Giovani Ragazzi (Young People) - 1972
Regista: Chang Cheh
Sceneggiatura: Ni Kuang, Chang Cheh
Produttore: Run Run Shaw
Casa di produzione: Shaw
Paese di produzione: Hong Kong, Cina
Distribuzione: Shaw
Coreografie: Tong Kai, Lau Kar-Wing
Fotografia: Kung Mu-To
Montaggio: Kwok Ting-Hung
Musiche: Frankie Chan
Trucco: Wu Hsu-Ching
Costumi: Li Chi
Finalmente torniamo a parlare di Cheh, letteralmente il top di gamma della Shaw, qui pronto a rilanciare alcuni dei talenti che lui ha scoperto nello scorso decennio appena concluso. E anche top di gamma è stata la scelta del regista di ambientare il tutto al "Chung Chi College", all'epoca trasferitosi da appena 13 anni nella valle di Ma Liu Shui. Avendo bisogno di ulteriori ragazzi per riempire le classi del conglomerato dell'Università Cinese di Hong Kong, i volti noti della casa si sono divertiti parecchio nell'essere loro stessi al picco della migliore età della vita.
Il batterista Hung Wai (David Chiang) dirige il club del college, dove approda la timida cantante Po-Erh (Agnes Chan); ma la stella del basket Lam Tat (Ti Lung) e delle arti marziali Ho Tai (Chen Kuan-Tai) sono costantemente in faida per la principessa (Irene Chen), che si innamora per chi dei due brilla di più. Hung vuole la pace fra i due...
Tentativo riuscito con successo da parte di Cheh nell'orientarsi in un genere completamente diverso dai suoi direttissimi gongfupian, dove qui riesce a mettere assieme un inno alla giovinezza, dedita allo sport e all'amicizia. Nonostante alcuni clichés da commedia romantica (la ragazza contesa tra due ragazzi, competitività al college per fare colpo, etc...), ci troviamo dinnanzi ad una capsula del tempo ben eseguita dal guardaroba vivace e dai personaggi capaci di stimolare qualsiasi desiderio noi abbiamo in ambito sportivo: insegnano valori in cui dobbiamo credere, per accrescere la propria autostima. Fotografia che ci ricorda quanto siano belli i colori e che sfrutta gli ampi spazi urbani, inclusi quelli del college, per dare l'idea di amplificare le passioni dei protagonisti e di abbattere il pregiudizio che solo i colleges statunitensi sappiano fare questo genere di films. Montaggio ben spedito che si serve anche di ottime transizioni, per spostarci da un luogo all'altro. Completa il tutto la colonna sonora da musical e le inconfondibili coreografie di Chen, capace di usare come cuscini i suoi nemici...
Sceneggiatura: Ni Kuang, Chang Cheh
Produttore: Run Run Shaw
Casa di produzione: Shaw
Paese di produzione: Hong Kong, Cina
Distribuzione: Shaw
Coreografie: Tong Kai, Lau Kar-Wing
Fotografia: Kung Mu-To
Montaggio: Kwok Ting-Hung
Musiche: Frankie Chan
Trucco: Wu Hsu-Ching
Costumi: Li Chi
Finalmente torniamo a parlare di Cheh, letteralmente il top di gamma della Shaw, qui pronto a rilanciare alcuni dei talenti che lui ha scoperto nello scorso decennio appena concluso. E anche top di gamma è stata la scelta del regista di ambientare il tutto al "Chung Chi College", all'epoca trasferitosi da appena 13 anni nella valle di Ma Liu Shui. Avendo bisogno di ulteriori ragazzi per riempire le classi del conglomerato dell'Università Cinese di Hong Kong, i volti noti della casa si sono divertiti parecchio nell'essere loro stessi al picco della migliore età della vita.
Il batterista Hung Wai (David Chiang) dirige il club del college, dove approda la timida cantante Po-Erh (Agnes Chan); ma la stella del basket Lam Tat (Ti Lung) e delle arti marziali Ho Tai (Chen Kuan-Tai) sono costantemente in faida per la principessa (Irene Chen), che si innamora per chi dei due brilla di più. Hung vuole la pace fra i due...
Tentativo riuscito con successo da parte di Cheh nell'orientarsi in un genere completamente diverso dai suoi direttissimi gongfupian, dove qui riesce a mettere assieme un inno alla giovinezza, dedita allo sport e all'amicizia. Nonostante alcuni clichés da commedia romantica (la ragazza contesa tra due ragazzi, competitività al college per fare colpo, etc...), ci troviamo dinnanzi ad una capsula del tempo ben eseguita dal guardaroba vivace e dai personaggi capaci di stimolare qualsiasi desiderio noi abbiamo in ambito sportivo: insegnano valori in cui dobbiamo credere, per accrescere la propria autostima. Fotografia che ci ricorda quanto siano belli i colori e che sfrutta gli ampi spazi urbani, inclusi quelli del college, per dare l'idea di amplificare le passioni dei protagonisti e di abbattere il pregiudizio che solo i colleges statunitensi sappiano fare questo genere di films. Montaggio ben spedito che si serve anche di ottime transizioni, per spostarci da un luogo all'altro. Completa il tutto la colonna sonora da musical e le inconfondibili coreografie di Chen, capace di usare come cuscini i suoi nemici...
Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!



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