mercoledì 29 novembre 2023

L'Arcobaleno nel Mio Cuore (Rainbow in My Heart) - 1977 (1979?)

 
Anno: 1977
Regista: Sung Tsun-Shou
Casa di produzione: Golden Harvest
Paese di produzione: Hong Kong, Cina

CAST
Chelsia Chan: Chelsia Chen
Kenny Bee: Billie Chung
Terry Hu: Hu Meng
Anthony Chan Yau: Chen Yu
Nam Koong-Won: lo zio di Billie
Phillip Chan: Tsai Yung-Tzu
Lee Wan-Chung: sig. Wang
Ting Tung: cliente dello zio di Billie all'aeroporto
Lau Chun: gestore della gioielleria
Yeung Wai: star del cinema
Lee Ye-Min: uomo all'aeroporto in Corea del Sud
Man Ngai-Tik: impiegato

ATTENZIONE: SPOILER!

Di origini taiwanesi, si trasferì a Hong Kong nel 1949 e nel 1956 andò a lavorare per la Shaw come sceneggiatore ed assistente alla regia. Ritornato a Taiwan nel 1963, esordisce alla regia nel 1968 con il dramma di "The Dawn" e per il resto della sua carriera fa' del suo punto di forza il genere in questione: fu proprio da uno di questi films drammatici che il regista fece conoscere a Formosa una giovanissima Brigitte Lin nel 1973 ("Outside the Window"), co-dirigendolo assieme a Yu Cheng-Chun (anche lui al debutto, ma come regista!). Sul finire degli anni '70 aiuta il decollo della carriera appena cominciata da attore di Kenny, tanto da spianargli la strada a seguito della dissoluzione della band (The Wynners) nel 1978. Lascia il mondo del cinema nel 1982 con "A Lily in The Valley" e passa a miglior vita nel 2008 all'età di 78 anni.

Billie è a capo di una importante agenzia pubblicitaria di Hong Kong, prossimo a sposare la modella Meng. Dopo averla scoperta con il suo amante nel giorno del suo compleanno, Billie decide di partire per la Corea del Sud per girare un nuovo spot pubblicitario... nota alla televisione la cantante Chelsia e si innamora perdutamente di lei, tanto da invitarla alle riprese dello spot. Divenuta una star grazie alla pubblicità a Hong Kong, lo zio di Billie spinge quest'ultimo a farla venire nella metropoli: lei accetta. Nel mentre, Meng è insoddisfatta del nuovo pubblicista e cerca di tornare insieme a Billie, attirandolo in una trappola assieme al collega Wang. Chelsia perde le staffe e decide di tornare in Corea, ma fortunatamente rimane all'aeroporto grazie all'aiuto dello zio, che ha dato tempo a Billie di spiegare il disguido avvenuto.

Più un musical che un film romantico, si regge saldamente per la presenza del trio Kenny-Chelsia-Terry. Appena al di sopra del mediocre, i dialoghi non trasudano banalità; nemmeno i loro rapporti sfiorano l'imbarazzante... trama prevedibile e degna di una commedia romantica di quart'ordine, ma con un messaggio ben chiaro: mai tradire in una relazione dove il proprio partner si impegna per farti sorridere. Fotografia che punta il tutto sui colori accesi e sulla sua autocelebrazione nei retroscena degli spot pubblicitari, un mondo nel mondo dove la semplicità regna sovrana. Nulla di interessante nel montaggio, ma la musica firmata da Joseph Koo aiuta a dare il tocco melodrammatico all'intera vicenda; senza affondare troppo il pedale nell'acceleratore. Tutto il cast ha affrontato senza particolari problemi i loro personaggi. Kenny convincente (ma non troppo) nel pubblicista tormentato dal terrore di una delusione d'amore, Terry sinistra nell'essere una modella dalla faccia sorridente ma capace di lavorare nell'ombra, Chelsia emblema della semplicità senza trucco e parrucco.


Passabile, ma indimenticabile nel suo essere semplice e mai volgare.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

lunedì 27 novembre 2023

La Storia di un Prigioniero Dimesso (The Story of a Discharged Prisoner) - 1967

 
Anno: 1967
Regista: Patrick Lung Kong
Casa di produzione: San Aau Movie-Making Company
Paese di produzione: Hong Kong, Cina

CAST
Patrick Tse Yin: Lee Cheuk-Hung
Sek Kin: Boss Lung
Mak Gei: scagnozzo di Lung
Patrick Lung Kong: ispettore Lui
Chan Tsai-Chung: Anna
Wong Wai: Lee Chi-Sum
Patsy Ka Ling: Mok Si-Yan
Sai Gwa-Pau: Ah Hon
Mang Lee: Betty, la ragazza del boss
Chow Gat: amico di Lung
Do Ping: Kit
Sze-Ma Wah-Lung: capo di Chi-Sum
Ma Siu-Ying: madre
Yeung Yip-Wang: padre di Anna
Wong Hak: storpio
Hui Ying-Ying: moglie di Ah Hon
Lee Sau-Kei: zio di Anna
Chan Chung-Kin: capo del DPAS
Lee Keng-Ching: residente nel campo profughi
Chan Lap-Ban: residente nel villaggio
Go Chiu: residente nel campo profughi
Tang Cheung: guardiano notturno

ATTENZIONE: SPOILER!

E si ritorna a parlare di Lung Kong, qui all'opera nell'antenato del famosissimo "domani migliore" in una Hong Kong ancora lontana dall'essere dominata dai bullet ballets e dai gongfupian urbani, qui più rovente che mai per via delle rivolte antibritanniche e per il duello tra la Shaw e la MP&GI (poi rinominata Cathay), conclusosi con la vittoria dei fratelli Shaw a causa della morte in aereo del fondatore Loke Wan-Tho. E' da segnalare che l'anno prima fu girato il diretto antenato del filone delle girls with guns, dove lanciò la carriera di Cheng Pei-Pei (all'epoca 19enne) come la prima eroina in assoluto delle arti marziali. 

Hung, dopo avere trascorso 15 anni in prigione, viene scarcerato: la sua ragazza Betty è divenuta l'amante del boss Lung, che a sua volta perseguita Hung per farlo tornare a lavorare con lui... ma è determinato a restare fuori dal mondo della criminalità. Non volendo comunicare la notizia a suo fratello Sum, trova rifugio da Hon. Una volta che Sum scopre la verità, si rivolge a Lung per trovare un modo per ricacciare dietro alle sbarre Hung...

Eccezionale documento del genere noir che pone le basi per gli heroic bloodshed degli anni '80, immortalato molto positivamente da Lung Kong, nel quale la speranza della re-integrazione dei criminali pentiti nella società rimane accesa. Fotografia che arriva tranquillamente ai livelli del noir all'americana, con parecchie sequenze ambientate di notte e per il gioco di luci ed ombre nella sparatoria finale: completa il tutto il focus in primo piano dei personaggi. Montaggio rudimentale, trama facile da seguire e melodramma fisso sull'acceleratore che non si fa' problemi nel ritrarre il difficoltoso iter della redenzione dell'antieroe, capace di risucchiare nel suo buco nero anche un innocente come Wai. Kin esemplare nell'incarnare l'Henry Silva hongkongese, sinistro ed inespressivo, ma cinico calcolatore. Lung Kong rigetta saldamente l'antitesi del pentitismo della pellicola, tenendo nella morsa della legge Tse Yin. Peccato per gli orrori ortografici nei sottotitoli in inglese e per la pessima qualità della pellicola...


Istantanea di un'epoca perduta dove i valori la facevano da padrona...
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

domenica 26 novembre 2023

[Amorrore #3] Strada Cremisi (Crimson Street) - 1982

 
Anno: 1982
Regista: David Lai
Casa di produzione: Johnny Mak Production Co. LTD, Yiu Wing Movie Enterprise Co. LTD
Paese di produzione: Hong Kong, Cina

CAST
Sally Yeh: Sally
Kenny Bee: Stone
Michael Chan: Paul King
Melvin Wong: Pow
Leung Mei-King: la ragazza di Fatty
James Barrett: Mr. Cook
Cheng Mang-Ha: la madre di Fatty
Steve Mak: poliziotto
Mr. X: Monkow
Sze Kai-Keung: Fatty
Sam Sorono: scagnozzo
Tam Wai: scagnozzo
Chan Ling-Wai: cameriere
Woh Seung: cameriere
Wong Yat-Fei: chiromante
San Sin: rapitore
Chan Leung: rapitore

ATTENZIONE: SPOILER (sdolcinatezza in arrivo...)!

Primo lavoro su grande schermo di un regista che in precedenza lavorò per la televisione con "Reincarnated" (60 episodi) e "Dragon Strikes" (anch'esso ha 60 episodi) nel 1979. Successivamente all'uscita di Crimson Street nelle sale, la sua carriera decollò quasi subito grazie all'introvabile "Lonely Fifteen" dello stesso anno: enorme successo al botteghino e candidato a ben otto premi agli HKFA, di cui uno vinto da Lam Bik-Kei come "miglior attrice" alla sua prima ed unica interpretazione al cinema. Capace di destreggiarsi nel cinema di genere, sul finire degli anni '90 lascia il suo mestiere di regista con il fantasy romantico di "Timeless Romance" (1998); negli anni 2000 si viene a sapere che fece il direttore della seconda unità di "So Close" (2002), per poi lasciare definitivamente il mondo del cinema nel 2006 con "DOA: Dead or Alive", dove fece il produttore esecutivo.

Sally, una cantante di un nightclub, viene coinvolta in un triangolo amoroso fra tre uomini: il primo, Stone, è stato appena scarcerato per via del suo rapinare banche; il secondo, Paul, gestisce il nightclub; ed il terzo, Pow, è un poliziotto prossimo alla promozione di sergente per via delle rapine di Stone. Quest'ultimo mette a segno un altro colpo e verrà notato da un ricco malavitoso di nome Cook, che deciderà di essere il suo capo. Sally, stufa delle angherie di Pow e di Paul, si innamora di Stone e Cook manda i suoi uomini a togliere di mezzo Paul: in cambio egli chiede di rubare un diamante in particolare da un'altra banca. Braccato dalla polizia, si vendica contro Cook per la morte del suo amico Fatty e Pow riesce nuovamente a rintracciarlo nella casa del malavitoso: lo insegue e lo fredda con un colpo di pistola...

Odissea caleidoscopica tra il montaggio che a volte salta alcune scene importanti ed una sceneggiatura capace di sfiorare il ridicolo e l'incredulità anche di un novellino... stesso discorso si applica anche nelle gags: imbarazzanti ed esilaranti quanto mangiare degli aghi di pino essiccati in un ristorante abusivo. Fotografia che anticipa a grandi linee quella di Besson nel 1985, con dei panorami che mostrano una Hong Kong che fa' a cazzotti con l'ambiente incontaminato circostante, tra grattacieli grigi e dei panorami da cartolina. Memorabile la scena del combattimento tra Chan e X, a colpi di hockey e di illusioni accompagnate da colori accesi... dimenticabili le performance di Melvin, qui in cerca costante dell'autorità e del protagonista Kenny, del tutto anonimo assieme a Sally. Colonna sonora che nonostante il suo essere poliedrica, non riesce a salvare il film dal dimenticatoio...


Non escludo che possa scrivere sul blog una guida per evitare gli orrori della New Wave hongkongese...
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

martedì 21 novembre 2023

Il Batterista (The Drummer) - 1983

 
Anno: 1983
Regista: Richard Yeung Kuen
Casa di produzione: Sincere Film Production Co.
Paese di produzione: Hong Kong, Cina

CAST
Leslie Cheung: Tommy Chen
Elaine Chow
Paul Chung
Daisy Cheung
David Lo
Lawrence Cheng
Ng Wui
David Wu Dai-Wai
Nat Chan
Wong Suet-Mui
Lo Yuen
Chan Tsai-Chung
Chui Gai-Heung

ATTENZIONE: SPOILER!

Scritto (parzialmente), diretto e prodotto dal Tinto Brass hongkongese, qui alla sua prima ed unica produzione con la sua casa cinematografica personale. Entra nel mondo del cinema già come regista nel 1959 con "Flying Corpse on a Foggy Night", per poi lavorare anche come assistente alla regia. Si unisce alla Goldig Films nel 1972 e dirige anche un giovanissimo Chow Yun-Fat in "Hot Blood" (1977), film che in seguito è finito nella temutissima terza categoria. Dopo la bancarotta della casa, si unisce alla Shaw nel 1981 e continua a dirigere altri films del genere erotico fino al suo ritiro definitivo dai riflettori nel 2000 con il film d'azione "Tale of Two Dragons". Passa a miglior vita nel 2012. 

Tommy vuole diventare un batterista, ma sia il padre che il vicinato non ne vogliono sapere della sua passione. Nonostante il nonno ed i suoi amici lo sostengono fino in fondo, a causa di un incidente che ha coinvolto suo fratello per quanto riguarda i suoi bisogni dalla terrazza dell'appartamento, il padre decide di gettare via violentemente i suoi strumenti e Tommy si arrende: a seguito di un concorso addirittura finito bene, si allontana dalla sua passione e perde fiducia in sé stesso. Ma grazie all'aiuto della sua ragazza, riesce a perdonare il padre e si esibisce in un concerto.

Coming of age drama mascherato da commedia romantica, che lascia spazio anche a un'intensa analisi sulla differenza generazionale tra il padre e Leslie. Fotografia che sfrutta di frequente le ambientazioni notturne e l'architettura sia interna che esterna dei luoghi, tali da citare sia Fritz Lang ed anticipare Edward Yang... anche i colori brillanti e intensi faranno la loro figura, inclusa la cornice estiva sull'intero film. Montaggio veloce come il ritmo della batteria di Leslie, colonna sonora creativamente firmata da Joseph Koo. Il nonno rappresenta il paciere che ogni famiglia vorrebbe avere, mai troppo invadente e sempre ragionevole. Il padre costruisce e smonta il muro che aveva costruito per anni sulla passione di Leslie, grazie alla sua valorizzazione. Interpretazione che getta ulteriori fondamenta sulla carriera di Leslie, che qui oltre a suonare la batteria, canta e si lascia ascoltare...


Introvabile il VCD, incasso discreto (1,211,141 dollari: ossia 141.664 euro), ma pilastro sconosciuto della New Wave di Hong Kong.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

venerdì 17 novembre 2023

[Azionerrore #7] Odissea Malavitosa (Gangland Odyssey) - 1990

 
Anno: 1990
Regista: Michael Chan
Casa di produzione: Golden Sun Light Production LTD
Paese di produzione: Hong Kong

CAST
Andy Lau: Che
Alex Man: Fan Chi-Hung
Michael Chan: Pu/Hoshida
Yiu Wai: Shirley
Regina Kent: Cindy
Shing Fui-On: Maddy
Ng Man-Tat: zio Eleven
Siu Yam-Yam: sig.ra Brown
Alan Tang: sig. Tang
Lau Yuk-Gei: Chiang
Fong Yau: zio Pin
Sing Yan: boss della triade di Sisan
Roger Ball: sig. Brown
Lam Shung-Ching: guardia del corpo di Nakacho
Ching Gong: guardia del corpo di Nakacho
Luk Chuen: Nakacho
Suen Kwok-Ming: scagnozzo della triade di Sisan
James Ha: scagnozzo della triade di Sisan
Chu Tau: scagnozzo di Chiang
Ridley Tsui: assassino
Danny Chow: assassino
Wong Chi-Keung: scagnozzo/assassino
Hung Chi-Sing: assassino
Hui Sze-Man: moglie di Eleven
Jim James: ospite alla festa di Brown
Fung Man-Gwong: scagnozzo di Chiang
Lee Wah-Kon: anziano della triade
Cheng Chi-Ho: scagnozzo giapponese
Cho Sai: ospite alla festa di Brown
Kenneth Smyth: ospite alla festa di Brown
Ng Wing-Sum: scagnozzo di Chiang
Kai Cheung-Lung: scagnozzo giapponese
Poon Tak-Chuen: scagnozzo
Wong Wai-Fai: assassino

ATTENZIONE: SPOILER (anche se è un errore...)!

Chan Wai-Man non ha bisogno di presentazioni. Amico di Bruce Lee, campione di pugilato e di muay thai, legato a doppio filo con le triadi per via del suo lavoro come agente di polizia nelle carceri di Hong Kong, dove conobbe alcune persone in quel sottomondo e decise di unirsi a loro: fu così espulso dal corpo di polizia e divenne il numero due della seconda triade più potente del porto (14K) fino al ritorno di Hong Kong alla Cina. Seconda esperienza sia dietro che davanti alla cinepresa, dopo avere co-diretto assieme a Luk Chuen nel 1977 l'introvabile "Deadly Chase for Justice". Si segnala che nella sua carriera prolifica di attore e stuntman, produsse quattro pellicole (tra cui una scritta e coreografata da lui stesso) e fece il maestro di arti marziali in altre 10 pellicole (dal 1973 al 1986).

L'ex-poliziotto Fan di ritorno da San Francisco, assieme al suo collega Che, viene assoldato dal suo ex-capo Brown per salvare suo figlio dai giapponesi: durante il recupero entrambi tolgono di mezzo tre della yakuza e ciò è inaccettabile per il boss Nakacho... nel mentre, ritorna dal Giappone il sig. Hoshida, che cerca di fare da mediatore. Quest'ultimo cercherà di mandare di nuovo in California sia Fan che Shirley per salvarsi dal clima asfissiante, ma sfortunatamente una triade tradisce Hoshida e si allea con Nakacho: tolgono di mezzo sia Che che Cindy (la figlia di Shirley). Hoshida e Fan mettono insieme le loro forze e decidono di distruggere l'alleanza...

Aveva tutti gli ingredienti per diventare uno dei triad movies più indimenticabili del decennio, ma il tutto è stato sprecato in una maniera poco seria. Cast stellare che vanta la presenza di Andy Lau e di Regina Kent, con una sottotrama tra loro due interrotta bruscamente verso la seconda metà del film. Il primo ridotto ad essere il tipico ragazzo stereotipato di un detective drama, ossia la spalla pasticciona disattenta ed ingenua... la seconda nemmeno si mostra più di tanto, data la sua relegazione ad una serie di comparse in cui scambia quattro parole. Fotografia notevole e ricchissima di citazioni a quella made by Besson, ma nemmeno quella ci salva dal baratro in cui giace il film... neanche le partecipazioni di Alan Tang e di Ng Man-Tat, anch'essi ridotti a riempire il vuoto della sceneggiatura. Guardabile solamente per le scene dei combattimenti corpo a corpo con Chan e per gli scontri a fuoco con Chuen nel finale...


Prima rilasciato nella seconda categoria (film visibili assieme ad un adulto), poi in VCD nella temuta terza categoria (film per adulti): un successo al botteghino (7,385,637 dollari = 865,792 euro!), ma quasi subito finito nel dimenticatoio.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

sabato 11 novembre 2023

Il Giocatore d'Azzardo Nero (Kuroi Tobakushi) - 1965

 
Anno: 1965
Regista: Ko Nakahira
Casa di produzione: Nikkatsu
Paese di produzione: Giappone

CAST
Akira Kobayashi: Koji Himuro
Manami Fuji: Reiko
Michino Yokoyama: Tokiko
Kiiton Masuda: Anekoji
Akiyoshi Fukae: scagnozzo di Yang
Keisuke Noro: Chombo
Jun Tenbo: Kitagawa
Shelly Hellen: Nina
Pedro Komiyama: Mario
Gordon Johnson: scagnozzo di Malcolm
Paul Schumann: Malcolm
Shiro Yanase: addetto al casinò
Yuzo Harumi: scagnozzo di Yang
Bei Enoki: Ichiroku
Hisako Yoshino: donna che guarda la boxe
Sanpei Mine: boss del casinò
Ichiro Kijima: marinaio che gioca con Koji
Tsuyoshi Kuroda: marinaio che gioca con Koji
Satoshi Shirai: poliziotto che porta via Malcolm
Takashi Seyama: marinaio che gioca con Koji
Tatsuya Hamaguchi: ragazzo nell'albergo
Shiro Oshimi: giocatore d'azzardo
Kokan Katsura: personale dell'autostrada
Guy Knowler: scagnozzo di Malcolm (aka Giai Knowler)
Gunter Braun: scagnozzo di Malcolm (aka Brown Gunter)
Peter MacLane: Peter
Asao Koike: Inumaru
Isao Tamagawa: Takakura
Masahiko Tanimura: Hanada
Yoshiro Kato: passeggero del treno
Masaya Takahashi: Yang


ATTENZIONE: SPOILER!

E si ritorna a parlare di Nakahira, qui nel periodo dove più si sentiva a disagio e non era in lui dietro alla cinepresa: data la pressione sempre più crescente della Nikkatsu di girare a getto continuo pellicole di "qualità" per salvaguardarsi dal loro declino che presto lo avrebbero avuto con la disputa legale di Seijun...

Koji, giocatore dalla mano magica, viene invitato a un ricevimento dall'ambasciata del Regno di Suvenia a Tokyo per giocare contro il veterano Inumaru e la sua amante Reiko. Li sconfigge e il veterano ordina all'amante di pedinare Koji, che nel mentre prova a vincere i soldi persi da una hostess di nome Nina... fallendo a sua volta contro Yang. Dopo che il suo fratello maggiore Ichiroku ci ha rimesso la vita a causa della hostess, si scopre che costei è la donna di Malcolm: gestisce una gang internazionale basata sul gioco d'azzardo. Scoperto anche il trucco di Yang, tutti insieme regoleranno i conti con la banda...

Sebbene contenga tutti i clichés del sottogenere (cavalli, casinò, soldi bruciati), nel complesso è un prodotto ben fatto. Fotografia che sfrutta le ambientazioni notturne ed elegante così come Akira, raffinato nell'affrontare i suoi nemici. Solido montaggio, musiche intense come il film stesso. Asao un tornado di furia che come uno tsunami prova a mettere fuori gioco sia Paul che Akira, Masaya che da pallone gonfiato quale è si sgonfia dopo che Akira scopre la verità, Shelly che prova a fare il sicario ma che non riesce per via dell'astuzia di Kobayashi... 


Non un capolavoro, ma rimane un'onesta opera artigianale del sottogenere...
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

venerdì 10 novembre 2023

Colpo Grosso a Manila & Occhi Dorati (Hyappatsu Hyakuchu, 1965 & Hyappatsu Hyakuchu: Ogon no Me, 1968) | Spionaggio alla Giapponese

Regista: Jun Fukuda
Fotografia: Shinsaku Uno
Sceneggiatura: Michio Tsuzuki, Kihachi Okamoto
Casa di produzione: Toho
Andrew Hoshino (Akira Takarada) è un agente dell'Interpol di ritorno dalla Francia, dove all'aeroporto viene coinvolto in un regolamento di conti con una misteriosa organizzazione. Catturato da una donna (Mie Hama), specializzata in esplosivi, verrà coinvolto in una sanguinosa guerra tra bande per vincere l'accordo con un trafficante di armi (Jun Tatara). Arrivati a Manila, Hoshino e Tezuka (Ichiro Arishima) verranno presi nuovamente in ostaggio dal grande capo Le Bois (Mike Danning)...

Chi era Jun Fukuda?
Nato a Changchun in Cina nel 1923, trascorse la sua infanzia in Manciuria per via del padre ferroviere fino ad emigrare nel 1941 in Giappone. Nel 1943 entrò alla Nihon University, ma seguì poco le lezioni: trascorreva le sue giornate leggendo e guardando films. Giurò di diventare un regista dopo avere visionato il "The Life of Matsu the Untamed" nello stesso anno. Entra nella Toho nel 1946 come assistente alla regia ed esordisce nel 1959 con "Playing With Fire". Partecipa anche lui ai kaiju eiga di Godzilla nel 1966 con "Il Ritorno di Godzilla" e si diletta nel cinema di genere della casa anche come sceneggiatore. Dopo avere diretto nel 1977 il fantascientifico "Guerra Spaziale", recide il suo contratto con la casa e dirige per la Nippon TV lo sceneggiato "Monkey" per otto episodi. Dopodiché si ritira a girare una serie di documentari negli anni '90, fino alla sua morte nel 2000. Uno dei registi più prolifici della saga di Godzilla, nonostante a lui non piacesse girarli: criticò pesantemente la serie e disse che non avrebbe mai dovuto esserci un sequel del Godzilla originale del 1954. Preferiva girare films d'azione orientati ai giovani.

In sintesi...
Per essere uno spionistico, la creatività tocca delle vette così alte che tutt'oggi sono finite sottoterra. Fotografia che ci regala panorami spettacolari da cartoline a basso costo quali le Filippine, dei colori frizzanti ed accesi in delle sequenze degne di essere girate anche ai Pinewood Studios: da 10 e lode la scena ricostruita in studio dell'aereo prossimo all'esplosione. Montato divinamente e con degli inserti linguistici che potrebbero essere di aiuto a futuri poliglotti, il tutto servito su un piatto di risate a base di interpretazioni fumettistiche per nulla banali! Numerosi i colpi di scena e le tensioni in quelle d'azione, intelligentemente coreografate con trucchi ingegnosi (come il far saltare dei barili di petrolio vuoti con una serie di fiammiferi accesi) e altri da fanservice come gli esplosivi tenuti nel reggiseno di Hama. Nel complesso, un prodotto imperdibile per gli amanti del genere.

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Regista: Jun Fukuda
Fotografia: Kazuo Yamada
Sceneggiatura: Jun Fukuda, Ei Ogawa, Michio Tsuzuki
Casa di produzione: Toho
Dopo quell'avventura nelle Filippine, Hoshino si reca in Libano per potersi rilassare... ma incontra una bambina che gli dice di vendicare la morte di suo padre, magnate del petrolio. A seguito di un fallito attentato, conosce l'appassionata di rally Mitsuko Saito (Tomomi Sawa) e fa squadra con l'investigatore Tezuka (Makoto Sato): il trio ritorna in Giappone e viene tallonato da una donna dell'organizzazione, Ruby (Bibari Maeda), che ha intenzione di recuperare il gettone d'argento datogli dalla bambina a Beirut... in realtà un tesoro perduto dal valore di un miliardo di yen. 

In sintesi...
Spariti gli intermezzi linguistici del capitolo precedente, il guardaroba e la fotografia sono rimaste invariate: coloratissime e creative. Come le scene d'azione del film, che coinvolgono una cassa di bottiglie di vino, usate come silenziatore per decimare la banda... o che dire del capo Stonefeller (Andrew Hughes), cieco e che per sparare usa un microfono collocato sul mirino del suo fucile di precisione? I colpi di scena sono allo stesso piano del film precedente, così come le ricostruzioni dettagliate in studio. Come al solito, spicca sopra tutti Takarada nell'essere una calamita per le donne e per i guai, rispettivamente messi a tacere anche grazie al suo assistente Makoto, qui più serio rispetto all'investigatore precedente. Colonna sonora che qui ci regala un introduzione degna degli spionistici di Bond, memorabile e da raggelo del sangue nelle scene ad alta tensione. Montato senza sbavature, da segnalare i piani sequenza silenziosi nel finale con Hughes.


mercoledì 8 novembre 2023

Crisantemi per un Branco di Carogne(1968) |Western all'italiana|

 



Siamo tornati finalmente, nella zona del "Perduto", dopo veramente un infinità di tempo, quindi bentornati a tutti i cultori passati e presenti e un cordiale benvenuto a chi entra per la prima volta in questo sottobosco dello scomparso, delle pellicole presunte. Il film che tratteremo questa volte, è molto particolare, tutto italiano, spaghettti western uscito nel 1967.




Crisantemi per un branco di Carogne
1967
Poster del film


Film della corrente (molto in voga all'epoca) degli spaghetti western, ovvero quei film ambientati durante il "wild west americano" realizzati in Italia, Crisantemi per un branco di Carogne si differenzia da molti film simile per il fatto di non aver avuto nessuna release in seguito all'uscita nei cinema, di fatto, non esistono copie (tuttavia, l'unica copia disponibile, quella originale del 1967, dovrebbe trovarsi presso la "Cineteca di Bologna"), rendendo il film non visibile oggi, di fatto "perduto", si. 

Il film, conosciuto anche con il titolo inglese di Chrysantemus for a bunch of Swines venne diretto dal regista Sergio Pastore, la colonna sonora fu composta da Piero Umiliani. 

Nel ruolo del  protagonista, un prete, troviamo l'attore  Edmond Purdom(fra le sue parti più famose, si annovera il conte vampiro omonimo in Fracchia contro Dracula), gli altri attori accredati vi figurano:

G,. Manera nel ruolo di Malo
Marilena  Possenti nel ruolo di Sharon(probabilmente la bella, vedi sotto)
I. Davoli (ruolo non specificato)
L. Lorenzon(ruolo non specificato)



LA TRAMA 

Lobby card dedicata alla pellicola 



Un fatto, possiamo dire curioso è che nonostante Crisantemi per un branco di Carogne, sia perduto, la trama si conosce praticamente nella sua interezza, di seguito il recap:

"Fine 1800, in una cittadina del west, una banda (7 carogne, di cui si fa menzione nel titolo stesso) imperversano, uccidendo e derubando i cittadini, il capo della banda(un messicano) rapisce una bella ragazza del posto, per farla sua sposa, così con la banda si nasconde in un monastero. Il prete tuttavia si rifiuta di consacrare l'unione, una volta che la banda di carogne è andata via, il prete parte all'inseguimento per salvare la ragazza e punire i feroci criminali"


Pur essendo "perduto" il film stesso, oggigiorno esiste ancora la colonna sonora completa, in cui si narra la trama.


Di seguito, il testo:

"Nella città, nei saloon, un branco di carogne uccidono, uccidono ma la giustizia non subirà, non subirà, non subirà!
Spara la Colt, spara perché un branco di carogne depredano, depredano
Ma la vendetta li seguirà, li seguirà, li seguirà!
Questa è la legge del west, questa è la legge d'onor, questa è la legge del west, questa è la legge d'onor..
Senza pietà, senza pietà un branco di carogne uccidono uccidono, ma la giustizia li colpirà, si! Li colpirà! 
Ma la giustizia li colpirà, li colpirà si, li colpirà.."




Il testo:

"E' una tragica storia, questa storia del west, un crudele destino, ridusse in un nulla, un grande amor
Questa storia del west è una storia crudele, fece di un uomo felice una carogna senzà pietà
E continua la storia delle sette carogne, nel villaggio assalito, una carogna venne colpita, fu durante la fuga  che il ventaglio sparì, chi lo rubò? Chi lo celò? Chi lo portò?, il ventaglio di Dough più nessuno trovò.
Eran sette carogne che il destino riunì, comandava quel branco di carogne un messicano di nome Dough, alle sette carogne anche Sam si unì, per dimenticar, tutto scordar con le sette carogne, inizò il suo cammin..
Alla morte di Rosson il dottore partì, per amor del fratello la sua missione abbandonò, alle sette carogne anche lui si unì
Alle sette carogne anche un frate si unì..
Lo sceriffo sepolto, al mattino fuggì, chi lo salvò? Chi lo liberò? Fu un pastor messicano che passava di lì, nel suo cuore sconvolto il passato tornò e rivide ogni volto da lui travolto col suo destin, solo ormai chi aiutar ti potrà?..
Questa tragica storia è una storia del west, chi di spada ferisce di spada perisce, ognun lo sa, è una storia del west, è una storia del west..."

martedì 7 novembre 2023

Il Pericolo Paga (Yabai Koto Nara Zeni Ni Naru) - 1962

 
Anno: 1962
Regista: Ko Nakahira
Casa di produzione: Nikkatsu
Paese di produzione: Giappone

CAST
Jo Shishido: Joji Kondo
Hiroyuki Nagato: Tetsuzo Okita
Ruriko Asaoka: Tomoko Akiyama
Arihiro Fujimura: Wang
Bokuzen Hidari: Sakamoto
Kojiro Kusanagi: Ken Serizawa
Torahiko Hamada: Jusuke Hijikata
Toyoko Takechi: moglie di Sakamoto
Zenji Yamada: Nagai

ATTENZIONE: SPOILER!

Nativo di Tokyo, comincia a lavorare presso la Shochiku nel 1949 come assistente alla regia, per poi passare alla Nikkatsu nel 1954: due anni dopo esordisce con "La Stagione del Sole", pellicola che suscitò un enorme scandalo alla sua epoca e diede inizio alla noberu bagu nipponica ed ispirò altri futuri maestri come Nagisa, Yoshida e Seijun; Truffaut stesso ne scrisse una valutazione molto positiva e fu presentato fuori concorso al Festival di Cannes del 1958. Realizzò altre opere ben accolte dalla critica, come l'adattamento di un romanzo a firma di Yukio Mishima nel 1957, fino ad un drastico calo di qualità negli anni '60 con dei thriller d'azione traboccanti di clichés del genere... a causa delle costanti pressioni commerciali della casa. A sua volta Nakahira si trovò a disagio e decise di sfogarsi nell'alcool, fino ad essere costretto ad espatriare a Hong Kong per poter girare altre pellicole in tutta tranquillità (usò lo pseudonimo di "Yeung Shu-Hei"). Nel 1971 tornò in Giappone e fu di nuovo partecipe a Cannes con "A Soul to Devil", tanto da venire candidato a una Palma d'Oro e sul finire della carriera dà vita alla trilogia di Rica nel 1972. Gira il suo ultimo film nel 1976 e passa a miglior vita nel 1978.

Joji, Tetsuzo e Ken vengono a conoscenza di un furto a mano armata di un camion che trasportava della carta vergine per un valore di un miliardo e ottanta milioni di yen: ne approfittano per diventare ricchi tramite il migliore falsario del Giappone, tale Sakamoto. Subito si presenta il boss Hijikata, che con la carta rubata ha intenzione di fabbricare yen contraffatti. Il trio si ostacola a vicenda, nel mentre il boss Hijikata riesce ad avere la meglio su di loro... grazie all'aiuto della judoka Tomoko, uniranno le forze per evitare la morte nel seminterrato della sede di Hijikata, riuscendo così a decimare lui e i suoi uomini.

Colori, risate ed azione animano questo yakuza eiga a metà strada tra la commedia dell'assurdo e il genere investigativo, in una regia che da' piena libertà ai personaggi, nomi compresi: Shishido interpreta il "Joe dal Cuore di Vetro" (Glass-Hearted Joe), Kojiro il "Camion della Spazzatura" (Dump Truck) e Hiroyuki il "Regola-Calcolatore" (Slide-Rule)... ma perché il vetro nell'interpretazione di Joe? Beh, perché odia il rumore del vetro che viene sfregato. Non scivola mai verso il banale, assenti i momenti di noia e montato saldamente. Fanno la loro gloriosa figura anche la colonna sonora, che all'inizio ci dice che "il pericolo è dove ci sono i soldi"!



Usate il film come un siparietto comico per alleviare la pesantezza di altri films del genere che avete visionato, ne varrà la pena.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

lunedì 6 novembre 2023

Come una Pietra Rotolante (Bo no Kanashimi) - 1994

 
Anno: 1994
Regista: Tatsumi Kumashiro
Casa di produzione: Excellent Film, Hero
Paese di produzione: Giappone

CAST
Eiji Okuda: Tanaka
Eiko Nagashima: Yoshie
Reiko Takashima: Ayumi
Sho Aikawa: Sugimoto
Hakuryu: Kurauchi
Misayo Haruki: Yoko
Sei Hiraizumi: Omura
Ryo Amamiya: amante di Yoko
Naoto Takenaka: cliente al bar
Kaori Momoi: cliente al bar

ATTENZIONE: SPOILER!

Penultimo film di Tatsumi Kumashiro, regista che negli anni '70 si fece conoscere a livello nazionale con i suoi pinku eiga all'ormai quasi del tutto defunta Nikkatsu. Figlio di un commerciante di farmaci e maestro di judo, nella WW2 entra alla facoltà di medicina per evitare la leva militare, ma alla fine abbandonò gli studi per la sconfitta del Giappone. Studiò letteratura inglese all'Università di Waseda, ma capendo che non poteva vivere solo di romanzi, decise di muoversi verso il cinema nel 1952 come assistente alla regia nella Shochiku... per poi spostarsi alla Nikkatsu nel 1955. Debutta nel 1968 e dopo un decennio di successi, nel 1983 ebbe un collasso ai polmoni e la sua salute declinò rapidamente, tanto che girò il film in questione con una bomboletta di ossigeno. Muore per collasso cardiaco e polmonare il 24 febbraio del 1995.

Tanaka è uno yakuza che nel mentre molestava il barista di un bar, viene arrestato dalla polizia e viene liberato dopo otto anni dietro alle sbarre, non senza prima scoprire che il capo vuole liberarsi di lui. Finito quest'ultimo in ospedale, il braccio destro Kurauchi esercita sempre più pressione su di lui e per aggirare le sue richieste si fa' ferire appositamente da un aggressore. Morto il capo, diverrà lui il nuovo boss della gang...

Sconsigliato a chi si addormenta facilmente, è uno yakuza eiga che invece di sfociare nella violenza più esplicita, si propaga ampiamente sulla fotografia che usa ossessivamente il buio (vedasi il lungo piano sequenza all'inizio e la ripresa a 360 gradi dell'incontro tra il boss ed Eiji, dove quest'ultimo versa del vino rosso sulla sedia del capo) e per il comportamento da veterano fiero di Eiji, che ama pulire casa sua e regolare i conti nel modo più astuto possibile, anche in maniera dolorosa. Montaggio interessante in alcuni punti, dove le sequenze sfocano in nero. Musiche mai fastidiose che rendono bene l'idea dell'essere yakuza di Eiji... 


Nonostante il film sia ancora nell'oblio, all'epoca vinse un totale di otto premi! Quattro ne andarono a Eiji per "miglior attore" e tre a Tatsumi per "miglior regista" e "miglior film".
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

domenica 5 novembre 2023

Maria da Pechino (Mary From Beijing) - 1992

 
Anno: 1992
Regista: Sylvia Chang
Casa di produzione: Art & Talent Groupe Inc.
Paese di produzione: Hong Kong, Cina

CAST
Gong Li: Ma Lei/Mary
Kenny Bee: Wong Kwok-Wai
Wilson Lam: Peter Ng
David Chiang: Yip
Synthia Cheung: Elizabeth
Jan Lam: giovane venditore invadente
Chu Mu: padre di Peter
Bao Fang: zio di Wai
Lawrence Lau Kwok-Cheung: agente dell'ufficio immigrazione
Melvin Wong: Stanley, dentista
Zheng Zhenyao: madre di Mary
Kingdom Yuen: giocatore di Mahjong
Chui To: Crystal
Patrick Hon Jun: uno degli amici di Peter
Lee Poi-Ling: uno degli amici di Peter
Regina Kent: giocatrice di Mahjong
Lawrence Lau Sek-Yin: Fatty
Xiu Zongdi: ufficiale del governo cinese
Jim James: pianista al New Office Building

ATTENZIONE: SPOILER!

Quinto film scritto e diretto da Sylvia Chang, una veterana sia davanti che dietro la cinepresa di mano taiwanese che hongkongese: all'età di 16 anni lascia la scuola e si dedica a fare la conduttrice radiofonica. Debutta all'età di 18 anni nel film di arti marziali taiwanese "The Flying Tiger" (1973) e nel 1978 dirige il suo primo film a Hong Kong, intitolato "Once Upon a Time". All'attivo un totale di 16 films da regista, 18 come sceneggiatrice, 100 come attrice e produsse un totale di cinque pellicole. Acquisisce notorietà in Asia per la sua storica interpretazione nella saga di "Aces Go Places" nel 1982, ed in brevissimo tempo si fece notare anche a livello internazionale per la sua performance nel "That Day on The Beach" (1983), debutto alla regia di Edward Yang. Si segnala che lavora anche in ambito musicale, dove una delle sue canzoni (The Price of Love) è spesso cantata nei karaoke. 

Ma Lei è una cittadina cinese residente a Hong Kong che si fa' mantenere da un gioielliere, in attesa che porti a compimento i suoi due obiettivi: avere la propria carta d'identità che gli permetterà di trovare lavoro e di sposare il proprio fidanzato. Per ottenerla, tenterà di convincere il suo ragazzo a conoscere la sua famiglia... nel mentre Ma farà amicizia con il vicino di casa Wong, costruendo lentamente una relazione con lui. Quando Ma lascia il ragazzo e il suo appartamento, Wong andrà in cerca di lei... ed alla fine si incontreranno di nuovo.

Eleganza a fiumi nei dialoghi, nella fotografia (che porta la firma di Christopher Doyle, dove non cerca di essere di alto livello) e nel guardaroba dei protagonisti, soprattutto nei vestiti di Gong. Montaggio sublime nella sua esecuzione, così come il film stesso che non scade mai nella goffaggine. Gong incredibile e pacata nella sua enorme pazienza nell'avere la carta d'identità, Kenny che ci sgancia qualche sorriso con le sue performances in mandarino e con il cane di Gong. Wilson allude alla frenesia della metropoli hongkongese, anche nelle parole di Kenny dove la descrive come una bella signora che non può sposarsi. David professionale come al solito nella sua poliedricità tramandata dalla Shaw, il tutto incorniciato da delle musiche per nulla fastidiose.


Quando Sylvia gira una sequenza del film in piazza Tienanmen, un motivo ci sarà...
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

sabato 4 novembre 2023

Attacco Alle Notizie (News Attack) - 1989

 
Anno: 1989
Regista: Samson Chiu
Casa di produzione: Children's Town LTD
Paese di produzione: Hong Kong, Cina

CAST
Wilson Lam: Yeung Ka-Chung
Michael Miu: Chui Kit
Andy Lau: Turbo
Eric Tsang: redattore Wong
Cally Kwong: Tung Yun
Lo Wei: editore Lo
Wong Kam-Kong: Joseph Pon
Blacky Ko: scagnozzo di Joseph
Chiu Hung-Sin: ragazza suicida
Anthony Wong: associato di Joseph
James Ha: rapinatore
Chu Tau: rapinatore
Nick Cheung: poliziotto in caserma
Lau Siu-Cheung: giornalista
Wan Gam-Cheong: giornalista
Lo Kin: ispettore Cheung
Leung Yuet-Ping: madre di Chung
Wu Shih: anziano giornalista
Wong Chi-Ming: guardia giurata degli uffici governativi
Lorraine Loh: segretaria
Lai Koon-Lam: giornalista
Ho Chi-Moon: giornalista
Simon Cheung: poliziotto
Fei Pak: poliziotto
Chow Chi-Hung: scagnozzo
Chun Kwai-Bo: scagnozzo
Four Tse: passeggero del taxi
Ho Lin: giornalista
Mak Wai-Cheung: scagnozzo
Jackson Ng: scagnozzo

ATTENZIONE: SPOILER!

Debutto alla regia di Samson Chiu, colui che nel 1996 riuscì a vincere assieme a Peter Chan un totale di nove premi agli HKFA (miglior film, miglior sceneggiatura, miglior attrice, miglior attore di supporto, miglior fotografia, miglior direzione artistica, miglior costume e miglior colonna sonora!), un record tutt'oggi imbattuto. Entra nel mondo del cinema agli inizi degli anni '80, prima lavorando come supervisore alla sceneggiatura in un film di John Woo e nel "Security Unlimited" dei fratelli Hui; in seguito lavorerà come assistente alla regia di nuovo al fianco di Woo e di un regista controverso come Yonfan, con il quale girerà assieme a lui e Sylvia Chang l'enorme successo al botteghino di "The New Age of Living Together" (1994). Si ritira dai riflettori come regista nel 2007 con "Mr. Cinema" e partecipa per una sola volta come produttore esecutivo in "I Am Somebody" (2015). Come attore svolse ruoli poco di rilievo, ad eccezione del regista nel "My Name is Fame" (2006) di Lawrence Lau.

Yeung è uno stagista che trova lavoro in un'agenzia di stampa retta dal veterano Wong: immediatamente si unisce al giornalista Turbo, che nel mentre salva una ragazza dal suicidarsi all'ultimo piano di un grattacielo. Conosce anche il giornalista pensieroso Chui, ossessionato dall'esporre i segreti del magnate locale Pon... tutti e tre faranno squadra per cercare la verità, nel mentre Yeung si innamora della ragazza del magnate, Tung: che in seguito si toglierà la vita a causa di un aborto voluto dallo stesso Pon... nel mentre, lo stesso Yeung riesce a recuperare alcuni documenti scottanti dalla casa del magnate ed egli cercherà di riprenderseli con l'aiuto di alcune triadi. Il trio ne esce illeso e riesce a pubblicare la notizia, grazie all'aiuto di Wong.

Poliziesco misto a thriller, ma senza la polizia da protagonista. Miu rappresenta a pieno il giornalista investigativo di cui tutti ne abbiamo bisogno, determinato nell'andare in fondo alla verità; assieme a Wilson, che innocentemente finisce nella tenaglia di Kong e scoprirà la verità anche lui. Completa il tutto l'interpretazione di Andy, una testa calda ma pronta ad aiutare i suoi colleghi quando e dove gli pare: inclusi i cameo di altre stelle come Wei, Anthony e Blacky. Fotografia che elogia il futurismo della metropoli di Hong Kong, immortalando attimi di vita quotidiana sin dall'inizio con la carta di giornale che viene usata per qualsiasi cosa: dalla carne alla lettura. Ci regala anche attimi da road movie tra Wilson e Cally, ed altri alla Fukasaku con la corsa (una delle più incredibili nella storia del cinema!) verso il finale. Montaggio che omaggia la Nouvelle Vague con numerosi jump cuts nelle scene più intense, musiche che sono un inno alla vita frenetica della metropoli del porto. 


Uscito nelle sale a maggio del 1989, incassò un totale di 5,744,381 dollari (677.534 euro). Nel complesso un'opera ben fatta e magistralmente diretta, che meriterebbe urgentemente un restauro in Blu-Ray (88 Films, dove sei?!).
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

La Grande Rapina (The Big Holdup) - 1975

Regia:  Chor Yuen Sceneggiatura:  Chor Yuen Produttore:  Run Run Shaw Direttore di produzione:  Chen Lieh Casa di produzione:  Shaw Brothers...

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