mercoledì 24 giugno 2026

Canzone del Vicolo Cieco: Evasione (Ikidomari no Banka: Brake Out) - 1988

Regia: Toru Murakawa
Soggetto: Kaoru Kurimoto
Sceneggiatura: Hiroshi Kashiwabara
Produttore: Kei Ijichi
Casa di produzione: Nikkatsu
Paese di produzione: Giappone
Coreografie: Masahiro Kunii
Fotografia: Yukio Yada
Montaggio: Akira Suzuki
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Data di rilascio: 30 luglio 1988

Adattamento cinematografico dell'omonimo romanzo hard-boiled di Kaoru Kurimoto, che celebra il ritorno di Murakawa nella casa in cui si è fatto le ossa tramite i suoi osceni "pinku eiga", oramai prossima alla bancarotta per il declino del genere nelle sale. Fu un periodo in cui la Nikkatsu cambiò il nome delle sue sale da "Roman P." (per ovvi motivi non posso estendere il forzato acronimo) in "Ropponica" (nome scelto per via dell'allora sede, situata a Roppongi) e decise di riesumare la produzione di pellicole da altri generi: in passato vi avevo parlato dell'ultimo lavoro di Toshiya Fujita, ossia "Revolver" e distribuito dall'omonima casa, ma all'epoca ero ancora alle prime armi e dovevo ancora documentarmi. Oltre al ritorno di Murakawa, si è fatto avanti Tatsuya Fuji, anche lui una presenza costante della N fino alla loro decisione fatale del 1971...

L'ispettore Ryusuke Kaji (Tatsuya Fuji) viene chiamato ad investigare sulla morte di Shimada (Ryohei Takaoka), membro di una gang motociclistica affiliata alla Tatsuta-gumi. Immediatamente si focalizza su Miku (Yoko Ishino), in quanto una sua foto con Shimada è stata ritrovata a casa di quest'ultimo: Kaji viene affiancato dal novello collega Koji Nishimura (Hiroaki Murakami) ed assieme seguono la scia rossa dell'assassino, che ben presto li perseguiterà...

Pesante poliziesco noir che viene attraversato da numerose raffiche di pestaggi e contaminato dal sottogenere degli "slasher movies" nostrani alla Bava, date le efferate esecuzioni dell'assassino sulle sue vittime. Fuji letteralmente forgiato nell'acciaio inossidabile, in quanto regge senza problemi il timone della pellicola e non offusca il tutto con il suo essere duro nei confronti della vita che lo circonda, assieme al suo spazzolino da denti ed alla sua logorata Rover P6: completamente opposto è il suo collega Hiroaki, che intende agire dalla parte della legge e più rilassato. La sceneggiatura, nonostante alcune sue lacune facilmente aggirabili, è inseparabile dai personaggi e riduce il tutto all'essenziale (la colonna sonora è assente!) per concentrarsi su una trama facile da seguire, senza mai avere un attimo di tregua. Fotografia che sfrutta molto la foschia ed i panorami della valle di "The Shootout" (1982) per dare la sensazione sul fato funesto del protagonista, su un montaggio che non lascia mai a desiderare.


Riprendendoci dal trauma del film, ci vediamo alla prossima recensione!



My Love Story with Yamada-kun at Lv999

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