domenica 28 febbraio 2021

[Flopiziesco #15] Italia: Ultimo Atto? - 1977

 

Anno: 1977
Regista: Massimo Pirri
Casa di produzione: Una Cinecooperativa
Paese di produzione: Italia

CAST
Luc Merenda: Ferruccio
Marcella Michelangeli: Mara
Luigi Casellato: Ministro dell'Interno
Andrea Franchetti: Bruno
Lou Castel: Marco
Ines Pellegrini: ragazza al parco

ATTENZIONE: SPOILER!

Sbadigli. Lunga serie di sbadigli, anche di troppo.
Nonostante sia una storia di un gruppo di terroristi, difficilmente vedrete azione e politica... la maggior parte del film si basa su filmati di repertorio, su teorie e discorsi che non servivano a un cappero, a volte chiedevo a me stesso se ciò che stessi guardando era vero o meno. Distribuito dalla Mogul negli USA, ancora oggi non si sa' chi fosse dietro a tale casa produttrice, non vi sono nemmeno elenchi di cosa abbia venduto la Mogul, dato che alcuni suoi prodotti sono molto oscuri e contengono films europei davvero rari. Il film è stato anche distribuito su una VHS greca, anche qui in attesa di ritrovamento. A volte il cinema perduto ricorda molto l'archeologia, chissà perché...

Roma. Vi è un forte malcontento popolare contro i governanti. Un gruppo terroristico di matrice non specificata addestra i propri uomini per effettuare il colpo del secolo: uccidere a sangue freddo il Ministro dell'Interno. Il problema è che la stessa organizzazione decide di abbandonare il piano, convinta che una strage simile non migliorerà le condizioni del paese. Lo porteranno avanti Mara, figlia di un industriale, Ferruccio, giovane professore all'ITIS, e Bruno, ragazzo sbandato con il sogno del Sud America e della vita facile: l'attentato si compie, e ci lascia la pelle anche Bruno. Mara e Ferruccio riescono a fuggire da una Roma, che ormai è in preda all'anarchia totale. Alla fine optano per spararsi a vicenda, nel mentre diversi carri armati circolano per le strade, intenti a effettuare un colpo di Stato.

Il film è come un campanello d'allarme per il popolo italiano, ricco di discussioni politiche ed ideologiche, ma tutto ciò non porta da nessuna parte. Parlano e parlano senza sosta, e tutto sfocia nella noia, dato che non succede quasi nulla. Pirri cerca di trattenere l'attenzione del pubblico con una scena di una bassezza unica, l'eccitamento di Bruno in un bagno mentre impugna la sua mitragliatrice... roba al limite dell'immaginabile. Lou Castel è ingiustamente sprecato, dato che appare in un cameo veloce, e in quel cameo prova a tenere in piedi l'attenzione al film, ma senza riuscirci. Neanche il veterano Luc Merenda riesce a tenere in piedi il film, dato che sonnambula per tutto il film.
Nonostante il film abbia predetto incredibilmente l'attentato ad Aldo Moro, per la noia onnipresente è difficile stargli dietro, nemmeno se hai bevuto del caffé. Teorie e discorsi che hanno un peso pari a quello di un capello umano, dato che non influiscono in nessun modo sulla trama. 


La pellicola fu distribuita malamente all'estero, soprattutto dall'oscura Mogul con il titolo Could It Happen Here?. In Germania sono stati più onesti, e lo hanno distribuito con il titolo di Terror Streets.

Pellicola che sperava di ricevere attenzioni da parte degli spettatori, ma alla fine è stata gettata sonoramente nel dimenticatoio insieme a molte altre pellicole del genere.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

martedì 23 febbraio 2021

Il Braccio Violento della Mala - 1978

 

Anno: 1978
Regista: Sergio Garrone
Casa di produzione: Huracans Films
Paese di produzione: Italia

CAST
Alberto dell'Acqua: Joseph
Dan Forrest: Jimmy
Daniela Giordano: Claudia
Victor Israel: Morgan

ATTENZIONE: SPOILER!

Pellicola povera di mezzi che di idee, ma per Alberto dell'Acqua è il film migliore che abbia mai interpretato, dopo che ha passato anni ed anni a recitare come personaggio secondario/stuntman in molti poliziotteschi. Qui si vede che gli è stata data la possibilità di allargarsi e di non essere nuovamente sottovalutato, e anche Garrone è uscito dai suoi soliti western. Pellicola estremamente rara, dato che fu quasi totalmente ignorata dai produttori italiani di videocassette e di DVD, ed assente nella programmazione televisiva.
Garrone è ben conosciuto nel mondo degli spaghetti-western, soprattutto per Una Lunga Fila di Croci (1969), anche per la commistione tra horror e western nel sotto-genere di Django come Django il Bastardo (1969), ambientato di notte in un villaggio sperduto.

Joseph viene incaricato da Morgan per impossessarsi di alcuni gioielli e anche di denaro, a loro volta rubati, e il colpo procede senza intoppi. Ma quando gli scagnozzi di Morgan tentano di portargli via la refurtiva poiché zingaro (e quindi, purtroppo, respinto dalla società), la nasconde e fa' amicizia con l'amante di Morgan, Claudia, e con un pugile di colore, Jimmy.



Sangue ai minimi sindacali, ma le scene d'azione non mancano, soprattutto l'indimenticabile efferatezza della tortura di Widmark in una cella frigorifera... così come l'ornamento fisico della Giordano. Merita di essere visto, dato che sa' divertire e tenere la tensione per tutta la sua durata: inquadrature spettacolari, attori credibili e una storia solida. La musica di Vasilij Kojucharov, specialista delle musiche nei western all'italiana, contribuisce a renderlo indimenticabile. Il vantaggio principale del film è la pochezza delle location, che contribuisce all'annidamento narrativo all'inizio e alla tensione, rendendo l'atmosfera del film ben carica ed accesa. Sfortunatamente ciò si perde quando i quattro protagonisti lasciano il nascondiglio di Morgan e trovano rifugio in una villa sperduta. Oltre a tali caratteristiche, vi sono alcune scene di nudo giustamente tagliate, con vestiti ed acconciature che spruzzano anni '70 da ogni poro. Ribadisco, film divertente, ma che colpisce per la sua trama e la sua tensione presente fino alla fine.

Distribuito all'estero con il nome esplicativo di Killer's Gold, ma nei paesi francofoni con un titolo abbastanza secco: L'Important C'est de Tuer (ovvero, L'Importante è Uccidere), ma soprattutto in Spagna fu distribuito con un titolo che ha poco a che vedere con l'occulto, Dinero Maldito.

Spero che trovi una dignitosa distribuzione in DVD, perché merita davvero.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

Un anno di Sottobosco! Guida alla visione del polar francese | Perché il genere poliziottesco si è estinto nel 1981?

Sembra che siano passati 10 anni dalla prima volta che scrissi una recensione su questo blog, ma è passato solo un anno dalla sua apertura e già abbiamo un pubblico solido su cui affidarci.
Ho cominciato ad appassionarmi di cinema ancora prima che muovessi i primi passi sui social networks, visionandomi alcune scene d'azione con Maurizio Merli e Franco Nero, e dopo essermi degustato il filone poliziottesco, ho anche avuto l'occasione di vedere uno dei capisaldi del cinema francese: Jean-Pierre Melville. Ho voluto condividere con voi i miei sentimenti e le mie passioni per il genere poliziottesco, ingiustamente denigrato dalla critica di allora e rivalutato solo a partire dagli anni '90 grazie alla rivista Nocturno.
Ho voluto condividere con voi l'enorme patrimonio cinematografico che aveva l'Italia, prima di cadere nell'oblio culturale e produttivo in cui risiede oggi. Quell'Italia produttiva e determinata non esiste più, visto che molti produttori cinematografici vanno sempre a colpo sicuro sulle commedie e sono costretti a conformarsi a diverse regole, addirittura di stampo politico (!!).
Ho voluto parlarvi delle chicche nascoste del nostro cinema, alcune che aspettano ancora di essere riscoperte. E spero di parlarne di altre ancora, con voi!
Grazie di cuore per seguirci da un anno a questa parte!
Grazie ancora per l'attenzione prestata alle nostre recensioni!
Grazie per seguirci nelle future recensioni!

No, il polar non è un genere nato in Groenlandia, è un genere tutto made in France nato grazie alle opere di Jean-Pierre Melville; dall'unione di policier e noir. Sfortunatamente passato a miglior vita all'età di 55 anni nel 1973, ormai quasi dimenticato dalla critica e dal pubblico di allora, fu colui che fece conoscere al mondo il poliziesco in salsa francese: freddo, ironico e crudo. Fece attirare su di sé le ostilità delle corporazioni cinematografiche francesi, visto che nel cuore di Parigi (precisamente in via Jenner) si costruì da solo il suo laboratorio indipendente.
Non siete ancora convinti della sua voglia di fare? Si finanziava di tasca propria i suoi films, e addirittura era lo specialista dell'adattamento cinematografico di alcuni libri, tant'è che lo scrittore drammatico Jean Cocteau chiese a lui di adattare il romanzo I Ragazzi Terribili (1929).

Ma andiamo con ordine, tanta confusione ed emozioni in un colpo solo non sono mai buoni motivi per cominciare uno speciale.
Nato in una famiglia ebraica originaria dell'Alsazia, sin dall'infanzia si appassiona di cinema: in particolare a 15 anni nel 1933, quando vide il film bellico/drammatico Cavalcade. Da lì in poi decise di diventare regista, e si vantava di aver visto un centinaio di volte tale pellicola.
Dopo la guerra, decise di mettere da parte dei quattrini e girò nel 1946 il suo primo cortometraggio in 16 mm, Ventiquattro Ore nella Vita di un Clown, senza avere successo.
Si fece conoscere definitivamente in Francia nel 1947 con Il Silenzio del Mare, girato in condizioni molto precarie e senza aver avuto il permesso da Vercors per fare l'adattamento su schermo del suo romanzo. Già nel 1955 girò il suo primo noir, Bob il Giocatore, una storia drammatica su un giocatore d'azzardo al verde che organizza una squadra per rapinare il casinò di Deauville.
Sempre nel 1955 acquistò una serie di capannoni abbandonati nel centro di Parigi per costruirsi i suoi studi cinematografici, e vi lavorò fino al 1967, quando un incendio distrusse i suoi studi mentre stava girando Le Samourai, di cui ne parlerò a breve.
Lavorò anche come attore, chiamato da Jean-Luc Godard nel film di Fino all'Ultimo Respiro (1959), entrando a far parte della Nouvelle Vague francese. Ma quando il suo secondo noir, Le Jene del Quarto Potere (1959) fu un insuccesso, Melville cominciò a studiarsi un nuovo tipo di cinema... più astratto, più freddo e classico, il che lo allontanerà dall'Onda francese.


Nel 1961 girò Leòn Morin, Prete, ancora una volta finanziato dal regista, e interpretato da diverse stelle del cinema francese come Jean-Paul Belmondo ed Emmanuelle Riva, tra laicità e religione. Ritorna con successo nel noir con Lo Spione e Lo Sciacallo (1962-63), di cui quest'ultimo fu teatro di polemiche con Belmondo.
Sul set di Lo Sciacallo litigò costantemente con Charles Vanel, Belmondo in sua difesa tirò uno schiaffo potente al regista, strappandogli via gli occhiali e il suo cappello!

Nel 1966 girò uno dei suoi noir più apprezzati, Tutte le Ore Feriscono... l'Ultima Uccide, con Lino Ventura come protagonista. Gli ingredienti principali sono l'assenza di determinazione nei personaggi, la lealtà negli antagonisti, aspetti psicologici esplicati e lo scontro con la polizia tramite alter-ego. Il linguaggio di tale opera ha dell'incredibile, sottile ma diretto.

Quando si incendiarono gli stabilimenti di Melville nel 1967, girò quello che considerava il suo capolavoro, Le Samourai: secco, diretto, bello e freddo in un universo ripieno di tali caratteristiche. Tale mondo nichilistico e freddo ispirò anche il nostrano maestro Fernando Di Leo (girò il suo primo film un anno dopo, Nome in Codice: Rose Rosse). Si tratta del punto più alto del polar, ricco di significati e dalla frase secca all'inizio della pellicola, la quale spiega il titolo in francese...  "non esiste solitudine più profonda del samurai, se non quella della tigre nella giungla".
Capolavoro anche nella fotografia, rigorosamente curata da uno degli esponenti della Nouvelle Vague, Henri Decae. La sua mano si nota anche quando Delon viene pedinato in una Parigi notturna, rappresentata come la tigre che cerca di sfuggire dalla caccia dei lupi.
Il film in questione fu l'inizio di una lunga collaborazione con Alain Delon, attore che rappresentava a 360 gradi l'universo melvilliano: prossimo a un fatale futuro, ma fiero e robusto.

In seguito litigò pesantemente con Lino Ventura, che durante le riprese di L'Armata degli Eroi nel 1969 non parlò più con il regista, e il regista parlò con lui solo tramite un assistente. Questo film attirò sul regista molte polemiche da parte della critica, soprattutto dalla prestigiosa rivista Cahiers du Cinema che aveva politicizzato il film e accusato il regista di essere un "filo-gollista" (l'apprezzare le idee politiche di Charles de Gaulle, che mesi prima dell'uscita del film nelle sale lasciò bruscamente il suo ruolo di generale).
Tali critiche colpirono anche i distributori americani, che alla fine rifiutarono di distribuire il film negli Stati Uniti, fino ad essere finalmente rilasciato nel 2006. Il film totalizzò un risultato non male nelle sale: ben 1.401.822 ingressi. 37 anni dopo la sua uscita in Francia, negli USA incassò un totale di 741.766 dollari.

Arriviamo nel 1970, e arrivò anche l'opera che consacrò Melville come maestro del polar anche al di fuori della Francia: I Senza Nome. Quinto film dell'anno al botteghino, con 4.300.000 spettatori, e anche la critica lo accolse molto favorevolmente. Impostato come un western, ma che gravita sempre nell'ambiente del polar. Anche qui ricchissimo di significati, che spiegandoli molto brevemente si parte da: il codice d'onore del samurai (bushido) alla tragedia greca, dal film gangster al fatalismo, dall'amicizia alla determinazione. La colonna sonora è ai suoi minimi sindacali, dato che nel film governano le parole al posto della musica. Il montaggio fu curato addirittura dal regista, che ne ha curato la tempistica delle scene, tra cui la rapina in gioielleria: 20 minuti di scena muta, divisa a metà da un'unica battuta. L'esponente fotografico della Nouvelle Vague creò il "bianco e nero a colori", ovvero desaturando le immagini e arricchendo la notte con una tonalità blu.
Dopo la morte nel regista nel 1973, quest'opera finì sciaguratamente nell'oblio per 10 anni, fino a quando dei nuovi registi come Quentin Tarantino, Walter Hill e Michael Mann non iniziarono a prenderne esempio e a rivalutarla. Quando si assapora il polar, difficilmente lo si può lasciare...

Melville firma il suo ultimo film nel 1972, con nuovamente nelle vesti del protagonista Alain Delon. Amaro in bocca evidente sulla giustizia e sulla vendetta, anch'esse fredde e ironiche come le opere precedenti del regista, ma con una critica palese alla polizia all'inizio del film: "gli unici sentimenti che un uomo è stato mai in grado di suscitare alla polizia sono l'ambiguità e la derisione" (frase firmata dall'investigatore privato dell'epoca napoleonica François-Eugène Vidocq). L'accoglienza al botteghino non fu come se l'aspettava Melville, dato che il film riscontrò 1.400.000 di spettatori in tutta la Francia (vicino ai livelli dei 1.900.000 di Le Samourai), ma fu la critica che inflisse un duro colpo al film. Dalla rivista Cinema 72, il sig. Tristan Renaud ci comunica che è rimasto deluso dal regista e in particolare dai suoi personaggi, che vengono rappresentati come dei "semplici ladri", definendo "insignificante" la sceneggiatura.

In seguito a tale insuccesso, lavorò alla prossima sceneggiatura del suo film, intitolato Contre-Enquete (Contro-Indagine) insieme a Philippe Labro, che assistette improvvisamente alla morte del regista. L'8 agosto del 1973, Melville fu colpito da una crisi cardiaca mentre stava cenando con Labro all'Hotel Saint-Jacques a Parigi.

Dopo la sua morte, le sue idee hanno continuato a camminare su altri registi.
Soprattutto Jacques Deray ed Henri Verneuil, che contribuirono a lanciare l'attore Belmondo in Francia e anche all'estero. I films girati con lui ebbero talmente tanto successo che in Russia coniarono il termine di "belmondismo", che indica il fare acrobazie impossibili sul grande schermo con un'ironia pungente. Si ricordano in particolare Le Casse (1971), Peur sur la Ville (1975), Le Marginal (1983). Anche uno spicchio di Georges Lautner cercò di raccogliere l'eredità di Melville con Le Professionnel (1981), riscuotendo un enorme successo al botteghino anche grazie alla colonna sonora di Ennio Morricone. Flic ou Voyou (1979) cercò di mischiare la commedia con il polar, e fu un successo anche questo, segnato anche dal carisma di Belmondo.

---

Finita questa lunga guida sul genere francese del polar, spostiamoci nel nostro stivale e parliamo di un genere che ho più volte recensito nel blog: il poliziottesco italiano.

Nato per puro caso nel 1966 con Svegliati e Uccidi, una biografia sul grande schermo del bandito Luciano Lutring (definito anche come "il solista del mitra", dato che era solito portare in una custodia per violino il suo mitra). Sangue, sparatorie e ricco di critiche nei confronti della società dell'epoca, in quanto Robert Hoffmann interpreta un ragazzo con poca voglia di lavorare e incomincia a fare il rapinatore per guadagnare soldi più facilmente. 
Il film fu il 92° miglior incasso nella stagione cinematografica 1965-66, e fu riscoperto solo con la nascita di Internet negli anni '90, anche grazie ai nuovi critici del Nocturno.



6 anni dopo l'uscita della biografia di Lutring nelle sale, Steno decide di uscire dalle sue commedie e si firmò la prima e unica volta con il suo vero nome: Stefano Vanzina. Era il 1972, e girò quello che da molti è considerato il punto di partenza del genere poliziottesco, La Polizia Ringrazia, opera sorprendente da un regista abituato alla commedia! Da qui in poi, il poliziottesco sarà un mix tra i films di denuncia politico/sociale alla Damiani e ai films d'azione all'americana con Callaghan. Non ha sequenze dure e profondamente violente, ma si segnala la morte brutale della giovane Laura Belli, sacrificata dal criminale in fuga e gettata dal motorino in corsa. Enrico Maria Salerno interpreta un commissario che crede nella legge, ma non sgarra mai nell'applicarla, ma quando il sentimento di non dare sicurezza nei cittadini si sente più forte, da' le dimissioni. L'Anonima Anticrimine semina Roma di cadaveri simbolici e non di persone qualunque, il tutto stilizzato in dei poster che raffigurano dei spazzini intenti a ripulire Roma... ed accenna al tentato colpo di Stato, ancora fresco, del 1970 con Junio Valerio Borghese. Le musiche di Cipriani aiutano a rendere indimenticabile il film. Fu record di incassi nella stagione cinematografica 1971-72: ben 1,696,360,000 di Lire!

Se nel 1972 c'era chi aveva fatto partire la scintilla del poliziottesco, l'anno seguente scriverà i dettami del genere e si tratta di La Polizia Incrimina, la Legge Assolve. Nell'azione ricorda moltissimo il leggendario Bullitt (1968) e la trama è ispirata all'omicidio Calabresi (colui che aveva defenestrato l'anarchico Pinelli a Milano), in quanto lo stesso Castellari affermò di averne preso spunto. Si ha l'immagine definitiva del commissario di ferro, impotente nel fermare crimini in città, ma giustiziere dal cuore d'oro.
Il film è ricordato in particolare per il lungo inseguimento di 8 minuti all'interno del film, il quale ci dimostra la fantasia eccezionale delle auto dell'epoca: una Alfa Romeo Giulia TI e una Citroen DS furgonata in versione ambulanza, venduta al regista dalla Croce Rossa di Genova, interamente coreografato da Remy Julienne. Anche qui le musiche dei fratelli De Angelis sono indimenticabili, come l'incasso del film: ben 1,625,825,000 Lire, vicino al record del film di Steno!

Il genere toccherà la sua massima espansione nel 1975-76, in cui debuttò il commissario per antonomasia del genere: Maurizio Merli. Nel genere si cimentarono anche sparatori inespressivi come Luc Merenda, ma anche rubacuori come Ray Lovelock, inespressivi fisici come Henry Silva, poliedrici come Antonio Sabàto e il doppiatore italiano di Colombo, Giampiero Albertini. Ma come tutti i filoni, alla fine si esauriscono...

Arriviamo nel 1980, anno in cui l'Italia uscì stremata da un lungo decennio di piombo ricco di violenze e di lunghi scioperi tra fabbriche e sindacati, anno in cui alcuni registi cercarono di tenere in piedi con le loro ultime forze il filone...
Soprattutto Stelvio Massi, colui che risollevò le sorti delle Produzioni Atlas Consorziate (ormai produceva soltanto gialli di stampo religioso) inserendo e portando ai massimi livelli il poliziottesco, che qui girò l'ultima sua collaborazione con Merli: Poliziotto, Solitudine e Rabbia. Contiene tutti i difetti del filone: personaggio fumettistico così come i dialoghi, scene d'azione troppo esplosive e trama appena percettibile. Massi cerca sempre di rendere interessante ogni scena del film, anche qui riesce a farlo, ma andando contro alle basi del genere: diverso e abbandona la forzatura della violenza gratuita. Merli interpreta un uomo solitario e triste, ma con la forza di fare il suo lavoro di poliziotto in un sistema corrotto come quello italiano. Oltre ai difetti, siamo davanti a un poliziottesco umano e molto più credibile. Musiche gradevoli, film da riscoprire. Anche il pubblico rispose in maniera ottima al botteghino: ben 508,000,000 di Lire, nonostante il filone fosse al suo tramonto.

Dopo tale film, molti altri registi cercarono di riesumare il filone...
Soprattutto l'incredibile ma abominevole tentativo di Fabrizio Lori con Il Falco e la Colomba, già stroncato ferocemente dalla critica dell'epoca, in un clamoroso tentativo di mischiare la commedia romantica con il poliziesco (!!!). Oltre a lui vi è anche Gianni Manera, che dal 1975 girò e inserì nel minimo dettaglio le location e le scene del suo mafia movie Cappotto di Legno, uscito nelle sale solo nel 1981. Si conta anche l'ultimo film di Silvio Amadio, Il Carabiniere, dimenticabile per le sue musiche da ascensore e con scene al limite dell'assurdo... anche il film automobilistico e strambo di Car Crash, girato da Antonio Margheriti. Il cinema italiano, in questo periodo è dominato dalle sceneggiate napoletane, soprattutto il sequel di Napoli... Serenata Calibro 9, ovvero Napoli, Palermo, New York: il Triangolo della Camorra girato dal melodrammatico Alfonso Brescia.

Giunti alla fine di questo lunghissimo articolo, il problema nel genere è evidente: la mancanza di idee per farlo continuare. Dato che l'Italia era appena uscita da un decennio sanguinolento e pieno di piombo, molti cineasti non volevano più sentir parlare del poliziottesco, e quindi si erano orientati verso la commedia, oppure nuovamente nei gialli, ma di chiara ispirazione estera. Questo fu anche a causa dell'enorme presenza delle televisioni, che svuotarono di molto le sale cinematografiche fino alla completa sparizione del cinema di genere italiano alla fine degli anni '80. Ora le televisioni stanno scomparendo, ma dubito fortemente che il cinema di genere italiano ritornerà ai livelli degli anni '70, così come quello francese, ancora attivo ma con poche idee al riguardo.

E con questo, grazie per avermi seguito fino a qui, e grazie per la vostra visione!
Ci vediamo, come sempre, in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

sabato 6 febbraio 2021

|Un anno di Sottobosco del Cinema| Top 15-alcuni dei molti film perduti (Grazie di cuore a tutti)

 




Quando questo blog è stato aperto, nessuno pensava di arrivare così tanto in là, eppure è (più) di un anno fa, la nascita di questo piccolo progetto, dedito alla riscoperta dei film ormai dimenticati, lo staff desidera ringraziare tutti i lettori/lettrici e i cultori che seguono questo blog, grazie a tutti.





Per questa occasione, ho deciso di fare una top 15(si, in barba alle classiche "Top 10") dei film perduti più interessanti, fra horror e di fantascienza(alcuni dei quali abbiamo già visto assieme), detto questo, possiamo iniziare:




15-

Vita Futurista

Italia -(1916)


Poster di anteprima dedicato al film


Partiamo con un film italiano e che film! 

Vita Futurista come da titolo, è il primo film del movimento futurista, ma questo, beh era anche ovvio.

Il film è stato scritto proprio dal fondatore del movimento, Tommaso Marinetti, purtroppo della pellicola non resta molto, alcuni fotogrammi ma niente di più, un vero peccato. 



14- 

 Il Mostro di Frankenstein

Italia-(1920) 


Unico Fotogramma rimasto sino a noi, che mostra la creatura


Sicuramente fra i lettori di questo blog più "vecchi" lo ricorderanno, infatti il primo vero articolo su questo blog è dedicato proprio a questo film, ancora italiano. 

Diretto a Eugenio Testa, Il Mostro di Frankenstein è forse il primo film horror italiano in assoluto, precedendo di molto il corto "Il Caso Valdemar" del 1936(per altro mai distribuito a causa della censura dell'epoca).

Non lasciatevi ingannare però, nonostante il film venga  ricondotto al filone del genere horror, di fatto citandolo come primo vero film horror italiano mai girato, potrebbe non essere così, data la presenza del personaggio di Sansone, celebre eroe dell'epoca e protagonista di molti Peplum.

All'epoca in Italia andavano molto di moda i film Peplum/Sword and Sandals, in cui un eroe difendeva i più deboli, sicuramente il genere ha spopolato grazie al film "Cabiria" diretto da G. Pastrone nel 1914.

Questo Mostro di Frankenstein è stato letteralmente ucciso dalla censura, arrivando ad una durata di circa 39, nonostante all'epoca abbia girato in vari paesi, infatti è ancora rintracciabile il poster francese, dal titolo "Le Monstre".

*Per maggiori dettagli su "Il Mostro di Frankenstein"



 13- Drakula Halala/Drakula's Death

  Ungheria-(1920/21)


Uno dei pochi frammenti rimasti, in cui compare "Drakula" 



Anche di questa pellicola abbiamo già trattato(ed è in arrivo un nuovo articolo aggiornato*), il primo vero film dedicato al personaggio di Dracula(non contando il russo "Drakula" del 1920, di cui non esiste alcuna fonte affidabile).

Questo Drakula Halala(in inglese Drakula's Death, in italiano La Morte di Drakula) potrebbe essere a tutti gli effetti il primo film sul conte, precedendo di oltre un anno, il magnifico Nosferatu di Murnau, dico potrebbe sempre per la storia del film russo, tuttavia va detto che Drakula Halala non è in nessun modo un adattamento del romanzo di Stoker, avendo una trama che con il celebre libro non ha niente da spartire, dato che il film segue la storia di una donna chiamata Mary che ha delle visioni/sogni in cui vede il vampiro.

Secondo alcune recensioni dell'epoca e grazie ad una novellizzazione del film, trovata qualche anno fa, si evince che nel film vi erano tutte le caratteristiche che poi sarebbero diventate ricorrenti, vale a dire il castello sinistro, la corte spettrale, la paura per i simboli religiosi(la croce che Mary ha al collo) e addirittura le spose vampire.

Del film purtroppo si sono perse le tracce non molto dopo l'uscita, potrebbe essere rimasto disponibile sino al 1923-24, dato che venne proiettato a Vienna, sempre stando alle fonti disponibili. 

*Edit L'articolo è visibile qui



12- Cleopatre/Robbing Cleopatra's Tomb

(Francia)-1899


Le disavventure di un esploratore, diretto sempre dallo stesso regista



 Qui parliamo di un vero maestro della settima arte, ovvero di George Melies, pioniere degli effetti speciali, sicuramente se oggi il cinema è quello che è, va dato merito anche a lui.

Questo Cleopatre è probabilmente il primo corto a tematica egiziana(decenni prima del celebre film con Karloff), non ne è rimasto nemmeno un frammento oggi. 

Il corto venne anche distribuito negli Stati Uniti con il titolo alternativo di Cleopatra's Tomb(o appunto Robbing Cleopatra's Tomb, in italiano Rubando nella tomba di Cleopatra).

La trama vera e propria è sconosciuta, ma sappiamo che riguarda la mummia di Cleopatra.

Nel 2005 venne data la notizia del ritrovamento di questo corto in Francia, sfortunatamente però si rivelò  un altro cortometraggio, sempre riguardante il saccheggiare le tombe. 




11-The Televion Ghost

(USA)-Anni 1930 (Serie TV)


Unica immagine rimasta 


Qui non si parla di Grande Schermo ma di Piccolo Schermo, con una delle prime vere serie televisive mai girate, andata in onda sulla CBS(Columbia Broadcasting System) agli inizi degli anni 30. 

The Television Ghost(in italiano Il Fantasma della Televisione) era un programma in cui venivano descritti alcuni omicidi, ogni episodio, della durata di 15 minuti, era introdotto  dal fantasma titolare(foto sopra), interpretato dall'attore George Kelting.

La serie durò per 3 anni, dal 1931 al 1933, oggi non ne esistono copie disponibili, l'unica fonte esistente è la foto sopra, con Kelting nei panni dello Spettro Televisivo. 


10-

Alraune

(Ungheria)-1918


Poster originale della pellicola 


Questo Alraune, non va confuso con i suoi omonimi "successori"  (rispettivamente del 28 e del 52). 

E' probabilmente basato sul romanzo omonimo, scritto da H. Ewers e pubblicato  nel 1911, probabilmente perché come in molti casi simili, del film non è rimasto molto.

La trama(basandosi sul romanzo e sui successivi adattamenti) vedeva una donna rimanere gravida(dopo che uno scienziato pazzo l'aveva fatta accoppiare con una radice di mandragora) e dare alla luce un bel  bambino, seppur demoniaco. 

Della pellicola non è rimasto praticamente nulla, se non il manifesto, visibile sopra. 



09-

Dr. Jekyll and Mr Hyde

(USA)-1908


Frammento rimasto sino a noi.

Primo adattamento per il cinema del celebre romanzo di Stevenson "Lo Strano caso del dottor Jekyll e di Mr. Hyde" uscito nel 1886.

Il film in questione tuttavia ha molte differenze con il romanzo originale, dato che è basato più su un adattamento teatrale, dovrebbe essere precisamente quello del 1897,(per altro scritto dagli stessi sceneggiatori del film) che sulla fonte originale, di conseguenza ha alcune differenza con il libro di Stevenson. 

E' interessante notare che per la "trasformazione" del mite Jekyll nel mefistofelico Hyde non venne usato alcun effetto speciale, fece tutto l'attore nella parte di Jekyll, contorcendosi sino ad ingobbirsi e indossando una parrucca, nascosta sotto al cappello. 

Stando alle fonti, questa pellicola durava 16 minuti totali ed era divisa in 4 atti, tuttavia il regista non sapendo che era basato sull'adattamento teatrale, pubblicizzò il film inizialmente come "fedelissimo alla versione cartacea, con le stesse sequenze e pose, nei minimi dettagli". 


08- 

London After Midnight/ Il Fantasma del Castello 

(USA)-1927


Lon Chaney all'opera 


Questa entrata nella lista era d'obbligo, non si può fare una top di film perduti e non citare questo, praticamente il santo Graal fra i cultori del cinema scomparso (e a buon ragione aggiungo io ).

Film in cui attorno gira un sinistro alone di mistero e di leggende, oltre che un caso di cronaca purtroppo successo realmente. 

London After Midnight presentava un fantastico Lon Chaney in una delle sue interpretazioni migliori(assieme a quella di Erik ne "Il Fantasma dell'Opera" del 1925).

Effettivamente Chaney, durante un intervista ammise che il trucco era esagerato appositamente, dato che lui nel film aveva due ruoli, quello del protagonista e dell'antagonista(foto sopra), denti affilati, occhi spiritati e ghigno satanico, che dire? Un lavoro che solo l'uomo dai mille volti avrebbe potuto realizzare.

Nonostante varie fonti sostengano alcune copie ancora intatte e ben conservate(forse in attesa della scadenza dei diritti, previsto per il 2022), l'ultima copia ufficialmente riconosciuta è andata distrutta nell'incendio della MGM nel 1964, assieme a molte altre pellicole, andate per sempre. 

Per approfondimenti sui misteri di questo magico film



07-

La Caverne Maudite/The Cave of the Demons

(Francia)-1898


Il grande Melies


Torniamo agli albori del cinema, ancora con il pioniere George Melies, in uno dei primi prodotti horror della storia della Settima Arte.

The Cave of the Demons(in italiano "La Caverna dei Demoni) è uno dei moltissimi corti girati dal padre degli effetti speciali e uno dei primi a tematica d'orrore.

Del  cortometraggio non si conosce praticamente nulla, ma solo per il fatto di essere uno dei primi horror va ricordato(il primo in assoluto è sempre un opera di Melies del 1896). 



06-

El Fantasma de la Opera

(Argentina)-1960 (Serie TV)


Il Fantasma Smascherato(l'attore Ibanez Menta)


Adattamento argentino del romanzo di Leroux. 

Uscito nel 1960 per la televisione, in cui recitava un grande attore del cinema spagnolo e argentino, Narciso Ibanez Menta(attore oggi sconosciuto ai più, di cui se ne parla qui).

Questo adattamento è molto interessante dato che risulta il primo ed unico sino ad ora, in cui compare il personaggio del Daroga/Persiano, segno della cura del dettaglio, quasi maniacale oserei dire(anche grazie all'aiuto del figlio di Ibanez Menta, Chico). 

Della serie originalmente di 9 puntate, non ne rimane nessuna traccia, (infatti all'epoca venne registrata usando un innovativo sistema, ma siccome il processo era molto costoso, in nastri vennero riutilizzati per produzione successive) se non  alcune immagini, scattate proprio dal figlio dell'attore principale nel ruolo di Erik, il Fantasma. 

Immagine a colori della serie
(come sempre si ringrazia l'amico e collaboratore Pejo per i colori)




                                                               05-
                                       Treasure Island/L'isola del Tesoro
                                                       (USA)-1920

Pubblicità dell'epoca



Altro adattamento di un celebre romanzo di Stevenson, in questo film recitano Charles Ogle(lo stesso attore che ha portato "in vita" il mostro di Frankenstein nell'omonimo cortometraggio del 1910) e il famosissimo Lon Chaney, in un ruolo minore. 

Il film tuttavia non è il primo adattamento del romanzo, ma bensì il quinto e sino ad allora più costoso ed elaborato, vengono riportate alcune sequenze a colori,  ma non è ovviamente possibile confermare queste fonti. 


04-
Mountain Eagle
(Regno Unito e Germania)-1926








Unico film di Alfred Hitchcock andata perduta(se non si conta il mai compiuto Number 13), del film non esistono copie rimaste intere, tuttavia sono rimasti alcuni fotogrammi

Esiste un curioso fatto riguardante la produzione, il regista  Hitchcock, non trovando il luogo adatto per girare il film, ambientato nel Kentucky,   pare che durante una passeggiata si sia imbattuto in un negozio e nella vetrina vide un quadro, ritraente proprio il tipo di scena che volevo lui, interessato, lui e la produzione si misero alla ricerca dell'autore, una volta trovato si fecero dire il luogo esatto, un piccolo villaggio sulle montagne tedesche. Ci vollero quasi due giorni per raggiungere il luogo. 

Durante le riprese addirittura una bufera di neve "intrappolò" la crew e dovettero intervenire i pompieri, o almeno così si narra.



03
The Romance of Tarzan
(USA)-1918






Secondo film basato sul personaggio di E. Rice Burroughs, con la star Elmo Lincoln nella parte di Tarzan.

Questa pellicola si basa in realtà sul primo romanzo della serie(Tarzan of the Apes), adattando la seconda parte del romanzo, la prima parte è stata usata per il primo film in assoluto dedicato al personaggio, sempre con gli stessi attori ed uscito nello stesso anno. 

Nessuna copia è rimasta sino a noi. 
 




02-
Der Golem und Die Tanzerin 
(Germania) 1917



Una delle poche foto di scena giunte sino a noi



Der Golem und Die Tanzerin, conosciuto anche come The Golem and the Dancing Girl(in italiano Il Golem e la Ballerina) è il secondo film della trilogia dedicata al Golem, interpretata e diretta da uno dei più grandi registi del cinema espressionista tedesco Paul Wegener.

Tuttavia a differenza del primo capitolo(perduto anch'esso) e il terzo capitolo(per fortuna arrivato sino a noi), questo è diretto in chiave decisamente più comica, quasi una parodia dello stesso regista al suo film precedente. 

Stando ad alcune fonti, una copia sarebbe ancora ben conservata in "qualche archivio" chissà dove.



01-
Das Gespenst im Opernhaus/ Das Phantom der Oper 
(Germania)-1916



E alla prima posizione, il primo adattamento del celebre romanzo "Le Fantome de L'Opera" di Leroux. 

Uscito solo 5 anni dopo rispetto al romanzo(1911) e ben 9 anni prima del capolavoro con Chaney del 1925. 

Del film, diretto da Ernst Matray(probabilmente anche attore nella parte di Raoul, o secondo altre fonti del Daroga) non vi è nessuna traccia tangibile, tanto che spesso non viene nemmeno mai menzionato fra i molti film dedicati al Fantasma di Palais Garnier. 

Das Gespenst im Opernhaus(lett. in italiano "Il Fantasma nel teatro dell'Opera) è un film curioso e a tratti strano, infatti fra le varie teorie del perché sia andato perduto si cita il fatto che non fosse un adattamento autorizzato e anzi, fu lo stesso Leorux a denunciare il regista(in maniera molto simile a Murnau col suo Nosferatu), condannando la pellicola a venire distrutta(cosa anche riuscita, dato che non esistono copie intere), ma stando allo scrittore J. Flynn, autore del bellissimo libro "Phantoms of the Opera: The man behind the mask" alcune copie potrebbero sicuramente essere sopravvissute, Flynn cita alcune copie incomplete rimaste in qualche archivio e chissà se sia vero(sperando ovviamente di si). 



--------------------------------------------------------------

Ed eccoci alla fine di questa serie di film interessanti andati perduti, colgo l'occasione per ringraziare ancora una volta i collaboratori e i lettori, grazie per aver resto possibile tutto questo! 

La Grande Rapina (The Big Holdup) - 1975

Regia:  Chor Yuen Sceneggiatura:  Chor Yuen Produttore:  Run Run Shaw Direttore di produzione:  Chen Lieh Casa di produzione:  Shaw Brothers...

Le recensioni e gli articoli più visti del blog