Anno: 1971
Regista: Alberto De Martino
Casa di produzione: Cinegai
Paese di produzione: Italia, Regno Unito
CAST
Antonio Sabàto: Eddie Mills
Barbara Bouchet: Ann Saxe
Victor Buono: John Hammond
Keenan Wynn: Harry Davis, l'editore
Faith Domergue: la sig.ra Valdez
Corrado Gaipa: Isaac Thetman
ATTENZIONE: SPOILER (anche se è orribile)!
Mai sentito parlare di un'altalena al confine di due generi (poliziottesco/giallo all'italiana), ma retta da due lastre di ghiaccio troppo leggere per la credibilità sedutasi sopra? Questo è il caso dell'uomo dagli occhi di ghiaccio, sciolto e sepolto a causa del tempo. E non mi stupisce che sia difficile da trovare, in quanto è una delle opere meno riuscite di Alberto, e lo afferma un suo seguace sfegatato... che ha portato qui sul blog una delle sue opere più note come Una Magnum Special per Tony Saitta (1976). All'inizio degli anni '70 andavano molto di moda i gialli, sia per la spinta definitiva data da Mario Bava che per motivi di lucro. Ed alcuni registi provavano a cimentarsi nel genere, riuscendoci o fallendo miseramente.
Ad Albuquerque, in New Mexico, un ex-senatore viene ucciso sotto casa sua. La polizia arresta subito un uomo strano, descritto "dagli occhi di ghiaccio" per il crimine commesso. Ma un giornalista italiano trova una spogliarellista che afferma di essere stata una testimone oculare dell'assassinio, ed ha visto in azione proprio quell'uomo dagli occhi di ghiaccio: al processo la spogliarellista testimonia contro di lui, e viene condannato a morte. Presto il giornalista scoprirà alcune mancanze nella sua storia, e capirà che hanno condannato l'uomo sbagliato...
Se già la trama principale non è un granché, perché aggiungerne una seconda totalmente dedicata al sovrannaturale, se poi non porterà a nulla? No, perché il giornalista è costantemente perseguitato da una sensitiva che afferma che l'uomo morirà a mezzanotte... e nell'ora prima di mezzanotte accade lo sfacelo: incidenti, omicidi, inganni e continui giri in città. Il tutto dopo una lentezza ed una noia difficilmente riscontrabili altrove. Qui abbiamo un misterioso assassino in giro, e potrebbe spaventare un'intera città... ma ciò non avviene. Sangue al minimo sindacale, di tensione nemmeno l'ombra e anche l'intrattenimento tanto pubblicizzato nella vignetta di poco prima è ai minimi storici. Almeno la presenza di Barbara Bouchet e di un attore sottovalutato al suo tempo come Victor Buono, mi hanno fatto digerire al meglio possibile l'insipida pellicola...
Consigliato solamente ai collezionisti più accaniti, dato che non sempre ciò che è raro è imperdibile...
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!



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