Tetsu, l'Ubriaco Assassino Numero Uno di Shinjuku (Shinjuku Yoidore Banchi: Hitokiri Tetsu) - 1977
Regia: Yutaka Kohira
Sceneggiatura: Masahiro Kakefuda, Hiro Matsuda, Yutaka Kohira
Casa di produzione: Toei
Paese di produzione: Giappone
Distribuzione: Toei
Fotografia: Yoshio Nakajima
Montaggio: Fumio Soda
Musiche: Hajime Kaburagi
---
Data di rilascio: 8 aprile 1977
Kohira è uno di quei registi dalle pellicole che si contano sulle dita di due mani, come il nostrano Canevari ha circumnavigato il cinema di genere nipponico a cavallo tra gli anni di piombo e gli anni della bolla economica, senza mai avere un genere prediletto. Entra alla Toei nel 1962 ed esordisce come assistente alla regia in un "pinku eiga" del 1971 a firma di Makoto Naito; continua in tale attività fino al suo approdo sulla sedia da regista nel 1975, con il film scandalo di "Green Lovers" che descrive l'orientamento sessuale di una liceale (impersonata dall'allora 16enne Rushia Santo). Si diletta poi nel film di arti marziali di "Dragon Princess" (1976) con Etsuko Shihomi, passa al filone "bikersploitation" in "Hell Riders" (1976) e dirige due episodi nella nuova saga dedicata al famigerato Scorpione 701, dopo il decollo con Meiko Kaji. Nel 1982 gira il documentario "Crimson Wheel", dedicato alle locomotive a vapore in Cina, ormai del tutto scomparse in Giappone. Dopo lo speciale cinematografico dedicato alla band dei The Tigers nel 1990, si sposta nel cinema in videocassetta (V-Cinema) e nel 1997 lascia il mondo del cinema con il "pinku eiga" di "Taboo". Passa a miglior vita il 12 agosto del 2021 a causa di una polmonite, all'età avanzata di 82 anni.
In una guerra tra bande a Kabukicho, il 18enne Tetsu Gondo (Bunta Sugawara) decide di togliere di mezzo il boss della Negishi-gumi nella città di Fussa. Tratto in arresto e dopo 10 anni di reclusione, viene rilasciato per poi accorgersi che la Daimon-gumi in cui militava è cambiata radicalmente. La Yanagida-gumi ambisce anche lei al dominio di Fussa e la tensione aumenta notevolmente quando Tetsu sequestra un camion contenente numerose bottiglie di whisky, assieme ai suoi uomini, e decide di venderle nel suo bar...
Impressionante jitsuroku eiga diluito con il genere western, che raccoglie divinamente i movimenti scossi della cinepresa e la violenza disumana dalle opere di Fukasaku, in un'opera realizzata oramai al termine del filone: incorniciata in stile documentaristico, Bunta impersona il tipico yakuza che intende riportare la propria decadente famiglia ai fasti di un tempo, ad ogni costo; spietato nelle sue ambizioni, direttissimo nel gettare benzina sul fuoco anche nel suo essere ubriaco nella gran parte delle sue apparizioni. Nonostante abbia una sceneggiatura stereotipata del genere, si colma di numerosi colpi di scena; nello stile fotografico e pirotecnico avanza in maniera molto scorrevole, soprattutto dopo il tradimento di un membro della banda di Bunta verso il finale che darà il via ad una tempesta rovente ed insanguinata. Si segnala anche la presenza di un giovane Hiroshi Tachi, sbandato e pronto a tutto come gli uomini di Bunta, con il suo inconfondibile stile rock. Montaggio serrato, colonna sonora targata Kaburagi: pomposa e da noir.
Sceneggiatura: Masahiro Kakefuda, Hiro Matsuda, Yutaka Kohira
Casa di produzione: Toei
Paese di produzione: Giappone
Distribuzione: Toei
Fotografia: Yoshio Nakajima
Montaggio: Fumio Soda
Musiche: Hajime Kaburagi
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Data di rilascio: 8 aprile 1977
Kohira è uno di quei registi dalle pellicole che si contano sulle dita di due mani, come il nostrano Canevari ha circumnavigato il cinema di genere nipponico a cavallo tra gli anni di piombo e gli anni della bolla economica, senza mai avere un genere prediletto. Entra alla Toei nel 1962 ed esordisce come assistente alla regia in un "pinku eiga" del 1971 a firma di Makoto Naito; continua in tale attività fino al suo approdo sulla sedia da regista nel 1975, con il film scandalo di "Green Lovers" che descrive l'orientamento sessuale di una liceale (impersonata dall'allora 16enne Rushia Santo). Si diletta poi nel film di arti marziali di "Dragon Princess" (1976) con Etsuko Shihomi, passa al filone "bikersploitation" in "Hell Riders" (1976) e dirige due episodi nella nuova saga dedicata al famigerato Scorpione 701, dopo il decollo con Meiko Kaji. Nel 1982 gira il documentario "Crimson Wheel", dedicato alle locomotive a vapore in Cina, ormai del tutto scomparse in Giappone. Dopo lo speciale cinematografico dedicato alla band dei The Tigers nel 1990, si sposta nel cinema in videocassetta (V-Cinema) e nel 1997 lascia il mondo del cinema con il "pinku eiga" di "Taboo". Passa a miglior vita il 12 agosto del 2021 a causa di una polmonite, all'età avanzata di 82 anni.
In una guerra tra bande a Kabukicho, il 18enne Tetsu Gondo (Bunta Sugawara) decide di togliere di mezzo il boss della Negishi-gumi nella città di Fussa. Tratto in arresto e dopo 10 anni di reclusione, viene rilasciato per poi accorgersi che la Daimon-gumi in cui militava è cambiata radicalmente. La Yanagida-gumi ambisce anche lei al dominio di Fussa e la tensione aumenta notevolmente quando Tetsu sequestra un camion contenente numerose bottiglie di whisky, assieme ai suoi uomini, e decide di venderle nel suo bar...
Impressionante jitsuroku eiga diluito con il genere western, che raccoglie divinamente i movimenti scossi della cinepresa e la violenza disumana dalle opere di Fukasaku, in un'opera realizzata oramai al termine del filone: incorniciata in stile documentaristico, Bunta impersona il tipico yakuza che intende riportare la propria decadente famiglia ai fasti di un tempo, ad ogni costo; spietato nelle sue ambizioni, direttissimo nel gettare benzina sul fuoco anche nel suo essere ubriaco nella gran parte delle sue apparizioni. Nonostante abbia una sceneggiatura stereotipata del genere, si colma di numerosi colpi di scena; nello stile fotografico e pirotecnico avanza in maniera molto scorrevole, soprattutto dopo il tradimento di un membro della banda di Bunta verso il finale che darà il via ad una tempesta rovente ed insanguinata. Si segnala anche la presenza di un giovane Hiroshi Tachi, sbandato e pronto a tutto come gli uomini di Bunta, con il suo inconfondibile stile rock. Montaggio serrato, colonna sonora targata Kaburagi: pomposa e da noir.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!



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