lunedì 16 marzo 2026

Alzati, Spia (Espion, Lève-Toi) - 1982

Regia: Yves Boisset
Soggetto: George Markstein
Sceneggiatura: Michel Audiard, Claude Veillot, Yves Boisset
Produttore: Norbert Saada
Direttore di Produzione: Georges Vallon
Casa di produzione: Cathala Productions, TF1 Films Production
Paese di produzione: Francia, Svizzera
Fotografia: Jean Boffety
Montaggio: Albert Jurgenson, Jean-François Naudon
Musiche: Ennio Morricone
Trucco: Christiane Sauvage
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Data di rilascio: 27 gennaio 1982
Originariamente doveva essere diretto dal controverso Andrzej Zulawski, ma a causa di alcuni diverbi con Lino Ventura passò l'incarico a Boisset, che a sua volta era appena uscito dal flop di "Allons Z'Enfant", nonché suo film preferito. Considerabile il cineasta più censurato della Quinta Repubblica per i suoi films di denuncia politico/sociale, all'età di quattro anni fu portato al cinema dalla sua tata e sviluppò l'itterizia a causa di una sparatoria nel film di "Dernier Atout" (1942). A 15 anni gli fu proposto un ruolo in "Quella Certa Età" (1954), ma suo padre rifiutò: così a 17 anni lasciò casa e intraprese la carriera di giornalista al Paris Jour. Dopo il suo servizio militare in Algeria, torna a casa e lavora come assistente alla regia per registi come Melville e Sautet, fino al suo esordio nel 1968 con "L'Assassino ha le Ore Contate": passa a miglior vita il 31 marzo del 2025, all'età di 86 anni.

Zurigo. Sébastien Grenier (Lino Ventura), agente dormiente dello SDECE e direttore di una società di investimenti, apprende la notizia dell'assassinio di Zimmer (Kurt Bigger) su un tram: riceve a casa un libro di Alexandre Dumas, dove vi è contrassegnata la pagina 138 e comprende di essere stato contattato da un agente dei servizi segreti. Decide di fare conoscenza con il contatto Jean-Paul Chance (Michel Piccoli), presentatosi a lui come un alto funzionario del Consiglio Federale di Berna. Chance illustra a Grenier che probabilmente sua moglie Anna (Krystyna Janda) ha dei legami con i brigatisti di estrema sinistra e lo incarica di investigare chi vi è dietro a tutto ciò. Grenier, dubbioso dell'identità di Chance, chiede ad altri suoi colleghi di investigare su quest'ultimo...

Spionistico impostato sul thriller, ma sebbene abbia una trama rivista e basilare, l'ambiguità e l'incertezza dominano senza nessuna tregua. Ventura si ritrova nel mezzo e prende coscienza sull'ardito mestiere delle spie, continuamente sospese su un filo trasparente e costrette improvvisamente a voltare le spalle nei confronti di agenti oramai ben adattati alla vita in superficie. Il ritmo serrato di Morricone ci aiuta a reggere lo schema slasher della pellicola, capace di fare terra bruciata intorno a Ventura e generare una colonna di fumo così intensa da mandarci in confusione sul filo che ci condurrà al responsabile, che non per caso maschera le sue tracce nell'ambiguità... illustrati ampiamente nella fotografia, la quale girerà intorno all'ecosistema di Ventura con numerosi trucchi come le ombre e la desaturazione dei colori (Decae docet), oltre a numerosi primi piani e cinepugni durante i regolamenti di piombo, grondanti di suspense in una sceneggiatura che a volte esce ed entra nel radar dello scenario attivo di Zurigo, con personaggi socialmente nascosti dalla città. Audiard corrosivo ed aspro nei dialoghi, colmi di frasi in codice e frecciatine al governo francese di allora. Montaggio che, pur nei suoi limiti, riesce a stare dietro a Morricone.


Prima di salutarvi, esiste addirittura un sito Internet dedicato al film, con tanto di fotografie attuali nei luoghi in cui hanno girato il tutto. Alla prossima!

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