lunedì 6 aprile 2026

Il Sole di Mezzanotte (0 Shi) - 1971

Regia: Lee Man-Hee
Sceneggiatura: Lee Hie-Woo
Produttore: Kim Tae-Su
Casa di produzione: Taechang Productions
Paese di produzione: Corea del Sud
Fotografia: Kim Deok-Jin
Montaggio: Yu Jae-Won
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Data di rilascio: 1° luglio 1971
Grazie al sostegno economico dei suoi fratelli nell'immediata liberazione della Corea dall'occupazione nipponica, Lee è stato capace di frequentare la scuola e di lavorare come assistente alla regia per Ahn Jong-Hwa e Park Gu, per poi esordire nel 1961 con "Kaleidoscope", sfortunatamente perduto e secondo alcuni resoconti dell'epoca parrebbe un dramma per famiglie. Fortunatamente il suo secondo lavoro del 1962, "Call 112", aprì definitivamente la strada al genere del thriller in Corea del Sud e fu un enorme successo di pubblico e di critica, tanto che lo stesso Lee girò altri due remakes nel 1969 e nel 1974. All'attivo un totale di 94 films da regista ed abilissimo nel girare in quasi tutti i generi cinematografici in un sterminato panorama di successi, continuò a lavorare fino all'ultimo suo lavoro del 1975, un avventuroso road movie ma privo di auto, denominato "The Road to Sampo"; affetto da un cancro renale, durante la fase di montaggio della pellicola ebbe un collasso e fu trasportato d'urgenza in ospedale, passando a miglior vita poco dopo. Aveva solo 43 anni.

L'ispettore Jang (Heo Chang-Kang), a capo della Sezione 330, è sulle tracce di una coppia specializzata in furti a bordo di una motocicletta, a sua volta rubata da un alto ufficiale della polizia. Intanto, in famiglia, suo figlio Kyu-Seok ha stretto amicizia con il ragazzo di campagna Dol-Lim, alla ricerca di sua sorella. Jang decide di accoglierlo in casa propria, fino a quando Kyu non gli trova un lavoro come usciere in un ristorante locale. Il tutto viene interrotto bruscamente quando Lee Min-Soo (Mun Oh-Jang), criminale precedentemente tratto in arresto da Jang, viene scarcerato e prende di mira Kyu...

All'apparenza un poliziesco, è una lente d'ingrandimento (propagandistica) sullo stato economico/sociale della Corea del Sud di allora, rappresentati dalla famiglia di Jang e dal contesto circostante. Famiglia lacerata che trascorre in melancolia le proprie giornate tra lavoretti di ripiego, con un padre sempre assente al focolare ma un agente modello nella polizia che vive per il suo modesto lavoro, dove la moglie è costretta a mandare giù la solitudine casalinga quotidianamente. Nel grigio sporco della oramai sparita Seoul di allora, anche la modesta fotografia illustra le modeste condizioni di una popolazione sotto il regime di Chung-Hee, con longevi piani sequenza all'aperto e sequenze da noir all'americana: pioggia notturna con impermeabili beige, lampeggianti della polizia e neon che risplendono sull'asfalto bagnato; cielo plumbeo, atto ad illustrare l'incertezza della società sudcoreana di allora; traffico urbano congestionato per una metropoli che non dorme mai come Seoul. Montaggio non molto presente, quasi un modo per simboleggiare la stanchezza cronica della famiglia di Jang. Musiche da melodramma che provano ad affievolire il mestiere del protagonista, oltre allo scenario martoriato della nazione.


Nel complesso, ci troviamo davanti ad un film di propaganda sponsorizzato dalla stessa polizia per tentare di ripulire l'immagine del regime di Chung-Hee, ma capace di offrire una istantanea astuta della società sudcoreana del tempo. A presto!

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