L'Ascesa dell'Animazione Cinese: I Film di Ne Zha (2019) e Ne Zha II: l'Ascesa del Guerriero di Fuoco (2025)

A cura di Jiāng Zǐyá
Il primo film, diretto da Jiaozi, reinventa in modo audace la storia di Ne Zha, una delle figure più popolari e ribelli della mitologia cinese. Le sue origini affondano nel romanzo del XVI secolo "Fengshen Yanyi". Ma anche in testi più antichi e persino in figure della mitologia indiana (come Nalakubara), dimostrando una profonda stratificazione culturale. Tradizionalmente un guerriero divino, il film del 2019 lo trasforma in un bambino dotato di poteri demoniaci a causa di un incidente cosmico, destinato a portare distruzione.

Il cuore di Ne Zha batte sulla forza di volontà contro un destino preordinato. Il giovane eroe, emarginato e temuto, deve scegliere tra il bene il male, affiancato da un tono narrativo che mescola sapientemente emozione, umorismo e azione. Nonostante alcune critiche iniziali sui modelli dei personaggi in 3D, il film si rivela una gemma per la sua coerenza e il suo cuore, ottenendo un successo stratosferico in Cina e ponendo le basi per un nuovo universo cinematografico mitologico. Le prime menzioni di Ne Zha nei testi cinesi (dinastie Tang e Song) lo identificano con un nome che si è poi evoluto in "Ne Zha", ma che in origine si ipotizza fosse legato a Nalakūvara (o Nalakūbara), una figura minore della mitologia indiana (un yaksha) e figlio di Kubera, il dio della ricchezza. La sua popolarità in Cina crebbe perché fu assimilato dal Buddhismo come divinità guardiana. In questo contesto è spesso associato, o addirittura considerato l'equivalente, di Skanda (Weituo in cinese), un protettore degli insegnamenti buddhisti e dei monaci, spesso raffigurato come un giovane guerriero. Questa associazione gli conferì uno status di divinità protettrice, prima di essere pienamente integrato nella religione popolare e nel Taoismo, dove è venerato come "Principe dell'Altare Centrale" (Zhongtan Yuanshuai).

Il film di "Ne Zha" (2019) è consigliato per coloro che vogliono avvicinarsi al cinema di animazione Cinese, in quanto i temi trattati sono comunque presenti anche nell'animazione Occidentale (l'accettazione e la valorizzazione della diversità, così come l'emarginazione), ma qui si avrà modo di vedere un punto di vista differente. La saga di Ne Zha è un trionfo che va' oltre il semplice intrattenimento. E' un'opportunità per il pubblico occidentale di immergersi in una ricca mitologia presentata come una tecnologia all'avanguardia. Mentre il primo film è solido e commovente "eroe contro il destino", il sequel è una vera e propria esperienza cinematografica che alza l'asticella per l'intera industria.

Se cercate un'avventura fantasy che abbia la scala di un blockbuster e il cuore di una storia personale, e che al contempo vi apra una finestra sul nuovo orizzonte dell'animazione mondiale, non potete perdervi questi film. Ne Zha non racconta solo una leggenda; accende il desiderio di vederla continuare. 

Entrambi i film sono disponibili sia in lingua Cinese (Mandarino) che in lingua Inglese, tuttavia è bene sottolineare che se deciderete di optare per la versione in lingua Inglese, molte sfumature di significato del film non saranno presenti. Il mito di Ne Zha è particolarmente apprezzato in Sichuan, per cui, molti personaggi parlano l'accento di quella specifica regione della Cina, donando un tocco di spontaneità in più ai personaggi. Anche alcuni simbolismi sono comprensibili solo a chi possiede una buona conoscenza del Cinese. Tuttavia, chi ha curato l'adattamento è stato particolarmente attento ad adattare il più possibile ad un pubblico Occidentale, per cui l'esperienza risulta comunque godibile ad un pubblico Occidentale.

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Ne Zha II- L'Ascesa del Guerriero di Fuoco: il Demone che Sfidò il Destino (e i Box Office)
Se il primo film ha stupito, Ne Zha 2 ha riscritto la storia dell'animazione. Questo sequel ha superato record mondiali di incassi, stabilendosi come il film d'animazione con maggiore incasso globale, una prodezza che lo ha visto superare persino i numeri di blockbuster occidentali, in un chiaro segnale che l'animazione cinese è un competitor globale a pieno titolo.

Il salto di qualità visivo e narrativo è sbalorditivo. L'animazione è descritta come una forza della natura, ricca di dettagli e potente, frutto del lavoro di migliaia di artisti. Il film esplora temi più complessi, come l'esplorazione dell'identità, la lotta di classe e l'ingiustizia sociale, mantenendo al contempo un'epica viscerale. Il terzo atto si trasforma in un proprio e vero "uragano" di battaglie divine, che per grandiosità e pathos non teme il confronto con finali di saghe come "Avengers: Endgame" o "Il Signore degli Anelli".

La storia riprende le conseguenze degli eventi precedenti, con Ne Zha e il suo amico/rivale Ao Bing le cui anime, benché intatte, rischiano la distruzione dei corpi. La trama si sviluppa in una miscela mozzafiato di arti marziali, mitologia orientale e tematiche universali come l'amicizia e il sacrificio. Rispetto al primo film, questo risulta molto curato nelle animazioni e si nota un certo sforzo nel riprodurre fedelmente le atmosfere del libro originale "L'Investitura degli Dei", tuttavia non riesce ad avere la carica emotiva del primo, dato che vediamo intrecciarsi diverse sottotrame all'interno dei film che non hanno una vera e propria conclusione all'interno della pellicola. Diverse scelte narrative, specialmente nel terzo atto del film, anticipano l'uscita di un terzo capitolo della saga.
Tale sensazione viene poi definitivamente confermata nella scena presente dopo i titoli di coda.
Nonostante sia apprezzabile lo sforzo e la magnificenza dell'animazione di questo film, riscontra alcuni problemi strutturali che non sono presenti nel primo film.
Non sempre, dunque, il successo al botteghino è indice di una qualità superiore su tutti i fronti, ma spesso risulta solo un'operazione meglio riuscita al livello commerciale.

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La Perla del Caos
Nel primo film del 2019, la narrazione si basa sulla Perla del Caos (
Hùn Yuán Zhū), un'essenza primordiale che l'immortale Yuanshi Tianzun divide in due parti:

La Perla dello Spirito (
Líng Zhū): destinata a reincarnarsi in un eroe.

La Perla del Demone (
Mó Wán): destinata a generare un essere di distruzione.

A causa di un inganno del geloso Shen Gongbao, le due perle vengono scambiate:
- Ne Zha riceve per errore la Perla del Demone, nascendo come "Diavolo Incarnato" (
Mó Tóng), un bambino dotato di poteri demoniaci, violento e temuto dagli abitanti del villaggio. La sua natura di "demone" è qui una questione di destino cosmico, che lui è chiamato a superare.
- Ao Bing, il principe dei draghi del Mare Orientale, riceve la Perla dello Spirito, nascendo come un essere puro e virtuoso.

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Il Legame Fraterno di Destino
Questa scelta narrativa non è solo un colpo di scena; è la chiave della profondità emotiva della saga. Ne Zha e Ao Bing sono due facce della stessa moneta, nati dalla stessa essenza primordiale, la Perla del Caos.

Nel finale catartico del primo film e nelle premesse del secondo, i due giovani si ritrovano legati in un destino tragico: per salvarsi e superare le rispettive condanne, devono unire le forze e il potere delle loro Perle contro l'ingiustizia e il destino stesso. In Ne Zha - L'Ascesa del Guerriero di Fuoco, questa dualità si intensifica, con le loro anime che devono trovare il modo di coesistere dopo il sacrificio.

Il successo di questi film risiede proprio in questa reinterpretazione: l'epica battaglia tra bene e male diventa un conflitto interiore sull'identità e sul libero arbitrio, dimostrando che anche un "demone" può scegliere di essere un eroe e che l'animazione cinese ha trovato la sua voce più potente, combinando una mitologia millenaria con una narrazione moderna e mozzafiato.

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