Cari spettatori del Sottobosco, grazie per averci seguito in tutti questi anni.
Sono stati anni intensi e colmi di rafforzamento per gli hobbies dei miei colleghi.
Ci avete visto recensire pellicole dagli angoli più sconosciuti del mondo e addirittura una massiccia riscoperta di generi oramai confinati in qualche soffitta polverosa di qualche archivio cinematografico in Europa o in Asia...
Abbiamo trattato svariati argomenti, dal poliziottesco al triad movie, dal romantico al coming of age drama, senza lasciarci sopraffare dalle emozioni e rimanendo sempre obiettivi in merito...
Abbiamo, inconsapevolmente, accumulato numerosi primati nazionali e addirittura mondiali, assieme alla vostra presenza e al nostro meticoloso lavoro... meglio di qualsiasi lingotto d'oro della migliore manifattura.
Ma ora è giunto il momento di cambiare. Tranquilli: non è un addio.
Emigriamo in un luogo dove potremmo trattare ampiamente diversi generi, senza scatenare disguidi e dove scriveremo articoli più disparati...
E siete tutti invitati all'inaugurazione di una nuova community che farà della sua cultura (priva di padroni) la sua carta vincente.
Vi aspettiamo nell'isola virtuale di Dejima!
https://thedejimanetwork.wixsite.com/tsukishima/home
Il mondo sommerso del cinema, ritrovato ed illustrato per inguaribili cultori da ogni parte del globo.
domenica 25 febbraio 2024
Ci siamo trasferiti!
mercoledì 14 febbraio 2024
Estetica di un Proiettile (Teppodama no Bigaku) - 1973

Anno: 1973
Regista: Sadao Nakajima
Casa di produzione: Art Theatre Guild
Paese di produzione: Giappone
CAST
Tsunehiko Watase
Miki Sugimoto
Mitsuru Mori
Asao Koike
Ichiro Araki
Takuzo Kawatani
Jun Midorikawa
ATTENZIONE: SPOILER!
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!
domenica 11 febbraio 2024
L'Età del Successo (Seonggong Sidae) - 1988

Anno: 1988
Regista: Jang Sun-Woo
Casa di produzione: HwangKiSung Films, Korean Academy of Film Arts
Paese di produzione: Corea del Sud
CAST
Choi Bong: Isa Gu
Choi Ki-Yeong: donna di supporto
Lee Eung-Kyung: donna di supporto
Gong Sang-Suk: donna di supporto
Hwang Chun-Su: deputato divertente
Lee Hye-Yeong: Sung So-Bee
Kim Hyeon-Suk: sig.ra Kim
Jang Jeong-Nim: cheerleader
Jang Jeong-Wook: seconda guardia del corpo
Jeon Min-Ja: cheerleader
Jin Jeong: Hwa-Jang
Jeong Seong-Mo: primo studente
Jin Ji-Seon: terzo studente
Jo Han-Jin: prima guardia del corpo
Kang Hyeon-Jin: donna
Kim Chung-Mong: Bi-Sa
Kim Hyo-Min: cheerleader
Kim Ji-Eun: donna
Kim Jin-Ui: secondo studente
Kim Ki-Beong: Shin Sil-Jang
Kim Kyeong-Ran: assistente traslocatore
Kim Man-Hui: modella della pubblicità
Kim Mi-Hyeon: cantante della pubblicità
Kim Na-Woon: donna
Kim Woo-Gak: donna
Kim Yeong-Jin: Yoo Jeon-Su
Kim Yeong-Suk: secondo assistente traslocatore
Lee In-Na: modella della pubblicità
Lim Seong-Deok: sig. Han
Min Bong-Ki: cheerleader
Mun Chang-Kil: sig. Jeong
Mun Jang-Geun: fotografo delle modelle
Na Han-Il: secondo Shin Sil-Jang
Na Seong-Eun: ragazza nell'ascensore
No Sa-Kang: Min Beob-Gwan
Park Yong-Gwan: artista
Roh Hye-Jeong: donna di supporto
Seong Hae-Nam: figlio di Sajang
Shin Chung-Seok: padre
Shin Jeong-Woo: donna di supporto
Ahn Sung-Ki: Kim Pan-Chok
Tae Il: Oh Ga-Gang
Yeo Kyun-Dong: Sawon Jung-Ryuk
Yoo Eun-Gyeong: donna
Jung Yu-Mi: Ryu Jae-Byeong
ATTENZIONE: SPOILER!
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!
giovedì 8 febbraio 2024
Il Giorno Più Lungo del Giappone (Nippon No Ichiban Nagai Hi) - 1967 | Cosa Accadde Durante la Notte del 15 Agosto del 1945
Fotografia: Hiroshi Murai
Sceneggiatura: Shinobu Hashimoto
Casa di produzione: Toho
A seguito del bombardamento atomico di Hiroshima e Nagasaki, sia i militari che il governo sono in completo disaccordo sulla domanda degli Alleati di arrendersi. Il Ministro della Guerra, Anami, rigetta la richiesta e spinge l'esercito a combattere anche fino all'ultimo soldato... ma l'imperatore Hirohito accoglie la richiesta e decide di arrendersi. Scatta così la furia del maggiore Kenji Hatanaka, che durante la notte del 14-15 agosto del 1945 orchestra disperatamente un colpo di Stato ai danni dell'imperatore assieme all'aiuto del collega Takeo Sasaki nell'assassinio del Primo Ministro...
Il tentato colpo di Stato da parte di Hatanaka e Sasaki
Alle 21:30 del 14 agosto, Hatanaka mise in atto il suo piano: il Secondo Reggimento della Prima Guardia Imperiale entrò nel parco del palazzo assieme a un altro battaglione già presente nel luogo. Hatanaka riuscì a convincere il comandante del secondo reggimento, affermando (falsamente) che sia Anami ed il resto delle forze armate fossero coinvolte nel colpo di Stato. Fino alle 2 del mattino del 15 agosto, i ribelli provarono a convincere altri superiori nell'esercito nel partecipare al golpe, fallendo nel loro intento. A pochi istanti dalla fatidica ora, Anami si tolse la vita. Nel frattempo, a Yokohama, un altro gruppo di ribelli guidato dal capitano Takeo Sasaki si diresse verso la casa del Primo Ministro (Suzuki Kantaro) per tentare di assassinarlo: quest'ultimo riuscì a fuggire pochi minuti prima del loro arrivo, grazie alla chiamata del suo segretario di gabinetto. La sua casa fu bruciata. Si recarono alla tenuta di Kiichiro Hiranuma, ma riuscì nuovamente a fuggire da un cancello laterale: stessa sorte, dolosa, della residenza. A Tokyo, verso la 1 del mattino, gli uomini di Hatanaka presero il controllo del palazzo: fu chiesto al tenente generale Takeshi Mori di unirsi alla ribellione, ma essendo fedele all'imperatore declinò il tutto e fu tolto di mezzo.
Durante la notte, i ribelli di Hatanaka tagliarono le linee telefoniche e catturarono 18 persone, inclusi alcuni membri del Ministero ed alcuni membri della NHK: questi ultimi avevano appena terminato di registrare la resa dell'imperatore, ossia l'obiettivo dei golpisti. La ricerca fu più difficile del solito, a causa di un blackout scatenato dai bombardamenti alleati. Riuscirono a trovare anche il ciambellano di corte Yoshihiro Tokugawa e minacciarono di sventrarlo, ma lui disse di non sapere dove si trovava la registrazione. Verso le 3, Hatanaka venne a sapere che l'esercito si stava per dirigere al palazzo e così fu costretto ad abbandonare il piano. Il capo di stato maggiore dell'esercito del Distretto Orientale, Tatsuhiko Takashima, fu pregato da Hatanaka per concedergli almeno dieci minuti di trasmissione alle radio NHK per spiegare al Giappone cosa stesse cercando di fare... arrivarono le 5 del mattino ed Hatanaka andò negli studi della NHK, con una pistola in mano, per cercare di parlare alla nazione. Verso le 6, a seguito di una telefonata dall'esercito, Hatanaka si arrese e la ribellione fu smantellata: in un ultimo, disperato, tentativo si mise in motocicletta assieme a Jiro Shiizaki (lui a cavallo) a distribuire volantini per Tokyo. Alle 11, Hatanaka si suicidò con un colpo alla testa e Shiizaki lo stesso, sia con un pugnale che con la sua pistola.
In sintesi...
Kolossal insuperato nella sua ricostruzione accurata dei fatti avvenuti: dai mezzi alle armi, dalle locations alle divise dei personaggi. Cast stellare che vede la presenza del leggendario Mifune nel ruolo di Anami, consumato dalla disperazione e impotente di fronte alla decisione dell'imperatore. Diversa la situazione di Toshio Kurosawa nel ruolo di Hatanaka, accecato dal suo desiderio di proseguire la guerra contro gli USA e intensissimo nel non arrendersi fino alla fine. Primo tempo che si perde nella macchinosità degli eventi, nel secondo il film si mette in marcia e sfocerà inevitabilmente nel sangue... nonostante l'eccessiva durata del film, è degno di essere visto con pazienza: in ambito fotografico è colmo di didascalie che anticiperanno i jitsuroku eiga di Fukasaku e di focalizzazioni sui sentimenti disperati di tutti i protagonisti, atti a richiamare il cinepugno alla Ejzenstein in altre sessioni violente del film. Montato sublimemente, la colonna sonora ci aiuta nel suo non essere fastidiosa e perfetta per un film di guerra, assieme al narratore che immortala quei due maledetti giorni.
martedì 30 gennaio 2024
La Vita Elegante di Mr. Everyman (Eburi Manshi no Yuga-na Seikatsu) - 1963

Anno: 1963
Regista: Kihachi Okamoto
Casa di produzione: Toho
Paese di produzione: Giappone
CAST
Keiju Kobayashi: Eburi Toshimaru
Michiyo Aratama: Natsuko
Eijiro Tono: Akiharu
Jerry Ito: Pete
Tadao Nakamaru: Sakuma
Michiyo Yokoyama: Junko
Akihiko Hirata: fratello maggiore di Eburi
Hiroshi Tachikawa: fratello minore di Eburi
Toki Shiozawa: donna al Napoli
Ikio Sawamura: piangente
Yasuhisa Tsutsumi: dottor Onoda
Haruko Togo: donna di mezza età
Tatsuyoshi Ehara
Nami Tamura
Akemi Kita
Yuriko Hanabusa
Ren Yamamoto
Hiroko Minami
Hiroko Sakurai
Keiko Yanagawa
Shigeru Yanai
Tatsuo Matsumura
Masaya Nihei
Yasuzo Ogawa
Yoichiro Kitagawa
Miki Yashiro
Hideo Sunazuka
Hideyo Amamoto
Rikie Sanjo
Mieko Kurenai
Yoko Miyata
Yuko Shibaki
Yoshiyuki Uemura
Akira Wakamatsu
Haruo Suzuki
Shiro Tsuchiya
Toshihiko Furuta
Naoya Kusakawa
Junichiro Mukai
Kozo Nomura
Yutaka Nakayama
Kan Hayashi
ATTENZIONE: SPOILER!
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!
lunedì 22 gennaio 2024
Il Poliziotto Immigrato (The Immigrant Policeman) - 1989

Anno: 1989
Regista: Luk Chi-Gong (aka Henry Luk)
Casa di produzione: East West Films LTD
Paese di produzione: Hong Kong, Cina
CAST
Anthony Tang
Phillip Chan
Kenneth Tsang Kong
Pak Yan
Siu Yam-Yam
Yiu Ting-Ru
Luk Ying-Hong
Lok Wai-Ching
Hon Kong
Lee Wan-Gwong
Robert Lam
Yat Boon-Chai
Franklin Liu
Ricky Ng
Ho Chi-Moon
James Ha
ATTENZIONE: SPOILER!
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!
martedì 16 gennaio 2024
Il Dragone di Macao (Makao No Ryu) - 1965

Anno: 1965
Regista: Mio Ezaki
Casa di produzione: Nikkatsu
Paese di produzione: Giappone
CAST
Akira Kobayashi: Ryu
Yukiyo Toake: Nami
Keiko Yumi: Rie
Chieko Matsubara: Honran
Jo Shishido: Aizu
Eiji Go
Masahiko Tanimura
Toyoko Takechi
Asao Sano
Toshinosuke Nagao
Shuntaro Tamamura
Shiro Yanase
Hiroshi Cho
Masuo Kinugasa
Yuzo Kiura
Yuji Odaka
ATTENZIONE: SPOILER!
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!
sabato 13 gennaio 2024
La Resurrezione del Lupo Dorato (Yomigaeru Kinro) - 1979

Anno: 1979
Regista: Toru Murakawa
Casa di produzione: Kadokawa Haruki Jimusho
Paese di produzione: Giappone
CAST
Yusaku Matsuda: Tetsuya Asakura
Jun Fubuki: Kyoko Nagai
Kei Sato: Shimizu
Mikio Narita: Koizumi
Asao Koike: Kaneko
Kojiro Kusanagi: Takeshima
Genji Kawai: Hidehara
Daiki Kato: Tomita
Koichi Iwaki: Yuzawa
Ken'ichi Kato: Ishida
Kimie Shingyoji: Eriko Shimizu
Shinichi Chiba: Mitsuhiko Sakurai
Toru Abe: Mitsuaki Suzumoto
Kenji Shiiya: Kurihara
Eimei Esumi: Fuyuki
Shinobu Yuki: Yukiko Maki
Hitomi Yoshioka: Akemi Nishikawa
Shin Kishida: Ishii
Akira Takahashi: Tamiya
Kyosuke Machida: Kunitomo
Toby Kadoguchi: Fukuda
Koji Nanbara: Isokawa
Katsumi Muramatsu: Ueki
Genshuu Igari: guardia del corpo di Isokawa
Yasuo Tabata: guardia del corpo di Isokawa
Yagyuu Gundan: subordinato di Isokawa
Kenji Imai: Sakamoto
Kai Ato: Nosaka
Michihiro Yamanishi: Yoshimura
Toshiyuki Iida: Imano
Akira Kume: Hyogo
Iwao Dan: Hara
Haruki Kadokawa: Sawano
Hyoe Enoki: poliziotto
Yutaka Nakajima: hostess in aereo
ATTENZIONE: SPOILER!
A seguito del furto di 100 milioni di yen da un corriere in moto, in una compagnia petrolifera di Tokyo si scatena il panico: tranne per Tetsuya, che di giorno lavora per la compagnia, ma di sera si tramuta in un astuto criminale. Avendo organizzato lui il furto, decide di barattare quei milioni con una partita di eroina, a causa del loro numero di serie. Viene in contatto con il boss di una yakuza che a malapena accetta lo scambio, ma che in seguito si ritroverà l'intera banda distrutta da Tetsuya ed accetterà senza fiatare il tutto. Userà la partita di eroina per intossicare una delle amanti del capo della compagnia, in modo tale per ricattare il capo con delle foto compromettenti. Una volta scoperto che una yakuza vuole entrare in guerra con la compagnia, il capo decide di usare Tetsuya come sicario... concluso il tutto, Tetsuya prenderà le redini della compagnia.
Yusaku si conferma ancora una volta all'altezza della sua fama, inarrestabile nelle missioni da portare a termine ed una furia nell'essere vendicativo. Fotografia che ci regala il buio bluastro alla Decae, lunghi piani sequenza ed un uso frequente della telecamera a mano nelle scene ad alta tensione; il tutto incorniciato da un montaggio ridotto all'essenziale e da una musica destinata ad essere indimenticabile. Gran peccato per la durata eccessiva del film (2 ore e 11 minuti), per la presenza breve dello stesso Sonny che rende meno pesante la durata (assieme alla solida sceneggiatura) e per alcune scene involontariamente esilaranti (tra cui la scena dove Yusaku fugge dall'appartamento del boss). Merita uno sguardo anche il guardaroba delle comparse principali, incluse le auto che guida Yusaku...
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!
martedì 9 gennaio 2024
[Flopiziesco #27] Gli Assassini Sono Nostri Ospiti - 1974

Anno: 1974
Regista: Vincenzo Rigo
Casa di produzione: Lombarda Films, Produzione Palumbo
Paese di produzione: Italia
CAST
Anthony Steffen: Guido Malerba
Margaret Lee: Eliana
Luigi Pistilli: commissario Di Stefano
Gianni Dei: Franco
Livia Cerini: Mara Malerba
Giuseppe Castellano: Mario
Sandro Pizzocchero: Eddy
Giovanni Brusatori: vicecommissario
Giancarlo Busi: poliziotto alla villa
ATTENZIONE: SPOILER (anche se è un flop...)!
A seguito di una sanguinosa rapina in una gioielleria a Milano, i tre criminali Eliana, Mario e Franco si danno alla fuga. Quest'ultimo è rimasto ferito a causa di un colpo sparato dal figlio del gioielliere, ma dato che la polizia sta braccando i tre, decidono di arrivare a casa del dottor Malerba per cercare di salvarlo. Una volta entrati, si barricano a casa sua e il delirio avrà inizio, nel mentre attendono l'arrivo di Eddy: tra Eliana che manifesta desideri sessuali con la moglie del dottore, l'amico della moglie e Mario che violano per ben due volte la moglie, finalmente Eddy giunge nella villa... assieme alla polizia, che viene mandata via dallo stesso Malerba, sotto ricatto dalla banda. Nel frattempo, Eddy ha una crisi di astinenza da stupefacenti e Malerba gli inietta qualcos'altro nel braccio, lo toglie di mezzo assieme al resto della banda e sua moglie, risparmiando Eliana: si viene a scoprire che ha architettato lui il colpo, inclusa la sua tentata fuga all'estero... bloccata in tempo dal commissario Di Stefano.
Montaggio davvero rudimentale, considerando che in alcuni punti le scene durano una frazione di secondo. E parecchie di queste scene o procedono spedite, oppure sono riempitivi per tentare di tenere a galla tutta la baracca (vedasi la lunga scena in cui Anthony posteggia il suo veicolo ed entra in metropolitana a Milano...), dove la sceneggiatura non riesce a spiegarci i retroscena su Castellano, Sandro e Gianni: personaggi che potevano essere interessanti, ma poi sprecati con dei dialoghi assurdi (tali da sconvolgere lo stesso Rigo!); a metà strada tra il disgustoso e il mediocre. Anthony si impegna fino in fondo a rendere il tutto più credibile, assieme alla presenza del commissario Pistilli che almeno ci darà una mano a sgonfiare l'atmosfera cupa e squallida del film con le sue (improbabili) battute. Fotografia che ci regala alcuni fermi immagine alla Christopher Doyle, notti alla Decae ed alcune mosse movimentate della cinepresa alla Fukasaku. La musica è perfetta per l'atmosfera filmica, che se fosse stata diversa avrebbe potuto essere indimenticabile.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!
venerdì 5 gennaio 2024
Ritorno alle Radici (Back to Roots) - 1995

Anno: 1995
Regista: Raymond Leung
Casa di produzione: R.J. Production Co.
Paese di produzione: Hong Kong, Cina
CAST
Chan Wai-Lun: Ah Fei
Wong Yim: Sau Sau
Lin Zi: zio Zhi
Michael Lee: il nonno di Fei
Radium Cheung: gangster di Fei
Raymond Leung: poliziotto ucciso da Fei
Jameson Lam: passeggero del traghetto
ATTENZIONE: SPOILER!
Il teppista Ah-Fei, dopo avere tolto di mezzo un poliziotto a Hong Kong, decide di fuggire nella Cina continentale... per poi ritrovarsi a fuggire nuovamente a causa delle percosse dei suoi uomini, nei confronti di un poliziotto sotto copertura. Ferito ad una gamba per via di un colpo di pistola sparato dalla polizia, si ritrova in un villaggio isolato nell'entroterra dello Shaanxi. Dopo numerose peripezie con gli abitanti del villaggio, lascia alle spalle il suo passato da teppista... dopo avere scontato la pena a Hong Kong e tagliato i contatti con le triadi, ritorna al villaggio.
Triad movie che si tramuta in uno slice of life della vita quotidiana dei contadini e dei residenti nella zona rurale dello Shaanxi, prima disturbati e poi arricchitisi di altre giovani braccia. Fotografia fortemente influenzata da quella di Kar-Wai e da Besson: fermi immagine alla Doyle, uso movimentato del flashback, telecamera a mano in un lungo piano sequenza alla Woo, moviola nelle scene ad alta tensione, ombre sia minacciose che innocue ed un primo piano alla Patrick Tam. Nel primo tempo è montato scorrevolmente nelle scene movimentate, nel secondo il tutto prende una piega tranquilla, per poi riprendere la mano verso il finale. Musica per niente fastidiosa ed in sintonia con il climax del film. Interpretazione senza tempo di tutti i personaggi, su una regia trasparente ed al servizio di loro.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!
domenica 31 dicembre 2023
La Fine dell'Agente W4C (Konec Agenta W4C) - 1967

Anno: 1967
Regista: Vaclav Vorlicek
Casa di produzione: Filmové Studio Barrandov
Paese di produzione: Cecoslovacchia
CAST
Jan Kacer: Borget/Cyril Juan, agente W4C
Kveta Fialova: Alice
Jiri Sovak: Foustka
Jan Libicek: Rezident
Jiri Pleskot: capo dell'agenzia
Jiri Lir: Stern
Josef Hlinomaz: agente
Walter Taub: grande capo
Otto Simanek: inventore
Zdenek Braunschlager: agente
Ivo Gubel: agente
Alena Kreuzmannova: segretaria
Lubomir Kostelka: superiore
Frantisek Husak: violinista
Vlastimil Hasek: tecnico
Jaroslav Kepka: agente
Svatopluk Skladal: agente
Antonin Sura: poliziotto francese/giornalista
Oldrich Velen: agente
Zdenek Blazek: agente
Jan Cmiral: consigliere
Jaroslav Cmiral: agente
Jaroslav Heyduk: uomo che strilla
Oldrich Hoblik: poliziotto
Vaclav Kotva: uomo con la mitragliatrice
Helena Ruzickova: sig.ra al bar
Hana Talpova: barista
ATTENZIONE: SPOILER!
L'agente Juan è stato incaricato di andare in un hotel a Praga e di impossessarsi di una saliera contenente un microfilm con dei piani per militarizzare Venere, per poi consegnarla all'agente Alice. Immediatamente agenti dei servizi segreti da ogni parte del mondo gli stanno alle calcagna, incluso il controspionaggio cecoslovacco: ma a causa della mancanza di personale, nomina il contabile Foustka come l'agente "13B". Lui, assieme al cane Pajda, starà dietro alla coppia con dei metodi piuttosto esilaranti... dopo avere vinto una gara di nuoto e messo nel caos il complesso sportivo, toglierà accidentalmente di mezzo Juan all'aeroporto. Per vendetta, Alice proverà a riprendersi la saliera che Foustka ha sottratto all'hotel, ma Pajda riesce a consegnarla al controspionaggio.
Ingredienti per un classico della commedia: noia inesistente, gag per nulla imbarazzanti, intero cast mai scivolato verso il negativo, scene d'azione notevolmente astute per essere uno spionistico al di fuori dei Pinewood Studios con un pizzico di satira nei confronti del governo cecoslovacco, incarnato nel controspionaggio e nel personaggio di Sovak, che dovrebbe dare una ventata di aria fresca alla burocrazia dell'agenzia. Montato tempestivamente nelle scene ad effetto, che già all'inizio ci anticiperà cosa vedremo nel film. Fotografia che si avvalora del guardaroba di quasi tutti i personaggi, inclusi gli occhiali da sole notturni di Kacer, con dei primi piani su una boccia su un tavolo da biliardo e dei piani sequenza accompagnati da una musica disinvolta nel suo essere comica in una situazione tagliente come quella spionistica all'epoca della Cortina di Ferro...
Ci vediamo nel 2024, cari spettatori del blog! Grazie per averci seguito anche nel 2023!
lunedì 25 dicembre 2023
La Quadrilogia del Lungo Braccio della Legge (Long Arm of the Law) | 1984-1990
Se vi stavate chiedendo se anche a Hong Kong riuscirono a girare del thriller a sfondo politico, il risultato è stato sublime, anzi: si sono assicurati un posto nell'olimpo dei cult movies! E se parliamo del cinema di culto, è obbligatorio citare due nomi noti nei triad movies e nel poliziesco... Johnny Mak e suo fratello Michael Mak.
Il primo già si fece conoscere in ambito televisivo per alcune serie televisive dagli ascolti piuttosto alti per la ATV (l'attuale Asia Television), tanto da essere stato promosso a direttore di produzione nel 1977. Nel 1981 lascia la televisione per fondare la sua casa cinematografica, e riesce a produrre alcune opere della New Wave hongkongese come il confusionario "Crimson Street" (1982) e l'horror di "Possessed" (1983), inclusi i melodramma artigianali di Taylor Wong, come "The Truth" (1988) ed il primissimo film di Hong Kong a finire nella terza categoria, "Sentenced to Hang" (1989). Nel 1991 produce il lunghissimo triad movie "To Be Number One" ed ebbe talmente tanto successo da divenire il film dell'anno agli HKFA. A causa del declino dell'industria del cinema hongkongese, la casa produsse il suo ultimo film nel 1993 e lo stesso regista lascia definitivamente il cinema nel 1997 con "The Island of Greed": prodotto, scritto e presentato per suo fratello Michael: che aveva militato come regista nella casa di Johnny, debuttando alla regia con "Happy Sixteen" (1982). Anche lui lascia il cinema come regista nel 2001 con "Asian Charlie's Angels": ma si ritira definitivamente nel 2007, producendo "Twin Mission" e pianificando "Summer's Tail" a Taiwan.
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Long Arm of the Law; regia di Johnny Mak, 1984.
Un gruppo di criminali della Cina continentale fugge a Hong Kong per tentare il colpo del secolo. Vengono scoperti e la polizia è sulle loro tracce, grazie a un infiltrato.
Evitate di visionarlo a Natale per via della sua sfortunata tempistica, poiché di sangue ce ne sarà in abbondanza... eccezionale documento sull'ormai sparita città murata di Kowloon, sicuro rifugio di tutto il sottomondo hongkongese per evitare ad ogni costo la presenza della polizia. Uno dei triad movies più brutali mai girati, soprattutto per i metodi di esecuzione usati da Lam Wai: che anticiperà il ruolo di Elvis Tsui per i seguenti tre capitoli, sguardo d'acciaio e poco raccomandabile. Effetti speciali capaci di demolire ancora oggi quelli hollywoodiani, fotografia alla Melville con l'uso prolungato delle ombre e del rosso in tali ombre che preannuncerà il futuro nefasto dei protagonisti, montato discretamente e indimenticabile nella scena d'azione finale... dove una pioggia di proiettili affollerà la città murata. E vogliamo parlare della scena in cui Lam viene circondato dalle pistole, dal quale un certo Ringo Lam prenderà ispirazione per girare la scena finale del suo film nel 1987?
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Long Arm of the Law II; regia di Michael Mak, 1987.
La polizia di Hong Kong assolda tre poliziotti, fuggiti dalla Cina continentale, come informatori per poter continuare a vivere legalmente nella ex-colonia britannica. Si infiltreranno da immigrati clandestini nella potente organizzazione che causa le ondate di criminalità a Hong Kong.
Secondo capitolo che punta il tutto sulla fotografia, paragonabile a quella di Besson, ma qui al servizio dei personaggi. Inalterata la brutalità del primo, ma girato con uno stile che raramente si può riscontrare altrove: la sequenza dove Kirk Wong le prende dal trio, la rocambolesca fuga di Yuen Yat-Choh all'aeroporto. Il tutto con un montaggio spettacolare e con una coreografia scorrevolissima, accompagnati da una colonna sonora grintosa e priva di paura per il sangue che in seguito verseranno tutti e tre, perfetta per un noir grazie all'uso prorompente del sassofono. C'è bisogno di recensire anche gli effetti speciali, qui al massimo dello splatter?
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Long Arm of the Law III; regia di Michael Mak, 1989.
Un ex-soldato cinese, ingiustamente accusato di rapina e condannato a morte, fugge a Hong Kong ed è costretto a lavorare in una banda di criminali per ritrovare la donna da lui amata e rapita da loro.
Michael alza la posta in gioco con la presenza del sempre affidabile Andy Lau, qui disposto a tutto pur di uscirne indenne da quel mondo putrefatto assieme alla sua ragazza Elizabeth Lee, lei perseguitata da un viscido Kirk e lui da un Elvis più vendicativo e spinto che mai. Rispetto ai precedenti due capitoli, si raggiunge un livello qualitativo in ambito fotografico e nelle sequenze d'azione degno della New Wave: abili giochi di controluce incorniciati da dei neon che accendono la notte della metropoli, coreografie al cardiopalma firmate dal Leung Siu-Hung che nel 1994 girerà il cult di "Satin Steel" con Jade Leung, senza contare il tocco melodrammatico della colonna sonora sul rapporto tra Andy ed Elizabeth... incluse delle citazioni italo-americane nei cibi che loro mangiano. Definitivamente il film più riuscito della quadrilogia, completo sia nella trama che a livello tecnico, con interpretazioni poliedriche da quasi tutto il cast.
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Long Arm of the Law IV: Underground Express; regia di Michael Mak, 1990.
A seguito dei fatti di Piazza Tienanmen, un gruppo di mercenari ha intenzione di portare in salvo tre attiviste pro-democrazia da un'ambasciata: verranno braccati dall'esercito e verranno perseguitati anche a Hong Kong da militari sotto copertura.
Amara e tagliente conclusione di una saga che ha visto frapporsi le diatribe immigratorie/giudiziarie della Cina di Xiaoping e della Hong Kong britannica. Sconsigliata la visione a chi è politicizzato, dati i numerosi contrasti tra la diplomazia cinese e britannica in un universo alternativo dove è stato infranto il patto omonimo del 1984. Elvis in piena forma assieme al trio diplomatico, in delle coreografie che riescono a ricalcare quelle del secondo capitolo, ma non più di tanto. Musica che riesce senza problemi a coinvolgerci nella storia anche grazie alle sue note simil-militaresche, assieme alla fotografia che riutilizza fortemente le ombre e il controluce visti in tutta la saga.
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Noi ovviamente speriamo in un Natale privo di sangue e di proiettili, ed in più un mio augurio per un felice Natale agli attori che hanno preso parte a questa leggendaria saga, dove anche loro festeggeranno il tutto da veterani del cinema :)
Grazie per averci seguito anche nel 2023, carissimi spettatori e non!
Come da tradizione del blog, ci vediamo in un'altra recensione!
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