Qualcosa del Genere (No Yona Mono) - 1981
Regia: Yoshimitsu Morita
Sceneggiatura: Yoshimitsu Morita
Produttore: Hikaru Suzuki
Casa di produzione: N.E.W.S. Corporation
Paese di produzione: Giappone
Distribuzione: Nippon Herald Films
Fotografia: Makoto Watanabe
Montaggio: Akimasa Kawashima
Musiche: Osamu Shiomura
---
Data di rilascio: 12 settembre 1981
Grande ammiratore dei "rakugo", ossia dei monologhi comici teatrali, durante la scuola frequentò la "Toho Performing Art School" ed apparve come attore bambino in numerosi programmi televisivi. Vide il kolossal de "Il Dottor Zhivago" (1965) e decise di divenire regista, girando i suoi primi cortometraggi agli inizi degli anni '70, in maniera del tutto autodidatta: in totale 18, di cui il suo "Live in Chigasaki" (1978) selezionato alla seconda edizione dell'appena nato PIA Film Festival. Il lungometraggio con cui ha esordito nel 1981 lo ha realizzato grazie ad un prestito dell'ipoteca sulla casa di famiglia e vinse il premio di "miglior film" e "miglior regista esordiente" al Yokohama Film Festival. Due anni dopo passerà alla storia del cinema nipponico con il suo migliore esito in assoluto, consacrato dal Kinema Junpo come "film dell'anno" ed eletto dalla stessa rivista nel 2018 come il "miglior film giapponese degli anni '80". All'attivo un totale di 31 films da regista e 27 da sceneggiatore, è passato a miglior vita il 20 dicembre del 2011 all'età di 61 anni, a causa di un'insufficienza epatica acuta: l'ultimo film a cui ha lavorato, in ambito ferroviario, è stato rilasciato un anno dopo la sua morte, "Train Brain Express".
La vita sembra andare bene per Shintoto (Katsunobu Ito), un promettente artista di rakugo che decide di visitare un bordello nel giorno del suo 23° compleanno: incontra la prostituta Elizabeth (Kumiko Akiyoshi) ed esce con lei. Allo stesso tempo si innamora di una giovane appassionata del genere, Yumi (Erika Asou), che fa' parte di un club liceale di appassionati di rakugo e gli chiede di insegnarglielo. Intanto, un'artista più anziano di nome Shinkome (Isao Bito) raggiunge lo status di professionista...
Divertente parabola sull'andazzo della vita, con lo sfondo della società nipponica al picco della famigerata bolla economica. Il protagonista cerca di divenire il calzolaio della situazione tra Kumiko ed Erika, tentando di dimenarsi nell'effimeratezza dei sentimenti amorosi in un contesto quotato al consumo, capace di tramutare i personaggi della pellicola in degli elettrodomestici più vuoti del vuoto. E come in una esibizione di rakugo, lo spettacolo deve andare avanti, esattamente come in televisione. Katsunobu icona perfetta di un elettrodomestico umanoide, sfruttato in una società consumistica e poi divenuto obsoleto, adagiato su una sceneggiatura che spalanca del tutto le sue porte alla caratterizzazione dei personaggi. Fotografia ricca di significati e di piani sequenza longevi, capace di incamerare il grigiume dei condomini nipponici, che come degli elettrodomestici sono usurati e sfruttati all'inverosimile; non mancano primi piani ravvicinati ed un timelapse, incorniciati dai panorami della città. Montaggio davvero ben curato, ad effetto nelle scene chiave. Musiche minimalistiche e ben congegnate nelle scene chiave, soprattutto i sounds nelle frasi in cui personaggi annunciano di partire o di lavorare in un determinato ambito.
Sceneggiatura: Yoshimitsu Morita
Produttore: Hikaru Suzuki
Casa di produzione: N.E.W.S. Corporation
Paese di produzione: Giappone
Distribuzione: Nippon Herald Films
Fotografia: Makoto Watanabe
Montaggio: Akimasa Kawashima
Musiche: Osamu Shiomura
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Data di rilascio: 12 settembre 1981
Grande ammiratore dei "rakugo", ossia dei monologhi comici teatrali, durante la scuola frequentò la "Toho Performing Art School" ed apparve come attore bambino in numerosi programmi televisivi. Vide il kolossal de "Il Dottor Zhivago" (1965) e decise di divenire regista, girando i suoi primi cortometraggi agli inizi degli anni '70, in maniera del tutto autodidatta: in totale 18, di cui il suo "Live in Chigasaki" (1978) selezionato alla seconda edizione dell'appena nato PIA Film Festival. Il lungometraggio con cui ha esordito nel 1981 lo ha realizzato grazie ad un prestito dell'ipoteca sulla casa di famiglia e vinse il premio di "miglior film" e "miglior regista esordiente" al Yokohama Film Festival. Due anni dopo passerà alla storia del cinema nipponico con il suo migliore esito in assoluto, consacrato dal Kinema Junpo come "film dell'anno" ed eletto dalla stessa rivista nel 2018 come il "miglior film giapponese degli anni '80". All'attivo un totale di 31 films da regista e 27 da sceneggiatore, è passato a miglior vita il 20 dicembre del 2011 all'età di 61 anni, a causa di un'insufficienza epatica acuta: l'ultimo film a cui ha lavorato, in ambito ferroviario, è stato rilasciato un anno dopo la sua morte, "Train Brain Express".
La vita sembra andare bene per Shintoto (Katsunobu Ito), un promettente artista di rakugo che decide di visitare un bordello nel giorno del suo 23° compleanno: incontra la prostituta Elizabeth (Kumiko Akiyoshi) ed esce con lei. Allo stesso tempo si innamora di una giovane appassionata del genere, Yumi (Erika Asou), che fa' parte di un club liceale di appassionati di rakugo e gli chiede di insegnarglielo. Intanto, un'artista più anziano di nome Shinkome (Isao Bito) raggiunge lo status di professionista...
Divertente parabola sull'andazzo della vita, con lo sfondo della società nipponica al picco della famigerata bolla economica. Il protagonista cerca di divenire il calzolaio della situazione tra Kumiko ed Erika, tentando di dimenarsi nell'effimeratezza dei sentimenti amorosi in un contesto quotato al consumo, capace di tramutare i personaggi della pellicola in degli elettrodomestici più vuoti del vuoto. E come in una esibizione di rakugo, lo spettacolo deve andare avanti, esattamente come in televisione. Katsunobu icona perfetta di un elettrodomestico umanoide, sfruttato in una società consumistica e poi divenuto obsoleto, adagiato su una sceneggiatura che spalanca del tutto le sue porte alla caratterizzazione dei personaggi. Fotografia ricca di significati e di piani sequenza longevi, capace di incamerare il grigiume dei condomini nipponici, che come degli elettrodomestici sono usurati e sfruttati all'inverosimile; non mancano primi piani ravvicinati ed un timelapse, incorniciati dai panorami della città. Montaggio davvero ben curato, ad effetto nelle scene chiave. Musiche minimalistiche e ben congegnate nelle scene chiave, soprattutto i sounds nelle frasi in cui personaggi annunciano di partire o di lavorare in un determinato ambito.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!



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