sabato 23 settembre 2023

Mai Dire Muori (Never Say Die) - 1988

 
Anno: 1988
Regista: Geoff Murphy
Casa di produzione: Pastrami and Rye, New Zealand Film Commission, Everard Films
Paese di produzione: Nuova Zelanda

CAST
Temuera Morrison: Alf Winters
Lisa Eilbacher: Melissa Jones
George Wendt: Mr. Witten
Tony Barry: ispettore Evans
Jason Greenwood: capo dei pompieri
Judith Fyfe: conducente donna
Phillip Gordon: tassista
Ian Richard Stewart: cacciatore
Peter Bell: poliziotto sulla Jaguar
Marcel Kroes: poliziotto sulla Jaguar
Russell Smith: pilota
John Clarke: rivenditore d'auto
Geoff Murphy: Jack
Elizabeth McRae: Daisy
Jill Ranger: ragazza dell'aeroporto
Martyn Sanderson: contadino
Colin Clarke: Piet Muller
Barrie Everard: uomo nell'ufficio di Witten
Murray Newey: uomo nell'ufficio di Witten
Alan Sorrell: uomo nell'ufficio di Witten
Matt Palmer: cecchino sull'elicottero/benzinaio
Steve Ingram: cecchino sull'elicottero
Svarama: chitarrista
Peter Talt: uomo armato
Paul Murphy: uomo armato
Stephanie Liebert: barista
John Old: giocatore di biliardo
Basil Swenson: giocatore di biliardo
George Carter: autista del pullman
Sean Duffy: detective Frank
Tom Poata: uomo con la pipa
Ralph Williams: uomo con la pipa
Gay Dean: anziana signora all'ufficio postale
Selina Forsythe: donna all'ufficio postale
Martin Horsefall: direttore delle poste
Jay Laga'aia: Bruce
Peter Rowley: capo della polizia
Tony Monk: pilota dell'elicottero
Doug Aston: impiegato del KFC
Anthea Baker: ragazza della pubblicità 007
Tracey Allen: ragazza della pubblicità 007
Nicki Walker: ragazza della pubblicità 007
Thad Lawrence: giocatore
Linda Cotter: ragazza del noleggio
Stuart Day: uomo della sicurezza

ATTENZIONE: SPOILER!

Autore del primo grande successo del cinema neozelandese, "Goodbye Pork Pie" (1981) talmente a basso costo che alcune acrobazie in auto con la Mini gialla le ha effettuate lo stesso regista e le vetture della polizia che la inseguivano furono usate sia come carro attrezzi che come auto per la troupe (e addirittura si registrò un'impennata di Mini rubate, appena dopo l'uscita del film!). Oltre a lavorare dietro alla cinepresa, sia fuori che dentro allo schermo è letteralmente un tuttofare: produttore, sceneggiatore, tecnico degli effetti speciali, anche insegnante e trombettista. A seguito del film che a breve tratterò, si è trasferito a lavorare negli USA per tutti gli anni '90, riuscendo a ricavare dei risultati clamorosi al botteghino (assieme a Seagal in "Under Siege 2: Dark Territory", datato 1995) ed a lavorare con attori come Mick Jagger in "Freejack" (1992). Tornato a casa nel 2001, diede una mano a Peter Jackson nella saga del Signore degli Anelli e nel rimasterizzare alcune sue opere, tra cui "Utu" (1983). Passò a miglior vita nel 2018, all'età di 80 anni.

Il giornalista Alf Winters si ricongiunge all'aeroporto con la sua ragazza americana Melissa Jones, ma quando stanno per posteggiare di fronte alla casa di Alf, salta in aria. La polizia viene chiamata ad investigare, ma sin da subito si disinteressa del caso... nonostante sia chiaro che qualcuno li vuole morti. Inizia così una fuga per tutta la Nuova Zelanda in auto, con la polizia addosso a loro.

Mai un singolo momento di noia, nemmeno una singola interpretazione negativa dei personaggi: peccato che ad alcuni di loro non venga permesso di ramificarsi ancora di più all'interno del film, poiché l'interesse c'era. Road movie alla Risi, ma qui provvisto di acrobazie, di proiettili e di esplosioni in stile americano. Fotografia che solo nel finale sfoggia qualcosa di davvero interessante, nell'ambito della pop art. Montaggio molto scorrevole assieme alle scene d'azione, che comprendono anche momenti d'amore tra Temuera e Lisa, abilmente incorniciati da numerosi intermezzi comici ad effetto. Aspra critica alla polizia neozelandese, con tanto di graffiti e di persone comuni che provano ad ostacolarla... e persone che provano a cambiarla dall'interno come Wendt, venendo poi ingiustamente incastrate ad hoc. Temuera ottimo nel fare sia da giullare che da "macho" nel salvarsi dallo stalking dell'organizzazione, Lisa che riesce a brillare come pilota di auto e per le sue parole dure sia contro Temuera che Wendt, in un ruolo che raramente comprende tali caratteristiche. Completa il tutto la colonna sonora, con numerosi pezzi che meriterebbero un'uscita in DVD.


Fortunatamente giunto in Italia nell'estate del 1992, attendiamo una sua uscita in Blu-Ray...
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

venerdì 15 settembre 2023

Decreto di Amnistia (Amnesty Decree) - 1987

 
Anno: 1987
Regista: Clifford Choi
Casa di produzione: Dragon Ray Motion Pictures LTD
Paese di produzione: Hong Kong, Cina

CAST
Nina Li Chi: Kim
Cecilia Yip Tung: Alice
Kenneth Tsang Kong: Tsai
Melvin Wong: Jacky
Chan Lung: testa di serpente
Wong Ka-Kui: prete
Leung Git-Fong
Dennis Chan
Leung Hak-Shun
Ku Feng
Lau Hoi-Man
Chan Kwok-Git
Chan Ji-Ho
Kwan Pooi-Yue
Goo Wai-Jan
AP George
Hau Woon-Ling

ATTENZIONE: SPOILER!

Clifford è uno tra i registi hongkongesi che ha avuto l'onore di contribuire alla New Wave di quel luogo. Debutta alla regia nel 1980 con "Encore", l'anno seguente inizierà a farsi notare tramite la Cinema City con "No U-Turn", poi con la Shaw in "Teenage Dreamers" (1982) ed infine la consacrazione definitiva nel 1983 con "Hong Kong, Hong Kong": che gli valse tre candidature agli HKFA per "miglior attore" ad Alex Man (altamente sottovalutato), "miglior attrice" a Cherie Chung (in poche parole, la Monroe hongkongese) e "miglior colonna sonora" a Violet Lam, in più una candidatura al Golden Horse di Taiwan per "migliore lungometraggio". Il suo ultimo film, "Sand Pebbles", risale al 2015. Si segnala che oltre ad essere dietro alla cinepresa, si è anche preso la briga di produrre una buona parte delle sue pellicole, di fotografarle e di sceneggiarle personalmente. 

Degli scafisti trasportano a Hong Kong un gruppo di bambini dalla Cina continentale: vengono immediatamente scoperti dalla polizia ed in seguito rimpatriati. Due mamme di quei bambini, Kim ed Alice, lavorano in un night club. Kim è prossima a sposare il ricco Jacky, mentre Alice deve sottostare alle continue minacce del contrabbandiere Tsai. Un giorno, il Parlamento hongkongese proclama l'amnistia nei confronti dei bambini giunti clandestinamente: chi riesce a presentarsi in tempo all'ufficio immigrazione, non sarà più clandestino. Nel mentre, tre bambini riescono a fuggire da Shenzhen e raggiungono Hong Kong, ma uno di loro non raggiunge la destinazione a causa del morso di un serpente. Due di loro riescono a raggiungere Kim ed Alice, ma quest'ultima dopo un acceso battibecco con Tsai passa a miglior vita appena dopo avere firmato...

Pedale fisso sul melodramma in tutta la durata del film, con un forte retrogusto di "prostitute drama" che non disturba il buon costume della pellicola, girato in stile cinéma-vérité: non vi è un singolo attimo di noia. L'ansia busserà alla vostra porta, verso il finale... non senza prima prepararvi il terreno per lo scontro con Kenneth, colmo di tensione. Non mancano le critiche aspre verso la burocrazia di ambedue le parti, ancora oggi l'incubo di molti abitanti del porto. Nina strepitosa nella madre che, nonostante le condizioni di Melvin (il rifiuto di avere figli), rigetta il suo essere ingenué ed abbraccia l'amore per sua figlia; Cecilia con il destino già segnato all'inizio del film, che in pieno stile lacrima movie riabbraccia sua figlia e passa a miglior vita accanto a lei. Nulla di interessante a livello fotografico (tranne che per le riprese iniziali), montaggio discreto e trama che richiama al poliziesco procedurale, ma senza la polizia e con la politica di mezzo.

Prima o poi dovremo decretare il restauro di pellicole oscure come quest'ultima...
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

mercoledì 13 settembre 2023

Orgoglioso e Fiducioso (Proud and Confident) - 1989 | Il "Top Gun" Hongkongese

Regista: King Lee
Fotografia: Wingo Chan
Sceneggiatura: Johnny Lee
Casa di produzione: Samico Films Production Co. LTD
Wah (Andy Lau), a seguito di una riuscita operazione di polizia, viene ammesso in una unità d'élite del corpo: tra i cosiddetti "Best of the Best". Assieme al suo amico Wai (Michael Miu), dovrà vedersela con le altre reclute e anche con il capo Chiu (Lam Wai) sia in addestramento che in servizio, ed è proprio in servizio che Wah (a causa del suo essere vanitoso) vedrà morire al suo fianco l'amico Wai... depresso, avrà la rivincita contro il terrorista che lo ha tolto di mezzo.

Perché si sono ispirati proprio a "Top Gun"?
Perché non è la prima volta che prendono ispirazione non solo dall'iconico film del 1986, ma anche da una loro prestigiosissima icona del 1985, nonché la preferita di Jackie Chan: "Police Story", tanto che il suo tema (Hero Story) fu usata dalla polizia di Hong Kong durante le loro continue retate con la sirena che risuonava le note della sua canzone... e più indietro nel 1973, con "Police Force", una produzione Shaw che oltre alle arti marziali comprende un immenso elogio alle forze di polizia del porto, impersonate da un poliziotto (Wang Chung, pace all'anima sua) che anticiperà il Kevin Chan Ka-Kui nel film di Jackie: vendicativo, ma ligio al dovere. 

Ma il regista?
La sua carriera è cominciata dal punto più alto dei films di arti marziali: come comparsa in un film di Bruce Lee nel 1972, "Dalla Cina con Furore", per poi lavorare come stuntman fino al suo ritiro definitivo nel 1990. Ma prima di ritirarsi, ebbe anche l'occasione di lavorare per ben tre volte da dietro la cinepresa ("No Way Back" del 1990 e "S.D.U. Mission in Mission" del 1994) e nel dare una mano nelle arti marziali sia come direttore in 13 pellicole che come coreografo in 8 pellicole. Si segnala che nel 1983 fu addirittura candidato al premio di "migliore coreografia" agli HKFA con "Legendary Weapons of China". 


In sintesi...
Prodotto appena al di sopra della media, con la sua bella dose di azione e di colpi di scena, il tutto incorniciato da alcuni momenti "comici" come la scazzottata all'interno di uno spogliatoio e la rottura di un bicchiere tale da causare una faida tra due reclute (Dick Wei e Michael Miu)... ci salvano da questa deriva un paio di scene dove Andy e il suo collega Michael decimano una banda di vietnamiti, non senza prima agire silenziosamente. Anche la presenza di Eddie Maher, seppur breve, come sicario silenzioso e violento nei confronti di un politico in nave. Appare anche un giovanissimo Francis Ng tra le reclute, inclusa un'altra presenza che ruba senza fatica i riflettori come Rosamund Kwan... che ronza intorno ad Andy. Fotografia stupenda nelle luci e nelle ombre, dove è frequente l'uso della desaturazione dei colori. Montaggio scorrevole e colonna sonora (orchestrata dal magico Lowell Lo) che rende davvero bene l'idea del messaggio di base della pellicola, ossia il non arrendersi mai ed avere coraggio: aspettatevi il pedale fisso sul melodramma a metà del film, grazie anche alle lacrime a cascata dalla voce di Maria Cordero. 


giovedì 7 settembre 2023

[Neronoir #2] Linea Nera (Kurosen Chitai) - 1960

 
Anno: 1960
Regista: Teruo Ishii
Casa di produzione: Shintoho Film Distribution Committee
Paese di produzione: Giappone

CAST
Shigeru Amachi: Koji Machida
Kyoko Katsura: Kyoko
Yoko Mihara: Maya
Toshio Hosokawa: Goro Torii
Utako Mitsuya: Misako
Jun Otomo: Yukichi Tachibana
Masayo Yoshida: Ranko Kuroki
Reiko Seto: Reiko Onuma
Daijiro Kikukawa: Namikawa
Kuniko Yamamura: Kayo
Masaru Kodaka: uomo che vende fotografie di ragazze poco vestite
Yuzo Harumi: detective Suzuki
Hiroaki Kurahashi: detective Inoue
Koichi Miya: detective Kondo
Kyoji Murayama: poliziotto
Yoko Nanbara: Emy Hamaguchi
Yuji Munakata: Joe, gangster
Shogo Itane: travestito
Kyoko Yashiro: Chiaki
Tomohiko Otani: proprietario del negozio di manichini
Junko Uozumi: Kaneko Sano
Yoji Naruto: Sabu
Masao Takamatsu: uomo anziano alla casa-barca
Hiroshi Asami: Kayoko, travestito
Hiroshi Ayukawa: manager dell'hotel
Miho Jo: cameriera
Keiko Minakami: cameriera nel night club
Seiji Hara: addetto al negozio di alimentari
Ryoji Moriyama: Taizo

ATTENZIONE: SPOILER (tinto di nero)!

Se chiedete di Teruo in Giappone, o vi guardano male o vi applaudono: perché metà della sua carriera è costellata di controversie per i suoi films appartenenti all'ero guro (erotico grottesco) e per altri filmetti a buon mercato (i riferimenti alla pinky violence e alla bikersploitation sono voluti). Definibile il Jess Franco del Sol Levante, vanta all'attivo un totale di 83 pellicole di qualsiasi genere. Il film che a breve tratterò è parte integrante della saga "Chitai", ossia quattro pellicole del genere noir girate tra il 1958 e il 1961, anno in cui la Shintoho dichiarò bancarotta. Si segnala che fu colui che fece decollare la carriera di Ken Takakura con "Abashiri Bangaichi" nel 1965, il suo più grande successo in assoluto, che porterà anche alla nascita di un'altra saga di 18 pellicole (di cui 10 dirette dallo stesso Teruo). Morto nel 2005, il suo ultimo film risale al 2001.

Il giornalista freelance Machida è prossimo a smantellare un giro di prostituzione denominato "Kurosen Chitai", ma viene incastrato dagli uomini del giro per l'omicidio di una giovane ragazza... per uscirne integro, cerca aiuto in Maya: giocatrice d'azzardo ed abile esploratrice dei night clubs squallidi in cui è costretta a lavorare.

Pensare, pensare e ancora pensare. E' l'atmosfera che si respira in tutto il film, oltre al jazz che aiuta a dare una mano a quegli ingranaggi che aiutano il protagonista a pensare: che nonostante sia stato ingiustamente macchiato di un crimine, lavora ancora per la verità. Squallore mostrato in puro stile cinéma-vérite, rappresentato anche dalle altre due co-protagoniste Kyoko e Yoko, che ci fanno un ritratto della vita notturna dell'epoca. Montaggio scorrevolissimo, fotografia colma di jump-scares e di primi piani sinistri: anticipando inconsapevolmente quelli alla Mario Bava. Incornicia il tutto l'alta tensione, che nel sottofondo ci dice che non si saprà mai come andrà a finire...


Il giornalismo investigativo meriterebbe di tornare di moda in quest'epoca... troppo squallore aleggia nelle grandi città.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

venerdì 1 settembre 2023

Inganno (Deception) - 1989

 
Anno: 1989
Regista: David Chung
Casa di produzione: Golden Princess Film Production LTD
Paese di produzione: Hong Kong, Cina

CAST
Brigitte Lin: Jane Lin
Joey Wong: Queenie/Catherine
Pauline Wong: May
Elizabeth Lee: Mimi Chow
Waise Lee: ispettore Li
Gam Biu: sig. Mak
Chan Chi-Fai: strozzino che perseguita Catherine
Shing Fu-On: tassista
Chan Hau-Ling: Fanny

ATTENZIONE: SPOILER!

Ultima esperienza dietro la cinepresa da un prestigioso fotografo che ha prestato attivamente servizio nella New Wave hongkongese: da Ann Hui a Tsui Hark (produttore del film), da Patrick Tam a Mabel Cheung, da Ringo Lam a Terry Tong... che vanta nella sua breve carriera di regista anche opere rilevanti come "Royal Warriors" (1986) con Michelle Yeoh e il precedente "I Love Maria" (1988) con Sally Yeh. Completano l'offerta il cast di stelle al loro apice come Joey Wong (qui addirittura in un doppio ruolo!), Brigitte Lin (presenza fissa nei wuxia), Pauline Wong (la sinistra antagonista di "Night Caller"), Elizabeth Lee (l'immigrata mainlander nel terzo capitolo di "Long Arm of the Law") e Waise Lee (notissimo per il suo ruolo di boss antagonista in quel domani migliore)... 


Jane, a sua insaputa, viene ricattata dalla sua collega May per poter salire di carriera nell'azienda in cui lavora, assieme a Jane... ma quando la coinquilina Queenie andrà a recuperare dal carcere sua sorella Catherine, la situazione comincerà a precipitare per via di uno strozzino che chiede a lei una ingente somma di denaro; Queenie cercherà di entrare a casa di Jane durante la notte, ma ci lascia la pelle a causa del colpo di grazia di Jane. Catherine prenderà le sue sembianze per cercare di mascherare il tutto, e May si accorgerà presto del suo carattere diverso...

Avete presente l'essere intrappolati in una morsa? La tensione del film ne è la rappresentazione fino alla fine: più passano i minuti, più l'aria nel film è sempre più rarefatta... dovuta anche all'intensissima fotografia di Chung, con sequenze girate alla moviola e con una notte bluastra degna di Decae. Montaggio spedito verso la resa dei conti finale, colonna sonora perfetta per un qualunque film del genere thriller. Scioccante il ruolo di Joey, che cambia completamente volto verso il finale: da farfalla che si tiene alla larga dai loschi affari di Pauline, a spietata assassina capace di tutto per degli spiccioli... Brigitte calza a pennello come "investigatrice" in questa cospirazione, sempre con il dubbio in tasca e sospettosa. Waise che esce ed entra con la lente da ispettore ed Elizabeth involontaria testimone di tutto ciò... 


Attenti anche voi a non finire in questa rete... potrebbe finire male.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

La Grande Rapina (The Big Holdup) - 1975

Regia:  Chor Yuen Sceneggiatura:  Chor Yuen Produttore:  Run Run Shaw Direttore di produzione:  Chen Lieh Casa di produzione:  Shaw Brothers...

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