venerdì 24 febbraio 2023

Un Eroe Non Muore Mai (A Hero Never Dies) - 1998

 
Anno: 1998
Regista: Johnnie To
Casa di produzione: Milkyway Image, Film City Hong Kong Limited
Paese di produzione: Hong Kong, Cina

CAST
Lau Ching-Wan: Martin
Leon Lai Ming: Jack
Fiona Leung: Fiona
Yoyo Mung: Yoyo
Yuen Bun: Bo
Henry Fong Ping: Mr. Fong
Keiji Sato: assassino
Yen Shi-Kwan: boss Yam
Michael Lam: guardia del corpo

ATTENZIONE: SPOILER!

Ed immortale rimarrà il lavoro impeccabile sia dietro che davanti le quinte di tale pellicola, con un Johnnie al punto più alto della sua carriera: l'anno dopo arriverà a toccare le stelle con due capolavori del noir (The Mission e Running Out of Time). Qui possiamo assistere a come Lau diventerà l'attore feticcio del regista, oltre che a divenire una presenza costante della Milkyway... assieme al fotografo Cheng Siu-Keung, che dopo avere debuttato con titani come Gordon Chan e Stephen Chow in "Fight Back to School II" (1992), in seguito è diventato il fotografo di fiducia di Johnnie.

Jack è il membro di spicco della triade di Yam. Dall'altra sponda Martin è allo stesso livello, ma nella triade di Fong. Amici e nemici, intorno a loro gravita la pace e la guerra: tutto ciò viene stravolto quando Yam e Fong cominciano a spararsi tra di loro... e prima che Jack e Martin facciano lo stesso, una notte si incontrano in un bar e decidono di sorseggiare del vino assieme alle loro anime gemelle. Dopo essersi sterminati a vicenda, Fong e Yam uniscono le loro forze e decidono di fare un corposo ripulisti del loro passato, membri di spicco inclusi. 

Eccessivamente artistico in alcuni punti e tremendamente accurato in altri, considerabile un'anatomia dell'heroic bloodshed e dei suoi tratti distintivi (fratellanza, vendetta, rispetto, onore, tradimento), qui studiati al microscopio anche sui protagonisti: da un lato Jack è inespressivo, semplice ma molto ad effetto; talmente freddo da mettere invidia ad un blocco di ghiaccio, nonostante i vari eventi che lo hanno profondamente attraversato assieme alla sua ragazza Yoyo (sfigurata a causa degli scagnozzi di Fong e Yam).

Sull'altra sponda abbiamo un Martin quasi sempre col sigaro in bocca e dall'atteggiamento da cowboy impossibile da scalfire, nonostante anche lui le abbia prese sulle gambe (nei peggiori modi) dagli uomini di poco prima: guardaroba che definire appariscente è un eufemismo (stivali e pantaloni in pelle!), anima gemella inclusa che non ha avuto il tempo necessario per ramificarsi e dare spazio al suo coraggio che fa' da scudo al Martin con i suoi problemi alle gambe. I boss della triade disgustano e sono pungenti per la loro crudeltà nel voler cancellare a tutti i costi il loro passato... raramente si proferisce parola in tutto il film, citazioni a cascata su altri generi come il jitsuroku eiga di casa Fukasaku dove nessuno è buono e tutti sono antagonisti, fotografia ad un passo dal Cinema du Look alla Besson.


Ad eroi che durano a morire, incassi eroici: 6,360,165 dollari (763.497 euro)!

Morale? Assicuratevi un posto riservato per il DVD di Johnnie, è una pietra miliare del neo-noir hongkongese, ad eterna dimostrazione che Melville viene ancora osannato in giro per il globo...
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

sabato 18 febbraio 2023

Fratelli dalla Città Murata (Brothers From the Walled City) - 1982

 
Anno: 1982
Regista: Lam Nai-Choi
Casa di produzione: Shaw Brothers
Paese di produzione: Hong Kong, Cina

CAST
Chin Siu-Ho: Xiao De
Philip Ko Fei: Da De
Johnny Wang: agente Cheung
Liu Lai-Ling: Cheung Mei-Ling
Wong Ching: Yi Ching
Kwan Hoi-San: Chan Yuan-Loong
Gam Biu: Biu, club manager
Pak Man-Biu: nono zio
So Hang-Suen: madre di Mei-Ling
Lung Tin-Sang: amico di Xiao De
Lee Diy-Yue: amico di Xiao De
Yeung Wai-Sin: fidanzata dell'amico di Xiao De
Lee Kim-Chung: Da De da giovane
Fung Ging-Man: zio Jiu
Hui Ying-Ying: Mamasan
Tony Leung Hung-Wah: tossicodipendente Shing
Wong Mei-Mei: moglie di Shing
Wan Seung-Lam: membro della gang di Da De
Lam Chi-Tai: membro della gang di Da De
Kong Long: guardiano del casinò di Loong
Fong Ping: donna per la strada
Luk Ying-Hong: sergente di polizia
Ng Kwok-Kin: poliziotto
Yat Boon-Chai: poliziotto
Leung Hung: tossicodipendente

ATTENZIONE: SPOILER!

Lam è considerabile il Takashi Miike hongkongese... quasi sempre presente nella temutissima terza categoria, conosciuto per le sue pellicole eccessivamente violente e dal tono cupo, ma anche per come riuscì con successo a fotografare una gioventù in caduta libera verso il crimine l'anno seguente con "Men From the Gutter" e per dare una mano al giovane Danny Lee a girare il suo debutto da dietro una cinepresa nel 1981 con "One Way Only"; divenuto un cult della bikersploitation.

In seguito all'assassinio di un noto gestore di una bisca clandestina nella città murata di Kowloon, i suoi due figli Xiao e De vengono affidati ad un suo amico: De cercherà di uscire dal mondo della criminalità, ma suo fratello Xiao finirà di nuovo a frequentare compagnie sbagliate ed a finire sotto la lente dell'agente Cheung... che dopo la morte, accidentale, di sua figlia per mano di Xiao, non si fermerà davanti a nulla pur di incarcerarlo. 

Se pensavate che il vostro cuore sia stato ridotto in pezzi già durante il primo tempo del film, nel secondo preparatevi delle lenzuola per l'alluvione di lacrime. Sebbene il melodramma è fisso sull'acceleratore, l'aria di morte che si respira è molto ben chiara: soprattutto su Xiao, che nonostante abbia alle calcagna molti nemici, si rifiuta di liberarsi da quel mondo malato e prosegue fino alla disfatta finale che rende più cristallino il messaggio di base della pellicola: tutti quanti hanno perso, Cheung compreso per l'abuso della sua posizione (che segretamente ha stretto un accordo con Ching per dare una lezione a Xiao), nonostante sia dalla parte della legge. Da questo clima irrespirabile ci salvano delle boccate d'aria incentrate sui metodi ingegnosi per vendicarsi delle malefatte di Ching... niente di interessante sulla fotografia, tranne che per le sequenze girate in quella città murata asfissiante e squallida, ormai sparita del tutto dal 1994. 


A melodramma fisso, incassi lampeggianti: 4,040,050 dollari (484.730 euro), per nulla male per gli standard dell'epoca.

Nonostante abbia un ottimo cast, è un qualcosa che non guarderei una seconda volta, poiché già la singola visione è anche ben abbondante.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

domenica 5 febbraio 2023

Giganti e Giocattoli (Kyojin to Gangu) - 1958

 
Anno: 1958
Regista: Yasuzo Masumura
Casa di produzione: Daiei Studios
Paese di produzione: Giappone

CAST
Hiroshi Kawaguchi: Yosuke Nishi
Hitomi Nozoe: Kyoko Shima
Osamu Abe: pugile
Koichi Fujiyama: Tadao Yokoyama
Yoshihiro Hamaguchi: guidatore "C"
Tatsuo Hanabu: Fuyuzaki
Fujio Harumoto: Shimomura
Hisako Horigome: Miyuki Fujimoto
Hikaru Hoshi: Kurosawa
Naoyasu Ito: Nakazaki
Yunosuke Ito: Junji Harukawa
Shoji Kawashima: ingegnere
Hiroko Machida: Suzue, la moglie di Goda
Sachiko Meguro: Iwafuji
Fumiko Murata: Kiku, la madre di Kyoko
Sho Natsuki: Minami
Michiko Ono: Masami Kurahashi
Kyu Sazanka: Ryuko Higashi
Kinzo Shin: Kohei Yashiro
Tsuneko Sudo: anziana sig.ra
Yasushi Sugita: produttore
Munehiko Takada: guidatore "A"
Hideo Takamatsu: Ryuji
Toru Takami: Okkotsu
Eiichi Takamura: Akimura
Kisao Tobita: Matsutani
Masahiro Tsumura: guidatore "B"
Mantaro Ushio: Natsuki
Tetsuya Watanabe: cantante
Aiko Yamakawa: Sumiko Kikumura
Kenji Oyama: Kita

ATTENZIONE: SPOILER!

Da oggi è ufficiale: Masumura è l'Elio Petri giapponese. Spietato nella satira e divertente nel rendere meno pesante il contenuto della sua denuncia contro la società nipponica dell'epoca sul grande schermo. Girato in una Tokyo appena ritornata in auge dalle bombe degli alleati di appena un decennio prima, nel cast vanta la presenza dell'impegnatissimo caratterista Kawaguchi, che grazie a suo padre Matsutaro (scrittore e dirigente della Daiei) poté approdare al cinema e si ritirò nel 1986 dopo quasi 30 anni di carriera, per poi sfortunatamente passare a miglior vita poco dopo a causa di un cancro all'esofago; assieme alla sig.rina Nozoe (ai tempi già nota per le sue interpretazioni "innocenti" tra le fila della Shochiku), che dopo le riprese finì per davvero tra le mani di Kawaguchi: si sposarono. 

Tre aziende dolciarie (World, Giant e Apollo) sono continuamente in conflitto tra di loro, soprattutto in ambito pubblicitario. Ma tra le fila della World il pubblicista Nishi nota per puro caso la tomboy Shima, mentre sorseggiava del caffè in un bar locale: instancabile tassista dai denti sporchi che ha come unica preoccupazione i suoi girini nell'acquario. Diventerà la nuova mascotte dell'azienda e sarà il biglietto da visita delle loro martellanti campagne pubblicitarie che susciteranno non pochi dubbi all'interno della sede aziendale, tra cui la fatica nelle vendite dei dolciumi... e la sensazione di Nishi dell'avere fatto il passo più lungo della sua vita, che comporterà anche il ritiro di Shima dai riflettori della dolciaria per passare a quelle delle case discografiche...

Illustrazione più che perfetta dell'americanizzazione del Giappone nell'immediato dopoguerra: il capitale conta più di qualsiasi cosa e bisogna competere con ogni mezzo possibile. La televisione, assieme alla stampa, diventano armi efficienti per svuotare le menti degli individui che ci circondano e tramutarli in delle macchine prive di anima... facilmente manovrabili non solo dalle grandi aziende, ma anche dal potere. Come ho già anticipato poco prima, brillano sopra tutti Nozoe e Kawaguchi: rispettivamente per la sua innocenza su una scacchiera molto più grande di lei, lui per il suo volersi liberare da questa trappola (dolce), ma che alla fine si arrende e rimarrà per avere un tetto sopra la testa, nello stile di Mattia Pascal... eccezionale anche in ambito fotografico, dai colori caldi ed accesi, ma soprattutto per la sequenza dell'accendino malfunzionante che simula i ritmi veloci delle fabbriche della World, ritmi che faticano a sopportare anche gli stessi lavoratori... completa il tutto l'atmosfera (tragi)comica della pellicola, da farci rimanere con il sorriso sulle labbra, sebbene il messaggio è attuale più che mai.


Ed un sorriso va' anche alla Arrow Video, che ha recuperato questa perla...
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

La Grande Rapina (The Big Holdup) - 1975

Regia:  Chor Yuen Sceneggiatura:  Chor Yuen Produttore:  Run Run Shaw Direttore di produzione:  Chen Lieh Casa di produzione:  Shaw Brothers...

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