venerdì 9 luglio 2021

La Furia Bionda (The Blonde Fury) - 1989

 

Anno: 1989
Regista: Mang Hoi
Casa di produzione: Bo Ho Films Co. LTD, Paragon Films LTD
Paese di produzione: Cina, Hong Kong

CAST
Cynthia Rothrock: Cindy
Elizabeth Lee: Judy Yu
Chin Siu-Ho: C.I.D
Mang Hoi: Hai
Ronny Yu: boss Huang Te
Wu Ma: zio Ma
Roy Chiao Hung: procuratore Yu
Miu Fung-Yee: sig.ra Miao
Billy Chow: Billy Chow
Kwan Chiu-Chung: Bluffer
Jeff Falcon: fratello di Richard
Vincent Lyn: fratello di Richard
Chung Fat: scagnozzo di Te alle prese con un topo
Chun Kwai-Bo: scagnozzo di Te
Ka Lee: scagnozzo di Te
Lee Chi-Kit: scagnozzo di Te
Siu Tak-Foo: scagnozzo di Te
Yuen Miu: scagnozzo di Te
Chow Gam-Kong: scagnozzo di Te
Pang Yun-Cheung: scagnozzo di Te
Kong Fu-Keung: scagnozzo di Te
Hsiao Yu: rapitore
Lau Fong-Sai: rapitore
Chu Tau: rapitore
Teddy Yip: giudice
James Tin Chuen: assistente del procuratore Yu
Sze Mei-Yee: Shih
Cheng Siu-Ping: madre del bambino salvato da Cindy, durante un incendio
Peter Ngor: paziente dell'ospedale psichiatrico
Wong Ying-Kit: Chieh

ATTENZIONE: SPOILER!

All'epoca distribuito come il sequel di Righting Wrongs, in realtà era ben diverso; dato che il regista tenta la commistione tra commedia, thriller e le arti marziali... riuscendoci! La sig.ra Rothrock afferma tutt'oggi che questo è il suo film preferito, dato che gli è stato lasciato lo spazio di divertirsi e costruire il suo personaggio nel primo film diretto completamente da Mang Hoi: responsabile della coreografia in altri piccoli capolavori come Royal Warriors e Magnificent Warriors. I fans della sig.ra Rothrock hanno piena ragione per considerare la pellicola come un capolavoro quasi dimenticato, data l'ottima forma dell'attrice in quel periodo. Girerà un altro film nel 1991 ("The Tantana") e lascerà definitivamente i riflettori nel 2014 in "Kung Fu Jungle". Passa a miglior vita nel 2023, per via di un cancro all'esofago: aveva 65 anni.


Cindy, una agente dell'FBI che lavora anche come giornalista, viaggia ad Hong Kong per arrestare un editore di giornali poco legali, il sig. Ronny Dak, che usa le rotative per stampare banconote false. Investigando sul sig. Dak, Cindy si aggancia alla sua vecchia amica Judy Yu, insieme a un poliziotto sotto copertura (Chin Siu-Ho) e a un giornalista ferrato nel suo mestiere (Mang Hoi) per abbattere i suoi scagnozzi esperti in arti marziali.





Prendete un tipico film d'azione hongkongese, rimpolpatelo di una trama appena percettibile con coreografie autentiche e rendetelo vivace con una commedia facile da intuire: un film che non stancherà mai di essere riguardato anche centinaia di volte. Il cast è pura gioia per gli amanti del culto, e per la coreografia hongkongese di fine anni '80 vale spendere qualche parola in più, dato che gli stuntmans volavano e si schiantavano contro qualsiasi oggetto sul set per puro intrattenimento alla Jackie Chan e John Woo. Montaggio veloce, creativo e spontaneità in bella mostra, tra tutti quello della sig.ra Rothrock: che nel complesso realmente è poco plausibile, ma se calibrato bene ha un senso. Pellicola semplice da interpretare, ma che oltre alle scene d'azione vi farà divertire con la commedia; soprattutto l'improvvisa intrusione nella casa di Elizabeth Lee di un ladruncolo alle prese con un topo...


Distribuito tra aprile-maggio del 1989, ebbe una risposta non male al botteghino: 4.219.445 dollari (3.564.321 euro).

Nonostante il messaggio di fondo tipico di un poliziesco/giallo, non stanca assolutamente per le sue continue incursioni nella commedia: vale la pena dargli uno sguardo.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

Fuga Ravvicinata (Close Escape) - 1989

 

Anno: 1989
Regista: Chow Jan-Wing
Casa di produzione: Jiada Film Production Co. LTD
Paese di produzione: Cina, Hong Kong

CAST
Max Mok: Lam Wai-leung
Michael Miu: Lam Wai-tung
Aaron Kwok: sergente Ben Kwok
Dick Wei: Chiu Ying-kau
Yukari Oshima: Miko
Chan Chik-wai: zio Kwat
Pomson Shi: Yok
Lam Chi-tai: Poky
Chiang Tao: Shek Sun

ATTENZIONE: SPOILER!

Un motivo per visionare tale pellicola? E' presto detto: Yukari Oshima e Dick Wei, nel suo solito ruolo di antagonista. Budget a basso costo, sceneggiatura banale, ma con una trama incredibilmente facile e perfettamente comprensibile. Tale pellicola poteva finire senza problemi nella discarica del dimenticatoio, ma grazie al talento di alcuni attori nonché esperti di arti marziali, resta benissimo a galla nel mare del cinema di culto; senza aver bisogno di un rimorchiatore.




Lam Wai-tung ha un cancro in fase avanzata. Vuole raccogliere fondi per il suo fratello minore Wai-leung, rubando alcuni diamanti per il contrabbandiere Chiu Ying-kau. Dopo la rapina nasconde i diamanti veri per sé e consegna dei diamanti fasulli a Chiu, che in seguito scopre la farsa e toglie di mezzo Wai-tung. Per recuperare i diamanti, Chiu architetta un piano per rendere Wai-leung sospettato di omicidio e manda la sua assistente giapponese Miko per nasconderlo e curarlo dalle ferite di arma da fuoco; instaurano una profonda amicizia. Il sergente Kwok indaga sul caso e insieme a Wai-leung si imbattono nei diamanti veri nascosti da Wai-tung. Miko rimuoverà i diamanti, e Chiu costringerà Wai-leung a consegnarglieli. Quest'ultimo si rifiuta, e Chiu vuole togliere di mezzo entrambi. Alla fine, sia Miko che Wai-leung combatteranno per vendicarsi della morte di Wai-tung.


Un discreto thriller hongkongese realizzato al risparmio, ma come dicevo prima ha una trama facile da comprendere. Scricchiolante, ma verso il finale gli avvenimenti diventeranno un po' ripetitivi: sulla carta è roba molto semplice, ma sullo schermo è una sorpresa continua. Anche le sequenze d'azione erano coreografate da un eccellente Philip Kwok, non uno qualsiasi; direttamente dalla compagnia cinematografica più grande di Hong Kong, dalla Shaw Brothers. Dick Wei non sporca e non lascia quasi mai interpretazioni negative, ergo è sempre un'ottima presenza. Yukari Oshima si presenta con un ruolo palesemente ambiguo, e nonostante la sua ambiguità non si fa' problemi a mollare qualche calcio o pugno. Max Mok, nella suo ruolo di fratello minore, riesce comunque a vendicarsi alla John Woo (ma senza una goccia di sangue). 

Rilasciato tra maggio-giugno del 1989, incassò una cifra non male per un film economico come esso: ben 2.149.821 dollari (1.816.033 euro).

Sebbene il regista non fosse Sammo Hung o Corey Yuen, sono entusiasta di dichiarare che la pellicola non scade mai verso la parodia e nello sfruttamento tipico dei films a basso costo.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

martedì 6 luglio 2021

Morte di Una Carogna (Mort d'Un Pourri) - 1977

 

Anno: 1977
Regista: Georges Lautner
Casa di produzione: Adel Productions
Paese di produzione: Francia

CAST
Alain Delon: Xavier Maréchal
Ornella Muti: Valerie Agostinelli
Mireille Darc: Françoise
Maurice Ronet: Philippe Dubaye
Michel Aumont: commissario Moreau
Jean Bouise: commissario Pernais
Daniel Ceccaldi: Lucien Lacor
Klaus Kinski: Nicolas Tomski
Julien Guiomar: Fondari
François Chaumette: Lansac
Xavier Depraz: Marcel
Henri Virlojeux: Paul

ATTENZIONE: SPOILER!


Quando un deputato parlamentare francese, il sig. Philippe Dubaye (Maurice Ronet), irrompe in casa di un suo collega verso le cinque del mattino, significa che qualcosa di tragico è successo... ed infatti è accaduto che ha tolto di mezzo un altro suo collega politico, il sig. Serrano (Charles Moulin); ed aveva documenti talmente preziosi da far saltare in aria un'intera città per la sua vasta rete di corruzioni e di ricatti anche nei confronti di chi ha rubato questi ultimi.
Le ragnatele di questo tipo non sono facili da abbattere, ma all'interno di questa ragnatela vi sono alcuni attori che riescono a renderci partecipi di tale vicenda, e spiccano sopra tutti Alain Delon e la sig.ra Ornella Muti, che dalla sua bellezza naturale riesce a conquistare il grande schermo senza sforzarsi più di tanto.


Dopo la capatina del sig. Philippe a casa di Xavier Marshal, quest'ultimo recupera il fascicolo scottante e lo nasconde in un armadietto in una stazione della metropolitana parigina nel quartiere di La Défense. Nel mentre nasconde il fascicolo, viene a conoscenza della sig.ra Valérie Agostinelli, la ex-amante del sig. Philippe, ed alla fine verrà tolto di mezzo anche lui...
La polizia indaga sull'omicidio di Philippe, e la caccia al fascicolo continua senza vergogna nei confronti di Xavier: intimidazioni, corruzioni e saccheggio del suo appartamento... e nel frattempo ci scappa un altro morto, ossia la moglie del deputato, la sig.ra Christiane Dubaye, scaraventata dal balcone di casa propria. Alla fine Xavier è costretto a divulgare tramite la stampa alcuni dati del dossier, compromettendo alcuni politici. Dopo essere stato colpito nuovamente da dei sicari nel tragitto verso Sologne, verrà a conoscenza di un uomo d'affari chiamato Nicolas Tomski (Klaus Kinski), che anche lui vuole il fascicolo... ma Xavier resiste e continua nella sua crociata: trova finalmente il nome dell'assassino di Dubaye dal sig. Fondari (Julien Guiomar), e si avvia verso lo scontro finale...


Se servirebbe una parola per descrivere la pellicola, userei il termine di "eccezionale": una perfetta commistione tra un thriller politico e un gangster-movie, insieme a degli attori che hanno contribuito all'avanzamento del cinema di genere in Europa (Klaus Kinski, Alain Delon, Ornella Muti, Mireille Darc, Stéphane Audran, etc...) in una pellicola che in tutti i suoi 120 minuti di durata non è mai scesa verso il negativo. Ritmo veloce e serrato, trama che non lascia spazio alle interruzioni ed una regia astuta e trasparente. Il film stesso è una denuncia velata contro la profonda corruzione nella politica francese, talmente profonda che neanche l'attuale cinema oltralpe ha il talento di un tempo... una frase detta nel film lo riassume: "Non potrebbe esserci una Francia riconoscibile, senza corruzione". I colpi di scena non smettono mai di sorprendere, soprattutto a carico di Delon... sempre affidabile sin dalla sua comparsa sul grande schermo ad opera del defunto Melville; la sig.ra Ornella Muti domina senza problemi il film con il suo sguardo bollente, Klaus Kinski riesce nel ruolo di uno dei cattivi più potenti.


Di fronte al grande successo del film in patria, fu distribuito con successo all'estero: soprattutto in Germania si guadagna il titolo di Der Fall Serrano; negli USA come Kill a Rat; in Spagna come Muerte de un Corrupto; nel nostro paese come Morte di una Carogna e soprattutto nella terra del Sol Levante con il titolo di Chaser, ossia L'Inseguitore.

Simbolo di come il genere francese del polar sia tutt'oggi attuale, in quanto nella giustizia non si ha idea di chi fidarsi: forze oscure al lavoro, politici corrotti, oscure multinazionali, etc...
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

La Grande Rapina (The Big Holdup) - 1975

Regia:  Chor Yuen Sceneggiatura:  Chor Yuen Produttore:  Run Run Shaw Direttore di produzione:  Chen Lieh Casa di produzione:  Shaw Brothers...

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