Il Colpaccio - 1976

Regia: Bruno Paolinelli (aka John L. Huxley)
Soggetto: Bruno Paolinelli
Sceneggiatura: Bruno Paolinelli
Produttore: Bruno Paolinelli
Produttore Esecutivo: Salvatore Rosso
Casa di produzione: Saba Cinematografica, C.A.R.F., Neue Delta Film
Distribuzione: Dear International
Fotografia: Aldo Di Marcantonio
Montaggio: Bruno Paolinelli
Musiche: Giancarlo Chiaramello (aka Charlie Mells)
Ultima pellicola diretta da Paolinelli e conosciuta anche con il titolo di lavorazione "Diamond Story", vanta delle ricche locations. Romanziere, inizia a lavorare come aiuto operatore al fianco di Sergio Tofano nel 1943 in piena WW2, per poi dilettarsi come operatore alla macchina per dei documentari. Una volta divenuto sceneggiatore per ben tre films tra il 1953, produce il melodramma di "La Luciana" nel 1954 ed esordisce l'anno seguente alla regia con la commedia di grande successo de "I Pappagalli", tratta sempre da una sua sceneggiatura. Si segnala che tra il 1968 e il 1974 finanziò due films d'animazione e numerosi lungometraggi. Nonostante la sua filmografia si conti sulle dita di due mani (un totale di sei pellicole all'attivo), rimane un degno veterano del cinema di genere italiano: nel 1959 dirige l'avventuroso "Tunisi Top Secret" e nel 1961 il drammatico "Legge di Guerra". Adatta il romanzo di Giovanni Arpino, "La Suora Giovane" nel 1964, affidando il ruolo di protagonista a Laura Efrikian. Dall'anno seguente adotta lo pseudonimo di John L. Huxley, con il quale vi dirige i suoi ultimi tre films, tra cui uno spionistico con Yoko Tani ("OSS 77: Operazione Fior di Loto"). Si ritira definitivamente dal cinema sul finire degli anni '80 e passa a miglior vita in Francia il 16 settembre 1991, all'età di 68 anni.

Una banda di rapinatori ad Amsterdam assalta un commerciante di diamanti e riescono a fuggire, togliendolo di mezzo ed estorcendogli una valigetta contenente pietre preziose: uno di loro, Mark Lemmon (Fausto Tozzi), riesce a nascondere la refurtiva nelle fognature della città olandese, prima di essere catturato e condannato all'ergastolo. Un anno più tardi, a Londra vengono riunite quattro persone che non si conoscono tra di loro, tramite l'emissario Mackenzie (William Berger). Organizzano l'evasione di Lemmon e vanno alla ricerca della valigetta...

Perfetta commistione tra poliziottesco e film di rapina, grazie ad un cast veterano di entrambi i generi. Sebbene non accada un granché nella pellicola, è la maestria nei dialoghi ad avermi tenuto fino al termine, assieme alle locations che fanno da sfondi ai fatti in corso di compimento. Davvero astuta la scelta del regista sul piano per l'evasione di Fausto, girata di notte a Roma, con tanto di adesivi e divise che fanno sembrare di essere sul serio in Olanda: veicoli inclusi (tranne per le motociclette)! Al Cliver tiene, tramite nastro isolante, assieme il gruppo; non senza che Carole Andrè sbandieri il suo sex-appeal nei confronti di Cliver, atto necessario in una produzione del genere durante il decennio di piombo. Fotografia fredda e desaturata che ne approfitta di catturare numerosi panorami da cartolina, soprattutto nella scena finale ambientata sul lago di Como; durante il lavoro notturno i colori vengono rimessi in sesto e danno l'atmosfera calda che mancava nel film. Montaggio discreto e nella norma, colonna sonora che contribuisce all'atmosfera da esterni, tipicamente british.


Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!

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