Onore a Hiroshima: Tattiche di Salvataggio degli Ostaggi (Hiroshima Jingi: Hitojichi Dakkai Sakusen) - 1976
Regia: Yuji Makiguchi
Sceneggiatura: Isao Matsumoto, Ichiro Otsu
Casa di produzione: Toei
Paese di produzione: Giappone
Distribuzione: Toei
Fotografia: Shigeru Akatsuka
Montaggio: Isamu Ichida
Musiche: Takeo Watanabe
---
Data di rilascio: 4 dicembre 1976
Ci credereste che sto trattando l'unica pellicola della sua filmografia non ascrivibile al genere erotico? Yuji, sin dal suo esordio e dal suo ritiro dalle scene, aveva lavorato nel cinema con una delle "arti" più controverse del secolo. Inizia a lavorare alla Toei dal 1960 come assistente alla regia, assieme a maestri come Sadao Nakajima ed esordisce nel 1975, provando ad omaggiare l'ero-guro di Teruo Ishii. Si ritira quasi subito dal mondo su celluloide nel 1977, per focalizzarsi interamente su serie televisive come "Shogun's Samurai". Ritorna in home video (V-Cinema) per una singola volta nel 1996, ed in seguito si ritira definitivamente a vita privata. Passa a miglior vita il 5 dicembre del 2021, all'età avanzata di 85 anni.
Hiroshima, agosto 1967. La Kanto Doshikai avanza verso l'omonima prefettura, ed in tutta risposta la Tsushima-gumi, la Onishi-gumi e la Sakagi-gumi uniscono le forze per respingerli: soprattutto Hiroshi Jinno (Hiroki Matsukata) scende in campo e commette un omicidio, venendo arrestato e condannato ad otto anni di reclusione. Dopo la condanna, scoppiò un conflitto interno tra la Tsushima-gumi e la Sakagi-gumi, che portò allo scioglimento di quest'ultima e all'esilio da Hiroshima dei suoi dirigenti, tra cui Okimoto (Hideo Murota). Riunite di nuovo le bande, formano la Shinwa Rengo-kai ed il fratello di Hiroshi, Akimitsu Hojo (Akira Kobayashi), diviene il secondo presidente dell'organizzazione. Una volta rilasciato Hiroshi nel 1976, decide di lasciare il mondo della yakuza e di divenire un uomo onesto...
Pugno allo stomaco all'inizio della pellicola, che nonostante Hiroshima sia divenuta una città-simbolo del ritorno alla pace senza armi di qualsiasi tipo, è ancora stremata dalla presenza urbana di yakuza spietate. Considerabile un'opera appartenente al sottofilone sokaiya (ricattatori) dei jitsuroku eiga, è saldamente ancorata alle basi del genere, intrisa di tradimenti, pugnalate e colpi di scena; il tutto è incorniciato attraverso il docudrama alla Fukasaku, con una trama facile da seguire e priva di sentimentalismo. La tensione si respira anche attraverso l'astuta fotografia, con numerosi primi piani e movimenti scossi (sempre nello stile di Fukasaku) in dei colori scevri a pastello. Montaggio e colonna sonora che non nascondono la palese ispirazione a Fukasaku, con scene d'azione davvero esplosive capaci di distrarre da alcuni problemi nella sceneggiatura. Onesto prodotto, ma efficace.
Sceneggiatura: Isao Matsumoto, Ichiro Otsu
Casa di produzione: Toei
Paese di produzione: Giappone
Distribuzione: Toei
Fotografia: Shigeru Akatsuka
Montaggio: Isamu Ichida
Musiche: Takeo Watanabe
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Data di rilascio: 4 dicembre 1976
Ci credereste che sto trattando l'unica pellicola della sua filmografia non ascrivibile al genere erotico? Yuji, sin dal suo esordio e dal suo ritiro dalle scene, aveva lavorato nel cinema con una delle "arti" più controverse del secolo. Inizia a lavorare alla Toei dal 1960 come assistente alla regia, assieme a maestri come Sadao Nakajima ed esordisce nel 1975, provando ad omaggiare l'ero-guro di Teruo Ishii. Si ritira quasi subito dal mondo su celluloide nel 1977, per focalizzarsi interamente su serie televisive come "Shogun's Samurai". Ritorna in home video (V-Cinema) per una singola volta nel 1996, ed in seguito si ritira definitivamente a vita privata. Passa a miglior vita il 5 dicembre del 2021, all'età avanzata di 85 anni.
Hiroshima, agosto 1967. La Kanto Doshikai avanza verso l'omonima prefettura, ed in tutta risposta la Tsushima-gumi, la Onishi-gumi e la Sakagi-gumi uniscono le forze per respingerli: soprattutto Hiroshi Jinno (Hiroki Matsukata) scende in campo e commette un omicidio, venendo arrestato e condannato ad otto anni di reclusione. Dopo la condanna, scoppiò un conflitto interno tra la Tsushima-gumi e la Sakagi-gumi, che portò allo scioglimento di quest'ultima e all'esilio da Hiroshima dei suoi dirigenti, tra cui Okimoto (Hideo Murota). Riunite di nuovo le bande, formano la Shinwa Rengo-kai ed il fratello di Hiroshi, Akimitsu Hojo (Akira Kobayashi), diviene il secondo presidente dell'organizzazione. Una volta rilasciato Hiroshi nel 1976, decide di lasciare il mondo della yakuza e di divenire un uomo onesto...
Pugno allo stomaco all'inizio della pellicola, che nonostante Hiroshima sia divenuta una città-simbolo del ritorno alla pace senza armi di qualsiasi tipo, è ancora stremata dalla presenza urbana di yakuza spietate. Considerabile un'opera appartenente al sottofilone sokaiya (ricattatori) dei jitsuroku eiga, è saldamente ancorata alle basi del genere, intrisa di tradimenti, pugnalate e colpi di scena; il tutto è incorniciato attraverso il docudrama alla Fukasaku, con una trama facile da seguire e priva di sentimentalismo. La tensione si respira anche attraverso l'astuta fotografia, con numerosi primi piani e movimenti scossi (sempre nello stile di Fukasaku) in dei colori scevri a pastello. Montaggio e colonna sonora che non nascondono la palese ispirazione a Fukasaku, con scene d'azione davvero esplosive capaci di distrarre da alcuni problemi nella sceneggiatura. Onesto prodotto, ma efficace.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog! E benvenuti nel 2026!



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