lunedì 29 marzo 2021

Inchiesta su un Delitto della Polizia (Les Assassins de l'Ordre) - 1971

 

Anno: 1971
Regista: Marcel Carné
Casa di produzione: Compagnie Franco Coloniale Cinématographique, Les Production Belles Rivas, West Film
Paese di produzione: Francia, Italia

CAST
Jacques Brel: il giudice Bernard Level
Catherine Rouvel: Danièle Lebegue
Charles Denner: Graziani
Didier Haudepin: François Level
Michael Lonsdale: il commissario Bertrand
Paola Pitagora: Laura
Roland Lesaffre: Michel Saugeat
François Cadet: Rabut
Serge Sauvion: Bonetti
Françoise Giret: Geneviève Saugeat
Jean-Roger Caussimon: commissario-capo Lagache
Boby Lapointe: Louis Casso
Harry Max: Moulard
Luc Merenda: Marco
Luc Ponette: Rivette
Jean Franval: dottor Sabatier

ATTENZIONE: SPOILER!

Ispirato a un episodio di cronaca nera realmente avvenuto a Bordeaux nel 1954 (affaire Grangé), fu il penultimo film girato da uno dei registi più prolifici nella storia del cinema francese. Autore del più grande capolavoro del cinema sonoro francese Les Enfants du Paradis (1945) e del dramma psicologico di Hotel du Nord (1938), verso la fine della sua carriera cinematografica gira questa audace denuncia politico/sociale alla Damiani, rivolta in modo secco alla corruzione della polizia francese, nell'epoca in cui la Francia aveva già potuto toccare con del sangue il recente 1968 e anche le pesanti censure del regime di Vichy negli anni '40...


Marsiglia. Un ex-condannato a morte, padre di famiglia e meccanico, viene svegliato all'alba da due poliziotti, che lo accusano di essere l'autore di una "rottura" con una fiamma ossidrica, avvenuta la notte prima dal suo datore di lavoro. Lo portano alla centrale, lo fanno uscire alla una di notte, ma per essere portato all'obitorio. La sua vedova sporge denuncia contro i poliziotti, e se ne occupa il giudice istruttore Level. Grazie a un'autopsia, il sospettato è morto a causa di percosse selvagge, e il giudice avvia subito le indagini, scoprendo subito dopo l'avvio di esse che la polizia copre gli ispettori coinvolti ed intimidisce alcuni testimoni, tra cui una prostituta allontanata con la forza dalla città. Il giudice si trova in mezzo a un confronto senza precedenti: la costante pressione sull'abbandonare il caso dalla polizia in cui lavora e le sommosse popolari causate da tale omicidio. Non si arrende nella ricerca della verità, riesce a incriminare la polizia e far processare i colpevoli, ma purtroppo verranno assolti; le pressioni evidenti sui testimoni e per la clamorosa passività dell'avvocato della vedova. Prima del processo, a Level è stato concesso di dirigere dall'avvocato dei due poliziotti il suo ufficio a Lione.


Cominciato nel silenzio più assordante, inizialmente può sembrare agli occhi di tutti il tipico poliziesco blando... ma se si presta attenzione, il film è una spettacolare denuncia alla corruzione della polizia francese. Si tratta di uno dei pochi films francesi in cui si denunciano le pressioni della polizia contro un giudice che ha lo scopo di trovare la verità. Ci troviamo davanti all'archetipo dello stato di polizia: silenzio forzato e sparizione di ogni testimone di questo sistema marcio, il tutto mostrato in faccia allo spettatore all'oscuro. Il conflitto tra magistratura e polizia ha un effetto negativo sulla società, in quanto i cittadini comuni vengono molestati in nome di alcune "procedure di routine". E' il ritratto della giovane società francese dell'epoca, incarnata da Jacques nel suo mestiere di giudice.

Il film fu distribuito nei paesi anglofoni con il titolo di Law Breakers, mentre nei paesi teutofoni con il titolo secco di Morder nach Vorschrift (Killer Secondo le Normative).

Dramma politico che vale la pena guardare, dati gli stilemi molto simili a quelli di Damiani...
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

domenica 28 marzo 2021

Sigpress contro Scotland Yard - 1968

 

Anno: 1968
Regista: Guido Zurli
Casa di produzione: Rekord Film, Cinesecolo, Parnass Film
Paese di produzione: Italia, Germania

CAST
George Martin: Sigpress
Paolo Carlini: Harold Bennett
Klaus Kinski: Pierluigi
Dick Palmer: Maurice
Ingrid Schoeller: Muriel
Orchidea De Santis: Manuela
Gloria Paul: Joselita
Karin Field: Priscilla
Andrew Ray: Temistocle Niorkos
Consalvo Dell'Arti: Sir. Barkley
Nick Jordan: Pedro
Emanuele Gonzales: il professore
Fedele Gentile: il dottor Duran
Mario Guizzardi: Baker
Marianne Leible: Lady Henderson
Aldo Marianecci: Archibald
Furio Pellerani: l'ispettore della polizia francese
Mino Pellerani: il barista

ATTENZIONE: SPOILER!

Pellicola talmente rara che anche le biografie di alcuni attori partecipanti erano introvabili: sembrava che non fossero mai esistiti!
Credevo fosse un horror, sia per la presenza di Kinski che per l'etichettatura su tale pellicola... ma in realtà è una spiazzante commedia poliziesca che ha chilometri di citazioni a Closeau e a James Bond, e inaspettatamente mantiene un tono cupo, date le morti macabre di alcuni innocenti. In più il protagonista è abbastanza muscoloso, viste alcune sorprendenti sequenze di scazzottate.
Per il sig. Guido la voglia di fare era molta, e l'ha impressa anche nelle sue pellicole, viste le aggiunte chilometriche di alcuni attori... e anche per il modo in cui cercò di tenersi stretto Kinski (noto per il suo comportamento oltraggioso), comportandosi come un pazzo sfasciando la sceneggiatura, tirando calci ai riflettori ed urlando a squarciagola. Piano ben riuscito, dato che l'oltraggioso Kinski lo era più di quanto esso credeva.


Sigpress, un famoso ladro di fama internazionale, tenta di rubare "l'occhio di Allah", gioiello sotto la custodia di un ispettore di Scotland Yard, ma successivamente scopre che si tratta di un falso. Alla fine scopre che il gioiello vero è ricercato da altri, così Sigpress scopre la sua locazione ed elimina i due banditi che stavano per rubarlo.



Già dall'estetica anni '60, è un biglietto da visita per il film. Assolutamente non noioso, intrattiene per il suo ritmo veloce e per il suo colore frizzante e genuino. Sfortunatamente Kinski ha un ruolo molto piccolo di maggiordomo, ma altri attori come il protagonista muscoloso Martin ci regalano chicche come l'allenarsi costantemente e rispondere al telefono durante l'allenamento, una Schoeller che interpreta la segretaria di un miliardario fin troppo fuori dalle righe, molto ambigua e seducente. Possiamo visionare anche una giovane De Santis quasi sempre in bikini, dettaglio che non passerà mai di moda né allora e né odiernamente, insieme alla sosia di Sophia Loren: Gloria Paul... tutto il cast non è mai sceso verso il negativo, si può dire un caso alla Concerto per Pistola Solista (1970)! Non eccezionale e non orripilante, si lascia vedere nella sua spaccatura di fine anni '60 e nei monumenti palesati tra Parigi e Londra.

Fu distribuito nei paesi anglofoni con un titolo che non c'entra nulla con l'atmosfera del film: Psychopath. Nel mentre, nei paesi teutofoni fu distribuito con un titolo esplicitissimo: Mister Zehn Prozent: Miezen und Moneten (Mister 10%: Fighe e Denaro), ma in Spagna scopiazzò l'opera quasi perduta di Mino Guerrini: Gangsters '70...

Attendo che qualche azienda recuperi dall'oblio tale pellicola e che la distribuisca decentemente in DVD... meritevole di una visione, seppur breve.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

giovedì 25 marzo 2021

|Speciale The Phantom of the Opera #7|- Il Fantasma dell'Opera(2004)

 

ATTENZIONE 

IL SEGUENTE TESTO CONTERRA' ALCUNI SPOILER





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Bentornati nella rubrica dedicata allo spettro dell'Opera, questo articolo sarà l'ultimo per quanto riguarda i film principali, i prossimi, saranno dedicati ad altri vari adattamenti, televisivi o semplicemente minori, inoltre vorrei anche dare spazio a quei film/serie TV in cui la storia di Leroux fa da base, in ogni caso si vedrà....


In questo caso il film   è musical, infatti è  basato   sull'omonima produzione di A. Webber più che sul romanzo di Leroux. 




THE PHANTOM OF THE OPERA


2004

Anno: 2004

Regista: Joel Schumacher 

Paese di Produzione: Stati Uniti/Regno Unito

Stato: Visibile 

Durata: 143 minuti 

Lingua: Varie* 


CAST

Gerald Butler: Il Fantasma/Erik Destler 

Emmy Russom: Christine Daae 

Patrick Wilson: Raoul, Vicomte de Chagny 

M. Richardson: Madame Giry



*Lo stesso Webber, creatore del musical originale, ha espressamente voluto che il film fosse doppiato, sia la parte parlata che cantata, nelle varie lingue in cui è uscito il film. 



Il Fantasma dell'Opera in questione, come accennato è molto diverso dai precedenti, essendo basato sul musical, andato in scena per la prima volta nel 1986, l'idea di girarci un film  è in realtà molto vecchia, infatti  risale già da poco dopo l'uscita del musical.

La trama, per ovvi motivi segue quella tracciata da Leroux nel suo romanzo, sono molte comunque le differenze, innanzitutto come di conseuto, partiamo col protagonista/antagonista: lo Spettro dell'Opera. 


Il Fantasma ritorna ad essere Erik(o Erik Destler), se nel romanzo e nell'adattamento del 1925, Erik era solo un alias, qui pare essere il suo vero nome. 
Anche la backstory del personaggio è molto diversa, nel romanzo(e nel film con Chaney) Erik è  un uomo molto  misterioso, pur lasciando qualche indizio, Leroux lo presenta quasi come senza passato.


 Altro cambiamento molto evidente è l'aspetto del Fantasma smascherato, qui indossando una maschera che copre metà volto, è solo "minimamente" sfigurato, se vogliamo in maniera simile all'Erique di Rains, però molto meno evidente.
Di seguito il confronto con l'iconico Erik di Lon Chaney:
2004 vs 1925

A favore del cambio di aspetto bisogna  dire che anche nella fonte originale, nel musical,il Fantasma indossa una maschera mezza, questo perché con la maschera intera, sarebbe difficile rendere certe espressioni per l'attore.

Anche gli altri personaggi, sia primari che secondari subiscono un radicale cambiamento, come di consueto manca il personaggio del Daroga, così come  nel musical da cui è  tratto il film, tuttavia in questo adattamento, questa mancanza viene un po "aggiustata" dal personaggio di Madame Giry, che assimila alcune caratteristiche del Persiano/Daroga.

Il personaggio di Raoul, Vicomte de Chagny viene reso molto più romantico del solito, infatti in questa versione ama Christine già da quando erano bambini ed inoltre appare molto più giovane.

Passando a parlare di Christine,  è rimasta più o meno uguale a come era nel romanzo, ovvero gentile e di buon cuore, prova un vero sentimento per il povero Erik e non  prova disgusto nemmeno per il suo aspetto(a differenza della Christine del 1925 in cui era senzi mezzi termini una ****)  inoltre , seppur solo in foto,   il padre della giovane cantante(Gustave Daae) viene menzionato e compare. 

Come accennato prima il ruolo che era del Persiano/Daroga, ovvero accompagnare Raoul nei sotterranei dell'Opera,  qui passa a madame Giry(che nel romanzo originale era un personaggio molto secondario), madame Giry inoltre sembra conoscere il fatto che Erik viva nei sotterranei e anche se mai esplicitato pare provare dei sentimenti per lui(tuttavia questa potrebbe essere solo un interpretazione, dato che nel film non viene mai fatto cenno a questo).


Parlando delle scenografie, è stato fatto un lavoro eccellente, infatti la storia torna ad essere ambientata nell'Opera Garnier a Parigi, con scenografie appunto sfarzose e belle alla vista, non come quelle usate per il film del 1925, ma comunque godibili senza problemi. 

Per quanto riguarda la storia in se, preferisco non rivelare troppi dettagli, questo film seppur molto criticato all'epoca, rimane un ottimo adattamento della storia di Leroux 







mercoledì 24 marzo 2021

|Speciale Phantom of the Opera #6| Il Fantasma dell'Opera-1962(Hammer)

 



*ATTENZIONE*

Il seguente articolo conterrà spoiler sul film in questione!-




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Un cordiale saluto a tutti i lettori, che seguono questo blog con tanta passione.

Come era già accaduto per l'adattamento  del 1943, il film in questione non è ne perduto ne misterioso, ma anzi è tutt'ora visibile.





The Phantom of the Opera


1962


Anno: 1962

Regista: Terence Fisher 

Paese di Produzione: Regno Unito 

Casa di Produzione: Hammer Film

Stato: Visibile tutt'oggi

(Alcune scene eliminate, sono andate perdute)

Durata: 85 Minuti 

Lingua/e: Sonoro 

-A colori

CAST

Herbert Lom: Petrie/Erik, il Fantasma 

Heather Sears : Christine Charles 

Edward de Souza: Harry Hunter

Michael Gough: Ambrose D'Arcy 




Partiamo col dire che questo film non è un adattamento vero e proprio del romanzo omonimo di Leroux,  così come quello del 1943. La trama è completamente diversa, pur avendo in comune   la fonte originale. 

A dirla tutta, questo film è l'interpretazione della classica storia sullo Spettro dell'Opera, ma in chiave molto più horror, nel classico stile della Hammer, basti pensare agli altri film dello studio, come "Dracula"(con Christoper Lee) e "La Maschera di Frankenstein", la Hammer è oggi molto famosa.per la svolta data all'epoca coi suoi film, sia essi horror che di avventura. 


Il Fantasma e Christine, in una scena del film-


 Le differenze rispetto alla storia originale sono molte e varie, ricordiamoci che dopotutto il film non è un adattamento fedele, ma solo parzialmente ispirato.



Prima di tutto la vicenda si ambienta non nell'Operà Garnier a Parigi, ma ha luogo a Londra negli inizi del 900, a differenza dell'originale in cui era ambientato verso la fine del 1800(nel 1880-1885 circa).

I nomi  sono stati nuovamente ambiati, essendo la storia non più ambientata in Francia, sono stati dati nome inglesi, ad esempio Raoul de Chagny  diventa "Harry Hunter", oppure Christine, che conserva sempre il nome, con solo il cognome cambiato da Daae a Charles, come di consueto, non è presente il personaggio del Daroga/Persiano.  Anche il personaggio titolare cambia completamente  il Fantasma non è propriamente desctitto come malvagio(negli altri adattamenti era si il protagonista, ma anche l'antagonista), qui è totalmente buono e non è più innamorato di Christine.

Per quanto riguarda la sua deformità, qui è molto diverso dalle altre versioni viste sino ad ora(Chaney e Rains), è decisamente più "gore" rispetto al passato, perde pure un occhio ed ha la pelle grigiasta, anche la sua backstory è diversa, non è più un misterioso uomo senza passato(nel romanzo e nel film 1925) o un violinista(nel film 1943) ma è un maestro di musica, un poraccio che viene costretto a vendere tutto il suo lavoro e oltre questo, viene pure ustionato con delle sostanze infiammabili!

Il terribile volto sfigurato del Fantasma. 


Come detto, qui il Fantasma perdere il ruolo di personaggio negativo, infatti il vero antagonista del film è Lord D'Arcy, personaggio inedito, creato appositamente per il film, un uomo vile e proprietario del teatro dell'Opera, che vorrebbe Christine per se. 

Anche sotto il punto di vista delle atmosfere è tutto o quasi diverso, qui appunto non siamo più nel Palais Garnier, ma siamo in un teatro londinese, con scenari si curati, ma molto meno sfarzosi degli adattamenti precedenti. 

Passando alla lavorazione del film, l'idea nasce in casa Universal, a seguito del successo del remake del 1943 e della scena iconica presente in "A man of  a Thousand Faces"( film basato sulla vita del grandissimo Lon Chaney e che forse prima o poi tratteremo), ha avuto l'idea di rivitare ancora una volta l'iconica storia del musicista sfigurato e del suo amore per una giovane soprano. 

Tuttavia i piani di rigiare questo remake(siamo intorno al 1958) fallirono, non ci è dato sapere a che punto fosse il lavoro comunque.

La Universal quindi decise di cedere i diritti ad una casa  cinematografica britannica e semi-conosciuta(all'epoca), appunto al Hammer, molto probabilmente per i successi avuti con Dracula e Frankenstein.

Il progetto del film, andò avanti con non poche difficoltà, dovuti anche al budget, molto limitato,

Il film impigherà quasi 4 anni per essere ultimato(fra pre-produzion e produzione vera e propria).


Gli altri articoli dedicati al Fantasma dell'Opera:

-El Fantasma de la Opera, 1960 con Narciso Ibanez

-L'adattamento del 1943, "remake" con Claude Rains

-Il magnifico film del 1925, con il sublime Chaney.

-Das Gespent im Opernhaus, l'adattamento perduto del 1916



martedì 23 marzo 2021

Professione: Poliziotto (Le Marginal) - 1983

 

Anno: 1983
Regista: Jacques Deray
Casa di produzione: Studio Canal
Paese di produzione: Francia

CAST
Jean-Paul Belmondo: commissario Philippe Jordan
Henry Silva: Sauveur Meccacci
Carlos Sotto Mayor: Livia Maria Dolores
Pierre Vernier: ispettore Rojinski
Maurice Barrier: Tonton
Claude Brosset: Antonio Baldi
Tchéky Karyo: Francis Pierron
Jean-Louis Richard: Antoine
Maurice Auzel: ispettore Rosenberg
Jacques Maury: maitre Cappa
Roger Dumas: ispettore Simon
Gabriel Cattand: controllore Dumas
Michel Robin: Alfred Gonet

ATTENZIONE: SPOILER!


La trama non è nulla di speciale, ma ti costringe a rimanere con gli occhi sullo schermo per vedere come andrà a finire, data la storia raccontata con efficienza. Al tempo del film, Belmondo aveva ben 50 anni ed è riuscito senza problemi a fare acrobazie al limite del pericoloso, cosa che poi getterà le fondamenta in URSS per il genere del "belmondismo", ovvero il fare cose impossibili sul grande schermo con grande carisma. Henry Silva è cinque anni più vecchio di Belmondo, ma la sua figura la fa' sempre in grande stile, anche grazie al suo volto inespressivo, perfetto per qualsiasi antagonista.


Marsiglia. Il commissario Philippe intercetta una nave carica di eroina, così mette a segno una retata e, gettandosi da un elicottero su un motoscafo, si sbarazza della droga in mare. Meccacci si infuria per il carico non andato a buon fine e vuole sbarazzarsi di Philippe, organizzando un incidente che lo costringe a cambiare dipartimento. Nonostante questo, si batte ancora contro il cartello della droga; trovando un prezioso testimone denominato "Freddy il chimico", ma Meccacci lo toglie di mezzo ancora prima che potesse testimoniare. Quando gli scagnozzi di Meccacci tolgono di mezzo anche Pierron, un vecchio amico di Philippe, quest'ultimo si scatena contro di loro.
Meccacci allestisce una trappola mortale per Philippe, ma sfugge con astuzia ai suoi uomini, fino alla resa dei conti finale.


Ci sono pellicole che non meritano di essere recensite, e questa è un esempio. Il suo codice comportamentale non avrebbe vinto medaglie in nessun corpo di polizia, in neanche quelli del terzo mondo. Il nostro eroe è un incallito, sempre munito di una risposta esemplare: "avresti dovuto pensarci prima!", ed entra nella parte di un gangster per portare dietro alle sbarre i gangsters che vogliono toglierlo di mezzo.
Belmondo ci riconferma di essere uno degli stuntmans più eccellenti che abbia avuto a disposizione il cinema francese, appena dopo Rémy Julienne; l'attraversare autostrade, saltare fuori da un treno in corsa e da un elicottero, anche l'inseguire un veicolo a Parigi, sono performance che non hanno prezzo per la loro efficacia. Riprese in location da cartolina come Parigi e Marsiglia, insieme a molte belle ragazze durante la lotta di Belmondo contro Silva.
Anche la musica di Morricone ci aiuta a non dimenticare questa opera non profonda, ma ben fatta e cruda.


Anche all'estero acclamarono il film, ma non allo stesso modo in cui fu accolto in Francia: nei paesi teutofoni fu distribuito con il titolo in stile Cluedo de Der Aussenseiter (L'Intruso), da noi come Professione: Poliziotto, in URSS con un giogo ispirato al film di Lautner del 1979, Fuorilegge. In Cecoslovacchia ha avuto un titolo più fresco e giovane, Dobrodruh (Avventuriero).
In Francia fu uno dei films di genere più fruttuosi, con un numero di pubblico nelle sale simile a quello riscontrato in I Senza Nome di Melville: ben 4.956.922 biglietti venduti.

Ecco il perché il poliziotto "belmondista" difficilmente tramonterà...
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

[Flopiziesco #16] Il Testimone Deve Tacere - 1974

 

Anno: 1974
Regista: Giuseppe Rosati
Casa di produzione: Cineproduzioni Daunia 70
Paese di produzione: Italia

CAST
Bekim Fehmiu: dottor Giorgio Sironi
Rosanna Schiaffino: Luisa Sironi
Aldo Giuffré: commissario Santi
Guido Leontini: Vincenzo Mancuso, il boss
Romolo Valli: ministro
Elio Zamuto: giudice Belli
Luigi Pistilli: commissario De Luca
Claudio Nicastro: commendatore
Guido Alberti: questore
Corrado Annicelli: professore di Sironi
Rosario Borelli: maresciallo Giulio Nardoni
Franco Ressel: ingegner Aldo Marchetti
Liana Trouché: moglie del commissario Santi
Daniele Vergas: senatore Turrisi
Andrea Scotti: sergente Cannavale

ATTENZIONE: SPOILER!

Cast notevole che fa' gioire i cultori del genere poliziottesco, trama incentrata su dove si possa spingere la speculazione edilizia tra ricatti e intimidazioni, l'oscurità della legge su tali atti vessatori... cosa volete che vada storto? All'apparenza un film di denuncia politico/sociale alla Damiani, ma purtroppo lontanissimi dal suo stile. Parole su parole che formano un'accozzaglia di noia e di inutilità che si attaccano all'orecchio in un modo agghiacciante...


Napoli. L'ingegnere Aldo Marchetti, membro della Commissione Urbanistica Europea, vuole affossare l'inchiesta contro di lui sulle speculazioni edilizie. Si incontra segretamente con il commissario De Luca per sopprimere tali indagini, ma si rifiuta e viene messo a tacere da un sicario assoldato da Marchetti. Lo stesso Marchetti finisce per strada e il primo a prestargli soccorso è proprio Sironi, trovatosi per caso sul posto. Quando la vettura sparisce misteriosamente, denuncia il tutto a Santi e al giudice Belli. Comincia così l'intimidazione contro di lui, guidata dal senatore Torrisi (suocero di Marchetti)...


I testimoni non devono tacere, è giusto così. Ma in questo caso gli attori devono tacere, visto che per una mezz'ora abbondante sentiremo loro parlare e parlare continuamente, senza una fine. Quel poco di azione che vedremo saranno una scarica (scarsa) di proiettili all'inizio del film, un'incidente in auto e la scena (fortunatamente censurata) della violenza contro la Schiaffino. Questa battaglia, fallita, è stata combattuta nella noia più totale a parole, giusto per far ronfare ancor di più gli spettatori... ma almeno la colonna sonora ci viene in soccorso, composta da un solidissimo Francesco De Masi. Dal regista Rosati c'è ben poco da aspettarsi in azione, soprattutto nella trama dei suoi films, e ora capite il perché questo film è rimasto nell'ombra fino ad oggi...



A tutti gli appassionati di Rosati che staranno leggendo tale recensione, molto meglio il personaggio di Mario Murri che un'opera nobile, ma riuscita male come questa...
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

domenica 14 marzo 2021

Il Commissario di Ferro - 1978

 

Anno: 1978
Regista: Stelvio Massi
Casa di produzione: Belma Cinematografica
Paese di produzione: Italia

CAST
Maurizio Merli: commissario Mauro Mariani
Janet Agren: Vera Mariani
Ettore Manni: il brigadiere Ingravallo
Chris Avram: commissario-capo Crivelli
Massimo Mirani: Sergio Conforti
Giampiero Becherelli: il maresciallo Monti
Mariangela Giordano: Rita Paolinelli
Dora Calindri: la madre di Sergio
Roberto Messina: un membro dei sequestratori
Walter Di Santo: Claudio Mariani
Enzo Fiermonte: ingegner Gianni Minelli
Elisa Mainardi: la portinaia
Margherita Horowitz: vicina di casa dei Conforti
Mario Granato: Arduini

ATTENZIONE: SPOILER!

Uno dei poliziotteschi ripudiati da Massi, in quanto la produzione a metà delle riprese andò sul set a dire che avevano finito i soldi e che dovevano finire al più presto possibile il film. Lo stesso Merli dichiarò (grazie al meticoloso lavoro di Curti, tratto dal suo libro) che fu "un film fatto di niente"; ed anche a causa del basso budget, fu l'unico film di Massi a non essere doppiato in inglese per il mercato estero...

Il commissario Mariani, noto alla polizia per la sua efferatezza nei confronti dei delinquenti, viene trasferito da Crivelli dalla squadra mobile a un semplice commissariato di quartiere, assistito dal brigadiere Ingravallo. Un giorno, un ragazzo di nome Sergio Conforti irrompe nel suo ufficio e tiene in ostaggio l'intero commissariato; intende vendicarsi di Mariani del suicidio di suo padre, arrestato da lui due anni prima. E' solo che il commissario lo viene a sapere per puro caso, quando si reca nel suo ufficio trova Conforti ad aspettarlo, e in delirio vendicativo sequestra il figlio Claudio. Dopo il rapimento, telefona al commissariato chiedendo a Mariani di andarlo a prendere dove e quando lui sa'. In seguito, ricostruendo l'arresto del padre di Conforti, mette insieme il puzzle. Sottraendosi alla vigilanza di Crivelli, arriva nei pressi di uno scalo ferroviario e affronta Conforti...

Ennesima solida collaborazione tra Merli e Massi: ritmo molto rapido, eventi che sembra accadano in tempo reale. Incastrato tra alcuni avvenimenti familiari melodrammatici, rimane sopra le righe ed offre un po' di azione. Anche se sembra il pre-sequel di Sbirro... la Tua Legge è Lenta... la Mia No (1979), Merli usa la sua pistola come al solito e comincia a fare le pulizie nella sua città, il tutto girato con lo stile "mockumentaristico" di Massi, che rende interessante ogni scena girata: coinvolgente e reale. Al posto delle gerarchie mafiose in cui Merli si fa' strada attraverso calci, pugni e spari, qui prende il sopravvento la paura di Merli nel perdere il suo pargolo. 


A causa del basso budget, il film non è mai stato distribuito nei paesi anglofoni, quindi è riemerso solo di recente. In inglese si fa' chiamare "The Iron Commissioner", mentre in Germania come "Kommissar Mariani: Zum Tode Verurteilt" (Commissario Mariani: Sentenza di Morte).
Il film ebbe un ottimo risultato al botteghino, ben 847.768.660 Lire di incasso.

Realizzato rapidamente e a buon mercato, ma da inserire nella vostra collezione.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

sabato 13 marzo 2021

La Morte Risale a Ieri Sera - 1970

Anno: 1970
Regista: Duccio Tessari
Casa di produzione: Lombard Film
Paese di produzione: Italia

CAST
Frank Wolff: commissario Duca Lamberti
Raf Vallone: Amanzio Berzaghi
Gill Bray: Donatella
Gabriele Tinti: Mascaranti
Eva Renzi: moglie di Lamberti
Gigi Rizzi: Salvatore
Beryl Cunningham: Herrero
Checco Rissone: Salvarsanti
Elga Machaty: Carletta
Marco Mariani: Franco Baronia
Wilma Casagrande: Concetta
Jack La Cayenne: l'altro Franco Baronia
Stefano Oppedisano: collega di Salvatore

ATTENZIONE: SPOILER!

Trasposizione su grande schermo del romanzo di Giorgio Scerbanenco: "I Milanesi Ammazzano al Sabato", pubblicato mesi prima della sua morte, intorno al 1969. La pellicola fu criticata per la maggior parte sulla sua musica barocca e psichedelica di Gianni Ferrio, come "inconsistente con l'atmosfera del film". All'estero è stata distribuita con un minutaggio di 95 minuti, in quanto si sono armati di forbice e hanno lasciato sul pavimento ben 6 minuti di pellicola, che fortunatamente sono stati recuperati nell'edizione integrale della RaroVideo. Era tipico dei registi dell'epoca fare delle trasposizioni su schermo del detective Duca Lamberti, da Fernando Di Leo in Milano Calibro 9 (1972) fino a Yves Boisset in Il Caso "Venere Privata" (1970).

In seguito alla scomparsa della sua figlia, ma con un handicap mentale, Amanzio si reca a Milano per rintracciarla. Il detective locale Duca indaga sui magnaccia e sulle prostitute, trovando alla fine il corpo della ragazza, carbonizzata in un campo. Si stabilisce che i magnaccia hanno eliminato la ragazza, quando hanno sentito che gli investigatori la stavano cercando. Amanzio decide di andare alla ricerca dell'assassino di sua figlia, rintracciando il responsabile dall'orsacchiotto di pezza.
Amanzio rintraccia e uccide tutti i responsabili della morte della ragazza, ma alla fine non è soddisfatto della vendetta...



Giallo una spanna sopra ad altri, diretto con una precisione talmente clinica che fa' sembrare Tessari un medico mancato.
Frank Wolff ci regala un'interpretazione del tipico detective consumato nelle grandi città, non ha paura di schiaffeggiare delle persone, ricattare uomini che frequentano queste prostitute, che a loro volta schiaffeggiano i magnaccia; ma la sua simpatia contagiosa e il modo con cui sfoga il suo malumore su questi crimini impuniti: durante la notte suona una chitarra, cura la sua sinusite e amoreggia con sua moglie. Peccato che questo fu uno dei suoi ultimi ruoli... la parte di Raf Vallone in Amanzio è letteralmente commovente, per la sua ricerca travagliata nei confronti di sua figlia.
Neanche una goccia di sangue per tutta la metà del film, fino al finale che sconvolge letteralmente per la sua violenza inaudita, dove inevitabilmente ci sarà del sangue. A parte numerosi spaghetti-western con Ringo, Tessari ha diretto solo due gialli nella sua carriera da cineasta, questo e Una Farfalla dalle Ali Insanguinate (1971), dal bell'aspetto e dal giallo vero e proprio.


Il film fu distribuito nei paesi teutofoni con il titolo di Gemordet Wird nur Samtags (L'Omicidio Avviene Solo il Sabato), ma nei paesi anglofoni con diversi titoli: Death Occurred Last Night, Death Took Place Last Night e Horror Came Out of the Fog.
Il film incassò al botteghino un totale di 568,294,000 di Lire, non male per l'epoca.

Performance assolutamente credibile, il che contribuisce a tale film di non precipitare nel dimenticatoio.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

venerdì 12 marzo 2021

Circuito Chiuso - 1978


Anno: 1978
Regista: Giuliano Montaldo
Casa di produzione: Filmalpha
Paese di produzione: Italia

CAST
Flavio Bucci: sociologo
Aurore Clément: giovane signora
Tony Kendall: Roberto Vinci
Ettore Manni: questore
Brizio Montinaro: commissario
Giuliano Gemma: pistolero
William Berger: il secondo pistolero
Alfredo Pea: garzone
Micaela Pignatelli: accompagnatrice
Laura D'Angelo: maschera al cinema
Gabriele Tozzi: controllore
Loris Bazzocchi: agente in borghese

ATTENZIONE: SPOILER!

Gran peccato che un giallo così unico nel suo genere non sia ancora stato distribuito in DVD. Se andate in qualche sotterraneo polveroso di qualche mercatino dell'usato, portatevelo a casa! Girato per la televisione, fu un grande successo di pubblico e di critica ai tempi, tant'è che fu anche presentato al Festival del Cinema di Berlino. Ma il problema è che la RAI ebbe alcuni problemi con la produzione (gli attori avevano recitato con compensi bassi, che non includevano la diffusione nei cinema multisala e la RAI rimase ferma sugli accordi contrattuali), dato che si stava anche progettando di distribuirlo nelle sale cinematografiche. Giuliano Gemma, anche se non presente nel cast fisico del film, dal grande schermo ci dimostra come una pallottola possa essere surreale...

Roma. In un cinema multisala viene proiettato uno spaghetti-western. Nella scena finale, mentre Gemma spara, si ode un urlo in sala: uno spettatore è stato freddato da un colpo di pistola. Il cinema viene subito chiuso e partono a gran velocità le indagini della polizia, e stabiliscono subito che il colpevole è all'interno della sala. Viene effettuata una ricostruzione dell'accaduto e un volontario si siede al posto della vittima, venendo nuovamente freddato da un proiettile, mentre stavano proiettando la stessa scena del film. Dopo di lui, la cavia diventa il questore, e anche a lui spetta lo stesso destino. Alla fine si giunge a una conclusione, a metà strada tra l'incredibile e lo scioccante: il pistolero spara veramente proiettili dallo schermo.


Insolito e stimolante, una visione non è necessaria per capire il messaggio del film (tra cui una sottile ironia che critica la società dell'epoca), quindi consiglio di rivedervela, se perdete il filo del discorso.
L'impostazione del film è semplice: pubblico, western, cinema, sparo. Sembra sciocca, ma non lo è. Montaldo ci dice che il cinema può anche essere un luogo sovversivo e misterioso, che può provocare fantasie anche violente e pericolose. Aggiungere i poster di altri films italiani come "Profondo Rosso", "Il Profumo della Signora in Nero" e "4 Mosche di Velluto Grigio" è stato un tocco di classe che aggiungeva al giallo l'atmosfera del thriller all'italiana, che vedranno in Dario Argento e in Umberto Lenzi i punti di riferimento. Recitazione solida, con una trama che rielabora i gialli all'italiana di inizio anni '70. Sangue al minimo sindacale, scene inerenti al sesso letteralmente tagliate fuori e di violenza manco l'ombra, qui regna la tensione e la curiosità.

Il film fu distribuito nei paesi anglofoni con ben tre titoli: Crime With No Killer (Crimine Senza l'Assassino), Is It Safe in the Theater? (Si Sta al Sicuro in Teatro?) e la traduzione inglese del titolo in italiano, Closed Circuit. In Germania è arrivato con il titolo di Der Todliche Kreis (Il Cerchio Mortale), ma in Ungheria con A Kétdimenzios Gyilkos (L'Assassino Bidimensionale).

Il più grande giallo è il perché questo film sia rimasto all'oscuro e mai distribuito in DVD.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

giovedì 11 marzo 2021

|Speciale Phantom of the Opera #5|: Il Fantasma dell'Opera -1943-


*ATTENZIONE*
Questo articolo presenterà spoiler sul film.
-Se ancora non l'avete visto, è sconsigliato proseguire con la lettura-







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Finalmente dopo alcune "peripezie" rieccoci alla rubrica  dedicata al geniale musicista e al suo amore per una giovane e talentuosa soprano.

Questa volta si tratterà di un film non perduto ne misterioso, ma del remake(solo nel nome) del film con un superbo Lon Chaney.

Prima di procedere però, prendetevi qualche minuto, se non l'avete già fatto, per leggervi le altre puntante della rubrica:

-Das Gespenst im Opernhaus(1916), il primo adattamento del romanzo

-El Fantasma de la Opera(1934/1960) con Narciso Ibanez

Detto questo, possiamo partire! 




THE PHANTOM OF THE OPERA 

1943

Anno: 1943 

Regista: Arthur Lubin 

Paese di Produzione: USA

Casa di Produzione e Distribuzione: Universal Pictures 

Stato: Visibile tutt'oggi 

Durata:  92 minuti 

Lingua/e: Sonoro-

-A colori 

CAST 

Claude Rains: Erique Claudin/Il Fantasma 

Susanna Foster: Christine DuBois 

Nelson Eddy: Anatole Garron 

Edgar Barrier: Raoul Daubert 

...




Dunque, partiamo dal principio, questo film pur potendo essere una  sorta di remake del capolavoro con Chaney, presenta  numerose modifiche, sia alla trama che ai personaggi, quindi più che remake dovrebbe essere considerato un altro adattamento, così come è diverso nei confronti del materiale originale, Le Fantome de L'Operà di Leroux. 
Il film insomma, riprende il concetto di base, ovvero quello del musicista sfigurato e nascosto sotto al teatro dell'Opera e innamorato di una giovane cantante, in questo caso non la Daae, ma DuBois e  a differenza della storia originale, non compare il Daroga / Persiano(cosa non molto insolita, in quasi ogni adattamento, personaggio viene  tagliato) e oltre a Raoul, che qui cambia cognome, vi è anche un "terzo incomodo", anch'egli innamorato della giovane Christine, Anatole Garron.

Ma la  differenza più marcata  rispetto alla storia originale, riguarda il personaggio titolare, il Fantasma, se nel romanzo e poi nel film del 25 è un uomo misterioso, senza nome(Erik non è altro che uno pseudonimo), nella version del 43 ha nome e cognome, Erique Claudin ed è un violinista dell'Opera di Parigi, anche la sua "deformità" è molto diversa dalle precedenti versioni, nella versione di Chaney, Il Fantasma smascherato appariva come quasi un teschio(così come nel romanzo di Leroux), nella versione di Rains, appare  come un uomo normale, solamente metà volto è sfigurato(in maniera molto simile al personaggio della DC Harvey "Due Facce" Dent), pur avendo ancora la maschera intera(difatti la famosa maschera a metà volto, non verrà adottata se non dal musical omonimo, 1986). 

L'attore Claude Rains in una scena del film 

Anche il  il rapporto che lega il Fantasma e Christine è reso in maniera molto diversa, qui  è molto meno "esplicito", rispetto alla versione 1925, l'Erik di Chaney, era praticamente ossessionato dalla giovane cantante, mentre l'Erique di Rains, è si molto innamorato, ma non si vede mai la passione che era presente nell'originale del 1925. inoltre Erique qui,  è già innamorato di Christine ancora prima di diventare il Fantasma, infatti egli paga le lezioni di canto alla donna, quindi non è più il suo maestro(dopotutto è un violinista e non un cantante).

E' da citare il fatto che nelle intenzioni originali, Erique sarebbe dovuto essere il vero padre di Christine(la scena è stata eliminata prima della distribuzione),  per fortuna questa sottotrama fu eliminata, ovviamente per motivi ben validi(come il fatto che così il tutto avrebbe sfociato in una sorta di incesto).


Il Fantasma e Christine in una scena del film


Tornando a parlare del personaggio principale, Erique ci viene presentato come un talentuoso violinista, sulla quarantina/cinquantina, ormai a fine carriera, dato che una non meglio precisata causa non permette al violinista di suonare perfettamente come un tempo. In questa versione della storia, il geniale musicista non è nato sfigurato ma bensì  viene colpito con dell'acido(ricordate, Due Facce), rimanendo appunto ustionato solo su metà volto(come si nota dalla gif sotto)

Christine toglie la maschera al Fantasma, rivelando
il suo volto deturpato-

Bisogna dire comunque che l'attore Claude Rains, pur non arrivando ai livelli del leggendario Chaney, rende comunque giustizia al personaggio, con alcune scene paragonabili al film del 1925.

In definitiva questo adattamento non è per nulla malvagio, ma anzi è una piacevole reinterpretazione della classica storia di Leroux, prima di chiudere, ecco alcune curiosità sul film: 

-Prima di Claude Rains, erano stati presi in considerazione Boris Karloff(celebre per Frankenstein), Cesar Romero e Charles Laughton.

-Il film utilizza il celebre set 28 agli studios della  Universal, lo stesso set che fu costruito per il film del 1925 e che sarà poi riutilizzato molto spesso in anni futuri, in una miriade di produzione diverse. 

-E' il primo film de i "Mostri della Universal" ad essere a colori, in Technicolor.

-L'attore Claude Rains era cieco da un occhio, per via di una ferita durante la prima guerra mondiale, nonostante tutto ha studiato la sua parte a memoria.

-Sempre del 1943 è datata una produzione radiofonica che segue la trama del film, i principali attori riprendono i loro ruoli, ad eccezzione di Rains, sostituito da Basil Rathbone.

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Io come sempre, ringrazio i collaboratori e i lettori e vi do appuntamento alla prossima!




mercoledì 10 marzo 2021

Film Perduti: Drakula Halala(1921)

 

Uno dei pochi frammenti ancora disponibili 





Si ritorna alla rubrica dedicata alle pellicole considerate(e purtroppo molte volte confermate) perdute, ma non dimenticate. 

Oggi vedremo il primo film in cui compare la figura del conte Dracula/Drakula, uscito un anno prima del capolavoro di Murnau, Nosferatu.


Vecchia edizione del romanzo di Stoker. 


Nonostante il mito del vampiro, del demone non morto che succhia il sangue dei vivi per mantenere una sorta di "non" vita, è da sempre presente nell'immaginario dell'uomo, così come per l'uomo lupo. 

Nonostante tutto, quando si pensa ai vampiri, ci viene sempre in mente il celebre conte, "nato" dalla penna dello scrittore Abramo Stoker, e pubblicato per la prima volta nel 1897, da allora ne ha avute di trasposizioni sia teatrali che cinematografici, anche fra omaggi, citazioni e parodie, il personaggio è entrato nella cultura popolare. 

Sino a pochi decenni fa, si pensava che il primo film dedicato al personaggio fosse il celebre film del regista F.W Murnau, Nosferatu il vampiro, che in realtà non era un vero e proprio adattamento ufficiale, non avendo comprato i diritti, Murnau dovette cambiare molti particolari,  uscito nel 1922, e uno dei simboli dell'espressionismo tedesco. 

Tuttavia, secondo nuove scoperte, non è proprio così, infatti pare che il primato sia stato battuto da un film, uscito l'anno(o due anni) prima, per altro nemmeno legato al romanzo, come vedremo....



Drakula Halala

Fan-poster, replica dell'originale 

Anno: 1920/Agosto 1921

Regista: Karolhy Latjhay

Paese di Produzione: Ungheria 

Casa di Produzione: Sconosciuta 

Casa di Distribuzione: Corvin 

Stato: Perduto(solo poche  immagini disponibili)

Durata: 60 minuti(incerto)

Lingua/e: Muto, sottotitoli ungheresi 


CAST:

Paul Askonas: Conte Drakula-Paziente 

Lena Myl: Mary*

Margit Lux: Mary*

D. Kertesz: George 



*Non è chiaro chi abbia interpretato il personaggio, alcune fonti citano la Myl nel ruolo, mentre altre citano la Lux, mentre altri hanno teorizzato che sia solo uno pseudonimo.


Drakula Halala(in inglese noto come The Death of Drakula o Drakula's Death, in italiano La Morte di Drakula) è(era) un film di genere horror, incentrato, come è ovvio anche dal titolo, sul conte Dracula, qui con la K, tipico dell'Est Europa.

Il film è molto importante, dato che sarebbe la presunta prima  versione del conte Dracula ad apparire su schermo, primato attribuito al Nosferatu di Murnau sino a qualche decennio fa.

E' bene precisare comunque, che Drakula Halala non è in alcun modo una trasposizione del celebre romanzo di Stoker, ne tantomeno andrebbe messa a paragone con esso, dato che il film, prende solo in prestito il personaggio del vampiro(che comunque fa parte anche della tradizione locale).

La trama nel dettaglio è la seguente:

<Una donna, chiamata Mary si trova in un manicomio, molto probabilmente per andare a trovare il padre, li rinchiuso, quando  viene turbata da uno dei pazienti, uno strano uomo, molto pallido(e forse con indosso il classico mantello stile vampiro), il paziente sostiene di essere il vero conte Drakula.

Nella notte la giovane Mary sogna di essere rapita da Drakula e portata nel suo castello spettrale, per diventare una delle sue molte mogli, alla fine Mary riesce a fuggire e si sveglia.

Nel frattempo il paziente per provare la sua immortalità, si fa sparare da un altro pazzo, naturalmente  cade a terra morto.>>

Dunque, come si può leggere, la trama del film non ha assolutamente nulla in comune con il romanzo di Stoker, forse è per questo che non fece la fine del film di Murnau, Nosferatu. 

Nella pellicola inoltre vengono introdotti quelli che poi saranno le caratteristiche del personaggio(già menzionate nel romanzo), ovvero: 

-La paura per i simboli religiosi(in particolare, una croce che Mary porta al collo)

-I poteri paranormali

-Il castello spettrale

-La corte di servitori mostruosi

-Le spose vampiro(da alcune immagini si può notare che sono molte di più, delle canoniche 3 del romanzo)


Le domande su questo film sono molte e purtroppo rimarranno ancora senza risposta, almeno sino a che non verrà ritrovato..

Di Drakula Halala purtroppo non ne rimane traccia concreta, salvo alcune immagini e poster, è particolarmente interessente il fatto che qualche anno fa su Ebay si poteva aquistare un romanzo basato sul film(probabilmente una novellizazione dello stesso), attualmente non  è più possibile comprarla, non si se sia stata venduta o semplicemente ritirata perché rimasta invenduta.


Ed ecco Drakula(Paul Askonas) 
così come appare nel film, eh si
è molto inquietante a dirla tutta.



La Grande Rapina (The Big Holdup) - 1975

Regia:  Chor Yuen Sceneggiatura:  Chor Yuen Produttore:  Run Run Shaw Direttore di produzione:  Chen Lieh Casa di produzione:  Shaw Brothers...

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