giovedì 9 dicembre 2021

Delitto in Via Teulada - 1980

 
Anno: 1980
Regista: Aldo Lado
Casa di produzione: RAI
Paese di produzione: Italia

CAST
Auretta Gay: Lia
Pietro Brambilla: Sandro
Aldo Sassi: Leo
Attilio Duse: Giorgio
Maria Rita Viaggi: Diamante
Barbara D'Urso: Annie
Margherita Sestito: Ely
Lydia Biondi: Angelina
Paola Ciampi: Maria
Branko Vatovec: Enrico
Luigi Di Sales: addetto agli effetti speciali
Pietro Valsecchi: Paolo
Antonio Scarafino: l'ombra
Diego Pesaola: Franco
Tony Binarelli: il mago
Simona Allodi: attrice film giallo
Gandolfo Gregory: attore film giallo
Paolo Baroni: regista del film giallo
Giuseppe Pambieri: protagonista di uno sceneggiato
Lea Lojodice: protagonista di uno sceneggiato
Osvaldo Ruggeri: protagonista di uno sceneggiato
Anna Zinnemann: la costumista
Rina Mascetti: aiuto costumista
Anne Massard: la sarta
Antonio Petrocelli: aiuto effetti speciali
Luisa Sanfilippo: aiutante del mago
Salvatore Capasso: violinista
Cesare Di Vito: il disegnatore
Enzo Paolo Turchi: il coreografo
Anna Paola Pace: ballerina
Giovanna Zingone: ballerina
Gianni Dedola: guardiano
Salvatore Giliberto: guardiano
Sergio Nicolai: guardiano
Polo Finn: commissario di polizia

ATTENZIONE: SPOILER!

Ne abbiamo visti di delitti, nel Sottobosco... dalle porte chiuse alle pallottole, dagli avvelenamenti alle overdosi di droghe. Ma all'interno di degli studi televisivi? Ci troviamo davanti all'unico film di Aldo Lado che intreccia realtà e fantasia, dato che è stato girato quasi interamente negli studi televisivi RAI di via Teulada 66 a Roma... e i personaggi, assieme agli operatori televisivi, cambiano i connotati da "fittizi" a "realmente esistenti" per dare la sensazione allo spettatore di essere dietro alle quinte insieme a loro. Originariamente fu trasmesso in tarda serata con il titolo di "Giallo a Strisce", per un totale di 15 episodi della durata di 5 minuti l'uno, in seguito assemblati in un unico lungometraggio di 61 minuti distribuito nelle sale dal febbraio del 1980.


Ogni serata è affollata nel complesso degli studi RAI di via Teulada: si stanno registrando diverse trasmissioni da Variety a Sarajevo, da Domenica In a Discoring; tra la confusione generale di assistenti tecnici, si muovono anche piccoli eserciti di attori. Una tra questi è Diamante, che durante la registrazione di uno sceneggiato, viene freddata a colpi di pistola in un piccolo magazzino. Il cadavere viene subito intravisto da Ely, ma che nel frattempo viene fatto subito sparire, e non viene creduta... e presto lo diventerà a causa della scomparsa di Annie, la prima ballerina di Variety, strangolata dall'assassino. La stessa sorte toccherà anche alla testimone Ely. Sul tragico caso vi indagano Sandro, Lia e Leo: i primi due verranno minacciati da una figura in nero, e verranno inseguiti fino al ripetitore dello stabile, rimanendoci fino all'alba... e scoprono che l'inseguitore è Enrico, il fratello di Lia. Dopo una lotta, Lia riesce a freddarlo con una pistola...  e cerca di togliere di mezzo anche Sandro, ma fortunatamente giunge in tempo la polizia e costringe Lia alla confessione. Invidiosa della bellezza di Diamante, Ely ed Annie, le aveva tolte di mezzo, in particolare Diamante: fu colei che causò la perdita della vista di Lia a causa di un incidente in auto. 


Per quanto la pellicola possa essere divertente, la sua esecuzione è di notevole interesse. Il richiamo al secondo giallo di Aldo (Chi l'ha Vista Morire?, 1972) è ben assemblato, salvo cambiare completamente l'obiettivo negli ultimi minuti del film; efficaci anche le riprese alla Dario Argento sullo stalking di una giovane Barbara D'Urso tra studi deserti e ambientazioni monotone, assieme a dei primi piani sugli occhi dei protagonisti, che rendono bene l'idea che l'assassino è in agguato... e può colpire nel silenzio assordante degli attori e dei tecnici in tale stabilimento. La commistione tra giallo e realismo funziona davvero bene: sulla sponda principale si lascia vedere assieme a dei protagonisti già calati come dei guanti all'interno dei loro ruoli, sull'altra è un'istantanea a grandezza naturale di tutto il mondo RAI alla fine degli anni '70, compresa una lunga pioggia di camei da parte di volti noti della televisione di quell'epoca: Pippo Baudo, Nanni Loy, Domenico Modugno, etc... nel complesso una gioia per gli appassionati più sfegatati del giallo all'italiana.

Morale? Se trovate l'edizione in DVD in qualche polveroso mercatino dell'usato, portatevelo a casa.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

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