venerdì 9 luglio 2021

La Furia Bionda (The Blonde Fury) - 1989

 

Anno: 1989
Regista: Mang Hoi
Casa di produzione: Bo Ho Films Co. LTD, Paragon Films LTD
Paese di produzione: Cina, Hong Kong

CAST
Cynthia Rothrock: Cindy
Elizabeth Lee: Judy Yu
Chin Siu-Ho: C.I.D
Mang Hoi: Hai
Ronny Yu: boss Huang Te
Wu Ma: zio Ma
Roy Chiao Hung: procuratore Yu
Miu Fung-Yee: sig.ra Miao
Billy Chow: Billy Chow
Kwan Chiu-Chung: Bluffer
Jeff Falcon: fratello di Richard
Vincent Lyn: fratello di Richard
Chung Fat: scagnozzo di Te alle prese con un topo
Chun Kwai-Bo: scagnozzo di Te
Ka Lee: scagnozzo di Te
Lee Chi-Kit: scagnozzo di Te
Siu Tak-Foo: scagnozzo di Te
Yuen Miu: scagnozzo di Te
Chow Gam-Kong: scagnozzo di Te
Pang Yun-Cheung: scagnozzo di Te
Kong Fu-Keung: scagnozzo di Te
Hsiao Yu: rapitore
Lau Fong-Sai: rapitore
Chu Tau: rapitore
Teddy Yip: giudice
James Tin Chuen: assistente del procuratore Yu
Sze Mei-Yee: Shih
Cheng Siu-Ping: madre del bambino salvato da Cindy, durante un incendio
Peter Ngor: paziente dell'ospedale psichiatrico
Wong Ying-Kit: Chieh

ATTENZIONE: SPOILER!

All'epoca distribuito come il sequel di Righting Wrongs, in realtà era ben diverso; dato che il regista tenta la commistione tra commedia, thriller e le arti marziali... riuscendoci! La sig.ra Rothrock afferma tutt'oggi che questo è il suo film preferito, dato che gli è stato lasciato lo spazio di divertirsi e costruire il suo personaggio nel primo film diretto completamente da Mang Hoi: responsabile della coreografia in altri piccoli capolavori come Royal Warriors e Magnificent Warriors. I fans della sig.ra Rothrock hanno piena ragione per considerare la pellicola come un capolavoro quasi dimenticato, data l'ottima forma dell'attrice in quel periodo. Girerà un altro film nel 1991 ("The Tantana") e lascerà definitivamente i riflettori nel 2014 in "Kung Fu Jungle". Passa a miglior vita nel 2023, per via di un cancro all'esofago: aveva 65 anni.


Cindy, una agente dell'FBI che lavora anche come giornalista, viaggia ad Hong Kong per arrestare un editore di giornali poco legali, il sig. Ronny Dak, che usa le rotative per stampare banconote false. Investigando sul sig. Dak, Cindy si aggancia alla sua vecchia amica Judy Yu, insieme a un poliziotto sotto copertura (Chin Siu-Ho) e a un giornalista ferrato nel suo mestiere (Mang Hoi) per abbattere i suoi scagnozzi esperti in arti marziali.





Prendete un tipico film d'azione hongkongese, rimpolpatelo di una trama appena percettibile con coreografie autentiche e rendetelo vivace con una commedia facile da intuire: un film che non stancherà mai di essere riguardato anche centinaia di volte. Il cast è pura gioia per gli amanti del culto, e per la coreografia hongkongese di fine anni '80 vale spendere qualche parola in più, dato che gli stuntmans volavano e si schiantavano contro qualsiasi oggetto sul set per puro intrattenimento alla Jackie Chan e John Woo. Montaggio veloce, creativo e spontaneità in bella mostra, tra tutti quello della sig.ra Rothrock: che nel complesso realmente è poco plausibile, ma se calibrato bene ha un senso. Pellicola semplice da interpretare, ma che oltre alle scene d'azione vi farà divertire con la commedia; soprattutto l'improvvisa intrusione nella casa di Elizabeth Lee di un ladruncolo alle prese con un topo...


Distribuito tra aprile-maggio del 1989, ebbe una risposta non male al botteghino: 4.219.445 dollari (3.564.321 euro).

Nonostante il messaggio di fondo tipico di un poliziesco/giallo, non stanca assolutamente per le sue continue incursioni nella commedia: vale la pena dargli uno sguardo.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

Fuga Ravvicinata (Close Escape) - 1989

 

Anno: 1989
Regista: Chow Jan-Wing
Casa di produzione: Jiada Film Production Co. LTD
Paese di produzione: Cina, Hong Kong

CAST
Max Mok: Lam Wai-leung
Michael Miu: Lam Wai-tung
Aaron Kwok: sergente Ben Kwok
Dick Wei: Chiu Ying-kau
Yukari Oshima: Miko
Chan Chik-wai: zio Kwat
Pomson Shi: Yok
Lam Chi-tai: Poky
Chiang Tao: Shek Sun

ATTENZIONE: SPOILER!

Un motivo per visionare tale pellicola? E' presto detto: Yukari Oshima e Dick Wei, nel suo solito ruolo di antagonista. Budget a basso costo, sceneggiatura banale, ma con una trama incredibilmente facile e perfettamente comprensibile. Tale pellicola poteva finire senza problemi nella discarica del dimenticatoio, ma grazie al talento di alcuni attori nonché esperti di arti marziali, resta benissimo a galla nel mare del cinema di culto; senza aver bisogno di un rimorchiatore.




Lam Wai-tung ha un cancro in fase avanzata. Vuole raccogliere fondi per il suo fratello minore Wai-leung, rubando alcuni diamanti per il contrabbandiere Chiu Ying-kau. Dopo la rapina nasconde i diamanti veri per sé e consegna dei diamanti fasulli a Chiu, che in seguito scopre la farsa e toglie di mezzo Wai-tung. Per recuperare i diamanti, Chiu architetta un piano per rendere Wai-leung sospettato di omicidio e manda la sua assistente giapponese Miko per nasconderlo e curarlo dalle ferite di arma da fuoco; instaurano una profonda amicizia. Il sergente Kwok indaga sul caso e insieme a Wai-leung si imbattono nei diamanti veri nascosti da Wai-tung. Miko rimuoverà i diamanti, e Chiu costringerà Wai-leung a consegnarglieli. Quest'ultimo si rifiuta, e Chiu vuole togliere di mezzo entrambi. Alla fine, sia Miko che Wai-leung combatteranno per vendicarsi della morte di Wai-tung.


Un discreto thriller hongkongese realizzato al risparmio, ma come dicevo prima ha una trama facile da comprendere. Scricchiolante, ma verso il finale gli avvenimenti diventeranno un po' ripetitivi: sulla carta è roba molto semplice, ma sullo schermo è una sorpresa continua. Anche le sequenze d'azione erano coreografate da un eccellente Philip Kwok, non uno qualsiasi; direttamente dalla compagnia cinematografica più grande di Hong Kong, dalla Shaw Brothers. Dick Wei non sporca e non lascia quasi mai interpretazioni negative, ergo è sempre un'ottima presenza. Yukari Oshima si presenta con un ruolo palesemente ambiguo, e nonostante la sua ambiguità non si fa' problemi a mollare qualche calcio o pugno. Max Mok, nella suo ruolo di fratello minore, riesce comunque a vendicarsi alla John Woo (ma senza una goccia di sangue). 

Rilasciato tra maggio-giugno del 1989, incassò una cifra non male per un film economico come esso: ben 2.149.821 dollari (1.816.033 euro).

Sebbene il regista non fosse Sammo Hung o Corey Yuen, sono entusiasta di dichiarare che la pellicola non scade mai verso la parodia e nello sfruttamento tipico dei films a basso costo.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

martedì 6 luglio 2021

Morte di Una Carogna (Mort d'Un Pourri) - 1977

 

Anno: 1977
Regista: Georges Lautner
Casa di produzione: Adel Productions
Paese di produzione: Francia

CAST
Alain Delon: Xavier Maréchal
Ornella Muti: Valerie Agostinelli
Mireille Darc: Françoise
Maurice Ronet: Philippe Dubaye
Michel Aumont: commissario Moreau
Jean Bouise: commissario Pernais
Daniel Ceccaldi: Lucien Lacor
Klaus Kinski: Nicolas Tomski
Julien Guiomar: Fondari
François Chaumette: Lansac
Xavier Depraz: Marcel
Henri Virlojeux: Paul

ATTENZIONE: SPOILER!


Quando un deputato parlamentare francese, il sig. Philippe Dubaye (Maurice Ronet), irrompe in casa di un suo collega verso le cinque del mattino, significa che qualcosa di tragico è successo... ed infatti è accaduto che ha tolto di mezzo un altro suo collega politico, il sig. Serrano (Charles Moulin); ed aveva documenti talmente preziosi da far saltare in aria un'intera città per la sua vasta rete di corruzioni e di ricatti anche nei confronti di chi ha rubato questi ultimi.
Le ragnatele di questo tipo non sono facili da abbattere, ma all'interno di questa ragnatela vi sono alcuni attori che riescono a renderci partecipi di tale vicenda, e spiccano sopra tutti Alain Delon e la sig.ra Ornella Muti, che dalla sua bellezza naturale riesce a conquistare il grande schermo senza sforzarsi più di tanto.


Dopo la capatina del sig. Philippe a casa di Xavier Marshal, quest'ultimo recupera il fascicolo scottante e lo nasconde in un armadietto in una stazione della metropolitana parigina nel quartiere di La Défense. Nel mentre nasconde il fascicolo, viene a conoscenza della sig.ra Valérie Agostinelli, la ex-amante del sig. Philippe, ed alla fine verrà tolto di mezzo anche lui...
La polizia indaga sull'omicidio di Philippe, e la caccia al fascicolo continua senza vergogna nei confronti di Xavier: intimidazioni, corruzioni e saccheggio del suo appartamento... e nel frattempo ci scappa un altro morto, ossia la moglie del deputato, la sig.ra Christiane Dubaye, scaraventata dal balcone di casa propria. Alla fine Xavier è costretto a divulgare tramite la stampa alcuni dati del dossier, compromettendo alcuni politici. Dopo essere stato colpito nuovamente da dei sicari nel tragitto verso Sologne, verrà a conoscenza di un uomo d'affari chiamato Nicolas Tomski (Klaus Kinski), che anche lui vuole il fascicolo... ma Xavier resiste e continua nella sua crociata: trova finalmente il nome dell'assassino di Dubaye dal sig. Fondari (Julien Guiomar), e si avvia verso lo scontro finale...


Se servirebbe una parola per descrivere la pellicola, userei il termine di "eccezionale": una perfetta commistione tra un thriller politico e un gangster-movie, insieme a degli attori che hanno contribuito all'avanzamento del cinema di genere in Europa (Klaus Kinski, Alain Delon, Ornella Muti, Mireille Darc, Stéphane Audran, etc...) in una pellicola che in tutti i suoi 120 minuti di durata non è mai scesa verso il negativo. Ritmo veloce e serrato, trama che non lascia spazio alle interruzioni ed una regia astuta e trasparente. Il film stesso è una denuncia velata contro la profonda corruzione nella politica francese, talmente profonda che neanche l'attuale cinema oltralpe ha il talento di un tempo... una frase detta nel film lo riassume: "Non potrebbe esserci una Francia riconoscibile, senza corruzione". I colpi di scena non smettono mai di sorprendere, soprattutto a carico di Delon... sempre affidabile sin dalla sua comparsa sul grande schermo ad opera del defunto Melville; la sig.ra Ornella Muti domina senza problemi il film con il suo sguardo bollente, Klaus Kinski riesce nel ruolo di uno dei cattivi più potenti.


Di fronte al grande successo del film in patria, fu distribuito con successo all'estero: soprattutto in Germania si guadagna il titolo di Der Fall Serrano; negli USA come Kill a Rat; in Spagna come Muerte de un Corrupto; nel nostro paese come Morte di una Carogna e soprattutto nella terra del Sol Levante con il titolo di Chaser, ossia L'Inseguitore.

Simbolo di come il genere francese del polar sia tutt'oggi attuale, in quanto nella giustizia non si ha idea di chi fidarsi: forze oscure al lavoro, politici corrotti, oscure multinazionali, etc...
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

martedì 15 giugno 2021

Metropolis(1927)-Il film che ha cambiato la fantascienza, dal genio di Lang...

 





Un cordiale saluto a tutti i lettori e lettrici del Sottobosco, vorrei prendermi questi secondi, per ringraziare ancora una volta tutti i lettori di questo piccolo ma grande blog, grazie di cuore cari amici lettori e lettrici, ringrazio anche i miei "colleghi" perché anche loro hanno deciso di dedicare tempo per far in modo che il cinema dimenticato venga riscoperto. Detto questo, possiamo iniziare...









Siamo tornati al Sottobosco del Cinema, con un altra pellicola molto famosa, pietra miliare nel genere della fantascienza, il perché lo vedremo molto presto, per il momento, iniziamo parlando dell'uomo dietro a Metropolis.


Fritz Lang

Il grande regista Lang 


Friedrich  Chistian  Anton Lang, in arte Fritz(1890-1976) fu un regista  austriaco, molto famoso per alcuni capolavori della Settima  arte, viene giustamente considerato uno dei maggiori registi del 900, di primaria importanza per il cinema.

Fra i suoi film più famosi, possiamo citare: la trilogie de "Il Dottor Mabuse", "M-Il Mostro di Dussendorf " e appunto, quello che tratteremo oggi:  Metropolis




METROPOLIS 

1927

Anno: 1927

Regista: Fritz Lang 

Paese di Produzione: Germania 

Casa di Produzione: UFA(Universum Film)

Stato: Visibile(esistono varie versioni differenti)

-Alcune scene perdute 


Lingua: Muto, didascalie in tedesco 

Colore: Bianco e nero 


CAST 

Gustav Fronich: Freder Fredersen 

Alfred Abel: Johan Fredersen 

Heinrich George: Grot

Brigitte Helm: Maria/robot femminile

R.  Klein-Rorge: Inventore Rotwang 



<Aforisma: Il mediatore fra il cervello e le mani, deve essere il cuore>


Metropolis segna una svolta nella storia del cinema, a livello mondiale, ha segnato così tanto la cultura popolare, da essere fonte di isprirazione per numerosi film di successo, fra cui anche "Guerre Stellari". 

Ma perché il film è così importante? Beh, Metropolis è il primo film della storia del cinema in cui compare un automa, un robot, il primo grande passo per futuri film di fantascienza.


La genesi del film nasce da un esperienza personale del regista Lang, quando si trovava a New York per la visione di un lungometraggio, vedendo lo skyline della Grande Mela, rimase molto colpito, ma altra fonte di ispirazione fu  un romanzo, scritto dall'attrice e sceneggiatrice tedesca, Thea Von Harbou(che sposerà poi lo stesso Lang), il romanzo venne pubblicato per la prima volta a puntate sulla rivista "Das Illustrerte  Blatt". 

Durante le varie sessioni di scrittura,  dalla sceneggiatura  vennero tagliate molte parti inerenti ai messaggi e riferimenti alla magie e all'esoterismo, in una versione della sceneggiatura si sarebbe anche visto un viaggio fino alla luna, per mezzo di un razzo, finale poi scartato per vari problemi. 

Metropolis, tuttavia pur essendo oggi considerato un classico e capolavoro senza tempo, alla sua uscita non venne accolto molto bene, soprattutto in madrepatria, ebbe un modesto successo in USA.

Il film di Lang però troverà posto nella lista dei film preferiti di Adolf Hitler, il quale avrebbe detto "Avere in mano della gente che non pensa, è indispensabile per un leader", inoltre  si dice anche che questo film abbia poi influito  sul pensiero del futuro furher. 

Ora dovrei parlare, della trama, ma non lo farò, dato che questo film, merita di essere visto almeno una volta, è uno di quei film che resteranno per sempre nella storia del cinema.


mercoledì 9 giugno 2021

Il Kit del Cinefilo Internazionale 3.0 (dove reperire films, informarsi su films poco noti, etc...)

Finalmente, dopo aver esplorato insieme questo sottobosco cinematografico intriso di pellicole ingiustamente e giustamente dimenticate, è giunto il momento di condividere con voi il mio metodo di ricerca e di visione di tali pellicole.
Se avete pazienza e un'ottima padronanza in diverse lingue, vi troverete come se foste a casa vostra in tali ambienti virtuali; soprattutto se la voglia di sapere è così forte che si fatica a contenere, anche per cercare solo un regista e una colonna sonora.

Dove si possono reperire (legalmente) le pellicole trattate, e che in futuro tratteremo sul blog?
- RaiPlay [ottima fonte per delle pellicole straniere/italiane ricercate]
- Hong Kong Movie Channel Eight [emerso di recente su YouTube, ha recuperato pellicole che credevo irreperibili]
- Minerva Pictures [il più grande canale di streaming cinematografico su YouTube]
- PopCornTV [streaming gratuito su una WebTV legalmente registrata]
- Korean Classic Film [canale YouTube della Korean Film Archive, dove sono reperibili films poco noti al pubblico occidentale]

Dove ci si può informare sulle pellicole trattate, e che in futuro tratteremo sul blog?
- Internet Movie Database [il più grande database al mondo sul cinema]
- Czech Movie Heaven [database del cinema cecoslovacco, la' dentro ho conosciuto il regista Milos Forman]
- KinoPoisk [database del cinema russo, ho conosciuto registi come Sergej Bondarchuk, El'dar Rjazanov e Andrej Tarkovskij]
- Japanese Movie Database [consigliato solo a chi ha un'ottima padronanza della lingua giapponese, al suo interno ho conosciuto serie televisive come Seibu Keisatsu e Taiyou ni Hoero]
- Hong Kong Cinemagic [database dettagliato del cinema hongkongese, con tanto di interviste, notizie, recensioni e l'elenco completo degli studi esistenti/estinti a Hong Kong]
- Hong Kong Movie Database [rispetto alla Cinemagic, si punta il tutto su delle informazioni sintetiche su ogni pellicola girata in tale territorio]
- Internet Movie Cars Database [archivio digitale dedicato alle auto utilizzate e presenti in ogni pellicola mondiale]
- Internet Movie Firearms Database [archivio digitale dedicato alle armi da fuoco utilizzate in diversi films, compresi i poliziotteschi all'italiana trattati nel blog]
- Movie Mistakes [database su tutti gli errori commessi nel set di qualsiasi film al mondo]
- Internet Movie Plane Database [archivio digitale dedicato ad ogni tipo di oggetto volante nei films; elicotteri, aerei, etc...]
- Pollanet Squad [archivio digitale dedicato interamente al poliziottesco all'italiana, sito in cui ho cominciato la mia carriera da cinefilo]
- The Big Cartoon Database [archivio digitale dedicato interamente al mondo dell'animazione]
- TV Chart [recensioni di tutte le serie televisive, episodio per episodio]

Dove si possono acquistare le pellicole trattate nel blog?
Beh, la risposta è semplice: eBay. Oppure, se volete specializzarvi anche in questo campo...
- CG Entertainment [si possono anche effettuare richieste sul pubblicare in DVD o in versione restaurata digitalmente una pellicola in oblio]
- RaroVideo [dove sono reperibili tutti i noir di Fernando Di Leo, comprese alcune pellicole straniere di ottima qualità]
- MissingVideo [dove sono acquistabili films distribuiti in ogni tipo: dalle VHS ai DVD]
- Poster Mania [il paradiso delle locandine del cinema italiano ed internazionale]
- Arrow Video [casa inglese che ha recuperato numerosi films nostrani, oltre che a rendere note alcune pellicole di stampo nipponico]
- Spectrum Films [casa francese autrice di una sterminata operazione recupero di molteplici classici hongkongesi, inclusi altri nel continente asiatico]
- Carlotta Films [anch'essa francese, recupera sia classici asiatici che europei]

Questo è tutto, buona cultura e buona visione a tutti voi spettatori!

sabato 15 maggio 2021

I Gabbiani Volano Basso - 1977

 

Anno: 1977
Regista: Giorgio Cristallini
Casa di produzione: Società Cooperativa Cinematografica Internazionale; Zeta Film
Paese di produzione: Italia

CAST
Maurizio Merli: Albert Morgan
Nathalie Delon: Isabelle Michereau
Mel Ferrer: Roberto Micheli
Dagmar Lassander: gestore di un night club
Orlando Urdaneta: commissario
Franco Garofalo: sicario
Red Martin: Spinello
Antonio Pane: maresciallo Pane

ATTENZIONE: SPOILER!

"Ma perché Maurizio Merli ha gli occhi marroni e non ha la sua caratteristica barba?" riassunto del mio stato d'animo durante il primo tempo del film. Ancora una volta, il troppo sottovalutato Merli ci dimostra nuovamente di essere un solido attore poliedrico a 360 gradi, in pieno stile Volonté: un guanto che si adatta a ogni regista; e in questo caso si è adattato bene al suo primo personaggio negativo interpretato sin dal suo debutto nel genere dal '75... un sicario a metà strada tra il pentito e la riluttanza. Ricordiamo ai fans di Merli che vederlo senza i suoi baffi distintivi è come vedere la Svizzera senza le sue caratteristiche montagne.


Un sicario professionista dal magnetismo anglofono, Albert Morgan, viene ingaggiato per togliere di mezzo un socio in affari di Roberto Micheli. Il suo lavoro glielo ruba un suo socio, e questa mossa ha fatto storcere il naso all'organizzazione: caccia all'uomo immediata per togliere di mezzo Morgan, ormai divenuto un testimone troppo importante per la polizia e per gli stessi sicari.


Quando per un piccolo dettaglio si poteva decidere la sorte del film... se Merli teneva i nervi di titanio all'inizio del film, poteva essere uno sportivo Bill Gates. Invece i suoi nervi hanno collassato, ed è finito assassinato nel parcheggio dell'aeroporto di Fiumicino a Roma dopo una lunga sequela di scappatoie...
Merli ha interpretato un veterano della guerra del Vietnam con i suoi difetti psicologici, dato che pur di sfuggire agli assassini dell'organizzazione chiede aiuto a una sconosciuta... per poi innamorarsi! Ciò dimostra che la gentilezza altrui, seppur improvvisata ma ben presente, riesce a portare lontano un uomo vicino all'abisso. Soprattutto se è un personaggio mentalmente perso e distratto come Morgan, costretto a cambiare parecchie volte identità per sfuggire alla polizia. Tralasciando i numerosi product placement, si può trovare improbabile, dato che ricorda molto un melodramma alla Alfonso Brescia... ma nonostante alcune battute misurabili con la scala Richter per l'elevato quantitativo di imbarazzo ed alcune metafore smaccatamente molesti, il film è un richiamo al polar francese di fabbricazione melvilliana, dove gli eroi negativi non possono redimersi.


La pellicola è stata distribuita pigramente con lo stesso titolo italiano nei paesi anglofoni (Seagulls Fly Low) e francofoni (Les Mouettes Volent Bas).

Quando un attore, da solo, poteva permettere il rullaggio e il decollo di un film... specialmente se all'epoca è stato quasi del tutto ignorato dal pubblico e dalla critica.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog! E stavolta andrò a spolverare il mio studio virtuale, data la mia lunga assenza dai riflettori...

mercoledì 5 maggio 2021

Nosferatu(1922)-Il capolavoro che ha segnato un genere-

 






Siamo tornati ancora una volta nel Sottobosco, dopo tanto tempo di pausa, con un film davvero unico nel suo genere, probabilmente il primo in assolutato a trattare questo argomento*, il film in questione è Nosferatu, per la regia di F.W Murnau. 
















-LA FIGURA DEL VAMPIRO-


Prima di parlare del film Nosferatu, è bene "ripassare" la storia di questa creatura non morta.

La figura del vampiro risale alla notte dei tempi, il non morto che torna in una sorta di non-vita dannata e che succhia il sangue, cioè la vita, alle sue vittime è presente praticamente in tutte le culture o quasi. 

Tuttavia dobbiamo l'invenzione del vampiro così come lo immaginiamo nella cultura odierna al 1700-1800.

E' nel corso di questi due secoli che, cominciano a venire scritti e pubblicati testi in cui  si forma la figura del vampiro così come è conosciuta oggi, misterioso, sensuale e con un fascino erotico.

 Le prime opere ad avere vampiri risalgono alla metà del 1700, in lingua tedesca, fra i molti possiamo citare ad esempio "Der Vampir", di H. Ossenfelder, uscito nel 1748.

Tuttavia fu John Polidori, prima medico e poi scrittore che col suo "Il Vampiro" del 1819, diede origine ad una vera e propria moda, questo suo racconto venne poi allestito in vari teatri, diventando molto famoso. 

A questo va poi aggiunto il famosissimo Varney il Vampiro, conosciuto anche come "Il banchetto di sangue(titolo originale Varney the vampire or The Feast of Blood) scritto da J, Malcolm Rymer, ma certe volte  attribuito   a  Thomas Prest, che venne pubblicato per la prima volta nel 1847, sotto forma di Pennydreaful(ovvero giornali a poco prezzo, di poco valore), quest'opera è la pietra miliria del genere vampiresco in cui vennero, per la prima volta, aggiunti luoghi comuni e stereotipi, poi riutilizzati una miriade di volte da autori futuri. 

Tutti questi racconti e romanzi però avevano un vampiro maschio come protagonista/antagonista, è solo con Sheridan  le Fanu e la sua Carmilla che iniziano a prendere piede le vampire di sesso femminile, datato 1871, il romanzo breve, Carmilla, che ha per protagonista l'omonima ragazza, impegnata in una relazione "amorosa" con la giovane Laura. 

Il vampiro però, se oggi così  conosciuto, deve la sua fama allo scrittore Abramo Stoker e al suo romanzo più famoso e ricordato "Dracula"(di cui abbiamo già parlato spesso qui sul Sottobosco). 

Dracula è praticamente il vampiro per eccellezza, quando si pensa al succhiasangue, viene in mente il famoso conte.




-IL REVENANT SULLO SCHERMO-


Come è naturale che sia, anche la figura del vampiro divenne ben presto parte integrante della cinematografia dell'orrore, già agli inizi del 900, non si calconano le miriadi di pellicole con un vampiro, quasi tutte purtroppo andate perdute,  va detto però che non sappiamo se siano proprio vampiri o film con "Vamp"(ovvero femme fatale, la donna pericolosa ma dannatamente bella e seducente), come nel caso di "The Vampire" di R. Vignola  del 1913. 

Il primo film in cui comparirebbe il famoso conte Dracula, invece è Drakula, presunto  film russo del 1920, di cui tuttavia non è rimasto assolutamente niente(e infatti, si dubita della sua esistanza stessa), il primo vero film in cui compare la figura del vampiro di Valacchia è quindi una pellicola del 1921, che abbiamo già trattato qui sul Sottobosco, ovvero Drakula Halala, non collegato però in alcun modo al romanzo di Abramo Stoker.

Per il primo adattamento del romanzo, ci tocca andare nel 1922, precisamente in Germania, per mano di un regista molto bravo nel suo mestiere 

....




NOSFERATU 

1922

Anno: 1922

Regista: Friedrich W. Murnau 

Paese di Produzione: Germania

Casa di Produzione e Distribuzione: Prana Film 

Stato: Visibile(ne esistono diverse versioni)

Durata:  84 minuti 

Lingua: Muto, didascalie in tedesco

Colore: Bianco/Nero

-Ne esiste una versione con inserti colorati per le scene notturne e interni-


CAST

Max Schreck: Conte Orlok

Gustav V. Wangenheim: Thomas Hutter

Greta Schrodel*: Ellen/Elen Hutter

Alexander Granach: Knock 




Nosferatu,titolo originale Nosferatu eine Symphonie des Grauens(lett. Una Sinfonia dell'Orrore) è insieme ai film Der Golem(1915)  e Das Gabinet des Dr. Caligari(1920) il massimo simbolo del cinema espressionista tedesco. 

Nel 1921 venne fondata a Berlino una casa di produzione, la Prana-Film(i fondatori furono Albin Grau ed E. Dieckman), il principale progetto della piccola casa di produzione era di proporre film a tematica gotica e soprannaturale, il loro primo e purtroppo unico film, fu appunto Nosferatu(del perché ci arriveremo) uscito l'anno dopo la fondazione della casa, nel 1922.

Logo della Prana-FIlm 


L'idea di realizzare un film sui vampiri, si deve  all'occultista Albin Grau( già fondatore della piccola casa di produzione), ispirato da un suo personale ricordo legato ad alcuni anni prima, al tempo della grande guerra, un contadino serbo disse a Grau che il padre era un revenant. 

Venne quindi incaricato lo scenegiattore  Henrik Galeen(già famoso per film come Lo Studente di Praga e Il Golem come venne al mondo), il cuo compito era quello di scrivere una sceneggiatura basata sul romanzo di Stoker, pur non avendo comprato i diritti dalla vedova Stoker, ancora viva al tempo(un errore che costerà caro alla Prana-Film).

Galeen cambiò molti dettagli, l'ambientazione del film, da Londra ad un piccolo borgo tedesco, nome ai personaggi, dando nomi tedeschi  e aggiunse varie idee originali(come il nosferatu che porta la peste col suo arrivo), venne completamente eliminato il personaggio di Van Helsing.

Va anche detto che fu lo stesso regista Murnau a  riscrivere alcune pagine di suo pugno e si deve a lui un dettaglio molto importante per il mito del vampiro odierno, il sole, infatti nel romanzo di Stoker(e nella sceneggiatura di Galeen) Dracula non muore se entra in contatto con la luce solare, ma bensì diventa solo più debole. 

Probabilmente però il più grande cambiamento rispetto alla fonte originale è l'aspetto dell'antagonista principale, il conte Orlok/Dracula, se nel romanzo era all'apparenza un uomo normale, il vampiro di Murnau è totalmente l'opposto.

Pelato,  carnagione quasi cadaverica e con le orecchie a punta, il vampiro di Murnau non ha i canini appuntiti ma bensì i denti davanti, più che un pipistrello, esso assomiglia ad un ratto e non a caso i ratti saranno molto presenti nel film. 

Il conte Orlok(l'attore Max Schreck)



Il film Nosferatu è però tristemente famoso anche per un caso di cronaca, che di fatto ha quasi condannato la pellicola all'unirsi all'infinito elenco di film perduti, infatti la vedova Stoker, Florence, denunciò la casa di produzione e il regista stesso, per violazione dei diritti d'autore sul romanzo del suo defunto marito, all'epoca era ancora sotto copyright. 

La Prana-Film dovette quindi pagare una bella somma, non sappiamo quanto di preciso, nonostante fosse già afflitta da problemi econominci, grazie alla causa dovette dichiarare la bancarotta, ma la sorte peggiore toccò al regista Murnau: vedere tutte le copie del suo capolavoro distrutte. il regista, senza dire niente però,  nascose una copia per se stesso e grazie a quel gesto, oggi il film è diventanto un classico ed è totalmente visibile, in versione anche integrale.


Nosferatu ha poi influenzato molti registi, primo fra tutti Herzog, che nel 1979 porterà nelle sale la sua intepretazione del film, con l'attore Klaus Kinski nel ruolo di Orlok/Dracula.

La famosa scena in cui si vede l'ombra del vampiro salire le scale, è entrata nell'immaginario 
collettivo- Fu fra l'altro, un aggiunta di Murnau, nella sceneggiatura originale non vi era, ma voi, riuscite ad immaginare il film senza questa iconica scena? Io personalmente non vi riesco.

.....

-LEGGENDE SULLO SCHERMO-


Subito dopo l'uscita del film, iniziarono a girare già varie voci e dicerie riguardo il personaggio del conte Orlok, si diceva fosse un vero vampiro, scovato da Murnau sui Carpazi,  per rendere più credibile il suo capolavoro, altri sostenevano invece che dietro al trucco del nosferatu vi fosse lo stesso regista, questa leggenda deve in realtà le sue origini al nome dell'attore stesso, chiamato Max Schreck, appunto in italiano più o meno "Massimo Spavento"(da questa leggenda nasce poi il film del 2000 "Shadow of the Vampire", in cui si narra appunto dello Schreck vampiro).

L'attore Max Schreck, nel 1922, anno di uscita del film Nosferatu-



*

L'attrice è nota anche per aver scritto la sceneggiatura de "Das Gespenst im Opernhaus" primo adattamento del romanzo più famoso di Leroux, Le Fantome de L'Opera, il film in questione, uscito nel 1916 ed è andato perduto(purtroppo)

lunedì 3 maggio 2021

Ritorno al Sottobosco. Il Punto della situazione-

 




Dopo tanto tempo di inattività, dovute a varie cause in realtà, si è finalmente tornati sul Sottobosco del Cinema.

Il motivo dell'assenza è da ricondurre al fatto che è sempre più difficile trovare film da trattare.

 I  film perduti più famosi, che poi sono  anche quelli con più informazioni disponibili, sono già stati quasi completamente trattati, quindi, come potete capire non vi è rimasto molto di cui discutere, pur essendo vero che di film perduti ne esistono un infinità, bisogna anche ricordarsi che almeno il 70% di essi non hanno informazioni rilevanti, o non sono  adatti a queste "recensioni".

 Ad ogni modo (seppur  con minor frequenza) tornerò a pubblicare articoli,  passando anche a film non perduti, ma comunque molto vecchi, sempre di tematica horror/sci-fi  e sopratutto, come avevo già in mente(e trattato almeno una volta) al mondo dell'animazione, che anche in questo "settore" è pieno di capolavori andati perduti o comunque sconosciuti.

Proverò anche a trattare  pellicole con poche informazioni, saranno articoli molto brevi è vero, ma meglio di niente, magari anche qualche top.

Detto questo vorrei ringraziare i sostenitori, i lettori e in modo particolare i miei "colleghi"(si presto torneranno anche loro all'opera)-


lunedì 29 marzo 2021

Inchiesta su un Delitto della Polizia (Les Assassins de l'Ordre) - 1971

 

Anno: 1971
Regista: Marcel Carné
Casa di produzione: Compagnie Franco Coloniale Cinématographique, Les Production Belles Rivas, West Film
Paese di produzione: Francia, Italia

CAST
Jacques Brel: il giudice Bernard Level
Catherine Rouvel: Danièle Lebegue
Charles Denner: Graziani
Didier Haudepin: François Level
Michael Lonsdale: il commissario Bertrand
Paola Pitagora: Laura
Roland Lesaffre: Michel Saugeat
François Cadet: Rabut
Serge Sauvion: Bonetti
Françoise Giret: Geneviève Saugeat
Jean-Roger Caussimon: commissario-capo Lagache
Boby Lapointe: Louis Casso
Harry Max: Moulard
Luc Merenda: Marco
Luc Ponette: Rivette
Jean Franval: dottor Sabatier

ATTENZIONE: SPOILER!

Ispirato a un episodio di cronaca nera realmente avvenuto a Bordeaux nel 1954 (affaire Grangé), fu il penultimo film girato da uno dei registi più prolifici nella storia del cinema francese. Autore del più grande capolavoro del cinema sonoro francese Les Enfants du Paradis (1945) e del dramma psicologico di Hotel du Nord (1938), verso la fine della sua carriera cinematografica gira questa audace denuncia politico/sociale alla Damiani, rivolta in modo secco alla corruzione della polizia francese, nell'epoca in cui la Francia aveva già potuto toccare con del sangue il recente 1968 e anche le pesanti censure del regime di Vichy negli anni '40...


Marsiglia. Un ex-condannato a morte, padre di famiglia e meccanico, viene svegliato all'alba da due poliziotti, che lo accusano di essere l'autore di una "rottura" con una fiamma ossidrica, avvenuta la notte prima dal suo datore di lavoro. Lo portano alla centrale, lo fanno uscire alla una di notte, ma per essere portato all'obitorio. La sua vedova sporge denuncia contro i poliziotti, e se ne occupa il giudice istruttore Level. Grazie a un'autopsia, il sospettato è morto a causa di percosse selvagge, e il giudice avvia subito le indagini, scoprendo subito dopo l'avvio di esse che la polizia copre gli ispettori coinvolti ed intimidisce alcuni testimoni, tra cui una prostituta allontanata con la forza dalla città. Il giudice si trova in mezzo a un confronto senza precedenti: la costante pressione sull'abbandonare il caso dalla polizia in cui lavora e le sommosse popolari causate da tale omicidio. Non si arrende nella ricerca della verità, riesce a incriminare la polizia e far processare i colpevoli, ma purtroppo verranno assolti; le pressioni evidenti sui testimoni e per la clamorosa passività dell'avvocato della vedova. Prima del processo, a Level è stato concesso di dirigere dall'avvocato dei due poliziotti il suo ufficio a Lione.


Cominciato nel silenzio più assordante, inizialmente può sembrare agli occhi di tutti il tipico poliziesco blando... ma se si presta attenzione, il film è una spettacolare denuncia alla corruzione della polizia francese. Si tratta di uno dei pochi films francesi in cui si denunciano le pressioni della polizia contro un giudice che ha lo scopo di trovare la verità. Ci troviamo davanti all'archetipo dello stato di polizia: silenzio forzato e sparizione di ogni testimone di questo sistema marcio, il tutto mostrato in faccia allo spettatore all'oscuro. Il conflitto tra magistratura e polizia ha un effetto negativo sulla società, in quanto i cittadini comuni vengono molestati in nome di alcune "procedure di routine". E' il ritratto della giovane società francese dell'epoca, incarnata da Jacques nel suo mestiere di giudice.

Il film fu distribuito nei paesi anglofoni con il titolo di Law Breakers, mentre nei paesi teutofoni con il titolo secco di Morder nach Vorschrift (Killer Secondo le Normative).

Dramma politico che vale la pena guardare, dati gli stilemi molto simili a quelli di Damiani...
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

domenica 28 marzo 2021

Sigpress contro Scotland Yard - 1968

 

Anno: 1968
Regista: Guido Zurli
Casa di produzione: Rekord Film, Cinesecolo, Parnass Film
Paese di produzione: Italia, Germania

CAST
George Martin: Sigpress
Paolo Carlini: Harold Bennett
Klaus Kinski: Pierluigi
Dick Palmer: Maurice
Ingrid Schoeller: Muriel
Orchidea De Santis: Manuela
Gloria Paul: Joselita
Karin Field: Priscilla
Andrew Ray: Temistocle Niorkos
Consalvo Dell'Arti: Sir. Barkley
Nick Jordan: Pedro
Emanuele Gonzales: il professore
Fedele Gentile: il dottor Duran
Mario Guizzardi: Baker
Marianne Leible: Lady Henderson
Aldo Marianecci: Archibald
Furio Pellerani: l'ispettore della polizia francese
Mino Pellerani: il barista

ATTENZIONE: SPOILER!

Pellicola talmente rara che anche le biografie di alcuni attori partecipanti erano introvabili: sembrava che non fossero mai esistiti!
Credevo fosse un horror, sia per la presenza di Kinski che per l'etichettatura su tale pellicola... ma in realtà è una spiazzante commedia poliziesca che ha chilometri di citazioni a Closeau e a James Bond, e inaspettatamente mantiene un tono cupo, date le morti macabre di alcuni innocenti. In più il protagonista è abbastanza muscoloso, viste alcune sorprendenti sequenze di scazzottate.
Per il sig. Guido la voglia di fare era molta, e l'ha impressa anche nelle sue pellicole, viste le aggiunte chilometriche di alcuni attori... e anche per il modo in cui cercò di tenersi stretto Kinski (noto per il suo comportamento oltraggioso), comportandosi come un pazzo sfasciando la sceneggiatura, tirando calci ai riflettori ed urlando a squarciagola. Piano ben riuscito, dato che l'oltraggioso Kinski lo era più di quanto esso credeva.


Sigpress, un famoso ladro di fama internazionale, tenta di rubare "l'occhio di Allah", gioiello sotto la custodia di un ispettore di Scotland Yard, ma successivamente scopre che si tratta di un falso. Alla fine scopre che il gioiello vero è ricercato da altri, così Sigpress scopre la sua locazione ed elimina i due banditi che stavano per rubarlo.



Già dall'estetica anni '60, è un biglietto da visita per il film. Assolutamente non noioso, intrattiene per il suo ritmo veloce e per il suo colore frizzante e genuino. Sfortunatamente Kinski ha un ruolo molto piccolo di maggiordomo, ma altri attori come il protagonista muscoloso Martin ci regalano chicche come l'allenarsi costantemente e rispondere al telefono durante l'allenamento, una Schoeller che interpreta la segretaria di un miliardario fin troppo fuori dalle righe, molto ambigua e seducente. Possiamo visionare anche una giovane De Santis quasi sempre in bikini, dettaglio che non passerà mai di moda né allora e né odiernamente, insieme alla sosia di Sophia Loren: Gloria Paul... tutto il cast non è mai sceso verso il negativo, si può dire un caso alla Concerto per Pistola Solista (1970)! Non eccezionale e non orripilante, si lascia vedere nella sua spaccatura di fine anni '60 e nei monumenti palesati tra Parigi e Londra.

Fu distribuito nei paesi anglofoni con un titolo che non c'entra nulla con l'atmosfera del film: Psychopath. Nel mentre, nei paesi teutofoni fu distribuito con un titolo esplicitissimo: Mister Zehn Prozent: Miezen und Moneten (Mister 10%: Fighe e Denaro), ma in Spagna scopiazzò l'opera quasi perduta di Mino Guerrini: Gangsters '70...

Attendo che qualche azienda recuperi dall'oblio tale pellicola e che la distribuisca decentemente in DVD... meritevole di una visione, seppur breve.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

giovedì 25 marzo 2021

|Speciale The Phantom of the Opera #7|- Il Fantasma dell'Opera(2004)

 

ATTENZIONE 

IL SEGUENTE TESTO CONTERRA' ALCUNI SPOILER





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Bentornati nella rubrica dedicata allo spettro dell'Opera, questo articolo sarà l'ultimo per quanto riguarda i film principali, i prossimi, saranno dedicati ad altri vari adattamenti, televisivi o semplicemente minori, inoltre vorrei anche dare spazio a quei film/serie TV in cui la storia di Leroux fa da base, in ogni caso si vedrà....


In questo caso il film   è musical, infatti è  basato   sull'omonima produzione di A. Webber più che sul romanzo di Leroux. 




THE PHANTOM OF THE OPERA


2004

Anno: 2004

Regista: Joel Schumacher 

Paese di Produzione: Stati Uniti/Regno Unito

Stato: Visibile 

Durata: 143 minuti 

Lingua: Varie* 


CAST

Gerald Butler: Il Fantasma/Erik Destler 

Emmy Russom: Christine Daae 

Patrick Wilson: Raoul, Vicomte de Chagny 

M. Richardson: Madame Giry



*Lo stesso Webber, creatore del musical originale, ha espressamente voluto che il film fosse doppiato, sia la parte parlata che cantata, nelle varie lingue in cui è uscito il film. 



Il Fantasma dell'Opera in questione, come accennato è molto diverso dai precedenti, essendo basato sul musical, andato in scena per la prima volta nel 1986, l'idea di girarci un film  è in realtà molto vecchia, infatti  risale già da poco dopo l'uscita del musical.

La trama, per ovvi motivi segue quella tracciata da Leroux nel suo romanzo, sono molte comunque le differenze, innanzitutto come di conseuto, partiamo col protagonista/antagonista: lo Spettro dell'Opera. 


Il Fantasma ritorna ad essere Erik(o Erik Destler), se nel romanzo e nell'adattamento del 1925, Erik era solo un alias, qui pare essere il suo vero nome. 
Anche la backstory del personaggio è molto diversa, nel romanzo(e nel film con Chaney) Erik è  un uomo molto  misterioso, pur lasciando qualche indizio, Leroux lo presenta quasi come senza passato.


 Altro cambiamento molto evidente è l'aspetto del Fantasma smascherato, qui indossando una maschera che copre metà volto, è solo "minimamente" sfigurato, se vogliamo in maniera simile all'Erique di Rains, però molto meno evidente.
Di seguito il confronto con l'iconico Erik di Lon Chaney:
2004 vs 1925

A favore del cambio di aspetto bisogna  dire che anche nella fonte originale, nel musical,il Fantasma indossa una maschera mezza, questo perché con la maschera intera, sarebbe difficile rendere certe espressioni per l'attore.

Anche gli altri personaggi, sia primari che secondari subiscono un radicale cambiamento, come di consueto manca il personaggio del Daroga, così come  nel musical da cui è  tratto il film, tuttavia in questo adattamento, questa mancanza viene un po "aggiustata" dal personaggio di Madame Giry, che assimila alcune caratteristiche del Persiano/Daroga.

Il personaggio di Raoul, Vicomte de Chagny viene reso molto più romantico del solito, infatti in questa versione ama Christine già da quando erano bambini ed inoltre appare molto più giovane.

Passando a parlare di Christine,  è rimasta più o meno uguale a come era nel romanzo, ovvero gentile e di buon cuore, prova un vero sentimento per il povero Erik e non  prova disgusto nemmeno per il suo aspetto(a differenza della Christine del 1925 in cui era senzi mezzi termini una ****)  inoltre , seppur solo in foto,   il padre della giovane cantante(Gustave Daae) viene menzionato e compare. 

Come accennato prima il ruolo che era del Persiano/Daroga, ovvero accompagnare Raoul nei sotterranei dell'Opera,  qui passa a madame Giry(che nel romanzo originale era un personaggio molto secondario), madame Giry inoltre sembra conoscere il fatto che Erik viva nei sotterranei e anche se mai esplicitato pare provare dei sentimenti per lui(tuttavia questa potrebbe essere solo un interpretazione, dato che nel film non viene mai fatto cenno a questo).


Parlando delle scenografie, è stato fatto un lavoro eccellente, infatti la storia torna ad essere ambientata nell'Opera Garnier a Parigi, con scenografie appunto sfarzose e belle alla vista, non come quelle usate per il film del 1925, ma comunque godibili senza problemi. 

Per quanto riguarda la storia in se, preferisco non rivelare troppi dettagli, questo film seppur molto criticato all'epoca, rimane un ottimo adattamento della storia di Leroux 







mercoledì 24 marzo 2021

|Speciale Phantom of the Opera #6| Il Fantasma dell'Opera-1962(Hammer)

 



*ATTENZIONE*

Il seguente articolo conterrà spoiler sul film in questione!-




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Un cordiale saluto a tutti i lettori, che seguono questo blog con tanta passione.

Come era già accaduto per l'adattamento  del 1943, il film in questione non è ne perduto ne misterioso, ma anzi è tutt'ora visibile.





The Phantom of the Opera


1962


Anno: 1962

Regista: Terence Fisher 

Paese di Produzione: Regno Unito 

Casa di Produzione: Hammer Film

Stato: Visibile tutt'oggi

(Alcune scene eliminate, sono andate perdute)

Durata: 85 Minuti 

Lingua/e: Sonoro 

-A colori

CAST

Herbert Lom: Petrie/Erik, il Fantasma 

Heather Sears : Christine Charles 

Edward de Souza: Harry Hunter

Michael Gough: Ambrose D'Arcy 




Partiamo col dire che questo film non è un adattamento vero e proprio del romanzo omonimo di Leroux,  così come quello del 1943. La trama è completamente diversa, pur avendo in comune   la fonte originale. 

A dirla tutta, questo film è l'interpretazione della classica storia sullo Spettro dell'Opera, ma in chiave molto più horror, nel classico stile della Hammer, basti pensare agli altri film dello studio, come "Dracula"(con Christoper Lee) e "La Maschera di Frankenstein", la Hammer è oggi molto famosa.per la svolta data all'epoca coi suoi film, sia essi horror che di avventura. 


Il Fantasma e Christine, in una scena del film-


 Le differenze rispetto alla storia originale sono molte e varie, ricordiamoci che dopotutto il film non è un adattamento fedele, ma solo parzialmente ispirato.



Prima di tutto la vicenda si ambienta non nell'Operà Garnier a Parigi, ma ha luogo a Londra negli inizi del 900, a differenza dell'originale in cui era ambientato verso la fine del 1800(nel 1880-1885 circa).

I nomi  sono stati nuovamente ambiati, essendo la storia non più ambientata in Francia, sono stati dati nome inglesi, ad esempio Raoul de Chagny  diventa "Harry Hunter", oppure Christine, che conserva sempre il nome, con solo il cognome cambiato da Daae a Charles, come di consueto, non è presente il personaggio del Daroga/Persiano.  Anche il personaggio titolare cambia completamente  il Fantasma non è propriamente desctitto come malvagio(negli altri adattamenti era si il protagonista, ma anche l'antagonista), qui è totalmente buono e non è più innamorato di Christine.

Per quanto riguarda la sua deformità, qui è molto diverso dalle altre versioni viste sino ad ora(Chaney e Rains), è decisamente più "gore" rispetto al passato, perde pure un occhio ed ha la pelle grigiasta, anche la sua backstory è diversa, non è più un misterioso uomo senza passato(nel romanzo e nel film 1925) o un violinista(nel film 1943) ma è un maestro di musica, un poraccio che viene costretto a vendere tutto il suo lavoro e oltre questo, viene pure ustionato con delle sostanze infiammabili!

Il terribile volto sfigurato del Fantasma. 


Come detto, qui il Fantasma perdere il ruolo di personaggio negativo, infatti il vero antagonista del film è Lord D'Arcy, personaggio inedito, creato appositamente per il film, un uomo vile e proprietario del teatro dell'Opera, che vorrebbe Christine per se. 

Anche sotto il punto di vista delle atmosfere è tutto o quasi diverso, qui appunto non siamo più nel Palais Garnier, ma siamo in un teatro londinese, con scenari si curati, ma molto meno sfarzosi degli adattamenti precedenti. 

Passando alla lavorazione del film, l'idea nasce in casa Universal, a seguito del successo del remake del 1943 e della scena iconica presente in "A man of  a Thousand Faces"( film basato sulla vita del grandissimo Lon Chaney e che forse prima o poi tratteremo), ha avuto l'idea di rivitare ancora una volta l'iconica storia del musicista sfigurato e del suo amore per una giovane soprano. 

Tuttavia i piani di rigiare questo remake(siamo intorno al 1958) fallirono, non ci è dato sapere a che punto fosse il lavoro comunque.

La Universal quindi decise di cedere i diritti ad una casa  cinematografica britannica e semi-conosciuta(all'epoca), appunto al Hammer, molto probabilmente per i successi avuti con Dracula e Frankenstein.

Il progetto del film, andò avanti con non poche difficoltà, dovuti anche al budget, molto limitato,

Il film impigherà quasi 4 anni per essere ultimato(fra pre-produzion e produzione vera e propria).


Gli altri articoli dedicati al Fantasma dell'Opera:

-El Fantasma de la Opera, 1960 con Narciso Ibanez

-L'adattamento del 1943, "remake" con Claude Rains

-Il magnifico film del 1925, con il sublime Chaney.

-Das Gespent im Opernhaus, l'adattamento perduto del 1916



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  Titolo originale: The Dog Stars - Le stelle dopo la fine Data di uscita: 28 agosto 2026 (cinema) Genere: Azione, Thriller, Fantascienza C...

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