lunedì 30 maggio 2022

Bollettino Cinematografico #5: Il Ritorno dello Spionaggio Internazionale

Ben ritrovati al nostro secondo appuntamento dedicato allo spionistico, cari spettatori del Sottobosco! Precedentemente mi sono occupato a parlare di ciò in maniera definitiva, ma... alla fine la "bondite" ha lasciato il segno sul sottoscritto.
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Password: Uccidete Agente Gordon, regia di Sergio Grieco, 1966.
Gordon Douglas, noto agente del controspionaggio americano (CIA), è prossimo a sventare il piano di un'organizzazione che fornisce armi in Vietnam.
La presenza di Roger Browne è una garanzia: fascino e guardaroba elegante capace di farsi strada non solo tra alcune signorine, ma anche tra gli scagnozzi dell'organizzazione. Se ci si mette di mezzo anche il suo scaltro umorismo, è già in vantaggio per detronizzare il cattivo (Kowalski, interpretato da un [quasi] credibile Franco Ressel), anche per dribblare con astuzia i clichés del genere! E quando qualcuno prova a metterlo fuori gioco, ci vuole più di un pugno...

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Slalom, regia di Luciano Salce, 1965.
Lucio e Riccardo, amici sposati, vengono coinvolti in una inaspettata avventura assieme a due losche donne (Nadia ed Helen): tra cui Lucio, costretto a partire per l'Egitto tramite passaporto falso.
Comincia dal garage come una delle solite commedie all'italiana di quell'epoca, grondanti di slapsticks poco esilaranti (le continue cadute sulla neve di Gassman fanno cadere anche noi, ma dall'imbarazzo)... ma quando arriviamo negli ultimi 30 minuti, la pellicola comincia a sgommare! Tralasciando la continua loquacità di Gassman, anche la sig.rina Daniela non delude per niente con il suo mitra in pugno...e delude un colosso come Adolfo, in un ruolo che potrebbe essere interpretato anche da un novellino che non ha mai visto la cinepresa.
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Black Box Affair: il Mondo Trema, regia di Marcello Ciorciolini (aka James Harris), 1965.
In Spagna precipita un aereo carico di ordigni pericolosi per il mondo intero, contenuti all'interno di una scatola nera. Sia il governo sovietico, americano e cinese provano a recuperarli.
Siete in cerca di azione, sparatorie e scazzottate? La pellicola può fare per voi... anche per le vostre orecchie in fatto di musiche, abilmente composte da Gianni Ferrio. Craig Hill regge l'intera storia assieme alla sua parte femminile Teresa Gimpera, peccato che la vicenda della scatola nera rimanga quasi del tutto nell'ombra per dare spazio all'individualità dei protagonisti. 

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Colpisci per Primo Freddy, regia di Erik Balling, 1965.
Un venditore di articoli ritorna in Danimarca tramite traghetto, quando la sua borsa viene scambiata con un'altra di un agente segreto...
L'archetipo della saga che rese noto a livello internazionale il cinema danese, Olsen Banden: 90 minuti che diventano 10 grazie alla fluidissima narrazione, noia inesistente che viene letteralmente estinta anche dai gadgets usati da Ove Sprogoe, assieme alla recitazione sia esagerata che nella norma... ma soprattutto non manca l'ornamento fisico, quale è la sig.rina Essy Persson, che al posto di sforzarsi di recitare è la telecamera che deve sforzarsi di stare dietro a lei. Paura di una qualunque, brutale, violenza? Anche qui, è inesistente: anzi, è lieve.
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Operazione Rossetto, regia di Umetsugu Inoue, 1967.
Li Beng, noto intrattenitore di una discoteca ed ex-ladro, viene coinvolto in una storia più grande di lui dopo che ha costretto una coorte a restituire il portafoglio, a sua volta rubato, da uno scienziato...
Frullatore di musica, azione ed umorismo. Insipido, ma dalla fotografia (coloratissima) e dai gadgets interessanti (fumogeni dal giallo brillante). Cheng Pei-Pei, appena fresca della sua apparizione storica in Come Drink With Me di un anno prima, anche qui stupisce per il suo aspetto e... per il suo rossetto come nella locandina: glamour! 



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Anche questa volta il nostro appuntamento giunge al termine, e speriamo di ritornare con un bollettino che abbassi la famigerata bolletta... e che tratti altre pellicole in attesa di riscatto!
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

mercoledì 25 maggio 2022

La Notte dell'Ultimo Giorno - 1973

 
Anno: 1973
Regista: Adimaro Sala
Casa di produzione: Cine Uno
Paese di produzione: Italia

CAST
Tony Kendall: Beppe Banti
Erna Schurer: la ragazza aspirante suicida
Fiorenzo Fiorentini: l'attore teatrale
Marina Malfatti: Francesca
Enrico Maria Salerno: Giorgio Bardelli
Corrado Pani: Sandro
Franco Fabrizi: Sergio Varzi
Alessandro Perrella: Tony

ATTENZIONE: SPOILER!

Cosa vi sia stato in tale notte è certo: la tensione con una spirale diretta verso l'alto, senza alcuna interruzione. E cosa vi sia stato dietro alla cinepresa è un mistero: dato che sul regista si viene a sapere che abbracciò il mondo della celluloide al suo momento del boom durante gli anni '50. Prima truccatore, poi produttore, ed infine esordisce alla regia nel 1965 con "Il Mito", ampiamente massacrata dalla censura per il nudo costante della sig.rina Lydia Alfonsi... prosegue la sua carriera anche come sceneggiatore, fino al suo ritiro definitivo dai riflettori in tale pellicola. Non si seppe più nulla di lui sino alla sua ricomparsa a sorpresa nel 2006 come scrittore, pubblicando due libri per la Herald Editore (Eddie l'Allegro; Merluzzi e Baccalà Hanno Occhi Differenti)... sino al suo passaggio a miglior vita nel 2011. Spero che in futuro X-Files faccia una puntata a tema su tale regista... ne abbiamo di materiale capace di attirare amanti del mistero dal globo!


Beppe Banti è alle prese con il suo ultimo film, intitolato "La Fiammata". Disprezzante del cinema di stampo commerciale, sarà costretto a fare i conti con i produttori e gli attori, sino a quando Sergio Varzi (pezzo grosso che la distribuzione voleva nel film) non viene freddato dallo stesso Banti con un colpo di pistola, davanti a tutti. Si scatena la caccia all'uomo, che troverà la sua fine in un villaggio western nella periferia romana.


Scontro fatale tra capitalismo e creatività, il tutto accompagnato da una eccellente colonna sonora firmata da Stelvio Cipriani. Bizzarro nella sua denuncia al potere in salsa cinematografica (esemplare il dito medio davanti alla cinepresa!), geniale nei suoi costanti primi piani e nel crollo mentale del protagonista dopo il fallimento del suo progetto su celluloide. Come si è già intravisto nella trama, Kendall sceglierà il delitto come ultima spiaggia per la sua lotta contro il sistema dell'epoca... che si vedrà puntati contro i mitra della polizia nel finale. Letteralmente scarso nei dialoghi e nei monologhi durante la prima metà, talmente tanto che sembrerà di visionare un film diverso; ma la redenzione scatterà dopo la morte di Fabrizi... tra simbolismi e un cast stellare quasi del tutto nell'ombra, mi è sembrato di vedere all'opera Damiano Damiani (se lo avesse girato lui, avrebbe letteralmente demolito i botteghini dell'epoca).


Se siete in cerca di un cult che attende di uscire dall'oscurità che lo circonda, appuntatelo in una vostra lista e portatevelo a casa non in una teca di vetro... ma di cristallo: merita davvero!
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

mercoledì 18 maggio 2022

Guerra per Procura ad Hokuriku (Hokuriku Dairi Sensō) - 1977

Anno: 1977
Regista: Kinji Fukasaku
Casa di produzione: Toei Company
Paese di produzione: Giappone

CAST
Hiroki Matsukata
Yumiko Nogawa
Sonny Chiba
Mikio Narita
Ko Nishimura
Yoko Takahashi
Takeo Chii
Goro Ibuki
Hajime Hana
Sanae Nakahara
Tatsuo Endo
Ichiro Nakatani
Seizo Fukumoto
Ryo Nishida
Junkichi Orimoto
Nenji Kobayashi
Jiro Yabuki
Harumi Sone

ATTENZIONE: SPOILER!

Quando gli opposti si incontrano addirittura nell'ambiente guerrafondaio della yakuza, non è mai una buona idea... soprattutto in una pellicola che porta la firma di Kinji Fukasaku, qui al suo ultimo yakuza movie: verso la fine degli anni '70 deciderà di cambiare aria e di inoltrarsi in due generi completamente diversi, da drammi storici ambientati nel Giappone feudale al filone fantascientifico; di cui ebbe l'occasione di girare il film più costoso mai realizzato a quell'epoca nel Sol Levante (Virus, 1980), causa il produttore Haruki Kadokawa che decise di versare qualcosina come 16.000.000 di dollari (15,204,786 euro!)... poi finiti nel caminetto a causa del totale insuccesso al botteghino.


Il giovane contadino Noboru Kawada ha il desiderio di succedere al suo capo della yakuza locale Yasuhara, che a causa delle forti pressioni di Kawada suoi confronti decide di respingere la sua proposta. Nonostante il suo rifiuto, chiede aiuto a Kanai: non solo lo stesso Kawada si ritroverà scontento della propria decisione, dato che anche il sig. Okano del clan Asada teme che Kanai possa avere una forte influenza nella regione di Hokuriku. Per alleviare la tensione, il clan manda il sig. Kubo a negoziare con Kanai... e nel mezzo dei negoziati, Kawada finisce dietro alle sbarre e viene tradito a sorpresa. Scarcerato, non solo ha intenzione di vendicarsi di entrambi i clan, ma anche di prendere il controllo dell'intera regione.


Come ho già detto poco prima, è una pellicola in cui avviene lo scontro tra degli opposti in cerca di rogne, ossia tra gangsters di città e di campagna: vedrete sia dei codardi senza palle che dei coraggiosi sprezzanti del sangue e del piombo, in un'ambientazione fredda in cui la neve sembra non avere fine; completamente diversa dalle altre opere di Kinji. Diversa è anche l'illuminazione all'interno di ogni location, calda e che tiene a bada la neve all'esterno. Ogni singola interpretazione del cast non è mai scesa verso il negativo, soprattutto per la presenza di uno dei massimi esponenti delle arti marziali giapponesi come Sonny Chiba (passato a miglior vita di recente, sfortunatamente...). Se a voi capiterà di ricordarvi la pellicola per il suo stile smaccatamente anni '70 tra pellicce, colletti marroni e occhiali dai colori bizzarri, assieme ai suoi metodi di esecuzione da stomaci forti sulla neve... Tarantino vi ringrazierà, essendo anche lui un grande appassionato del filone.


E se avete intenzione di visionarla, portatevi dietro anche una tisana... vi servirà per attutire le inquadrature mosse, atte a dimostrare il clima movimentato e secco della pellicola.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

 

venerdì 13 maggio 2022

Il Piccolo Testimone dell'Orient Express (Yumurcak Kücük Sahit) - 1972

 
Anno: 1972
Regista: Guido Zurli, Turker Inanoglu
Casa di produzione: Erler Film
Paese di produzione: Turchia

CAST
Ilker Inanoglu: Dick
Filiz Akin: Anna, la madre di Dick
Ekrem Bora: Harry
Bahar Erdeniz: Julie
Necdet Tosun: portiere
Hulusi Kentmen: capo della polizia
Kayhan Yildizoglu: vittima

ATTENZIONE: SPOILER!


Dopo secoli di inattività sulle produzioni italo-turche, il ritorno sul blog del suo massimo esponente Guido Zurli è come il ragù sulla lasagna: immancabile. Trattasi del suo più grande successo commerciale nella terra della mezzaluna, fu la sua porta d'accesso per tale cinema: anche quando il cinema nostrano era in crisi durante la seconda metà degli anni '70, il sig. Zurli non smise di trovare lavoro in Turchia. Tale sua avventura gli permise anche di girare due poliziotteschi da inserire nella lista degli orrori su celluloide: Polizia Selvaggia (1977) e Bersaglio Altezza Uomo (1979). Debuttò al cinema nel 1963 grazie a Le Verdi Bandiere di Allah, pellicola originariamente destinata al maestro del western all'italiana Sergio Leone. E ho già detto tutto.


Dick è un bambino che si annoia molto facilmente, in quanto orfano di padre e spesso in casa da solo per il lavoro d'ufficio di sua madre... soprattutto durante le vacanze estive. E per evitare di annoiarsi si diverte a telefonare alla polizia, ai pompieri e alle ambulanze, portando così all'esasperazione tutti coloro che lo conoscono, madre compresa. Per una notte si è divertito anche a spiare i suoi vicini di casa Julie ed Harry, venendo a conoscenza di un assassinio perpetrato dalla coppia ad uno spacciatore di droga, loro debitore. Dick decide di mettere da parte la sua allegria e di confessare il tutto alla madre e al capo della polizia, ma sfortunatamente nessuno gli crede... e la coppia è già sulle sue tracce. Una notte, cercando di allontanare la madre di Dick tramite una falsa telefonata da una "sorella ammalata", la coppia cerca di catturarlo in casa sua, ma riesce a fuggire. Durante la notte cerca di coinvolgere tutti i suoi conoscenti per catturare loro due, fino a quando la polizia non decide di intervenire e di mettere il sigillo "fine" alla storia.

Ci troviamo davanti all'antenato di Alex Pruitt nell'universalmente conosciuto Mamma, Ho Preso il Morbillo (1997), ma senza il suo prodigio e la sua omonima malattia: pensato per i bambini, ma i suoi contenuti non lo sono... dati gli omicidi e il continuo fuggire dalla morsa della coppia, poiché essa potrebbe essere realmente capace di fare cose poco gradevoli sulla pelle del bambino. Tralasciando l'azione macchinosa che impera nella celluloide, si lascia coinvolgere per l'alone di mistero che pervade l'atmosfera, anche per le interpretazioni dei protagonisti. Sebbene non siano dei campioni in fatto di espressioni facciali, se la cavano davvero bene, soprattutto il giovanissimo Ilker nei suoi scherzi telefonici. Ma soprattutto... che diamine c'entra il riferimento all'Orient Express di Agatha Christie, sebbene non appaia in nessun fotogramma della pellicola? Altra trovata per attirare spettatori...


Se avete molto tempo da sfruttare e da gettare via a vostro vantaggio, rintracciate la videocassetta olandese della pellicola: ne varrà la pena.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

mercoledì 4 maggio 2022

Soldi Pazzeschi (Money Crazy) - 1977

Anno: 1977
Regista: John Woo
Casa di produzione: Golden Harvest
Paese di produzione: Hong Kong, Cina

CAST
Richard Ng: "Dragon"/Liu Fu
Ricky Hui: "Poison"
Angie Chiu: Mary
Cheung Ying: Rich Chan
Lee Hoi-Sang: guardia del corpo di Rich Chan
Cheng Suk-Ying: segretaria di Rich Chan
Helena Law Lan: moglie di Rich Chan
Yue Ming: zio
 Mars: primo sicario
Billy Chan: secondo sicario
Lam Ching-Ying: terzo sicario
Addy Sung: Ping
Tai San: primo aggressore di Rich Chan
Fung Hak-On: secondo aggressore di Rich Chan
King Lee: terzo aggressore di Rich Chan
Eric Tsang: complice di Mary
Fung Ging-Man: impiegato di Rich Chan
Lam Hak-Ming: secondo complice di Mary
Wan Ling-Kwong: poliziotto in moto

ATTENZIONE: SPOILER!

John Woo, prima di essere quel John Woo del 1986 di A Better Tomorrow. C'è bisogno di spiegare chi sia nel campo dei films d'azione? Mi basta citare il genere "heroic bloodshed" ed è subito accesa la lampadina, anche per i cinefili più affamati. Girato nel periodo d'oro delle commedie firmate dai fratelli Hui, appena dopo il colossale successo di The Private Eyes di un anno prima che li rese noti a livello internazionale, si aggiunge anche la firma di Woo in tale campo... riuscendo con successo a divincolarsi nel genere. Genere che poi lo porterà ad un burnout particolarmente acceso agli inizi degli anni '80, dove decise finalmente di gettare le basi su un sogno rimasto sepolto nel cassetto da diverso tempo assieme al sig. Tsui Hark... su un sogno che sarà il suo "Migliore Domani".

Dragon e Poison vengono incaricati dal sig. Rich Chan di trasportare dei diamanti che ha rubato da suo zio. A sua volta lo zio si allea con Mary per recuperare quei diamanti, offrendosi volontari per sollevare ambedue dalle loro responsabilità.


Caratteristica comune di ogni pellicola firmata da Woo è la presenza di attrici per colmare ruoli scoperti, che qui hanno avuto poco tempo per sviluppare i loro ruoli; stesso riscontro anche nei protagonisti, ma tutto ciò non intacca il ritmo slapstick della celluloide. Anzi, è una cascata infinita di gags da antologia della risata, vedasi la scena rigorosamente parodizzata del furto dei diamanti alla "Rififi"! I due protagonisti riescono senza problemi a infondere empatia verso la quarta parete, specialmente il sig. Richard con le sue espressioni da maniaco, che si fa' odiare ma apprezzare anche contemporaneamente. La colonna sonora contribuisce molto a incorniciare l'atmosfera della pellicola, in quanto musicata da uno dei fratelli Hui, Samuel... e dalla sponda femminile, posso esclamare che la sig.rina Angie è uno dei tanti ornamenti che dominano senza problemi il grande schermo. 


Enorme ricalco delle commedie marchiate dai fratelli Hui, ma che si lascia vedere per la creatività e per il suo cast, rigorosamente di culto.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

La Grande Rapina (The Big Holdup) - 1975

Regia:  Chor Yuen Sceneggiatura:  Chor Yuen Produttore:  Run Run Shaw Direttore di produzione:  Chen Lieh Casa di produzione:  Shaw Brothers...

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