martedì 30 dicembre 2025

Tetsu, l'Ubriaco Assassino Numero Uno di Shinjuku (Shinjuku Yoidore Banchi: Hitokiri Tetsu) - 1977

Regia: Yutaka Kohira
Sceneggiatura: Masahiro Kakefuda, Hiro Matsuda, Yutaka Kohira
Casa di produzione: Toei
Paese di produzione: Giappone
Distribuzione: Toei
Fotografia: Yoshio Nakajima
Montaggio: Fumio Soda
Musiche: Hajime Kaburagi
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Data di rilascio: 8 aprile 1977
Kohira è uno di quei registi dalle pellicole che si contano sulle dita di due mani, come il nostrano Canevari ha circumnavigato il cinema di genere nipponico a cavallo tra gli anni di piombo e gli anni della bolla economica, senza mai avere un genere prediletto. Entra alla Toei nel 1962 ed esordisce come assistente alla regia in un "pinku eiga" del 1971 a firma di Makoto Naito; continua in tale attività fino al suo approdo sulla sedia da regista nel 1975, con il film scandalo di "Green Lovers" che descrive l'orientamento sessuale di una liceale (impersonata dall'allora 16enne Rushia Santo). Si diletta poi nel film di arti marziali di "Dragon Princess" (1976) con Etsuko Shihomi, passa al filone "bikersploitation" in "Hell Riders" (1976) e dirige due episodi nella nuova saga dedicata al famigerato Scorpione 701, dopo il decollo con Meiko Kaji. Nel 1982 gira il documentario "Crimson Wheel", dedicato alle locomotive a vapore in Cina, ormai del tutto scomparse in Giappone. Dopo lo speciale cinematografico dedicato alla band dei The Tigers nel 1990, si sposta nel cinema in videocassetta (V-Cinema) e nel 1997 lascia il mondo del cinema con il "pinku eiga" di "Taboo". Passa a miglior vita il 12 agosto del 2021 a causa di una polmonite, all'età avanzata di 82 anni.

In una guerra tra bande a Kabukicho, il 18enne Tetsu Gondo (Bunta Sugawara) decide di togliere di mezzo il boss della Negishi-gumi nella città di Fussa. Tratto in arresto e dopo 10 anni di reclusione, viene rilasciato per poi accorgersi che la Daimon-gumi in cui militava è cambiata radicalmente. La Yanagida-gumi ambisce anche lei al dominio di Fussa e la tensione aumenta notevolmente quando Tetsu sequestra un camion contenente numerose bottiglie di whisky, assieme ai suoi uomini, e decide di venderle nel suo bar...

Impressionante jitsuroku eiga diluito con il genere western, che raccoglie divinamente i movimenti scossi della cinepresa e la violenza disumana dalle opere di Fukasaku, in un'opera realizzata oramai al termine del filone: incorniciata in stile documentaristico, Bunta impersona il tipico yakuza che intende riportare la propria decadente famiglia ai fasti di un tempo, ad ogni costo; spietato nelle sue ambizioni, direttissimo nel gettare benzina sul fuoco anche nel suo essere ubriaco nella gran parte delle sue apparizioni. Nonostante abbia una sceneggiatura stereotipata del genere, si colma di numerosi colpi di scena; nello stile fotografico e pirotecnico avanza in maniera molto scorrevole, soprattutto dopo il tradimento di un membro della banda di Bunta verso il finale che darà il via ad una tempesta rovente ed insanguinata. Si segnala anche la presenza di un giovane Hiroshi Tachi, sbandato e pronto a tutto come gli uomini di Bunta, con il suo inconfondibile stile rock. Montaggio serrato, colonna sonora targata Kaburagi: pomposa e da noir. 


Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

Immagine di un Poliziotto (Cop Image) - 1994

Regia: Herman Yau
Sceneggiatura: Sammy Lau
Co-sceneggiatura: Ray Mak, Lee Po-Cheung
Produttore: John Ma, Alex Tang
Direttore di produzione: Peggy Cheung
Casa di produzione: Pro-Vision Entertainment LTD.
Paese di produzione: Hong Kong, Cina
Distribuzione: Ocean Shores
Coreografie: Paco Yick
Fotografia: Puccini Yu
Montaggio: Ma Chung-Yiu
Musiche: Mak Chun-Hung (aka "Brother Hung")
Trucco: Man Yue-Chan
Costumi: Fung Kam-Ying
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Data di rilascio: 6 ottobre 1994
Incasso: 1,335,161 dollari (149.270 euro)
Herman che porta sul grande schermo Anthony Wong, ancora prima del suo decollo a livello mondiale nella temuta "terza categoria", ma già all'epoca ben conosciuto a livello portuale per le sue partecipazioni da antagonista in film d'azione funesti come il secondo capitolo di "A Moment of Romance" (1993) e in "Casino Raiders 2" (1991); anche in ambito televisivo, prima del suo esordio cinematografico nel 1985. Si segnala la presenza nel cast di Linda Wong, la figlia di Jimmy Wang Yu, cantante e qui al suo secondo lavoro in assoluto sul grande schermo.

Il vigile Wong Ging (Anthony Wong), ossessionato dai films d'azione e con casa propria arredata nello stile di una caserma, assiste ad una rapina a mano armata nei confronti di un portavalori: fuggiti i malviventi, uno di loro viene inseguito da Lam (Bowie Lam), che a sua volta lo toglie di mezzo e si prende la refurtiva. Nel mentre, Linda (Linda Wong) si chiede dove sia finito il suo fidanzato Lam, chiedendo aiuto al suo amico Dee (Andy Hui). Wong, fingendosi un agente di polizia, si unisce alla ricerca ed assieme a Linda e Dee verranno braccati dalla banda per riavere indietro la refurtiva...

Parodia tagliente e satira sull'idealizzazione del genere poliziesco. Herman riprende i passi di Wong Jing, in quanto a dosare commedia ed azione senza alcun momento di tregua. Nonostante Anthony si incaglia più volte nel corso del film con il suo personaggio goffo ed iperattivo, nel momento della tempesta di piombo si mobilita energicamente alla Danny Lee tra sotterfugi vari. Bowie impersona, ciò che secondo me, rappresenta il declino del poliziesco hongkonghese: non più interessato all'ordine, ma alla fuga per una vita migliore. Linda e Andy aspiranti cadetti che amano giocare con il fuoco e finiscono feriti dal fuoco. Sceneggiatura che purtroppo non ha lasciato spazio ai co-protagonisti tranne per Anthony, dove non subisce alcuna caratterizzazione; budget davvero risicato a disposizione, tanto che per le volanti hanno dovuto replicare alcune scene per far sembrare che il luogo circondato fosse davvero folto di poliziotti. Non delude la fotografia con alcuni piani sequenza, angoli olandesi, moviole ed un'elegia alla movida notturna di Hong Kong con i suoi neon; accompagnati da un montaggio ben coordinato al tutto e da una colonna sonora funky colma di suspense ed adrenalinica. Completano il pacchetto le scene d'azione, ingegnose ed insolite.

Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

sabato 20 dicembre 2025

Sister Act - Una Svitata vestita da suora






Data di uscita: 1992

Genere: commedia musicale

Deloris Van Cartier (interpretata da Whoopi Goldberg) è una cantante  di un night club coinvolta in una relazione pericolosa con il boss Vincent LaRocca. Una sera, decisa a lasciarlo lo affronta, ma finisce per essere testimone di un omicidio.

Il tenente Eddie Sauter, per proteggerla, decide di trasferirla in un convento a San Francisco dove la donna dovrà fingersi suora. Dopo aver ricevuto il nome di suor Maria Claretta, inizia così la sua nuova vita, nella quale fatica ad adattarsi anche a causa dei battibecchi con la madre superiora (interpretata da Maggie Smith). 

Poco a poco, però, fa amicizia con le altre sorelle e diventa direttrice del coro trasformandolo in un successo capace di attirare folle di fedeli. Questa nuova popolarità, però, rischia di mettere in pericolo la sua copertura.

Sister Act è una commedia musicale brillante che unisce momenti di comicità e sincera emozione. Whoopi Goldberg ci regala un’interpretazione carismatica e irresistibile, capace di far ridere certo ma anche di commuovere, mentre Maggie Smith, offre un perfetto contrappunto con il suo ruolo severo e raffinato.

La colonna sonora con i brani corali reinterpretati in chiave gospel e pop, è uno degli elementi più riusciti del film e contribuisce a renderlo indimenticabile. A distanza di anni, rimane un film capace di divertire e trasmettere energia positiva, con un  messaggio universale sull’amicizia, la solidarietà e il potere della musica di unire le persone.

Voto 8/10



mercoledì 17 dicembre 2025

Maboroshi

Data di uscita: 2023

Genere: Drammatico

Studio: Mappa [ hanno fatto Jujutsu Kaisen, Chainsaw Man e Vinland Saga]




Maboroshi ci trasporta in una piccola provincia Giapponese dove, subito all’inizio del film, subisce una catastrofe.

Tutto inizia dopo un grave incidente in un’acciaieria a Mifuse, in Giappone. Questo evento catastrofico ha fatto in modo che delle misteriose crepe comparissero nel cielo della città e ha dato vita a dei fumi a forma di lupo, che di tanto in tanto sigillano queste crepe. Tutto è immutato in questa città dove nessuno può più crescere e dove non si può neanche fuggire.

Masamune Kikuiri sarà il nostro protagonista. Il quale all’età di 14 anni inizierà a provare dei sentimenti d’amore nei confronti della sua compagna di classe Mutsumi Sagami. Ma solo dopo aver conosciuto una ragazzina misteriosa tenuta nascosta nell’acciaieria, Itsumi l’equilibrio della città inizierà a cambiare, distruggendo a poco a poco quel mondo illusorio nel quale la città è rimasta bloccata.

Quest’opera ha molte metafore e significati. L’opera stessa sottolinea molto l’orizzonte illusorio tra un mondo che non esiste più e la modernità. Poi abbiamo la tematica dell’amore che è fondamentale per il cambiamento radicale dei personaggi. Ed infine ci invita a riflettere sulla complessità delle relazioni umane perché è grazie a questo che una situazione apparentemente immutabile, si sblocca.

Voto 7/10

martedì 16 dicembre 2025

Un breve sguardo su City Hunter ( a cura di Dralfela)


 City Hunter: Private Eyes 

data di uscita giapponese: febbraio 2019
data di uscita italiana: settembre 2019

                                      genere: azione, commedia, crime, poliziesco
opera di Tsukasa Hojo
diretto da Kenji Kodama





A 30 anni dalla messa in onda del primo episodio di City Hunter, il nostro Ryo Saeba fa' un ritorno emozionante e nostalgico sul grande schermo.

Ai Shindo, decide di chiedere aiuto al grande e misterioso City Hunter, tramite la bacheca della stazione di Shinjuku con il suo codice segreto "XYZ". Si scoprirà poco dopo che la ragazza è in serio pericolo ed essendo anche una bellissima donna, il nostro Ryo accetterà l'incarico. A complicare il tutto però, ci sarà una vecchia conoscenza di Kaori, l'assistente di Ryo che cercherà di mettersi di mezzo tra i due. Secondo voi ci riuscirà?

La forza di questo film è sicuramente il legame profondo dei personaggi. Sappiamo già con certezza che lo stallone di Shinjuku, mentre ci proverà con tutte le donne che incontra, si beccherà le micidiali martellate di Kaori per raffreddare i suoi bollenti spiriti. Logicamente non possono mancare Umibozu (ossia Falcon), ex-nemico di Ryo e Miki. Entrambi ex-mercenari che oltre ad aiutare i nostri protagonisti, hanno anche un lavoro di copertura al "Cat's Eye".

Vi ricorda qualcosa, questo nome? Ebbene sì, come special guest avremo le bellissime ladre di "Occhi di Gatto": Sheila, Katy e Tati (in originale Hitomi, Rui e Ai). Per chi non lo sapesse, anche quella è un'opera di Tsukasa. Altra cosa da notare è che la città di Shinjuku, in questo film ha molti dettagli moderni, inseriti in modo tale da farci intendere che nel mondo di City Hunter è arrivata la modernità presente nella nostra realtà (architettura avanguardista, smartphone, IA...).

In conclusione, nonostante sia bene o male la forma classica di City Hunter con qualche piccola novità, non ha perso il suo smalto e funziona tutt'oggi.

Voto: 8/10

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City Hunter
data di uscita giapponese: aprile 1987

 data di uscita italiana: gennaio 1997
 genere: azione, commedia, crime, poliziesco, sentimentale
opera di Tsukasa Hojo

  





Ryo Saeba (Hunter nella versione italiana per le prime due stagioni), giustiziere metropolitano combatte il crimine nell'ombra assieme al suo migliore amico, nonché collega Hideyuki Makimura (Jeff Mancinelli) a Shinjuku, in Giappone.

Il duo durerà poche puntate, perché Hideyuki verrà tolto di mezzo proprio nel compleanno di sua sorella Kaori Makimura (Kreta Mancinelli). Kaori deciderà di sua spontanea volontà di aiutare Saeba nel suo lavoro. E così il sensei Hojo da' inizio a una delle serie più iconiche degli anni '80. Man mano che si procede con la storia, il legame tra i due si rafforza, nonostante Ryo sia un pervertito incallito e il martello di Kaori dovrà metterlo in riga continuamente, permettendo soprattutto a Kaori di divenire una donna forte e sicura di sé.

Oltre a loro abbiamo la bella poliziotta Saeko (Selene) che ingannerà in tutti i modi Ryo, sfoderando i suoi assi nella manica per concludere alcuni dei suoi casi. Il muscoloso e forzuto Umibozu (Falcon) che avrà sempre quel rapporto amico/nemico con il protagonista e molti altri personaggi, con le loro personalità ben definite e mai banali.

Ma poi, che tipo di clienti ha Saeba? Beh, per la "gioia" di Kaori, Ryo accetta quasi sempre solo incarichi dalle belle donne, dimostrando loro sia il lato "mokkori" (ovvero da pervertito) e sia il lato da sweeper professionista. Oltre alle ambientazioni disegnate e bene rifinite, quest'opera è comica, ma anche profonda. Anche la colonna sonora è fatta molto bene e logicamente in stile anni '80.

Voto: 9/10

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City Hunter: Angel Dust
data di uscita giapponese: settembre 2023
data di uscita italiana: febbraio 2024

                                   genere: azione, commedia, crime, poliziesco
opera di Tsukasa Hojo




City Hunter: Angel Dust è il seguito diretto di Private Eye, dove finalmente sono stati piantati i semi per il gran finale dell'opera. Rispetto all'opera precedente, che è letteralmente un ritorno ben accolto al mondo di City Hunter, questo è chiaramente il primo tassello per il finale. Finale che i fan attendono ormai da ben 38 anni!


Ryo Saeba e Kaori Makimura accettano la richiesta di una certa Angie che è alla ricerca del suo gattino. Nessuno poteva immaginare che questa vicenda porterà il nostro sweeper a scontrarsi con il suo tormentato passato, dandoci finalmente qualche informazione in più a riguardo. Grazie ad Angie, la maschera da mattacchione di Saeba, incallito a nascondere sia i suoi segreti più profondi e sia i suoi veri sentimenti per Kaori, inizierà a crollare.

Quest'opera, oltre ad avere le caratteristiche già decantate nelle precedenti recensioni, ha anche una componente fantascientifica. Infatti si parlerà di supersoldati, armi di distruzioni di massa, nanomacchine, etc... anche qui abbiamo delle apparizioni alquanto interessanti, ossia le ladre di "Occhi di Gatto", come nel precedente film e un'altra banda famosissima che evito di spoilerare. Non mancheranno gli alleati storici del nostro Ryo e si tornerà anche a parlare di Hideyuki.

Voto: 8/10

La Grande Rapina (The Big Holdup) - 1975

Regia:  Chor Yuen Sceneggiatura:  Chor Yuen Produttore:  Run Run Shaw Direttore di produzione:  Chen Lieh Casa di produzione:  Shaw Brothers...

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