sabato 9 maggio 2020

[Flopiziesco #5] I Guappi Non si Toccano - 1979

Anno: 1979
Regista: Mario Bianchi
Casa di produzione: Falco Film
Paese di produzione: Italia

CAST
Richard Harrison: Michele Ferrari
Gabriele Tinti: Tony Loblanco
Paola Senatore: Paulette Maurice
Pino Mauro: Jean Maurice
Marisa Laurito: Marisa Montano
Enrico Maisto: Antonio Marciani, l'ingegnere
Tommaso Palladino: il killer Tommaso Monti

ATTENZIONE: SPOILER (anche se è un flop...)!


Siamo nel 1979, dove il filone del poliziottesco incontra la sua fase di implosione definitiva. C'è chi non ha più idee e lascia il filone al suo destino come Umberto Lenzi, con Da Corleone a Brooklyn, nonché il terzultimo film di Maurizio Merli. Ma abbiamo l'opposto, Stelvio Massi, che gira a getto continuo lasciando a monte la qualità dei contenuti, ma che dimostra una forte amicizia nei confronti di Merli, creando un prodotto visibile ed ottimo come Sbirro, la Tua Legge è Lenta... la Mia No!, con un Mario Merola impegnato in scazzottate e ad essere ostile nei confronti di Merli. 

Nella periferia di Napoli, nel corso di alcuni lavori in una cava di pozzolana, viene alla luce un cadavere che poi si rivela essere quello dell'ingegnere Italo Montano. Sulle vicende vi indagano tre magistrati che, sicuri che l'omicidio sia collegabile a un losco affare tra le bande dei boss Angelo Jacomino e del marsigliese Maurice, autorizzano il questore Ferrari ad avvalersi delle indagini di Tony Lobianco, un italo-americano, già agente dell'FBI. Tony, dopo essersi infiltrato nella banda di Maurice, suggerisce a questi di fare una rapina a un furgone portavalori postale e nel contempo svela i particolari del colpo stesso a Jacomino. L'azione criminale diviene il pretesto per eliminare i membri della banda, alla quale però riescono a scampare solo Lobianco e Maurice. Ma Tony si accorge che ad agire vi erano dei "non invitati", nasconde in una cappella di un cimitero il ferito Maurice e, grazie all'aiuto di sua figlia Paulette, entra in possesso di documenti che denunciano le malefatte dei magistrati inquirenti. Tuttavia, al momento di presentare al questore tali documenti, viene ucciso lui e la sua ragazza da ignoti.

Pessimo. Pessimo da ogni parte lo si guardi.
I titoli di testa del film non sembrano neanche di un poliziesco, data la musica da discoteca inserita in un luogo in cui viene ritrovato un cadavere. Anche uno meno esperto di me noterà che a volte gli "attori" di questo film guardano l'obiettivo della telecamera, durante i loro dialoghi. "Morti" inclusi. Il doppiaggio è fastidioso alle orecchie di un napoletano: perché? Non hanno azzeccato, neanche osservando con un binocolo dalla Nuova Zelanda, l'inimitabile accento napoletano. Azione macchinosissima e noiosa. Uccisioni di massa dove non vi è nemmeno l'ombra (trasparente) di un poliziotto in divisa. Dopo aver recensito ciofeche cinematografiche come Il Falco e la Colomba (1981), da me ritenuto come il peggior poliziesco mai creato nella storia del filone, mi devo ricredere.

Il film in questione passò all'estero con il titolo di Don't Trust the Mafia, ma fortunatamente non si hanno notizie di altri doppiaggi stranieri.

Mario Bianchi è come una barzelletta: partito con i western-spaghetti ed arrivato al capolinea con l'erotismo. Evitate di prenderlo sul serio, la vostra salute mentale è un dono prezioso.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

venerdì 8 maggio 2020

Poliziotti Violenti - 1976

Anno: 1976
Regista: Michele Massimo Tarantini
Casa di produzione: Capitol Film
Paese di produzione: Italia

CAST
Henry Silva: maggiore Paolo Altieri
Antonio Sabàto: commissario Paolo Tosi
Ettore Manni: avvocato Vieri
Silvia Dionisio: Anna

ATTENZIONE: SPOILER!


Siamo nel 1976, dove il filone del poliziottesco tocca il suo apice in fatto di produzioni e di successi ai botteghini. Vediamo un Lenzi scatenato con Roma a Mano Armata, con una battaglia tra un gobbo Tomas Milian e un commissario menefreghista delle regole Maurizio Merli. Stelvio Massi cerca di attirare ancora il pubblico con Mark Colpisce Ancora, dopo aver girato due films con Franco Gasparri, ricevendo un grande successo al botteghino, sebbene era al suo debutto cinematografico. Fernando Di Leo firma due capolavori come Gli Amici di Nick Hezard e I Padroni della Città, il primo visibile senza alcuna tensione, e il secondo per la commedia mista a poliziesco, che verrà poi ripresa da Bruno Corbucci con Squadra Antiscippo e Squadra Antifurto, ricevendo un grande successo di pubblico, tanto da far nascere un filone sul maresciallo Nico Giraldi, che terminerà nel 1984.

Per impedirgli di indagare su alcuni casi di corruzione nell'esercito, il maggiore dei paracadutisti Paolo Altieri viene promosso e trasferito a Roma. Qui viene coinvolto nel rapimento di un bambino, che egli riesce a sventare, in cui i banditi utilizzano delle mitragliette speciali, date in uso solo al suo reggimento, le MK-118. Capisce che sotto vi è un traffico illecito ed inizia ad indagare insieme al commissario Paolo Tosi. Scopriranno un organizzazione che cerca di destabilizzare l'Italia con un colpo di Stato ordito da alti ufficiali e personalità al di sopra di ogni sospetto. Tuttavia, dopo aver scongiurato il golpe, il commissario ucciderà il militare per errore.

Henry Silva è il classico uomo dal volto inespressivo, più adatto per fare il gangster che il poliziotto. Antonio Sabàto è il contrario, ossia il classico poliziotto atletico. Ci sono sparatorie a bizzeffe e alcuni inseguimenti in auto, ma nel resto del film accade ben poco, a causa di una trama che sacrifica tutto il resto per portarla alla sua conclusione. Ma tuttavia il risultato non è male (lasciando stare il dolore ai timpani per la "colonna sonora"). Nel complesso, Poliziotti Violenti è all'altezza del titolo, ma lo consiglio solamente ai grandi appassionati del cinema di culto italiano, sebbene in tale campo vi sono pellicole ancora più raccomandabili di queste. Particolarmente attiva l'atmosfera urbana del film, dove i cittadini faranno il loro (violento) dovere contro la criminalità romana. Non è certamente un capolavoro del genere, ma rimane abbastanza interessante per gli appassionati del cinema di culto italiano.


Il film riuscì a passare nei paesi anglofoni con lo stesso titolo in italiano: CrimeBusters, nei paesi tedescofoni col titolo di Blutiger Schweiss, e nei paesi francofoni col titolo recitante l'arma che usano i paracadutisti di Altieri, MKS... 118.

Tagliando corto, si tratta di un film che, dopo averlo visionato, lo si lascia chiuso all'interno della sua confezione per non rivederlo ulteriormente.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

Poliziotto Senza Paura - 1978

Anno: 1978
Regista: Stelvio Massi
Casa di produzione: Promer Film
Paese di produzione: Italia

CAST
Maurizio Merli: Walter Spada
Joan Collins: Brigitte
Gastone Moschin: Karl
Werner Pochath: Strauss
Annarita Grapputo: Annalise von Straben
Alexander Trojan: Von Straben
Jasmine Maimone: Renate
Massimo Vanni: Benito
Luciana Turina: Adele
Franco Ressel: dr. Zimmer
Andrea Scotti: maresciallo Nardelli

ATTENZIONE: SPOILER!

Siamo nel 1978, dove il filone del poliziottesco era in piena fase di implosione su sé stesso. La mancanza di idee incominciava a farsi sentire, soprattutto sui films di Massi, girati a getto continuo fregandosene della qualità dei contenuti, fino al crollo totale del filone nel 1980. Registi come Di Leo hanno creato opere controverse come Avere Vent'anni e Diamanti Sporchi di Sangue, mentre appare per l'ultima volta Franco Prosperi con un'opera notabile per come si concentri nella trama e sui personaggi, Il Commissario Verrazzano, anche per La Settima Donna (nonché l'ultimo poliziesco di Ray Lovelock). Nel frattempo, a Napoli si fanno sempre più strada i melodrammi con Mario Merola, soprattutto Napoli... Serenata Calibro 9 e L'Ultimo Guappo di Alfonso Brescia, e siamo solo agli inizi del melodramma napoletano, in quanto avrà un enorme successo verso la fine degli anni '70.

L'investigatore privato Walter Spada viene incaricato di ritrovare la figlia di un ricco banchiere austriaco, rapita da ignoti, le cui tracce si sono perse a Roma. Dalla capitale italiana, le sue indagini lo porteranno a Vienna, dove scoprirà un traffico di minorenni legato al giro della prostituzione. Benché le sue indagini abbiano successo, la vicenda si concluderà con la morte della figlia del banchiere, di quest'ultimo e della banda responsabile del sequestro, guidata da una spogliarellista che con il rapimento della minore, intendeva ricattare il banchiere.

Il film si salva per la presenza di Merli; sebbene abbia sparato per sole due volte in tutto il film (solo all'inizio!), aveva una grande presenza sul grande schermo di allora, ma nel complesso è una delle sue migliori interpretazioni. La trama si muove a un ritmo costante, a volte diventa un po' intricata e difficile da seguire, ma almeno riesce a catturare la tensione (inclusa l'attenzione di chi lo guarda) in qualsiasi scena del film, il che è uno dei punti positivi del film. La pellicola non si prende completamente sul serio, dato che vi è un'intenso spazio alla commedia durante il primo tempo, che crea un buonumore adatto per prepararsi alla tensione, verso la seconda parte. Il film si completa con una colonna sonora composta da un eccezionale Stelvio Cipriani.


Il film passò anche negli USA con Fearless Fuzz, ma principalmente nei paesi anglofoni con Magnum Cop, oppure noto come Fearless.

Nel complesso, un thriller italiano ben fatto e divertente.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

Film Perduti: London After Midnight-storia e curiosità sul film perduto più famoso(1927)












Benvenuti o ben ritrovati nell'angolo dedicato alle pellicole ormai scomparse o presunte tali, questa "puntata"  è molto speciale, dato che tratterà del probabilmente più famoso film andato perso, film anche circondato di leggende e sinistre voci, ma sto correndo troppo....Prendetevi qualcosa da bere e preparatevi ad entrare nel mondo del dimenticato....




-LONDON AFTER MIDNIGHT/IL FANTASMA DEL CASTELLO-
poster originale del film

Anno: 1927
Regista; Tod Browning
Paese di Produzione: Stati Uniti
Casa di Produzione: MGM
Stato: totalmente perduto(rimangono manifesti e foto di scena)

CAST

Lon Chaney: Professor Edward Burke/The vampire
Marceline Day: Lucille Balfour
Conrad Nagel: Arthur Hibbs
H,B Walthall: Sir James Hamlin
P. Moran:  Miss Smithson




London After Midnight(letteralmente Londra dopo mezzanotte ) in italiano adattato come "Il fantasma del castello", è come detto il più famoso caso di film perduto, di cui nessuna copia è rimasta integra, sebbene come vedremo successivamente, sono molte le voci che vorrebbero copie ancora integre arrivate sino a noi. 
Nel film figura l'uomo dai mille volti, Lon Chaney(al secolo Leonidas Frank Chaney),  del quale se ne parla nella terza puntata delle "Pillole Perdute", ed è una delle più famose e meglio riuscite interpretazioni di Chaney(insieme al ruolo di Erik ne "The Phantom of the Opera" del 1925, film che  presto o tardi avrà dedicato un articolo tutto suo).

La tram del film è la seguente:

<Nella Londra contemporanea di fine anni 20, viene assassinato un facoltoso miliardario, viene inviato l'ispettore Burke ad indagare sul caso, fra gli indiziati vi sono il maggiordomo, Sir Hamlin e il nipote di quest'ultimo, Arthur.
Successivamente viene anche recuperato un biglietto, tale biglietto lascia intendere che il miliardario si sia tolto la vita.

Passano 5 anni, quando  nella villa ormai abbandonata del miliardario appare una figura spettrale, dai tratti vampireschi, accompagnato da un altrettanto inquietante figura femminile.
Il colpo di scena finale rivela la verità, Burke e il "fantasma" sono la stessa persona!>

Questo film è prettamente di tematica horror, con alcuni spunti di mistero ed investigazione.

Molto interessante notare il trucco usato dall'uomo dai mille volti(nome assolutamente giustificato), occhi spiritati, denti aguzzi e ghigno satanico, il make-up venne ideato e applicato dall'attore stesso e secondo alcune fonti dell'epoca, Chaney diede un aspetto volutamente "esagerato" al personaggio, perché egli nel film interpretava sia il misterioso uomo sia l'ispettore/professore Burke, questa è una delle poche, se non l'unica volta in cui l'attore dai mille volti usò la sua abilità nei make-up ai fini della trama.
"London After Midnight" fu un film muto alla sua prima uscita(uscì nello stesso anno del primo film sonoro "The Jazz Singer" ) tuttavia, della pellicola venne prodotta anche una versione sonora sperimentale, con alcuni dialoghi, moltissimi all'epoca aspettavano di sentire la voce di Lon Chaney, star del cinema muto, ma rimasero delusi, dato che l'attore venne doppiato, fu lo stesso Chaney a chiedere che le sue parti parlate venissero tagliate.
Questo è dovuto molto probabilmente al fatto che all'epoca l'attore soffriva già di cancro alla gola, che nel giro di tre anni lo porterà via, quasi ironico il fatto che la stessa del cinema muto scompaia proprio all'avvento del sonoro.

  
Della pellicola non ne rimane traccia, solo foto di scena e manifesti, l'ultimo rullo sopravvissuto venne distrutto nell'incendio che colpì la MGM nel 1965, decretando la scomparsa di questa e molti altri film. 



-LA LEGGENDA DEL "VAMPIRO"-
Lon Chaney nei panni del mefistofelico "vampiro/fantasma"
Effettivamente è inquietante un poco






Fra le molte ragioni che segnarono questa pellicola vi è sicuramente un fatto di cronaca nera avvenuto un anno dopo l'uscita del film, nel 1928.
Una donna venne assassinata a Londra e la difesa dell'assassino citò il film.

L'imputato, portò come difesa il fatto  che  l'interpretazione di Chaney lo scioccò a tal punto  da renderlo incapace di intendere e di volere temporaneamente.

L'accusato affermerà inoltre di essere stato costretto a compiere l'omicidio dopo che una figura non meglio precisata, ma stando alle parole dell'uomo molto simile al "vampiro" antagonista de"London After Midnight" gli apparve davanti, dicendo di compiere quel folle gesto.
Inutile dire che la giuria ignorò questa motivazione e l'uomo venne condannato al massimo della pena per il suo crimine. 







-IL "REMAKE"-

Manifesto dedicato al "remake" 


"London After Midnight" divenne così raro già all'epoca, tanto è che nemmeno dieci anni dopo ne venne girato una sorta di remake.
Fu lo stesso Tod Browning a dirigerlo, cambiando qualche cosa nella trama e cambiando ambientazione, Browning chiamò anche la nuova star dei film horror Bela Lugosi(celebre sopratutto per il film Dracula del 1930, diretto sempre da Browning) per rimpiazzare l'ormai prematuramente scomparso Chaney. 
Il film che ne uscì venne intitolato "Mark of the Vampire"(il segno del vampiro) in italiano reso come "I vampiri di Praga", dalla città in cui si ambienta il film.

Va inoltre citato un ulteriore remake, o almeno tentato tale, nei primi anni 2000 la Turner Classic creò e pubblicò una sorta di restauro della pellicola, finalmente si pensò che il film fosse stato ritrovato, ma alla fine ne venne fuori null'altro che una voce fuori campo che commentava le varie locandine e le foto di scena e leggendo lo script. 




Per concludere di "London After Midnight" non ne rimane nemmeno un frammento, molte le voci secondo cui collezionisti avrebbero tale pellicola ancora ben conservata, in attesa che il valore salga ancora di più, voci ovviamente mai confermate, ma nemmeno smentite....Lasciando una speranza che un giorno, forse non troppo lontano, uno dei ruoli più caratteristici dell'uomo dai mille volti risorga....









Pillole Perdute #3: La prima apparizione di Lon Chaney sr? Il caso de "The Honor of the family"(1912)















Benvenuti o ben ritrovati all'angolo dedicato alle pellicole perdute, o presunte tali, questa volta su un tema particolare, la primissima apparizione del mitico Lon Chaney sr su schermo. 
Prima però di iniziare mi pare giusto dedicare un piccolo spazio ad uno degli attori più caratteristici dei primi decenni della Settima Arte, l'uomo dai mille volti.

Leonidas Frank "Lon" Chaney(1883-1930) fu sicuramente la prima grande star del mondo delle pellicole di genere horror/gotico ma anche di gialli e film del mistero.
Chaney fu famoso anche per la sua incredibile professionalità, tutti i trucchi e gli accessori venivano creati da Chaney stesso, senza aiuti, nonostante alcuni accessori gli creavano dolori, egli da grande attore non si fermò.
Insomma un uomo cui amava il suo lavoro, tale determinazione e professionalità tuttavia veniva pagata con l'affetto del pubblico, difatti Chaney, era al pari di una star della Hollywood moderna.
Nella sua carriera Lon Chaney ha interpretato numerosi e vari ruoli, sopratutto in pellicole horror(una delle sue migliori apparizione è nel film "Phantom of the Opera" del 25, foto sopra).
L'attore morì nel 1930 in seguito a delle complicazioni dovute al cancro alla gola, a soli 47 anni, il luogo esatto dove riposa è tutt'ora sconosciuto. 
Moltissimi film dove appare Chaney sono andati perduti, quindi aspettatevi di vederlo molto spesso.



Bene, dopo questa breve presentazione sull'uomo dai mille volti, possiamo passare all'argomento di questa "puntata".



-THE HONOR OF THE FAMILY-






The Honor of the family sarebbe uno dei moltissimi film andati perduti nel corso dei decenni se non fosse per un piccolo dettaglio, esatto, proprio la presenza di Chaney nel cast, cast del quale oltre a Chaney non si conosce nessuno, nemmeno il regista.

Tale fatto però è molto contestato, dato che sono numerosi i film in cui si vuole la partecipazione di Chaney, mentre nelle realtà dei fatti, solo pochi di questi hanno realmente l'attore nel cast. 
Alcuni sostengono che Chaney sia visibile in alcuni manifesti pubblicitari e altro materiale di scena(materiale purtroppo non arrivato sino a noi), quindi il dubbio rimane, dato che secondo le informazioni ufficiali, Chaney si sarebbe dedicato al cinema, dopo il tentato suicidio della moglie, avvenuto nell'aprile del 1913.

Ultima piccola curiosità, nel film ispirato alla vita dell'attore "Lon Chaney: a Thousand Faces" del 1957 sostiene la presenza ne "the Honor of the Family".



Nel corso degli anni, come detto prima, numerose altre pellicole vennero indicate come debutto dell'uomo dai mille volti, le più probabili fra di esse  oltre a "Honor of the Family" sono  "The Ways of Fate" del 1913(secondo le informazioni, anno di debutto ufficiale) e "Suspence" sempre del 1913, tutte pellicole molto vecchie e chissà magari all'epoca quel giovane attore comparve in ruoli secondari e non accreditati, nessuno poteva immaginare che Chaney sarebbe diventato uno dei più grandi interpreti della gloriosa epoca del cinema muto. 






Lon Chaney sr sul set the "The Phantom of the Opera"(1925)
















Pillole Perdute #2: Sherlock Holmes Baffled (1900) e Adventures of Sherlock Holmes(1905)











Bentornati alla "neonata" serie Pillole Perdute, serie nella quale si parlerà brevemente di pellicole perdute(sopratutto nei casi in cui di tale pellicola si conosca molto poco).
Nell'appuntamento odierno vedremo i primi due adattamenti dedicati al detective per eccellenza, alla più famosa creazione di Sir. Arthur Conan Doyle. 
Ho deciso di parlarne in questa sede, dato che di questi due adattamenti si conosce veramente molto poco, nonostante si conosca della loro esistenza. 




-SHERLOCK HOLMES BAFFLED-

Uno dei pochi frammenti rimasti 

Dunque, naturalmente partiamo dal principio.
Credo proprio che il personaggio non abbia bisogno di presentazioni particolari, apparso per la prima volta ne il "Uno studio in Rosso"(A Study in Scarlet" 1887) è diventato in breve tempo uno dei personaggi più famosi del mondo, tanto da eclissare anche lo stesso autore, Sir Conan Doyle. 
Holmes non dovrà attendere molto per avere il suo primo adattamento, difatti nel 1900(esattamente 13 anni dopo la sua creazione) viene diretto il primissimo corto a lui dedicato, venendo però registrato solo tre anni dopo, nel  1903.
La trama è relativamente semplice e da quel poco che si conosce non segue nessuno dei romanzi o racconti ufficiali, nemmeno quelli mai pubblicati, il detective Holmes è alle prese con un ladro che può apparire e scomparire a proprio piacimento, alla fine l'intrepido detective riuscirà a catturarlo. 
Del cast non si conosce praticamente niente, si conosce però il nome del regista di tale corto, tale Arthur Marvin.
A differenza di tutti gli altri film perduti trattati in precedenza questo è particolare, infatti fu pensato per essere visionato su un macchinario apposito, il "Mutoscopio", appunto molto in voga nel periodo.
Sherlock Holmes Baffled venne considerato perduto per molti anni, venne tuttavia recuperato in parte, le fonti citano il 1968 come anno della riscoperta.
 Dell'originale durata sconosciuta sono rimasti solamente 35 secondi.





-THE ADVENTURES OF  SHERLOCK HOLMES-

Copertina dell'omonimo libro





Tempo 5 anni e viene realizzato un altro adattamento sul famoso detective di Baker Street, solo per essere perduta successivamente. 
The adventures of Sherlock Holmes, nonostante il titolo, non è basato su nessuno dei racconti dell'omonimo libro, ma deve molto al romanzo "Il segno dei quattro"(The sign of the four 1890).
Non si conoscono i nomi degli attori, sono tuttavia confermati J.  Barney Sherry e H. Kyrie Bellew, in ruoli sconosciuti, sebbene il cast sia sconosciuto,  si conosce il nome del regista, James S. Blackton.
Fra l'altro sull'attore che interpreta lo stesso Holmes è nato un curioso aneddoto:
Fino a poco tempo fa si pensava fosse il famoso Maurice Costello a vestire i panni del famoso detective, se questo fosse vero, "Adventure of Sherlock Holmes" sarebbe il debutto di Costello in una produzione, tale credenza è stata per altro confermata nel libro "Pulic Life of Sherlock Holmes" del 1975, scritto da Michael Pointer. 
Nonostante per molto tempo era viva questa "ipotesi", è stata recentemente smentita dallo studioso di Sherlock Holmes L. Klinger, pare che lo stesso Pointer  abbia poi riconosciuto il suo errore, in un articolo apparso nel 1998 sul giornale "The Baker Street Journal".
Come nel caso precedente, il corto(ormai ridotto tale) è perduto, ma ne rimangono dei frammenti, ben conservati. 








mercoledì 6 maggio 2020

[Flopiziesco #4] Provincia Violenta - 1978

Anno: 1978
Regista: Mario Bianchi (qui con lo pseudonimo di Robert Moore)
Casa di produzione: Mercury Cinematografica
Paese di produzione: Italia

CAST
Richard Harrison: Augusto Palladino
Al Cliver: Alberto Mauri
Calogero Caruana: Franco Sereni
Alicia Leoni: Marta Ognissanti
Antonella Dogan: Flavia
Spartaco Battisti: commissario Righi
Saverio Mosca: Finzi
Simonetta Marini: Helene

ATTENZIONE: SPOILER!

Siamo nel 1978, dove il filone del poliziesco è in piena implosione su sé stesso: mancano idee per farlo continuare, dopo il boom positivo del 1976. I principali registi del filone come Stelvio Massi, estraggono fuori dal loro cilindro una tiepida pellicola come Un Poliziotto Scomodo, riuscita grazie alla partecipazione di Maurizio Merli e di attori già conosciuti nel panorama italiano. Sempre di Massi è Poliziotto Senza Paura (pecora nera dei films che ha interpretato Merli, di cui ne parleremo prossimamente) e Il Commissario di Ferro (valido solo per la presenza di Merli), tutte opere girate a getto continuo, senza pensare alla qualità dei contenuti delle pellicole.
Mario Bianchi, in questo periodo, girò tre delle quattro pellicole sul genere poliziesco, floppando alla grande. Napoli: i 5 della Squadra Speciale, La Banda Vallanzasca e il film che sto per recensirvi. Tutte riesumate per il trash e la comicità involontaria.

Videocassetta in tedesco del film
Il capitano dell'Arma dei Carabinieri, Franco Sereni, dopo aver ricevuto il consiglio dal suo superiore di mettersi in aspettativa, decide di dare le sue dimissioni. Poco dopo, contattato dalla sua amica Nadia, che si rivolge a lui per uscire da un torbido giro di malaffare, si troverà ad indagare su un losco giro ai danni di facoltose clienti di un centro di bellezza (che idea del ca...), che verranno drogate e poi fotografate in posizioni compromettenti, a scopo ricattatorio. Le indagini di Sereni verranno ostacolate da Righi, il commissario locale, che è corrotto e al servizio di un boss del luogo. Sereni verrà catturato da un boss, ma riuscirà a salvarsi grazie all'intervento della polizia, chiamata all'ultimo momento da una delle ragazze ricattate.

Questa provincia non è che in delle scene mai rilasciate al pubblico è la Silent Hill italica? No, perché le morti avvengono REGOLARMENTE, e in un modo tale da riderci sopra per come avvengano. La recitazione non ci prova nemmeno a salvarsi dall'imbarazzo voluto, e lo stesso Caruana ci strappa alcuni momenti di comicità involontaria in quasi ogni scena del film, sia per gli scazzottamenti, per la sua faccia, per le sue mimiche, i suoi movimenti improbabili (memorabile la scazzottata con alcuni scagnozzi del boss locale alla fine del film, sembra sia stata fatta da un adolescente che ha visto il suo primo film su Bud Spencer e Terence Hill...). E per farci andare di traverso il tutto, Bianchi ci regala del soft-porno spudorato... pur di costringere lo spettatore a vedere il "finale", dove Caruana intona un discorso contro Harrison (visibilmente fuori luogo) ed aveva OGNI secondo a sua disposizione per scaraventarlo su Plutone, atterrarlo, spararlo, picchiarlo, eccetera...

Fortunatamente, questa pellicola non arrivò all'estero, salvo qualche distribuzione tedesca in videocassetta con il titolo di Provinz Ohne Gesetz, con una rappresentazione uscita da Chernobyl.

La destinazione del film? Caminetto. Assieme ai tre flopizieschi trattati in precedenza.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

Film Perduti: The cat Creeps/La vulontad del Muerto(1930-1931)






Pubblicità dedicata alla pellicola 






Siamo ancora una volta in questo piccolo blog dedicato alle pellicole ormai perdute, siamo qui oggi per parlare di un altra pellicola a tema giallo/horror, uno dei film perduti più famosi(assieme al mai dimenticato "London after Midnight/il fantasma del castello", di cui arriverà un post molto presto).
Il film che tratteremo oggi sarà "The cat Creeps", da non confondere con l'omonimo remake degli anni 40, che a differenza di questo è tutt'ora visibile, ora siccome l'argomento in questione è molto complicato, fra originali e remake, vediamo di fare chiarezza.



-FRA REMAKE E ORIGINALI-


Dunque, partiamo come di consueto dall'inizio.
"The cat Creeps" del 1930 è il remake di un altro film, "The Cat and the Canary"(in italiano noto come "Il castello degli spettri")  sempre della Universal, uscito 3 anni prima, nel 27, che è un film muto, a sua volta basato sull'opera omonima del 1922, scritta da John Willard.
Questa pellicola ha avuto però un ennesimo remake, uscito nel 1946 ed avente lo stesso titolo. 

Di questa pellicola rimane solamente una breve sequenza, sopravvissuta sino a noi perché presente nel mediometraggio BOO! del 1932

Bisogna però citare un ulteriore pellicola sempre legata a questa, in modo molto vicino, infatti è uscita anche una versione in lingua spagnola(cosa molto comune all'epoca, essendo il doppiaggio appena nato, vedasi il Dracula di Browning). il film in spagnolo è noto come "La Voluntad del muerto"(la volontà del morto) ed è anch'essa una pellicola perduta.
       









 


"The cat Creeps" 

Poster originale 


Anno: 1930
Regista: Rupert Julian
Casa di Produzione: Universal 
Paese di Produzione: Stati Uniti
Stato: perduto(rimangono solamente alcune locandine e una breve sequenza )

CAST

H. Twelvetrees: Annabelle West
R. Hackett:  Paul
N. Hamilton: Charles Wilder
Jean Hershott: Dr. Patterson
Montagu Love: Hendricks
L. Grant: Crosby
T. von Eltz: Harry Blythe
E. Patterson: Susan
L. Tashman: Cicily




The "cat Creeps" era una commedia/horror della durata di 71 minuti, in bianco e nero e sonora. 
Come detto è il remake sonoro del film "The Cat and the Canary" del 1927.

La trama, è  sconosciuta, essendo perduto, è interessante notare questo fatto,  (stando a  quel poco  che si conosce)   nonostante sia un remake, i due film differiscono molto fra loro.








La "Voluntad del Muerto"



Anno: 1931(ma girato nel 1930)
Regista: E. Tovar Avalos e George Meldord
Casa di Produzione: Universal
Paese di Produzione: Spagna 
Stato: Perduto(rimangono alcune foto di scena e le locandine)

CAST
......



Versione spagnola del film the "cat Creeps", il titolo tradotto letteralmente è "La volontà del morto".
Fra gli interpreti che parteciparono al film è nota la famosissima attrice Lupita Tovar(che ha preso parte anche alla versione spagnola del Dracula di Browning).
Come spesso accadeva all'epoca, venivano girati più versioni dello stesso film, in questo caso di giorno veniva girato il film americano(the Cat Creeps) e di notte veniva girato questo sugli stessi set ma con attori e regista diversi. 






martedì 5 maggio 2020

Milano Violenta - 1976

Anno: 1976
Regista: Mario Caiano
Casa di produzione: Jarama Film
Paese di produzione: Italia

CAST
Claudio Cassinelli: Raul Montalbani, il gatto
Salvatore Puntillo: ispettore Tucci
Silvia Dionisio: Layla
John Steiner: Fausto
Elio Zamuto: commissario Foschi
Biagio Pelligra: Tropea
Vittorio Mezzogiorno: Walter
Massimo Mirani: Gavino, fidanzato di Layla
Margherita Horowitz: segretaria dell'Aspex
Luigi Castellato: Baudengo, il ragioniere dell'Aspex

ATTENZIONE: SPOILER!


La quadrilogia poliziottesca di Mario Caiano


Ecco a voi uno dei primi esempi del clickbaiting cinematografico: si dice che un film viene girato in una località come Milano, quando poi il resto della pellicola viene filmato a Roma.
Considerabile un artigiano alla Romolo Guerrieri, di tutte e quattro le opere che ha creato nell'ambito dei poliziotteschi, solo due meritano di essere viste: questa che sto per recensirvi e Napoli Spara! (1977).

Siamo nel 1976, dove il cinema italiano vide toccare l'apice della produzione del genere poliziesco, sia per l'ingrossarsi dei soldi ai botteghini del cinema e per il pubblico semplice  di allora, felice e soddisfatto. Vediamo un Umberto Lenzi che ha scippato il personaggio del commissario Betti con Napoli Violenta, per poi riprenderselo Marino Girolami con il capolavoro di Italia a Mano Armata, un cult che non ha perso valore col passare del tempo.
Non dimentichiamoci un Stelvio Massi alle prese con l'ultimo film della trilogia di Mark (Franco Gasparri), Mark Colpisce Ancora, che non ha nulla a che vedere con i due films precedenti, anche un De Martino in Canada con Una Magnum Special per Tony Saitta e un Di Leo che prova a mischiare comicità e poliziesco con I Padroni della Città.

Una banda di rapinatori decide di colpire la sede della ditta Aspex. La polizia interviene e solo due dei rapinatori riusciranno a fuggire col malloppo, mentre gli altri due saranno costretti a prendere degli ostaggi, per scappare. La polizia incomincia le indagini, ma anche il capo della banda (Raul Montalbani, detto "il Gatto"), si metterà alla caccia dei primi due scappati col bottino, per ottenerne i soldi e vendetta per la loro fuga.

Intrattenimento semplice e senza pretese, con un'ambientazione tipicamente noir e più impressa dalla musica esaltante dei Pulsar, dagli atteggiamenti anglosassoni del protagonista e da una città avviata verso una decadenza irreversibile. Caiano riesce a dare ritmo alla pellicola, ma a metà: inseguimenti poco credibili (ripetuti più volte in zone identiche), ma il sangue ed il piombo faranno la loro parte verso il finale. Peccato che tutto questo stona pesantemente, dati gli esterni girati in una villa lussuosa e dal suo prato all'inglese che danno l'idea di essere in una commedia... anche da uno dei fumetti (Topolino) che legge uno dei protagonisti, Pelligra. Montalbani è costretto ad accettare la sua condizione di delinquente e rifiuta aspramente qualsiasi progetto sul suo futuro. Nonostante le avances di Leyla, l'amore non troverà mai spazio nella sua vita. Cassinelli morì 10 anni dopo in un incidente con un elicottero, sul set di Vendetta dal Futuro (1986) di Sergio Martino, e fu una grande perdita per l'industria cinematografica italiana.


Il film passò solo nei paesi anglofoni, col titolo di Bloody Payroll.

Per quanto la trama sia semplice e banale, vale la pena vedere il film per l'azione.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

Film Perduti: The Terror(1928)

Manifesto originale americano


Torniamo nell'angolo dei film dimenticati con un classico della cinematografia dell'orrore, che nonostante sia scomparso relativamente presto, questo film è molto molto importante,come vedremo a breve.
Prendetevi qualcosa da bere e preparatevi ad entrare nel "Sottobosco delle pellicole perdute"....


                                                                                                                                                                                             



THE "TERROR"

Altra locandina dedicata al film
Anno: 1928(versione originale)
Regista: Roy del Truth
Casa di Produzione: Warner Bros.
Paese di Produzione: Stati Uniti
Stato: perduto(rimangono solo poche foto di scena)

CAST
M. Mcavoy: Olga Redmayne
L. Fazenda: Signora. Elvery, la sensitiva
Edward E. Horton: Ferdinand Fane, il detective di Scotland Yard
A.B. Francis: Dr. Redmayne
M. Betz: Joe Connors, un criminale appena rilasciato
O. Hoffman: Soapy Marks, altro criminale appena rilasciato, complice di Joe
Conrad Nagel: "Terrore/Terror"



Dunque, partiamo come di consueto dal principio.
The "Terror"(in italiano letteralmente Il "Terrore") nasce come adattamento del racconto omonimo scritto da Edgar Wallace l'anno precedente, a sua volta basato sul romanzo britannico The Black Abbot del 1926.
Uscito nel 1928, un tempo nel quale la Settima arte ha finalmente imparato a parlare, sono ancora tante comunque le pellicole mute,   in questo caso si decise di provare qualcosa di nuovo, dopo un anno dal primissimo film sonoro(The Jazz Singer, 1927), esce il secondo film interamente sonoro, ma oltre ad aver questo titolo The "Terror" ha anche il pregio di essere il primo film sonoro horror.
Per la precisione, il film fu girato con l'utilizzo del Vitaphone. 
Questo film fu il secondo interamente sonoro distribuito dalla Warner, il primo fu "Lights of New York", uscito sempre nel 28.
Della pellicola ne esistono due versione differenti, una appunto interamente sonora e l'altra muta, perduta anch'essa.
Considerato perduto da almeno gli anni 70, è rimasta sino a noi la colonna sonora, interamente conservata. 

Una delle poche foto rimaste

La trama:

<The "Terror"(da cui prende il nome il film) è un misterioso assassino sempre incappucciato, di cui nessuno conosce l'identità occupa una casa nella campagna inglese che è stata adibita a locanda.
Gli ospiti(fra cui una spiritista/medium e un detective) sono spaventati da strani rumori e musica suonata da un organo.
Due ex galeotti vogliono intanto avere la loro vendetta su Terror(non si conosce il motivo).
In una notte di follia, in cui qualcuno ci lascerà la pelle verrà infine scoperta la reale identità del misterioso assassino>.


The "Terror" è essenzialmente un film di tematica horror, con tuttavia tracce di giallo al suo interno, basti pensare alla presenza del detective.

I "TERRORI"

Bisogna tuttavia, fare un po di chiarezza.
Questo film uscito nel 1928 è l'originale e nonostante sia effettivamente perduto(rimangono solo locandine e foto di scena) il film è in parte "visionabile".
Difatti, pochi anni dopo uscì un sorta di remake/sequel del film, chiamato  "Return of the Terror", che seppur sia una sorta di sequel è molto basato sul film originale.
Ma non  è finita qui!
Nel 1938, esattamente dieci anni dopo, ne esce un altro remake, stavolta remake propriamente detto,
Va detto inoltre che nel 1965 ne esce un ennesimo remake, stavolta girato e prodotto in Germania, col titolo de "Der Unheimliche Monch"(tradotto grossomodo come "il monaco misterioso").

venerdì 1 maggio 2020

Troppo per Vivere... Poco per Morire - 1967

Anno: 1967
Regista: Michele Lupo
Casa di produzione: Fida Cinematografica
Paese di produzione: Italia, Francia

CAST
Claudio Brook: Robert
Daniela Bianchi: Arabella
Stefania Careddu: Katja
Jess Hahn: Boris
Sidney Chaplin: ispettore Chandler
Yves Vincent: Felton
Paolo Gozlino: Gordon
Nazzareno Zamperla: Flash
Anthony Dawson: dottor Evans
Andrea Bosic: diplomatico
Tina Aumont: Dolly
George Wang: Chang

ATTENZIONE: SPOILER!

A prima vista, sembra un film della saga di James Bond, ma se lo si guarda più da vicino è un film made in Italy che emula perfettamente l'atmosfera dei films di James Bond: giallo, avventura, azione ed umorismo. Un frullato di emozioni senza tempo.

Film completo di Troppo per Vivere... Poco per Morire

Siamo nel 1967, in un'epoca in cui il cinema italiano non aveva ancora potuto intravedere le rivolte studentesche del 1968 (che da lì in poi cambieranno completamente il panorama cinematografico italiano), ma stava avendo un assaggio dei nascenti anni di piombo, tanto da produrre degli aspiranti films d'azione validi ancora oggi (alcune volte, il tempo è spietato con alcune pellicole...). Franco Prosperi girò il punto di partenza del noir all'italiana con Tecnica di un Omicidio (1966), e questo film ne riprende alcune caratteristiche.

Locandina francese del film
Una banda di criminali, in accordo con una modella, hanno messo gli occhi su alcuni gioielli presentati durante una sfilata di moda a Londra, e indossati da eleganti modelle.
I diamanti, raccolti con pazienza da alcune associazioni di collezionisti, appartenevano a donne dell'alta società dell'assolutismo francese (dell'epoca di Luigi XVI).
Quando uno dei rapinatori cerca di scappare con il bottino, i suoi compagni gli sparano alla schiena. Uno dei ladri, Gordon, fornisce un indizio al giornalista Robert Foster, che si prepara a recuperare i diamanti. Nonostante diventi l'obiettivo principale della banda, Foster preferisce fidarsi sulla modella Arabella e sul giornalista Flash, anziché sull'ispettore Chandler. Chandler si rivelerà un componente della banda, e verrà ucciso da una retata della polizia londinese in un complesso di magazzini abbandonati, insieme al resto della sua banda.

Film complesso, contorto, ma talmente avvincente da non lasciare tregua allo spettatore. Vi sono tanti colpi di scena intelligenti della serie "niente è ciò che sembra", insieme a doppiogiochisti/cambi di alleanze nel film, da far girare la testa ad Hitchcock. Qui si può intravedere un Michele Lupo nella sua forma migliore, anche nel suo sforzo più fruttuoso.
Abbiamo un Claudio Brook nella parte di un improbabile eroe d'azione, ma il ruolo che interpreta gli da' un aria da duro, ma con un cuore tenero. Sydney Chaplin è il poliziotto duro dalla pistola facile e precisa; Jess Hahn, che si presenta come un delinquente, è coinvolto in una scazzottata sorprendentemente sanguinolenta con il compagno del fotografo di Brook; Anthony Dawson è sinistro come sempre, mentre Andrea Bosic (da Kriminal di Umberto Lenzi, 1966) si presenta come un diplomatico corrotto. L'elegante eroina Daniela Bianchi, interpreta un personaggio ambiguo, fino alla rivelazione al finale del film.
Il film è elegante (data la Londra di quei tempi e dalla sfilata di moda che apre il film) ed  eccitante (elaborate sequenze di rapine in apertura, numerosi inseguimenti nell'area del molo e in vasti magazzini abbandonati). Vi hanno anche lavorato due cineasti su questo film, Franco Villa e Stelvio Massi (in seguito uno dei principali registi del filone poliziottesco). L'esilarante finale del film fornisce una bella svolta ai classici finali del giallo ("la storia si ripete"), che non causa alcuna tensione nello spettatore.
E' degna di nota la colonna sonora di Francesco de Masi, che in seguito firmerà anche la soundtrack di Napoli Spara! nel 1977. 

Il film passò nei paesi anglofoni con il titolo di Your Turn to Die, ma nei paesi francofoni con il titolo di Qui etes-vous inspecteur Chandler?, potente nel fare una domanda diretta a uno degli antagonisti del film (ovvero: Chi sei, ispettore Chandler?).

Una perla senza tempo che soddisfa anche i più pignoli appassionati del giallo.
Vi consiglio la visione del film se volete trascorrere una serata abbastanza movimentata.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

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