Visualizzazione post con etichetta Kazuhiko Yamaguchi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Kazuhiko Yamaguchi. Mostra tutti i post

sabato 4 marzo 2023

La Farfalla Vagabonda di Ginza | Incontro fra Titani: Meiko Kaji e Sonny Chiba (1972)

Cari spettatori del Sottobosco, ben ritrovati in questo nuovo (e breve) appuntamento a tema: già dal titolo avete capito bene. Il maestro delle arti marziali per antonomasia e la femme fatale per antonomasia del cinema nipponico che uniscono le loro forze per contrastare il male. Sappiamo che tutto ciò ricorda un titolo qualsiasi di un fumetto della Marvel, ma un connubio simile capita una singola volta ogni 100 anni: e merita di essere immortalato!

Regista: Kazuhiko Yamaguchi
Fotografia: Hanjiro Nakazawa
Musiche: Toshiaki Tsushima
Sceneggiatura: Isao Matsumoto, Kazuhiko Yamaguchi
Casa di produzione: Toei
Nami è una ex-detenuta che, appena dopo la sua scarcerazione, prova a guadagnarsi da vivere come hostess in un bar per ringraziare una donna che l'ha salvata in carcere. Entrambe vengono coinvolte nel piano di un boss locale che intende rilevare (con le cattive) il bar in cui lavora Nami...
Pedale fisso sul melodramma. Ma quando viene allentato verso il finale, il film verserà litri di sangue, in segno di perdono per essere stato serrato per tutta la sua durata. Trama stereotipata di un qualunque film del genere sukeban, ma qui ben contenuto dalle eccessive nudità che si sono viste con la sig.rina Sugimoto... in questo calderone spiccano sopra tutti il fratello di Tetsuya Watari (Tsunehiko Watase) che ha l'abitudine di scrivere il suo nome sul suo blazer e l'unica vera farfalla (al maschile) di Ginza: imprendibile, ma che sa' farsi cercare; e la stessa Kaji, dispostissima a qualunque cosa pur di vendicarsi dei suoi aguzzini. Koji Nanbara è la cattiveria impersonificata, che non batte ciglio per i suoi piani anche fino all'ultimo. 

Regista: Kazuhiko Yamaguchi
Fotografia: Yoshio Nakajima
Musiche: Toshiaki Tsushima
Sceneggiatura: Isao Matsumoto, Kazuhiko Yamaguchi
Casa di produzione: Toei
Nami ritorna a Tokyo per trovare l'uomo che ha tolto la vita a suo padre ben 13 anni prima, ma prima di tornarci salva la pelle di una ragazza di nome Hanae, venduta al meretricio per via di suo padre. Inconsapevolmente viene coinvolta negli affari di una yakuza che vorrebbe rafforzare la propria presenza a Ginza, ma grazie all'aiuto di Ryuji riuscirà a farsi strada a Tokyo...
E' arrivato il momento che tutti noi aspettavamo. Meiko e Sonny insieme sono come la cioccolata sulla torta: eternamente memorabili! Sebbene Meiko continua a sfotterlo e lo definisce "patetico", nel finale gli darà una mano per demolire la yakuza, ma è poca roba. Enorme citazione al filone del gioco d'azzardo con Sumiko Fuji, qui in epoca contemporanea. A differenza del primo film, qui assistiamo ad una scia di sangue che ci porterà dove ben sappiamo ed una dose massiccia di commedia isterica, lasciando quasi del tutto da parte il melodramma fitto del film precedente. E' presente anche qui Tsunehiko, ma è relegato in un cameo come lustrascarpe e nulla di più. Meiko è vagabonda e letale come al solito, ma a Sonny non gli è stato dato abbastanza spazio per espandersi in questa battaglia, nonostante sia la spalla comica e dia allegria al tono cupo del film.

In conclusione, speriamo di rivedere presto farfalle di questo tipo a Ginza... animerebbero di nuovo il cinema nipponico nella zona più rinomata della sua capitale!
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog! 

domenica 11 dicembre 2022

Bollettino Cinematografico #7: Seconda Dose di Piombo e Sangue dalla Yakuza

Cari spettatori del Sottobosco, ben ritrovati in questo nuovo appuntamento... e di nuovo a tema yakuza! Siamo tornati con un'altra selezione di cinque proiett... ehm, pellicole poco note anche a livello occidentale. Alcune di queste provengono dal periodo in cui i "jitsuroku eiga" erano a un passo dal tramonto, ossia nel mezzo degli anni '80: la televisione stava già cominciando a digerire e a dare i natali al variety show più longevo in assoluto del Sol Levante (Waratte Iitomo!, in onda dal 1982 al 2014)... e trovavano ancora spazio serie d'azione come "Abunai Deka" (1985-86).
---

L'Ultima Vera Yakuza, regia di Kosaku Yamashita, 1985.
Un uomo di Hiroshima, all'apice della WW2, decide di entrare nella yakuza e dovrà destreggiarsi tra tradimenti e violenze all'interno del suo clan.
Racconto autobiografico che tenta di scimmiottare l'inimitabile atmosfera jitsuroku di Fukasaku: tanti sbadigli... anche troppi. Ma per chi sarà capace di sopravvivere ad essi, è uno dei numerosi tentativi dei registi di allora di tenere a galla il genere (in agonia) degli yakuza eiga. Azione al minimo storico (non escludo che Fukasaku volle mandare a quel paese sul set il regista...), nel primo tempo si pensa che tutto il cast si stia preparando per una battaglia finale, ma alla fine si rivela essere uno sguardo più ravvicinato sui personaggi visti brevemente nel film... e termina con l'addio alla yakuza da parte del protagonista. Nonostante le notevoli pecche, la tensione impera ed anche i set che variano da epoca ad epoca fanno la loro figura...

---

La Yakuza Crepacuore, regia di Masato Harada, 1987.
Un gangster, durante il suo lavoro, incontra per puro caso una sua amica d'infanzia... ed anche lei è immersa a 360 gradi nel mondo della malavita nipponica. Ed entrambi sono in mezzo ad uno scontro tra bande.
Guazzabuglio tra romanticismo e violenza al sapore di piombo, sapientemente ripianata dal pedale fisso sia sul freno che sull'acceleratore. Scopiazzato da quel "domani migliore" di Hong Kong, al culmine muoiono una ventina di persone nello stile di Woo... e velocemente. Il grigiume è arricchito dal tocco colorito della relazione per niente imbarazzante dei due protagonisti. Colore con cui il regista si diverte, tra scatti degni di Luc Besson ed un bianco e nero nello stile di Suzuki. 
---

Truppe delle Tenebre, regia di Kazuhiko Yamaguchi, 1971.
Un membro caduto in disgrazia della yakuza viene rilasciato dal carcere otto anni dopo essere stato ingannato sull'omicidio del suo capo, ed ha sete di vendetta...
Divertimento nel primo tempo, serietà di ferro nel secondo. Gran peccato che il glaciale Tetsuro Tamba non abbia avuto modo di sviluppare il suo personaggio nel film... avrebbe dato un occhio di riguardo al trio di novellini nella yakuza capitanato da un Tsunehiko Watase, che cercano disperatamente un'anima gemella nei night clubs di Shinjuku. Sebbene graviti nella confusione più totale, vi consiglio di spegnere il cervello e di ascoltare oltre ai gemiti, la musica psichedelica dei The Mops...
---

Il Ricatto è la Mia Vita, regia di Kinji Fukasaku, 1968.
Un ricattatore continua a scalare nella società per via del suo mestiere poco ortodosso. Pur di mantenere il suo alto tenore di vita in tale modo, la sua fortuna comincia a sparire quando mette le mani sui soci in affari di un potente boss della yakuza...
Fukasaku prima di essere Fukasaku. Fortemente contaminato dalla nouvelle vague francofona con numerosi "jump cuts", flashback e movimenti veloci della cinepresa, ha il pregio di non rallentare mai nel racconto della sua storia. Difficile dire chi sia l'antagonista, poiché come abbiamo già visto in "Cops vs Thugs" (1975) tutti sono implicati nella sopravvivenza in un Giappone corrotto... e il tutto è raccontato con una stravaganza nel guardaroba degli attori ed un umorismo nero nello stile di quell'Hanada di Suzuki, girato un anno prima. Il film in sé è pervaso dagli opposti, dal cinismo al romantico, dal divertimento alla spietatezza, e rimane perfettamente guardabile anche da chi è poco esperto del genere.

---

Sangue per Sangue, regia di Yasuharu Hasebe, 1971.
Due famiglie della yakuza (Akiba e Shimura) hanno in pugno "K City", in continua espansione per la sua edilizia... e subito due famiglie di Tokyo vogliono una fetta dell'edilizia. Nel mentre, un boss rispettato degli Akiba (Jo Shishido) viene rilasciato dopo cinque anni dietro alle sbarre...
Tipico prodotto del genere yakuza della Nikkatsu, dove sia il sangue che i tradimenti sono all'ordine del giorno. Per i suoi contenuti dovrei scrivere una recensione a parte, poiché sono impressionanti! Nel finale, prevedibilissimo, si affonda l'acceleratore sul melodrammatico... e sull'azione a colpi di katana, oltre a lasciare sui pavimenti decine di corpi. Sull'acceleratore ci si fionda anche il leggendario Hajime Kaburagi, che ci regala una delle introduzioni più carismatiche nella storia degli yakuza eiga, oltre al vestiario di Shishido (t-shirt bianca, coperta elegantemente da un blazer con strisce bianche su sfondo grigio!) che agli occhi penetranti di un'altra leggenda quale Meiko Kaji puntati nei suoi confronti con una tristezza quasi poetica... anche quando Shishido parte, già malridotto, per il finale in questione.
---
Anche questa volta il nostro appuntamento con voi giunge al termine: ma speriamo di rivederci al più presto per un'altra bolletta meno car... ehm, per un altro bollettino dalle parti più oscure del cinema mondiale.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

The Dog Stars - Le stelle dopo la fine

  Titolo originale: The Dog Stars - Le stelle dopo la fine Data di uscita: 28 agosto 2026 (cinema) Genere: Azione, Thriller, Fantascienza C...

Le recensioni e gli articoli più visti del blog