venerdì 29 gennaio 2021

Il Sorriso del Ragno - 1971

Anno: 1971
Regista: Massimo Castellani
Casa di produzione: M.A.I. Cinematografica
Paese di produzione: Grecia, Italia

CAST
 Thomas Hunter
Gabriele Tinti
Leopoldo Trieste
Marilia Branco
Elena Nathanail
Stephanos Stratigos

ATTENZIONE: SPOILER!

Dal titolo sembrava un thriller degno di Lucio Fulci e di Sergio Martino, ma dopo aver visionato i 90 minuti della pellicola non ha un cappero di "thriller", essendo un giallo talmente macchinoso che di tensione non vi è traccia e con il susseguirsi degli eventi perde anche di interesse... e si capisce il motivo del perché tale pellicola è letteralmente introvabile: ci sono pochissime informazioni a proposito, e molti interpreti di questo giallo sono rimasti ancor oggi nell'anonimato. Addirittura venne diffuso in VHS con il titolo di Passaporto Segnalato, con il poster di Napoli Spara! (!!!), a simboleggiare che potesse raggiungere i livelli di tale perla poliziottesca, ma invece non ci arriva neanche con un telescopio... ma in tema paesaggistico si merita un bel 10 con lode.


Un gruppo di criminali rapina con successo una gioielleria a Roma e fuggono con un bottino di 5.000.000 di dollari in gioielli preziosi. La polizia e l'opinione pubblica rimangono sconvolte, insieme alle compagnie di assicurazioni. Viene chiamato l'investigatore privato Tony Driscoll per indagare sulla rapina, e la rapina si trasforma in un omicidio. Driscoll diventa il principale sospettato. Evitando poliziotti e criminali, si infiltra in un sottomondo di belle donne, porti esotici e di auto veloci.


Incuriosito da tale rarità speravo fosse un film d'azione con una musica esaltante, spettacolari inseguimenti, colpi di scena e sorprese che lo avrebbero collocato nell'olimpo dei cult movies... ma il massimo a cui possiamo assistere sono inseguimenti in auto e a piedi che non conducono a nulla. E' un diario di viaggio senza alcuna tensione, e se posso dirlo, anche privo di interesse; sarebbe stato accettabile se i personaggi avessero un carisma contagioso, ma purtroppo no. Ma l'idea di base del thriller era ottima, e anche la location (Rodi) merita una consacrazione nelle locations del cinema mondiale.
La pellicola vale visionarla per la presenza del veterano Gabriele Tinti, presente in quasi ogni scena del film, che ci mette tutto sé stesso per tenere in piedi il film. Per le sparatorie verso i cattivi, un punto in più.


Vale la pena visionare la pellicola solo per il paesaggio e la colonna sonora, poiché quasi tutto il resto non incute interesse e neanche tensione nello spettatore, essendo un giallo/poliziesco. Ed era a un passo dall'essere inserito tra i "flopizieschi"...
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

giovedì 28 gennaio 2021

Film Perduti: The First Men in the Moon(1919)-Il primo lungometraggio fantascientifico -

 




Un cordiale saluto a tutti i cari lettori.

Un saluto ai lettori,  che ci seguono sempre in questa nostra avventura lungo la "quasi infinita" strada delle pellicole perdute, vorrei  ringraziare tutti, dai collaboratori di fiducia, sino a tutti i lettori, anche quelli occasionali, dato che "Il Sottobosco del Cinema" compie un anno, eh si, già un anno, come passa il tempo, sembra solo ieri il giorno in cui abbiamo iniziato, eppure è già passato un anno..

Comunque, lo speciale "1 Year" arriverà poi, per ora concentriamoci sul nostro tema, non pellicola horror ma di fantascienza! Come ormai è prassi, passiamo ad introdurre la pellicola, molto speciale a dir la verità...






Il romanzo da cui è stato tratto il film 


La Fantascienza, lo spazio in generale, ha sempre intrigato l'uomo, poter andare lassù di prima persona, quasi a toccare le stelle è nella mente dell'uomo da praticamente sempre.

Anche con l'arrivo della Settima Arte questo desiderio si palesa, anche nel pre-cinema questo è molto presente, basti pensare al famosissimo "Le Voyage dans la Lune" di Melies, uscito nel 1902,  dove il faccione della Luna è praticamente riconoscibile da chiunque e nel corso dei decenni ha avuto numerosi omaggi, citazioni e persino parodie. 



Il faccione della Luna in
"Le Voyage dans le Lune"(1902)


Dovremmo aspettare proprio il 1919 per avere il primo lungometraggio dedicato al genere spaziale,

"The First Men in the Moon" appunto. 




THE FIRST MEN IN THE MOON
1919
Una delle poche foto rimaste 

Anno: 1919
Registi: Bruce Gordon e J, L Leigh 
Paese di Produzione: Regno Unito
Casa di Distribuzione: Gaumont British(Solo UK)
Stato: Considerato Perduto(attualmente sono disponibili solo poche foto)
Durata: Sconosciuta 
Lingua/e: Muto con didascalie in inglese

CAST

Bruce Gordon: Hogben 
H. Thatcher:  Susan
H. Abbas: Sampson Cavor 
L. d'Aragon: Rupert Bedford
C. Morton  York: Gran Lunare


The First Men in the Moon(I Primi Uomini sulla Luna, in italiano) è una pellicola molto importante, perché stando ad oggi, è il primo vero lungometraggio di fantascienza, ispirato all'omonimo romanzo di Wells.

La trama segue ovviamente la trama del romanzo, prendendosi però qualche libertà: 

<Sampson Cavor, un anziano bizzarro scienziato  inventa la "Cavorite", un materiale in grado di annullare la forza di gravità, con questa raggiunge la luna, assieme al  capo della compagnia per cui lavora,  Bedford.

I due vivranno strane avventura sul suolo lunare, venendo in contatto anche con gli abitanti del luogo i "Seleniti"(in originale Selenites". La svolta avviene quando Bedford, abbandona lo scienziato, tornando sulla terra da solo, per poter ricavare una fortuna dalla "Cavorite". 

Sulla terra intanto, Hogben, un giovane ingegnere, grazie al telegrafo senza fili, riesce a mettersi in contatto con Cavor, quest'ultimo racconta di come il "Gran Lunare"(dovrebbe essere nella foto sopra), il capo di tutti i Seleniti lo ha accettato pacificatamene al suo cospetto e dopo questo racconto,  denuncia il suo ex capo Bedford, il giovane è anche innamorato della nipote di Cavor, Susan.

Intanto Susan rifiuta le avance del perfido Bedford, alla fine la giovane sposerà proprio Hogben> 


Come detto, la trama segue grossomodo il romanzo di Wells, con in aggiunta la sotto-trama amorosa al tutto. 

The First Men in the Moon,  stando al BFI( British Film Insitute) la pellicola non risulta in nessun archivio ed è quindi considerata presumibilmente perduta, la stessa BFI ha aggiunto tale film ai "75 Most Wanted Lost Movies", una lista di quei film perduti, più importanti.( e che  molto probabilmente   prima o poi tratteremo).

martedì 26 gennaio 2021

|Speciale-Phantom of the Opera #4|: La leggenda dietro alla finzione

 



Christine smaschera Erik in una splendida illustrazione-


Questo speciale è in realtà molto diverso dal solito, non ci saranno adattamenti, ne film perduti, ci sarà però una leggenda, forse realmente accaduta, forse no, che sicuramente però resta molto affascinante e va conosciuta.


C'ERA UNA VOLTA A PARIGI...


E' cosa nota a tutti quelli che hanno letto il romanzo originale del 1911, che lo stesso Leroux nella prefazione sostiene la verità dietro a questa misteriosa figura, dietro allo Spettro dell'Opera. 

Stando a nuove prove e ritrovamenti parrebbe proprio che avesse ragione!

Lo scrittore Gaston Leroux


Secondo la leggenda, tutto inizia nel 1873, precisamente il giorno 28 Ottobre, giorno in cui ebbe luogo un devastante incendio nei pressi del teatro dell'Opera di Rue Pellettier, fra i coinvolti quel giorno vi fu anche un giovane e talentuoso pianista, riuscito a scappare miracolosamente dalla morte, destino diverso e molto più tragico per la fidanzata e mai diventata futura moglie di questo giovane pianista, infatti ella(secondo sempre la leggenda soprannominata "la Divina") , una ballerina nello stesso teatro rimase uccisa nell'incendio, assieme a molte altre persone.

Comunque sia, quel giovane pianista riportò severi danni e rimase per sempre sfigurato dall'incendio. sofferente per la perdita dell'amata e vergognandosi del suo volto decise di rifugiarsi nei sotterranei del Teatro Garnier, che in quell'anno era ancora in costruzione, verrà inaugurato solamente nel 1875.

Tanto più che il pianista venne dato per disperso e successivamente dato per morto sotto le macerie, pur non essendo mai stato trovato il cadavere. 

Così Ernest(il nome del pianista secondo la leggenda) non vide mai più la luce del sole, rimanendo per sempre nei sotterranei, nutrendosi solo di pesce dal lago sotterraneo( non è una licenza poetica  di Leroux). 

Il pianista Ernest poi morì in completa  solitudine, dedicando anima e corpo ad una lode di amore e morte, in memoria dell'amata perita nell'incendio. 

Il suo corpo venne poi ritrovato all'inizio del nuovo secolo, quando grazie al Fonografo si decise di conservare la voce dei talentuosi cantanti, registrando e poi mettendo il tutto in uno scrigno, destinato ai sotterranei dell'Opera Garnier, indovinate...

Fu in quell'occasione che venne ritrovato uno scheletro dagli operai, inizialmente fu considerato uno dei tanti fucilati anni prima proprio nei sotterranei, ed è qui che Leroux intervenne, sostenendo che quello scheletro non apparteneva ai fucilati ma era lo scheletro del misterioso "Spettro dell'Opera", secondo lo scrittore sempre, il corpo presentava i chiari segni descritti nella leggenda. 




Inoltre da quando il Garnier fu aperto, successero molti strani incidenti, o comunque eventi  senza apparente risposta.

Una giovane soprano, Kristina Nilsson*(e già il nome dice tutto) disse di aver udito, per tante volte, una voce melodiosa che la chiamava per  nome(e anche qui dovrebbe suonare un campanellino).

Molti musicisti affermarono inoltre di aver trovato i loro spartiti corretti da una mano misteriosa. 

Sembra   che una ballerina cadde dalle scale e morì schiantandosi sul gradino numero 13 della grande scalinata. 

Venne anche trovato, nel dietro le quinte, un operatore, o forse  macchinista,  morto per soffocamento, con segni intorno al collo,  si diede la spiegazione che l'uomo si  fosse suicidato, ma la corda in questione  non fu mai trovata. 

Esistono anche voci riguardo al fatto che delle lettere(esattamente come nel romanzo) venissero consegnate da un misterioso individuo ai proprietari, lettere molto spesso di minacce e richieste, inoltre si contano anche le apparizioni dello "Spettro" a ballerine e altri addetti ai lavori. 

Ma il più "grande" mistero legato alla leggendo dello Spettro dell'Opera, lo vuole responsabile di un incidente avvenuto una sera, durante la rappresentazione del Faust,  in cui uno dei lampadari cadde e uccise una donna del pubblico, seduta, esatto, sul posto numero 13, avvenimento poi ripreso anche nella storia e in molti adattamenti. 


Il Fantasma recide il lampadario nel film del 1943.

A tutto questo va sommato una fuga di notizie dagli addetti del teatro stesso, che di solito non hanno molta voglia di parlare dei fatti riguardanti Ernest, ovviamente tale voce è non stata  confermata.

 Secondo quanto riferito,  venne trovato anche uno scheletro con al dito un anello, in una specie di appartamento  a due stanze nei sotterranei(il nascondiglio del reale Fantasma?).



*Secondo molti, fu proprio questa famosa soprano ad aver ispirato il personaggio di Christine Daae, anche se non vi è conferma di questo.

Il soprano Cristina/Kristina Nilsson



Verità o meno, la leggenda di Ernest non può che affascinare, così come fece con Gaston Leroux ed è probabilmente destinata a rimanere senza una risposta definitiva sulla realtà dei fatti.


Se ti è piaciuta questa storia, ecco gli altri speciali dedicati al famoso Fantasma dell'Opera:

Das Phantom der Oper del 1916, il primo adattamento perduto 

Il meraviglioso film del 1925 con Lon Chaney

Uno sconosciuto adattamento in lingua spagnola, con l'attore Ibanez Menta





Film Perduti: Der Golem(1915) e Der Golem und die Tanzerin(1917)

 

Il Golem 




Rieccoci qui, alla scoperta dei film perduti...

Perduti si, ma in qualche modo rimasti nell'immaginario collettivo, oggi andremo a scoprire due film molto importarti per l'espressionismo tedesco, basati sulla leggenda del Golem, il gigante della mitologia ebraica, inoltre questi due film(assieme all'unico rimasto sino a noi) segna la prima trilogia della storia del Cinema,  prima però è doverosa una presentazione del regista e attore nel ruolo del "mostro", Paul Wegener.



L'UOMO DIETRO IL COSTRUTTO-


L'attore e regista P. Wegener 


Paul Wegener(1874-1948) fu un grande attore, regista e sceneggiatore  al suo tempo, lavorando sia in teatro che nell'allora adolescente cinema.

Wegener entrò nel mondo del teatro appena ventenne, con una ricca serie di personaggi.

Poco tempo dopo l'attore entrò anche nel mondo della settima arte, precisamente nel 1906, fu tuttavia con il film "Lo Studente di Praga"(Der Student von Prag) del 1913 che divenne molto famoso in madrepatria, oggi "Lo Studente di Praga" è considerato se non il primo, uno dei primi esempio di film d'autore. 

Durante gli anni del Nazismo, Wegener era dichiaratamente contro il movimento, ma recitò comunque in alcuni film di propaganda(molto probabilmente per evitare problemi), nonostante questo, finanziava segretamente gruppi di resistenza ribelle.

Fu durante la  Battaglia di Berlino che Wegener fece un atto veramente eroico, infatti l'attore, nascose in casa sua diverse donne, per evitare che venissero violentate, o peggio uccise, dai soldati Sovietici. 

Dopo la fine della guerra, Paul Wegener, nonostante ormai anziano e malato si mise di impegno per ricostruire un paese devastato. Tuttavia il fisico era ormai indebolito e nel 1947 subì una grave crisi cardiaca, andò in Svizzera per le cure, recitò poi anche nel suo ultimo film "Der Brobe Mandarin" del 1948.

Wegener anche se malato, continuò a recitare a teatro, sua grande passione, nel 1948 venne colpito da un altra  crisi mentre si trovava sul palco, morì due mesi dopo. 

Oggi il fiero attore e regista è considerato uno dei padri dell'Espressionismo Tedesco, assieme a Murnau e Wiene. 




 L'ARRIVO DEL  GOLEM-


Il film Der Golem, si basa grossomodo sull'omonima leggenda del popolo ebraico ma anche su un romanzo dal titolo omonimo(scritto da G. Meyrink), uscito prima a puntate e poi a seguito del successo della pellicola, ripubblicato in edizione integrale. 



Der Golem/The Monster of Fate

1915

Locandina statunitense


Anno: Gennaio 1915
Registi: Paul Wegener e Henrik Galeen 
Paese di Produzione: Germania 
Casa di Produzione: Deutsche Bioscop 
Stato: Perduto(rimangono alcune scene, foto  e i manifesti)
Durata: 60 minuti
Lingua/e: Muto, sottotitoli in tedesco 


CAST
Paul Wegener: Il Golem
R. Blumner: Gelehter
Henrik Galeen: Troedler, l'antiquario 
Lydia Salmonova: Jessica, figlia di Troedler




La trama:

<Troedler,u n antiquario, cercando negli scavi di un antico tempio ebraico, trova una statua d'argilla, capendo che è lo stesso Golem, creato secoli prima dal rabbino Loew per proteggere il popolo ebraico.

Così l'antiquario, avendo conoscenze, riporta in vita la statua per farla divenire suo servitore, tutto fila liscio sino a quando il Golem, si innamora di Jessica, la figlia di Troedler, al rifiuto della giovane ragazza e capendo di non essere altro che un costrutto, il Golem impazzisce e commette una serie di crimini, fra cui distruzione e omicidi. Alla fine il povero costrutto si frantuma cadendo da una torre>


Come dimostra la locandina statunitense(foto sopra), all'epoca la pellicola ebbe molto successo e inoltre non tutto è perduto, infatti sono stati ritrovati alcuni spezzoni del film, che è possibile visionare ancora oggi , dei 60 minuti originali, solo 4 sono rimasti sino a noi(YT).


Ma non è ancora finita!  Infatti l'attore Wegener pochi anni dopo, decise di fare ancora una pellicola dedicata al costrutto, stavolta in chiave più comica...

Precisamente nel 1917, esce Der Golem un die Tanzerin(Il Golem e la Ballerina grossomodo), una chiara parodia, film satirico sullo stesso tema, questa pellicola, potrebbe essere la prima parodia della storia del Cinema! 


DER GOLEM UND DIE TANZERIN

1917

Locandina originale


Anno: Gennaio 1917
Registi: Paul Wegener e Rochus Gliese 
Paese di Produzione: Germania 
Casa di Produzione: Sconosciuta
Stato: Totalmente perduto(rimangono poche foto di scena e il manifesto)
Durata: Sconosciuta 
Lingua/e: Muto, sottotitoli in tedesco 


CAST

Paul Wegener: Se Stesso?/Il Golem*
Rochus Gliese: Il Golem*
Lydia Salmonova: Helga
W. Diegelmanm: .....
Fritz Feld: ...





*Non è chiaro chi dei due abbia vestito i panni del Golem, alcuni riportano lo stesso Wegener, mentre altri riportano Gliese nella parte, anche se da alcune foto rimaste(vedi sotto) l'attore pare proprio Wegener nel suo ruolo più caratteristico. 

Ricostruire la trama di questo film è un pochino  più complicato, dato che le varie fonti si dividono su alcuni aspetti, ma cerchiamo di capire la storia comune:

<Un attore(forse lo stesso Wegener che interpreta se stesso) notando che la sua ultima interpretazione, il Golem, sta avendo molto successo. spaventando il pubblico , così per scherzo decide di vestire i panni del costrutto nella realtà.

Vestito da Golem si imbuca ad una festa, per far colpo su Helga, una ballerina che sarà presente al party>


Uno dei pochi frammenti rimasti 
sino a noi. 


Secondo varie fonti(purtroppo non ancora confermate, ma nemmeno smentite), alcune copie dovrebbero essere  custodite in "alcuni archivi europei", ma  comunque sia, queste copie  non sono disponibili al grande pubblico, rendendo di fatto il film totalmente perduto. 



Per tutti quelli che rimarranno tristi per non poter godersi il film del grande Wegener, ho una buona notizia!

Infatti, nel 1920, fu fatto un altro film dedicato al Golem, stavolta prequel del primo film, in cui si spiega come il costrutto venne creato dal rabbino Loew, nel ghetto ebraico di Praga.

La pellicola chiamata "Der Golem: wie er in die Welt Kam(Il Golem:Come venne al Mondo) potrebbe essere il primo prequel della storia del Cinema.

 il film completo è visibile qui(YT)

lunedì 25 gennaio 2021

|Speciale- Phantom of the Opera #3|: El Fantasma de la Opera-1934/1960





"Fan Poster" dedicato alla versione del 1960
(Si ringrazia 
l'amico e collaboratore Pejo per i colori)


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Rieccoci qui, ancora una volta a parlare del famoso Fantasma, nel terzo  di una serie di articoli dedicati alle incarnazioni più belle e/o perdute sul famoso Spettro nato dalla penna di G. Leroux. 

L'incipit di questo articolo  deriva dalla seconda parte di questi piccoli omaggi ad uno dei migliori romanzi mai scritti, in cui accennai a questa versione in lingua spagnola, beh è giunto il momento di andare a scoprirla....

 *Prima di iniziare la lettura di questo articolo,  è consigliato leggere i primi due speciali:

Das Gespenst im Opernhaus del 1916, primo adattamento in assoluto

Il bellissimo film del 1925, con un meraviglioso Lon Chaney nel ruolo dello Spettro dell'Opera


Innanzitutto, mi sembra doveroso introdurre quello che a tutti gli effetti è  il Lon Chaney della Spagna, Narciso Ibanez Menta.

Il grande attore Narciso Ibanez


Narciso Ibanez Menta (1912-2004) fu un attore di teatro, cinema e televisione, molto famoso ai tempi nel suo paese, egli nacque in Spagna, ma ben presto emigrò in Argentina, dove divenne una vera e propria star del paese.

Nella sua lunga carriera, durata sin dai primi anni di vita(grazie alla madre attrice) al 1998 ha interpretato una miriade di film, oltre che spettacoli teatrali e come citato prima, anche in TV lavorò, molto spesso in film dell'orrore o comunque del mistero, non a caso uno degli idoli dell'attore fu niente di meno che "l'Uomo dai mille volti" Lon Chaney, i due si incontrarono pure*.

Ibanez Menta si spense nel 2004, dopo quasi un secolo di interpretazioni, poco famoso nel resto del mondo, è invece ancora oggi ricordato nei paesi di lingua spagnola.


*Nel 1928 a New York, in quell'occasione il grande Chaney disse al giovane attore spagnolo:

"Un giorno ti svegli la mattina, hai già rappresentato il mostro e nello specchio del bagno studi il tuo viso, vedi le sue possibilità. Pensi a creme, trucchi e rasature. Non puoi pensare a nient'altro, perché tu non sei un impiegato, un uomo d'affari o un falegname, sei un attore, un caratterista e sai, senti che non potrai essere diversamente...E' questo il tuo drammatico destino." 





Narciso Ibanez e lo Spettro dell'Opera 


Fra i tanti ruoli che il maestro Ibanez ha interpretato vi è anche quello di Erik, lo sfigurato "Fantasma", che infesta il teatro dell'Opera Garnier di Parigi, come pare anche da alcune sue interviste, Narciso Ibanez fu letteralmente impressionato  da quel personaggio, dopo averlo visto una volta in un cinema, quel film era "The Phantom of the Opera" del 1925, il capolavoro con Chaney.

Ibanez venne rapito da quell'attore così caratteristico e da quella storia così affascinante, questo film segnò il destino del giovane attore. 



Il trucco di Narciso Ibanez per Eric, il Fantasma.
Si nota che deve molto allo stupendo make-up di Chaney. 






La possibilità per Ibanez si presenta nel 1934(o secondo altre fonti nel 1932) quando finalmente riesce a portare in scena lo spettacolo dedicato al Fantasma, per precisione al teatro Femina di Buenos Aires, secondo alcune fonti(sopratutto in lingua spagnola, eh si, ringrazio gli spagnoli per queste informazioni) lo spettacolo sarebbe stato   ripreso su cinepresa(ma anche  se così fosse, è tristemente  andato perduto).

Questo spettacolo teatrale, ha anche il primato di essere  il primo in assoluto basato sul romanzo di Leroux(decenni prima del musical di Andrew L. Webber) . 

Esiste un curioso aneddoto riguardo questa spettacolo teatrale, infatti lo stesso Ibanez avrebbe usato un trucco scenico per sopperire al budget, per la famosa scena in cui il lampadario cade sulla folla, durante l'esibizione della Carlotta. 

Stando a quello che si dice(secondo un intervista fatta allo stesso Narciso Ibanez), quest'ultimo avrebbe prima di tutto fatto costruire uno splendido lampadario di legno leggerissimo, riproduzione fedele di quello presente nel vero teatro dell'opera Garnier, lo avrebbe fatto sistemare sopra al pubblico ignaro di tutto, sistemando anche allo stesso tempo dei vecchi fonografi con il rumore di vetri rotti. Al momento fatidico, quando la Carlotta inizia a cantare in malomodo(per opera del Fantasma, ventriloquo senza pari), uno spettatore dice "Oggi Carlotta gracchia, sembra quasi voglia far crollare il lampadario!" e in quel momento, la riproduzione cadde sul pubblico, arrivando a sfiorare le loro teste. 

Fra il pubblico alcuni svennero pure, mentre una signora se la fece letteralmente sotto, ovviamente fu applaudito e lodato da tutti.

Già in quest'occasione  si può notare  che il trucco usato per dare vita al Fantasma è molto impressionante(foto sopra), ai livelli di Chaney, ci sono volute ben 7 ore per poterlo realizzare! 


Manifesto originale dell'epoca-


Tuttavia questa non è l'ultima volta che Narciso Ibanez vestirà i panni del tormentato Eric. 

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Dal 1934, ci spostiamo nel 1960, dove la televisione era ormai alla portata di tutti, precisamente sempre in Argentina.

Sul canale televisivo Canal 7 da circa un anno (1958-1959) va in onda una serie basata sui maestri del genere gotico e horror(un esempio sono le opere di E. Poe) chiamata "Obras Maestras del Terror(Opere Maestre del Terrore).

Nel 60 si aggiunse un nuovo canale alla TV argentina, chiamato Canal 9 e la serie venne spostata li, per l'adattamento dedicato al romanzo di Leroux venne chiamato proprio Narciso Ibanez Menta(da sempre desideroso di recitare nuovamente quella parte, forse per tributo al suo mentore) assieme al figlio Narciso Ibanez Serrador.

L'adattamento secondo le parole del figlio Serrador,  fu molto minuzioso, dai costumi all'atmosfera, inoltre  pare anche che sia a tutt'ora l'adattamento in cui compare a tutti gli effetti il personaggio del Persiano/ Daroga(se non si conta il personaggio di Ledoux nel film del 1925 e Das Gespenst im Opernhaus del 1916, che è perduto e quindi non possiamo sapere se effettivamente aveva al suo interno questo personaggio).

Questa serie fu così ben accolta che  rese famoso il neonato canale e secondo alcune fonti, fu una delle più attese, la sera della premiere, le strade di Buenos Aires erano vuote!  

Secondo alcune fonti questa serie tv ( 9 puntate in totale) era per lo più basata sull'omonimo adattamento teatrale del 1934(a sua volta probabilmente basata sull'omonimo film con un superbo Lon Chaney),  non è ovviamente possibile confermare tali voci ma nemmeno smentirle del tutto. 

Sappiamo però bene o male, lo svolgimento di questa mini-serie:


-Eric compare per la prima volta nel terzo capitolo(episodio uscito il 16 luglio 1960)

-Nel quarto capitolo, si mostra il crollo del lampadario sul pubblico(episodio uscito il 23 luglio 1960)

-Nel settimo capitolo si intravede per la prima volta il terribile volto sotto alla maschera(episodio uscito il 13 agosto 1960)

-Nell'ultimo capitolo, finalmente Cristina smaschera El Fantasma, rivelando il volto intero(episodio uscito il 27 di agosto, era un sabato).



Uno dei pochi fotogrammi della serie(Colori di Pejo)



La serie fu una delle prime ad utilizzare un nuovo sistema di registrazione, molto costoso e i nastri vennero riutilizzati, di fatto condannando l'intera lavoro  all'oblio.

Fortunatamente, a differenza di "Das Gespenst im Opernhaus" del 1916, è ancora possibile visionare alcune immagini, scattate direttamente alla televisione, dato che lo stesso Ibanez Menta non si fece scattare nessuna foto sul set di proposito per non rovinare la sorpresa al pubblico. 

Alcune di queste immagini sono state scattate da Narciso Ibanez Serrador, altre da un anonimo telespettatore.

Il Fantasma smascherato nella serie di Canal 9, ancora una volta 
con un make-up straordinario. 


Nonostante non ne rimanga traccia tangibile(tranne poche foto) si conoscono alcuni membri del cast: 

-Narciso Ibanez Menta: Eric/Erik Il Fantasma della Grande Opera 
-Beatriz Dia Quiroga: Cristina/Christine  Daae
-Josè M. Langais: Raoul, Vicomte de Chagny 
-N. Lasarre: Carlotta 
-J. Edelman: Daroga, il Persiano 
-A. Linvel: Il manager dell'Opera 
B. Bonnet: -----



Piccola curiosità: Dopo che la serie "Obras Maestras del Terror" fu finita, nel 1962 il figlio di Ibanez Menta, Chico propose un ulteriore adattamento sullo Spettro dell'Opera, ma non ottenne il finanziamento sperat.

 Parlando di opere mai realizzate, esistono anche voci riguardo ad un ennesimo adattamento, però del 1995, in cui Narciso Ibanez avrebbe avuto il ruolo di narratore.


Pubblicità dedicata alla serie-


Un confronto fra la versione 
teatro e la versione televisiva di Canal 9.


Ed ecco infine il confrontro fra Lon Chaney e Narciso Ibanez Menta,
a voi il giudizio su chi sia più "spaventoso"



Citati da pochi e ricordati ancora meno, questi due adattamenti andrebbero invece ricordati, non solo per essere stati alcuni dei primi ma anche per la strepitosa performance di Narciso Ibanez Menta e al trucco fenomenale per l'epoca, paragonabile al mentore dello stesso Ibanez, Lon Chaney. 


Aggiornamenti sul caso "Obras Maestras Del Terror" El Fantasma dela Opera








                                                    -BONUS/EXTRA-                                                                    

 

Per dovere di cronaca cito che è possibile reperire informazioni in merito ad un altro adattamento argentino, che non ha nulla a che fare con Narciso Ibanez Menta.

Uscito  (forse) nel 1954, adattamento  di cui però non si conosce niente, se non  il nome dell'attrice nella parte di Christine, ovvero Raissa Bignardi.

L'immagine sotto dovrebbe appartenere a questa serie,  anche se in questo caso, non esistono certezze.



                                                                                  




sabato 2 gennaio 2021

Poliziotto o Canaglia? (Flic ou Voyou?) - 1979

 

Anno: 1979
Regista: Georges Lautner
Casa di produzione: Cérito Films, Gaumont International
Paese di produzione: Francia

CAST
Jean-Paul Belmondo: Stanislas Borovitz
Georges Géret: Theodore Musard
Jean-François Balmer: ispettore Massard
Claude Brosset: Achille Volfoni
Julie Jézequel: Charlotte
Michel Beaune: Marcel Langlois
Tony Kendall: Rey
Catherine Lachens: Simone Langlois
Juliette Mills: madame Bertrand
Venantino Venantini: Mario
Michel Peyrelon: Camille
Charles Gérard: Cazauban
Mireille Orsini: madame Clara Cerutti
Michel Galabru: commissario Grimaud
Marie Laforet: Edmonde Puget-Rostand

ATTENZIONE: SPOILER!

La pellicola che in Russia ha coniato il termine di "belmondismo", ovvero un genere di attori che sul grande schermo fanno acrobazie impossibili (dato che nel film Belmondo, a piedi, rincorre e raggiunge un camion a piena velocità). Non manca anche l'assortimento di auto che guida Belmondo, da una Lotus Super Seven a una Fiat Ritmo adibita per la scuola guida, che rendono il film una chicca da vedere subito, anche se qualcuno di voi non mastica ancora il francese/inglese! Sono proprio questi tipi di films che stuzzicano la curiosità del pubblico italiano verso il cinema di culto francese... anche perché molto simile a quello italiano, dato che una spruzzatina di poliziottesco l'ha avuta anche il polar ("policier" e "noir") con Melville.

Nizza è martellata dalla criminalità, guidata da due boss locali, Theodore Musard e Achille Volfoni: ma quando un agente della polizia viene ucciso da diversi sicari mandati da loro due, l'ispettore Massard non ne può più dell'inefficienza della polizia locale e decide di mandare un poliziotto noto per i suoi metodi secchi e di come si mangi i proiettili anche a colazione: Stanislas Borovitz.

Belmondo interpreta questo ragazzo imprevedibile, che lo spettatore non è sicuro se sia dalla parte dei buoni o dei cattivi... oppure potrebbe essere solo dei cattivi...?
Una cosa è certa, usa l'umorismo e la sua spavalderia per ottenere ciò che vuole, ovvero la giustizia... ma per chi? E' quello che Lautner vuole che noi scopriamo. Per capirlo ci vuole una mezz'oretta piena di azione e di carisma, soprattutto in quale campo ricade il personaggio interpretato da Belmondo. Del resto, come per tutti gli appassionati di Belmondo, la sceneggiatura e la trama non hanno alcuna importanza, anche se qui è davvero buona. Le musiche di Morricone lo rendono difficilmente dimenticabile.


Grazie al notevole successo del film, venne distribuito anche in Germania con il titolo di Der Windhund (Il Levriero), addirittura in URSS arrivò nel 1981 con il titolo shakesperiano di Chi è Chi, che esplica davvero bene l'atmosfera filmica.

Altra chicca del cinema francese da visionare con una siringa di adrenalina al vostro fianco.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

venerdì 1 gennaio 2021

Per la Pelle di un Poliziotto (Pour la Peau d'Un Flic) - 1981

 

Anno: 1981
Regista: Alain Delon
Casa di produzione: Adel Productions
Paese di produzione: Francia

CAST
Alain Delon: Choucas
Anne Parillaud: Charlotte
Michel Auclair: Haymann/Tarpon
Daniel Ceccaldi: commissario Coccioli
Jean-Pierre Darras: commissario Chauffard
Xavier Depraz: Kasper
Jacques Rispal: professor Bachhoffer
Gérard Hérold: Pradier
Annick Alane: Isabelle Pigot
Pascale Roberts: Renée Mouzon
Michel Berreur: Pérez

ATTENZIONE: SPOILER!

Il debutto di Alain Delon come regista ed attore in contemporanea, ispirato a un cineasta morto prematuramente nel 1973: Jean-Pierre Melville (autore di capolavori come Le Samourai e Notte sulla Città). Oltre a questo, dovete sapere che il cinema francese negli anni '80 era noto per i suoi films popolari che hanno ridimensionato di molto il botteghino, dopo che noi italiani lo avevamo fatto negli anni '70. Il film in questione, nel 1981 si è piazzato al 13° posto per numero di spettatori (2.377.084), davanti a Diva e molto dietro al noto Joss il Professionista ((interpretato da uno straordinario Jean-Paul Belmondo)), al 4° posto. Nonostante ciò, il film ha avuto poca rilevanza ed è diventato un cult movie di tutto rispetto.



L'ex-poliziotto Choucas, ora investigatore privato, sta lavorando a un caso di appropriazione indebita presso un farmacista a Parigi. In seguito, Isabella Pigot lo assume per indagare sulla scomparsa della figlia cieca, Marthe Pigot, che lavorava in una fondazione per ciechi. L'ispettore Coccioli lo esorta a rinunciare al caso, ma Choucas rifiuta.
Durante le indagini, Choucas viene aggredito nell'appartamento della vittima da un certo Pradier; lo elimina a sangue freddo, ma il suo complice riesce a fuggire. Mentre ritorna a casa, viene nuovamente coinvolto in un'imboscata, tesa dal commissario Madrier; ci lascia la pelle e finisce nel mirino non solo della misteriosa banda, ma anche dalla polizia. Charlotte viene rapita, ma salvata miracolosamente dal suo datore di lavoro. Alla fine, Choucas scopre di essere stato manovrato da Coccioli contro i propri colleghi disonesti, e rischierà anche lui di lasciarci la pelle pur di sgominare la banda.


Alain Delon ci regala una delle sue migliori interpretazioni della sua carriera, come detective che va' fino a fondo verso la resa dei conti. In qualità di regista si è battuto per ritrarre nel modo più trasparente possibile le forze di polizia in Francia, dato che li ha rappresentati come degli esseri umani reali con la giusta dose di debolezze. La pellicola ha una storia particolarmente violenta (sparatorie a distanza ravvicinata, stupro di uno dei principali personaggi) e complessa, ricca di omicidi e torture, ma segue lo stile di Melville: violenza, omicidio, torture, ma con umorismo, anche se non è molto memorabile. Anne Parillaud brilla nel ruolo della cinica e cinefila Charlotte, ed Alain è sempre professionale sia dietro che davanti alla telecamera.


Nonostante il film abbia ricevuto un tiepido successo in madrepatria, è stato distribuito nei paesi tedescofoni con il titolo di Rette Deine Haut, Killer (Salva la tua Pelle, Assassino), anche in Italia e addirittura in Romania con il titolo di Afacerea Pigot (Gli Affari di Pigot).

Chicca imperdibile per chi è appassionato della collaborazione tra Delon e Melville, specialmente se Delon cerca di mandare avanti la tecnica sfruttata da Melville...
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

martedì 29 dicembre 2020

[Flopiziesco #14] Napoli... i 5 della Squadra Speciale - 1978

 

Anno: 1978
Regista: Mario Bianchi
Casa di produzione: October 77 Films
Paese di produzione: Italia

CAST
Richard Harrison: Marcello Arcangeli
Lina Polito: Laura
Enrico Maisto: commissario Borri
Franco Marino: Pesenti
Tommaso Palladino: Morgan
Gianni Diana: Gianni Strinco
Edmondo Mascia: Edoardo Mancuso
Enzo D'Ausilio: Venanri
Luigi Russo: Colla
Marcello Filotico: Lettieri
Teobaldo Cerullo: Marciani
Emy Salvator: Barabba
Giacomo Maisto: Privitera
Gabriella Di Luzio: Anna

ATTENZIONE: SPOILER (anche se è un flop...)!


Poliziottesco talmente inutile e rozzo che in alcuni punti sembra una recita da oratorio provinciale, soprattutto la scena in cui Venanzi urina in faccia a un criminale (!!!). Il copione, inutilmente indecifrabile, lo ha anche scritto Claudio Fragasso, che da lì in poi diventerà uno dei peggiori registi più amati dai mockbusters (fango placcato in oro, per intenderci). Come ho sempre detto, non mi meraviglio se Bianchi sia sparito da questo genere. Ci ha provato quattro volte e ha fallito in tutte e quattro le volte, un bel record negativo.

A Napoli viene rapito un ambasciatore americano mentre stava contrattando per la vendita di un contenitore di plutonio. La polizia costituisce una squadra speciale per ritrovarlo: tre ex-agenti, Marcello Arcangeli, Gianni Strinco e Bruno Pesenti, allontanati dal corpo per vari motivi. Su consiglio di un alto funzionario governativo, Venanzi, si aggiunge anche un killer mercenario di nome Morgan. Borri intuisce che nel sequestro e nella spedizione del plutonio sia implicato il camorrista Eduardo Mancuso, ma ignora che questi è in combutta con Venanzi, anche che Morgan è un loro uomo! Quando Borri e i suoi collaboratori stavano diventando un pericolo per i malavitosi, il killer elimina Strinco e Arcangeli. Borri si vendica uccidendo Morgan, ma anch'esso muore per le ferite letali inferte da Morgan.

Sequela troppo lunga di pestaggi, sparatorie improvvisate con le facce di chi non ha mai visto una revolver in vita sua, e la trama è un'enorme lastra di vetro che sfiora una parete rocciosa: il soggetto inserisce nella storia agenti segreti governativi, anche doppiogiochisti, una moglie terrorizzata (Lina Polito) dai rischi che corre suo marito e agguati (forzati) di ogni tipo. Sfido chiunque a non perdere il nesso logico guardando il film fino alla fine. Nonostante l'estrema penuria di mezzi per girare il film (chi è il membro di una "squadra speciale" che gira con delle sgangherate Fiat 125?), la regia spartana di Bianchi si salva solo per il ritmo, ma alcune vicende rasentano la parodia; come la violenza gratuita che a tratti suscita incredulità. Non manca una recitazione tutt'altro che eccezionale, dato che Harrison sembra una statua inespressiva... anche se Gilberto Galimberti coreografa le scazzottate, non salva il film dal dimenticatoio. Filmetto che puoi trovare in una rete televisiva regionale di quart'ordine mentre hai smarrito il tuo portatile all'interno di una lavatrice.


Fortunatamente il filmetto non è mai stato distribuito all'estero, almeno non hanno visto la grande confusione non voluta da Bianchi e Fragasso...
Con questo si concludono i 5 tentativi falliti di Bianchi per entrare nel poliziottesco, tutti rigorosamente dimenticati e mai rivalutati, poiché nel suo mondo filmico tutto è ridotto al banale e all'essenziale: persino i dialoghi orrendi e le auto usate dai personaggi...
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

lunedì 28 dicembre 2020

Film Perduti: A Daughter of the Gods(1916) il film che ha rischiato...

 (ATTENZIONE!!!)

Questo articolo è consigliato ad un pubblico maturo.




Locandina originale 



A Daughter of the Gods(La Figlia degli Dei) è un film molto controverso, che alla sua uscita ha scatenato un ondata di critiche e scalpore, infatti, in questa pellicola compare per la prima volta una scena di nudo integrale di un attrice famosa, si tratta della bella Annette Kellerman(anche famosa nuotatrice)...Ma senza perderci in  anteprime, partiamo in quarta!....




A Daughter of the Gods/La Figlia degli Dei

Altro poster dedicato al film 

Anno: 1916

Regista: Herbert Brenon 

Paese di Produzione: Stati Uniti 

Casa di Produzione. Fox Film Corporation 

Stato: Perduto(rimangono manifesti, le pubblicità e alcune foto)

Lingua/e: Muto con sottotitoli inglesi 

Colore: Bianco e Nero


CAST

Annette Kellerman: Anitia 

W. Shapey: Principe Omar

H. De Forest: Sultano 

M. Hontabat: Cleone

V. Horner. Zarrah

J. Lee: Principe Omar da ragazzo






Come detto prima, questo film fu il primo con scene di nudo femminile integrale(nonostante il corpo sia coperto dai lunghi capelli). All'epoca non era cosa comune mostrare "le bellezze" apertamente e per questo fece molto scalpore.
A causa di questo, il film fu distrutto dalla censura in Italia, con molte scene tagliate, molte delle quali rappresentanti le "grazie" delle attrici. 

La trama segue le gesta di un sultano che ha perso il figlio, Omar, morto annegato e le gesta di Anitia, la figlia degli dei appunto.

<<In un non precisato regno antico, un sultano accetta di aiutare una strega del mare, per uccidere Anitia, una bellissima quanto misteriosa fanciulla, in questo modo la strega riporterà in vita il figlio.>> 


L'attrice e nuotatrice Annette Kellerman



Passando alle famose scene della bella Kellerman  integrali, per tutti i maschietti(me compreso) sarà una sorpresa sapere che quasi tutte le immagini che ritraggono la sensuale Annette in tutta la sua bellezza, sono rimaste sino a noi..

Qui di seguito, alcune immagini sopravvissute del primo nudo femminile integrale, di una star del cinema! 

Una delle famose scene
che fecero scalpore.



















Altro scatto ritraente la Kellerman,
(colorato a posteriori)

































Per oggi è tutto! Alla prossima cari lettori....

Tenetevi pronti, ne vedremo delle belle prossimamente, 

sabato 26 dicembre 2020

|Speciale-Phantom of the Opera #2-| Il Fantasma dell'Opera (1925)-il capolavoro con Lon Chaney

 Finalmente ci siamo, dopo essere stato annunciato da mooolto tempo.

E'  qui, l'articolo dedicato al più bel film sul Fantasma, simbolo di un tempo ormai andato e primo della fortunata serie dei "Mostri della Universal"(pur non essendo un mostro in senso stretto).













The Phantom of the Opera del 1925 è forse l'adattamento più famoso dedicato alla creazione di Leroux e secondo film dedicato al Fantasma,  (il primo in assoluto, è andato perduto).

La pellicola diretta da Rupert Julian può vantare un grande cast di volti famosi dell'epoca fra  i quali spicca senza ombra di dubbio Lon Chaney, praticamente diventato il volto di Erik, il fantasma, infatti è quello che più di tutti somiglia alla versione originale del romanzo("simile" ad un teschio"), al sorprendente trucco di Lon Chaney si sarebbe poi ispirato un altro famoso attore, ovvero Narciso Ibanez Menta, che nel 1960(e probabilmente anche in un adattamento teatrale del 1934)  prende le redini di Chaney per uno sceneggiato televisivo spagnolo, del resto Ibanez era un grande ammiratore dell'uomo dai mille volti ma, forse sto correndo troppo,  questa è un altra storia*...




(Le fonti discordano sull'anno, sappiamo per certo però che Narciso Ibanez, 
ha vestito il ruolo di Erik sia nel 34 che nel 60)




THE PHANTOM OF THE OPERA 

1925

Anno: 1925.  1929( release sonora-vedi sotto)

Regista: Rupert Julian

-Non Accreditati- 

Lon Chaney 

Edward Sedwick 

Ernst Laemmle

--------------

Paese di Produzione: USA

Casa di Produzione e Distribuzione: Universal 

Durata: 107 minuti(Director's Cut, parzialmente perduto), 97 minuti

Stato:  Parzialmente visibile(scene perdute)

Lingua: Muto, inglese- Release originale 

Sonoro, inglese-Release 1929, parzialmente perduto

Colore: Bianco e nero(alcune scene sono in technicolor e altre hanno una tinta colorata)


CAST

Lon Chaney: Erik il Fantasma

Mary Phylbin: Christine Daae

Norman Kerry: Raoul, Vicomte de Chagny

Arthur E. Carewe: Ledoux/Il Persiano*

J. Polis: Comte Philippe de Chagny 

Virgnia Pearson: La Carlotta/Madre di Carlotta(release del 1929)

Carla Laemmle: Una delle ballerine(non accreditata)



*Il personaggio dell'ispettore Ledoux è effettivamente il Persiano/Daroga, pure l'aspetto reso è palesemente quello descritto nel romanzo, tuttavia senza spiegazione è stato poi cambiato durante la produzione.

Partiamo col dire, che sino ad oggi questo adattamento è il migliore che troverete sul romanzo di Leroux, seppur con qualche differenza.

Il film gode sopratutto della splendida quanto stupenda interpretazione dell'Uomo dai mille volti, Lon Chaney, nel ruolo di Erik, lo sfigurato musicista che infesta i neandri dell'Opera Garnier, con un trucco assolutamente spanventoso per l'epoca(e anche quello che più si avvicina all'Erik di Leroux).

Il Fantasma dell'Opera ha avuto tuttavia molte "grane", sia per la produzione, che per la release, con ritardi e sfortune varie, ma ci arriveremo presto.


IL FANTASMA AL CINEMA-


Tutto inizia nel 1922, quando il presidente della Universal, Carl Laemmle si trova a Parigi per un vacanza, a Parigi il produttore, incontra il famoso scrittore Gaston Leroux, quest'ultimo regala a Laemmle una copia del suo celebre romanzo "Le Fantome de L'Opera".

Laemmle in una notte sola legge tutto il libro ed ha subito in mente di produrre un film sul romanzo(tuttavia rimane senza risposta la domanda " la Universal era a conoscenza della pellicola   del 1916, Das Gespenst im Opernhaus*), 

Dopo aver concluso di leggere il celebre romanzo, Laemmle  ha subito in mente Lon Chaney per il ruolo di Erik, il  Fantasma. 

Laemmle e Leroux, davanti al teatro Garnier, Parigi. 



*E' probabile che Leroux stesso, conoscesse questo adattamento, secondo alcuni la questione è simile alla vicenda  Florence Stoker-Murnau per Nosferatu.


La pre-produzione effettiva inizia nel 1924, agli studi della Universal, è da citare il fatto che alla produzione delle scenografie(fedelissime al vero Garnier) ha collaborato Ben Carrè, un uomo che ha realmente lavorato al teatro di Parigi, tuttavia Carrè, per il film ha solamente disegnato le scenografie e non ha collaborato attivamente dato che egli era in Francia quando fu girato, anni dopo(circa nel 1970), un anziano Carrè avrebbe visto il film per la prima volta, scoprendo che tutti i suoi concept sono stati fedelmente riprodotti ed usati. 

Per quanto riguarda la sceneggiatura, in una prima stesura(firmata da E. Clawson, già collaborato di Laemmle da anni), il film sarebbe dovuto essere molto più fedele al romanzo, una vera e proprio traspostizione integrale, con alcune scene che poi effettivamente non avrebbero mai visto la luce, esempio quando Christine visita la tomba del padre e il Fantasma suona col violino una sinfonia molto familiare alla giovane cantante, questa scena era inizialmente stata anche girata da Julian(il regista incaricato) ma quando quest'ultimo lasciò la produzione, venne eliminate. 

Clawson ebbe inoltre un ispirazione tutta originale(pur traendo spunto dal romanzo), nella sua sceneggitura, era presente un lungo flashback, ambientato in Persia, in cui il Fantasma era al servizio dello Shah(il Sultano), che si serviva di lui come assassino, con il micidiale lazzo Punjab.

Tuttavia, una volta perso il favore del sovrano, Erik sarebbe stato condannato a morte, divorato vivo da delle formiche, il pover'uomo veniva salvato dal Daroga(nel film finale Ledoux), non prima però di finire col volto sfigurato dalle terribile formiche, dando così una giustificazione al suo terribile volto. 

Queste scene non vennero girate, probabilmente per motivi di budget, nel film è comunque presente un rimando a questo.

Da citare è  il vero finale del film( presente nel terzo script e anche girato ma andato perduto**)molto fedele al romanzo, in cui Christine, commossa dalla tormentata vita di Erik, lo bacia sulla fronte con compassione ed Erik la lascia andare via con Raoul per poi morire di crepacuore al suo organo, come succedeva  più o meno nel romanzo originale.

Scena del finale originale, perduto-


Un altro possibile finale prevedeva che Erik e Christine, una volta raggiunti dalla folla inferocita, sarebbero scappati in una casa, qui Erik avrebbe chiesto alla giovane donna se l'avesse baciato e avrebbe accettato un anello di matrimonio così da darlo a Raoul, tuttavia nel mentre sarebbero arrivati la folla(con Raoul e il Daroga) per linciare il Fantasma, ma la giovane cantante fermerà tutti dicendo "Egli è malato!", subito dopo il Fantasma cade sul pavimento, morto(forse, come nel romanzo per dolore) e l'anello rotola sul pavimento, Christine si dispera e va in giardino, con Raoul che la segue, per consolarla. 

Erik suona il violiono sulla tomba del
padre di Christine
(Foto rimasta dalle scene perdute )

               




-TUTTE LE RELEASE-


Di seguito, le principali release del film, saranno elencate anche le maggiori differenze e scene eliminate.

Versione Originale-


Fra le molte scene eliminate e poi perdute possiamo citare:

-Il finale originale, in cui Erik libera Christine dopo che quest'ultima lo ha baciato sulla fronte e alla fine muore di dolore, dopo essersi pentito(nota: di questa sequenza esistono ancora le immagini).

-La scena del cimitero, in cui Christine piange e si dispera, successivamente,  il Fantasma suona una melodia col violino(nota: esiste un unica immagine sopravvissuta, la potete notare poco sopra).

-Scena estesa del Daroga e Raoul nei sotteranei dell'Opera Garnier(nota: non rimangono foto disponibili).


Seconda Release-


Durante la lunga produzione del film, si sono  viste tre release del film, molto diverse fra loro ( più una riedizione, parzialmente sonora uscita nel 1929), durante queste riedizioni  molte scene e idee sono state aggiunte e poi  eliminate dalla release finale. 

L'obiettivo era molto semplice ovviamente,  trasformare il film(originalmente un thriller cupo e gotico) in una sorta di commedia romantica, naturalmente l'idea non ebbe successo, come è ovvio che sia.

In molte di queste scene erano presenti personaggi che non c'entravano assolutamente nulla col romanzo, si potrebbe dire che il film metteva  in secondo piano il titolare(lo Spettro), infatti n questa revisione, il protagonista era  il Vicomte  Raoul de Chagny(intepretato dall'attore N. Kerry), trasformando il film da  thrilelr/horror  gotico a commedia romantica,  alcune di queste scene includono:

-Raoul e Christine ad un "party" in un castello, presenti anche dei personaggi poi eliminati(il conte Rubov/Ruboff,un ufficiale di nome Shiko e la cameriera di Christine).

-Raoul e Rubov  fanno un duello, per l'amore di Christine e per dimostrare chi dei due sia il migliore, Raoul avrebbe ricevuto un colpo di pistola(che tuttavia colpisce la fibbia della cintura, non ferendolo) e quindi perso, ma sarebbe poi diventato amico del rivale, nel frattempo era presente un sequenza in cui Philippe(fratello di Raoul) prende in disparte Christine e le dice che non può esserci nulla fra lei e il Vicomte, così fa promettere alla ragazza di non rivedere più il fratello, lei promette, pur  a malincuore. 

-I protagonisti(Raoul, Christine e Rubov) ad un ristorante, il Fantasma avrebbe poi inviato due suoi emissari(!!) per uccidere Raoul. 

-Il Comte Philippe, non volendo che il fratello Raoul, sposi una "volgare" cantante prima lo iscrive alla legione straniera, Raoul rifiuta e così Philippe lo fa mandare in prigione, salvo poi rilasciarlo una settimana dopo .


Di queste scene  rimangono ancora alcune foto di scena, ma nulla di più


Il cast presente in queste scene è:

Ward Crane: Il conte Rubov/Ruboff

????: Ufficiale Shiko

V. Vale: Cameriera di Christine 

Si ringrazia il sito OperaGhost.Ru per le informazioni-




Terza Release e riedizione sonora-

L'ultima versione rilasciata, praticamente quella che ancora oggi abbiamo a disposizione, sono state tolte tutte le scene di Raoul come protagonista(per fortuna) ed il film è tornato ad essere un thriller gotico, così come dovrebbe essere, viene anche per qualche motivo non chiaro cambiato il nome di un personaggio, ovvero la Carlotta, diventa "Madre di Carlotta"


Per quanto riguarda la versione sonora, si sono perse le tracce da molto tempo, rimangono alcuni spezzoni in cui Norman Kerry e Mary Philbin recitano nelle loro rispettive parti(Raoul e Christine), la questione del doppiaggio di Lon Chaney è ambigua, perché se alcune fonti sostengono che egli abbia doppiato  il suo ruolo, cioè Eric il Fantasma, altri sostengono che non sia potuto tornare per una sorta di contratto con la MGM. 



      -"Analisi"-



Nonostante si ritenga questo adattamento molto fedele al romanzo di Gastone Leroux(ed effettivamente nelle idee originali così fu), sono molte le differenze rispetto al celebre romanzo di amore e morte.


Per quanto riguarda la trama, vi è poco da dire, tranne come abbiamo visto alcuni cambiamenti, dovuti per ovvie ragioni, dobbiamo invece parlare dei due principali protagonisti di questa  storia all'Opera Garnier, ovvero Erik e Christine:

E' da  citare la difficile relazione di Christine con Erik, il Fantasma, nel romanzo è spesso lasciato intendere che Christine voglia molto bene al povero infelice Erik, ma nell'adattamento, questo lato romantico di Christine non persiste, si nota che all'inizio ci tiene in maniera quasi "banbinesca", con il fattore "Angelo della Musica",  ma dopo che il Fantasma si rivela, Christine non lo accetterà mai totalmente, ma anzi a differenza della versione cartacea,  si intravede dell'odio per quel povero uomo rifiutato dal mondo(seppure, come visto, le scene eliminate danno una visione leggermente diversa di questa complicata e tormentata relazione).

Parlando del protagonista e antagonista per eccellezza, ovvero Erik, il film ci da un quadro quasi del tutto simile al romanzo, in cui egli tanta di tutto per conquistare la giovane soprano, arrivando  al ricatto e addirittura all'omicidio, per far in modo che la sua amata raggiunga il successo, nel film Erik è essenzialmente mostrato come "mostro" quasi  totalmente negativo, egli è malvagio e non merita una redenzione(almeno nella versione finale), viene mostrato come "genio del male" e sono quasi del tutto tolte le sue carattetische buone, come l'amore per l'arte, se non quando egli corteggia Christine.

E' bene tuttavia ricordare che Erik non può essere definito antagonista puro e crudo, visto per come è, ovvero un uomo che mai ha avuto affetto da parte di nessuno, ma anzi, pure odiato dalla madre stessa, non può che far piangere e commuovere.

Egli vede nella giovane Christine un occasione per cambiare la sua vita e  diventare "normale", come tutte le persone intorno a lui, inoltre non fa mai azioni per il suo tornaconto personale, ma lo fa esclusivamente per la sua amata, non è una giustificazione certo, ma ergo, non può essere considerato totalmente malvagio. 


Scatto dal finale "buono"


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*

-Di Narciso Ibanez e della sua ammirazione per Chaney se ne parlerà presto...

 Edit-L'articolo dedicato ad Ibanez e Chaney è visibile qui



**

-Il finale originale  è si andato perduto, ma ne esistono dei frammenti visibili su YT(Video purtroppo non più disponibile, vedrò di caricarlo da me, se possibile)



Lon Chaney nel ruolo di Erik a colori
per opera dell'amico e collaboratore Pejo-


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