alpi. Viene mandato subito un agente nell'albergo, e tutto sembra essere a posto... fino a quando una valanga non li taglia fuori dal mondo. Iniziano ad accadere cose parecchio strane nell'hotel. Alieni, doppelgangers, terroristi, androidi e donne sensuali cominceranno a dominare lo schermo.





Fantascienza alla sua massima forma. Miscela unica ed eccezionale tra poliziesco, noir e fantascienza, qui (forse) al suo primo ed unico debutto sul grande schermo. Atmosfera ricca di colori desaturati e freddi alla "Suspiria" di argentiana memoria, che si integrano bene con il noir... l'arredamento sperimentale e moderno è un aggettivo all'anomalia del film in questione, che ha avuto il potere di prevedere gli stilemi dei futuri film di fantascienza degli anni '80. Assieme agli "Occhi Dalle Stelle" di Mario Gariazzo, sono dei manifesti su celluloide dell'anticonformismo. Anche la colonna sonora (orchestrata da un sorprendente Sven Grunberg) esplica davvero bene il tema della pellicola, e per esplicare ancor di più ha scritto una canzone priva di senso che comprendevano solo gli alieni, ballandoci sopra ipnoticamente. E vi è un perché: siccome la regolamentazione sovietica del tempo richiedeva che un qualunque testo di una canzone scritta al di fuori del russo doveva obbligatoriamente essere tradotta per il pubblico russo, alla fine si è giocato la carta dell'incomprensibilità...


I contenuti avanguardistici della pellicola riuscirono a fare breccia negli spettatori dell'epoca: si registrarono in URSS ben 17.500.000 di spettatori e nella sola Estonia ben 44.399 spettatori.

Se un giorno vi avanzano dei soldi e non sapete come spenderli, conoscete già la destinazione.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

sabato 22 gennaio 2022

Il Tutore della Legge (The Law Enforcer) - 1986

 
Anno: 1986
Regista: Danny Lee
Casa di produzione: Always Good Film Co. LTD
Paese di produzione: Hong Kong, Cina

CAST
Danny Lee: ispettore Chan
Betty Mak: Anna Yip
Parkman Wong: sergente Man
Lung Ming-Yan: Kent
Ricky Yi: Tiger
Shing Fui-On: "Bad Brain"
Albert Cheung: trafficante di armi
Ken Lo: poliziotto
Ben Lam: prostituta
Ngai Tim-Choi: Tsai
Wong Chi-Wai: Bull
Ng Hoi-Tin: Chou
Chiu Jun-Chiu: sergente Pigeon Ma
Tang Tai-Wo: rapinatore
Ng Kwok-Kin: sergente di polizia
Patrick Ling: rapinatore
Cheung Bing-Chuen: poliziotto
Wong Kim-Bun: rapinatore

ATTENZIONE: SPOILER!

Chi avrà visto "Law With Two Phases" di due anni prima ed è attento ai dettagli, avrà notato che tale pellicola ha alcune somiglianze incredibilmente notevoli assieme a quella girata nel 1984: entrambe dirette, scritte ed interpretate da Danny Lee; entrambe prodotte da Frankie Chan; ed entrambe hanno ottenuto visibilità ai Golden Horse Awards di Taiwan, vincendoli (l'antagonista Shing fu candidato al premio di "miglior attore di supporto" agli Hong Kong Film Awards, in questa pellicola). Tale film, assieme all'analogo del 1984, personalmente li ritengo i migliori mai girati da Danny Lee, in quanto molto più realistici e girati in stile documentaristico, a differenza degli eccessivi litri di sangue versati nei films d'azione di John Woo (regista che ringrazio ancora oggi per avermi fatto scoprire il genere dell'heroic bloodshed!).


Un agente di polizia è stato sospeso per aver malmenato dei membri di una banda che avevano minacciato una giovane donna e il suo fidanzato. Nel frattempo, i suoi colleghi richiedono il suo aiuto per catturare un gruppo di assassini che stanno progettando un grande colpo.



Se cercate l'adrenalina e l'azione talmente serrata che non vi distrae neanche per un secondo, questa pellicola è una tappa obbligatoria per voi. Nonostante la sceneggiatura sia semplice ed elementare, si tiene in piedi seriamente e con interesse. Come abbiamo visto poco prima, il cinema del porto profumato è noto per rappresentare in modo esagerato la violenza, ed a questa si adattano come un guanto le forze dell'ordine... che qui danno spazio anche alla coscienza, rendendole ligie alle leggi e al dovere. Al posto di concentrarsi di più sugli spettacoli pirotecnici con le armi da fuoco e le scazzottate, il film sfrutta le caratteristiche dei personaggi e le ambientazioni, primo fra tutti il cattivo sempreverde Shing Fui-On. Memorabile e privo di noia. Se anche voi siete dei seguaci accaniti del Maurizio Merli di Hong Kong, tale pellicola è un must have per la vostra collezione.

A dispetto della pellicola che lanciò definitivamente Danny Lee come attore nel 1984, incassò molto di più tale pellicola: 8,521,995 dollari al botteghino (964.476 euro)!

Morale? Esistono celluloidi che sopravvivono senza paura al giudizio letale del tempo...
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

venerdì 14 gennaio 2022

Bollettino Cinematografico #4: Spionaggio Internazionale

Ben ritrovati, carissimi spettatori del Sottobosco, nel 2022!
Per colmare la mia (breve) assenza dal blog, è giunto il momento di aprire la finestra e dare una ventata di aria fresca ai gialli/polizieschi che solitamente tratto nel blog...
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Rapporto Fuller: Base Stoccolma, regia di Sergio Grieco, 1968.
Dick Worth è un noto pilota di auto da corsa, che all'improvviso viene coinvolto in uno spionaggio nei confronti di una ballerina russa e su un documento segreto denominato "Rapporto Fuller".
Una spanna al di sopra della media degli "EuroSpy" a basso costo, in quanto come detto poco prima non è un agente segreto... ma un pilota di auto che dovrà sfuggire ai proiettili tramite il suo ingegno, rispetto alle abilità fisiche e ai gadgets tanto sfruttati da molti agenti del genere. Ambientato in una location da cartolina come la Svezia, Produzione con la P maiuscola che influisce efficacemente sulle scene d'azione (vedasi la sparatoria in una falegnameria e l'interrogatorio a Clark!) e per colmare il tutto, la simpatia contagiosa del protagonista in cerca della sua anima gemella in mezzo a tale diatriba. Armando Trovajoli superlativo come al solito nella sua colonna sonora, per aggiungere la ciliegina su ogni tipo di celluloide.
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Le Spie Uccidono a Beirut, regia di Luciano Martino, 1965.
Un'agente della CIA ha il compito di trovare un prezioso microfilm contrabbandato da due scienziati russi, che in precedenza avevano sperato di disertare.
Come al solito, la sua missione è ostacolata da esplosioni, sparatorie, inseguimenti e donne in mezzo a tale scacchiera a grandezza naturale. Ma nel mentre, il ritmo è ben serrato e il divertimento non passa mai in secondo piano. Il protagonista riesce a fare da calamita con il suo fascino naturale, assieme alla Dominique Boschero e Wandisa Guida, che entrambe dominano il grande schermo senza alcuna fatica. Se avrebbero avuto l'occasione di partecipare in uno spionistico marchiato 007, sarebbero stati promossi con tanto di abbondanti lodi... come lo è per la trama, di una facilità notevole e ricca di colpi di scena. Pellicola da assaporare anche come documentario, dato che la Beirut degli anni '60 aveva un aspetto esotico che oggi si è quasi del tutto estinto...
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Bacia e Uccidi, co-regia di Cheng Kang e Takumi Furukawa, 1967.
Un aereo militare con a bordo una testata nucleare esplode in volo, a causa di misteriosi raggi di origine elettronica. Alcuni agenti segreti partono alla ricerca della fonte, e si scopre che nel mezzo dell'incidente vi è uno scultore: Liang Tien Hong.
Rielaborazione di un classico spionistico nostrano (Agente 3S3: Passaporto per l'Inferno, regia di Sergio Sollima), che nel titolo originale in cantonese ci illustra cosa vedrete nel film: Grande Amico Sgargiante, ossia il protagonista dal carattere sgargiante e soave (Paul Chang) che ci rende partecipi delle sue scene d'azione e di combattimento poco credibili, ma tanto divertenti. Ma per distrarci dalla serietà della celluloide, ci pensa una ex-Miss Hong Kong: la sig.rina Diana Chang, che aggiunge alla portata un po' di pepe e cioccolato.
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Rosa Velenosa, regia di Lei Pan, 1966.
La polizia sospetta che dei trafficanti di droga lavorino nell'ombra in un elegante nightclub di Hong Kong denominato "La Vedova Nera", dove la sua attrazione principale è la cantante Chiang Feng (Julie Yeh Feng).
Ininterrotta caccia tra gatti e topi, e nel mezzo di questa caccia sboccia anche un'amore con la principale sospettata... senza una singola domanda che lui, Kang Hua, sia un poliziotto sotto copertura. Se cercavate uno spionistico serio, qui regna incontrastato il divertimento come nella pellicola precedente: non è da prendere sul serio, visionatelo come "docufilm" della Hong Kong degli anni '60. E scordatevi anche i momenti di noia, i due protagonisti allettanti e l'eccitazione sono i principali repellenti per restare incollati allo schermo.
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OSS 117: a Tokyo si Muore, regia di Michel Boisrond, 1966.
Una base della Marina americana è stata distrutta da un'arma segreta. L'agente OSS 117 viene spedito in Giappone per indagare su un'organizzazione che ha rivendicato l'attacco... e che minaccia un altro attacco agli USA, se non pagano un riscatto.
Poco eccitante rispetto ai precedenti quattro films, si lascia vedere per il tripudio frizzante di colori e per le auto utilizzate, personaggi compresi. Per ammazzare la noia, Bonnisseur si scontra anche con un lottatore di sumo e non si fa' problemi ad appendere cattivi con i fili del telefono. Nuova carica al franchise che ha anticipato di quattro anni (1949) quello di James Bond (1953), con tanto di luci brillanti, locali notturni del Sol Levante e inquadrature panoramiche che mostrano altri scagnozzi dell'organizzazione che provano a togliere di mezzo Bonnisseur... Frederick Stafford regala alla saga un tocco di eleganza e pepe, dettaglio che non passerà inosservato.
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Anche per questo appuntamento al di fuori dei generi trattati nel blog è tutto, prossimamente tornerò con altre perle da disseppellire dal giudizio spietato del tempo...
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

martedì 4 gennaio 2022

La lista dei 75 più ricercati della B.F.I(The BFI 75 Most Wanted movies)1-10

 Salve a tutti cari lettori e lettreici e naturalmente (anche se un po in ritardo) buon 2022 a tutti, spero abbiate passato un buon inizio anno stupefacente, vi ringrazio ancora di cuore per il vostro supporto.


Oggi siamo qui per un post molto diverso dal solito, che è pensato da molto tempo, ma per varie vicissitudini, è stato impossibile portare effettivamente, originalmente,  vi doveva essere tutta la lista al suo completo qui scritta, ma effettivamente è un po troppo lungo per un solo post, ecco perché ho deciso di dividere la lista in più parti, per rendere la lettura più facile e veloce.



Ora, vi chiederete "Ma quale lista?", vi rispondo immediatamente.


Parliamo della lista dei "75 Most Wanted Movies" edita dall'associazione BFI(Brithis Film Institute), ovvero, la lista dei film perduti e non presenti negli archivi nazionali inglesi, quindi si considerano  assenti, presumibilmente perduti, come è ovvio che sia, nulla di troppo diverso da quello di cui abbiamo sempre trattato nel corso di questi due anni(o poco ci manca).


Detto questo, una piccola rinfrescata di memoria.


Dal 1896 ad oggi, sono stati persi un numero incancolabile di film e cortometraggi, per parlarne di tutti, non basterebbero nemmeno 20 anni di scrittura senza sosta e non basterebbero,  ma quindi, perché abbiamo così tanti casi di perdite nella Settima Arte? 

La risposta è molto semplice, ci sono vari motivi per questa spiacevole(anche se, senza film perduti, non esisterebbe questo blog o almeno non sarebbe così come lo amiamo) situazione, il primo motivo che va citato è la non curanza di una volta, i registi degli esordi non avevano molta cura del girato, una volta che veniva proiettato e incassava, veniva poi messo alla bene e meglio.

Un altra causa molto documentata è il materiale con cui erano costruite le pellicole tempo addietro, ovvero un materiale estremamente infiammabile e che scaturiva un pericolo di incendio molto frequente(ad esempio così si perse "ufficialmente" il celebre London After Midnight).

Altre volte invece furono gli stessi registi a distruggere i loro stessi film(come il celebre caso di Cecil Hepworth) oppure per semplice sfortuna si sono persi negli archivi da qualche parte(di fatto, non possono essere considerati perduti, ma "non trovati") seppur questo caso è assai molto raro.


Dopo questa velocissima ripassata, possiamo iniziare senza ulteriori indugi.




LEGENDA 

*Film ritrovati e conservanti negli archivi BFI

**Film/cortometraggi di cui esistono ancora frammenti o che sono di scarsa qualità 

***Film, di cui le copie esistono ma non sono conservate negli archivi della BFI



1-Marie Marten, or the Mystery of the Red Barn (1913)

Regista: Maurice Elvey

Stato: Perduto 

Note: Basato su un reale caso di cronaca nera avvenuto nel 1827. Non è la prima opera ad adattare tale caso su schermo.



2-A Study in Scarlet/Uno Studio in Rosso(1914)

Regista: G. Pearson 

Stato: Perduto 


Note: Uno dei primi adattamenti del celebrissimo detective nato dalla penna di Sir. Conan Doyle, da non confondersi con l'omonimo film americano del medesimo anno.


3-Milestones(1916)

Regista: Thomas Bertley

Stato : Perso 

Scena dall'ominima opera teatrale del 1912(Londra)

Note: Basato sull'ominima opera teatrale andata in scena per la prima volta a Londra nel 1912(soto immediatamente sopra)


4- The First Men in the Moon(1919)

Regista: Bruce Gordon 

Stato:  Perduto, ma alcune foto rimangono


Note: Primo adattamento sotto forma di lungometraggio tratto da un romanzo di H.G Wells e uno dei primi di fantascienza.

Sul Sottobosco ne abbiamo già parlato in dettaglio.


5- The Amazing Quest of Mr. Ernest Bliss(1920)

Regista: H. Edwards

Stato: Perduto 



Note: Non ne rimane traccia tangibile, ma nel 1936 ne uscì un remake con Gary Grant.


6-The Adventures of Mr. Pickwick(1921)

Regista: T. Bertley 

Stato: Perduto 


Note: Tratto dal  romanzo di C. Dickens del 1937 "The Pickwick Papers" (in italiano conosciuto come il Circolo Pickwick).


7-The Narrow Valley(1921)

Regista: Cecil Hepworth

Stato: Perduto, poche foto rimangono oggi

Presunto still dal film

Note: Una delle molte pellicole distrutte dallo stesso regista per ricavarne argento da vendere.



8-*Love, Life and Laughter(1923)

Regista: Percy  Pearson

Stato: Ritrovato


Note: Venne rinventuto dall'associazione olandese Eye(che si occupa al medesimo modo delle pellicole) nel 2014 ed ora è negli archivi della BFI


9- Reveille(1923)

Regista: G. Pearson

Stato: Perduto, voci non confermate sostengono che sia in mano a privati-


Note: Dramma sulla Grande Guerra, è effettivamente perduto, ma secondo alcune fonti sarebbe in mano a collezionisti privati(notizia non confermata)


10-Woman to Woman(1923)

Regista:

Stato: Sconosciuto Graham Cutts/ (non accreditato) Alfred Hitchcock

Locandina americana 

Note: Coo-diretto dal famosissimo Hitchcock, pur non essendo accreditato.



Fine, ma continua!...

(Che abbiamo anche 65 pellicole da scoprire)

La Grande Rapina (The Big Holdup) - 1975

Regia:  Chor Yuen Sceneggiatura:  Chor Yuen Produttore:  Run Run Shaw Direttore di produzione:  Chen Lieh Casa di produzione:  Shaw Brothers...

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