sabato 16 aprile 2022

[Flopiziesco #21] Girl Boss Detective: Dirty Mary (Sukeban Deka: Daati Marii) - 1974

 
Anno: 1974
Regista: Yasuharu Hasebe
Casa di produzione: Nikkatsu
Paese di produzione: Giappone

CAST
Hitomi Azusa: Mary
Junko Miyashita: sig.ra Takasaki
Nagatoshi Sakamoto: Takasaki
Yuri Yamashina: Kazuyo Takeuchi
Jiro Kawarazaki: Ohsawa
Keiko Aikawa: Chie Kawada
Sumiko Minami: Kaoru Kitami
Tatsuya Hamaguchi: Kazuo Sakai
Akira Takahashi: Kimura
Hiroshi Cho: Yamamoto
Mio Aikawa: Junko Ito
Ai Yoshino: Hiromi Asano
Akiko Yoshii: casalinga nel complesso residenziale

ATTENZIONE: SPOILER (anche se è un flop...)!

Trattasi dell'ultima pellicola "pulita" di Hasebe, prima di gettarsi nel mare di fango quale era il genere "roman porno". Autore di un classico dei films d'azione del Sol Levante, quale è "Savage Wolf Pack" del 1969, che inspiegabilmente trovò il suo posto anche nei cinema italiani con il titolo di "Giovani Violenti e Spietati". Ci tengo a dire che durante la visione del film ho consumato l'equivalente del fabbisogno energetico di un villaggio norvegese su un isola, pur di placare i miei costanti sbadigli...

Mary è sulle tracce di un uomo (Kazuo Sakai) che ricatta le sue vittime con fotografie compromettenti. Presto anche l'investigatrice finirà nei suoi rullini...

Inutile dire che è una copia a basso costo del famosissimo "Dirty Harry", che ha ridefinito i canoni di un genere con l'azione... qui quasi del tutto assente. E assente è anche il motivo di esistere di tale pellicola. Le uniche scene d'azione presenti sono inseguimenti e una esplosione al termine del film, ed entrambi mancano di stupore: tanto da intaccare anche i personaggi, protagonista compresa. Junko non è una poliziotta imparentata con la Marvel, e nemmeno impaurita dalla propria ombra, ergo tale intreccio la rende silenziosa e indifferente con i suoi colleghi... rappresentati come arroganti. Le emozioni stanno al gioco quanto Jim Carrey in un giallo firmato da Mario Bava.

Non ho trovato nemmeno altre foto da aggiungere nell'articolo, in quanto è talmente raro che persino nella sua madrepatria è sconosciuto... oblio meritato.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

giovedì 14 aprile 2022

Il Mostro - 1977

 
Anno: 1977
Regista: Luigi Zampa
Casa di produzione: Alex Cinematografica, UTI Produzioni Associate, S.G.M. Film
Paese di produzione: Italia

CAST
Johnny Dorelli: Valerio Barigozzi
Sydne Rome: Dina
Renzo Palmer: Baruffi
Yves Beneyton: Giorgio Mesca
Enzo Santaniello: Luca Barigozzi
Gianrico Tedeschi: nonno Gustavo
Orazio Orlando: commissario Pisani
Angelica Ippolito: Anna Barigozzi
Henning Schluter: Nicola Mesca
Renato Scarpa: Livraghi

ATTENZIONE: SPOILER!

Quando il giallo si tinge di bianco e nero, ma su carta. Carta su cui puoi scrivere ogni fesseria che vuoi, indifferentemente dalla tua ideologia politica o dalla tua capacità di vedere il globo: a detta del sig. Zampa, il mestiere del giornalista non conosce il senso della vergogna. Ma prima di pronunciarmi in merito alla pellicola, è doveroso esclamare che il sig. Luigi fu un attivo veterano del nostrano neorealismo. Si ricorda quello che è forse il suo film più riuscito, "Processo alla Città" datato 1952, con tanto di soggetto firmato da un noto specialista dei drammi politici: Francesco Rosi. Nella sua longeva carriera, riuscì a scatenare numerose polemiche per i contenuti satirici e grotteschi, soprattutto per la trilogia dedicata al fascismo ("Anni Difficili", 1948; "Anni Facili", 1953; "L'Arte di Arrangiarsi", 1955) e per la sua spudoratezza nei confronti della Sardegna nel suo film più controverso in assoluto ("Una Questione d'Onore", 1965). Fu grazie al sig. Zampa che Alberto Sordi divenne sempre più noto in Italia come medico ("Il Medico della Mutua", 1968) e come vigile ("Il Vigile", 1960). 

Barigozzi è un giornalista di basso rango. Nella redazione della Tribuna Sera, in cui lavora, ha la sua scrivania a poca distanza dal bagno. Litiga quasi spesso con sua moglie e ha un figlio che assiste ai suoi "insegnamenti" su come affrontare la vita quotidiana. Caso vuole che un giorno, nella corrispondenza della Tribuna, riceve una lettera da un serial killer... che usufruisce di un martello per mietere le sue vittime. Decide di sfruttarla a suo vantaggio, assieme alle altre lettere del killer, per accrescere la sua popolarità e la sua economia personale. L'assassino si nasconde tra le quattro mura di casa sua...

L'atmosfera che si respira nella pellicola è surreale: commedia mista a satira ferocissima sul giornalismo dell'epoca, che oltre ai costumi e ai mezzi di allora, non è assolutamente cambiato. Ci troviamo davanti a un ibrido tra i drammi politici alla Volonté e agli slasher movies alla Mario Bava, con una nota musicale firmata memorabilmente da Ennio Morricone, dove il terrorismo non è raffigurato solo tra attentati e minacce, ma anche sul continuo martellare su una figura negativa per suscitare panico, sensazionalismo e intrattenimento. Null'altro. E' la caricatura di un'Italia che crede ciecamente alla propaganda della propria stampa, rea di aver scatenato danni incalcolabili a cose e persone, ma indispensabile per promuovere le agende politiche dei partiti politici di allora e riempire di inchiostro i vuoti dei giornali scandalistici. Tragicomicamente perfetta e ahimè, ancora attuale. Inutile dire che Dorelli interpreta, immensamente, la tipica persona che si vende ad altri per un piatto di lenticchie, in tutte le sue sfumature: familiari, pubbliche, personali... e anche caratteriali! Vi è bisogno di illustrare anche l'affidabilità di Renzo e di Orazio, quest'ultimo in uno dei suoi pochi ruoli seri?


Il giornalismo è una professione che, purtroppo, conta sulle dita di una mano i suoi professionisti, costretti a lavorare in un vuoto di idee e di dignità.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

domenica 10 aprile 2022

Serenata al Chiaro di Luna (Setouchi Munraito Serenade) - 1997

 
Anno: 1997
Regista: Masahiro Shinoda
Casa di produzione: Pony Canyon, Shochiku
Paese di produzione: Giappone

CAST
Kyozo Nagatsuka: Koichi
Hideyuki Kasahara: Onda Keita, giovane
Jun Toba: Koji
Shima Iwashita: Fuji
Hinano Yoshikawa: Yukiko
Michiko Hada: Komachi
Junji Takada: commerciante in nero
Sayuri Kawauchi: Onda Hideko
Takashi Tsumura: interprete
Kimiko Yo: donna truffatrice

ATTENZIONE: SPOILER!

Il terzultimo lavoro sul grande schermo di quello che è stato uno dei maggiori esponenti della "noberu bagu" nipponica, nonché apprendista del leggendario Yasujiro Ozu (autore di "Tokyo Monogatari" [1953], istantanea dell'occidentalizzazione del Sol Levante appena dopo il secondo conflitto mondiale) e figura di rilievo anche nella "noberu bagu" della Shochiku (dove si sono fatti le ossa registi come Nagisa Oshima e Yoshishige Yoshida). Che ci crediate o meno, è ancora vivo ed ha 91 anni... e la morte lo teme ancora. Considerabile come l'Henri Verneuil del Sol Levante, data la sua presenza in diversi generi (yakuza e samurai movies), lasciò anche lui la Shochiku per fondare una sua propria casa sugli stessi passi del sig. Oshima, la Hyogensha.


Flashback su un viaggio di un giornalista da giovine, nel mentre è impegnato a riassumere i fatti avvenuti durante il tragico terremoto di Kobe (1995). La sua famiglia, all'indomani del secondo dopoguerra, fece una gita in barca da Awaji a Beppu per seppellire le ceneri di suo fratello maggiore. Il ragazzo, durante il viaggio, prova a convincere suo fratello a non andarsene. Incontra anche una serie di personaggi, in cui vi spicca un commerciante che, come il fratello maggiore, afferma che i "nuovi modi" possono solo avvantaggiarlo e lavorare contro il padre dei ragazzi, fortemente severo e tradizionalista.


Miele. Miele per gli occhi. Miele per le orecchie, e da qui il titolo del film: dalla famigerata "Serenata al Chiaro di Luna" di Glenn Miller (uno dei simboli dell'occupazione statunitense del Giappone) alle canzoni popolari made in Japan. Miscela esplosiva di emozioni in quasi due ore di durata, dai cinefili che proiettavano illegalmente films all'insegnante che è andato fuori di sé per i suoi studenti, defunti come soldati in guerra. La nitroglicerina si è sentita anche nel ruolo del commerciante, interpretato da un poliedrico Junji Takada! Commistione riuscitissima tra commedia e dramma, ai livelli di quel Mario Monicelli in "Un Borghese Piccolo Piccolo" (1977), ed evitate di abbandonare il film all'introduzione... potreste perdervi una gemma che capita ogni 100 anni. Potreste perdervi una strepitosa citazione al "Casablanca" di Curtiz...


Mai approdato nei cinema italiani, e quando lo farà i riflettori saranno obbligatori...
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

sabato 9 aprile 2022

Il Sottobosco del (Cine)fumetto: Il serial cinematografico di Batman(1943)

 

D.C  #27, la prima storica apparizione del Batman.




Ben ritrovati cari lettori(o benvenuti ai nuovi culturi), dopo un lungo periodo di inattività(ma dove comunque siete stati lasciati in buone mani! Un grande grazie ai colleghi), ho finalmente deciso di tornare all'opera sul Sottobosco del Cinema, stavolta con un nuovo "format" o se vogliamo rubrica, di cui però non ho ancora programmato del tutto.

In questa nuova rubrica, parleremo di fumetti al cinema, dagli albori fino ad oggi.

Tuttavia, i lettori più vecchi del Sottobosco, ricordaranno sicuramente che del Cavaliere di Gotham ne abbiamo già trattato molto tempo fa, 2 anni (quasi) esatti.

Prima di passare al nostro argomento preferito, ovvero il cinema, iniziamo con la storia editoriale del personaggio in questione, anche se così facendo entriamo nel mondo del fumetto americano anni 30, ma comunque.

Per questa rubrica quindi, forse sarebbe meglio chiamarsi "Il Sottobosco del Fumetto" .







LA NASCITA DI BATMAN-


Correva l'anno 1938, quando nelle edicole statunitensi esce un nuovo fumetto, chiamato Action Comics, questo  nuovo fumetto ha come copertina un uomo che solleva una macchina senza fatica, calzamaglia blu/azzurra, mantello rosso e una S sul petto, questo personaggio è nato dalla mente dello scritto Jerry Siegel e dalla matita di Joe Shuster, praticamente è un super uomo, è Superman

Con Superman ha inizio un nuovo genere nel mondo del fumetto, il genere super-eroistico(sebbene anche prima fossero stati pubblicati alcuni personaggio che possono rientrare nel genere, ma non erano dodati di poteri).

Questo nuovo personaggio ha un ottimo successo di critica e pubblico, l'editore ha le idee chiare, la National Comics(la futura DC Comics) vuole altri personaggi simil-Superman, si presente un giovane disegnatore all'appello, un giovane chiamato Robert Kahn, meglio conosciuto come Robert Bob Kane, quest'ultimo ha un idea in mente, un eroe in una calzamaglia rossa e che riesce a "volare" e planare con delle simil-ali meccaniche(ispirate da un disegno di Da Vinci), il personaggio viene chiamato Batman, ma ancora non è quello che poi sarà amato da molti.

Il primo design del personaggio, non molto oscuro-


Bob Kane ha già in mente il tutto, ma sarà solo con l'arrivo di un altro giovane fumettista, Milton "Bill" Finger che il personaggio riceverà il suo look definitivo, calzamaglia grigia, mantello nero, guanti viola e una maschera a forma di pipistrello, questo è il look che i lettori del 39 si trovano sulla front page di  Detective Comics #27(la foto come copertina del post).

Inutile dire che il personaggio avrà un successo senza pari(forse quasi più di Superman stesso), ancora oggi, dopo più di 80 anni è pubblicato.

Naturalmente, sono molti gli autori e disegnatori che andrebbero citati se si parla di Batman, ma qui non è luogo adatto per parlarne(magari, un giorno, quando il Sottobosco del Fumetto sarà realtà).



IL CAVALIERE OSCURO AL CINEMA-

 


Chiaro che anche la settima arte fosse interessata a nuovi soggetti e storie da portare sullo schermo, come abbiamo detto molte volte in passato del resto.

Non  è da stupirsi che già nel 1943, quattro anni  dopo la nascita su carta del personaggio, Bruce Wayne/Batman debutta al cinema. Andiamo tuttavia con calma....

 

 



BATMAN

1943 

-Serial di 15 puntate-



Anno: 1943(uscita originale)

Regista: H.  Hillyer

Paese di Produzione: USA

Casa di Produzione/Distribuzione: Columbia Pictures

Stato: Visibile 

Durata: 260 minuti(divisi in vari episodi)

Lingua: Sonoro, inglese

Colore: Bianco e nero

-Se ne contano due versioni, una censurata e una senza censure 

CAST

Lewis Wilson: Bruce/Batman 

D. Croft: Richard "Dick"/Robin

J, Naish: Dr. Tito Daka/Principe Daka

S. Patterson: L. Page

C. Wilson: Il Capitano della polizia Arnold(non viene accreditato nei titoli)

William Austin: Alfred(non viene accreditato nei titoli)







In questa avventura il cavaliere di Gotham dovrà vedersela con una spia giapponese, evitando che il diabolico uomo trasformi la gente in "zombie"/schiavi, al servizio dell'Impero del Sol Levante. 


Ed eccolo, il primo Batman su schermo!

 


Ora, dobbiamo precisare un paio di cose riguardo questo prima versione di Batman su schermo, all'uscita del serial, l'America era impegnata nella WWII, quindi è ovvio che lungo tutta la durata della serie, ci siano messaggi anti-nazisti e in questo caso, sopratutto anti-giapponesi e pro americani. 

Batman soffrì anche (come del resto quasi tutti i serial del tempo) di un budget molto limitato, probabile motivo per il quale il Dinamico Duo non utilizzerà mai la famosa Bat-mobile, optando per una comune auto nera, sia quando indossano i costumi, sia quando sono in abiti civili, questa prima iterazione su schermo però, è degna di nota anche per aver aggiunto la Bat-Cave(in italiano Bat-Caverna) sotto villa Wayne, elemento che sarà successivamente, aggiunto  (in maniera migliorata e definitiva) anche nelle avventure a fumetti di Batman e Robin.

Batman nella Bat-Cave(in origine essa conteneva solo una sedia, una scrivania e un archivio,
non vi era elettricità, a far luce veniva usata una candela. 


E' bene però evidenziare anche alcune differenze col fumetto di origine, ad esempio, in questo serial, Batman e Robin sono due agenti governativi, questo cambiamento è duvuto alla censura dell'epoca, che non avrebbe permesso a Batman di essere un vigialante e farsi giustizia da solo.

 Il capitano Arnold è a tutti gli effetti il James "Jim" Gordon del fumetto, non è tuttavia chiaro il motivo per il quale si scelse di cambiare il nome, la città in cui si svolge l'avventura del Duo non è più Gotham City, che sostanzialmente  è la versione DC di New York, ma è Los Angeles(o almeno così appare scritto in una scena).

Il villain per eccellenza, l'alleato e spia per conto dei giapponesi, il Dr. Tito Daka/Principe Daka, non esiste nel fumetto, ma è un personaggio inedito. 


-Fine, ma Continua-




...Nella prossima puntata, ci occuperemo dell'altro serial dedicato al cavaliere di Gotham, Batman And Robin del 1949...


sabato 2 aprile 2022

Niente Più Fumetti (Komikku Zasshi Nanka Iranai!) - 1986

 
Anno: 1986
Regista: Yojiro Takita
Casa di produzione: Kitty Films, M&R Films, New Century
Paese di produzione: Giappone

CAST
Yuya Uchida: Toshiaki Kinameri
Yumi Aso: fidanzata
Takeshi Kitano: polizia
Hiromi Go: gigolò
Rikiya Yasuoka: uomo al bar
Tsurutaro Kataoka: gigolò
Kazuyoshi Miura: sé stesso
Seiko Matsuda: sé stessa
Yoshio Harada: produttore
Hosei Komatsu: ospite di uno show
Yuichi Minato: gigolò
Masaru Nashimoto: giornalista
Kaoru Oda: giornalista televisivo
Fujio Tokita: polizia
Taiji Tonoyama: il vecchio della porta accanto

ATTENZIONE: SPOILER!

Esercito di attori sia davanti che dietro alle telecamere, inclusi presentatori televisivi dell'epoca nel pieno del loro lavoro, davanti a tali videocamere. Prima pellicola classificabile come seria nella carriera del sig. Yojiro, che precedentemente militava nelle file dell'ormai oscena Nikkatsu (dal 1971 in poi ha deciso di spalancare le sue finestre e scaraventare fuori il cinema di genere, per poi accogliere un unico genere conosciuto per la sua assenza di pudore: il malefico "roman porno"...) e nel 2009 riuscì ad ottenere l'Oscar per il miglior film straniero, denominato "Okuribito" (Partenze), stabilendo inconsapevolmente anche un record nazionale, dato che fu la prima volta che il Giappone lo vinse (sin dalla sua creazione nel 1957). Il quotidiano Yomiuri Shimbun descrisse di seguito l'atmosfera che si respira nei suoi films: <<una calorosa tenerezza, che riflette la sua personalità brillante ed ottimista>>.


Kinameri è un giornalista di discreto successo, lavora in una rivista di gossip e il dare la caccia alle celebrità è il suo pane quotidiano, riportando alcuni sprazzi delle loro vite private al suo giornale. In cerca del grande scoop, troverà altro pane per i suoi denti con un uomo d'affari locale barricato in casa propria...



Istantanea di cosa era il giornalismo ieri e anche oggi: importanza sul pettegolezzo e inesistente serietà su notizie di cronaca nera (memorabile la sua ricostruzione diffamatoria nei confronti di una 14enne assassinata, dove si spinge addirittura ad insinuare che si sarebbe prostituita per intimare altre sue coetanee ad intraprendere tale pratica). Kinameri disprezza il suo lavoro, ma eppure è costretto a farlo per avere un tetto sopra la sua testa, nonostante lui si sia laureato in scienze politiche in una università prestigiosa... ed è costretto ad essere relegato ad uno show notturno, causa popolarità in netta discesa, dove avrà la (s)fortuna di sguazzare in luoghi loschi come strip club, ritrovi della yakuza mascherati da snack bar e sul set di un film porno. Caccia alle celebrità in cui Kinameri, inconsapevolmente, lo diventa per il suo carattere. Riceve lettere e telefonate dai suoi "fans" che lo lodano e lo rimproverano per non essersi spinto più in là... che a loro volta spingono Kinameri in un vortice di depressione e sensi di colpa. Satira ferocissima e priva di pietà nel mondo (disperato) del giornalismo, che espone le solite minestre riscaldate dei grandi media su cose banalissime, attuale più che mai nei giorni nostri.


Ritratto ad eterna memoria del mestiere gerarchico del giornalista... sciacallaggio e menzogne.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

La Grande Rapina (The Big Holdup) - 1975

Regia:  Chor Yuen Sceneggiatura:  Chor Yuen Produttore:  Run Run Shaw Direttore di produzione:  Chen Lieh Casa di produzione:  Shaw Brothers...

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