Anno: 1977
Regista: Michele Massimo Tarantini
Casa di produzione: Dania Film
Paese di produzione: Italia
CAST
Luc Merenda: commissario Dario Mauri
Enzo Cannavale: maresciallo Nicola Capece
Sonia Viviani: Rosa
Claudio Gora: Don Domenico Laurenzi
Giancarlo Badessi: avv. Vincenzo Cerullo
Nando Murolo: Antonio Bonino
Francesca Guadagno: Luisa
Adolfo Lastretti: Pasquale Donnaregina
ATTENZIONE: SPOILER!
Segretario, aiuto regista e scenografo negli anni '60, solamente nel 1973 arrivò sul grande schermo al fianco di George Hilton nel poliziottesco di "Sette Ore di Violenza per una Soluzione Imprevista". Immediatamente dopo si cimenterà nel filone, orrendo, delle commedie erotiche con Banfi e Vitali; nonostante tutto ci riproverà per altre due volte ad entrare nuovamente nel poliziottesco, con Antonio Sabàto in "Poliziotti Violenti" e per l'ultima volta nella pellicola che andrò a trattare. Dopo avere girato nel 1982 in Italia, si trasferirà in Brasile e girerà altre opere a metà strada tra lo spinto e l'insipido, incluso l'ultimo cannibal movie italiano nel 1985 ("Nudo e Selvaggio") firmato con lo pseudonimo di Michael E. Lemick. Nel 2001 ritorna in Italia e gira il suo ultimo film, "Se lo Fai Sono Guai".
Se non sopportate le forzature, tale pellicola ve le farà odiare in ogni fotogramma. Credo che anche lo stesso Luc Merenda abbia preso poco sul serio Enzo Cannavale, che misteriosamente, è la spalla "comica" della serietà fatta a persona. Talmente comica da rivoltare anche gli stomaci più forti per le sue gags PALESEMENTE a sfondo sessuale. Tarantini non è Tarantino, e finì quasi subito tagliato fuori dal genere. Prodotto di onesta fattura, ma inguardabile per le sue scene d'azione... addirittura la stessa polizia, mobile di sua professione, qui è quasi del tutto immobile per gli interventi del (quasi) duo. A salvare il tutto ci pensa una Viviani, l'Ornella Muti dei b-movies all'italiana, qui come attrice di supporto.
Il film riuscì a passare all'estero ispirandosi alla pistola che solitamente usava Merenda: la sua Magnum. A Man Called Magnum, in anglofono. Calibre Magnum Pour l'Inspecteur, in francofono.
Forzature a cascata in un genere in cui era obbligatorio riassemblare fatti di cronaca nera e per la sua pirotecnicità.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!




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