I Bastardi Aziendali (Boryoku Kinmyaku) - 1975

Regia: Sadao Nakajima
Sceneggiatura: Kazuo Kasahara, Tatsuo Nogami
Casa di produzione: Toei
Paese di produzione: Giappone
Fotografia: Toshio Masuda
Montaggio: Kozo Horiike
Musiche: Toshiaki Tsushima
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Data di rilascio: 9 agosto 1975
Appartenente al sottofilone dei films finanziari sulla yakuza, è una lente d'ingrandimento sul mondo dei "sokaiya" (lett. "ricattatori aziendali" o "uomini d'incontro"), specializzati nell'estorcere denaro e ricattare aziende tramite minacce di umiliazioni pubbliche sui loro dirigenti, solitamente durante la loro riunione annuale (ossia nelle "sokai"): a differenza di quelle occidentali, la riunione è equiparabile ad una cerimonia. Alcune aziende come la Mitsubishi e la Daiwa hanno pagato tangenti per i "sokaiya", in modo tale da impedire a loro di mettere in imbarazzo l'azienda, intimidendo altre ed interrompendo assemblee. Nati al termine dell'Ottocento, erano considerabili come dei protettori nei confronti delle voci e degli scandali sul management di un'azienda. Stando ad un recente rapporto dell'Agenzia Nazionale di Polizia nipponica, nel 2023 erano ancora attivi solo 150 sokaiya, di cui 30 lavoravano in gruppo e 120 da soli. 

L'aspirante ricattatore Hiroshi (Hiroki Matsukata) si dirige all'alba negli uffici della Ohira Heavy Industries per ritirare il suo biglietto, per ricevere la sua indennità: Hiroshi fa' così conoscenza del veterano Mantaro (Eitaro Ozawa), da 30 anni in tale campo e grazie a questa conoscenza stringe amicizia con un giovane membro della Teraoka-gumi, dove assieme collaborano per affrontare il più potente ricattatore del Kansai, nonché proprietario della Naniwa Mutual Bank. Una volta riuscito lo scandalo, Mantaro passa a miglior vita dalle percosse ed Hiroshi riesce ad estorcere 30 milioni di yen dalla banca, usando come pretesto la presenza di prestiti illegali dal suo presidente, trasferendosi così a Tokyo. Nagao (Hideji Otaki), vicepresidente della società commerciale Tosho Bussan, nota la determinazione di Hiroshi e gli chiede di attaccare la Toa Seisakusho, società in cui ha fallito ripetutamente nell'acquisizione. Nel mentre, scopre che la sua ragazza Aya (Reiko Ike) è la figlia biologica del presidente della Toa...

Magistrale rappresentazione, priva di alcun rimorso, di un ricattatore che vive su un pavimento d'argilla: ogni gesto, ogni parola è tagliente ed ai limiti della diffamazione pubblica, pur di poter sopravvivere. Fukasaku mise assieme il prototipo del sottofilone nel 1968, ma in questo caso il contesto è ben esplicato dalla spudoratezza esplicita del personaggio impersonato da Matsukata, disposto a qualsiasi fantasiosa scusa per assicurarsi cifre enormi ed anche a numerosi pestaggi da yakuza assoldate dalle grandi aziende per mettere a tacere i ricattatori come lui. Ottimi gli intermezzi comici che accompagnano l'andazzo documentaristico/criminalistico della pellicola, capace di dare ampio spazio ai personaggi principali e soprattutto i pilastri fondanti del film come Matsukata, Tamba e Reiko. Nemmeno la colonna sonora delude dall'amarezza della trama, che riesce a dargli un tocco agrodolce e di assurdismo al prodotto, come la fotografia cruda e satura di colori dal guardaroba del cast.

Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

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