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domenica 16 luglio 2023
Bande Internazionali di Kobe (Kobe Kokusai Gang) - 1975
Anno: 1975 Regista: Noboru Tanaka Casa di produzione: Toei Paese di produzione: Giappone
CAST Ken Takakura: Masato Dan Bunta Sugawara: Kenzo Otaki Tetsuro Tanba: Rinsei Koji Wada: Tamotsu Maehara Yoko Maki: Maki Tajima Isao Natsuyagi: Yutaka Nakao Renji Ishibashi: Pochi Kenji Imai: Tetsufumi Hideji Otaki: Tokugen Rokko Toura: detective Nishimura Toshitaka Ito: Goro Tanigawa Kunie Tanaka: Teruo Maruyama Guts Ishimatsu: Nougaki Moeko Ezawa: Aoi Nakajima Katsutoshi Akiyama: prigioniero Ryuko Azuma: Fusa Mike Danning: Richard Yoko Isono: Misako Pinko Izumi: Happy Kenji Kawai: capo della polizia Yasuo Matsumoto: assistente di Yang Ryo Nishida: soldato bianco Takashi Noguchi: Kimura Shunji Sasaki: prigioniero malato Kin Sugai: Chiyo Natsuko Yashiro: la prostituta di Pak
ATTENZIONE: SPOILER!
Definito da AllMovie come un direttore di pellicole "così avventurose e bizzarre che ben presto divenne uno dei registi più celebrati del Giappone", si fece conoscere per i suoi pinku eiga all'interno della ormai zombificata Nikkatsu... che dopo essere stata demolita da Suzuki nel 1971, non si è mai più ripresa economicamente. Debuttò nel 1972 e divenne immediatamente uno dei volti più noti della casa, assieme ad Hasebe, Chusei, Koyu e Tatsumi. Nel 1975 girò uno dei suoi unici due films all'interno della Toei: quello che tratterò a breve ed "Escape of Gangster Ando Noboru".
Nella Kobe del secondo dopoguerra (1947), la gang locale di Masato e Kenzo si diverte a derubare ed a rivendere gli armamenti dell'esercito statunitense nel mercato nero della città, assieme ad altri delinquenti non solo giapponesi, ma anche coreani e cinesi... che a seguito di un incontro avuto con loro, uniscono le forze e si focalizzano sui loro principali rivali, di origini coreane, guidati da Rinsei. Ben presto le tensioni prenderanno il sopravvento, portando ad una serie di tradimenti e ad un colossale regolamento di conti, assieme agli americani, in una zona industriale abbandonata.
Jitsuroku eiga alla Fukasaku ben riuscito nella sua esecuzione pirotecnica, con degli ottimi colpi di scena e per l'insegnarci che in opere di questo genere non bisogna mai fidarsi di nessuno... anche della propria anima gemella, capitata nelle mani di Takakura, che nonostante la sua inespressività è palesemente infuriato. Anche Sugawara non delude nel calzare perfettamente da yakuza, qui disposto a tutto pur di regolare i conti. Nel mezzo del "jitsuroku", il regista riesce anche nel commento sociale sul Giappone del dopoguerra, fortemente impoverito ed ancora debole dalla batosta atomica.
E ricordatevi che quando due leggende si incontrano, il cult è assicurato (Meiko & Sonny docet!). Ci vediamo in un'altra recensione, cari spettatori del blog!
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