Il Triangolo della Droga: Tokyo-Seoul-Bangkok (Tokyo-Souru-Bankokku: Jitsuroku Mayaku Chitai) - 1973

Regia: Sadao Nakajima
Sceneggiatura: Sadao Nakajima, Koji Takada
Produttore: Goro Kusakabe, Masao Sato
Casa di produzione: Toei
Paese di produzione: Giappone, Hong Kong, Thailandia, Corea del Sud
Distribuzione: Toei
Fotografia: Toshio Masuda
Montaggio: Isamu Ichida
Musiche: Ichiro Araki
Scenografia: Jiro Tomita
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Data di rilascio: 15 settembre 1973
Gli anni '70 furono molto prolifici per gli yakuza eiga, soprattutto dopo la svolta epocale di Fukasaku. Nello stesso anno, Sadao aveva già regalato al pubblico un'altra opera del genere che non solo fotografava la società nipponica dell'epoca, ma anche lo stato di un gangster "wannabe" travolto dal suo stesso codice d'onore, praticamente la sua transizione definitiva ai "jitsuroku eiga" dopo avere lanciato la saga dei fratelli Vipera nel 1971. Dalle caratteristiche pare un prequel alla dualogia dell'agente della narcotici Kikuchi, data la ricerca ossessiva di Sonny nel catturare l'assassino e l'organizzazione dietro di esso...

Il camionista Tatsuya (Sonny Chiba) approda a Seoul per ottenere le ceneri di sua sorella defunta, a seguito di un tragico incidente in auto in cui è defunto anche il suo nuovo marito, dove nascondeva un segreto mortale. Si viene a scoprire che l'ex-marito Ryuji (Hiroki Matsukata) di sua sorella è vivo ed è un narcotrafficante attivo in Estremo Oriente: Tatsuya giura vendetta e tramite una vasta rete di informatori che pedinano Ryuji, lo insegue fino in Indocina...

Spettacolare yakuza eiga che prova a fondersi con il genere avventuroso, ma purtroppo con ben poca sostanza nel mezzo: si passa di fretta in alcuni luoghi, ma senza imprimere su celluloide la bellezza di alcune locations, come per esempio Hong Kong. Tutta la durata della pellicola si concentra sul giocare a nascondino tra Sonny ed Hiroki, in attesa che da ambedue le parti si consumi la vendetta, con una Corea del Sud ancora lontana dall'essere la superpotenza economica attuale ed una Thailandia dal fascino senza tempo delle sue architetture all'aperto. Si segnala la presenza di Tsusai Sugawara, ancora una volta all'opera contro i famigerati "tre mali" e dove presta dell'onorato servizio pubblico agli spettatori di ieri e di oggi; oltre a quella di Nora Miao, per nulla sprecata e lasciata da parte. Fotografia che aiuta nelle boccate d'aria dal clima tetro del film, soprattutto a livello architettonico e paesaggistico; montaggio ben congegnato nelle scene clou ed una musica che, ahimè, non aiuta parecchio. Sonny leggendario come al solito, qui più ostile e desideroso di vendetta.


Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

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