domenica 25 febbraio 2024

Ci siamo trasferiti!

 Cari spettatori del Sottobosco, grazie per averci seguito in tutti questi anni.
Sono stati anni intensi e colmi di rafforzamento per gli hobbies dei miei colleghi.
Ci avete visto recensire pellicole dagli angoli più sconosciuti del mondo e addirittura una massiccia riscoperta di generi oramai confinati in qualche soffitta polverosa di qualche archivio cinematografico in Europa o in Asia...
Abbiamo trattato svariati argomenti, dal poliziottesco al triad movie, dal romantico al coming of age drama, senza lasciarci sopraffare dalle emozioni e rimanendo sempre obiettivi in merito...
Abbiamo, inconsapevolmente, accumulato numerosi primati nazionali e addirittura mondiali, assieme alla vostra presenza e al nostro meticoloso lavoro... meglio di qualsiasi lingotto d'oro della migliore manifattura.

Ma ora è giunto il momento di cambiare. Tranquilli: non è un addio.
Emigriamo in un luogo dove potremmo trattare ampiamente diversi generi, senza scatenare disguidi e dove scriveremo articoli più disparati...
E siete tutti invitati all'inaugurazione di una nuova community che farà della sua cultura (priva di padroni) la sua carta vincente.

Vi aspettiamo nell'isola virtuale di Dejima!
https://thedejimanetwork.wixsite.com/tsukishima/home

mercoledì 14 febbraio 2024

Estetica di un Proiettile (Teppodama no Bigaku) - 1973

 
Anno: 1973
Regista: Sadao Nakajima
Casa di produzione: Art Theatre Guild
Paese di produzione: Giappone

CAST
Tsunehiko Watase
Miki Sugimoto
Mitsuru Mori
Asao Koike
Ichiro Araki
Takuzo Kawatani
Jun Midorikawa

ATTENZIONE: SPOILER!

Diretta dal sosia di Norifumi Suzuki, entra alla Toei nel 1959 ed inizia a lavorare come assistente alla regia, al fianco di registi come Masahiro Makino e Tadashi Imai. Esordisce alla regia nel 1964 con il jidaigeki di "Female Ninja Magic" e vince immediatamente il premio di "miglior nuovo regista" dalla Directors Guild of Japan nel 1966, con "Yakuza Hoodlums": che a dispetto dei jidaigeki ambientati nel Giappone pre-occidentalizzato, è un gendaigeki sia teatrale che cinematografico ambientato nel Giappone contemporaneo. All'attivo un totale di 60 films da regista, si segnalano due yakuza eiga di prestigio come "Yakuza War: The Japanese Don" e "The Godfather Ambition", entrambi girati nel 1977 e degni di essere definiti dei kolossals del genere. Insegnò all'Università delle Arti di Osaka per tre decadi (1987-2008) e lavorò anche in ambito televisivo, soprattutto per la serie jidaigeki di "Kogarashi Monjiro" (1972-73), all'epoca giunta in Italia tramite l'ormai defunta TeleMonteCarlo nel lontano 1982... lascia definitivamente il mondo del cinema nel 2018 e passa a miglior vita a giugno del 2023, all'età di 88 anni.

Koike Kiyoshi è il classico squattrinato che si guadagna da vivere vendendo conigli e ritrovandosi continuamente nei guai con i debiti di gioco, ma un giorno viene assunto come sicario da una yakuza... si ritroverà a vagabondare per le strade di Miyazaki con diverse donne alle spalle, fino a fare il cuoco in un hotel. Una volta che la sua ex-ragazza si ripresenta da Koike, scopre che il clan è furioso per il suo non avere portato nulla a termine e preso dalla furia attira anche l'attenzione della polizia: la situazione precipita e spara a uno dei due detectives, l'altro lo ferisce all'addome e passerà a miglior vita nel mentre stava per recarsi al Monte Kirishima...

Anatomia di cosa possa accadere ad un omuncolo che cerca di essere un qualcuno, soprattutto se il suo egocentrismo aumenta a dismisura con la possessione di una pistola. Eccezionale lavoro in ambito fotografico, con l'utilizzo di flashback, colori vivaci e telecamera a mano alla Fukasaku... inclusi dei primi piani nei titoli di testa che ci inducono a pensare che l'uomo è ingabbiato dal feroce consumismo e ne è schiavo. Montato discretamente, accompagnato da una colonna sonora che strilla slogan anticonformisti nei confronti di un personaggio condannato ad essere vittima del desiderio che tanto vorrebbe. Sublime l'interpretazione di Miki Sugimoto, atta a rappresentare l'ambizione sfuggente di Tsunehiko... 


Prodotto e distribuito dalla Art Theatre Guild, casa che diede i natali a molte opere della "noberu bagu" giapponese... garanzia di culto.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

domenica 11 febbraio 2024

L'Età del Successo (Seonggong Sidae) - 1988

 
Anno: 1988
Regista: Jang Sun-Woo
Casa di produzione: HwangKiSung Films, Korean Academy of Film Arts
Paese di produzione: Corea del Sud

CAST
Choi Bong: Isa Gu
Choi Ki-Yeong: donna di supporto
Lee Eung-Kyung: donna di supporto
Gong Sang-Suk: donna di supporto
Hwang Chun-Su: deputato divertente
Lee Hye-Yeong: Sung So-Bee
Kim Hyeon-Suk: sig.ra Kim
Jang Jeong-Nim: cheerleader
Jang Jeong-Wook: seconda guardia del corpo
Jeon Min-Ja: cheerleader
Jin Jeong: Hwa-Jang
Jeong Seong-Mo: primo studente
Jin Ji-Seon: terzo studente
Jo Han-Jin: prima guardia del corpo
Kang Hyeon-Jin: donna
Kim Chung-Mong: Bi-Sa
Kim Hyo-Min: cheerleader
Kim Ji-Eun: donna
Kim Jin-Ui: secondo studente
Kim Ki-Beong: Shin Sil-Jang
Kim Kyeong-Ran: assistente traslocatore
Kim Man-Hui: modella della pubblicità
Kim Mi-Hyeon: cantante della pubblicità
Kim Na-Woon: donna
Kim Woo-Gak: donna
Kim Yeong-Jin: Yoo Jeon-Su
Kim Yeong-Suk: secondo assistente traslocatore
Lee In-Na: modella della pubblicità
Lim Seong-Deok: sig. Han
Min Bong-Ki: cheerleader
Mun Chang-Kil: sig. Jeong
Mun Jang-Geun: fotografo delle modelle
Na Han-Il: secondo Shin Sil-Jang
Na Seong-Eun: ragazza nell'ascensore
No Sa-Kang: Min Beob-Gwan
Park Yong-Gwan: artista
Roh Hye-Jeong: donna di supporto
Seong Hae-Nam: figlio di Sajang
Shin Chung-Seok: padre
Shin Jeong-Woo: donna di supporto
Ahn Sung-Ki: Kim Pan-Chok
Tae Il: Oh Ga-Gang
Yeo Kyun-Dong: Sawon Jung-Ryuk
Yoo Eun-Gyeong: donna
Jung Yu-Mi: Ryu Jae-Byeong

ATTENZIONE: SPOILER!

Prima volta che mi addentro nel cinema sudcoreano, prima volta che respiro aria di culto nella penisola. Secondo lavoro su grande schermo di Jang, dove già allora si era fatto un nome nel mondo del cinema sudcoreano, scrivendo recensioni e sceneggiature da ogni dove... fino a quando nel 1986 esordisce con "Seoul Jesus", usando proprio una delle sue sceneggiature. Definito dalla critica come "sarcastico" e "realistico", continuò a farsi notare per le controversie nelle sue pellicole: in "Bad Movie" (1997) gli furono censurati ben 30 minuti di film a causa di dei contenuti inappropriati, e furono rilasciati soltanto all'estero. Eclatante il caso di "Lies" (1999), pesantemente censurato in Corea del Sud e girato probabilmente sulla scia dei pinku eiga alla Nagisa Oshima. Lascia definitivamente il mondo del cinema nel 2002, con un fantascientifico.

Kim Pan-Chok (il cui nome significa letteralmente "promozione delle vendite") viene assunto nel reparto vendite dell'azienda di dolcificanti Yumi. A seguito di un malore per via della feroce concorrenza della Gammi, in ospedale elabora un piano per scardinare l'azienda rivale e viene assegnato al dipartimento di pianificazione: nel frattempo finge una storia d'amore con Sung So-Bee, la proprietaria di un bar, per spillare informazioni dalla Gammi. Riuscito a giungere ai vertici dell'azienda, la Gammi si vendica con l'uscita di un dolcificante rivoluzionario che ribalterà totalmente l'operato della Yumi... e Kim verrà ben presto dimenticato dall'azienda e tradito da Sung con il figlio del presidente della Gammi. Una volta respinto il suo ultimo tentativo per scardinare la Gammi, Kim si toglierà la vita in auto.

Tragicommedia ai suoi massimi. Per un attimo sembrava di essere in un film di Masumura, poi in uno di Yoshida per il tragico finale... fotografia che immortala con dei colori molto accesi Seoul come una metropoli dove regnano grandi corporazioni, prive di pietà per qualsiasi persona che vi metta il dito, con l'uso frequente della notte per indicare il noir che si nasconde nel film. Montato senza problemi e con un guazzabuglio musicale che rievoca sia l'essere in trincea che il provare a raggiungere Godard nel militare in una mansione pseudo-intellettuale come il pubblicista. Ahn perfetto nell'interpretare il malvagio che crolla nel suo stesso codice d'onore, Lee nell'essere quella spina che ha forato l'egocentrismo del personaggio di Kim.

Morale? Se prendete ispirazione da un politico tedesco che trascinò la Germania nella WW2, il declino sarà inevitabile... e anche violento.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

giovedì 8 febbraio 2024

Il Giorno Più Lungo del Giappone (Nippon No Ichiban Nagai Hi) - 1967 | Cosa Accadde Durante la Notte del 15 Agosto del 1945

Regista: Kihachi Okamoto
Fotografia: Hiroshi Murai
Sceneggiatura: Shinobu Hashimoto
Casa di produzione: Toho
A seguito del bombardamento atomico di Hiroshima e Nagasaki, sia i militari che il governo sono in completo disaccordo sulla domanda degli Alleati di arrendersi. Il Ministro della Guerra, Anami, rigetta la richiesta e spinge l'esercito a combattere anche fino all'ultimo soldato... ma l'imperatore Hirohito accoglie la richiesta e decide di arrendersi. Scatta così la furia del maggiore Kenji Hatanaka, che durante la notte del 14-15 agosto del 1945 orchestra disperatamente un colpo di Stato ai danni dell'imperatore assieme all'aiuto del collega Takeo Sasaki nell'assassinio del Primo Ministro...


Il tentato colpo di Stato da parte di Hatanaka e Sasaki
Alle 21:30 del 14 agosto, Hatanaka mise in atto il suo piano: il Secondo Reggimento della Prima Guardia Imperiale entrò nel parco del palazzo assieme a un altro battaglione già presente nel luogo. Hatanaka riuscì a convincere il comandante del secondo reggimento, affermando (falsamente) che sia Anami ed il resto delle forze armate fossero coinvolte nel colpo di Stato. Fino alle 2 del mattino del 15 agosto, i ribelli provarono a convincere altri superiori nell'esercito nel partecipare al golpe, fallendo nel loro intento. A pochi istanti dalla fatidica ora, Anami si tolse la vita. Nel frattempo, a Yokohama, un altro gruppo di ribelli guidato dal capitano Takeo Sasaki si diresse verso la casa del Primo Ministro (Suzuki Kantaro) per tentare di assassinarlo: quest'ultimo riuscì a fuggire pochi minuti prima del loro arrivo, grazie alla chiamata del suo segretario di gabinetto. La sua casa fu bruciata. Si recarono alla tenuta di Kiichiro Hiranuma, ma riuscì nuovamente a fuggire da un cancello laterale: stessa sorte, dolosa, della residenza. A Tokyo, verso la 1 del mattino, gli uomini di Hatanaka presero il controllo del palazzo: fu chiesto al tenente generale Takeshi Mori di unirsi alla ribellione, ma essendo fedele all'imperatore declinò il tutto e fu tolto di mezzo. 

Durante la notte, i ribelli di Hatanaka tagliarono le linee telefoniche e catturarono 18 persone, inclusi alcuni membri del Ministero ed alcuni membri della NHK: questi ultimi avevano appena terminato di registrare la resa dell'imperatore, ossia l'obiettivo dei golpisti. La ricerca fu più difficile del solito, a causa di un blackout scatenato dai bombardamenti alleati. Riuscirono a trovare anche il ciambellano di corte Yoshihiro Tokugawa e minacciarono di sventrarlo, ma lui disse di non sapere dove si trovava la registrazione. Verso le 3, Hatanaka venne a sapere che l'esercito si stava per dirigere al palazzo e così fu costretto ad abbandonare il piano. Il capo di stato maggiore dell'esercito del Distretto Orientale, Tatsuhiko Takashima, fu pregato da Hatanaka per concedergli almeno dieci minuti di trasmissione alle radio NHK per spiegare al Giappone cosa stesse cercando di fare... arrivarono le 5 del mattino ed Hatanaka andò negli studi della NHK, con una pistola in mano, per cercare di parlare alla nazione. Verso le 6, a seguito di una telefonata dall'esercito, Hatanaka si arrese e la ribellione fu smantellata: in un ultimo, disperato, tentativo si mise in motocicletta assieme a Jiro Shiizaki (lui a cavallo) a distribuire volantini per Tokyo. Alle 11, Hatanaka si suicidò con un colpo alla testa e Shiizaki lo stesso, sia con un pugnale che con la sua pistola.

In sintesi...
Kolossal insuperato nella sua ricostruzione accurata dei fatti avvenuti: dai mezzi alle armi, dalle locations alle divise dei personaggi. Cast stellare che vede la presenza del leggendario Mifune nel ruolo di Anami, consumato dalla disperazione e impotente di fronte alla decisione dell'imperatore. Diversa la situazione di Toshio Kurosawa nel ruolo di Hatanaka, accecato dal suo desiderio di proseguire la guerra contro gli USA e intensissimo nel non arrendersi fino alla fine. Primo tempo che si perde nella macchinosità degli eventi, nel secondo il film si mette in marcia e sfocerà inevitabilmente nel sangue... nonostante l'eccessiva durata del film, è degno di essere visto con pazienza: in ambito fotografico è colmo di didascalie che anticiperanno i jitsuroku eiga di Fukasaku e di focalizzazioni sui sentimenti disperati di tutti i protagonisti, atti a richiamare il cinepugno alla Ejzenstein in altre sessioni violente del film. Montato sublimemente, la colonna sonora ci aiuta nel suo non essere fastidiosa e perfetta per un film di guerra, assieme al narratore che immortala quei due maledetti giorni. 

La Grande Rapina (The Big Holdup) - 1975

Regia:  Chor Yuen Sceneggiatura:  Chor Yuen Produttore:  Run Run Shaw Direttore di produzione:  Chen Lieh Casa di produzione:  Shaw Brothers...

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