Soggetto: Ikko Shimizu
Sceneggiatura: Yoshio Shirasaka, Yasuzo Masumura
Produttore: Hiroaki Fuji
Produttore Esecutivo: Yorihiko Yamada
Direttore di Produzione: Hiroaki Tanno
Casa di produzione: Toho, Tokyo Eiga Co. LTD
Distribuzione: Toho
Fotografia: Kazutami Hara
Montaggio: Tatsuji Nakashizu
Musiche: Hikaru Ayashi
Scenografia: Iwao Akune
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Data di rilascio: 6 settembre 1975
Masumura ritorna con la sua satira corrosiva nei confronti della società nipponica, questa volta con l'aiuto di attori che hanno fatto scuola nel genere del thriller: Meiko Kaji e Jiro Tamiya, quest'ultimo tra gli attori feticci del regista, maturato dopo il boom della "noberu bagu" durante gli anni '60. Tra i co-protagonisti è da segnalare l'apparizione di Keiko Takahashi, all'epoca fresca di popolarità per la sua partecipazione nel longevo detective drama a puntate di "Taiyo ni Hoero!", scovata all'inizio del decennio da un fotografo della Daiei ed immediatamente arruolata nella casa subito dopo il termine delle medie. All'attivo un totale di 111 pellicole dal 1970 ad oggi, è sposata con il regista Banmei Takahashi, che nel 1982 lo aveva aiutato nel lancio a livello nazionale dopo una quarantina di "pinku eiga" misconosciuti.
Durante una corsa sullo Shinkansen, una guardia ritrova nel bagno un ordigno esplosivo, munito di una lettera minatoria che avvertiva del deragliamento di un altro treno se non fossero state diminuite le vibrazioni causate dalla loro velocità. Dopo 10 giorni, il deragliamento avviene e la polizia incarica Takigawa (Jiro Tamiya) nel trovare il responsabile: immediatamente concentra le indagini sul medico Akiyama (Masaomi Kondo), che nel mentre aveva redatto uno studio sull'inquinamento acustico causato dallo Shinkansen. La sua ragazza Kimihara (Keiko Takahashi) lo aveva aiutato a contrabbandare la nitroglicerina per l'ordigno, per poi sapere da Akiyama che sarebbe (falsamente) partito per l'Europa. Con altri piani in attesa di esecuzione, la tensione si innalzerà ulteriormente...Nonostante sia una pellicola macchinosa negli avvenimenti, è nella trama che concentra la maggior parte della tensione, oltre a lanciare costanti frecciatine sul treno ad alta velocità: un moderno gioiello, ma capace di essere fatale per alcuni residenti locali. Masaomi spietato ed astuto nel suo attivismo privo di lieto fine, che come in quasi ogni protagonista dei films di Masumura, denuncia l'indifferenza della società nipponica del tempo con atti simbolici (come un altro dei suoi sabotaggi, tramite il ventre molle della frequenza del treno). Tamiya freddo calcolatore e coordinato nelle mosse di Masaomi, come un gatto a caccia del topo, in un labirinto a grandezza naturale. Fotografia da cinéma vérité e con numerosi angoli olandesi da neo-noir, senza paura nel tramutarsi per un attimo a tema mecha nelle apparecchiature usate da Masaomi nel sabotare il treno, con inquadrature anguste e claustrofobiche. Montaggio non da primo premio, ma capace di stare dietro a Masaomi; così come le musiche.
Se siete in cerca del brivido e dell'azione, vi consiglio caldamente il classico "Treno Proiettile" di Sato: ma per i veri intenditori consiglio di tenervi stretta tale recensione.
Alla prossima!
Alla prossima!



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