venerdì 22 maggio 2020

Ritornano Quelli della Calibro 38 - 1977

Anno: 1977
Regista: Giuseppe Vari
Casa di produzione: Marzia Cinematografica
Paese di produzione: Italia

CAST
Antonio Sabàto: commissario Tinto Baragli
Max Delys: Bruno
Gino Milli: Toto
Rick Battaglia: capo-commissario
Marilda Donà: maestra
Dagmar Lassender: Rosi
Luciano Rossi: boss del racket
Daniele Dublino: Luca Coppola
Gianfranco De Grassi: Antonio Rotunno
Luciano Pigozzi: Romoletto
Piero Leri: Francesco Carnevali
Giampiero Albertini: Fulco
Maurice Poli: Maurice

ATTENZIONE: SPOILER!


Siamo nel 1977, dove il cinema italiano vide ancora all'opera un filone nato per delle violenze realmente esistite all'epoca, dovuto alla grande esperienza di Umberto Lenzi col giallo e col poliziesco, qui all'opera con Il Cinico, l'Infame e il Violento, dove vediamo un Maurizio Merli alla riscossa contro Tomas Milian, nei panni del Cinese. Sempre Lenzi creò quel capolavoro di citazioni misto a commedia, quale La Banda del Gobbo, dove abbiamo un Pino Colizzi alla ricerca del Gobbo (ispirato al Gobbo della Quarticciola, noto criminale romano del dopoguerra), che sarebbe il solito Milian. Stelvio Massi ha fatto il passo più lungo della gamba, ricevendo l'attenzione sia della critica che dal pubblico, con opere spettacolari come Poliziotto Sprint, dove vi è il solito Merli, ma senza i suoi tipici baffi; ha pure rubato il personaggio del Monnezza con La Banda del Trucido da Lenzi, mettendo un Luc Merenda quasi inespressivo alla caccia di tale ladro.

Il commissario Tinto Baragli è a capo di un'unità speciale contro la criminalità organizzata a Roma. 
Cercano di rintracciare una banda di estorsori, che sono conosciuti per la loro brutalità. Ma la strada per stanare il misterioso boss è lunga e contorta: nessuno conosce l'uomo e chiunque commetta errori nella banda viene immediatamente eliminato.
Intrattenimento buono, ma che non contiene nulla di speciale. Tipica pellicola del genere in cui il commissario è impegnato ed impotente, dove i cattivi sono sempre ovunque, chiunque si trovi nel posto sbagliato viene eliminato subito (o preso in ostaggio, e poi eliminato), e molti corpi aprono la strada alla risoluzione del caso. Performance standard, ma che soffre di un ritmo terribilmente lento durante la prima metà. Nessun sviluppo sui personaggi, azioni rare da vedere. Tuttavia, il film è scritto e diretto in un modo più elegante e divertente, rispetto alla maggior parte delle pellicole di marca popolare prodotti negli anni '70.  Uno dei motivi per vedere questo film è come Luciano Rossi rappresenti alla perfezione il termine di "viscido", specialmente verso la fine del film, in cui comincia a perdere il lume della ragione. Anche per le musiche pionieristiche di Lallo Gori.


Il film passò nei paesi anglofoni con il titolo di Return of the 38 Gang, anche se il titolo non c'entra nulla con la pellicola torinese che avevo già trattato in precedenza.

E' un film alla Milano Violenta, dell'intrattenimento semplice e senza pretese, che può sopravvivere al passare del tempo, e quindi guardabile senza problemi.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

lunedì 11 maggio 2020

La Malavita Attacca... La Polizia Risponde! - 1977

Anno: 1977
Regista: Mario Caiano
Casa di produzione: Jarama Film, Capitol International
Paese di produzione: Italia

CAST
Leonard Mann: commissario Baldi
Liana Trouché: Irene Baldi
John Steiner: Rudy
Maria Rosaria Omaggio: Laura Olivieri
Chris Avram: professor Salviati (il Principe)
Ettore Manni: Rampelli

ATTENZIONE: SPOILER!


La quadrilogia poliziottesca di Mario Caiano


Siamo nel 1977, dove il cinema italiano vide ancora all'opera un filone che aveva subito un boom di successo l'anno prima, grazie a registi come Umberto Lenzi, che rilancia un Merli alla riscossa contro Tomas Milian (Il Cinico, l'Infame e il Violento) ed i suoi scagnozzi. Sempre lui creò quel capolavoro di citazioni misto a commedia, La Banda del Gobbo. Stelvio Massi ha voluto alzare il gomito ed ha creato un capolavoro movimentato come Poliziotto Sprint, dove vi è il solito Merli, ma senza i baffi; che interpreta le gesta di Armando Spatafora. Ed ha rubato il personaggio del Monnezza con La Banda del Trucido, da Lenzi, sostituendo il protagonista con un inespressivo Luc Merenda. Quest'anno, il regista Caiano sforna due sue creature, questa stramberia e un ottimo film d'azione (trama banale, ma per nulla pesante).

Il professor Salviati, detto il Principe, boss della mafia, torna a Roma dopo un periodo passato in Svizzera e trova i suoi affari in parte compromessi da Rudy, un bandito locale molto ambizioso, presuntuoso e pronto all'omicidio. Tra i due litiganti si inserisce il commissario Baldi, funzionario giovane e coraggioso, che tra l'altro si avvale della consulenza di un ex-collega, Rampelli. Infatti, grazie all'ex-poliziotto che però paga la sua collaborazione con la vita, Baldi riprende in mano un caso rimasto irrisolto: l'omicidio di tre boss in una casa affittata da Mario Olivieri, a sua volta scomparso. Il commissario, avendo scoperto trattarsi di un dipendente di Salviati, avvicina Laura, la giovane figlia paralitica di Olivieri, mantenuta paternamente da Salviati. Grazie all'amicizia fatta con la ragazza, Baldi riesce ad eliminare il professore, ma non senza prima eliminare Rudy, nella stessa villa in cui venne ambientato il regolamento dei conti con Montalbani, Tropea e Walter in Milano Violenta.

Regia sbalorditiva, ma schiacciata dallo scontro tra Mann e Avram. Mann interpreta il ruolo del giovine commissario dai metodi spicci, ma disposto a tutto pur di arrivare al regolamento dei conti finale. Ottimo anche John Steiner, doppiato da un attore romano ed il classico criminale dalla mente sopraffina a capo di una banda, che però dovrà fare i conti con un boss ancora più in alto di lui, che lo finirà. Degna di nota anche l'interpretazione della sig.ra Omaggio, dal suo volto capace di rubare i riflettori e che, determinatamente, vorrebbe fare molto di più oltre al suo pianoforte ed alla sua sedia a rotelle. Non c'è la massiccia azione nei restanti tre films di Caiano, ma del resto è una pellicola che ha tutti gli ingredienti classici del filone... pubblicità al whisky J&B, Alfa Romeo 1750 d'ordinanza di Mann ed una foto di Sergio Leone appesa al muro. E' da menzionare la colonna sonora del sottovalutato Lallo Gori, da inserire nei momenti più belli della storia del cinema per come abbia aperto il film: raffica di proiettili. Al rallentatore. E anche il fumo che esce dalla canna del mitra.


Il film arrivò nei paesi francofoni con il titolo semplice di Antigang, per indicare che il film era "contro le gang mafiose italiane" (?). Ma in Spagna arrivò come El Hampa Ataca, la Policia Responde, usando lo stesso titolo in italiano.

Pellicola consigliata agli appassionati del genere, poiché è uno dei tanti manifesti sulla crisi del genere in questione...
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

sabato 9 maggio 2020

Film Ritrovati: Blood Circus(1985) "Quando il wrestling sfida gli alieni"


Pubblicità dedicata a "Blood Circus"





Per la prima volta, ho deciso di dedicare un articolo ad un film perduto e poi ritrovato, però come di consueto andiamo con ordine....



Blood Circus, noto anche come Blood Circus Wrestling è(fa strano usare il termine al presente) un film di genere horror/sportivo/sci-fi dedicato come è facile capire sul Wrestling, va considerato però indipendente, dato che non è mai stato distribuito ufficialmente, senza contare una fugace distribuzione regionale dello stesso regista.






"Blood Circus Wrestling"
Pubblicità dedicata al film


Anno di Produzione:1985(Secondo alcune fonti sarebbe stato distribuito nel 1987)
Regista: Santo Victor Rigatuso(sotto lo pseudonimo di Bob Harris)
Paese di Produzione: Stati Uniti
Casa di Produzione: Santo Productions (mai distribuito ufficialmente )
Stato: Ritrovato 


CAST

Santo V. Rigatuso: Santo Gold
Ox Baker: .....
Jerry Reese: Voodoo Maulba:
Vinnie Valentino: ....



Blood Circus(lett. il circo del Sangue") è una pellicola estremamente controversa, infatti, come detto prima non è mai stato distribuito ufficialmente, se non in alcuni teatri della zona di Baltimora,  il film non è  da considerarsi perduto, è reperibile su Ebay, venduto dallo stesso regista, ad un prezzo folle, ma ci arriviamo con calma....

Il film in questione tratta di alieni contro lottatori di wrestling per la terra(!!), una trama veramente molto bizzarra a mio parere.

La trama è molto semplice e bizzarra al tempo stesso:

<Degli alieni provenienti al pianeta Zoran arrivano sulla terra per sfidare i wrestlers americani e sovietici, si scoprirà che questi alieni sono dei mangia uomini, dopo aver confitto l'avversario lo divorano>


Come avete potuto leggere la trama  è molto "bizzarra", ma più che altro di "Blood Circus" è interessante e anche controversa la storia dietro alla sua realizzazione.




-Sul Ring-




 
Prima di tutto è opportuno parlare un attimo dell'uomo che ha scritto, prodotto e girato il film, Santo V. Rigatuso, un venditore prima di tutto, all'epoca gestiva una televendita e parrebbe anche che "Blood Circus Wrestling" sia un abile mossa di marketing camuffata da film.
In una delle scene della pellicola figurerebbe una canzone, poco prima dell'incontro principale, canzone che non avrebbe nulla a che fare con il film, tutt'altro, promuovendo gli affari di Santo Rigatuso. 

Oltre a questo. pare che per finanziare il film, Santo Rigatuso sia anche finito in guai con la legge per una frode, difatti ha scontato dieci mesi di prigione nel 1989, secondo alcune testimonianze, Rigatuso avrebbe usato delle carte di credito false per trovare i fondi necessari a girare  "Blood Circus".



-Ultimi Sviluppi-




Negli ultimi anni "Blood Circus" ha vissuto una sorta di seconda giovinezza, finendo anche all'asta(per una cifra da furto),  intorno al 2008 infatti il regista Santo "Gold" Rigatuso avrebbe ritrovato la pellicola originale l'ha messa addirittura in vendita sul noto sito Ebay(ora è però stata rimossa, non si sa se perché non fu venduta o se effettivamente sia stata comprata).



Ultima nota, per chi volesse, alcuni spezzoni  sono visibili qui.


Annuncio su Ebay originale


(Mini)Pillole Perdute #4: Das Phantom der Oper(1916) "un vero fantasma"

Poster italiano dell'adattamento del 1943






Di questo articolo ne è uscita una versione migliore, visibile qui

Premessa
Questa "puntata" delle Pillole Perdute sarà relativamente breve, dato che il film in questione è veramente un "fantasma", mi sembra tuttavia giusto
dedicargli un piccolo spazio" 




"Impara che sono fatto interamente di morte, dalla testa ai piedi, che è un cadavere quello che ti ama, ti adora e non ti lascerà mai, mai più!"

Nonostante molti pensi che  "The Phantom of the Opera" del 1925(pellicola di cui presto arriverà un articolo interamente dedicato) sia effettivamente il primo film dedicato all'omonimo romanzo, poi diventato musical, esiste un film ancora più "vintage". Ma partiamo con ordine....

il "Das Phantom der Oper"  in questione è un adattamento(non ci è dato sapere quanto fedele sia al romanzo originale) del libro "Le Fantome de l'Opera" scritto dall'autore francese Gaston Leroux e pubblicato nel 1910, ovvero solamente sei anni prima della pellicola. 

Purtroppo del  film non si conosce  praticamente nulla, infatti non ci rimangono ne foto di scena ne poster, pare  comunque non esserci  dubbi sulla reale esistenza.

La pellicola della durata originale stimata di ben settantasei minuti è stata diretta da Ernst Matray, girata probabilmente nel 1915 e distribuita poi nel 1916 fu prodotta in Germania e fra gli attori coinvolti(secondo le attuali conoscenze) figurano Nils Chrisander nel ruolo di Erik/il Fantasma e Aud Egede Nissen in quello di Christine,  anche il regista stesso figurerebbe fra gli attori, nella parte di Raul.

Come detto non ne esiste nessuna traccia tangibile a testimonianza della sua reale esistenza,  si potrebbe dire che siamo di fronte ad un vero fantasma, possiamo solamente che sperare che da qualche parte un signor qualcuno abbia ancora nella sua collezione privata di pellicole d'epoca questo piccolo adattamento dimenticato dal tempo....


L'unica prova veramente concreta dell'esistenza di "Das Phantom der Oper" 




[Flopiziesco #5] I Guappi Non si Toccano - 1979

Anno: 1979
Regista: Mario Bianchi
Casa di produzione: Falco Film
Paese di produzione: Italia

CAST
Richard Harrison: Michele Ferrari
Gabriele Tinti: Tony Loblanco
Paola Senatore: Paulette Maurice
Pino Mauro: Jean Maurice
Marisa Laurito: Marisa Montano
Enrico Maisto: Antonio Marciani, l'ingegnere
Tommaso Palladino: il killer Tommaso Monti

ATTENZIONE: SPOILER (anche se è un flop...)!


Siamo nel 1979, dove il filone del poliziottesco incontra la sua fase di implosione definitiva. C'è chi non ha più idee e lascia il filone al suo destino come Umberto Lenzi, con Da Corleone a Brooklyn, nonché il terzultimo film di Maurizio Merli. Ma abbiamo l'opposto, Stelvio Massi, che gira a getto continuo lasciando a monte la qualità dei contenuti, ma che dimostra una forte amicizia nei confronti di Merli, creando un prodotto visibile ed ottimo come Sbirro, la Tua Legge è Lenta... la Mia No!, con un Mario Merola impegnato in scazzottate e ad essere ostile nei confronti di Merli. 

Nella periferia di Napoli, nel corso di alcuni lavori in una cava di pozzolana, viene alla luce un cadavere che poi si rivela essere quello dell'ingegnere Italo Montano. Sulle vicende vi indagano tre magistrati che, sicuri che l'omicidio sia collegabile a un losco affare tra le bande dei boss Angelo Jacomino e del marsigliese Maurice, autorizzano il questore Ferrari ad avvalersi delle indagini di Tony Lobianco, un italo-americano, già agente dell'FBI. Tony, dopo essersi infiltrato nella banda di Maurice, suggerisce a questi di fare una rapina a un furgone portavalori postale e nel contempo svela i particolari del colpo stesso a Jacomino. L'azione criminale diviene il pretesto per eliminare i membri della banda, alla quale però riescono a scampare solo Lobianco e Maurice. Ma Tony si accorge che ad agire vi erano dei "non invitati", nasconde in una cappella di un cimitero il ferito Maurice e, grazie all'aiuto di sua figlia Paulette, entra in possesso di documenti che denunciano le malefatte dei magistrati inquirenti. Tuttavia, al momento di presentare al questore tali documenti, viene ucciso lui e la sua ragazza da ignoti.

Pessimo. Pessimo da ogni parte lo si guardi.
I titoli di testa del film non sembrano neanche di un poliziesco, data la musica da discoteca inserita in un luogo in cui viene ritrovato un cadavere. Anche uno meno esperto di me noterà che a volte gli "attori" di questo film guardano l'obiettivo della telecamera, durante i loro dialoghi. "Morti" inclusi. Il doppiaggio è fastidioso alle orecchie di un napoletano: perché? Non hanno azzeccato, neanche osservando con un binocolo dalla Nuova Zelanda, l'inimitabile accento napoletano. Azione macchinosissima e noiosa. Uccisioni di massa dove non vi è nemmeno l'ombra (trasparente) di un poliziotto in divisa. Dopo aver recensito ciofeche cinematografiche come Il Falco e la Colomba (1981), da me ritenuto come il peggior poliziesco mai creato nella storia del filone, mi devo ricredere.

Il film in questione passò all'estero con il titolo di Don't Trust the Mafia, ma fortunatamente non si hanno notizie di altri doppiaggi stranieri.

Mario Bianchi è come una barzelletta: partito con i western-spaghetti ed arrivato al capolinea con l'erotismo. Evitate di prenderlo sul serio, la vostra salute mentale è un dono prezioso.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

venerdì 8 maggio 2020

Poliziotti Violenti - 1976

Anno: 1976
Regista: Michele Massimo Tarantini
Casa di produzione: Capitol Film
Paese di produzione: Italia

CAST
Henry Silva: maggiore Paolo Altieri
Antonio Sabàto: commissario Paolo Tosi
Ettore Manni: avvocato Vieri
Silvia Dionisio: Anna

ATTENZIONE: SPOILER!


Siamo nel 1976, dove il filone del poliziottesco tocca il suo apice in fatto di produzioni e di successi ai botteghini. Vediamo un Lenzi scatenato con Roma a Mano Armata, con una battaglia tra un gobbo Tomas Milian e un commissario menefreghista delle regole Maurizio Merli. Stelvio Massi cerca di attirare ancora il pubblico con Mark Colpisce Ancora, dopo aver girato due films con Franco Gasparri, ricevendo un grande successo al botteghino, sebbene era al suo debutto cinematografico. Fernando Di Leo firma due capolavori come Gli Amici di Nick Hezard e I Padroni della Città, il primo visibile senza alcuna tensione, e il secondo per la commedia mista a poliziesco, che verrà poi ripresa da Bruno Corbucci con Squadra Antiscippo e Squadra Antifurto, ricevendo un grande successo di pubblico, tanto da far nascere un filone sul maresciallo Nico Giraldi, che terminerà nel 1984.

Per impedirgli di indagare su alcuni casi di corruzione nell'esercito, il maggiore dei paracadutisti Paolo Altieri viene promosso e trasferito a Roma. Qui viene coinvolto nel rapimento di un bambino, che egli riesce a sventare, in cui i banditi utilizzano delle mitragliette speciali, date in uso solo al suo reggimento, le MK-118. Capisce che sotto vi è un traffico illecito ed inizia ad indagare insieme al commissario Paolo Tosi. Scopriranno un organizzazione che cerca di destabilizzare l'Italia con un colpo di Stato ordito da alti ufficiali e personalità al di sopra di ogni sospetto. Tuttavia, dopo aver scongiurato il golpe, il commissario ucciderà il militare per errore.

Henry Silva è il classico uomo dal volto inespressivo, più adatto per fare il gangster che il poliziotto. Antonio Sabàto è il contrario, ossia il classico poliziotto atletico. Ci sono sparatorie a bizzeffe e alcuni inseguimenti in auto, ma nel resto del film accade ben poco, a causa di una trama che sacrifica tutto il resto per portarla alla sua conclusione. Ma tuttavia il risultato non è male (lasciando stare il dolore ai timpani per la "colonna sonora"). Nel complesso, Poliziotti Violenti è all'altezza del titolo, ma lo consiglio solamente ai grandi appassionati del cinema di culto italiano, sebbene in tale campo vi sono pellicole ancora più raccomandabili di queste. Particolarmente attiva l'atmosfera urbana del film, dove i cittadini faranno il loro (violento) dovere contro la criminalità romana. Non è certamente un capolavoro del genere, ma rimane abbastanza interessante per gli appassionati del cinema di culto italiano.


Il film riuscì a passare nei paesi anglofoni con lo stesso titolo in italiano: CrimeBusters, nei paesi tedescofoni col titolo di Blutiger Schweiss, e nei paesi francofoni col titolo recitante l'arma che usano i paracadutisti di Altieri, MKS... 118.

Tagliando corto, si tratta di un film che, dopo averlo visionato, lo si lascia chiuso all'interno della sua confezione per non rivederlo ulteriormente.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

Poliziotto Senza Paura - 1978

Anno: 1978
Regista: Stelvio Massi
Casa di produzione: Promer Film
Paese di produzione: Italia

CAST
Maurizio Merli: Walter Spada
Joan Collins: Brigitte
Gastone Moschin: Karl
Werner Pochath: Strauss
Annarita Grapputo: Annalise von Straben
Alexander Trojan: Von Straben
Jasmine Maimone: Renate
Massimo Vanni: Benito
Luciana Turina: Adele
Franco Ressel: dr. Zimmer
Andrea Scotti: maresciallo Nardelli

ATTENZIONE: SPOILER!

Siamo nel 1978, dove il filone del poliziottesco era in piena fase di implosione su sé stesso. La mancanza di idee incominciava a farsi sentire, soprattutto sui films di Massi, girati a getto continuo fregandosene della qualità dei contenuti, fino al crollo totale del filone nel 1980. Registi come Di Leo hanno creato opere controverse come Avere Vent'anni e Diamanti Sporchi di Sangue, mentre appare per l'ultima volta Franco Prosperi con un'opera notabile per come si concentri nella trama e sui personaggi, Il Commissario Verrazzano, anche per La Settima Donna (nonché l'ultimo poliziesco di Ray Lovelock). Nel frattempo, a Napoli si fanno sempre più strada i melodrammi con Mario Merola, soprattutto Napoli... Serenata Calibro 9 e L'Ultimo Guappo di Alfonso Brescia, e siamo solo agli inizi del melodramma napoletano, in quanto avrà un enorme successo verso la fine degli anni '70.

L'investigatore privato Walter Spada viene incaricato di ritrovare la figlia di un ricco banchiere austriaco, rapita da ignoti, le cui tracce si sono perse a Roma. Dalla capitale italiana, le sue indagini lo porteranno a Vienna, dove scoprirà un traffico di minorenni legato al giro della prostituzione. Benché le sue indagini abbiano successo, la vicenda si concluderà con la morte della figlia del banchiere, di quest'ultimo e della banda responsabile del sequestro, guidata da una spogliarellista che con il rapimento della minore, intendeva ricattare il banchiere.

Il film si salva per la presenza di Merli; sebbene abbia sparato per sole due volte in tutto il film (solo all'inizio!), aveva una grande presenza sul grande schermo di allora, ma nel complesso è una delle sue migliori interpretazioni. La trama si muove a un ritmo costante, a volte diventa un po' intricata e difficile da seguire, ma almeno riesce a catturare la tensione (inclusa l'attenzione di chi lo guarda) in qualsiasi scena del film, il che è uno dei punti positivi del film. La pellicola non si prende completamente sul serio, dato che vi è un'intenso spazio alla commedia durante il primo tempo, che crea un buonumore adatto per prepararsi alla tensione, verso la seconda parte. Il film si completa con una colonna sonora composta da un eccezionale Stelvio Cipriani.


Il film passò anche negli USA con Fearless Fuzz, ma principalmente nei paesi anglofoni con Magnum Cop, oppure noto come Fearless.

Nel complesso, un thriller italiano ben fatto e divertente.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

Film Perduti: London After Midnight-storia e curiosità sul film perduto più famoso(1927)












Benvenuti o ben ritrovati nell'angolo dedicato alle pellicole ormai scomparse o presunte tali, questa "puntata"  è molto speciale, dato che tratterà del probabilmente più famoso film andato perso, film anche circondato di leggende e sinistre voci, ma sto correndo troppo....Prendetevi qualcosa da bere e preparatevi ad entrare nel mondo del dimenticato....




-LONDON AFTER MIDNIGHT/IL FANTASMA DEL CASTELLO-
poster originale del film

Anno: 1927
Regista; Tod Browning
Paese di Produzione: Stati Uniti
Casa di Produzione: MGM
Stato: totalmente perduto(rimangono manifesti e foto di scena)

CAST

Lon Chaney: Professor Edward Burke/The vampire
Marceline Day: Lucille Balfour
Conrad Nagel: Arthur Hibbs
H,B Walthall: Sir James Hamlin
P. Moran:  Miss Smithson




London After Midnight(letteralmente Londra dopo mezzanotte ) in italiano adattato come "Il fantasma del castello", è come detto il più famoso caso di film perduto, di cui nessuna copia è rimasta integra, sebbene come vedremo successivamente, sono molte le voci che vorrebbero copie ancora integre arrivate sino a noi. 
Nel film figura l'uomo dai mille volti, Lon Chaney(al secolo Leonidas Frank Chaney),  del quale se ne parla nella terza puntata delle "Pillole Perdute", ed è una delle più famose e meglio riuscite interpretazioni di Chaney(insieme al ruolo di Erik ne "The Phantom of the Opera" del 1925, film che  presto o tardi avrà dedicato un articolo tutto suo).

La tram del film è la seguente:

<Nella Londra contemporanea di fine anni 20, viene assassinato un facoltoso miliardario, viene inviato l'ispettore Burke ad indagare sul caso, fra gli indiziati vi sono il maggiordomo, Sir Hamlin e il nipote di quest'ultimo, Arthur.
Successivamente viene anche recuperato un biglietto, tale biglietto lascia intendere che il miliardario si sia tolto la vita.

Passano 5 anni, quando  nella villa ormai abbandonata del miliardario appare una figura spettrale, dai tratti vampireschi, accompagnato da un altrettanto inquietante figura femminile.
Il colpo di scena finale rivela la verità, Burke e il "fantasma" sono la stessa persona!>

Questo film è prettamente di tematica horror, con alcuni spunti di mistero ed investigazione.

Molto interessante notare il trucco usato dall'uomo dai mille volti(nome assolutamente giustificato), occhi spiritati, denti aguzzi e ghigno satanico, il make-up venne ideato e applicato dall'attore stesso e secondo alcune fonti dell'epoca, Chaney diede un aspetto volutamente "esagerato" al personaggio, perché egli nel film interpretava sia il misterioso uomo sia l'ispettore/professore Burke, questa è una delle poche, se non l'unica volta in cui l'attore dai mille volti usò la sua abilità nei make-up ai fini della trama.
"London After Midnight" fu un film muto alla sua prima uscita(uscì nello stesso anno del primo film sonoro "The Jazz Singer" ) tuttavia, della pellicola venne prodotta anche una versione sonora sperimentale, con alcuni dialoghi, moltissimi all'epoca aspettavano di sentire la voce di Lon Chaney, star del cinema muto, ma rimasero delusi, dato che l'attore venne doppiato, fu lo stesso Chaney a chiedere che le sue parti parlate venissero tagliate.
Questo è dovuto molto probabilmente al fatto che all'epoca l'attore soffriva già di cancro alla gola, che nel giro di tre anni lo porterà via, quasi ironico il fatto che la stessa del cinema muto scompaia proprio all'avvento del sonoro.

  
Della pellicola non ne rimane traccia, solo foto di scena e manifesti, l'ultimo rullo sopravvissuto venne distrutto nell'incendio che colpì la MGM nel 1965, decretando la scomparsa di questa e molti altri film. 



-LA LEGGENDA DEL "VAMPIRO"-
Lon Chaney nei panni del mefistofelico "vampiro/fantasma"
Effettivamente è inquietante un poco






Fra le molte ragioni che segnarono questa pellicola vi è sicuramente un fatto di cronaca nera avvenuto un anno dopo l'uscita del film, nel 1928.
Una donna venne assassinata a Londra e la difesa dell'assassino citò il film.

L'imputato, portò come difesa il fatto  che  l'interpretazione di Chaney lo scioccò a tal punto  da renderlo incapace di intendere e di volere temporaneamente.

L'accusato affermerà inoltre di essere stato costretto a compiere l'omicidio dopo che una figura non meglio precisata, ma stando alle parole dell'uomo molto simile al "vampiro" antagonista de"London After Midnight" gli apparve davanti, dicendo di compiere quel folle gesto.
Inutile dire che la giuria ignorò questa motivazione e l'uomo venne condannato al massimo della pena per il suo crimine. 







-IL "REMAKE"-

Manifesto dedicato al "remake" 


"London After Midnight" divenne così raro già all'epoca, tanto è che nemmeno dieci anni dopo ne venne girato una sorta di remake.
Fu lo stesso Tod Browning a dirigerlo, cambiando qualche cosa nella trama e cambiando ambientazione, Browning chiamò anche la nuova star dei film horror Bela Lugosi(celebre sopratutto per il film Dracula del 1930, diretto sempre da Browning) per rimpiazzare l'ormai prematuramente scomparso Chaney. 
Il film che ne uscì venne intitolato "Mark of the Vampire"(il segno del vampiro) in italiano reso come "I vampiri di Praga", dalla città in cui si ambienta il film.

Va inoltre citato un ulteriore remake, o almeno tentato tale, nei primi anni 2000 la Turner Classic creò e pubblicò una sorta di restauro della pellicola, finalmente si pensò che il film fosse stato ritrovato, ma alla fine ne venne fuori null'altro che una voce fuori campo che commentava le varie locandine e le foto di scena e leggendo lo script. 




Per concludere di "London After Midnight" non ne rimane nemmeno un frammento, molte le voci secondo cui collezionisti avrebbero tale pellicola ancora ben conservata, in attesa che il valore salga ancora di più, voci ovviamente mai confermate, ma nemmeno smentite....Lasciando una speranza che un giorno, forse non troppo lontano, uno dei ruoli più caratteristici dell'uomo dai mille volti risorga....









Pillole Perdute #3: La prima apparizione di Lon Chaney sr? Il caso de "The Honor of the family"(1912)















Benvenuti o ben ritrovati all'angolo dedicato alle pellicole perdute, o presunte tali, questa volta su un tema particolare, la primissima apparizione del mitico Lon Chaney sr su schermo. 
Prima però di iniziare mi pare giusto dedicare un piccolo spazio ad uno degli attori più caratteristici dei primi decenni della Settima Arte, l'uomo dai mille volti.

Leonidas Frank "Lon" Chaney(1883-1930) fu sicuramente la prima grande star del mondo delle pellicole di genere horror/gotico ma anche di gialli e film del mistero.
Chaney fu famoso anche per la sua incredibile professionalità, tutti i trucchi e gli accessori venivano creati da Chaney stesso, senza aiuti, nonostante alcuni accessori gli creavano dolori, egli da grande attore non si fermò.
Insomma un uomo cui amava il suo lavoro, tale determinazione e professionalità tuttavia veniva pagata con l'affetto del pubblico, difatti Chaney, era al pari di una star della Hollywood moderna.
Nella sua carriera Lon Chaney ha interpretato numerosi e vari ruoli, sopratutto in pellicole horror(una delle sue migliori apparizione è nel film "Phantom of the Opera" del 25, foto sopra).
L'attore morì nel 1930 in seguito a delle complicazioni dovute al cancro alla gola, a soli 47 anni, il luogo esatto dove riposa è tutt'ora sconosciuto. 
Moltissimi film dove appare Chaney sono andati perduti, quindi aspettatevi di vederlo molto spesso.



Bene, dopo questa breve presentazione sull'uomo dai mille volti, possiamo passare all'argomento di questa "puntata".



-THE HONOR OF THE FAMILY-






The Honor of the family sarebbe uno dei moltissimi film andati perduti nel corso dei decenni se non fosse per un piccolo dettaglio, esatto, proprio la presenza di Chaney nel cast, cast del quale oltre a Chaney non si conosce nessuno, nemmeno il regista.

Tale fatto però è molto contestato, dato che sono numerosi i film in cui si vuole la partecipazione di Chaney, mentre nelle realtà dei fatti, solo pochi di questi hanno realmente l'attore nel cast. 
Alcuni sostengono che Chaney sia visibile in alcuni manifesti pubblicitari e altro materiale di scena(materiale purtroppo non arrivato sino a noi), quindi il dubbio rimane, dato che secondo le informazioni ufficiali, Chaney si sarebbe dedicato al cinema, dopo il tentato suicidio della moglie, avvenuto nell'aprile del 1913.

Ultima piccola curiosità, nel film ispirato alla vita dell'attore "Lon Chaney: a Thousand Faces" del 1957 sostiene la presenza ne "the Honor of the Family".



Nel corso degli anni, come detto prima, numerose altre pellicole vennero indicate come debutto dell'uomo dai mille volti, le più probabili fra di esse  oltre a "Honor of the Family" sono  "The Ways of Fate" del 1913(secondo le informazioni, anno di debutto ufficiale) e "Suspence" sempre del 1913, tutte pellicole molto vecchie e chissà magari all'epoca quel giovane attore comparve in ruoli secondari e non accreditati, nessuno poteva immaginare che Chaney sarebbe diventato uno dei più grandi interpreti della gloriosa epoca del cinema muto. 






Lon Chaney sr sul set the "The Phantom of the Opera"(1925)
















Pillole Perdute #2: Sherlock Holmes Baffled (1900) e Adventures of Sherlock Holmes(1905)











Bentornati alla "neonata" serie Pillole Perdute, serie nella quale si parlerà brevemente di pellicole perdute(sopratutto nei casi in cui di tale pellicola si conosca molto poco).
Nell'appuntamento odierno vedremo i primi due adattamenti dedicati al detective per eccellenza, alla più famosa creazione di Sir. Arthur Conan Doyle. 
Ho deciso di parlarne in questa sede, dato che di questi due adattamenti si conosce veramente molto poco, nonostante si conosca della loro esistenza. 




-SHERLOCK HOLMES BAFFLED-

Uno dei pochi frammenti rimasti 

Dunque, naturalmente partiamo dal principio.
Credo proprio che il personaggio non abbia bisogno di presentazioni particolari, apparso per la prima volta ne il "Uno studio in Rosso"(A Study in Scarlet" 1887) è diventato in breve tempo uno dei personaggi più famosi del mondo, tanto da eclissare anche lo stesso autore, Sir Conan Doyle. 
Holmes non dovrà attendere molto per avere il suo primo adattamento, difatti nel 1900(esattamente 13 anni dopo la sua creazione) viene diretto il primissimo corto a lui dedicato, venendo però registrato solo tre anni dopo, nel  1903.
La trama è relativamente semplice e da quel poco che si conosce non segue nessuno dei romanzi o racconti ufficiali, nemmeno quelli mai pubblicati, il detective Holmes è alle prese con un ladro che può apparire e scomparire a proprio piacimento, alla fine l'intrepido detective riuscirà a catturarlo. 
Del cast non si conosce praticamente niente, si conosce però il nome del regista di tale corto, tale Arthur Marvin.
A differenza di tutti gli altri film perduti trattati in precedenza questo è particolare, infatti fu pensato per essere visionato su un macchinario apposito, il "Mutoscopio", appunto molto in voga nel periodo.
Sherlock Holmes Baffled venne considerato perduto per molti anni, venne tuttavia recuperato in parte, le fonti citano il 1968 come anno della riscoperta.
 Dell'originale durata sconosciuta sono rimasti solamente 35 secondi.





-THE ADVENTURES OF  SHERLOCK HOLMES-

Copertina dell'omonimo libro





Tempo 5 anni e viene realizzato un altro adattamento sul famoso detective di Baker Street, solo per essere perduta successivamente. 
The adventures of Sherlock Holmes, nonostante il titolo, non è basato su nessuno dei racconti dell'omonimo libro, ma deve molto al romanzo "Il segno dei quattro"(The sign of the four 1890).
Non si conoscono i nomi degli attori, sono tuttavia confermati J.  Barney Sherry e H. Kyrie Bellew, in ruoli sconosciuti, sebbene il cast sia sconosciuto,  si conosce il nome del regista, James S. Blackton.
Fra l'altro sull'attore che interpreta lo stesso Holmes è nato un curioso aneddoto:
Fino a poco tempo fa si pensava fosse il famoso Maurice Costello a vestire i panni del famoso detective, se questo fosse vero, "Adventure of Sherlock Holmes" sarebbe il debutto di Costello in una produzione, tale credenza è stata per altro confermata nel libro "Pulic Life of Sherlock Holmes" del 1975, scritto da Michael Pointer. 
Nonostante per molto tempo era viva questa "ipotesi", è stata recentemente smentita dallo studioso di Sherlock Holmes L. Klinger, pare che lo stesso Pointer  abbia poi riconosciuto il suo errore, in un articolo apparso nel 1998 sul giornale "The Baker Street Journal".
Come nel caso precedente, il corto(ormai ridotto tale) è perduto, ma ne rimangono dei frammenti, ben conservati. 








mercoledì 6 maggio 2020

[Flopiziesco #4] Provincia Violenta - 1978

Anno: 1978
Regista: Mario Bianchi (qui con lo pseudonimo di Robert Moore)
Casa di produzione: Mercury Cinematografica
Paese di produzione: Italia

CAST
Richard Harrison: Augusto Palladino
Al Cliver: Alberto Mauri
Calogero Caruana: Franco Sereni
Alicia Leoni: Marta Ognissanti
Antonella Dogan: Flavia
Spartaco Battisti: commissario Righi
Saverio Mosca: Finzi
Simonetta Marini: Helene

ATTENZIONE: SPOILER!

Siamo nel 1978, dove il filone del poliziesco è in piena implosione su sé stesso: mancano idee per farlo continuare, dopo il boom positivo del 1976. I principali registi del filone come Stelvio Massi, estraggono fuori dal loro cilindro una tiepida pellicola come Un Poliziotto Scomodo, riuscita grazie alla partecipazione di Maurizio Merli e di attori già conosciuti nel panorama italiano. Sempre di Massi è Poliziotto Senza Paura (pecora nera dei films che ha interpretato Merli, di cui ne parleremo prossimamente) e Il Commissario di Ferro (valido solo per la presenza di Merli), tutte opere girate a getto continuo, senza pensare alla qualità dei contenuti delle pellicole.
Mario Bianchi, in questo periodo, girò tre delle quattro pellicole sul genere poliziesco, floppando alla grande. Napoli: i 5 della Squadra Speciale, La Banda Vallanzasca e il film che sto per recensirvi. Tutte riesumate per il trash e la comicità involontaria.

Videocassetta in tedesco del film
Il capitano dell'Arma dei Carabinieri, Franco Sereni, dopo aver ricevuto il consiglio dal suo superiore di mettersi in aspettativa, decide di dare le sue dimissioni. Poco dopo, contattato dalla sua amica Nadia, che si rivolge a lui per uscire da un torbido giro di malaffare, si troverà ad indagare su un losco giro ai danni di facoltose clienti di un centro di bellezza (che idea del ca...), che verranno drogate e poi fotografate in posizioni compromettenti, a scopo ricattatorio. Le indagini di Sereni verranno ostacolate da Righi, il commissario locale, che è corrotto e al servizio di un boss del luogo. Sereni verrà catturato da un boss, ma riuscirà a salvarsi grazie all'intervento della polizia, chiamata all'ultimo momento da una delle ragazze ricattate.

Questa provincia non è che in delle scene mai rilasciate al pubblico è la Silent Hill italica? No, perché le morti avvengono REGOLARMENTE, e in un modo tale da riderci sopra per come avvengano. La recitazione non ci prova nemmeno a salvarsi dall'imbarazzo voluto, e lo stesso Caruana ci strappa alcuni momenti di comicità involontaria in quasi ogni scena del film, sia per gli scazzottamenti, per la sua faccia, per le sue mimiche, i suoi movimenti improbabili (memorabile la scazzottata con alcuni scagnozzi del boss locale alla fine del film, sembra sia stata fatta da un adolescente che ha visto il suo primo film su Bud Spencer e Terence Hill...). E per farci andare di traverso il tutto, Bianchi ci regala del soft-porno spudorato... pur di costringere lo spettatore a vedere il "finale", dove Caruana intona un discorso contro Harrison (visibilmente fuori luogo) ed aveva OGNI secondo a sua disposizione per scaraventarlo su Plutone, atterrarlo, spararlo, picchiarlo, eccetera...

Fortunatamente, questa pellicola non arrivò all'estero, salvo qualche distribuzione tedesca in videocassetta con il titolo di Provinz Ohne Gesetz, con una rappresentazione uscita da Chernobyl.

La destinazione del film? Caminetto. Assieme ai tre flopizieschi trattati in precedenza.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

Film Perduti: The cat Creeps/La vulontad del Muerto(1930-1931)






Pubblicità dedicata alla pellicola 






Siamo ancora una volta in questo piccolo blog dedicato alle pellicole ormai perdute, siamo qui oggi per parlare di un altra pellicola a tema giallo/horror, uno dei film perduti più famosi(assieme al mai dimenticato "London after Midnight/il fantasma del castello", di cui arriverà un post molto presto).
Il film che tratteremo oggi sarà "The cat Creeps", da non confondere con l'omonimo remake degli anni 40, che a differenza di questo è tutt'ora visibile, ora siccome l'argomento in questione è molto complicato, fra originali e remake, vediamo di fare chiarezza.



-FRA REMAKE E ORIGINALI-


Dunque, partiamo come di consueto dall'inizio.
"The cat Creeps" del 1930 è il remake di un altro film, "The Cat and the Canary"(in italiano noto come "Il castello degli spettri")  sempre della Universal, uscito 3 anni prima, nel 27, che è un film muto, a sua volta basato sull'opera omonima del 1922, scritta da John Willard.
Questa pellicola ha avuto però un ennesimo remake, uscito nel 1946 ed avente lo stesso titolo. 

Di questa pellicola rimane solamente una breve sequenza, sopravvissuta sino a noi perché presente nel mediometraggio BOO! del 1932

Bisogna però citare un ulteriore pellicola sempre legata a questa, in modo molto vicino, infatti è uscita anche una versione in lingua spagnola(cosa molto comune all'epoca, essendo il doppiaggio appena nato, vedasi il Dracula di Browning). il film in spagnolo è noto come "La Voluntad del muerto"(la volontà del morto) ed è anch'essa una pellicola perduta.
       









 


"The cat Creeps" 

Poster originale 


Anno: 1930
Regista: Rupert Julian
Casa di Produzione: Universal 
Paese di Produzione: Stati Uniti
Stato: perduto(rimangono solamente alcune locandine e una breve sequenza )

CAST

H. Twelvetrees: Annabelle West
R. Hackett:  Paul
N. Hamilton: Charles Wilder
Jean Hershott: Dr. Patterson
Montagu Love: Hendricks
L. Grant: Crosby
T. von Eltz: Harry Blythe
E. Patterson: Susan
L. Tashman: Cicily




The "cat Creeps" era una commedia/horror della durata di 71 minuti, in bianco e nero e sonora. 
Come detto è il remake sonoro del film "The Cat and the Canary" del 1927.

La trama, è  sconosciuta, essendo perduto, è interessante notare questo fatto,  (stando a  quel poco  che si conosce)   nonostante sia un remake, i due film differiscono molto fra loro.








La "Voluntad del Muerto"



Anno: 1931(ma girato nel 1930)
Regista: E. Tovar Avalos e George Meldord
Casa di Produzione: Universal
Paese di Produzione: Spagna 
Stato: Perduto(rimangono alcune foto di scena e le locandine)

CAST
......



Versione spagnola del film the "cat Creeps", il titolo tradotto letteralmente è "La volontà del morto".
Fra gli interpreti che parteciparono al film è nota la famosissima attrice Lupita Tovar(che ha preso parte anche alla versione spagnola del Dracula di Browning).
Come spesso accadeva all'epoca, venivano girati più versioni dello stesso film, in questo caso di giorno veniva girato il film americano(the Cat Creeps) e di notte veniva girato questo sugli stessi set ma con attori e regista diversi. 






La Grande Rapina (The Big Holdup) - 1975

Regia:  Chor Yuen Sceneggiatura:  Chor Yuen Produttore:  Run Run Shaw Direttore di produzione:  Chen Lieh Casa di produzione:  Shaw Brothers...

Le recensioni e gli articoli più visti del blog