
Anno: 1968
Regista: Patrick Lung Kong
Casa di produzione: Tse Brother Motion Picture Production Company
Paese di produzione: Hong Kong, Cina
CAST
Patrick Tse Yin: Yeh Hsia-Er
Josephine Siao: Lu Lu-Ming
Cheung Yee: Da Niu
Patrick Lung Kong: ispettore Lu
Mang Lee: Sophia Su
Lin Jing: sorella Li
Yeung Yip-Wang: padre di Lu-Ming
Lai Man: terza zia
Woo Ping: direttore Feng
Lam Yuk: poliziotto
Cheung Chok-Chow: proprietario della pasticceria
Yeung Chun-Sing: ladro arrestato
Fung Ming: detective Ah Wen
Ling Fung: dottore
Tang Cheung: poliziotto
ATTENZIONE: SPOILER!
Hsia-Er è un noto ladro che agisce assieme ai suoi due complici Sophia e Niu. In una delle sue rapine, accidentalmente riduce in fin di vita il padre della ragazza cieca Lu-Ming, incontrata da lui stesso durante la fuga. Tra i due si sviluppa rapidamente un legame affettivo, soprattutto dal fatto che lei lo scambia per suo cugino Wong (che in realtà è residente in Malesia) e lui la aiuta nella quotidianità. Sophia perde la testa per tutto ciò e manda Niu a togliere di mezzo Lu-Ming: fallito l'assassinio, Hsia-Er si vendica e viene arrestato dalla polizia. In fin di vita anche lui, chiede di donare le sue cornee alla ragazza... che tornerà così a vedere e per ringraziare lui diventerà una suora.
Inaspettatamente positivo per essere un poliziesco, ma che grazie al pedale fisso sul melodramma riesce ad essere indimenticabile. Istantanea talmente clinica che fa' sembrare Lung Kong uno psicologo mancato, data la sua analisi profonda sul boom economico della Hong Kong dell'epoca e su come veniva vista la disabilità all'epoca, inclusi gli strumenti usati per essa. Josephine stupenda nel suo essere pura a livello sentimentale e demolitrice dello stereotipo della donna ingenué, capacissima di difendersi durante l'attacco di Niu... Tse Yin convincente nei panni di un criminale prossimo alla redenzione, dal vestiario stravagante e incredibilmente poetico nei confronti di Josephine. Fotografia che è un inno alla natura in generale, montaggio discreto e musica che cita inconsapevolmente il nostrano neorealismo...
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!



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