mercoledì 6 ottobre 2021

Il Vero Me (The Real Me) - 1991

 

Anno: 1991
Regista: Chow Wah-Yu
Casa di produzione: Central Motion Picture Corporation, Super Power Motion Picture Co.
Paese di produzione: Cina, Taiwan

CAST
Kong Wa
Kara Hui Ying-Hung
Michiko Nishiwaki
Chin Siu-Ho
Karel Wong Chi-Yeung
Poon Sin-Yee
Ken Lok Tat-Wah
Hsu Hsia
Dennis Tang Chung-Kwan
Leung Yam-Kei
Kellie Lam Qui-Man
Mark Houghton
Bruce Fontaine
Max Gusinsky

ATTENZIONE: SPOILER!


Pellicola estremamente rara di cui si hanno pochissime informazioni a riguardo, e la sig.rina Michiko Nishiwaki alla mia sinistra è stata la motivazione per visionarla... pur non sapendo una parola di cantonese. Poliziesco d'azione che prende spunto, per le sue numerose ambientazioni notturne, da Police Story 2 (1988), ricche di cazzotti e pugni al limite del realismo. Alza la posta in gioco con il genere del thriller psicologico, dato che il protagonista, in un incidente d'auto, perde la memoria.


Chin Siu-Ho, sotto gli ordini del suo sovrintendente, indaga sotto copertura per raccogliere prove sufficienti contro lo spacciatore Hsu Hsia, guadagnandosi la sua fiducia e diventando il suo braccio destro... ma alcuni suoi scagnozzi scoprono i suoi piani e durante un breve inseguimento in cui loro perdono la vita, Chin perde la memoria. Il suo sovrintendente, insieme alla sua ex-moglie, Michiko Nishiwaki, proveranno in ogni modo a fargliela tornare, anche in luoghi dove Chin si è innamorato di quest'ultima.


Ribadisco, le arti marziali e le acrobazie in auto sono sempre state il punto di forza del cinema hongkongese. La sig.rina Nishiwaki ci mostra diverse volte la sua eleganza in alcune scene con Chin ed altrove, con indosso uno yukata, il suo sex-appeal senza alcuno sforzo sul grande schermo. Chin strepitoso nel suo ruolo di smemorato vendicativo, molto simile all'Edward interpretato abilmente da Luc Merenda in L'Uomo Senza Memoria (1974), si perde in diverse scene ma recupera con la sua voglia di ricordare... soprattutto con il suo desiderio di vendetta molto acceso, di cui non riesce a liberarsene. Numerose le citazioni ad altre opere hongkongesi come In The Line of Duty 3 (1988) per la sua azione non-stop fino all'ultimo fotogramma e per gli assalti esplosivi in auto alla Above the Law (1986). Gran peccato che non siano ancora disponibili i sottotitoli in inglese sulla pellicola (neanche l'ombra su OpenSubtitles), poiché mi sarei calato all'interno dell'ambientazione...

Nonostante lo straordinario omaggio al cinema nostrano, al botteghino è stato un clamoroso flop: 12.106 dollari, ossia dei miseri 1.347 euro...

Attendo con urgenza una versione doppiata, oppure sottotitolata in inglese. Merita uno sguardo per la sua trama assolutamente non forzata, soprattutto per il protagonista alla ricerca del sé stesso perduto.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

Yo, el Vaquilla - 1985

 

Anno: 1985
Regista: José Antonio de la Loma
Casa di produzione: Golden Sun, Jet Films, In Cine Compania Industrial Cinematografica
Paese di produzione: Spagna

CAST
Raul Garcia Losada: El Vaquilla
Teresa Giménez: Rosita
Carmen de Lirio: Tia Penas
Frank Brana: Manuel
Daniel Medràn: Antonet
Mingo Ràfols: Pencas
Nat Collado: Isabel
Lino Evangelista: Chino
Eva Robin: Antonia
Rebeca Romer: Luisa
Angel Fernandez Franco: avvocato
Juan José Moreno Cuenca: sé stesso
Xavier Vinader: giornalista
Carmen Serret: Anita
Marta Flores: Monja

ATTENZIONE: SPOILER!


Il padre del genere quinqui ritorna nuovamente alla carica, finiti i turbolenti anni '70 della neonata Spagna post-franchista. Juan José Moreno Cuenca, che ai tempi del film era noto non per fatti positivi, ma per come si guadagnava da vivere scippando borsette a signorine e per diverse rapine a mano armata nelle banche della sua terra natia, Barcellona. Si fece notare già alla tenera età di 9 anni per rubare veicoli e fuggire dalla polizia a gran velocità, usando dei cuscini e dei trampoli ai piedi per i pedali a causa della sua statura troppo piccola... ma a 12 anni la sua vita ebbe una fatale piega, dato che tolse la vita a una donna durante uno dei suoi scippi: cadde a terra e fu investita da uno dei suoi molteplici veicoli rubati, morendo sul colpo. E già a 15 anni conobbe il carcere barcellonese di Modelo...


Juan José Moreno Cuenca, noto come "El Vaquilla", racconta a briglie sciolte la sua vita da giovane delinquente al giornalista Xavier Vinader. Orfano del padre, il 23enne delinquente racconta come cambiò in breve tempo la sua vita da quando sua madre finì in carcere, sfruttando l'uso del flashback per narrare la sua infanzia...



Il passare del tempo non ha avuto pietà per la maggior parte del genere quinqui, ma nel caso di Yo, el Vaquilla la pellicola si lascia vedere per i suoi inseguimenti e per il suo crudo neorealismo (droga, povertà, nudismo). Fotografia frizzante e coloratissima dalla mano efficace di Carles Gusi, ma che in alcune stampe è troppo torbida, in quanto ha urgentemente bisogno di un restauro in alta definizione. Attori non professionisti (spicca sopra tutti il pupillo del regista, Angel Fernandez Franco) che non avevano paura della cinepresa, ambientati a pennello in una Barcellona dalle sfumature pessimistiche: mettono in risalto una Barcellona poco conosciuta dal pubblico occidentale, quella Barcellona emarginata a causa della miseria imperante di alcuni quartieri periferici... lontano dalle locations da cartolina, la cui sopravvivenza è garantita dal turismo. Oltre a ciò, il regista affonda il pedale sull'amicizia inossidabile in tali quartieri poveri, che da' un tocco di realismo e di efficienza alla biografia del Vaquilla. Giorno dopo giorno i crimini commessi dai ragazzini residenti in tali quartieri aumentano a vista d'occhio, e i piccoli reati si trasformano in reati molto più seri. La colonna sonora, realizzata dalla band musicale dei Los Chichos, ti entra nell'orecchio e difficilmente la si può dimenticare... qui hanno avuto il tempo per allargarsi come in Deprisa, Deprisa (1981), rendendo il tutto un'istantanea della Spagna ancora in transizione dalla morte di Francisco Franco.


La pellicola, a differenza di altre del genere quinqui, non è mai uscita dalla Spagna; sebbene il regista aveva a disposizione un budget molto risicato, il messaggio di fondo rimane inalterato in tutto il film.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

lunedì 20 settembre 2021

King Kong (1933)-La Spider Pit e altre scene eliminate-

 

-AVVERTENZE-

Per i seguenti contenuti presenti in questo articolo, si sconsiglia la visione ad un pubblico facilmente impressionabile e ai lettori che soffrono di aracnofobia- Grazie per la lettura-






Di King Kong, l'ottava meraviglia del mondo, si è già parlato molto sul Sottobosco, spesso in maniera molto positiva, abbiamo discusso dei film perduti non autorizzati e già detto che è uno dei migliori film dedicati ai mostri in assoluto, probabilmente il primo nel suo genere, diretto da C. Cooper e Schoedsack, con le animazioni in stop motion del sempre magnifico Willis O'Brien(probabilmente, di lui parleremo ancora in futuro).


Ora, non staremo qui a parlare della trama e delle sfumature presenti in tutto il film, dato che qui ci concentreremo solamente sulle scene eliminate e inutilizzate, e' tuttavia possibile che in una prossima visione, discuteremo anche del film vero e proprio, in quanto il film merita molto.



Prima di iniziare, bisogna fare una premessa, esistono due tipi di scene eliminate(soprattutto se parliamo di film così vintage):


-Scene eliminate per la censura 

Ovvero tutte quelle scene che erano presenti nella versione  originale del 1933, ma che furono rimosse nelle successive release, come ad esempio la scena in cui Kong spoglia ed annusa Anna, tutte queste scene sono poi state successivamente reinserite per l'uscita Uncut in DVD e Blu-Ray, sono quindi attualmente visibili.

-Scene eliminate e  non completate

 Quelle che andremo ad "esaminare" noi. Vale a dire, tutte quelle sequenze che non vennero completate o che vennero tagliate prima ancora della release finale(molto probabilmente,  vennero mostrate nelle proiezioni di prova), sono presumibilmente andate perdute.




-Anna spavantata da un serpente gigante- 

Poco prima dell'attacco del T.Rex(o in alcune versioni un Allosauro) Anna veniva spaventata dalla vista di un serpente gigante, identificato come Giganthopis, la creatura  è ancora presente nel film completo, stoppando nell'esatto momento ,  è possibile vederla su un albero, seppur molto difficile, sopratutto se si sta guardando la versione originale in  b/w.

Nota. Il Gigantophis o comunque un serpente molto grosso, apparirebbe anche nella famosa Spider Pit, ma non vi è modo di sapere con precisione se è il medesimo modello.

Il Gigantophis sull'albero



-La scena originale del tronco-

Nel film finale è un dinosauro, per precisione un Triceratopo/Styracosaurus ad intrappolare la crew di marinai sul tronco che si affaccia sul baratro(il famoso spider pit), ma nelle intenzioni originali ci doveva essere un Arsinoitheirium(un antenato del rinoceronte odierno). Di questa creratura esistono ancora le foto di prova.

Nota. La scena del triceratoro/styracosaurus in alcune versione è tagliata.




Foto dai test per la scena.

Il modello dell'Arsinoitherium così come sarebbe
dovuto apparire


-Kong contro i tre Triceratopi-

Scena in origine molto ambiziosa, ad un certo punto, il buon Kong avrebbe dovuto vedersela contro 3 triceratopi alla volta, il gorillone veniva inseguito dai 3 dinosauri in una sorta di fossa con le sabbie mobili(o fango), uno dei dinosauri sarebbe morto andando nella fossa. Gli altri due invece venivano ussici da Kong, era presenta anche una scena molto cruenta, per l'epoca, un marinaio impalato da uno dei triceratopi. 

Questa scena fu parzialmente girata ma mai completata del tutto, appare tuttavia nello novelizzazione ufficiale. 


Scena tratta da Creation(1931)


-Kong attacca i  nativi-

Nelle intenzioni originali di Cooper, il suo Kong avrebbe dovuto essere una furia della natura, si "buono" ma anche animalesco e selvaggio, tuttavia la RKO decise di tagliare questa sua parte selvaggia e di mostrarlo molto più docile, una delle scene che furono tolte(o mai girate) infatti prevedeva un attacco di Kong contro i nativi dell'Isola del Teschio, in cui il gorillone avrebbe dovuto calpestare e divorare qualche indigeno sfortunato.

-Il Brontosauro nell'acqua-

Durante la fuga dei marinai, un brontosauro(erroneamente mostrato come carnivoro nel film, quando nella realtà fu erbivoro) uccide violentemente tre marinai.



-Un marinaio spara ad un Triceratopo-

Questa scena in realtà proviene da un vecchio lavoro di O'Brien e mai realizzato, dal film (previsto per il 1931/1932) Creation, una sorta di sequel del bellissimo The Lost World(1925), film tratto dal romanzo omonimo di sir Conan Doyle, al quale O'Brien stesso lavorò per far "tornare in vita" i dinosauri, in un certo senso possiamo dire che fu grazie a Creation se naque in seguito King Kong. 


Nota. Per chi volesse, il test per il film mai realizzato è visibile su YT.

Scena tratta dalle prove per Creation.
Colorata in seguito-


-Scena estesa della fuga dalla tana di Kong-

La fuga di Jack ed Anna sarebbe dovuta essere molto più lunga e dettagliata in origine, con un furente Kong all'inseguimento dei due, questa scena è stata girata ma tagliata perché interferiva con il ritmo del film.



-Kong a New York-

Originalmente, le scene in cui Kong crea il chaos a N.Y erano più lunghe e intense, come per esempio il gorillone che irrompe in un hotel, dove dei signori giocano a carte e ne divora uno, scena rimossa perché troppo simile ad una presente nel film The Lost World del 1925.

In catene, poco prima di liberarsi per N.Y-


Ed ora ci siamo cari lettori, ad una delle scene più discusse, teorizzate e famose di sempre, la famosa  sequenza nota come, Spider Pit

-La scena della Fossa, aka The lost Spider pit sequence-

Qui ci ricolleghiamo alla scena del tronco, una volta che i marinai sono intrappolati sul tronco con il Triceratopo/Styracosaurus da una parte e Kong dall'altra, quest'ultimo smuove il tronco, facendo cadere la crew nel baratro, eccetto Jack che riesce a salvarsi, solo per vedere uno spettacolo orribile.

Infatti, i pover'uomini non trovano la morte nella caduta, come avviene nella release finale, ma  sotto forma di  creature  in un certo senso ben più spaventosi dei dinosauri, insetti giganti, ragni e granchi e uno strano insetto misto ad un polpo.


Si, in realtà ne avevamo già parlato approfonditamente qui sul Sottobosco, motivo per il quale ho deciso di lasciarla per ultima,  ma siccome, anche io non sono immune dal fascino del perduto, ne riparlerò.

Di questa famosa scena perduta, fra gli esperti ed appassionati se ne parla e discute da decenni, praticamente sin dagli anni 60. Considerata solo una fantomatica leggenda, in realtà pare essere esistitita veramente.

Un frammento rimasto dalla scena originale, possiamo notare che il modello del ragno è molto dettagliato, si deduce  quindi che era previsto in origine per un campo ravvicinato.

Le ipotesi sono molte, secondo molti  fu talmente grande lo shock che scatenò al pubblico di prova che Cooper stesso decise di cancellarla, anche se lo stesso regista ha rivelato che la scena non fu tolta per la reazione che ebbe, ma perché interferiva con il ritmo del film, possiamo dargli anche ragione, dopotutto nessun personaggio principale viene coinvolto. 

Molti ancora dicono che non fu mai girata, ma questo è impossibile o quantomeno irrealistico, date le parole dello stesso O'Brien "una delle migliori scene che ho mai girato". 

Quale sia la reale causa del taglio, rimane un peccato non poterla vedere in tutta la sua gloria e probabilmente non la rivedremo mai più, anche se una piccola speranza vi è ancora, Cooper stesso disse di aver lascito tutto il materiale agli studi RKO quando andò via, forse con molto fortuna, la sequenza è ancora li, nascosta a prendere polvere, possiamo solo sperarlo.


Detto questo, vi ringrazio per la lettura ed il sostegno e ci vediamo alla prossima!


domenica 5 settembre 2021

Bollettino Cinematografico #2: Dal Neorealismo Italo-Tedesco all'Azione Neorealista di Hong Kong

Carissimi seguaci, rieccoci qui con il nostro appuntamento del cinema oriental-occidentale con tutte le sue sfumature... ricche di piombo e di tanti acrobati che si lanciano su ogni oggetto per riempire i botteghini di ogni cinema multisala.

Si Può Essere più Bastardi dell'Ispettore Cliff?, regia di Massimo Dallamano, 1973.
Cliff Hoyst è un agente della narcotici in incognito, e riesce ad entrare in un giro insieme a un trafficante di droga. Viene quindi inviato in Libano per impedire l'acquisto di una grossa partita di droga da un clan mafioso.
Unica incursione del regista nel genere thriller/giallo, ed a mani basse riesce a competere anche con altri specialisti come Umberto Lenzi e Fernando Di Leo. Contiene tutto quello che uno spettatore si aspetta nel genere, adatto solo per stomaci forti: doppiogiochisti, sparatorie, inseguimenti, sadismo ed un'estrema ambiguità morale. Il tutto coronato dal classico finale cinico e senza scampo tipico di quegli anni. Patricia Hayes e Ivan Rassimov brillano sopra tutti, la prima ben calata nel suo ruolo di "mamma", ma del crimine in salsa carismatica; il secondo riesce ad emergere dall'ombra di Hayes grazie alla sua corsa frettolosa per acquisire il denaro sporco di tale clan. Anche la sig.rina Stephanie Beacham completa l'epicità del casting con il suo sex-appeal (senza sforzarsi). Superlativo il lavoro della fotografia, comprese le locations. Anche la colonna sonora (diretta da Riz Ortolani) martella molto i timpani e si posiziona benissimo nei nostri condotti uditivi, ed esprime l'atmosfera cupa e tesa della pellicola. 

I Bastardi, regia di Duccio Tessari, 1968.
Due fratelli (Giuliano Gemma e Klaus Kinski) si contendono sia l'amore di una donna che il bottino di una rapina, e per entrambi finirà male...
Difficile trovare chi sia il vero bastardo nel film, dato che lo sono quasi tutti. Compresa la madre dei due fratelli (Rita Hayworth, poco prima dell'insorgere del morbo di Alzheimer), consumatrice sfrenata di whisky. Impostato come un western, ma ambientato nell'America moderna di fine anni '60, il regista ci regala inconsapevolmente un'istantanea di quell'epoca: auto scintillanti, case sontuose, nightclub danzanti, campagne e sfondi che riassumono il sogno americano, il tutto con una fotografia dai colori frizzanti e vivaci che addolciscono l'atmosfera noir della pellicola. Non troppo lontano dal genere poliziottesco, ricco di sparatorie, inseguimenti, donne nel ruolo di "femme-fatales". Il sig. Duccio si allontana dal tipico stile dei noir all'americana, ed alza la posta in gioco con dei personaggi che non si possono redimere alla Melville... Giuliano abbandona temporaneamente il personaggio di Ringo e si cala in un tiratore scelto disposto anche a sparare senza problemi ai suoi complici, pur di portare a termine la sua impresa; Kinski nel ruolo del fratello geloso che vorrebbe avere quei diamanti per sé; e la sig.ra Hayworth per la maggior parte del tempo ubriaca e dagli sbalzi d'umore imprevedibili che a volte riescono a rubare alcune scene del film.

Supermarkt, regia di Roland Klick, 1974.
Willi (Charlie Wierczejewski) è un ragazzo di strada che si guadagna da vivere con piccoli reati. Fa' amicizia con due persone completamente differenti: un giornalista che vuole aiutarlo a guadagnarsi da vivere onestamente, e un vecchio criminale in cerca di soldi facili.
Piccolo capolavoro sempreverde del neorealismo tedesco, noto in patria come "kleine dreckige film" (piccoli films sporchi), basato su fatti di cronaca, polizieschi e drammi di strada ricchi di denunce politiche/sociali simili alle nostrane capitanate da Damiani. L'intera pellicola è dannatamente elettrizzante, ma anche carica (sfortunatamente) di depressione anche a causa delle ambientazioni tipiche di quel sottomondo del crimine... case abbandonate, rovine, strade secondarie quasi sempre buie e notti illuminate dai lampioni stradali ormai consumati della città di Amburgo. Nichilismo a palate che lascia senza fiato lo spettatore, compreso il non abbandonabile mondo della microcriminalità. In una pellicola di un'ora e 24 minuti, il regista è riuscito a trasformare Amburgo come una città dove la speranza non esiste... e dove il torto è sempre dietro l'angolo, che delimita l'impossibilità di redimersi in positivo in quel tipo di società. E per sopravvivere sei costretto a fare il delinquente, pur di sfuggire alla miseria imperante nella città...


12 Ore di Terrore, regia di Wong Jing, 1991.
Un gruppo di nazionalisti giapponesi fallisce l'assassinio del Dalai Lama durante la sua visita a Singapore nel Giorno dell'Indipendenza, ma esso rimane ferito gravemente dall'attentato. Ha urgentemente bisogno di una trasfusione di sangue, e due poliziotti hongkongesi giunti a Singapore hanno un raro gruppo sanguigno, venendo a loro volta minacciati dai terroristi.
La trama non è assolutamente nulla di speciale, ma lascia il segno per il suo ritmo veloce che non lascerà neanche il tempo di comprendere allo spettatore i fatti accaduti nel film. Se sei un appassionato dei films d'azione, questo film può fare per te: sebbene il regista avesse a disposizione un budget molto limitato, grazie ad alcuni momenti esilaranti (vedasi la scena del tizio in sedia a rotelle in ospedale durante l'invasione dei nazionalisti!) e la situazione tra l'esagerazione e il realismo, risulta vincente nella sua formula da film d'azione. I personaggi non cercano in alcun modo di sembrare troppo simpatici, ed a volte condividono momenti violenti e molto sanguinolenti con i terroristi... colmi di adrenalina che vi faranno alzare dalla sedia! Merita uno sguardo da qualche futuro regista che non ha i soldi di qualche produttore milionario...

Addio Cina, regia di Clara Law, 1990.
Pellicola che descrive il desiderio immigratorio dei cinesi nella Cina continentale negli Stati Uniti. Il film segue Zhou (Tony Leung) insieme a sua moglie (Maggie Cheung) nella metropoli di New York, e gli attenderanno spiacevoli sorprese nella "terra promessa".
Se qualcuno di voi è interessato alla cultura cinese, questa pellicola può aiutarvi molto nel vostro studio; in quanto intrisa di pessimismo... ma anche elettrizzante ed agghiacciante nella storia di questi due immigrati, costretti a vivere in condizioni spaventose, scroccando cibo e ad essere disposti alla prostituzione di un'adolescente pur di mantenersi ed avere un tetto sopra la loro testa. Difficile da visionare, ma sicuramente non è da mandare al macero. Il film continua a dirci che vivere in America non è tutto rosa e fiori, e chi non ha maestria e furbizia nei bassifondi newyorkesi non ha alcuna speranza di sopravvivere. Il pessimismo non lascia scampo nemmeno ai due protagonisti, soprattutto la sig.rina Maggie... che dalla dolcezza del suo personaggio si evolverà in un qualcosa di scioccante verso gli ultimi minuti della pellicola. Anche per Tony è prevista una metamorfosi: da padre innocente, poi disilluso e infine tragico. Se non siete abituati al feroce neorealismo della sig.rina Clara Law, evitate la visione della pellicola...

Grazie per la visione, ed al prossimo appuntamento!
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog! 

martedì 31 agosto 2021

Il Mistero del primo adattamento di Dracula

 


Edizione del  romanzo di B. Stoker





Per chi segue questo blog non è nuovo sul tema, ne abbiamo già parlato parecchie volte del famoso vampiro nato dalla penna di Abramo Stoker, così come dei suoi primi adattamenti(leggi Drakula Halala e Nosferatu) ma siamo sicuri che questi due capisaldi siano effettivamente le prime pellicole con all'interno il conte Drakula? 

La risposta che tutti vorremmo è un sonoro "SI!" ma in realtà  la risposta è un sonoro e triste  "NO!", come spesso accade in questo campo, ovvero nella ricerca di film perduti o comunque molto antichi, non ci sono certezze, ma solo ipotesi e teorie...
Un discorso a parte, vale per tutte quelle pellicole che  hanno avuto molto successo  e sono  state molto sponsorizzate, di conseguenza risultando   più conosciute a livello mondiale, o comunque nell'underground dei "Lost Movies"(il più appropiato  esempio di questo, può essere il notevole London After Midnight) ma se da un lato abbiamo la fortuna di poter sapere con precisione nomi del cast e trama e magari qualche foto di scena....
Dall'altro lato non va tuttavia dimenticato che nella lunga, oserei dire infinita, lista dei film perduti compaiono anche nomi di cui nessuno conosce nulla e di cui  nessuno può fornire informazioni precise , esattamente come in questo caso di oggi.


Ecco si, proprio in questo caso, iniziano a venire meno le certezze, per lasciare spazio ai dubbi e alle congetture, dunque vediamo di mettere un po di ordine, per quanto sia possibile certamente. 


Fino a qualche anno fa si pensava che il primo film in cui compariva il conte fosse appunto Nosferatu del 1922, diretto da Murnau, seppur non ufficiale, s'è poi scoperto che esisteva un altro film con Dracula, o meglio Drakula, uscito nel 1921 o 1922(in questo caso pochi mesi prima di Nosferatu), stiamo parlando di Drakula's Death/Drakula Halala, film magiaro diretto da K. Lathjay, tuttavia quest'ultimo non è, stando alle informazioni giunte sino a noi, un adattamento vero e proprio.

Qualche tempo fa però  è stato ipotizzata l'esistenza di un film ancora più vecchio dedicato a Drakula.

Chi parla di questo film lo descrive esattamente come un adattamento del romanzo e  lo colloca come prodotto, distribuito e proiettato  nella Russia del 1920,  con il  semplice titolo di Drakula.

Siamo di fronte ad un vero e proprio mistero, così come è per il primo adattamento dedicato al Fantasma dell'Opera(Das Gespenst im Opernhaus) ma con l'unica  differenza che in questo caso specifico non abbiamo nemmeno dei poster o delle recensioni dell'epoca per confermare la sua esistenza 





Fan Poster dedicato al Drakula russo.




Tempo fa è pure saltato fuori un "sedicente" frammento ritrovato di questo film,
secondo molti studiosi del cinema oppure semplici interessati(me compreso) questo altri non è che un falso, realizzato di recente e reso "vintage" per farlo sembrare uscito dall'epoca del muto, lavoro certosino naturalmente, ma sempre falso.




Per quanto pare improbabile che un film del genere possa essere stato girato nella Russia del 1920, non è tuttavia impossibile, non ci resta che aspettare e sperare che qualcuno possa trovare una prova della sua esistenza se non il film intero....



I film perduti sulla Mummia-(Lost Monsters file #1)-



La Mummia così come è ritratta dalla stella dell'orrore B. Karloff 



Sicuramente tutti conosceranno la classica mummia, che sia lo schiavo o il faraone tornato dalla morte per vendetta o per amore, il più famoso e apprezzato sul tema è sicuramente il film con Karloff, uscito nel 1932(The Mummy) e parte della famosa serie de "Universal's Monsters" assieme a personaggi come Dracula, il mostro di Frankenstein, l'uomo lupo e sopratutto Erik, il Fantasma dell'Opera. 

Se pensavate che il film con Karloff fosse il primo dedicato al tema, vi sbagliate, così....

 Nel corso della lunga vita della Settima arte, quanti film dedicati al mondo egizio e alle mummie,  sono stati realizzati e poi andati perduti?

La risposta è sicuramente impossibile da fornire con precisione, considerando l'elenco praticamente infinito di pellicole perdute e/o non disponibili alla visione, non si potrà mai sapere con certezza, ma di alcune è possibile reperire qualche informazione, sia pur minima....

Prendete qualcosa da bere, magari anche uno snack, partiamo per l'Egitto...


Cleopatre 

1899

La sensuale Theda Bara nei panni di Cleopatra(1917)*


Partiamo dall'inizio ovviamente, andando nel cosìdetto "PreCinema" col primo film(o meglio cortometraggio) che vagamente abbia a che fare con l'argomento. 

Diretto dal fantastico George Melies(di cui abbiamo anche già parlato abbondantemente).

 Cleopatre è probabilmente   il primo cortometraggio ad occuparsi del tema egizio. 

Del cortometraggio si sa molto poco, ma dalle poche informazioni sappiamo che riguardava un giovane uomo che vuole riesumare e far risorgere la famosa faraona .

Venne distribuito anche in America con il titoto di Robbing Cleopatra's tomb o anche solo Cleopatra's tomb. 



La Momie 

1908

Unica immagine rimasta(?) 


Pellicola francese, ma non è dato sapere se fosse un cortrometraggio(su IMDb viene tuttavia elencato come tale) o meno. 

Regista e cast sconosciuti(o comunque, non riportati da nessuna parte).

La trama della pellicola(tratta da Moving Picture World Synopis):

Un professore legge che un venditore di oggetti antichi ha nel sua negozio anche una mummia egizia autentica, il professore decide di andare a vedere di persona, rimane talmente soddisfatto che decide di aquistarla per poterla studiare meglio. 

Così la porta a casa, "con evidente ansia e impazienza" inizia a tirarla fuori, si tira su le maniche della giacca ed inizia a tagliare con un grosso coltello.

Tuttavia, un anziana signora passa e vede dalla finestra il tutto, convinta che il professore stia commettendo un omicidio o comunque un reato, in preda al panico corre a chiamare aiuto, senza che il prof, si accorga di nulla, essendo troppo impegnato nel suo lavoro. 

La signora e alcuni altri cittadini si recano dalla polizia, chiamato il commissario e questi con alcuni agenti marciano alla casa del professore, arrivata alla casa, vi entrano e con cautela salgono le scale, fino alla porta dove il buon studioso lavora.

Un coraggioso membro del gruppo apre la porta, così facendo il gruppo inciampa nel sarcofago.

Il professore quindi spiega che non stava uccidendo nessuno ma solo facendo delle analisi e studi sulla mummia, quindi tutti si fanno una grossa risata e se ne vanno.

La scena finale mostra il professore che fa vedere alla signora il suo lavoro-



La Momie du Roi

1909

Nessuna immagine disponibile 





Di questo cortometraggio non si sa praticamente niente, solamente il nome del regista, Gerard Bourgeios, non sappiamo il nome del cast, la durata effettiva e nemmeno se sia un dramma o una commedia.

La pellicola è conosciuta anche col titolo di "The Mummy of King Rameses" e "The Mummy and the King of Ramsee".





Wanted, a Mummy

1910

Nessuna immagine disponibile 


Cortometraggio di stampo comico diretto da A. Coleby, altre infomazioni non sono reperibili, ad eccezione della trama:

Un vagabondo(tramp) si traveste e finge di essere una mummia,  il suo partner finisce con il venderlo ad un professore di egittologia. 



The Mummy

1911

Unica foto rimasta, scattata probabilmente
durante la produzione, sul set.




Di questo cortometraggio abbiamo un po più di informazioni, sappiamo per esempio che era una commedia.

Il nome del regista è sconosciuto ma fra gli attori vengono citati  W. Garwood e H. Benham, il primo nel ruolo di "Jack" , il secondo in un ruolo non riportato. 

La trama:

A seguito di un incidente elettrico la mummia di una donna viene riportata in vita, con inclinazioni romantiche, con la sorpresa del giovane archeologo e della sua fidanzata. 





   Altre pellicole dedicate al tema


Delle seguenti pellicole può essere trovata menzione sul web, con molte poche informazioni, di alcune è confermato lo stato, di altre no, io comunque per dovere, le citerò:


-The Mummy(1912)-Stato Sconosciuto

-Vengeance of Egypt(1912)-Perduto 

-The Egyptian Mummy(1913)-Integro 

-La Momie(1913)-Stato Sconosciuto 

-The Mummy(1914)-Stato Sconosciuto 

-Die Augen der Mumie Ma(1918, Germania)-Visibile

         - Eyes of the Mummy(1922, Versione inglese del film tedesco)-Visibile 

-The Mummy(1923)-Stato Sconosciuto 

-Mummy Love(1926)-Perduto?




Il poster-
Fotogramma presumibilmente tratto da Vengeance of Egypt(1912)




Dunque queste erano le pellicole perdute(o comunque non disponibili alla visione) più famose dedicate all'argomento egiziano, per oggi è tutto, ci risentiamo per il prossimo appuntamento!.




*

Il film Cleopatra del 1917 è andato perduto, sicuramente verrà trattato anch'esso. 

La sensuale Theda Bara in un altra scena
sopravvissuta del film.

mercoledì 25 agosto 2021

Bollettino Cinematografico #1: Ombre ed Azione a Hong Kong e Dintorni

Ho scordato l'ultima volta che ho usato la scrivania del mio studio... ne ha presa di polvere.
Ed è giunto il momento di scrollarcela di dosso, data la voglia di portare in Italia ciò che non è mai riuscito ad arrivare. Anche la passione ha il suo ruolo fondamentale, nel mio operato.


Eroe del Popolo, regia di Yee Tung-Shing, 1987.
No, il titolo non ha nulla a che vedere con un kolossal propagandistico della Spagna franchista. Rapina in una banca andata a monte, e uno degli ostaggi si rivela essere un latitante ricercato dalla polizia. Manca il solito elemento distintivo dei films hongkongesi, ossia la commedia "slapstick", e ciò influisce sugli eventi della pellicola: rendendoli più seri e coinvolgenti. Neanche una goccia di sangue in tutto il film, ma inevitabilmente ce ne sarà a cascate nel finale, letteralmente disturbante e inaspettato. La pellicola si avvale della presenza di Ti Lung nel pieno della sua popolarità, insieme a un convincente Tony Leung nei panni del latitante (non disposto a uccidere e a ricorrere alla violenza inutile). Alcuni momenti della pellicola sono poco chiari allo spettatore e determinano il panico neorealista del film, tra cui la scena del telefono: Tony avrebbe tolto di mezzo alcuni ostaggi, se il telefono non fosse squillato in tempo? O avrebbe reagito diversamente? Merita una visione, se siete degli appassionati dei thriller ambientati quasi interamente in un edificio.

Missione di Giustizia, regia di Lu Chun-Ku, 1992.
Due agenti speciali sono sulle tracce di una banda specializzata in contrabbando, tratta di schiavi e spaccio di droga. Pellicola non memorabile del genere "girls with guns", in quanto scontata dal primo all'ultimo fotogramma: combattimenti all'inizio e alla fine, nessuna sottotrama che riguarda qualche criminale da atterrare con le arti marziali, supercattivo onnipotente che nemmeno ha il tempo di ramificarsi nel film (dato che effettua il suo ruolo solo all'inizio e alla fine). Il regista riesce in una location, parecchio rurale, a sprecare un cast di piccole e grandi stelle delle arti marziali (Yukari Oshima, Moon Lee, Carrie Ng) per la banalità della trama principale. Accoltellamenti ed esplosioni al minimo sindacale, ma per un po' di tempo il combattimento finale riuscirà ad incollare lo spettatore allo schermo... munito anche di granate. Pellicola nella media del genere, ma vale la pena dargli uno sguardo per lo scenario.


Incontri Pericolosi del Primo Tipo, regia di Tsui Hark, 1980.
Tre amici fabbricano una bomba artigianale e la piazzano in un cinema. Una ragazza di nome Pearl comincia a seguirli e a manipolarli, e gli attentatori pianificano atti sempre più audaci. Atti talmente audaci che mi hanno lasciato, anche dopo il termine del film, imbalsamato sul divano senza una singola parola. Nichilismo prorompente in ogni fotogramma, che proietta una Hong Kong squallida dalle sfumature melvilliane... in quanto i protagonisti principali non possono redimersi, ad eccezione dell'eroina dal nome MOLTO inadatto di nome Pearl. Ondata di furia e sangue che asfalta tutto e tutti, anche un'organizzazione di contrabbandieri di armi da fuoco nel CIMITERO di Hong Kong! Molto riassuntivo il titolo francese della pellicola, "L'Enfer des Armes", ossia "L'Inferno delle Armi" che descrive l'aria furiosa e senza speranza della pellicola.


Il Gioco più Pericoloso, regia di Toru Murakawa, 1978.
Al sicario Shohei Narumi viene chiesto di salvare un uomo d'affari rapito, coinvolto in un progetto di difesa aerea. Narumi è vicino alla vittoria, ma un proiettile vagante toglie di mezzo l'affarista... e chi lo ha assunto ha un'altra missione per lui. Acqua fresca in piena faccia, trama appena visibile ma pura evasione rilassante e divertente per il pubblico di allora. Come tutti gli eroi in negativo melvilliani made in Japan degli anni '70, la loro giornata tipo è la seguente: picchiatore provetto, eccentrico, può portarsi a casa sua le donne più belle, e se ci riesce, alla fine della giornata porta a termine il suo lavoro di sicario. Grintoso e dai stilemi "macho", ma anche ricco di elementi comici, per il livello di violenza è quasi innocente ai giorni nostri, data la vergognosa e inutile violenza usata in alcune serie televisive per incrementare gli ascolti... Yusaku Matsuda e la ragazza "piccante" di uno degli antagonisti, Keiko Tasaka, sono elementi che non passeranno mai di moda né allora e nemmeno tutt'oggi.

I Contrabbandieri di Santa Lucia, regia di Alfonso Brescia, 1979.
Un gruppo di mafiosi internazionali spedisce una partita di droga in Iran, ma viene respinta a causa dell'omonima rivoluzione. Decidono così di spedirla verso gli Stati Uniti, ma la dogana italiana è sulle loro tracce. Lieto di essere sopravvissuto al spaventosamente terribile "Ragazza Tutta Nuda Assassinata nel Parco", e fiero di aver assistito a un digeribile poliziottesco come quest'ultimo; ricco di azione nella seconda parte. Ricco anche di sottotrame tra due ragazzini innamorati e di come i ceti sociali più poveri di Napoli debbano commerciare sigarette rubate per mangiare, il tutto raccontato da un Mario Merola piuttosto convincente, che ci illustra anche come vivono in appartamenti di una sola stanza, ma amichevoli ed ospitali. E' il must have di qualsiasi appassionato del genere, in quanto Brescia inserisce ogni cosa che pretende il genere: inseguimenti, esplosioni, sparatorie e anche nudità. Non proprio uno dei migliori poliziotteschi, ma si lascia vedere grazie alla presenza di Merola e di Antonio Sabàto.

Grazie per la visione, e al prossimo appuntamento.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

Film Perduti-Il Mostro di Frankenstein(1920)-Il primo vero horror italiano(Remake)

 

Locandina dedicata al film 



Dopo averlo menzionato parlando de Il Caso Valdemar(1936), è bene anche approfondire questo film perduto di grande interesse per tutti gli amanti del cinema dell'orrore italiani, ebbene si, siamo di fronte al primo vero e proprio film con elementi  horror italiano mai girato(o almeno del più antico di cui abbiamo memoria).

Per chi se lo chiedesse, questa è la versione migliorata, riveduta e corretta dell'omonima recensione che ha inaugurato la nascita di questo progetto, apparsa su questo blog, ormai (più di) un anno fa. 





Locandina francese (Lett. Il Mostro)


Il film in questione è il secondo lungometraggio basato sul romanzo della scrittrice M. Shelley(Frankenstein or the Modern Prometheus) uscito nel 1818

 Il primo adattamento fu un cortrometraggio degli Edison Studios, chiamato semplicemente Frankenstein(o Edison's Frankenstein) uscito nel 1910 e solo di recente ritrovato e restaurato.

 Il secondo adatttamento fu invece Life without a Soul del 1915, lungometraggio solo parzialmente ispirato nella premessa dal lavoro della Shelley, inoltre è una delle infinite pellicole andate perdute. 

 Questo Frankenstein italiano invece è si basato sullo stesso romanzo, ma non fatevi  ingannare dal titolo...

Diretto da Eugenio Testa,  Il Mostro di Frankenstein, nonostante sia andato perduto, è un film di culto, probabilmente per il suo alone di mistero e curiosità.


Unico frammento giunto sino a noi(click per ingrandire)

La trama del film vede la classica premessa del romanzo di Shelley, il dottore che riporta in vita una creatura fatta di cadaveri, ma a differenza del racconto originale, in cui non  viene mai spiegato chiaramente il procedimento con il quale il dottor Victor da vita alla sua creazione. per chi se lo chiedesse, si, l'elettricità è un aggiunta a posteriori (precisamente del film con Karloff).

In questa versione tuttavia, viene usata una sorta di formula alchemica, come di consueto la creatura da di matto e mette in pericolo le persone, seminando il panico ma....(E qui tenetevi forte

Il mostro di Frankenstein, viene fermato niente di meno che dall'intervento dell'eroe Sansone.

I due si scontrano e l'eroe avrà la meglio, salvando tutti e distruggendo la creatura. 


Sicuramente chi avrà letto per la prima volta la sinossi, si chiederà senza dubbio "ma allora non è un horror! E' un peplum!"  e la risposta non può che essere affermativa, tuttavia data la presenza del mostro di Frankenstein, è anche classificabile come film gotico e dell'orrore.

La pellicola fece il giro dell'Europa(ad ese,pio in Francia con il titolo "Le Monstre" -vedi sopra-)  e arrivò persino in Egitto, si sa che nel 1926 era ancora disponibile alla visione. 

In questo caso però sappiamo per certo perchè è andato perduto, il colpevole è la censura dell'epoca, infatti dell'originale durata sconociuta si è arrivati ad una durata di soli 39-40 minuti totali.


Prima di chiudere però, ecco il cast conosciuto:


Luciano Albertini*: Il barone Frankenstein/Sansone

(Albertini viene spesso accreditato sia come il "padre" della creatura che come l'eroe del tempo che fu Sansone

U. Guarracino: Il mostro(nella foto sopra)

Linda Albertini**: Elizabeth, la fidanzata del barone(foto sopra?)


Luciano Albertini in un quadro dell'epoca
(essendo stato un culturista, spesso veniva ritratto come "Strongman").


*

Pseudonimo di Francesco Vespignani, fu fra l'altro la sua casa di produzione. la Albertini Film, a permettere la realizzazione del film. 


**

Moglie di Luciano Albertini, famosa anche per il ruolo di Sansone femminile "Sansonette", tuttavia il nome reale rimane sconosciuto.

lunedì 23 agosto 2021

Il Caso Valdemar(1936)- Corto dell'orrore tutto italiano-



_ATTENZIONE_
Il seguente testo potrebbe urtare la sensibilità del pubblico più sensibile, si consiglia la lettura ad un pubblico maturo e non facilmente impressionabile-


 

In Italia era presente una produzione cinematografica molto attiva, già a partire da inizio secolo(praticamente agli albori del cinema per come lo intendiamo noi), ma per quanto riguarda le pellicole dell'orrore, il più famoso film italiano dell'orrore di quei tempi  non può che essere "Il Mostro di Frankenstein" uscito nell'anno 1920 e purtroppo  andato perduto a causa della censura, si dovrà attendere 16 anni per "rivedere" il tema dell'orrore nel cinema nostrano, ovviamente però prima di tutto è bene andare a vedere il retroscena del corto....


Il Caso Valdermar è tratto da un racconto del famosissimo  scrittore E. Allan  Poe(The Facts in  the case of M. Valdemar), uscito per la prima volte  nel 1845. 

Diretto da G. Hoepli(quest'ultimo anche attore) e U. Magnaghi il cortometraggio presenta un innovativo e anacronistico uso del gore, molto inusuale per l'epoca e forse è per questo che non fu mai distribuito nei cinema italiani. 

Il cortometraggio, per scelta del regista è totalmente senza suono, ne musica ne parlato,  nonostante all'epoca il sonoro fosse  già una caratteristica diffusa anche in Italia.

Bisogna anche dire che il cortometraggio di Hoepli e Magnaghi, non vide mai le sale cinematografiche italiane dell'epoca, sicuramente per le scene molto forti in esso presenti, il pubblico dell'epoca era se non totalmente, molto poco abituato  a questo tipo di sequenze. 



Il cast del corto ha attori senza mezzi termine sconosciuti,  di seguito il cast completo:

(in originale i personaggi non avevano nomi)

G. Hoepli: lo studente 

I. Bollain: La suora

G. Eprisi: il signor Valdemar 

V. Gatti: il medium 

C. Bissi: Il medico

L. Kamenarovic:  Allan 

M. Marussig: La portinaia

E.G Sainati: La comare 


Il corto, naturalmente segue   la trama dell'omonimo racconto di Poe da cui è tratto, che a sua volta è basato sul concetto del Mesmerismo. 

Il signor Valdemar è morente sul suo letto, fino a quando non viene messo sotto ipnosi, impedendogli di morire, alla fine quando l'ipnosi viene spezzata, il signor Valdemar muore riducendosi praticamente ad uno scheletro, ed è qui che assistiamo a qualcosa di incredibile(per l'epoca) l'effetto con il quale si mostra la misera morte dell'uomo, disgustosamente magnifico,  un antenato dello splatter e del gore, infatti viene mostrato tutto il processo di decomposizione,  con dei primi piani sul volto oramai scheletrico del fu Valdemar.

Le inquatrature sono molto  giocate sui  volti degli attori, infatti il cortometraggio è pieno di primi piani, spesso con i volti   di terrore e shock, ma anche preoccupati, essendo muto inoltre, le uniche cose che capiamo sono appunto le emozioni dei personaggi e anche le scritte su dei fogli che il personaggio di Allan riporta sul caso, oltre che le didascalie iniziali e finali.

Il volto spaventato della suora, alla vista del terribile "spettacolo".



Quello che resta del signor M. Valdemar-


Ad ogni modo, per chi volesse, è disponibile l'intero corto sul Tubo(Attenzione, scene molto forti)

Il Caso Valdemar(cortometraggio completo)




giovedì 5 agosto 2021

Uomo dalla Grondaia (Men From the Gutter) - 1983

Anno: 1983
Regista: Lam Nai-Choi
Casa di produzione: Shaw Brothers
Paese di produzione: Hong Kong, Cina

CAST
Jason Pai Piao: Zi Jian
Wang Yong: Xu Wen
Lo Meng: sergente Zhao
Michael Miu: Qiu Zhenming
Chan Pui-Sai: Lily
Parkman Wong: Wang Guangtai
Lung Tin-Sang: Ah Long
Lee Hoi-Sang: Zeng Cai
Billy Lau: "Brainless"
Yang Chi-Ching: zio di Jian
Wong Ching-Ho: informatore di Wang
Keung Hon: boss della triade al nightclub
Ma Hon-Yuen: vittima in bagno
San Kaui: gangster all'hotel
Yuen Wah: gangster all'hotel
Yuen Bun: Liu Qi
Leung Hak-Shun: Li Qiu
Tam Chuen-Hing: ufficiale maggiore della Narcotici
Lee Chuen-Sing: medico legale
Ko Hung: venditore di armi
Ho Pak-Kwong: informatore
Kong Long: impiegato del casinò
Fung Ging-Man: impiegato del casinò
Ting Tung: ubriacone
To Wai-Wo: poliziotto nel raid
Lam Wai: poliziotto nel raid
Wong Wai-Tong: membro della triade al night club
Wan Seung-Lam: membro della triade al night club
Lam Chi-Tai: membro della triade al night club
Cheung Kwok-Wah: scagnozzo di Xu
Tam Bo: scagnozzo di Xu
Wong Chi-Ming: scagnozzo di Xu
Chik Ngai-Hung: scagnozzo di Xu
Ngai Tim-Choi: scagnozzo di Xu/CID
Pierre Tremblay: ufficiale di polizia
Man Ngai-Tik: manager del night club
Tang Wing-Siu: CID
Yeung Kim-Man: guardia del portavalori/membro della triade
Wong Chi-Wing: sergente di polizia
Alric Ma: sergente di polizia
Yiu Man-Kei: Kin
Jeng Yee: scagnozzo in cella
Cheung Lin-Ping: membro della triade al night club
Lam Tit-Ching: contrabbandiere
Patrick Ling: scagnozzo di Xu
Lung Ying: sicario

ATTENZIONE: SPOILER!


 
Pietra miliare del genere poliziesco di Hong Kong, serratissimo e montato favolosamente. E proprio per tale montaggio venne premiato alla 28° edizione degli Asia Pacifics Awards! Peccato che tale pellicola uscì nel periodo in cui i fratelli Shaw (i più grandi cineasti del "porto profumato") persero quasi del tutto il loro monopolio, dato che il pubblico riteneva antiquati i loro films: di fronte ai grandi successi del trio nascente Jackie Chan, Yuen Biao e Sammo Hung che con Project A: Operazione Pirati (uscito nello stesso anno).

Due poliziotti molto diversi lottano per detronizzare un boss locale della droga: il primo segue le leggi, il secondo agisce usando mezzi poco ortodossi per i suoi scopi. Nel mezzo, un sicario è alla ricerca di uno spacciatore per una vendetta avvenuta tempo fa', e finisce per caso in mezzo ai due poliziotti... e sempre nel mezzo, ma poco visibile, sguazzano giovani ragazzi che abitano in delle baraccopoli, costretti a delinquere per mangiare e programmano una rapina a un furgone portavalori.


Nel mentre la Golden Harvest e la Cinema City sfornavano pellicole nuove e fresche, anche la Shaw Brothers provò a dare una ventata di aria fresca alle sue produzioni... sebbene non abbia poco e niente a che vedere con le arti marziali, ci ricompensa con risse, sparatorie e inseguimenti in auto. C'è veramente tanto da vedere nel film, che addirittura cita uno dei capolavori del noir all'italiana (Liberi, Armati, Pericolosi, 1976) ed anticipa di due anni la nascita dell'heroic bloodshed da parte di John Woo. La pellicola sprizza anni '80 da ogni poro, e lo si vede dagli abiti che indossano i due poliziotti, anche una colonna sonora synth rock non da poco. Regia trasparente, notevole per un regista alla sua seconda pellicola che con le telecamere risucchia letteralmente lo spettatore nel film, con movimenti ed angolazioni che sembra avvengano in tempo reale.


Chi è un seguace accanito del regista Lam Nai-Choi, questa perla è una tappa obbligatoria.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

The Dog Stars - Le stelle dopo la fine

  Titolo originale: The Dog Stars - Le stelle dopo la fine Data di uscita: 28 agosto 2026 (cinema) Genere: Azione, Thriller, Fantascienza C...

Le recensioni e gli articoli più visti del blog