Sicario Solitario (Kanashiki Hittoman) - 1989
Regia: Haruo Ichikura
Soggetto: Yukio Yamanouchi
Sceneggiatura: Giho Sugiyama, Isao Matsumoto
Produttore: Minorio Kuriko, Koshige Shundo, Tan Takaiwa
Casa di produzione: Toei
Distribuzione: Toei
Fotografia: Takeshi Hamada
Montaggio: Isamu Ichida
Musiche: Tadao Takakuwa, Yuji Ohno
Scenografia: Yoshikazu Sano
---
Data di rilascio: 9 settembre 1989
Finalmente ho l'onore di scrivere qualche riga sull'attuale marito della famosissima ex-idol Momoe Yamaguchi, tale Tomokazu Miura: insieme dal 1974 per via di uno spot pubblicitario della Glico ed in brevissimo tempo divenne una stella del grande schermo per i films romantici assieme a Yamaguchi, tanto da venire soprannominati dalla stampa locale come la "Golden Combi". Dopo il ritiro della Yamaguchi dai riflettori nel 1980, Miura ebbe dei problemi a livello attoriale per una gran parte del decennio, fino alla consacrazione definitiva come attore negli yakuza eiga di fine anni '80 e in grandi firme come quelle di Nobuhiko Obayashi nel 1986 (il padre di Soutaroh in "Bound for the Fields, the Mountains, and the Seacoast") e nel recentissimo "Perfect Days" di Wenders a livello mondiale.
Il giovane teppista Takagi (Tomokazu Miura) viene reclutato come yakuza dalla Arai-gumi e dopo le continue risse con i loro alti dirigenti, riesce a farsi un nome nel clan fino ad attirare l'attenzione della giovane mamma single Yoko (Hisako Manda), sospesa tra un altro yakuza e Takagi. Dopo un duello di piombo tra lui e Takagi, egli diverrà il marito di Yoko e nel corso degli anni si inaspriscono i conflitti con la rivale Matsuoka-gumi, tanto che lo stesso Takagi dovrà decidere se prendersi cura della propria famiglia o mettere al primo posto la Arai-gumi...
Decisamente tra i migliori yakuza eiga degli anni '80, dove il genere era in completa agonia. Non spreca nemmeno un minuto per riassumere la vita turbolenta del fittizio Takagi, vista in flashback per una gran parte del film e servita con crudezza fino al termine per nulla scontato. Miura esemplare per la sua umanità e per la dolorosa caratterizzazione del suo personaggio, da scheggia impazzita alla Rikio Ishikawa ad un Noboru Ando meno eccentrico ma capace di essere sentimentale. Con una fotografia claustrofobica che mette da parte lo stereotipo dei quartier generali ampi delle yakuza (già visto in "A Legend of Turmoil" nel 1992), più incentrata sulle tenebre della notte, atte a indicare la distanza costretta del rapporto di Miura con Hisako; che si serve anche delle giornate plumbee e di inquadrature panoramiche per respirare dal climax della pellicola. Montaggio ben curato nelle scene al cardiopalma e dalle musiche che orchestrano tensione e pressione, specialmente verso il finale. Nel reparto azione, il film ci delizia interminabilmente con numerosi stratagemmi ingegnosi (come la granata che esplode in aereo) per coinvolgerci in questo uragano distruttivo, degno dei tempi di Fukasaku.
Soggetto: Yukio Yamanouchi
Sceneggiatura: Giho Sugiyama, Isao Matsumoto
Produttore: Minorio Kuriko, Koshige Shundo, Tan Takaiwa
Casa di produzione: Toei
Distribuzione: Toei
Fotografia: Takeshi Hamada
Montaggio: Isamu Ichida
Musiche: Tadao Takakuwa, Yuji Ohno
Scenografia: Yoshikazu Sano
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Data di rilascio: 9 settembre 1989
Finalmente ho l'onore di scrivere qualche riga sull'attuale marito della famosissima ex-idol Momoe Yamaguchi, tale Tomokazu Miura: insieme dal 1974 per via di uno spot pubblicitario della Glico ed in brevissimo tempo divenne una stella del grande schermo per i films romantici assieme a Yamaguchi, tanto da venire soprannominati dalla stampa locale come la "Golden Combi". Dopo il ritiro della Yamaguchi dai riflettori nel 1980, Miura ebbe dei problemi a livello attoriale per una gran parte del decennio, fino alla consacrazione definitiva come attore negli yakuza eiga di fine anni '80 e in grandi firme come quelle di Nobuhiko Obayashi nel 1986 (il padre di Soutaroh in "Bound for the Fields, the Mountains, and the Seacoast") e nel recentissimo "Perfect Days" di Wenders a livello mondiale.
Il giovane teppista Takagi (Tomokazu Miura) viene reclutato come yakuza dalla Arai-gumi e dopo le continue risse con i loro alti dirigenti, riesce a farsi un nome nel clan fino ad attirare l'attenzione della giovane mamma single Yoko (Hisako Manda), sospesa tra un altro yakuza e Takagi. Dopo un duello di piombo tra lui e Takagi, egli diverrà il marito di Yoko e nel corso degli anni si inaspriscono i conflitti con la rivale Matsuoka-gumi, tanto che lo stesso Takagi dovrà decidere se prendersi cura della propria famiglia o mettere al primo posto la Arai-gumi...
Decisamente tra i migliori yakuza eiga degli anni '80, dove il genere era in completa agonia. Non spreca nemmeno un minuto per riassumere la vita turbolenta del fittizio Takagi, vista in flashback per una gran parte del film e servita con crudezza fino al termine per nulla scontato. Miura esemplare per la sua umanità e per la dolorosa caratterizzazione del suo personaggio, da scheggia impazzita alla Rikio Ishikawa ad un Noboru Ando meno eccentrico ma capace di essere sentimentale. Con una fotografia claustrofobica che mette da parte lo stereotipo dei quartier generali ampi delle yakuza (già visto in "A Legend of Turmoil" nel 1992), più incentrata sulle tenebre della notte, atte a indicare la distanza costretta del rapporto di Miura con Hisako; che si serve anche delle giornate plumbee e di inquadrature panoramiche per respirare dal climax della pellicola. Montaggio ben curato nelle scene al cardiopalma e dalle musiche che orchestrano tensione e pressione, specialmente verso il finale. Nel reparto azione, il film ci delizia interminabilmente con numerosi stratagemmi ingegnosi (come la granata che esplode in aereo) per coinvolgerci in questo uragano distruttivo, degno dei tempi di Fukasaku.
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!



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