martedì 29 dicembre 2020

[Flopiziesco #14] Napoli... i 5 della Squadra Speciale - 1978

 

Anno: 1978
Regista: Mario Bianchi
Casa di produzione: October 77 Films
Paese di produzione: Italia

CAST
Richard Harrison: Marcello Arcangeli
Lina Polito: Laura
Enrico Maisto: commissario Borri
Franco Marino: Pesenti
Tommaso Palladino: Morgan
Gianni Diana: Gianni Strinco
Edmondo Mascia: Edoardo Mancuso
Enzo D'Ausilio: Venanri
Luigi Russo: Colla
Marcello Filotico: Lettieri
Teobaldo Cerullo: Marciani
Emy Salvator: Barabba
Giacomo Maisto: Privitera
Gabriella Di Luzio: Anna

ATTENZIONE: SPOILER (anche se è un flop...)!


Poliziottesco talmente inutile e rozzo che in alcuni punti sembra una recita da oratorio provinciale, soprattutto la scena in cui Venanzi urina in faccia a un criminale (!!!). Il copione, inutilmente indecifrabile, lo ha anche scritto Claudio Fragasso, che da lì in poi diventerà uno dei peggiori registi più amati dai mockbusters (fango placcato in oro, per intenderci). Come ho sempre detto, non mi meraviglio se Bianchi sia sparito da questo genere. Ci ha provato quattro volte e ha fallito in tutte e quattro le volte, un bel record negativo.

A Napoli viene rapito un ambasciatore americano mentre stava contrattando per la vendita di un contenitore di plutonio. La polizia costituisce una squadra speciale per ritrovarlo: tre ex-agenti, Marcello Arcangeli, Gianni Strinco e Bruno Pesenti, allontanati dal corpo per vari motivi. Su consiglio di un alto funzionario governativo, Venanzi, si aggiunge anche un killer mercenario di nome Morgan. Borri intuisce che nel sequestro e nella spedizione del plutonio sia implicato il camorrista Eduardo Mancuso, ma ignora che questi è in combutta con Venanzi, anche che Morgan è un loro uomo! Quando Borri e i suoi collaboratori stavano diventando un pericolo per i malavitosi, il killer elimina Strinco e Arcangeli. Borri si vendica uccidendo Morgan, ma anch'esso muore per le ferite letali inferte da Morgan.

Sequela troppo lunga di pestaggi, sparatorie improvvisate con le facce di chi non ha mai visto una revolver in vita sua, e la trama è un'enorme lastra di vetro che sfiora una parete rocciosa: il soggetto inserisce nella storia agenti segreti governativi, anche doppiogiochisti, una moglie terrorizzata (Lina Polito) dai rischi che corre suo marito e agguati (forzati) di ogni tipo. Sfido chiunque a non perdere il nesso logico guardando il film fino alla fine. Nonostante l'estrema penuria di mezzi per girare il film (chi è il membro di una "squadra speciale" che gira con delle sgangherate Fiat 125?), la regia spartana di Bianchi si salva solo per il ritmo, ma alcune vicende rasentano la parodia; come la violenza gratuita che a tratti suscita incredulità. Non manca una recitazione tutt'altro che eccezionale, dato che Harrison sembra una statua inespressiva... anche se Gilberto Galimberti coreografa le scazzottate, non salva il film dal dimenticatoio. Filmetto che puoi trovare in una rete televisiva regionale di quart'ordine mentre hai smarrito il tuo portatile all'interno di una lavatrice.


Fortunatamente il filmetto non è mai stato distribuito all'estero, almeno non hanno visto la grande confusione non voluta da Bianchi e Fragasso...
Con questo si concludono i 5 tentativi falliti di Bianchi per entrare nel poliziottesco, tutti rigorosamente dimenticati e mai rivalutati, poiché nel suo mondo filmico tutto è ridotto al banale e all'essenziale: persino i dialoghi orrendi e le auto usate dai personaggi...
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

lunedì 28 dicembre 2020

Film Perduti: A Daughter of the Gods(1916) il film che ha rischiato...

 (ATTENZIONE!!!)

Questo articolo è consigliato ad un pubblico maturo.




Locandina originale 



A Daughter of the Gods(La Figlia degli Dei) è un film molto controverso, che alla sua uscita ha scatenato un ondata di critiche e scalpore, infatti, in questa pellicola compare per la prima volta una scena di nudo integrale di un attrice famosa, si tratta della bella Annette Kellerman(anche famosa nuotatrice)...Ma senza perderci in  anteprime, partiamo in quarta!....




A Daughter of the Gods/La Figlia degli Dei

Altro poster dedicato al film 

Anno: 1916

Regista: Herbert Brenon 

Paese di Produzione: Stati Uniti 

Casa di Produzione. Fox Film Corporation 

Stato: Perduto(rimangono manifesti, le pubblicità e alcune foto)

Lingua/e: Muto con sottotitoli inglesi 

Colore: Bianco e Nero


CAST

Annette Kellerman: Anitia 

W. Shapey: Principe Omar

H. De Forest: Sultano 

M. Hontabat: Cleone

V. Horner. Zarrah

J. Lee: Principe Omar da ragazzo






Come detto prima, questo film fu il primo con scene di nudo femminile integrale(nonostante il corpo sia coperto dai lunghi capelli). All'epoca non era cosa comune mostrare "le bellezze" apertamente e per questo fece molto scalpore.
A causa di questo, il film fu distrutto dalla censura in Italia, con molte scene tagliate, molte delle quali rappresentanti le "grazie" delle attrici. 

La trama segue le gesta di un sultano che ha perso il figlio, Omar, morto annegato e le gesta di Anitia, la figlia degli dei appunto.

<<In un non precisato regno antico, un sultano accetta di aiutare una strega del mare, per uccidere Anitia, una bellissima quanto misteriosa fanciulla, in questo modo la strega riporterà in vita il figlio.>> 


L'attrice e nuotatrice Annette Kellerman



Passando alle famose scene della bella Kellerman  integrali, per tutti i maschietti(me compreso) sarà una sorpresa sapere che quasi tutte le immagini che ritraggono la sensuale Annette in tutta la sua bellezza, sono rimaste sino a noi..

Qui di seguito, alcune immagini sopravvissute del primo nudo femminile integrale, di una star del cinema! 

Una delle famose scene
che fecero scalpore.



















Altro scatto ritraente la Kellerman,
(colorato a posteriori)

































Per oggi è tutto! Alla prossima cari lettori....

Tenetevi pronti, ne vedremo delle belle prossimamente, 

sabato 26 dicembre 2020

|Speciale-Phantom of the Opera #2-| Il Fantasma dell'Opera (1925)-il capolavoro con Lon Chaney

 Finalmente ci siamo, dopo essere stato annunciato da mooolto tempo.

E'  qui, l'articolo dedicato al più bel film sul Fantasma, simbolo di un tempo ormai andato e primo della fortunata serie dei "Mostri della Universal"(pur non essendo un mostro in senso stretto).













The Phantom of the Opera del 1925 è forse l'adattamento più famoso dedicato alla creazione di Leroux e secondo film dedicato al Fantasma,  (il primo in assoluto, è andato perduto).

La pellicola diretta da Rupert Julian può vantare un grande cast di volti famosi dell'epoca fra  i quali spicca senza ombra di dubbio Lon Chaney, praticamente diventato il volto di Erik, il fantasma, infatti è quello che più di tutti somiglia alla versione originale del romanzo("simile" ad un teschio"), al sorprendente trucco di Lon Chaney si sarebbe poi ispirato un altro famoso attore, ovvero Narciso Ibanez Menta, che nel 1960(e probabilmente anche in un adattamento teatrale del 1934)  prende le redini di Chaney per uno sceneggiato televisivo spagnolo, del resto Ibanez era un grande ammiratore dell'uomo dai mille volti ma, forse sto correndo troppo,  questa è un altra storia*...




(Le fonti discordano sull'anno, sappiamo per certo però che Narciso Ibanez, 
ha vestito il ruolo di Erik sia nel 34 che nel 60)




THE PHANTOM OF THE OPERA 

1925

Anno: 1925.  1929( release sonora-vedi sotto)

Regista: Rupert Julian

-Non Accreditati- 

Lon Chaney 

Edward Sedwick 

Ernst Laemmle

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Paese di Produzione: USA

Casa di Produzione e Distribuzione: Universal 

Durata: 107 minuti(Director's Cut, parzialmente perduto), 97 minuti

Stato:  Parzialmente visibile(scene perdute)

Lingua: Muto, inglese- Release originale 

Sonoro, inglese-Release 1929, parzialmente perduto

Colore: Bianco e nero(alcune scene sono in technicolor e altre hanno una tinta colorata)


CAST

Lon Chaney: Erik il Fantasma

Mary Phylbin: Christine Daae

Norman Kerry: Raoul, Vicomte de Chagny

Arthur E. Carewe: Ledoux/Il Persiano*

J. Polis: Comte Philippe de Chagny 

Virgnia Pearson: La Carlotta/Madre di Carlotta(release del 1929)

Carla Laemmle: Una delle ballerine(non accreditata)



*Il personaggio dell'ispettore Ledoux è effettivamente il Persiano/Daroga, pure l'aspetto reso è palesemente quello descritto nel romanzo, tuttavia senza spiegazione è stato poi cambiato durante la produzione.

Partiamo col dire, che sino ad oggi questo adattamento è il migliore che troverete sul romanzo di Leroux, seppur con qualche differenza.

Il film gode sopratutto della splendida quanto stupenda interpretazione dell'Uomo dai mille volti, Lon Chaney, nel ruolo di Erik, lo sfigurato musicista che infesta i neandri dell'Opera Garnier, con un trucco assolutamente spanventoso per l'epoca(e anche quello che più si avvicina all'Erik di Leroux).

Il Fantasma dell'Opera ha avuto tuttavia molte "grane", sia per la produzione, che per la release, con ritardi e sfortune varie, ma ci arriveremo presto.


IL FANTASMA AL CINEMA-


Tutto inizia nel 1922, quando il presidente della Universal, Carl Laemmle si trova a Parigi per un vacanza, a Parigi il produttore, incontra il famoso scrittore Gaston Leroux, quest'ultimo regala a Laemmle una copia del suo celebre romanzo "Le Fantome de L'Opera".

Laemmle in una notte sola legge tutto il libro ed ha subito in mente di produrre un film sul romanzo(tuttavia rimane senza risposta la domanda " la Universal era a conoscenza della pellicola   del 1916, Das Gespenst im Opernhaus*), 

Dopo aver concluso di leggere il celebre romanzo, Laemmle  ha subito in mente Lon Chaney per il ruolo di Erik, il  Fantasma. 

Laemmle e Leroux, davanti al teatro Garnier, Parigi. 



*E' probabile che Leroux stesso, conoscesse questo adattamento, secondo alcuni la questione è simile alla vicenda  Florence Stoker-Murnau per Nosferatu.


La pre-produzione effettiva inizia nel 1924, agli studi della Universal, è da citare il fatto che alla produzione delle scenografie(fedelissime al vero Garnier) ha collaborato Ben Carrè, un uomo che ha realmente lavorato al teatro di Parigi, tuttavia Carrè, per il film ha solamente disegnato le scenografie e non ha collaborato attivamente dato che egli era in Francia quando fu girato, anni dopo(circa nel 1970), un anziano Carrè avrebbe visto il film per la prima volta, scoprendo che tutti i suoi concept sono stati fedelmente riprodotti ed usati. 

Per quanto riguarda la sceneggiatura, in una prima stesura(firmata da E. Clawson, già collaborato di Laemmle da anni), il film sarebbe dovuto essere molto più fedele al romanzo, una vera e proprio traspostizione integrale, con alcune scene che poi effettivamente non avrebbero mai visto la luce, esempio quando Christine visita la tomba del padre e il Fantasma suona col violino una sinfonia molto familiare alla giovane cantante, questa scena era inizialmente stata anche girata da Julian(il regista incaricato) ma quando quest'ultimo lasciò la produzione, venne eliminate. 

Clawson ebbe inoltre un ispirazione tutta originale(pur traendo spunto dal romanzo), nella sua sceneggitura, era presente un lungo flashback, ambientato in Persia, in cui il Fantasma era al servizio dello Shah(il Sultano), che si serviva di lui come assassino, con il micidiale lazzo Punjab.

Tuttavia, una volta perso il favore del sovrano, Erik sarebbe stato condannato a morte, divorato vivo da delle formiche, il pover'uomo veniva salvato dal Daroga(nel film finale Ledoux), non prima però di finire col volto sfigurato dalle terribile formiche, dando così una giustificazione al suo terribile volto. 

Queste scene non vennero girate, probabilmente per motivi di budget, nel film è comunque presente un rimando a questo.

Da citare è  il vero finale del film( presente nel terzo script e anche girato ma andato perduto**)molto fedele al romanzo, in cui Christine, commossa dalla tormentata vita di Erik, lo bacia sulla fronte con compassione ed Erik la lascia andare via con Raoul per poi morire di crepacuore al suo organo, come succedeva  più o meno nel romanzo originale.

Scena del finale originale, perduto-


Un altro possibile finale prevedeva che Erik e Christine, una volta raggiunti dalla folla inferocita, sarebbero scappati in una casa, qui Erik avrebbe chiesto alla giovane donna se l'avesse baciato e avrebbe accettato un anello di matrimonio così da darlo a Raoul, tuttavia nel mentre sarebbero arrivati la folla(con Raoul e il Daroga) per linciare il Fantasma, ma la giovane cantante fermerà tutti dicendo "Egli è malato!", subito dopo il Fantasma cade sul pavimento, morto(forse, come nel romanzo per dolore) e l'anello rotola sul pavimento, Christine si dispera e va in giardino, con Raoul che la segue, per consolarla. 

Erik suona il violiono sulla tomba del
padre di Christine
(Foto rimasta dalle scene perdute )

               




-TUTTE LE RELEASE-


Di seguito, le principali release del film, saranno elencate anche le maggiori differenze e scene eliminate.

Versione Originale-


Fra le molte scene eliminate e poi perdute possiamo citare:

-Il finale originale, in cui Erik libera Christine dopo che quest'ultima lo ha baciato sulla fronte e alla fine muore di dolore, dopo essersi pentito(nota: di questa sequenza esistono ancora le immagini).

-La scena del cimitero, in cui Christine piange e si dispera, successivamente,  il Fantasma suona una melodia col violino(nota: esiste un unica immagine sopravvissuta, la potete notare poco sopra).

-Scena estesa del Daroga e Raoul nei sotteranei dell'Opera Garnier(nota: non rimangono foto disponibili).


Seconda Release-


Durante la lunga produzione del film, si sono  viste tre release del film, molto diverse fra loro ( più una riedizione, parzialmente sonora uscita nel 1929), durante queste riedizioni  molte scene e idee sono state aggiunte e poi  eliminate dalla release finale. 

L'obiettivo era molto semplice ovviamente,  trasformare il film(originalmente un thriller cupo e gotico) in una sorta di commedia romantica, naturalmente l'idea non ebbe successo, come è ovvio che sia.

In molte di queste scene erano presenti personaggi che non c'entravano assolutamente nulla col romanzo, si potrebbe dire che il film metteva  in secondo piano il titolare(lo Spettro), infatti n questa revisione, il protagonista era  il Vicomte  Raoul de Chagny(intepretato dall'attore N. Kerry), trasformando il film da  thrilelr/horror  gotico a commedia romantica,  alcune di queste scene includono:

-Raoul e Christine ad un "party" in un castello, presenti anche dei personaggi poi eliminati(il conte Rubov/Ruboff,un ufficiale di nome Shiko e la cameriera di Christine).

-Raoul e Rubov  fanno un duello, per l'amore di Christine e per dimostrare chi dei due sia il migliore, Raoul avrebbe ricevuto un colpo di pistola(che tuttavia colpisce la fibbia della cintura, non ferendolo) e quindi perso, ma sarebbe poi diventato amico del rivale, nel frattempo era presente un sequenza in cui Philippe(fratello di Raoul) prende in disparte Christine e le dice che non può esserci nulla fra lei e il Vicomte, così fa promettere alla ragazza di non rivedere più il fratello, lei promette, pur  a malincuore. 

-I protagonisti(Raoul, Christine e Rubov) ad un ristorante, il Fantasma avrebbe poi inviato due suoi emissari(!!) per uccidere Raoul. 

-Il Comte Philippe, non volendo che il fratello Raoul, sposi una "volgare" cantante prima lo iscrive alla legione straniera, Raoul rifiuta e così Philippe lo fa mandare in prigione, salvo poi rilasciarlo una settimana dopo .


Di queste scene  rimangono ancora alcune foto di scena, ma nulla di più


Il cast presente in queste scene è:

Ward Crane: Il conte Rubov/Ruboff

????: Ufficiale Shiko

V. Vale: Cameriera di Christine 

Si ringrazia il sito OperaGhost.Ru per le informazioni-




Terza Release e riedizione sonora-

L'ultima versione rilasciata, praticamente quella che ancora oggi abbiamo a disposizione, sono state tolte tutte le scene di Raoul come protagonista(per fortuna) ed il film è tornato ad essere un thriller gotico, così come dovrebbe essere, viene anche per qualche motivo non chiaro cambiato il nome di un personaggio, ovvero la Carlotta, diventa "Madre di Carlotta"


Per quanto riguarda la versione sonora, si sono perse le tracce da molto tempo, rimangono alcuni spezzoni in cui Norman Kerry e Mary Philbin recitano nelle loro rispettive parti(Raoul e Christine), la questione del doppiaggio di Lon Chaney è ambigua, perché se alcune fonti sostengono che egli abbia doppiato  il suo ruolo, cioè Eric il Fantasma, altri sostengono che non sia potuto tornare per una sorta di contratto con la MGM. 



      -"Analisi"-



Nonostante si ritenga questo adattamento molto fedele al romanzo di Gastone Leroux(ed effettivamente nelle idee originali così fu), sono molte le differenze rispetto al celebre romanzo di amore e morte.


Per quanto riguarda la trama, vi è poco da dire, tranne come abbiamo visto alcuni cambiamenti, dovuti per ovvie ragioni, dobbiamo invece parlare dei due principali protagonisti di questa  storia all'Opera Garnier, ovvero Erik e Christine:

E' da  citare la difficile relazione di Christine con Erik, il Fantasma, nel romanzo è spesso lasciato intendere che Christine voglia molto bene al povero infelice Erik, ma nell'adattamento, questo lato romantico di Christine non persiste, si nota che all'inizio ci tiene in maniera quasi "banbinesca", con il fattore "Angelo della Musica",  ma dopo che il Fantasma si rivela, Christine non lo accetterà mai totalmente, ma anzi a differenza della versione cartacea,  si intravede dell'odio per quel povero uomo rifiutato dal mondo(seppure, come visto, le scene eliminate danno una visione leggermente diversa di questa complicata e tormentata relazione).

Parlando del protagonista e antagonista per eccellezza, ovvero Erik, il film ci da un quadro quasi del tutto simile al romanzo, in cui egli tanta di tutto per conquistare la giovane soprano, arrivando  al ricatto e addirittura all'omicidio, per far in modo che la sua amata raggiunga il successo, nel film Erik è essenzialmente mostrato come "mostro" quasi  totalmente negativo, egli è malvagio e non merita una redenzione(almeno nella versione finale), viene mostrato come "genio del male" e sono quasi del tutto tolte le sue carattetische buone, come l'amore per l'arte, se non quando egli corteggia Christine.

E' bene tuttavia ricordare che Erik non può essere definito antagonista puro e crudo, visto per come è, ovvero un uomo che mai ha avuto affetto da parte di nessuno, ma anzi, pure odiato dalla madre stessa, non può che far piangere e commuovere.

Egli vede nella giovane Christine un occasione per cambiare la sua vita e  diventare "normale", come tutte le persone intorno a lui, inoltre non fa mai azioni per il suo tornaconto personale, ma lo fa esclusivamente per la sua amata, non è una giustificazione certo, ma ergo, non può essere considerato totalmente malvagio. 


Scatto dal finale "buono"


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-Di Narciso Ibanez e della sua ammirazione per Chaney se ne parlerà presto...

 Edit-L'articolo dedicato ad Ibanez e Chaney è visibile qui



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-Il finale originale  è si andato perduto, ma ne esistono dei frammenti visibili su YT(Video purtroppo non più disponibile, vedrò di caricarlo da me, se possibile)



Lon Chaney nel ruolo di Erik a colori
per opera dell'amico e collaboratore Pejo-


mercoledì 23 dicembre 2020

[Flopiziesco #13] Sono Stato un Agente CIA - 1978

 

Anno: 1978
Regista: Romolo Guerrieri
Casa di produzione: Mires Cinematografica
Paese di produzione: Italia, Grecia

CAST
David Janssen: Lester Horton
Arthur Kennedy: Maxwell
Maurizio Merli: John Florio
Corinne Cléry: Anne Florio
Philippe Leroy: ispettore
Ivan Rassimov: Chiva
Carla Romanelli: Aliki
Giacomo Rossi Stuart: Grant
Phedon Georgitsis: Yorgos Cristopoulos
Thomas Felleghy: dr. Ioannidis

ATTENZIONE: SPOILER (anche se è un flop...)!

Cast di attori robusti al minimo sindacale (ma che faranno gioire i cultori del filone) in una location da cartolina a basso costo come la Grecia, dato che a causa di una nuova ordinanza che ha proibito gli spari con le armi da fuoco nei film italiani, il regista è stato costretto a usare le armi in Grecia. Per il piccolo circolo di appassionati dell'americano David Janssen, questa è la sua ultima apparizione sul grande schermo, dato che passerà a miglior vita due anni dopo nel 1980, a causa di un attacco cardiaco. Francamente al sottoscritto non è mai importato di tale attore, ma ero molto più focalizzato su attori che hanno sfondato in Italia come Ivan Rassimov e Maurizio Merli.


Lester Horton è un ex-agente CIA che tenta invano di diventare uno scrittore. Venuto a conoscenza dell'assassinio di un suo ex-collega ad Atene, parte subito per la capitale, in cerca di alcune memorie che il defunto aveva inciso su un nastro magnetico. All'arrivo scopre che la CIA è intenzionata a far sparire quelle memorie, e perseguitato dall'organizzazione si rifugia a Rodi dove incontra Anne, sua ex-amante, ora moglie dell'amico John Florio. L'organizzazione approda sull'isola, e Florio viene ucciso. A questo punto, Horton è costretto a rifugiarsi insieme ad Anne, ma vengono raggiunti dal sicario Chiva, che uccide la ragazza. A questo punto, Lester e Chiva si scontrano in un ultimo sanguinoso duello sull'acropoli di Rodi.


Perdita di tempo davvero piacevole, a differenza di altre pellicole in cui ero particolarmente furioso per l'aver sprecato dei soldi in dei fallimenti annunciati. Solo Kennedy e Merli riescono a tenere in piedi il film, ma con molta fatica. Il film non riesce a decollare, perché la maggior parte delle cose che accadono nel film rimangono sul vago e sono inspiegabili. Anche se la pellicola si svolge interamente in Grecia, insieme a manciate di locations da cartolina per le riprese, non giustifica assolutamente una raccomandazione. Il veterano cinematografico Guerrieri fallisce a raccontare una storia interessante, neppure a servire alcune sequenze d'azione eccitanti, che finiscono con uno sbadiglio di troppo. Piuttosto che preferire uno scrittore ottuso e facilmente arrendevole come Lester, è più plausibile preferire un movimentato John Florio interpretato dal leggendario Merli.


Il film venne distribuito nei paesi anglofoni con il titolo spionistico di Covert Action.

Quando i punti salienti di un genere vengono riscoperti e rivalutati, ci sono altre piccole gemme in agguato, ma non in questo caso. Semplicemente è della plastica rifinita, spacciata per gemma...
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

Omicidio per Appuntamento - 1967

 

Anno: 1967
Regista: Mino Guerrini
Casa di produzione: Discobolo Film, Parnass Film
Paese di produzione: Italia, Germania

CAST
Giorgio Ardisson: Irving Dreyser
Halina Zalewska: Fidelia Forrester
Gunther Stoll: Silvio Giunta, il commissario
Hans von Borsody: Dwight Dempsey
Fanfulla: il mediatore russo
Mario Brega: Mario Galante
Cesare Miceli Picardi: Guido Salvatorelli
Bill Vanders: Tennyson
Bettina Bougie: Gloria
Ringo: Ringo
Luciano Rossi: Massimo Tucci

ATTENZIONE: SPOILER!

Un giallo italiano introvabile alla pari di un'altra opera del regista, passata quasi inosservata dalla critica e dal pubblico (Gangsters '70, 1968), recuperato solo a partire dagli anni '90. Preso dalla curiosità, mi sono munito di popcorns e ho visionato la pellicola... ho sbadigliato talmente forte che anche il mio portatile si è chiuso da solo, ma una piccola parte di me ha stuzzicato il mio intuito da cultore, e alla fine da un lato sono perplesso, e dall'altro ne sono uscito affascinato. Il primo è che non si è rivelata la perla rara che volevo vedere, la seconda è che rappresenta uno spaccato di Roma di fine anni '60, tra l'altro sceneggiata e scritta da Fernando Di Leo, che di lì a poco sarà uno dei maestri del noir più apprezzati in Italia.


Irving Dreiser, un detective americano in vacanza in Italia ha un appuntamento con il suo vecchio amico (sempre yankee) Dwight Dempsey, che non vede da parecchio tempo. Quando il suo vecchio amico Dempsey non si fa' più vivo, Dreiser si insospettisce e investiga sulla sua improvvisa sparizione, che lo porterà a confrontarsi con un'organizzazione specializzata in omicidi, ricatti e spionaggio industriale.

Insipido e insapore, con una spruzzata di pepe per cercare di risollevare l'aspetto del piatto cinematografico in questione. La trama, soprattutto verso il finale, è colma di scene troppo lente e goffe tra cui l'inseguimento con parti velocizzate, ed è anche troppo prevedibile. La storia d'amore, che occupa quasi tutto il film, non influisce sulla trama, ergo è assolutamente inadeguata all'atmosfera del film. Tralasciando queste caratteristiche negative, la pellicola contiene delle belle immagini di una Roma che non tornerà più; soprattutto nell'inseguimento vi è una scena che offre un panorama completo e pulito della cupola di San Pietro, che anticiperà una delle pietre miliari di Alberto Sordi, Il Medico della Mutua. La colonna sonora riesce a convincerti che il film non è poi così male, soprattutto se inserita a dovere nelle scene d'azione (soprattutto sui tetti e nei vicoli bui) anch'esse ben coreografate. Quindi il piatto si è salvato per un pelo bianco, con un'aggiunta di salsa barbecue.


Il film fu distribuito in Germania con il titolo spionistico di Agent 3S3 Setzt Alles auf eine Karte (L'Agente 3S3 Punta il Tutto su Una Carta), anche nei paesi anglofoni con lo stesso titolo del film: Date for a Murder.

Opera visionabile in modo soddisfacente, soprattutto se non si vuole pretendere troppo. Ricordiamo che il regista collaborò anche con Mario Bava nel 1963 per il primo giallo in Italia, denominato La Ragazza che Sapeva Troppo, quindi merita uno sguardo, anche piccolo.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

sabato 19 dicembre 2020

I poliziotteschi siciliani consigliati da HiddenCinema02

Premessa

La Sicilia ha tutti gli ingredienti per i mafia movies: la lupara, le colline folte di cascine e il suo dialetto, simpatico anche nelle situazioni drammatiche. Dopo Il Clan dei Siciliani (1968) dalla mano francese di Hénri Verneuil, molti registi italiani si interessarono alla Sicilia per i mafia movies, ma anche per gialli e poliziotteschi. Sfortunatamente sottovalutata insieme alla Sardegna, potevano dare molto di più nel cinema italiano ed essere riconosciute internazionalmente. Ma per noi cultori di questo cinema ha già dato moltissimo 5 decenni fa'...

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Anno: 1979
Regista: Umberto Lenzi
Casa di produzione: Primex S.r.L.
Musiche: Franco Micalizzi

Il canto del cigno del genere poliziottesco, e il poliziottesco più amato del regista. Espone l'inesistente differenza tra i polizieschi oltreoceano, dimostrando che il clima di tensione in una New York cupa e innevata era lo stesso anche in Italia. Non raggiunge il livello dei precedenti poliziotteschi girati da lui, ma mette in scena il tema delicato del pentitismo mafioso: Salvatore Scalia (aka Biagio Pelligra) è costretto a delinquere per mangiare, Michele Barresi (aka Mario Merola) è ben calato nei panni di un boss mafioso ma dall'animo nobile, soprattutto nella scena al carcere di New York. Oltre al pentitismo, inserisce con successo la formula del road movie con un totale di 4 sequenze girate in auto. Si inizia con un inseguimento alla Vucciria di Palermo e si continua tra agguati fino alla Grande Mela newyorkese, il tutto in salita. Possiamo anche ammirare per la prima volta un Pelligra con un ruolo importante nel cast, che non scende mai verso il negativo. Forse è l'ultimo grande Maurizio Merli prima di un triste declino della sua carriera da commissario. La pellicola in questione ispirò anche Claudio Fragasso con il suo tragicomico Palermo-Milano Solo Andata (1995). Innovativo e intelligente, merita una visione. Non ve ne pentirete.
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Anno: 1979
Regista: Damiano Damiani
Casa di produzione: Rizzoli Film
Musiche: Franco Mannino

Giuliano Gemma, Tano Cimarosa e Michele Placido adattati come dei guanti ai loro ruoli, in una grigia Palermo di fine anni '70 intrappolata nella spirale della mafia. Uno dei films meno riusciti di Damiani che tratta di un ex-delinquente dedito a un chiosco di caffè, ma che finisce nella mira di un sicario; ma che comunque riesce nella sua impresa di essere superiore alla media del genere, non sembrando uno dei soliti stanchi films del filone. Gemma non è un campione di espressività, ma se la cava bene; Tano Cimarosa è uno dei maestri e gioca a casa sua; Eleonora Giorgi ci regala un interpretazione memorabile, ben intercalata nel suo ruolo. Se qualcuno aveva un dubbio su come Damiani poteva essere robusto, questo film ne è la riconferma di come era capace di sfornare cinema nazionalpopolare, cosa che oggi non si è più capaci di fare. Solida credibilità di ambienti, mafia recepita come radioattività invisibile ma letale e un comune ex-delinquente può finire a terra senza neanche accorgersene. Ingiustamente sottovalutata, merita una riscoperta.
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Anno: 1968
Regista: Damiano Damiani
Casa di produzione: Panda Cinematografica, Les Films Corona
Musiche: Giovanni Fusco

Insieme al precedente A Ciascuno il Suo (1967), è il film che ha inaugurato il filone di denuncia politico/sociale che avrà in Damiani il regista di riferimento. Ottima trasposizione cinematografica del romanzo di Leonardo Sciascia, diretto da un Damiani agli inizi della sua carriera, ma che realizza un film realistico e sobrio nella Sicilia degli anni '60, in cui il tessuto sociale era impregnato dalla mafia. Il carabiniere Franco Nero indaga su un sospetto omicidio e sugli intrecci oscuri tra speculazioni edilizie, criminalità e politica; Lee J. Cobb nei panni di un vecchio ed efficace burattinaio; Tano Cimarosa nel tipico sgherro di mezza tacca; Claudia Cardinale sfonda lo schermo in ruoli non appariscenti grazie al suo talento. Ambiente perfetto per la denuncia, film serio e doloroso che disegna un ritratto della malavita siciliana dell'epoca, intrisa di omertà e onore in un piccolo paese dell'entroterra che vive grazie al boss Lee J. Cobb. Descrizione della collusione tra Stato e mafia, che penalizza chi lo serve rispettando la Costituzione.
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Anno: 1970
Regista: Damiano Damiani
Casa di produzione: Produzioni Atlas Consorziate, Explorer Film '58
Musiche: Ennio Morricone

Ispirato alla storia realmente accaduta di Franca Viola, che nel 1966 fu la prima donna in Italia a rifiutare il matrimonio riparatore. Damiani torna ad attaccare l'omertà della Sicilia dell'epoca con un dramma tra due giovani molto più simili di quanto sembri ed impossibilitati ad amarsi. L'attrice Ornella Muti è al suo esordio (15 anni) e mostra una spontaneità che raramente ritroverà in seguito. Ottimo anche Tano Cimarosa nel ruolo del padre incapace di reagire. Il regista evita le facili strade del sentimentalismo, e la denuncia filtra comunque. Un po' troppo ridondanti le musiche di Morricone. Interpretazioni complesse e ricche di sfumature che meritano una visione.



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Anno: 1967
Regista: Folco Lulli
Casa di produzione: Sagittario Film
Musiche: Lallo Gori

Scritto, prodotto, diretto e interpretato dall'attore Folco Lulli. Molte ingenuità ed alcuni attori improvvisati, ma grazie a una scrittura come si deve, il film non annoia. Diretto in modo asciutto e sceneggiato con un minimo di cura, ha un ritmo che tiene fino alla fine, e nel complesso è interessante: ricorda molto i 10 Piccoli Indiani della Christie, dato che possiede un epilogo non del tutto prevedibile. Il cast non scende mai verso il negativo, e una spanna su tutti è proprio Lulli, esaltato dai paesaggi spettacolari della Sicilia. Vi avverto che negli ultimi minuti la sceneggiatura si trasforma in un noir, e si conclude con un colpo di scena da film d'azione...




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Anno: 1971
Regista: Damiano Damiani
Casa di produzione: Euro International Film, Explorer Film '58
Musiche: Riz Ortolani

Capolavoro del cinema italiano a firma Damiani (il titolo lungo non è da confondere con Lina Wertmuller), nonostante fosse stato girato 50 anni fa' è ancora attuale e mette i brividi. Anche all'epoca fu record di incassi, risultò l'11° miglior incasso della stagione cinematografica 1970-71. Senza alcuno sconto alle istituzioni, affronta il problema della lotta alla mafia e ai suoi intrecci invisibili e letali, tant'è che sembra essere il sequel di Le Mani sulla Città (1963). Ammiro il suo coraggio nel fotografare in modo secco e diretto le dinamiche corrotte della parte più marcia della società. Tra le immagini che restano indimenticabili sono quelle dei palazzi di Palermo in costruzione, in quella zona vent'anni dopo avrebbero ucciso Borsellino in via D'Amelio. 

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Anno: 1974
Regista: Damiano Damiani
Casa di produzione: Capital, Rizzoli Film
Musiche: Riz Ortolani

Ottimo film del sempre affidabile Damiani, che espone lucidamente la mafia e la collusione della politica con essa. Compresa la magistratura, che distorce i mezzi di informazione. Oggi siamo abituati a qualsiasi cosa, ma era abbastanza delicata l'autocritica sui rischi di banalizzare la realtà dei fatti, ed era comune ai tempi abusare di forzate interpretazioni in chiave politica. Franco Nero cerca motivazioni ai fatti che racconta; Renzo Palmer ha la sua caratterizzazione umana dice più cose sulla mafia rispetto ad altri finti dibattiti; e non dimentichiamoci la splendida Fabian. Commento musicale adatto e amaro all'atmosfera tetra e pessimista, con un finale inaspettato e tragico. Come abbiamo visto nel film precedente, opera ancora attuale.



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Per chi vuole passare una serata tranquilla, immergendosi nei paesaggi siciliani tra tensione e un colorito dialetto, queste pellicole sono adatte per voi. Damiano Damiani è stato il regista italiano che negli anni '70 si è maggiormente interessato alla Sicilia, esponendo i suoi problemi sul grande schermo dell'epoca, e anche tutt'ora. Ai futuri registi che vorranno fare opere di denuncia sociale, non c'è che prendere esempio dal nostro cinema, ricco di capolavori senza tempo e di films di culto rivalutati dopo decenni in oblio.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

venerdì 11 dicembre 2020

Film (Quasi)Perduti: Greed-il capolavoro "mutilato" di Von Stroheim (1924)

 




Eccoci tornati nell'angolo delle pellicole perdute, nascoste o comunque non disponibili, siamo qui per parlare del capolavoro del regista austriaco Erich Von Stroheim(1885-1957).



Poster dedicato al film 


Greed(in italiano "Rapacità") è un film muto uscito nel 1924, diretto da Von Stroheim,( ispirato al  romanzo "McTeague"  del 1898) il film tratta dell'avarizia e come ogni opera del regista è permeato da costanti simbolismi e allegorie, alla sua uscita il film non incassò molto, venendo quasi bollato come fallimento, tuttavia negli ultimi anni è stato rivalutato ed eletto a capolavoro e pezzo di storia del cinema statunitense.

Il film nonostante sia totalmente visibile ancora oggi è famoso per essere uno dei più controversi della storia, non solo per le sue tematiche ma anche per la storia dietro ad esso e l'alone di mistero sulla sua produzione travagliata. 

Innanzitutto è doveroso precisare che la durata effettiva del film originale era di ben 9 ore(secondo alcuni invece la durava sarebbe di 8 ore), facendo di Greed uno dei film più lunghi della storia.

Purtroppo però i vertici della MGM hanno costretto il regista a tagliare "praticamente" tutto, per adattarlo secondo loro "ad un grande pubblico",  infatti si sono perse intere parti, personaggi e scenari, in un primo momento, dopo il taglio, fatto dallo stesso Stroheim controvoglia,  si portò la durata ad un totale di 4-5 ore*, ancora troppe secondo gli stessi vertici. 

La pellicola venne quindi riedita e ritagliata ancora, stavolta da uno dei colleghi e  ammiratori di Stroheim, Rex Ingram, che cercò di salvare il salvabile, riducendo il film ad una durata di circa 3 ore, alla fine anche questa versione non andava bene e così la MGM riprese il film per ridurne la durata, sempre contro la volontà di Stroheim, vistosi distruggere il suo capolavoro.

Alla fine "Greed" uscì nelle sale americane, con una durata di 140 minuti, questa versione è divenuta poi quella definitiva.


Per quanto riguarda la versione originale della durata di 9 ore si sono perse le tracce, solamente 12 persone la videro, ad una proiezione di prova avvenuta nel gennaio 1924,  descrivendo il film come "Il più bello mai fatto" oppure "difficilmente  ci saranno mai film così belli".

Greed è anche nella lista dei film perduti più famosi accanto a titoli come "London After Midnight" e molti altri ancora, non è chiaro tuttavia come sia andato perduto, secondo le voci di corridoio, fu un custode a distruggere buona parte delle scene oggi perdute. 

Sempre secondo queste voci di corridoio, il film completo  sarebbe attualmente conversato da qualche parte, forse in mano a privati, realtà o finzione, si spera sempre che venga ritrovato interamente....




*-Nel 1999 è stata rilasciata una versione più lunga, della durata di quattro ore, più simile alla visione di Von Stroheim-



domenica 6 dicembre 2020

Goodbye & Amen - 1977

 

Anno: 1977
Regista: Damiano Damiani
Casa di produzione: Capital Film
Paese di produzione: Italia

CAST
Tony Musante: John "Dan" Dannahay
Claudia Cardinale: Aliki de Mauro
John Steiner: Douglas J. Greyson
Gianrico Tondinelli: Jack "Cowboy" Perry
John Forsythe: ambasciatore Carson
Angela Goodwin: moglie dell'ambasciatore
Renzo Palmer: Parenti
Anna Zinnemann: Renata
Fabrizio Jovine: commissario Moreno
Wolfango Soldati: Harry Lambert
Luciano Catenacci: Vincent
Gioia Scola: Maria Sole

ATTENZIONE: SPOILER!

Uno dei più solidi spionistici noir che abbia mai visto. Se qualcuno di voi si fosse interessato alla pellicola per la presenza della Cardinale, non sperate troppo: la sua parte ha poco significato nel film. La cosa bella è che Damiani considera la CIA come Cosa Nostra, dato che agisce manovrando omicidi per togliere di mezzo persone a loro scomode, immuni da qualsiasi apparato legislativo. L'intera pellicola è stata girata all'Hotel Cavalieri Hilton a Roma, molte volte nella stanza dell'attentatore...


Mentre un gruppo di agenti americani a Roma si prepara a un colpo di Stato in uno Stato africano, un misterioso tiratore uccide due persone in città e si rifugia in un albergo con degli ostaggi. La polizia circonda l'edificio e presto scopre che il tiratore è uno dei dipendenti dell'ambasciata degli Stati Uniti, ma le sue motivazioni sembrano incomprensibili...



Teso, serrato fino all'ultimo frame, ritmi ai livelli di un orologio svizzero e con una trama ricca di colpi di scena. Tony Musante brilla su tutti, insieme a John Steiner. Damiani non è un tipo da inserire scene d'azione, ma è la trama stessa ad essere piena di azione... compresa la denuncia spietata nei confronti della CIA, insieme alle sue azioni illegali nei confronti di altri paesi, tutt'ora molto attuale. La prima parte con la Cardinale in ostaggio sembra ridondante, ma quando esce di scena, la questione si evolve improvvisamente. Se proprio volete vedervelo, dovete per forza gustarvi gli ultimi 10 minuti del film, consacrabili nella Wall of Fame degli spionistici all'italiana! Sceneggiatura perfetta che non scade mai nel grottesco, dialoghi di alto livello con le musiche dei fratelli De Angelis al culmine della loro carriera. In una scena, Anna guarda in televisione L'Istruttoria è Chiusa: Dimentichi (1971).


Il film passò all'estero con lo stesso titolo italiano.

Ti aggancia fino alla fine e non ti delude, non aspettatevi effetti speciali di alcun tipo.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

sabato 5 dicembre 2020

Speciale Phantom of the Opera #1-: Il Fantasma nel teatro dell'Opera(Das Gespenst im Opernhaus)-1916- Il primo adattamento perduto(Remake*)


Piccolo omaggio realizzato da me.




 *Piccola nota, questo "episodio" di Pillole Perdute non è altro che il "remake" di un articolo scritto tempo fa, se vi chiedete perché sia stato riscritto, la risposta è semplice,  avendo scoperto nuove informazioni e retroscena, ho deciso di riscriverlo interante, per chi volesse, qui si trova l'articolo originale.

Ma lasciando da parte le premesse e senza indugiare, andiamo a riscoprire questo classico perduto...


Chi non conosce la famosissima storia del fantasma dell'Opera? Nato dalla penna e dalla fantasia dello scrittore Gaston Leroux, pubblicato per la prima volta nel 1910, poi diventato anche musical, per mano di Andrew L. Webber, con la prima andata in scena nel 1986.

Gaston Leroux(1868-1927) autore del romanzo.


Come spesso accade, è naturale che anche la settima arte si interessi a certe storie, in questo caso, dalla settima arte è nato il bellissimo  film con Lon Chaney nel ruolo di Erik, il fantasma, la sua interpretazione  è stata talmente piena di maestria che ancora oggi è ricordata.

Tuttavia, come da titolo, non siamo qui per parlare della versione del 1925, pur avendo una storia interessante e scene perdute, non è sede per parlarne(si, prima o poi è in arrivo l'articolo dedicato).

Oggi siamo qui per "scoprire" il primissimo adattamento sul famoso romanzo di Leroux, ucito nel 1916, solamente sei anni dopo il romanzo. 

Dunque, tenetevi forte e preparatevi per un tuffo nel passato....



DAS PHANTOM DER OPER/DAS GESPENST IM OPERNHAUS 

1916

L'unica traccia rimasta sino a noi-

Anno: 1915/1916

Regista: Ernst Matray 

Paese di Produzione: Germania 

Casa di Produzione e Distribuzione: Sconosciute

Stato: Totalmente perduto(nessun poster ne foto di scena è disponibile)

 (Rimangono solo pochi manifesti )

Durata: 76 minuti

Lingua/e: Muto, con sottotitoli tedeschi e inglesi 


CAST*

Nils Olaf Chrisander: Erik, il fantasma 

Aud Egede-Niessen: Christine Daaè

Ernst Matray: Raoul, seconda altre fonti Il Persiano**




*Molte fonti(se non tutte) presentano questo cast, anche se c'è chi dice che non è veritiero.

**Il ruolo di Matray è incerto, alcune fonti lo accreditano nel ruolo di Raoul Vicomte de Chagny, mentre altri nel ruolo del Daroga/ il Persiano.

Das Phantom der Oper, conosciuto alternativamente come "Das Gespenst im Opernhaus"(lett. Lo Spettro/Il Fantasma  nel teatro dell'Opera) è a tutti gli effetti il primissimo adattamento del romanzo omonimo(o almeno dovrebbe essere).

Il film diretto dal regista e coreografo Ernst Matray, è stato scritto da Greta  Schoedler, all'ora moglie di Matray e che diventerà famosa per aver recitato nel film Nosferatu, nel ruolo di Helen/Ellen.

Le informazioni su questo film, sono molto scarse e spesso contradittorie fra loro, quello che è "certo" però sono  i nomi degli attori protagonisti e il nome del regista, quest'ultimo anche attore  nel film.

La pellicola fu girata in Germania nell'autunno del 1915 e poi distribuita nel corso del  1916, arrivò in Olanda sicuramente, dato che dei manifesti pubblicitari(vale a dire, senza immagini sigh) esistono ancora oggi. 

Parlando di notizie non certe, rimane ancora un mistero la scomparsa di questa pellicola, probabilmente fu conservata in malo-modo, o ancora fu distrutta per chissà quale motivo, secondo taluni addirittura fu lo stesso Leroux a denunciare il film come adattamento non ufficiale e senza diritto.

Una domanda che personalmente mi pongo è: La Universal avrà saputo dell'esistenza di questo film? E se lo stesso Lon Chaney si fosse ispirato in qualche modo  alla performance di N. Chrisander? Lo so, er quanto  molto poco probabile,  non si avrà mai la certezza assoluta. 



-LA TRAMA IN DETTAGLIO- 

Grazie alla recensione dell'epoca, è possibile conoscere, nel dettaglio la trama del film, di seguito, l'intera traduzione dell'originale articolo uscito sulla rivista dedicata "Kinematographische Rundschraun"(Recensioni Cinematografiche) del  14 maggio 1916:

-IL FANTASMA DELL'OPERA

Dramma in 4 atti. 

Script di Ernst Matray.

Diritti esclusivi di distribuzione, per L'Austria, Philipp & Pressburger 


Questo film possiede una certa origilità, grazie alla trama misteriosa, ma che trova una spiegazione razionale per tutto. Particolari sono le superbe inquadrature, in accordo con il soggetto misterioso, usando luce cupa, rendendo il tutto molto impressivo. 


<<-Il Faust è stato scelto per essere eseguito oggi  nel grande teatro dell'opera, tuttavia, i nuovo direttore riceve una lettera, firmata solo "Il Fantasma", dove si avvisa che se la cantante Carlotta sarà indisposta, la giovane Christine Daae dovrebbe prendere il suo posto.

Il direttore è molto preoccupato per la lettera, tutte le precedenti "profezie" del Fantasma si sono rivelate vere- e in effetti, presto ha anche una lettera di Carlotta per le mani, informandolo che  non può esibirsi, il direttore corre subito da Christine, pregandola di prendere il posto della Carlotta, qualcosa che la giovane farebbe con piacere. 

La sua performace è subito un successo, in uno stato di semi-coscienza, Christine si reca nel suo camerino, il dottore chiamato spiega che è solo nervosa.

Il Conte Raoul de Chagny, un acuto amico di Christine aspetta fuori dalla stanza che il dottore se ne vada, Raoul rimane confuso nel sentire una voce maschile provenire dal camerino, quando il dottore già era andato via, dopo che anche Christine  è andata via, egli controlla la stanza, senza trovare nessuno.

Nel party dopo lo spettacolo, Christine conosce il Daroga, un persiano, che è il più vecchio patrono del teatro, Raoul è presente al party e accompagna a casa Christine con l'auto. 

Quando egli chiede alla giovane chi era la voce nel camerino, Christine impallidisce e chiede gentilmente di non chiedere niente ora, piuttosto- promettendo che spiegherà tutto un altra volta, Raoul si dichiara soddisfatto di questo e spera di poter fare una visita alla giovane il seguente pomeriggio. 

Il giorno dopo, tuttavia, viene informato dalla madre di Christine che quest'ultima è già uscita.

Quella sera Raoul rimane ancora più sconvolto dopo che un amico ha detto di aver visto Christine, più volte in compagnia di uno sconosciuto gentiluomo. Dopo essere uscito a prendere una boccata d'aria fresca, a seguito del consiglio dell'amico, Raoul vede egli stesso Christine in compagnia di un uomo, il Conte si mette a piangere, quando l'uomo sprona i cavalli, la carrozza scompare all'orizzonte.

Il giorno seguente. Raoul riceve una lettera da parte di Christine, nella quale viene informato di incontrarsi nella reception del teatro, ma questa volta Christine si presenta e porta Raoul fuori dal "reame delle trappole e botole", sul posto più alto del teatro, il tetto.

Qui la giovane inizia a spiegare tutto al Conte: Un giorno, mentre era nel suo camerino, ha sentito una voce melodiosa cantare, la voce ha detto "Io voglio insegnarti, se ti dedicarei completamente a me!",  sembrava provenire dal muro, continuando a sentira la voce senza corpo ha fatto molti progressi nel canto, arrivando a rendere possibile il suo recente successo.

Ma quando ha sentito la voce di nuovo, il grosso specchio s'è aperto, portandola in una stanza buia, dove un uomo mascherato  si fermò vicino a lei. In stato di shock, svenne.

Quando si è ripresa, ella si trovava nella più prodonda camera di tutto il teatro dell'opera, l'uomo mascherato le disse che non le sarebbe stato fatto alcun male, ma le fu dato un avvertimento, non avrebbe mai dovuto chiedere all'uomo di togliersi la maschera, detto questo l'uomo mascherato andò via, in una camera a lato, improssivamente Christine sentì nuovamente quella voce famigliare  cantare, entrando nella stanza, vide l'uomo mascherato seduto ad un organo, la voglia di vedere il volto del misterioso uomo la prese totalmente e così, strappò la maschera del misterioso cantante.

In uno stato di profondo orrore, la giovane vide il Fantasma dell'Opera, il teschio-che in un  ghigno le disse "Ora puoi vedere la mia orribile bruttezza!", egli pianse "E adesso tu scapperai da me come tutti! Ma io ti amo e non voglio lasciarti andare, promettimi che starai con me!", Christine decise di fingere simpatia per il "mostro", tuttavia poco dopo iniziò a provare una vera compassione per il Fantasma, quest'ultimo ha acconsentito al suo ritorno nel mondo della superficie, ma solo se Christine  prometterà di ritornare da lui, la ragazza promette. 

Raoul dice questo: dopo la performace di domani, porterà Christine via da li, al sicuro. Ma lo Spettro, che stava ascoltando di nascosto,  sente ogni cosa e infatti durante lo spettacolo del giorno dopo, d'un tratto le luci si spengono in tutto il teatro-quando le luci ritornano Christine è scomparsa nel nulla, una grande agitazione inonda il teatro, subito si scopre che gli addetti alle luci sono stati tutti addormentati con del cloroformio. 

Il Persiano approccia Raoul e gli dice "Questo è il lavoro del Fantasma!-ma posso condurti io da lei" e così i due si avventurano nei sotterranei del teatro, fino quando non trovano la dimora dello Spettro-tuttavia quest'ultimo aveva assistito all'arrivo dei due e con un meccanisco mette in trappola Raoul e il Persiano in una piccola stanza.

Fino a quando Christine si rifiuterà di essere sua moglie, il Fantasma continuerà ad alzare la temperatura della stanza-fornace, causando una temperatura così alta da far diventare la parete rossa.

Dopo una lunga ricerca, il Persiano trova un meccanismo a molla e spingendolo contro di lui riesce finalmente a creare un uscita, i due si sbrigano nel trovare Christine-ma un meccanismo difettoso fa surriscaldare il boiler, con seguente esplosione, dove muore il Fantasma.

Finalmente, il Persiano spiega che il Fantasma era l'originale architetto del teatro dell'opera, stufo delle persone che lo maltrattavano per il suo aspetto, si nascose qui, consumato dall'odio del fato che lo ha fatto abbandonare dal mondo.->>

 


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Se questa trama corrisponde  perfettamente alla pellicola(e sicuramente è così) allora possiamo dire che il film di Matray è quello che più si avvicina al romanzo di Gastone Leroux, forse anche più che il film con Chaney, tranne per l'atto finale, in cui muore Erik.




Pubblicità olandese dedicata al film, 
si legge chiaramente che è basato sul 
romanzo di Leorux-




Altra sinossi del film, stavolta molto più breve e consisa(apparsa originalmente sulla pubblicazione "Paimann's Film Listen  #19 del 4 maggio 1916):

-Fantastico Dramma! Con Aud Edege Nissen- 

Durante la costruzione del teatro dell'Opera, l'architetto ha piazziato vari meccanismi e botole nascoste, in modo che egli potesse osservare tutto. 

Un giorno, la malattia impedisce alla dive di esibirsi nel ruolo di Gretchen(personaggio dell'opera Faust), il direttore "sotto la guida"  - di un vecchio spettatore, noto solo come "lo Spettro", raccomanda di mandare al suo posto una giovane- un raccomandazione che il direttore accetta.

La sostituzione si prova un successo, solo per far si che lei si trovi prigioniera nei sotterranei del teatro, per mano dello Spettro, che la ama- Lei sarà poi salvata dal suo spasimante e dal Persiano, nel mentre il costruttore del teatro(lo Spettro) troverà la morte.

L'argomento è buono e la fotografia, l'interpretazione e i sets sono molto belli.

 


-Curiosità 

Dalla recensione, possiamo capire alcune cose:

-Erik smascherato appare esattamente come è descritto nel romanzo, simile ad un teschio

-Il Persiano qui appare esattamente con il suo ruolo originale, con le medesime caratterische e conosce lo Spettro(quindi il film di Matray è uno dei pochi in cui è presente, gli altri sono la "perduta" miniserie argentina El Fantasma de la Opera e il film con Chaney, seppur in un ruolo poi cambiato)

-Le scene in cui Erik prova a sposare Christine sono prese dal romanzo(scene simili appariranno poi anche nel film della Universal, seppur leggermente diverse)




-Voci ed Aneddoti

-L'autore del romanzo, Gaston Leroux, potrebbe non aver niente a che fare con lo sviluppo di questo film, dato che ai tempi i due paesi(Germania e Francia) erano impegnati nella grande guerra e sicuramente non avrebbero mai collaborato, tuttavia non è impossibile, appare solo molto surreale.

-Per lungo tempo si è pensato che questo adattamento non avesse nulla a che fare con l'omonimo romanzo, ma grazie alla recensione(vedi sopra), è finalmente stato appurato che è un adattamento.

-Secondo una delle varie ipotesi date per spiegare la scomparsa di questo film, fu lo stesso G. Leroux la causa primaria, la pellicola parrebbe  un adattamento del romanzo non autorizzato(in maniera molto simile a quanto poi succederà con Nosferatu), nonostante la guerra in corso.

 Questa ipotesi è anche riportata nel libro di J. Flynn "Phantoms of the Opera: Man behind the mask"( questo libro dovrebbe essere  disponibile solo in inglese, ma un must have per tutti i fans del romanzo e vari adattamenti).

-Sempre secondo tale libro, il Fantasma compariva solo per meno di 12-15 minuti, insomma per capirci, aveva più metraggio l'Erik di Chaney.

-Inoltre, nel libro citato sopra si dice che il regista si sia soffermato sulle sfumature  sessuali della storia e abbia aggiunto vari colpi di scena.

-J. Flynn sostiene che ci siano varie "copie incomplete sopravvissute", in attesa di essere trovate, tuttavia non è menzionato da nessun altro questo fatto(speriamo che Flynn abbia ragione).


Il libro in questione-





Per quanto riguarda gli attori:

Nel ruolo dello Spettro dell'Opera/Erik  troviamo Nils Olaf Chrisander(vero nome Waldemar Olaf Chrisander), attore vagamente conosciuto ai tempi, si sarebbe poi fatto un nome sotto le vesti di regista. 

Alla regia(e probabilmente anche attore nel film) troviamo invece Ernst Matray, ai tempi anche coreografo e in seguito famoso ballerino e maestro di danza.

Per il ruolo della bella Christine Daae invece troviamo l'attrice Aud Edege-Nissen, anch'ella attrice molto in voga ai tempi, nel suo paese d'origine, la Norvegia. 

La sua carriera ebbe una fine con l'arrivo del sonoro.


 


Piccolo extra, non esiste nessuna immagine ufficiale rimasta sino a noi, è vero, ma questo non ci vieta di immaginare come poteva essere Nils Chrisander nel ruolo di Erik, il Fantasma, è mio onore presentare una ricostruzione, fatta da me(non perfetta, ma è il massimo che posso fare, per ora), ecco a voi Das Gespenst im Openrhaus!











La Grande Rapina (The Big Holdup) - 1975

Regia:  Chor Yuen Sceneggiatura:  Chor Yuen Produttore:  Run Run Shaw Direttore di produzione:  Chen Lieh Casa di produzione:  Shaw Brothers...

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