Anno: 1979 Regista: Leung Po-Chi Casa di produzione: Golden Harvest Paese di produzione: Hong Kong, Cina
CAST Richard Ng: Hsien Cora Miao: Tina Chen Roy Chiao Hung: Biggie Lo Hoi-Pang: gestore della farmacia Melvin Wong: Peter John Woo: boss della triade su un camion Fung Yun-Chuen: Liu Johnny Koo: Tung Ho Pak-Kwong: guardiano del magazzino Wang Han-Chien: acquirente giapponese dei diamanti Mama Hung: suocera dell'ispettore Hoh Wan: il capo di Tung Mars: scagnozzo di Liu Hon Kong: impiegato del sig. Liu Fong Yue: invitata alla festa sullo yacht
ATTENZIONE: SPOILER!
No, non è quello che state pensando: le dita hanno quel prurito per ben altri motivi... perché vogliono avere tra le mani un diamante in particolare. Il protagonista Richard, oltre ad avere scritto la sceneggiatura del film assieme a un'altra futura leggenda del cinema del porto (Wong Jing), aveva già militato come produttore e quasi immediatamente si cimenterà per la sola ed unica volta come regista ("Murder Must Foul", uscito nell'ottobre dello stesso anno). Completa il tutto la presenza del mitologico John Woo in un ruolo minore e del sig. Leung, fresco del suo debutto sul grande schermo nel 1976 con "Jumping Ash", uno dei films di maggiore incasso dell'epoca.
Biggie e Hsien hanno trascorso assieme l'infanzia, sono cresciuti assieme ed hanno preso strade diverse, il primo è diventato un ispettore ed il secondo un ladro. Tutt'oggi se le continuano a suonare e cantare: soprattutto Biggie ha il continuo desiderio di metterlo dietro le sbarre. Una volta rilasciato, dopo avere rifiutato di essere l'informatore di Biggie, viene incastrato da un gioielliere con l'aiuto della sig.rina Tina... e per dimostrare la propria innocenza (anche per rubare il celeberrimo diamante) finalmente poserà le armi e chiederà aiuto alla sua nemesi.
Assente ogni tipo di sbadiglio. Noia compresa. Per nulla pesante, si lascia vedere tranquillamente durante tutto il primo tempo: sketch a cascata capaci di avermi fatto rotolare dalle risate per tutto il soggiorno, memorabile quello dell'urina su un calice, allegramente bevuto dagli ospiti sullo yacht... inclusa la casa (viaggiante) del boss della triade ed il conseguente tamponamento di massa. Dal secondo tempo in poi l'atmosfera cambia quasi del tutto e lascia spazio alla tensione, soprattutto ai macchinari che utilizza Hsien per aggirare ogni dispositivo di sicurezza intorno al diamante, inclusa una tuta gonfiabile per volare nel caveau! Efficiente la interpretazione di Cora, che arduamente fa' da ponte tra la polizia ed il criminale in giacca e cravatta Fung, pungente nel suo ruolo di antagonista. Eccellente anche il montaggio, veloce e chiaro... ma in ambito fotografico non vi è nulla di interessante, assieme alla colonna sonora adattata dai films dei fratelli Hui.
In poche parole, se cercate un antidepressivo naturale... ripiegate su Leung e Richard, non perderete assolutamente il vostro tempo. Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!
John Woo, prima di essere quel John Woo del 1986 di A Better Tomorrow. C'è bisogno di spiegare chi sia nel campo dei films d'azione? Mi basta citare il genere "heroic bloodshed" ed è subito accesa la lampadina, anche per i cinefili più affamati. Girato nel periodo d'oro delle commedie firmate dai fratelli Hui, appena dopo il colossale successo di The Private Eyes di un anno prima che li rese noti a livello internazionale, si aggiunge anche la firma di Woo in tale campo... riuscendo con successo a divincolarsi nel genere. Genere che poi lo porterà ad un burnout particolarmente acceso agli inizi degli anni '80, dove decise finalmente di gettare le basi su un sogno rimasto sepolto nel cassetto da diverso tempo assieme al sig. Tsui Hark... su un sogno che sarà il suo "Migliore Domani".
Dragon e Poison vengono incaricati dal sig. Rich Chan di trasportare dei diamanti che ha rubato da suo zio. A sua volta lo zio si allea con Mary per recuperare quei diamanti, offrendosi volontari per sollevare ambedue dalle loro responsabilità.
Caratteristica comune di ogni pellicola firmata da Woo è la presenza di attrici per colmare ruoli scoperti, che qui hanno avuto poco tempo per sviluppare i loro ruoli; stesso riscontro anche nei protagonisti, ma tutto ciò non intacca il ritmo slapstick della celluloide. Anzi, è una cascata infinita di gags da antologia della risata, vedasi la scena rigorosamente parodizzata del furto dei diamanti alla "Rififi"! I due protagonisti riescono senza problemi a infondere empatia verso la quarta parete, specialmente il sig. Richard con le sue espressioni da maniaco, che si fa' odiare ma apprezzare anche contemporaneamente. La colonna sonora contribuisce molto a incorniciare l'atmosfera della pellicola, in quanto musicata da uno dei fratelli Hui, Samuel... e dalla sponda femminile, posso esclamare che la sig.rina Angie è uno dei tanti ornamenti che dominano senza problemi il grande schermo.
Enorme ricalco delle commedie marchiate dai fratelli Hui, ma che si lascia vedere per la creatività e per il suo cast, rigorosamente di culto. Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!