[Spiofallimento #1] Tom Dollar - 1967

Regia: Marcello Ciorciolini (aka Frank Red)
Soggetto e Sceneggiatura: John Connery, Pierre De Vries, fotoromanzo di Al Petrie
Produttore: Antonio Lucatelli, Francesco Giorgi
Casa di produzione: Tigielle 33, Films Jacques Leitienne, Imp.Ex.Ci.
Paese di produzione: Iran, Italia
Distribuzione: Euro International Films
Fotografia: Rino Filippini
Montaggio: Luciano Anconetani
Musiche: Giosafat Capuano, Mario Capuano
Scenografia e Costumi: Giulia Mafai
Trucco: Sergio Angeloni
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Data di rilascio: 27 giugno 1967
Trattasi di uno dei primi fotoromanzi a tema spionistico, rilasciato dalla rivista "Bolero Film" nel 1965 ed interpretato dallo stesso Maurice Poli, che qui farà ancora da protagonista in tale disavventura piacevole sul grande schermo: fortunatamente ospitata in gran parte nella sontuosa Villa Miani a Roma. Per quanto riguarda Ciorciolini, fu apprezzatissimo dal duo di Franco e Ciccio, con cui vi ha collaborato sia in televisione che al cinema: esordisce come autore radiofonico agli inizi degli anni '50, collaborando spesso con Alberto Talegalli. Immediatamente dopo si fionda nel cinema, iniziando a lavorare come sceneggiatore nel dramma di "La Folla" (1951) ed esordendo come regista nella tragicommedia di "Con Rispetto Parlando" (1965). All'attivo un totale di 10 films da dietro la cinepresa e 35 come sceneggiatore, vanta anche un notevole repertorio in testi discografici, soprattutto in un testo scritto a tre mani per Mina: si segnala che nel 1990 ideò la trasmissione RAI de "I Fatti Vostri", assieme a Michele Guardì, in cui ideò il gioco della "busta giusta".

A seguito dell'assassinio del principe iraniano Barancan, l'agente Tom viene inviato in Iran ad investigare. Si viene a scoprire che la sua morte è collegata ad un accordo che doveva firmare con gli USA, dove una miniera di uranio passava sotto al loro diritto di estrazione. Intanto, la CIA vuole evitare che la stessa morte possa capitare alla sua erede, la principessa Samia (Georgia Moll), riuscendo così a trovare una replicante...


Insipida disavventura al retrogusto di piombo, colmata dal guardaroba evergreen dei protagonisti e dallo sfondo iraniano dell'intera vicenda, ma purtroppo non abbastanza dal salvare la pellicola dalla mediocrità del genere. Maurice riesce a portare a termine il suo lavoro tra qualche battuta per sdrammatizzare assieme al suo compagno nipponico, a cui purtroppo non gli è stato dato abbastanza spazio al personaggio per sapere chi fosse, rispetto ad altri colleghi di Maurice all'ambasciata statunitense. La fotografia effettua un ottimo lavoro nel farci incuriosire sull'Iran antecedente al 1979, intriso di locations fiabesche e di costumi locali, con una lente saturatissima di colori sia sul guardaroba che sui dettagli architettonici dei prestigiosi palazzi (alcuni girati senza alcuna ricostruzione in studio). Montaggio che stenta a decollare, colonna sonora all'americana e principalmente orientata sulle note di quella locale, dove riesce nell'essere rievocativa di quei tempi... roventi. 


Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

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