Anno: 1983 Regista: Ko I-Chen Casa di produzione: Cinema City Company Limited Paese di produzione: Taiwan
CAST Sylvia Chang: sig.rina Jow Jwa-Feng Eddie Chen: Jen-Chung Don Wong Tao: Jow Shih-Jen Liang Hsiu-Shen: vecchio Jing Chiang Hsia: sig.rina Hsu Yuh-Chih Fanny Chang: Sheau-hwei Chan Kai-Jun: Sheau Chuan Kuo Chang-Ju: detective privato Chu Feng-Kang: padre di Sheau-tsung Yan Tseng-Kuo: Sheau-tsung Lawrence Ko: Sheau-wei Chang Hsun: Sheau-kwei Li Shu-Chen: Sheau-jih
ATTENZIONE: SPOILER!
Ko è uno di quei registi, che quando decidono di abbandonare il cinema, non ricevono nessuna attenzione né dalla stampa e neanche dal pubblico: anzi, dal pubblico ricevono o insulti, oppure barzellette sarcastiche sul suo operato. Degno di nota è il suo debutto sul grande schermo, appena un anno prima, assieme a un collettivo di registi (In Our Time)... tra il quale, debuttava anche una persona che in futuro diventerà uno dei pilastri della New Wave taiwanese: Edward Yang, sfortunatamente passato a miglior vita nel 2007.
E' un pomeriggio tranquillo in una cittadina dell'isola di Formosa: il figlio di una fashion designer di successo (Sylvia Chang) torna a casa da solo... e sparisce nel nulla. Viene portato in un casolare assieme a una sua coetanea, ed entrambi aspettano il riscatto imposto dai rapitori. La polizia indaga e nel mentre, il ragazzino riesce a mettere fuori gioco il sequestratore con una spada in legno, facendolo cascare a terra dal primo piano. Giunta la polizia, ritrovano i due ragazzini all'esterno del casolare e... la vita torna a trascorrere tranquilla come se niente fosse accaduto.
Giallo più indirizzato ai bambini, che agli adulti. Sangue al minimo sindacale (due volte in tutto il film: dopo un inseguimento in auto e durante il confronto con il rapitore) e macchinoso nella sua esecuzione, in quanto concentrato sul melodramma che sullo sviluppo dei personaggi... piatti quanto la provincia di Ravenna. Nemmeno le musiche aiutano. Ci sono intere sequenze in cui sembra che accada qualcosa (assieme alla musica), ed invece la noia prende il sopravvento.
Morale? Se cercate Sylvia in un giallo decente, portatevi a casa "He Lives by Night", anch'esso uscito un anno prima e con degli attori da far gioire gli amanti del cinema di culto. Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!
Anno: 1979 Regista: Peter Yung Casa di produzione: Trinity Asia LTD Paese di produzione: Hong Kong, Cina
CAST Pai Ying: ispettore Chan Sek Kin: Tam Lisa Chiao Chiao: gestore del casinò Chung Chi-Keung: detective Erwin Panos: Sir Lance Peter Brent: maggiore della polizia Mike Lovatt: agente Dan Smith Nick Lam: boss Mai Kei: scagnozzo
ATTENZIONE: SPOILER!
Trattasi del primo lavoro in assoluto come regista del sig. Peter Yung, che già nel 1971 girò un documentario di 30 minuti intitolato "One Day in Los Angeles", che gli valse la laurea ad honorem in belle arti al Los Angeles Art Center College. L'anno seguente tornò a Hong Kong come fotografo ed immediatamente nel 1973 tenne la sua prima mostra fotografica. Con un totale di 5 films all'attivo, alla fine della sua carriera si ritirò a lavorare come docente nella Hong Kong Academy for Performing Arts.
L'ispettore Chan è sulla via per smantellare un imponente traffico di droga, ed usa il tossicodipendente Tam come informatore. Nonostante esso abbia tradito e deluso più volte Chan, continua a volerlo nella sua operazione. Lo scetticismo pervade anche i suoi superiori, che fanno pressioni sul volerlo scaricare... poiché il tutto porterà ad un regolamento di conti sanguinolento.
Con il suo feroce realismo e privo di lieto fine, si conferma a pieni voti nella New Wave di Hong Kong. Nonostante la quasi inespressività di Ying, la trama gira totalmente su Tam. Attira la polizia in continui buchi nell'acqua e ci finirà anche lui in acqua verso il finale. L'azione è ridotta al minimo sindacale, si contano in totale due scene in cui l'atmosfera si surriscalda, ma non troppo da spalancare la bocca per lo stupore: la prima è una retata (a sorpresa) della polizia, nessun proiettile sparato e nessun cazzotto; la seconda ottiene la sua rivincita e passa al memorabile, dove il regista ci dimostra ancora che Ying non è un poliziotto invincibile alla Jackie Chan, dato che ci lascia quasi la pelle e viene aiutato dai suoi colleghi... anche la colonna sonora gravita nello stesso ambito dell'azione, ridotta all'essenziale.
Se siete dei grandi appassionati della New Wave, la pellicola in questione finirà dritta nella vostra bacheca... ma se siete in cerca di un poliziesco colmo di azione e di suspense, ripiegate sul sig. Danny Lee: già all'epoca fresco di notorietà grazie a "The Brothers". Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!