venerdì 29 gennaio 2021

Il Sorriso del Ragno - 1971

Anno: 1971
Regista: Massimo Castellani
Casa di produzione: M.A.I. Cinematografica
Paese di produzione: Grecia, Italia

CAST
 Thomas Hunter
Gabriele Tinti
Leopoldo Trieste
Marilia Branco
Elena Nathanail
Stephanos Stratigos

ATTENZIONE: SPOILER!

Dal titolo sembrava un thriller degno di Lucio Fulci e di Sergio Martino, ma dopo aver visionato i 90 minuti della pellicola non ha un cappero di "thriller", essendo un giallo talmente macchinoso che di tensione non vi è traccia e con il susseguirsi degli eventi perde anche di interesse... e si capisce il motivo del perché tale pellicola è letteralmente introvabile: ci sono pochissime informazioni a proposito, e molti interpreti di questo giallo sono rimasti ancor oggi nell'anonimato. Addirittura venne diffuso in VHS con il titolo di Passaporto Segnalato, con il poster di Napoli Spara! (!!!), a simboleggiare che potesse raggiungere i livelli di tale perla poliziottesca, ma invece non ci arriva neanche con un telescopio... ma in tema paesaggistico si merita un bel 10 con lode.


Un gruppo di criminali rapina con successo una gioielleria a Roma e fuggono con un bottino di 5.000.000 di dollari in gioielli preziosi. La polizia e l'opinione pubblica rimangono sconvolte, insieme alle compagnie di assicurazioni. Viene chiamato l'investigatore privato Tony Driscoll per indagare sulla rapina, e la rapina si trasforma in un omicidio. Driscoll diventa il principale sospettato. Evitando poliziotti e criminali, si infiltra in un sottomondo di belle donne, porti esotici e di auto veloci.


Incuriosito da tale rarità speravo fosse un film d'azione con una musica esaltante, spettacolari inseguimenti, colpi di scena e sorprese che lo avrebbero collocato nell'olimpo dei cult movies... ma il massimo a cui possiamo assistere sono inseguimenti in auto e a piedi che non conducono a nulla. E' un diario di viaggio senza alcuna tensione, e se posso dirlo, anche privo di interesse; sarebbe stato accettabile se i personaggi avessero un carisma contagioso, ma purtroppo no. Ma l'idea di base del thriller era ottima, e anche la location (Rodi) merita una consacrazione nelle locations del cinema mondiale.
La pellicola vale visionarla per la presenza del veterano Gabriele Tinti, presente in quasi ogni scena del film, che ci mette tutto sé stesso per tenere in piedi il film. Per le sparatorie verso i cattivi, un punto in più.


Vale la pena visionare la pellicola solo per il paesaggio e la colonna sonora, poiché quasi tutto il resto non incute interesse e neanche tensione nello spettatore, essendo un giallo/poliziesco. Ed era a un passo dall'essere inserito tra i "flopizieschi"...
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

giovedì 28 gennaio 2021

Film Perduti: The First Men in the Moon(1919)-Il primo lungometraggio fantascientifico -

 




Un cordiale saluto a tutti i cari lettori.

Un saluto ai lettori,  che ci seguono sempre in questa nostra avventura lungo la "quasi infinita" strada delle pellicole perdute, vorrei  ringraziare tutti, dai collaboratori di fiducia, sino a tutti i lettori, anche quelli occasionali, dato che "Il Sottobosco del Cinema" compie un anno, eh si, già un anno, come passa il tempo, sembra solo ieri il giorno in cui abbiamo iniziato, eppure è già passato un anno..

Comunque, lo speciale "1 Year" arriverà poi, per ora concentriamoci sul nostro tema, non pellicola horror ma di fantascienza! Come ormai è prassi, passiamo ad introdurre la pellicola, molto speciale a dir la verità...






Il romanzo da cui è stato tratto il film 


La Fantascienza, lo spazio in generale, ha sempre intrigato l'uomo, poter andare lassù di prima persona, quasi a toccare le stelle è nella mente dell'uomo da praticamente sempre.

Anche con l'arrivo della Settima Arte questo desiderio si palesa, anche nel pre-cinema questo è molto presente, basti pensare al famosissimo "Le Voyage dans la Lune" di Melies, uscito nel 1902,  dove il faccione della Luna è praticamente riconoscibile da chiunque e nel corso dei decenni ha avuto numerosi omaggi, citazioni e persino parodie. 



Il faccione della Luna in
"Le Voyage dans le Lune"(1902)


Dovremmo aspettare proprio il 1919 per avere il primo lungometraggio dedicato al genere spaziale,

"The First Men in the Moon" appunto. 




THE FIRST MEN IN THE MOON
1919
Una delle poche foto rimaste 

Anno: 1919
Registi: Bruce Gordon e J, L Leigh 
Paese di Produzione: Regno Unito
Casa di Distribuzione: Gaumont British(Solo UK)
Stato: Considerato Perduto(attualmente sono disponibili solo poche foto)
Durata: Sconosciuta 
Lingua/e: Muto con didascalie in inglese

CAST

Bruce Gordon: Hogben 
H. Thatcher:  Susan
H. Abbas: Sampson Cavor 
L. d'Aragon: Rupert Bedford
C. Morton  York: Gran Lunare


The First Men in the Moon(I Primi Uomini sulla Luna, in italiano) è una pellicola molto importante, perché stando ad oggi, è il primo vero lungometraggio di fantascienza, ispirato all'omonimo romanzo di Wells.

La trama segue ovviamente la trama del romanzo, prendendosi però qualche libertà: 

<Sampson Cavor, un anziano bizzarro scienziato  inventa la "Cavorite", un materiale in grado di annullare la forza di gravità, con questa raggiunge la luna, assieme al  capo della compagnia per cui lavora,  Bedford.

I due vivranno strane avventura sul suolo lunare, venendo in contatto anche con gli abitanti del luogo i "Seleniti"(in originale Selenites". La svolta avviene quando Bedford, abbandona lo scienziato, tornando sulla terra da solo, per poter ricavare una fortuna dalla "Cavorite". 

Sulla terra intanto, Hogben, un giovane ingegnere, grazie al telegrafo senza fili, riesce a mettersi in contatto con Cavor, quest'ultimo racconta di come il "Gran Lunare"(dovrebbe essere nella foto sopra), il capo di tutti i Seleniti lo ha accettato pacificatamene al suo cospetto e dopo questo racconto,  denuncia il suo ex capo Bedford, il giovane è anche innamorato della nipote di Cavor, Susan.

Intanto Susan rifiuta le avance del perfido Bedford, alla fine la giovane sposerà proprio Hogben> 


Come detto, la trama segue grossomodo il romanzo di Wells, con in aggiunta la sotto-trama amorosa al tutto. 

The First Men in the Moon,  stando al BFI( British Film Insitute) la pellicola non risulta in nessun archivio ed è quindi considerata presumibilmente perduta, la stessa BFI ha aggiunto tale film ai "75 Most Wanted Lost Movies", una lista di quei film perduti, più importanti.( e che  molto probabilmente   prima o poi tratteremo).

martedì 26 gennaio 2021

|Speciale-Phantom of the Opera #4|: La leggenda dietro alla finzione

 



Christine smaschera Erik in una splendida illustrazione-


Questo speciale è in realtà molto diverso dal solito, non ci saranno adattamenti, ne film perduti, ci sarà però una leggenda, forse realmente accaduta, forse no, che sicuramente però resta molto affascinante e va conosciuta.


C'ERA UNA VOLTA A PARIGI...


E' cosa nota a tutti quelli che hanno letto il romanzo originale del 1911, che lo stesso Leroux nella prefazione sostiene la verità dietro a questa misteriosa figura, dietro allo Spettro dell'Opera. 

Stando a nuove prove e ritrovamenti parrebbe proprio che avesse ragione!

Lo scrittore Gaston Leroux


Secondo la leggenda, tutto inizia nel 1873, precisamente il giorno 28 Ottobre, giorno in cui ebbe luogo un devastante incendio nei pressi del teatro dell'Opera di Rue Pellettier, fra i coinvolti quel giorno vi fu anche un giovane e talentuoso pianista, riuscito a scappare miracolosamente dalla morte, destino diverso e molto più tragico per la fidanzata e mai diventata futura moglie di questo giovane pianista, infatti ella(secondo sempre la leggenda soprannominata "la Divina") , una ballerina nello stesso teatro rimase uccisa nell'incendio, assieme a molte altre persone.

Comunque sia, quel giovane pianista riportò severi danni e rimase per sempre sfigurato dall'incendio. sofferente per la perdita dell'amata e vergognandosi del suo volto decise di rifugiarsi nei sotterranei del Teatro Garnier, che in quell'anno era ancora in costruzione, verrà inaugurato solamente nel 1875.

Tanto più che il pianista venne dato per disperso e successivamente dato per morto sotto le macerie, pur non essendo mai stato trovato il cadavere. 

Così Ernest(il nome del pianista secondo la leggenda) non vide mai più la luce del sole, rimanendo per sempre nei sotterranei, nutrendosi solo di pesce dal lago sotterraneo( non è una licenza poetica  di Leroux). 

Il pianista Ernest poi morì in completa  solitudine, dedicando anima e corpo ad una lode di amore e morte, in memoria dell'amata perita nell'incendio. 

Il suo corpo venne poi ritrovato all'inizio del nuovo secolo, quando grazie al Fonografo si decise di conservare la voce dei talentuosi cantanti, registrando e poi mettendo il tutto in uno scrigno, destinato ai sotterranei dell'Opera Garnier, indovinate...

Fu in quell'occasione che venne ritrovato uno scheletro dagli operai, inizialmente fu considerato uno dei tanti fucilati anni prima proprio nei sotterranei, ed è qui che Leroux intervenne, sostenendo che quello scheletro non apparteneva ai fucilati ma era lo scheletro del misterioso "Spettro dell'Opera", secondo lo scrittore sempre, il corpo presentava i chiari segni descritti nella leggenda. 




Inoltre da quando il Garnier fu aperto, successero molti strani incidenti, o comunque eventi  senza apparente risposta.

Una giovane soprano, Kristina Nilsson*(e già il nome dice tutto) disse di aver udito, per tante volte, una voce melodiosa che la chiamava per  nome(e anche qui dovrebbe suonare un campanellino).

Molti musicisti affermarono inoltre di aver trovato i loro spartiti corretti da una mano misteriosa. 

Sembra   che una ballerina cadde dalle scale e morì schiantandosi sul gradino numero 13 della grande scalinata. 

Venne anche trovato, nel dietro le quinte, un operatore, o forse  macchinista,  morto per soffocamento, con segni intorno al collo,  si diede la spiegazione che l'uomo si  fosse suicidato, ma la corda in questione  non fu mai trovata. 

Esistono anche voci riguardo al fatto che delle lettere(esattamente come nel romanzo) venissero consegnate da un misterioso individuo ai proprietari, lettere molto spesso di minacce e richieste, inoltre si contano anche le apparizioni dello "Spettro" a ballerine e altri addetti ai lavori. 

Ma il più "grande" mistero legato alla leggendo dello Spettro dell'Opera, lo vuole responsabile di un incidente avvenuto una sera, durante la rappresentazione del Faust,  in cui uno dei lampadari cadde e uccise una donna del pubblico, seduta, esatto, sul posto numero 13, avvenimento poi ripreso anche nella storia e in molti adattamenti. 


Il Fantasma recide il lampadario nel film del 1943.

A tutto questo va sommato una fuga di notizie dagli addetti del teatro stesso, che di solito non hanno molta voglia di parlare dei fatti riguardanti Ernest, ovviamente tale voce è non stata  confermata.

 Secondo quanto riferito,  venne trovato anche uno scheletro con al dito un anello, in una specie di appartamento  a due stanze nei sotterranei(il nascondiglio del reale Fantasma?).



*Secondo molti, fu proprio questa famosa soprano ad aver ispirato il personaggio di Christine Daae, anche se non vi è conferma di questo.

Il soprano Cristina/Kristina Nilsson



Verità o meno, la leggenda di Ernest non può che affascinare, così come fece con Gaston Leroux ed è probabilmente destinata a rimanere senza una risposta definitiva sulla realtà dei fatti.


Se ti è piaciuta questa storia, ecco gli altri speciali dedicati al famoso Fantasma dell'Opera:

Das Phantom der Oper del 1916, il primo adattamento perduto 

Il meraviglioso film del 1925 con Lon Chaney

Uno sconosciuto adattamento in lingua spagnola, con l'attore Ibanez Menta





Film Perduti: Der Golem(1915) e Der Golem und die Tanzerin(1917)

 

Il Golem 




Rieccoci qui, alla scoperta dei film perduti...

Perduti si, ma in qualche modo rimasti nell'immaginario collettivo, oggi andremo a scoprire due film molto importarti per l'espressionismo tedesco, basati sulla leggenda del Golem, il gigante della mitologia ebraica, inoltre questi due film(assieme all'unico rimasto sino a noi) segna la prima trilogia della storia del Cinema,  prima però è doverosa una presentazione del regista e attore nel ruolo del "mostro", Paul Wegener.



L'UOMO DIETRO IL COSTRUTTO-


L'attore e regista P. Wegener 


Paul Wegener(1874-1948) fu un grande attore, regista e sceneggiatore  al suo tempo, lavorando sia in teatro che nell'allora adolescente cinema.

Wegener entrò nel mondo del teatro appena ventenne, con una ricca serie di personaggi.

Poco tempo dopo l'attore entrò anche nel mondo della settima arte, precisamente nel 1906, fu tuttavia con il film "Lo Studente di Praga"(Der Student von Prag) del 1913 che divenne molto famoso in madrepatria, oggi "Lo Studente di Praga" è considerato se non il primo, uno dei primi esempio di film d'autore. 

Durante gli anni del Nazismo, Wegener era dichiaratamente contro il movimento, ma recitò comunque in alcuni film di propaganda(molto probabilmente per evitare problemi), nonostante questo, finanziava segretamente gruppi di resistenza ribelle.

Fu durante la  Battaglia di Berlino che Wegener fece un atto veramente eroico, infatti l'attore, nascose in casa sua diverse donne, per evitare che venissero violentate, o peggio uccise, dai soldati Sovietici. 

Dopo la fine della guerra, Paul Wegener, nonostante ormai anziano e malato si mise di impegno per ricostruire un paese devastato. Tuttavia il fisico era ormai indebolito e nel 1947 subì una grave crisi cardiaca, andò in Svizzera per le cure, recitò poi anche nel suo ultimo film "Der Brobe Mandarin" del 1948.

Wegener anche se malato, continuò a recitare a teatro, sua grande passione, nel 1948 venne colpito da un altra  crisi mentre si trovava sul palco, morì due mesi dopo. 

Oggi il fiero attore e regista è considerato uno dei padri dell'Espressionismo Tedesco, assieme a Murnau e Wiene. 




 L'ARRIVO DEL  GOLEM-


Il film Der Golem, si basa grossomodo sull'omonima leggenda del popolo ebraico ma anche su un romanzo dal titolo omonimo(scritto da G. Meyrink), uscito prima a puntate e poi a seguito del successo della pellicola, ripubblicato in edizione integrale. 



Der Golem/The Monster of Fate

1915

Locandina statunitense


Anno: Gennaio 1915
Registi: Paul Wegener e Henrik Galeen 
Paese di Produzione: Germania 
Casa di Produzione: Deutsche Bioscop 
Stato: Perduto(rimangono alcune scene, foto  e i manifesti)
Durata: 60 minuti
Lingua/e: Muto, sottotitoli in tedesco 


CAST
Paul Wegener: Il Golem
R. Blumner: Gelehter
Henrik Galeen: Troedler, l'antiquario 
Lydia Salmonova: Jessica, figlia di Troedler




La trama:

<Troedler,u n antiquario, cercando negli scavi di un antico tempio ebraico, trova una statua d'argilla, capendo che è lo stesso Golem, creato secoli prima dal rabbino Loew per proteggere il popolo ebraico.

Così l'antiquario, avendo conoscenze, riporta in vita la statua per farla divenire suo servitore, tutto fila liscio sino a quando il Golem, si innamora di Jessica, la figlia di Troedler, al rifiuto della giovane ragazza e capendo di non essere altro che un costrutto, il Golem impazzisce e commette una serie di crimini, fra cui distruzione e omicidi. Alla fine il povero costrutto si frantuma cadendo da una torre>


Come dimostra la locandina statunitense(foto sopra), all'epoca la pellicola ebbe molto successo e inoltre non tutto è perduto, infatti sono stati ritrovati alcuni spezzoni del film, che è possibile visionare ancora oggi , dei 60 minuti originali, solo 4 sono rimasti sino a noi(YT).


Ma non è ancora finita!  Infatti l'attore Wegener pochi anni dopo, decise di fare ancora una pellicola dedicata al costrutto, stavolta in chiave più comica...

Precisamente nel 1917, esce Der Golem un die Tanzerin(Il Golem e la Ballerina grossomodo), una chiara parodia, film satirico sullo stesso tema, questa pellicola, potrebbe essere la prima parodia della storia del Cinema! 


DER GOLEM UND DIE TANZERIN

1917

Locandina originale


Anno: Gennaio 1917
Registi: Paul Wegener e Rochus Gliese 
Paese di Produzione: Germania 
Casa di Produzione: Sconosciuta
Stato: Totalmente perduto(rimangono poche foto di scena e il manifesto)
Durata: Sconosciuta 
Lingua/e: Muto, sottotitoli in tedesco 


CAST

Paul Wegener: Se Stesso?/Il Golem*
Rochus Gliese: Il Golem*
Lydia Salmonova: Helga
W. Diegelmanm: .....
Fritz Feld: ...





*Non è chiaro chi dei due abbia vestito i panni del Golem, alcuni riportano lo stesso Wegener, mentre altri riportano Gliese nella parte, anche se da alcune foto rimaste(vedi sotto) l'attore pare proprio Wegener nel suo ruolo più caratteristico. 

Ricostruire la trama di questo film è un pochino  più complicato, dato che le varie fonti si dividono su alcuni aspetti, ma cerchiamo di capire la storia comune:

<Un attore(forse lo stesso Wegener che interpreta se stesso) notando che la sua ultima interpretazione, il Golem, sta avendo molto successo. spaventando il pubblico , così per scherzo decide di vestire i panni del costrutto nella realtà.

Vestito da Golem si imbuca ad una festa, per far colpo su Helga, una ballerina che sarà presente al party>


Uno dei pochi frammenti rimasti 
sino a noi. 


Secondo varie fonti(purtroppo non ancora confermate, ma nemmeno smentite), alcune copie dovrebbero essere  custodite in "alcuni archivi europei", ma  comunque sia, queste copie  non sono disponibili al grande pubblico, rendendo di fatto il film totalmente perduto. 



Per tutti quelli che rimarranno tristi per non poter godersi il film del grande Wegener, ho una buona notizia!

Infatti, nel 1920, fu fatto un altro film dedicato al Golem, stavolta prequel del primo film, in cui si spiega come il costrutto venne creato dal rabbino Loew, nel ghetto ebraico di Praga.

La pellicola chiamata "Der Golem: wie er in die Welt Kam(Il Golem:Come venne al Mondo) potrebbe essere il primo prequel della storia del Cinema.

 il film completo è visibile qui(YT)

lunedì 25 gennaio 2021

|Speciale- Phantom of the Opera #3|: El Fantasma de la Opera-1934/1960





"Fan Poster" dedicato alla versione del 1960
(Si ringrazia 
l'amico e collaboratore Pejo per i colori)


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Rieccoci qui, ancora una volta a parlare del famoso Fantasma, nel terzo  di una serie di articoli dedicati alle incarnazioni più belle e/o perdute sul famoso Spettro nato dalla penna di G. Leroux. 

L'incipit di questo articolo  deriva dalla seconda parte di questi piccoli omaggi ad uno dei migliori romanzi mai scritti, in cui accennai a questa versione in lingua spagnola, beh è giunto il momento di andare a scoprirla....

 *Prima di iniziare la lettura di questo articolo,  è consigliato leggere i primi due speciali:

Das Gespenst im Opernhaus del 1916, primo adattamento in assoluto

Il bellissimo film del 1925, con un meraviglioso Lon Chaney nel ruolo dello Spettro dell'Opera


Innanzitutto, mi sembra doveroso introdurre quello che a tutti gli effetti è  il Lon Chaney della Spagna, Narciso Ibanez Menta.

Il grande attore Narciso Ibanez


Narciso Ibanez Menta (1912-2004) fu un attore di teatro, cinema e televisione, molto famoso ai tempi nel suo paese, egli nacque in Spagna, ma ben presto emigrò in Argentina, dove divenne una vera e propria star del paese.

Nella sua lunga carriera, durata sin dai primi anni di vita(grazie alla madre attrice) al 1998 ha interpretato una miriade di film, oltre che spettacoli teatrali e come citato prima, anche in TV lavorò, molto spesso in film dell'orrore o comunque del mistero, non a caso uno degli idoli dell'attore fu niente di meno che "l'Uomo dai mille volti" Lon Chaney, i due si incontrarono pure*.

Ibanez Menta si spense nel 2004, dopo quasi un secolo di interpretazioni, poco famoso nel resto del mondo, è invece ancora oggi ricordato nei paesi di lingua spagnola.


*Nel 1928 a New York, in quell'occasione il grande Chaney disse al giovane attore spagnolo:

"Un giorno ti svegli la mattina, hai già rappresentato il mostro e nello specchio del bagno studi il tuo viso, vedi le sue possibilità. Pensi a creme, trucchi e rasature. Non puoi pensare a nient'altro, perché tu non sei un impiegato, un uomo d'affari o un falegname, sei un attore, un caratterista e sai, senti che non potrai essere diversamente...E' questo il tuo drammatico destino." 





Narciso Ibanez e lo Spettro dell'Opera 


Fra i tanti ruoli che il maestro Ibanez ha interpretato vi è anche quello di Erik, lo sfigurato "Fantasma", che infesta il teatro dell'Opera Garnier di Parigi, come pare anche da alcune sue interviste, Narciso Ibanez fu letteralmente impressionato  da quel personaggio, dopo averlo visto una volta in un cinema, quel film era "The Phantom of the Opera" del 1925, il capolavoro con Chaney.

Ibanez venne rapito da quell'attore così caratteristico e da quella storia così affascinante, questo film segnò il destino del giovane attore. 



Il trucco di Narciso Ibanez per Eric, il Fantasma.
Si nota che deve molto allo stupendo make-up di Chaney. 






La possibilità per Ibanez si presenta nel 1934(o secondo altre fonti nel 1932) quando finalmente riesce a portare in scena lo spettacolo dedicato al Fantasma, per precisione al teatro Femina di Buenos Aires, secondo alcune fonti(sopratutto in lingua spagnola, eh si, ringrazio gli spagnoli per queste informazioni) lo spettacolo sarebbe stato   ripreso su cinepresa(ma anche  se così fosse, è tristemente  andato perduto).

Questo spettacolo teatrale, ha anche il primato di essere  il primo in assoluto basato sul romanzo di Leroux(decenni prima del musical di Andrew L. Webber) . 

Esiste un curioso aneddoto riguardo questa spettacolo teatrale, infatti lo stesso Ibanez avrebbe usato un trucco scenico per sopperire al budget, per la famosa scena in cui il lampadario cade sulla folla, durante l'esibizione della Carlotta. 

Stando a quello che si dice(secondo un intervista fatta allo stesso Narciso Ibanez), quest'ultimo avrebbe prima di tutto fatto costruire uno splendido lampadario di legno leggerissimo, riproduzione fedele di quello presente nel vero teatro dell'opera Garnier, lo avrebbe fatto sistemare sopra al pubblico ignaro di tutto, sistemando anche allo stesso tempo dei vecchi fonografi con il rumore di vetri rotti. Al momento fatidico, quando la Carlotta inizia a cantare in malomodo(per opera del Fantasma, ventriloquo senza pari), uno spettatore dice "Oggi Carlotta gracchia, sembra quasi voglia far crollare il lampadario!" e in quel momento, la riproduzione cadde sul pubblico, arrivando a sfiorare le loro teste. 

Fra il pubblico alcuni svennero pure, mentre una signora se la fece letteralmente sotto, ovviamente fu applaudito e lodato da tutti.

Già in quest'occasione  si può notare  che il trucco usato per dare vita al Fantasma è molto impressionante(foto sopra), ai livelli di Chaney, ci sono volute ben 7 ore per poterlo realizzare! 


Manifesto originale dell'epoca-


Tuttavia questa non è l'ultima volta che Narciso Ibanez vestirà i panni del tormentato Eric. 

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Dal 1934, ci spostiamo nel 1960, dove la televisione era ormai alla portata di tutti, precisamente sempre in Argentina.

Sul canale televisivo Canal 7 da circa un anno (1958-1959) va in onda una serie basata sui maestri del genere gotico e horror(un esempio sono le opere di E. Poe) chiamata "Obras Maestras del Terror(Opere Maestre del Terrore).

Nel 60 si aggiunse un nuovo canale alla TV argentina, chiamato Canal 9 e la serie venne spostata li, per l'adattamento dedicato al romanzo di Leroux venne chiamato proprio Narciso Ibanez Menta(da sempre desideroso di recitare nuovamente quella parte, forse per tributo al suo mentore) assieme al figlio Narciso Ibanez Serrador.

L'adattamento secondo le parole del figlio Serrador,  fu molto minuzioso, dai costumi all'atmosfera, inoltre  pare anche che sia a tutt'ora l'adattamento in cui compare a tutti gli effetti il personaggio del Persiano/ Daroga(se non si conta il personaggio di Ledoux nel film del 1925 e Das Gespenst im Opernhaus del 1916, che è perduto e quindi non possiamo sapere se effettivamente aveva al suo interno questo personaggio).

Questa serie fu così ben accolta che  rese famoso il neonato canale e secondo alcune fonti, fu una delle più attese, la sera della premiere, le strade di Buenos Aires erano vuote!  

Secondo alcune fonti questa serie tv ( 9 puntate in totale) era per lo più basata sull'omonimo adattamento teatrale del 1934(a sua volta probabilmente basata sull'omonimo film con un superbo Lon Chaney),  non è ovviamente possibile confermare tali voci ma nemmeno smentirle del tutto. 

Sappiamo però bene o male, lo svolgimento di questa mini-serie:


-Eric compare per la prima volta nel terzo capitolo(episodio uscito il 16 luglio 1960)

-Nel quarto capitolo, si mostra il crollo del lampadario sul pubblico(episodio uscito il 23 luglio 1960)

-Nel settimo capitolo si intravede per la prima volta il terribile volto sotto alla maschera(episodio uscito il 13 agosto 1960)

-Nell'ultimo capitolo, finalmente Cristina smaschera El Fantasma, rivelando il volto intero(episodio uscito il 27 di agosto, era un sabato).



Uno dei pochi fotogrammi della serie(Colori di Pejo)



La serie fu una delle prime ad utilizzare un nuovo sistema di registrazione, molto costoso e i nastri vennero riutilizzati, di fatto condannando l'intera lavoro  all'oblio.

Fortunatamente, a differenza di "Das Gespenst im Opernhaus" del 1916, è ancora possibile visionare alcune immagini, scattate direttamente alla televisione, dato che lo stesso Ibanez Menta non si fece scattare nessuna foto sul set di proposito per non rovinare la sorpresa al pubblico. 

Alcune di queste immagini sono state scattate da Narciso Ibanez Serrador, altre da un anonimo telespettatore.

Il Fantasma smascherato nella serie di Canal 9, ancora una volta 
con un make-up straordinario. 


Nonostante non ne rimanga traccia tangibile(tranne poche foto) si conoscono alcuni membri del cast: 

-Narciso Ibanez Menta: Eric/Erik Il Fantasma della Grande Opera 
-Beatriz Dia Quiroga: Cristina/Christine  Daae
-Josè M. Langais: Raoul, Vicomte de Chagny 
-N. Lasarre: Carlotta 
-J. Edelman: Daroga, il Persiano 
-A. Linvel: Il manager dell'Opera 
B. Bonnet: -----



Piccola curiosità: Dopo che la serie "Obras Maestras del Terror" fu finita, nel 1962 il figlio di Ibanez Menta, Chico propose un ulteriore adattamento sullo Spettro dell'Opera, ma non ottenne il finanziamento sperat.

 Parlando di opere mai realizzate, esistono anche voci riguardo ad un ennesimo adattamento, però del 1995, in cui Narciso Ibanez avrebbe avuto il ruolo di narratore.


Pubblicità dedicata alla serie-


Un confronto fra la versione 
teatro e la versione televisiva di Canal 9.


Ed ecco infine il confrontro fra Lon Chaney e Narciso Ibanez Menta,
a voi il giudizio su chi sia più "spaventoso"



Citati da pochi e ricordati ancora meno, questi due adattamenti andrebbero invece ricordati, non solo per essere stati alcuni dei primi ma anche per la strepitosa performance di Narciso Ibanez Menta e al trucco fenomenale per l'epoca, paragonabile al mentore dello stesso Ibanez, Lon Chaney. 


Aggiornamenti sul caso "Obras Maestras Del Terror" El Fantasma dela Opera








                                                    -BONUS/EXTRA-                                                                    

 

Per dovere di cronaca cito che è possibile reperire informazioni in merito ad un altro adattamento argentino, che non ha nulla a che fare con Narciso Ibanez Menta.

Uscito  (forse) nel 1954, adattamento  di cui però non si conosce niente, se non  il nome dell'attrice nella parte di Christine, ovvero Raissa Bignardi.

L'immagine sotto dovrebbe appartenere a questa serie,  anche se in questo caso, non esistono certezze.



                                                                                  




sabato 2 gennaio 2021

Poliziotto o Canaglia? (Flic ou Voyou?) - 1979

 

Anno: 1979
Regista: Georges Lautner
Casa di produzione: Cérito Films, Gaumont International
Paese di produzione: Francia

CAST
Jean-Paul Belmondo: Stanislas Borovitz
Georges Géret: Theodore Musard
Jean-François Balmer: ispettore Massard
Claude Brosset: Achille Volfoni
Julie Jézequel: Charlotte
Michel Beaune: Marcel Langlois
Tony Kendall: Rey
Catherine Lachens: Simone Langlois
Juliette Mills: madame Bertrand
Venantino Venantini: Mario
Michel Peyrelon: Camille
Charles Gérard: Cazauban
Mireille Orsini: madame Clara Cerutti
Michel Galabru: commissario Grimaud
Marie Laforet: Edmonde Puget-Rostand

ATTENZIONE: SPOILER!

La pellicola che in Russia ha coniato il termine di "belmondismo", ovvero un genere di attori che sul grande schermo fanno acrobazie impossibili (dato che nel film Belmondo, a piedi, rincorre e raggiunge un camion a piena velocità). Non manca anche l'assortimento di auto che guida Belmondo, da una Lotus Super Seven a una Fiat Ritmo adibita per la scuola guida, che rendono il film una chicca da vedere subito, anche se qualcuno di voi non mastica ancora il francese/inglese! Sono proprio questi tipi di films che stuzzicano la curiosità del pubblico italiano verso il cinema di culto francese... anche perché molto simile a quello italiano, dato che una spruzzatina di poliziottesco l'ha avuta anche il polar ("policier" e "noir") con Melville.

Nizza è martellata dalla criminalità, guidata da due boss locali, Theodore Musard e Achille Volfoni: ma quando un agente della polizia viene ucciso da diversi sicari mandati da loro due, l'ispettore Massard non ne può più dell'inefficienza della polizia locale e decide di mandare un poliziotto noto per i suoi metodi secchi e di come si mangi i proiettili anche a colazione: Stanislas Borovitz.

Belmondo interpreta questo ragazzo imprevedibile, che lo spettatore non è sicuro se sia dalla parte dei buoni o dei cattivi... oppure potrebbe essere solo dei cattivi...?
Una cosa è certa, usa l'umorismo e la sua spavalderia per ottenere ciò che vuole, ovvero la giustizia... ma per chi? E' quello che Lautner vuole che noi scopriamo. Per capirlo ci vuole una mezz'oretta piena di azione e di carisma, soprattutto in quale campo ricade il personaggio interpretato da Belmondo. Del resto, come per tutti gli appassionati di Belmondo, la sceneggiatura e la trama non hanno alcuna importanza, anche se qui è davvero buona. Le musiche di Morricone lo rendono difficilmente dimenticabile.


Grazie al notevole successo del film, venne distribuito anche in Germania con il titolo di Der Windhund (Il Levriero), addirittura in URSS arrivò nel 1981 con il titolo shakesperiano di Chi è Chi, che esplica davvero bene l'atmosfera filmica.

Altra chicca del cinema francese da visionare con una siringa di adrenalina al vostro fianco.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

venerdì 1 gennaio 2021

Per la Pelle di un Poliziotto (Pour la Peau d'Un Flic) - 1981

 

Anno: 1981
Regista: Alain Delon
Casa di produzione: Adel Productions
Paese di produzione: Francia

CAST
Alain Delon: Choucas
Anne Parillaud: Charlotte
Michel Auclair: Haymann/Tarpon
Daniel Ceccaldi: commissario Coccioli
Jean-Pierre Darras: commissario Chauffard
Xavier Depraz: Kasper
Jacques Rispal: professor Bachhoffer
Gérard Hérold: Pradier
Annick Alane: Isabelle Pigot
Pascale Roberts: Renée Mouzon
Michel Berreur: Pérez

ATTENZIONE: SPOILER!

Il debutto di Alain Delon come regista ed attore in contemporanea, ispirato a un cineasta morto prematuramente nel 1973: Jean-Pierre Melville (autore di capolavori come Le Samourai e Notte sulla Città). Oltre a questo, dovete sapere che il cinema francese negli anni '80 era noto per i suoi films popolari che hanno ridimensionato di molto il botteghino, dopo che noi italiani lo avevamo fatto negli anni '70. Il film in questione, nel 1981 si è piazzato al 13° posto per numero di spettatori (2.377.084), davanti a Diva e molto dietro al noto Joss il Professionista ((interpretato da uno straordinario Jean-Paul Belmondo)), al 4° posto. Nonostante ciò, il film ha avuto poca rilevanza ed è diventato un cult movie di tutto rispetto.



L'ex-poliziotto Choucas, ora investigatore privato, sta lavorando a un caso di appropriazione indebita presso un farmacista a Parigi. In seguito, Isabella Pigot lo assume per indagare sulla scomparsa della figlia cieca, Marthe Pigot, che lavorava in una fondazione per ciechi. L'ispettore Coccioli lo esorta a rinunciare al caso, ma Choucas rifiuta.
Durante le indagini, Choucas viene aggredito nell'appartamento della vittima da un certo Pradier; lo elimina a sangue freddo, ma il suo complice riesce a fuggire. Mentre ritorna a casa, viene nuovamente coinvolto in un'imboscata, tesa dal commissario Madrier; ci lascia la pelle e finisce nel mirino non solo della misteriosa banda, ma anche dalla polizia. Charlotte viene rapita, ma salvata miracolosamente dal suo datore di lavoro. Alla fine, Choucas scopre di essere stato manovrato da Coccioli contro i propri colleghi disonesti, e rischierà anche lui di lasciarci la pelle pur di sgominare la banda.


Alain Delon ci regala una delle sue migliori interpretazioni della sua carriera, come detective che va' fino a fondo verso la resa dei conti. In qualità di regista si è battuto per ritrarre nel modo più trasparente possibile le forze di polizia in Francia, dato che li ha rappresentati come degli esseri umani reali con la giusta dose di debolezze. La pellicola ha una storia particolarmente violenta (sparatorie a distanza ravvicinata, stupro di uno dei principali personaggi) e complessa, ricca di omicidi e torture, ma segue lo stile di Melville: violenza, omicidio, torture, ma con umorismo, anche se non è molto memorabile. Anne Parillaud brilla nel ruolo della cinica e cinefila Charlotte, ed Alain è sempre professionale sia dietro che davanti alla telecamera.


Nonostante il film abbia ricevuto un tiepido successo in madrepatria, è stato distribuito nei paesi tedescofoni con il titolo di Rette Deine Haut, Killer (Salva la tua Pelle, Assassino), anche in Italia e addirittura in Romania con il titolo di Afacerea Pigot (Gli Affari di Pigot).

Chicca imperdibile per chi è appassionato della collaborazione tra Delon e Melville, specialmente se Delon cerca di mandare avanti la tecnica sfruttata da Melville...
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

La Grande Rapina (The Big Holdup) - 1975

Regia:  Chor Yuen Sceneggiatura:  Chor Yuen Produttore:  Run Run Shaw Direttore di produzione:  Chen Lieh Casa di produzione:  Shaw Brothers...

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