I Cattivi (The Villains) - 1973
Regia: Chor Yuen
Sceneggiatura: Ni Kuang
Produttore: Run Run Shaw
Casa di produzione: Shaw
Paese di produzione: Hong Kong, Cina
Distribuzione: Shaw
Coreografie: Yuen Woo-Ping, Yuen Cheung-Yan
Fotografia: Wu Cho-Hua
Montaggio: Chiang Hsing-Lung, Lee Yim-Hoi
Musiche: Stanley Chow
Trucco: Wu Hsu-Ching
---
Data di rilascio: 9 marzo 1973
Torniamo a parlare di Chor Yuen, che avevamo lasciato nell'ormai lontano 2022 con il suo ultimo lavoro sul grande schermo, ma senza analizzarlo a dovere. Cineasta molto prolifico, qui al picco del suo mestiere assieme alla casa della Shaw, iniziò a lavorare come sceneggiatore nel 1956 con "Flower Petals in the Wind" ed esordisce come regista nel dramma di "Grass by the Lake" (1959), divenendo immediatamente noto al porto con il melodramma di "The Great Devotion" l'anno seguente, un successo sia di pubblico che di critica. Con all'attivo un totale di 123 films da regista e 71 come sceneggiatore in una carriera di 30 anni, ha saputo destreggiarsi nel cinema di genere portuale. Numerose sue opere passarono alla storia, come il cult di "The House of 72 Tenants" (1973) che riaccese l'interesse del pubblico nel cinema in lingua cantonese e nell'adattare i romanzi di Ku Lung, dandone una dimostrazione in "Killer Clans" (1976). Passa a miglior vita il 21 febbraio del 2022, all'età di 87 anni.
Lin Xiao-Hong (Shih Szu), a seguito della morte dei suoi genitori, si reca a casa di suo zio Fang (Ching Miao) assieme a suo cugino Fang Zheng (Yueh Hua). Sin da subito, il fratello di Zheng, Fang Fang (Chen Hung-Lieh) si innamora di Lin, oltre ad essere il favorito del padre Fang. Dopo una violenta lite in un bordello, scatenata da Fang Fang, il padre decide di mandare Zheng a Shanghai: nel mentre, Fang Fang riesce a mettere incinta Xiao e diviene un criminale ricercato... per risolvere ciò, viene mandato l'agente di polizia Zheng.
Pesante melodramma che assume i connotati di un western, dato l'inizio ampiamente illustrativo sul tema della pellicola al retrogusto di piombo e saccheggio. Perché? La colonna sonora vanta alcuni pezzi da capolavori hollywoodiani come "La Conquista del West" (1962) e nostrani come "C'era una Volta il West" (1968), che riescono nel loro effetto lacrimogeno in scene chiave. Nonostante il film proceda a ritmi alternati, le sue scene d'azione ripagano l'intera visione, assieme alle scenografie che richiamano molto il western (un casolare abbandonato in mezzo alla desolazione, la difficoltà della polizia imperiale nel catturare la banda di Chen) ed arricchite dall'eleganza dei set. Eleganza ben fotografata, soprattutto: vanta longevi piani sequenza nella casa di Ching, panorami selvaggi (con le voci fuori campo di Yueh e Shih), ampi spazi in cui i due fratelli si affrontano ed un chiaroscuro ben sfruttato nelle scene in cui verseremo qualche lacrima, oppure di suspense. Il montaggio accompagna davvero bene le scene d'azione, ma lascia a desiderare nel resto dell'esecuzione.
Sceneggiatura: Ni Kuang
Produttore: Run Run Shaw
Casa di produzione: Shaw
Paese di produzione: Hong Kong, Cina
Distribuzione: Shaw
Coreografie: Yuen Woo-Ping, Yuen Cheung-Yan
Fotografia: Wu Cho-Hua
Montaggio: Chiang Hsing-Lung, Lee Yim-Hoi
Musiche: Stanley Chow
Trucco: Wu Hsu-Ching
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Data di rilascio: 9 marzo 1973
Torniamo a parlare di Chor Yuen, che avevamo lasciato nell'ormai lontano 2022 con il suo ultimo lavoro sul grande schermo, ma senza analizzarlo a dovere. Cineasta molto prolifico, qui al picco del suo mestiere assieme alla casa della Shaw, iniziò a lavorare come sceneggiatore nel 1956 con "Flower Petals in the Wind" ed esordisce come regista nel dramma di "Grass by the Lake" (1959), divenendo immediatamente noto al porto con il melodramma di "The Great Devotion" l'anno seguente, un successo sia di pubblico che di critica. Con all'attivo un totale di 123 films da regista e 71 come sceneggiatore in una carriera di 30 anni, ha saputo destreggiarsi nel cinema di genere portuale. Numerose sue opere passarono alla storia, come il cult di "The House of 72 Tenants" (1973) che riaccese l'interesse del pubblico nel cinema in lingua cantonese e nell'adattare i romanzi di Ku Lung, dandone una dimostrazione in "Killer Clans" (1976). Passa a miglior vita il 21 febbraio del 2022, all'età di 87 anni.
Lin Xiao-Hong (Shih Szu), a seguito della morte dei suoi genitori, si reca a casa di suo zio Fang (Ching Miao) assieme a suo cugino Fang Zheng (Yueh Hua). Sin da subito, il fratello di Zheng, Fang Fang (Chen Hung-Lieh) si innamora di Lin, oltre ad essere il favorito del padre Fang. Dopo una violenta lite in un bordello, scatenata da Fang Fang, il padre decide di mandare Zheng a Shanghai: nel mentre, Fang Fang riesce a mettere incinta Xiao e diviene un criminale ricercato... per risolvere ciò, viene mandato l'agente di polizia Zheng.
Pesante melodramma che assume i connotati di un western, dato l'inizio ampiamente illustrativo sul tema della pellicola al retrogusto di piombo e saccheggio. Perché? La colonna sonora vanta alcuni pezzi da capolavori hollywoodiani come "La Conquista del West" (1962) e nostrani come "C'era una Volta il West" (1968), che riescono nel loro effetto lacrimogeno in scene chiave. Nonostante il film proceda a ritmi alternati, le sue scene d'azione ripagano l'intera visione, assieme alle scenografie che richiamano molto il western (un casolare abbandonato in mezzo alla desolazione, la difficoltà della polizia imperiale nel catturare la banda di Chen) ed arricchite dall'eleganza dei set. Eleganza ben fotografata, soprattutto: vanta longevi piani sequenza nella casa di Ching, panorami selvaggi (con le voci fuori campo di Yueh e Shih), ampi spazi in cui i due fratelli si affrontano ed un chiaroscuro ben sfruttato nelle scene in cui verseremo qualche lacrima, oppure di suspense. Il montaggio accompagna davvero bene le scene d'azione, ma lascia a desiderare nel resto dell'esecuzione.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!



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